venerdì 3 maggio 2019

I primi strali sulla Lettera Aperta ai vescovi, ma di corta gittata...

Metto il link al brillante articolo de La Stampa di ieri che fa una lettura sommariamente complottista della Lettera Aperta ai vescovi della Chiesa cattolica senza peraltro trovare un solo contro-argomento nel merito e ne denigra i firmatari con informazioni strumentali e pretestuose. Il che, insieme all'uso di frasi-slogan e citazioni estrapolate dal contesto, caratterizza anche i numerosi altri commentatori di testate di regime italiane e straniere. Tra l'altro l'articolista liquida riduttivamente questo blog, del quale conoscete il mare di contenuti di ben più ampio respiro, come "propagatore delle dichiarazioni del cardinale Raymond Leo Burke, di riflessioni di Marcello Veneziani o di lunghi editoriali sulle minacce straniere all’Occidente".
Per quanto mi riguarda, come richiesto dai miei interlocutori ai fini di inserire il mio nome, ho semplicemente indicato il titolo accademico con l'indicazione dell'Università Pontificia presso la quale è stato conseguito, (anche se poi ho avuto altri maestri, penso con particolare gratitudine a mons. Gherardini). Ovvio poi che questa, oggi come oggi, si dissoci dalla lettera, confermando peraltro la mia affermazione sul titolo...  Ma se, come asserisce l'articolista, "ad un occhio distratto si potrebbe intendere un [diverso] legame con la Facoltà Teologica “San Bonaventura”, un occhio altrettanto distratto potrebbe prendere per geni sia lui che gli altri divulgatori di analoghe letture minimaliste del documento - al cui testo integrale si guardano bene di inserire i link - e che comunque sta facendo scalpore. 
Così come nel corso degli anni hanno fatto scalpore le mie puntualizzazioni in diretta sulle distorsioni (ne cito due a campione: Permanere nella Verità di Cristo; Il Rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum) di questo pontificato (e non solo), al quale all'inizio avevo dato credito, non conoscendo l'eletto. Ma mi è bastata l'omelia di quel primo terribile Giovedì Santo e il resto è stato un crescendo, a seguire. In parte documentato qui. Io e neppure gli altri firmatari siamo 'contro' il Papa né contro nessun altro, compreso Paolo Pasqualucci al quale sono stati riservati strali analoghi e del quale sono note le opere e gli interventi;  è semplicemente questione di martyria o testimonianza che dir si voglia, non altro... E per gli approfondimenti avremo tempo. (Maria Guarini)

32 commenti:

Anonimo ha detto...

Colpisce che non si pongano la vera domanda: il perché della drammatica lettera ai vescovi.

Anonimo ha detto...

Se chi lancia strali pensa di impressionare qualcuno, credo che ci riuscirà solo con persone di corta veduta. Chiunque, ragionando, ha bisogno di argomentazioni, di fatti verificabili e codificabili, non di pretesti o di elementi fuorvianti. Uno storico della Chiesa che non sia un cortigiano, si basa su ciò ed è quello che conta. Il resto sono chiacchiere di sacrestia che lasciano il tempo che trovano. Bene hanno fatto, dunque, a sollevare il problema i venti intellettuali cattolici perché il problema esiste, eccome! Qui non si tratta semplicemente di rivestire con una carta nuova il perenne contenuto della tradizione ma di cambiare e capovolgere il senso della tradizione stessa e questo non lo può fare nessuno, neppure un papa.

fabrizio giudici ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
by Tripudio ha detto...

A titolo di curiosità: il brillante giornalista che ha scritto il brillante articolo è un membro del Cammino Neocatecumenale ed è l'autore - sempre su Vatican Insider - di tutti gli articoli incensatori su tale setta e i suoi lugubri esponenti (come ad esempio il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron).

fabrizio giudici ha detto...

Colpisce che non si pongano la vera domanda: il perché della drammatica lettera ai vescovi.

Questo non per La Stampa: nel senso che i sostenitori di questo pontificato, che sono modernisti e dunque ci sguazzano, ovviamente non hanno intenzione di andare nel merito, e comunque quelli che per noi sono problemi per loro sono cose da esaltare.

Tralasciamo per ora quelli che fanno finta di niente.

Quello che mi stupisce sono certe reazioni di chi invece sa bene che questo pontificato è un problema, lo scrive pure da altre parti, ma analizza l'iniziativa in modo superficiale. Beninteso: non pretendo che siano tutti d'accordo, chiaro: sarei lieto di leggere un commento che dice: questo Papa è un problema, ma non sussistono le condizioni per l'eresia _e mi spiega perché_. Ma me lo spiega punto per punto, facendo un lavoro simile a quello che hanno fatto gli estensori della lettera, prendendo ogni tesi e dimostrando perché è falsa. In realtà, sono perplesso ancora per un altro punto: la lettera non è indirizzata alla comunità di giornalisti, scrittori, teologi, canonisti, eccetera. È indirizzata ai vescovi. Mi si deve spiegare per quale motivo queste persone ritengono che la lettera non dovrebbe essere presa in considerazione dai vescovi, visto che - ripeto - mi sto riferendo a quelli che sanno benissimo che questo papato è un problema.

Penso p.es. alla posizione di padre Fessio SJ: non ha detto che è d'accordo o in disaccordo con la tesi dell'eresia, ha detto che sono stati formulati problemi reali e che la gerarchia deve rispondere. Cosa c'è di problematico in questa posizione?

fabrizio giudici ha detto...

Mi spiego ancora meglio. I canonisti e i teologi non sono fonti di autorità all'interno della Chiesa: lo è la gerarchia. Dunque se leggo un'opinione contraria di un canonista o di un teologo, va bene, ma non chiude la questione: non sono superiori o inferiori a quelli che hanno firmato. Non è che quelli che hanno firmato sono i giocatori di una partita di calcio e gli altri sono arbitri, gerarchicamente superiori a loro.

fabrizio giudici ha detto...

Ecco, per esempio Ed Condon ha detto che non vede elementi sufficienti per l'accusa, però ha concluso:


Ciò che è fuori discussione è che non si può semplicemente ignorare un’accusa formale pubblica di eresia contro il papa fatta da un gruppo di cattolici, compresi chierici e accademici associati alle università e istituzioni cattoliche.

Qualunque siano le intenzioni del documento, esso sembra rappresentare un appello diretto e pubblico al collegio episcopale contro quello che viene esplicitamente definito un esercizio criminale dell’insegnamento papale.

Mentre gli esperti di diritto canonico spesso discutono le possibilità ipotetiche e le ripercussioni giuridiche di un papa eretico, la discussione di ciò che può o dovrebbe essere fatto sulla contestazione all’autorità papale da parte degli autori della lettera può rivelarsi tutt’altro che teorica.

Anonimo ha detto...

Non si discute delle accuse circostanziate né dei fatti citati ,che anzi vengono accuratamente taciuti, ma si parla degli autori della Lettera ,della loro età e del loro numero esiguo.Alcuni giornali non ne parlano proprio mentre per altri si tratta di uno dei tanti scontri tra Francesco ed ambienti tradizionalisti forse americani....La mia impressione è che a breve non succederà nulla ma che è un atto che non esaurirà i suoi effetti tanto facilmente.Altra cosa che mi ha colpito è l'inconsistenza di molti giovani vaticanisti.A leggere certi articoli non si capisce assolutamente niente.

Anonimo ha detto...

Comunicato relativo alla lettera di un gruppo di teologi ai Vescovi, con la quale accusano il Sommo Pontefice di eresia
La lettera rispecchia un comprensibile disagio diffuso nella Chiesa per il magistero, per il comportamento e per il governo della Chiesa di Papa Francesco.
Ma la lettera è sostanzialmente da disapprovare per i seguenti motivi:
1. Accusare un Papa di eresia è contrario al rispetto dovuto dal cattolico al Vicario di Cristo e non tiene conto che un Papa non può essere eretico, in quanto per mandato di Cristo ha precisamente il compito di confermare i fratelli nella fede grazie ad una speciale assistenza dello Spirito Santo.
Infatti, l’eresia è una proposizione falsa in materia di fede. Da qui l’impossibilità che un Papa cada nell’eresia, perché Cristo lo ha costituito proprio come sterminatore delle eresie. Nessuno, nella Chiesa, possiede come il Papa dallo Spirito Santo il dono di discernere queste astuzie del demonio e di sgominarle.

Continua a leggere:
https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/comunicato-relativo-alla-lettera-di-un.html

Anonimo ha detto...

Ammettere che una persona, per il semplice fatto di essere papa, sia assistito automaticamente dallo Spirito Santo e sia infallibile in tutti i suoi atti, perfino in quelli più ordinari, è la posizione degli infallibilisti estremi che non è stata colta nel concilio Vaticano I. Tale concilio, infatti, esprime dei vincoli e degli ambiti precisi a prescindere dai quali il papa, come uomo, può anche sbagliarsi. Credere di onorare la figura del papa attribuendogli poteri che non ha (l'infallibilismo) significa deformarne il ministero, distorcere il significato del concilio Vaticano I e illudere i fedeli presentando l'assistenza dello Spirito Santo come una sorta di magia "ipso facto", quando, in realtà, chiede il consenso e la cooperazione dell'uomo divenuto papa.

Anonimo ha detto...

C'è un salto di qualità nella lettera ai vescovi rispetto sia ai Dubia dei quattro cardinali, sia alla Correctio filialis dei teologi, rimasti senza esito. Ed è che questa volta non si parla di un singolo ambito (Amoris laetitia), ma di tutto l’arco dell’azione pastorale e magisteriale del papa, che non può essere considerato infallibile qualunque cosa dica o faccia. Tanto meno quando smentisce i suoi predecessori o la dottrina bimillenaria.

Anonimo ha detto...

Abbiamo bisogno di veri pastori! Basta con questi timori colpevoli! Come diceva Santa Caterina a forza di riguardi e timore tutto marcisce!

irina ha detto...

Rileggendo e riflettendo sulla Lettera Aperta direi che, più che davanti ad una singola eresia, siamo davanti ad una mens haeretica. Una mente che profana forse per il gusto di profanare, di distorcere, di distruggere, di alterare. Come dichiarò, ridendo e scherzando (vedi Pulcinella), il card. Danneels, in una intervista, questo pontificato è stato preparato e portato in essere dalla Mafia di San Gallo, allora bisogna capire quali, secondo i congiurati, erano le caratteristiche che facevano di lui il candidato perfetto. Da quella poca esperienza che ho nella vita comune di tutti i giorni, ho sempre notato che questi candidati al potere, espressione di un gruppo nascosto, che non compare, sono quelli più facilmente influenzabili, in particolare perchè mediocri. Credo che Bergoglio sia stato adulato prima, poi fatto entrare con grande onore nel gruppo delle volpi scaltre della Mafia di San Gallo. Adulazione esterna e presunzione personale hanno fatto di lui il papa della spallata finale. Lui non andò a vivere nel Palazzo Apostolico per stare con gli altri e, ridendo e scherzando, disse per problemi psichiatrici. Temeva la solitudine? Doveva stare con gli altri, perché così era stato disposto dalle volpi scaltre? Non so. Potrebbe essere lui stesso sotto minaccia o deve essere istruito, giorno dopo giorno, sulla tempistica del Piano per la trasformazione della Chiesa? Non so. Ho pena di lui. Mi auguro che si ravveda e se non è libero...vuol dire che intorno a lui c'è chi lo tiene in pugno.

Anonimo ha detto...

Adriano Ghiso:
Secondo il mio modesto parere parlare di eresie è eufemistico. Nel caso di Bergoglio, almeno, si tratta di miscredenza, quindi di sostanziale apostasia.

Anonimo ha detto...

Cito da Fb:

«Si può discutere se Bergoglio sia stato validamente eletto o no. E se non è stato validamente eletto, se nessuno che ha autorità, come cardinali che hanno partecipato al conclave, ha nulla da dire circa l'invalidità, se questa cada per accettazione di fatto. Si può discutere se Bergoglio sia eretico o meno e se sia opportuno o meno che lo si accusi apertamente di eresia eccetera eccetera.
Ma che Bergoglio sia, in quanto papa, l'oracolo santo, questo no, è papolatria pura, cioè idolatria, è una forma patologica del papismo. Il papista considera il papa infallibile solo quando richiama espressamente il dogma di infallibilità (non succede dal 1950, unica volta nel XX sec.) e lo considera il custode del depositum fidei. I papolatri sono invece tipo dei tifosi da stadio, che vedono nel papa del momento (vero o presunto o facente solo le funzioni che sia) l'oracolo santo, Gesù reincarnato o qualcuno è giunto delirando a vederlo ancora più di Gesù. Siamo a livello di ubriachezza religiosa molesta. Keep calm and ridimensioniamo il ruolo del papa. La Chiesa non è un uomo solo al comando, la cosa paradossale è che Bergoglio diceva di voler portare una criticabile collegialità spinta e invece è un uomo solo al comando coi suoi gregari a fare da tappo perché nessuno possa riprenderlo.»

Anonimo ha detto...

"Il Concilio di Trento attuò nella Chiesa la sua controriforma risollevandola dalla tempesta: e furono i santi, ad incominciare da San Carlo Borromeo a realizzare tale trasformazione, applicando le direttive, le disposizioni del Concilio, esponendo fedelmente la dottrina.
Il Concilio Vaticano II, invece, ha portato finora nella Chiesa soltanto confusione dottrinale, disgregazione disciplinare, sfaldamento in tutti i campi. E i propugnatori di questo Concilio sono non i santi, i fedeli del popolo ancora sanamente cattolico, ma i contestatori, i "teologi" ribelli, quanti avevano sognato la continuazione della baraonda chiassosa e piazzaiola del periodo conciliare, con l'uso della stampa "laicista" dalle tinte funeste: ex-preti, ex-religiosi, sacerdoti ribelli, insofferenti di ogni disciplina... comunità di base "e simile lordura".
F. Spadafora

Anonimo ha detto...

Le critiche di Condon al documento sono soprattutto sul piano canonico. Io non ho le competenze per esprimermi, ma le preoccupazioni e le perplessità su questo pontificato restano terribilmente attuali.

Anonimo ha detto...

Veramente patetici gli attacchi dei modernisti!
Non hanno argomentazioni cattolicamente valide, ripetono come pappagalli frasi-slogan o citazioni estrapolate dal contesto ed invece di criticare nel merito (ma come farebbero visto che hanno torto?) attaccano le persone ed attribuiscono agli altri le intenzioni più improbabili e meschine.
Ma il punto più importante è questo: la nostra Fede è costituita in gran parte da verità DEFINITIVE (IRRIFORMABILI) e da verità DEFINITORIE (verità IRRIFORMABILI la cui negazione è detta ERESIA).
Ciò che i modernisti non capiscono (o che non vogliono capire) è che una verità IRRIFORMABILE non può essere modificata, neppure da un Papa o da un Concilio dogmatico.
Il loro problema è nell'incapacità di comprendere che la verità non può mutare e che irriformabile significa ETERNAMENTE VERO ED IMMODIFICABILE e non "vero fino a quando un papa non dirà l'opposto".
Hanno dei difetti nella logica e nella comprensione del concetto di verità ASSOLUTA ED OGGETTIVA: ODIANO O NON COMPRENDONO TUTTO CIO' CHE NON PUO' MUTARE!

Non essendo in grado di utilizzare bene il principio di non contraddizione, nella loro mente convivono in contemporanea idee fra di loro incompatibili: non è raro trovare modernisti che ritengono che ci si possa salvare anche al di fuori della Chiesa Cattolica (e quindi senza credere a nessun insegnamento papale) e che poi attaccano a testa bassa chi critica un papa, magari minacciandolo pure di andare all'Inferno (Inferno a cui non credono o a cui credono ad intermittenza e a modo loro).
Non è raro neppure trovare coloro che apprezzano l'eretica frase bergogliana sul dovere di seguire la propria coscienza e che poi si indispettiscono se qualcuno, SEGUENDO LA PROPRIA COSCIENZA, critica Bergoglio.
I modernisti e la logica sono acerrimi nemici: essi simboleggiano alla perfezione l'incapacità di ragionare in modo coerente.

Anonimo ha detto...


Nell'articolo "brillante" de La Stampa, in verità molto modesto e di
carattere compilatorio, si riportano fonti vaticane anonime (secondo
una cattiva abitudine piuttosto diffusa ormai nella stampa mondiale)
secondo le quali, la Lettera Aperta sarebbe stata un'operazione etero
diretta fatta "per denaro".
Per denaro? Ci dica allora il giornalista autore
dell'articolo quale fonte vaticana ha fatto
quest'affermazione ingiuriosa (nome e cognome) e a quanto ammonterebbero
le presunte somme passate sottobanco e da chi.
O.

Anonimo ha detto...


La critica di Padre Cavalcoli alla Lettera Aperta appare viziata in radice

Limitandosi al punto 1 del suo "Comunicato" concernente la Lettera, notiamo che
egli dice che è "impossibile" che un papa cada nell'eresia, non solo quando insegna ex cathedra, dando definizioni dogmatiche o condannando solennemente errori, ma anche nel suo magistero ordinario ossia "al livello minimo ordinario e quotidiano della sua predicazione evangelica, quando insegna verità tradizionali o già definite, che devono esser ascotate da tutti etc.".
La tesi di P. Cavalcoli è smentita dai fatti, storicamente accertati. Onorio e Giovani XXII caddero nell'eresia. Il primo si lasciò sedurre dall'errore monotelita. Fu duramente riprovato dopo morto anche se il successore disse che aveva peccato più per negligenza che per malizia. Giovanni XXII sostenne come dottore privato ma pubblicamente e convinto un'idea errata sul destino delle anime dei Giusti, che ritrattò in punto di morte dopo una sorta di sollevazione di un gran numero di teologi, fedeli, cardinali. Quando non si affidano all'assistenza soprannaturale diretta dello Spirito Santo, come avviene nelle dichiarazioni dogmatiche, i papi possono errare, dunque. Qualche volta è successo.
Nel caso di Bergoglio, non si vede come si possa dire, come fa P. Cavalcoli, che egli, a parte l'uso a volte di "un linguaggio improprio ed equivoco [?]", insegni sempre e comunque, per il solo fatto di esser Papa, "verità tradizionali o già definite".
Le insegna sempre queste verità, P. Cavalcoli, quando fa l'elogio pubblico della dottrina eretica di Lutero sulla Giustificazione, contraddicendo con ciò 500 anni di magistero della Chiesa? Facendo capire che quella dottrina pluricondannata dai papi era giusta, dal momento che con essa Lutero "non si era sbagliato"? Se non si era sbagliato lui, si erano allora "sbagliati" i papi per 5 secoli nel condannarla, P. Cavalcoli?
E quale "verità tradizionale" ribadisce papa Francesco quando autorizza i divorziati risposati, conviventi e praticanti l'unione carnale, ossia adulteri e concubini per la dottrina tradizionale della Chiesa, a ricevere (solo in certi casi, in teoria) la S. Comunione ossia a commettere un sacrilegio?
Rilevare le eresie di PF significa mettere implicitamente sotto accusa
il Concilio, del quale PF, al pari dei suoi immediati predecessori, si considera
l'erede ed esecutore. Anche per questo, in tanti continuano a tacere, anche fra i c.d. "tradizionalisti".
PP

Aloisius ha detto...

Il giornalista de La Stampa, come quello di Repubblica, hanno la visuale mediocre di chi non sa entrare nel merito perche' non conosce nemmeno l'abc della fede cattolica.

Pertanto si limitano a denigrare personalmente gli interlocutori per servire i potenti, perche' altro non sanno fare.

Secondo loro, nessuno è all'altezza di fare critiche e accuse, perche'"il capo ha sempre ragione".
E ha ragione perché alliscia il loro pelo nel verso voluto da loro, gli da il cristianesimo senza Cristo che tanto piace alla modernità.

Cardinali e vescovi che hanno sollevato dubia e critiche, peraltro in modo sempre molto rispettoso e sin troppo accorto, sono ridotti a 'complottisti-che-tramano-contro-Francesco-e-le- sue-(pseudo)riforme" o "gruppetti-di-tradizionalisti-che-difendono-i-loro-interessi", ecc...

Questi giornalisti non hanno senso critico per ignoranza, o per convenienza, o per entrambe.
Ma pontificano e spruzzano veleno a livello terra terra.

Il problema gravissimo è che, purtroppo, la maggior parte dei fedeli - persino di anziana generazione, anni '30 per intenderci - pensa come quei giornalisti clericali e arroganti, perche' non conosce più i fondamenti della fede cattolica.

Sono geneticamente modificati dagli errori del CVII e dal sessantottismo.
Se capita raramente di toccare questo tema e "critichi Francesco" ti guardano subito male, sfuggono, chiudono la conversazione senza argomenti, fanno come quei bambini che si chiudono le orecchie e alzano la voce per non sentire una cosa scomoda.
O se ne fregano.

Perché non sanno più in cosa credono.
Non soffrono per il deturpamento dell'insegnamento della Chiesa di Gesù, perche' credono ormai che il.cristianesimo consista solo nel "salvare-e-accogliere-i-migranti".
E naturalmente sono convinti che ogni religione è vera e quindi è tutto sommato intercambiabile.

Cristiani senza Cristo, a cio' formati ed educati:sono la maggioranza, è questo il problema grande.
Per questo Bergoglio non risponde.
Vedremo cosa faranno i vescovi, ma molto probabilmente faranno come Bergoglio.
Confido in mons. Schneider.

Anonimo ha detto...

Alcuni fatti e un'incertezza:
Bergoglio era in lizza già nel 2005;
Martini era nella mafia di San Gallo? Mi sembra di sì;
Martini muore il 31 agosto 2012;
Ratzinger dimesso 28 febbraio 2013;
Bergoglio vescovo di Roma 13 marzo 2013.

Anonimo ha detto...

L'articolo si limita alla calunnia (gli oscuri riferimenti al denaro che sulla Stampa di Vatican Insider suonano davvero stonati) e alla denigrazione degli estensori della lettera,senza ovviamente entrare nel merito secondo lo schema collaudato dalla cricca al potere. Ricordiamoci però che è quando siamo deboli che siamo forti, che, come mi capitò di pensare una volta partecipando ad una Messa con pochi anziani, Dio ha scelto i deboli per confondere i forti. Ricordiamoci che di fronte all'esplosione del comunismo e dei suoi errori, di cui oggi soffriamo le più recenti propaggini gender, consumistiche, nichiliste etc etc, la Vergine Immacolata schierò un esercito di tre bimbetti. Coraggio, il Signore non tarderà. E grazie Mic.

Felice ha detto...

Martini nel 2005 era già malato. Gli effetti del Parkinson erano già molto evidenti. Si è presentato al Conclave appoggiandosi ad un bastone. Non era un candidato plausibile, specialmente dopo la lunga malattia di Giovanni Paolo II.

fabrizio giudici ha detto...

Notizia non nuova, ma meglio rinfrescare. Anche perché questo degrado fisico è segno del degrado morale che aleggia da quelle parti.

https://www.ilmessaggero.it/vaticano/degrado_san_pietro_passante_bisogni_marciapiede_polizia_vigili-4469522.html


Non si arresta l'orribile degrado attorno a San Pietro. Come del resto testimonia la fotografia che è stata scattata stamattina, sotto gli occhi allibiti di qualche passante che transitava da via dei Corridori a via della Conciliazione per andare in basilica. La situazione è oltre ogni immaginazione. Senzatetto che, pur avendo a disposizione bagni e docce, preferiscono fare i bisogni nel primo angolo che capita, come se fosse una cosa normale. Sporcizia, odori pesanti, mucchietti di stracci sporchi nelle fioriere, cumuli di scarti, carta igienica (usata) lasciata per strada.

Sembra che nessuno possa farci nulla. Nemmeno la polizia municipale, che ha gli uffici a via del Falco, nè la polizia del commissariato di via del Mascherino, che pattuglia la zona facendo finta di niente.

Naturalmente non è la prima immagine che denuncia un quadro complessivo diventato con gli anni sempre più ingestibile per gli abitanti, i negozianti, i turisti che passano. Sotto il colonnato dei due palazzi di via della Conciliazione, e attorno a via Pfeiffer, la notte si concentra una umanità piuttosto variegata che si dà appuntamento per trovare un riparo sotto cataste di cartoni, stracci, sacchi a pelo.

Durante la notte però spesso scoppiano risse, il tasso alcolemico è piuttosto alto, come poi testimoniano le tracce che si ritrovano davanti all'ingresso della Sala Stampa vaticana, chiazze di deiezioni, vomito, bottiglie vuote, residui di cibo, in una sporcizia senza eguali. Nonostante quella zona sia una vetrina internazionale, una specie di biglietto da visita della città.

irina ha detto...

Non credo che Martini ambisse a diventare pontefice.Non ricordo se qui o in un altro blog lessi che un giorno Martini disse a Ratzinger, papa già da qualche anno: 'se non riesci a modificare la Curia, dimettiti'. E' una frase strana, che oggi leggo come una frase tra due persone che sembrano avere un intento comune, cioè la modificazione della Curia. Sono portata a pensare che Martini avesse un piano dettagliato per la modificazione della Curia e non solo. Forse anche un piano per la modificazione della religione cattolica. Chissà! D'altra parte Martini desiderava un CVIII, per aggiustare e/o cambiare il tiro rispetto al CVII. Queste cose molti cardinali le conoscevano e le conoscono molto meglio di me, che sto andando a tentoni. Ratzinger,forse in un libro intervista, aveva detto da Prefetto: un altro Concilio, no! Si ha l'impressione che Ratzinger si barcameni sempre tra due ruoli, qui Prefetto compassato e perito scapigliato. Nei panni di quest'ultimo il CVIII forse l'avrebbe voluto anche lui.Ma nel 2005 ecco che nel conclave, prima o durante, media ( ora vado di fantasia) senza fare troppo rumore un nuovo pontefice potrebbe modificare la Curia senza tante ed ulteriori scosse. Di queste due fazioni, la Mafia di San Gallo con Bergoglio come campione, e la Cordata Istituzionale con Ratzinger come campione, vinse quest'ultimo da tutti conosciuto e riconosciuto come persona vecchia europa, colta e mite. Dalla Loggia BXVI chiese preghiere per non fuggire davanti ai lupi che aveva alle spalle. La città ed il mondo pensarono che fosse solo una citazione umile e generica. Ora bisognerebbe capire la realtà di questa Mafia di San Gallo, erano solo una manciata di cardinali sgallettati o erano gli esponenti manovrati di fatto da un potere esterno? Fino a che punto Mafia di San Gallo e Cordata Istituzionale erano separate e quanto compenetrate? Quanti sapevano del governo mondiale? GPII aveva combattuto per le radici cristiane e greco-latine dell'Europa. Gli Asburgo cattolici erano entrati, non ricordo con quale ruolo, in qualche organismo UE. La Chiesa quali ruoli si ritagliò? Cosa sapeva e quanto di questa istituzione?

Anonimo ha detto...

Avevo letto che fu proprio Martini nel 2005 a non sostenere fino alla fine la candidatura di Bergoglio.

Anonimo ha detto...

https://www.marcotosatti.com/2019/05/05/vatican-insider-e-leresia-pezzo-grosso-fulmina-una-lettera-aperta-sugli-gnostici-anonimi-soidisant-cattolici/

Anonimo ha detto...

Dal link:

questa mattina di domenica vi offriamo un Pezzo Grosso travolgente, in una risposta ironica a un articolo dell’organo para-vaticano Vatican Insider sulla lettera aperta ai vescovi scatta ne giorni scorsi per chiedere loro di verificare se affermazioni e comportamenti e omissioni del Pontefice regnante non rientrino nel campo dell’eresia. A quanto scrive Pezzo Grosso nella sua ironia tagliente, possiamo aggiungere solo una notazione. Se a firmare la lettera ci sono numerose persone che ormai per ragioni di età non hanno incarichi in enti ecclesiali, c’è una ragione, che l’autore dell’articolo, vivendo a Roma, e frequentando il Vaticano, dovrebbe conoscere. E cioè: chi avevano un incarico negli anni passati ha avuto il coraggio di avanzare qualche critica, è stato o decapitato o soggetto a una serie di attacchi personali incredibili da parte della muta di giornalisti che guaisce vicino alle sacre pantofole. E il clima di paura e spionaggio all’interno dei sacri palazzi è tale che nessuno osa più non solo dire qualcosa, ma neanche sorridere o annuire di fronte a proposizioni che orecchie acute e lingue solerti potrebbero udire e riportare all’ecclesiastica Stasi. Quindi, chi può permettersi di parlare, anche per chi non può, sono evidentemente persone prive di incarichi. Ma non di occhi, coscienza, cervello o coraggio. Il che, forse, non si può sempre dire degli scrivani della stampa di regime.
....

Anonimo ha detto...

@Irina 4 maggio h.20.46

Prima domanda la seconda : ipotesi è quella giusta

seconda domanda : compenetrate indissolubilmente

terza domanda : tutti sapevano

quarta ed ultima, si sapeva tutto soprattutto in Cdf et omnia curia ed ecco la risposta, ci aggiunga anche il diktat obama-clintoniano e la rinuncia è presentata su un piatto d'argento a chi l'aveva richiesta, Martini non avesse avuto il morbo di Parkinson da anni avrebbe eccome accettato di fare il papa, SJ way, ma con molta più cultura e classe dell'attuale jesuita.

Anonimo ha detto...

Hanno preso di mira chi ha firmato la lettera, ma non dicono se la stessa lettera è contestabile nei contenuti, cosa che a me non sembra. E molti di coloro che contestano la lettera non sembra l'abbiano letta o, se l'hanno letta, non l’hanno compresa.
Ma se e è vero quello che dice, e tanti lo pensano senza essere teologi, bisogna che che chi deve spieghi e chi può ponga un freno.

Anonimo ha detto...

Chi è sinceramente interessato troverà la strada, come è accaduto ad ognuno di noi. Ognuno di noi ha, in merito, la sua storia da raccontare. Questo è il momento del polverone e dei gestacci, che per i più intelligenti passa presto. Gli altri hanno una strada più lunga o non l'hanno affatto. Noi continuiamo con calma a fare quello che possiamo fare e stiamo facendo, al resto penserà il Signore, che tutto vede, sa e può.