Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 30 marzo 2026

I coloni occupano le terre dei cristiani in Cisgiordania

Riprendiamo dal Centro Studi Federici. Segnaliamo le interviste, da leggere con attenzione, a due testimoni dell’aumento degli attacchi dei coloni contro la presenza cristiana in Cisgordania, il ‘parroco’ del villaggio cristiano di Taybeh e il ‘vescovo’ ausiliare di Gerusalemme. I coloni sono arrivati ormai alle porte di Betlemme, nel silenzio complice del governo di Roma, che dimentica (o rinnega) il ruolo multisecolare che ebbero gli Stati della Penisola a difesa della Terra Santa.

Taybeh, nuovi attacchi dei coloni contro fabbrica e cava nell’unica cittadina cristiana della Cisgiordania

Nuovo attacco, stamattina, dei coloni israeliani a Taybeh, unica cittadina interamente cristiana della Cisgiordania: nel mirino proprietà pubbliche, una fabbrica di cemento e una cava. Da tempo il parroco, padre Fawadleh, denuncia incursioni nei terreni agricoli, furti di bestiame, vandalismi e restrizioni militari che aggravano isolamento, crisi economica e insicurezza dei residenti
Nuovo attacco dei coloni israeliani questa mattina a Taybeh. A denunciarlo al Sir è il parroco latino della città, l’unica interamente cristiana della Cisgiordania, non lontana da Ramallah, padre Bashar Fawadleh. “Questa mattina – racconta – più di 30 coloni sono entrati nel sito di una cava e di un impianto di betonaggio situati a ovest della città, dove hanno svolto rituali e preghiere talmudiche”. 

Leone XIV e il mito della Restaurazione: perché l'agenda di Francesco continua

Nella nostra traduzione da The Remnant. Leone XIV non sta dando inizio a una restaurazione post-bergogliana, bensì a una riorganizzazione della Curia fondata sulla coesione – inclusiva e strutturale – piuttosto che sull'unità dottrinale. Attraverso nomine, decisioni e orientamenti ecclesiologici, emerge una sostanziale continuità con Francesco in termini di obiettivi, pur con metodi differenti, aprendo scenari di profonda trasformazione senza alcun ritorno al modello Wojtyła-Ratzinger. In definitiva "la Chiesa si sta muovendo verso una profonda riforma ecclesiologica e in questo procede lungo il cammino avviato dal Concilio Vaticano II: che ciò sia dovuto al magistero conciliare o all'interpretazione che gli è stata data è un'altra questione. Resta il fatto che è da quell'evento che è partito questo processo, che, per il momento, non accenna a fermarsi."

Leone XIV e il mito della Restaurazione:
perché l'agenda di Francesco continua


Nelle ultime settimane, diverse nomine importanti sono state interpretate da vari analisti, italiani e non, come segno di una cauta riforma della Curia da parte di Papa Leone XIV. Si dice che il Papa agostiniano sia consapevole dei gravi problemi causati dal precedente pontificato e che cerchi di ripristinare, molto gradualmente ma inesorabilmente, lo status quo pre-bergogiano: così ci racconta una certa narrazione. Ma è davvero così?

Sono trascorsi circa dieci mesi dall'8 maggio 2025, giorno in cui il poco conosciuto Robert Francis Prevost è stato elevato al Trono di San Pietro con il nome di Leone XIV. Sebbene non possiamo, per ovvie ragioni, conoscere il foro interno del Pontefice, possiamo tuttavia esaminare quanto accaduto finora per tentare di elaborare una “visione d'insieme” utile non solo a comprendere ciò che sta accadendo oggi in Vaticano, ma anche a delineare alcuni scenari di ciò che accadrà nei prossimi mesi e anni .

Leone XIV incontrerà a Roma il nuovo arcivescovo donna di Canterbury

Continua, confermato e consolidato da Leone XIV, il falso ecumenismo postconciliare. Di seguito la cronaca dell'evoluzione dell'evento più recente, ignorando di fatto che l’anglicanesimo nega la Presenza Reale e sottomette i suoi vescovi al potere civile. Il primo punto non è solo un dato teologico, ma una verità dottrinale che riguarda la vita spirituale e quella quotidiana di milioni di fedeli, trasformata dall'incontro con Cristo Signore vivo e vero.

Leone XIV incontrerà a Roma
il nuovo arcivescovo donna di Canterbury


A pochi giorni dall'insediamento ufficiale e dal controverso messaggio [qui], leggiamo su Vatican News che Leone XIV incontrerà la nuova arcivescovessa di Canterbury, Sarah Mullally, ricevendola durante il suo viaggio a Roma, in programma dal 25 al 28 aprile.
Risulta anche che hanno avuto luogo nella Chapel of our Lady Martyrdom l’incontro e la preghiera comune con il cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’unità dei cristiani, per commemorare il 60° anniversario della Dichiarazione Comune del 24 marzo 1966, la prima dichiarazione ecumenica formale tra la Chiesa anglicana e quella cattolica romana firmata da Papa Paolo VI e l’arcivescovo Michael Ramsey (vedi in nota il testo integrale), rinnovata da Bergoglio qui. Koch ha consegnato a Mullally la lettera di auguri e benedizioni di Leone XIV.

domenica 29 marzo 2026

Gerusalemme. La polizia israeliana impedisce al card. Pizzaballa l'accesso al Santo Sepolcro

Gerusalemme. La polizia israeliana impedisce
al card. Pizzaballa l'accesso al Santo Sepolcro

La polizia israeliana ha impedito al Cardinale Pizzaballa e al Custode di Terra Santa, Padre Francesco Ielpo, OFM, di celebrare la Messa nel Santo Sepolcro la Domenica delle Palme.

In una dichiarazione, il Patriarca latino scrive:

Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, Monsignor Francesco Ielpo, OFM, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme.

I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre si recavano in processione privata e senza alcuna connotazione cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro. Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai Capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro.

Questo episodio costituisce un grave precedente e manca di rispetto alla sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme. Fonte: Latin Patriarchate of Jerusalem

Settimana Santa a Tolentino

I Confratelli “sacconi” di Tolentino invitano alla PREGHIERA NELLA SETTIMANA SANTA 2026 SECONDO LA TRADIZIONE DEI PADRI NEL VENERABILISSIMO RITO ROMANO ANTICO.
Istituto del Buon Pastore
Unità Pastorale 8
Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta dei “sacconi”
Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore
CENTRO STORICO, VIA CORRIDONI 16

DOMENICA DELLE PALME 29 marzo 2026 Ore 15,30 Sante Confessioni ( due Sacerdoti ) ore 16,00 Benedizione delle Palme e solenne processione
Santa Messa Solenne in Terzo
Gregorianista M° Francesco Mazzeo

Da Roma. “Un’inclusione generosa” per i cattolici che celebrano la Messa tridentina?

Nella nostra traduzione da The Remnant. Mentre la Chiesa commemora l'anniversario della morte dell'arcivescovo Marcel Lefebvre, Leone XIV lancia un appello all'"unità" sulla Messa tradizionale, ma il suo appello giunge in un momento di crescente tensione. Con la Fraternità Sacerdotale San Pio X che si prepara a consacrare nuovi vescovi e molti cattolici che si rivolgono alla Messa tridentina come rifugio dalla confusione liturgica e dottrinale, la domanda rimane: si può ristabilire l'unità senza compromettere la Fede stessa? Qui l'indice degli articoli della Liturgia ai tempi di Leone. Qui la sintesi di due significative interviste di mons. Schneider sulla FSSPX con circostanziati riferimenti alla crisi dottrinale (non solo sulla Liturgia) e ai suoi diversi aspetti.

Da Roma “Un’inclusione generosa” per i cattolici che celebrano la Messa tridentina?

Il 25 marzo, festa dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria e 35° anniversario della morte dell'arcivescovo Marcel Lefebvre (1905-1991), fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e coraggioso difensore della Messa tradizionale in latino (MTL), Papa Leone XIV ha esortato a una "rinnovata unità nella vita liturgica della Chiesa", invitando i vescovi francesi a cercare "soluzioni concrete" per integrare i cattolici devoti alla MTL, mantenendo al contempo la comunione ecclesiale, come riportato da EWTN.

In particolare, il Papa ha affermato di essere “particolarmente attento” alla questione della liturgia, riconoscendo le sue preoccupazioni espresse dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ai vescovi francesi riuniti per la loro assemblea plenaria primaverile a Lourdes (24-26 marzo), lamentando le attuali divisioni liturgiche come “una ferita dolorosa” all'interno della Chiesa, secondo quanto riportato da Gaudium Press.

Seconda Domenica di Passione / Domenica delle Palme

Con la Domenica delle Palme, Domenica dell'Osanna o più propriamente Domenica della Passione del Signore, inizia la solenne annuale celebrazione della Settimana Santa, nella quale vengono ricordati e celebrati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, con i tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura e infine la sua Risurrezione e Ascesa al cielo. 
Per una visione d'insieme su questo tempo liturgico, vedi: Cap. I - Storia del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui]; Cap. II - Mistica del Tempo di Passione [qui]; Cap. III - Pratica del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui]; Domenica di Passione [qui].

Seconda Domenica di Passione 
Domenica delle Palme

Ant.
- Matt. 21, 9 - Hosánna fílio David: benedíctus qui venit in nómine Dómini. Rex Israël: Hosánna in excélsis.
Matt. 21, 9 - Osanna, o figlio di Davide: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore. O Re di Israele: Osanna nell’alto dei cieli.

La partenza da Betania.
Di primo mattino, Gesù lascia a Betania Maria sua madre, le due sorelle Marta e Maria Maddalena, con Lazzaro, e si dirige a Gerusalemme in compagnia dei discepoli. Trema la Vergine, nel vedere così il Figlio avvicinarsi ai suoi nemici, che bramano versare il suo sangue; però oggi, Gesù, non va incontro alla morte a Gerusalemme, ma al trionfo. Bisogna che il Messia, prima d'essere sospeso alla croce, sia, in Gerusalemme, proclamato Re dal popolo; e che di fronte alle aquile romane, sotto gli occhi dei Pontefici e dei Farisei rimasti muti per la rabbia e lo stupore, la voce dei fanciulli, mescolandosi con le acclamazioni della cittadinanza, faccia echeggiare la lode al Figlio di David.

sabato 28 marzo 2026

Vescovo Schneider: "Perché attaccare pubblicamente la Fraternità Sacerdotale San Pio X, minacciarla e definirla scismatica?"

Riprendiamo dal sito della FSSPX.  Il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare della diocesi di Astana, ha recentemente rilasciato interviste a The Remnant e a Certamen. In queste interviste, di amplissimo respiro, esorta i suoi confratelli vescovi a riconsiderare la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), vedendo le prossime consacrazioni del 1° luglio come una benedizione per la Chiesa e non nascondendo il suo desiderio di vedere un giorno l'arcivescovo Lefebvre canonizzato. Richiamo l'attenzione sui numerosi link di riferimento per approfondire le questioni dottrinali evidenziate da mons. Schneider. 

Vescovo Schneider: "Perché attaccare pubblicamente la Fraternità Sacerdotale San Pio X, minacciarla e definirla scismatica?"

Una prospettiva plasmata dalla conoscenza diretta della Fraternità
Il 25 marzo 2026, nel 35° anniversario della morte dell'arcivescovo Lefebvre, il giornalista Michael J. Matt ha intervistato il vescovo diocesano Athanasius Schneider sul canale televisivo americano The Remnant TV. Il vescovo Schneider ha ripercorso il suo cammino dal giorno della sua nomina a visitatore ufficiale del Vaticano presso la Fraternità Sacerdotale San Pio X:

«Nel 2015, più di 10 anni fa  Papa Francesco mi chiese, insieme ad altri tre vescovi, di visitare diverse case della Fraternità, compresi i seminari. Ero uno dei vescovi ufficialmente incaricati dalla Santa Sede.»

Prima di tutto, i cristiani

Nella nostra traduzione da Substack.com
Prima di tutto, i cristiani
Parole, scismi ed eresie

Chiesa Santi Ambrogio e Theodolo, Stresa (VCO, Italia), L'Esaltazione della Santa Croce

Divisioni e nomi
Talvolta, entrando in contatto con diverse confessioni cristiane, constatiamo con sorpresa che il termine "cristiano" è quasi completamente sostituito da altre denominazioni. Dopo il Grande Scisma d'Occidente e d'Oriente del 1054, si parlava di "cattolici" e "ortodossi". Poi, con la Riforma protestante, il numero di denominazioni di comunità protestanti e neoprotestanti è aumentato rapidamente. Oggi conosciamo "luterani", "calvinisti", "unitariani", "battisti", "avventisti", "pentecostali" e molte altre comunità simili. Ancora più grave è il fatto che persino all'interno della Chiesa "una, santa, cattolica e apostolica", siano sorte divisioni, come testimoniano i nomi utilizzati. Così, spesso sentiamo parlare di cattolici "liberali" (o "progressisti"), "conservatori" e "tradizionalisti".

venerdì 27 marzo 2026

I sette dolori di Maria Santissima

Celebriamo oggi i Sette Dolori della Madonna. Questa devozione alla Mater dolorosa, prima che Pio X ne fissasse la festa liturgica il 15 settembre, veniva ricordata il venerdì precedente la Domenica delle palme. La nostra bella Madre,  con la sua compassione ("cum patior", soffrire con Gesù) ha contribuito alla nostra stessa salvezza. Questa è la corredenzione [qui - qui - quiqui - qui l'indice degli articoli dopo la Mater populi fidelis], l'attiva cooperazione di Maria nella salvezza dell'umanità. La Madonna è la nuova Eva. Con la sua obbedienza e le sue lacrime materne, ha acquistato per noi, in Cristo e per Lui, la vita eterna.

I sette dolori di Maria Santissima
Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.
[qui]

La compassione della Madonna

La pietà degli ultimi tempi ha consacrato in una maniera speciale questo giorno alla memoria dei dolori che Maria provò ai piedi della Croce del suo divin Figliolo. La seguente settimana è interamente dedicata alla celebrazione dei Misteri della Passione del Salvatore, e sebbene il ricordo di Maria che soffre insieme a Gesù sia sovente presente al cuore del fedele, il quale segue piamente tutti gli atti di questo dramma, tuttavia i dolori del Redentore e lo spettacolo della giustizia divina che s'unisce a quello della misericordia per operare la nostra salvezza, assillano troppo la mente, perché sia possibile onorare come merita il mistero della compassione di Maria ai patimenti di Gesù. Conveniva perciò che fosse scelto un giorno, nell'anno, per adempiere a questo dovere; e quale giorno meglio si addiceva del Venerdì della presente settimana, ch'è di per se stesso interamente dedicato al culto della Passione del Figlio di Dio?

L'IA e l'importanza della mente umana e delle capacità di scelta

Oltre alle capacità di scelta, che ne facciamo della coscienza? E come formare una retta coscienza in persone completamente dipendenti dalla tecnologia? Il problema è chi crea gli algoritmi e in base a quali scelte. C'è sempre un orientamento di base.... Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

L'IA e l'importanza della mente umana e delle capacità di scelta

Il cervello della sua navicella smise di esistere a circa 160 chilometri sopra la Terra. In quell’istante, non c’erano più sistemi, né automatismi, né calcoli affidati alle macchine. Restava solo lui. E così, senza esitazione, divenne lui stesso la navicella.

Era il 16 maggio 1963. Gordon Cooper orbitava attorno al pianeta dentro una capsula metallica poco più grande di una cabina telefonica, lanciato a quasi 28.000 chilometri all’ora. Era lassù da oltre ventiquattr’ore, ventidue orbite già compiute. Tutto stava andando come previsto. Fino a quando il silenzio dello spazio fu spezzato dagli allarmi.

Prima un errore, quasi banale: un sensore impazzito segnalava una caduta verso la Terra. Non era vero. Cooper lo ignorò, lo spense. Un fastidio, nulla di più. Ma era solo l’inizio.

Santa Pasqua 2026 a Sant'Anna al Laterano

Carissimi,
La domenica V di Quaresima [qui], la I Domenica di Passione, ha rappresentato il preludio ai grandi misteri dell’imminente Settimana Santa. Abbiamo sentito Gesù pervenire all’estrema barriera del mondo di peccato. Innanzi a lui, Salvatore universale, si è levato tremendo e minaccioso il mistero del male, del peccato della morte. Il Figlio di Dio è accusato di avere a che fare col demonio: la vetta massima della salvezza innanzi all’abisso più profondo della caduta, pronto per essere lapidato. Ma non era ancora giunta la sua ora.
Settimana Santa
29 marzo Domenica delle Palme: con essa entreremo nel cuore del Mistero della Redenzione. “Vexilla Vexilla regis pròdeunt, fulget crucis mysterium, quo carne carnis conditor suspensus est patibulo” [vedi].
La chiesa aprirà alle ore 15,00 per le Confessioni. Ore 15,30 recita del S. Rosario. Ore 16,00 Benedizione delle Palme, Processione con i rami benedetti e S. Messa.

Il Lunedì, Martedì, Mercoledì di Passione potremo intensificare il nostro impegno di penitenza di preghiera partecipando alla S. Messa.

Giovedì, Venerdì e Sabato Santo potremo recarci nelle chiese dove la Liturgia del Santo Triduo sarà celebrata. È importante per il cristiano partecipare alla Liturgia di questi tre giorni anche se richiederà un po’ di sforzo.
Ricordo i canoni del Codice di Diritto canonico che regolano il giorno di penitenza del Venerdì Santo:
“Can. 1251. Si osservi l’astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, in tutti i singoli venerdì dell’anno, eccetto che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità; l’astinenza e il digiuno, invece, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo [Venerdì Santo].
Can. 1252. Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14 anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60 anno iniziato”.

5 aprile Domenica di Pasqua, festa delle feste, gioia completa dei cristiani. In un attimo di mistero e di miracolo, Cristo passa dalla morte alla vita. In cielo e in terra si apre il giorno nuovo celebrato dalla Sacra Liturgia per Otto giorni, poi per cinquanta giorni e infine ogni Domenica. In ogni parte del mondo i redenti si raccolgono con gli Angeli attorno all’Altare sul quale sta Cristo vittorioso, nostro unico e vero Agnello.
La chiesa aprirà alle ore 15,00 per le Confessioni. Alle ore 16,00 Processione e canto del “Salve festa dies” e S. Messa.

6 aprile Lunedì dell’Angelo. L’Ottava di Pasqua era fino al X secolo un’unica festa. La festa di Pasqua merita veramente di essere chiamata il giorno del Signore: il trionfo di Cristo inaugura il mondo nuovo che avrà la sua pienezza nell’eternità. Durante l’ottava canteremo la gioia di questo giorno.
Il 6 aprile la chiesa aprirà alle ore 15,00 per le Confessioni. Ore 15,30 recita del S. Rosario. Ore 16,00 S. Messa.

A tutti auguro di vivere intensamente e con partecipazione i Misteri della Morte e Risurrezione del nostro Salvatore Gesù Cristo.

L'irenismo modernista di Leone nei confronti dell'Anglicanesimo

Mons. Viganò su X. Qui l'indice dei precedenti. Avevo letto dell'evento di Sarah Mullally nominata arcivescovo di Canterbury al posto di Justin Welby [qui], per la quale non sono mancate neppure le congratulazioni del card. Koch, Prefetto per la promozione dell'unità dei cristiani [qui]. Ma non avrei mai pensato ad un coinvolgimento del genere da parte di Leone XIV [vedi]... Sono gli evidenti frutti conciliaristi della nuova chiesa sinodale, che mons. Viganò inquadra nella loro grave istanza compromissoria se non eretica. Non meraviglia quindi il titolo sottilmente compiaciuto del quotidiano dei vescovi, Avvenire: “Anglicani, per la prima volta una donna a capo della Chiesa d’Inghilterra”.
Ricordo qui una riflessione di mons. Gherardini sull'Anglicanorum coetibus di Benedetto XVI.

L'irenismo modernista di Leone nei confronti dell'Anglicanesimo 

Leone abbraccia l’eresia ecumenista solennemente condannata da Pio XI nella Mortalium Animos, trattando la Comunione Anglicana – i cui "ordini sacri" furono dichiarati assolutamente nulli da Leone XIII nell’Apostolicæ Curæ – come “Chiesa sorella” con cui “camminare insieme” in virtù di un battesimo comune, senza esigere la conversione all’unica vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Tale irenismo modernista, che elogia il dialogo ARCIC (Anglican-Roman Catholic International Commission) e invoca una “testimonianza comune” senza affermare l’unicità cattolica, dissolve il dogma “Extra Ecclesiam nulla salus” e riduce l’unità voluta da Nostro Signore a un compromesso sentimentale. Non stupisce che le “autorevolissime fonti magisteriali” con cui Leone legittima l’ecumenismo siano il Vaticano II e i papi conciliari. Non uno dei Papi precedenti il Concilio avrebbe mai osato pensare e scrivere simili orrori.

Il saluto a una “arcivescovessa” aggrava infine lo scandalo, violando il Magistero immutabile che esclude la possibilità di un sacerdozio femminile e conferma la totale invalidità di ogni pretesa ordinazione anglicana.

Ma se “san” Paolo VI è in paradiso, dove si trova il Martire San Thomas Becket? [Il riferimento è a San Tommaso Becket, martire inglese, per il suo ruolo di Arcivescovo di Canterbury, la cui Cattedra è oggi usurpata da un’abortista woke, laica e eretica].

Il cardinale Parolin parla della Messa tradizionale

Nella nostra traduzione da The Catholic Herald. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Il cardinale Parolin parla della Messa tradizionale

Il cardinale Pietro Parolin ha riconosciuto la profondità delle divisioni che circondano la Messa tradizionale in latino, avvertendo che la Chiesa deve evitare che la liturgia diventi fonte di conflitto.

Parlando apertamente al Catholic Herald, il Segretario di Stato si è detto in sintonia con la valutazione del Papa sulla situazione, affermando: "Credo che tutti condividiamo questa, diciamo, valutazione data dal Papa". Ha proseguito: "Nel senso che la liturgia non deve diventare fonte di conflitto e divisione tra noi". Le sue osservazioni riflettono una crescente consapevolezza all'interno della Curia Romana che le tensioni sulla forma antiquior del Rito Romano rimangono irrisolte malgrado successivi interventi.

giovedì 26 marzo 2026

La lotta infinita tra due manicheismi

Estraggo dai commenti e condivido.
La lotta infinita tra due manicheismi

Si denuncia giustamente la componente megalomane della dirigenza israeliana attuale, quella dei sionisti che aspirano a realizzare il c.d. Grande Israele, magari includendovi la ricostruzione del Tempio (sarebbe il Terzo Tempio).
Ma si denuncia la megalomania degli ayatollah? Contro le aspettative, hanno dimostrato di avere un armamento missilistico diversificato ed imponente; hanno appena tirato fuori due missili intercontinentali, lanciandoli contro l'atollo di Diego Garcia nell'Oceano Indiano, base angloamericana: uno dei due è arrivato ma è stato abbattuto.
La megalomania sta nell'essersi costruiti un arsenale così gigantesco, capace di portare carichi nucleari a grandi distanze, arsenale al servizio di una politica di totale aggressione verso Israele, chiamata sempre "l'entità sionista", che non deve esistere e deve esser distrutta. Con gli eserciti terroristi finanziati e armati da Teheran, con la pressione psicologica e propagandistica continua, con l'eventuale uso di missili, anche atomici.
Gli ammiratori dell'islam shiita dovrebbero riflettere su quest'aspetto della mentalità degli ayatollah, che sembra incapace di qualsiasi politica di compromesso: dietro le dottrine islamiche peculiari praticate dagli sciiti c'è l'eredità manichea. Mani era persiano, morì in carcere nel 277 d.C. La sua religione contiene molteplici spunti gnostici ma riflette nello stesso tempo il cd. "dualismo iranico", già presente nello Zoroastrismo. Il mondo è cosmicamente diviso in due forze, il bene e il male, che sono di uguale forza e potenza e si contrappongono come la luce alla tenebra ("due principi coeterni di ugual potenza in irreconciliabile, essenziale opposizione"- Jonas). Nessun compromesso è possibile tra di loro, il male deve esser distrutto, in modo radicale e totale.
C'è quest'eredità spirituale che pesa, nella forma mentis della teocrazia shiita. Abbiamo così un approccio tendenzialmente sempre manicheo, al quale fa da contraltare la componente estrema del sionismo, quella dei fanatici del Grande Israele e del Terzo Tempio.
Usando il termine in senso generale, possiamo parlare di due manicheismi che si stanno ferocemente combattendo.

Il vescovo Strickland annuncia il "Digiuno di Ninive" per espiare i "peccati gravi".

Nella nostra traduzione da Lifesitenews  Vescovo Strickland: "Il digiuno ci allontana da noi stessi e ci avvicina a Dio. Diventa un atto di riparazione". Questo impegno inizierà domani venerdì 27 marzo e proseguirà il quarto venerdì di ogni mese, per i successivi otto mesi, per un totale di nove giorni di digiuno. Qui l'indice dei precedenti interventi. 

Il vescovo Strickland annuncia il "Digiuno di Ninive"
per espiare i "peccati gravi".

Cari fratelli e sorelle in Cristo,
Nel Vangelo ci sono momenti in cui persino gli apostoli – i più vicini a Nostro Signore – si imbattono in un male che richiede qualcosa di più.

Erano stati inviati.
Avevano predicato.
Avevano scacciato i demoni nel Suo nome.

Eppure, in un istante, si sono trovati nell'impossibilità di liberare il figlio malato di un uomo.

Giurisdizione inseparabile?

Riprendiamo dal sito della FSSPX. Precedente recente qui (vedi anche commenti).
Giurisdizione inseparabile?

Tra le critiche teologiche rivolte alle prossime consacrazioni episcopali, alcune provengono da figure di spicco, ma non è sempre così. Qua e là, anche alcuni contributori meno noti offrono le proprie argomentazioni per entrare nel dibattito.

Ad esempio, Jean Bouër, editorialista di Politique Magazine, contesta la "delicata" argomentazione della Fraternità secondo cui i poteri dell'Ordine sacro e la giurisdizione sono separabili e che è quindi possibile consacrare i vescovi senza conferire loro la giurisdizione. Al contrario, per il giornalista è un dato di fatto che «quando un vescovo viene consacrato, gli viene sempre assegnata una giurisdizione» [1]. Ne è prova il fatto che quando viene consacrato un vescovo senza una vera e propria diocesi, come un nunzio o un vescovo ausiliare, gli viene sempre assegnata una diocesi «in partibus infidelium», cioè «nelle terre degli infedeli». Si tratta spesso di ex diocesi cadute in mani musulmane nel corso della storia. Un vescovo di questo tipo viene quindi definito vescovo «titolare».

mercoledì 25 marzo 2026

Leone XIV ai vescovi francesi: liturgia, abusi, educazione cattolica

Messaggio di Leone XIV, a firma del segretario di Stato Parolin, per la plenaria della Conferenza Episcopale francese a Lourdes che, tra i temi in agenda, ha anche quello della Messa tradizionale. Il Papa chiede di cercare “soluzioni concrete per includere le persone legate al Vetus Ordo”. Sulla questione abusi, esorta a manifestare attenzione alle vittime e misericordia verso tutti, inclusi i sacerdoti colpevoli. E incoraggia a difendere "con determinazione" l'insegnamento cattolico. Leggiamo su ACIstampa quanto ripreso di seguito. Il tutto centrato sul mantra dell'inclusione e sulla cartina di tornasole del Vaticano II, sul quale basterebbe poter discutere... Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Leone XIV ai vescovi francesi: liturgia, abusi, educazione cattolica

Città del Vaticano, 25 Marzo 2026 -- Arriva un messaggio di papa Leone XIV, a firma di Parolin, segretario di Stato Vaticano, in occasione dell’assemblea plenaria di primavera della Conferenza Episcopale francese, in corso da ieri 24 marzo, a Lourdes, fino a domani giovedì 26.

Temi del messaggio, la Liturgia e il tema degli abusi, oltre all'educazione cattolica. Pe il pontefice è importante manifestare attenzione alle vittime e misericordia “verso tutti”, inclusi i sacerdoti colpevoli. Inoltre, sul tema della Messa tradizionale auspica “soluzioni concrete che permettano di includere generosamente le persone sinceramente legate al Vetus Ordo”. Questo senza nascondere la grave preoccupazione per il fatto che “continui ad aprirsi nella Chiesa una dolorosa ferita riguardante la celebrazione della Messa, il sacramento stesso dell’unità”. Ed è proprio sull’unità che il pontefice continua a scrivere: “È certamente necessario un nuovo sguardo di ciascuno verso l’altro, in una maggiore comprensione della sua sensibilità; uno sguardo che possa permettere a fratelli ricchi della loro diversità di accogliersi reciprocamente, nella carità e nell’unità della fede”, si legge nel messaggio.

Una vittoria di Pirro

C’è stata una vittoria delle forze globaliste in Italia, coalizzate attorno all’ANM e vs la Meloni. Pare che abbiano votato più di un milione di immigrati cui è stata data la cittadinanza. Da non sottovalutare. Hanno pesato anche le guerre, forse anche i pesanti finanziamenti all'Ucraina. Comunque è una vittoria del Deep State Italiano, ma è una vittoria di Pirro. Chi ha vinto oggi è già dimissionario dall’ANM per motivi familiari. C'è da farsi qualche domanda.

Una vittoria di Pirro

Non pensavo possibile che ci fosse un livello di superficialità così alto tra tra le élite intellettuali dei magistrati e della sinistra italiana, e ammetto che mi sono totalmente sbagliato. Ci sono vittorie che non si dovrebbero mai nemmeno cercare di ottenere, non solo perché sono sbagliate, ma perché sono l’anticamera di un inferno che si aprirà sotto i piedi di chi le ha ottenute. Questi non si rendono conto di cosa hanno fatto. Una vittoria elettorale, ottenuta con le mistificazioni e le opere mediatiche oscene, se non è protetta a livello internazionale si ritorcerà contro i vincitori.

Storicamente la gran parte dei magistrati italiani si è costituita in una forza sopra la politica, ed ha conquistato man mano, grazie ad una base giuridica creata nel 1941, un potere abusivo che ha accresciuto e attraverso cui, a partire dal 1992, ha letteralmente ucciso la DC e il PSI, e quindi la piena sovranità del Parlamento italiano. In una stagione di cessione di sovranità all’UE, questa cosa si poteva fare, ma ora la stagione è cambiata.

In Illo Tempore: I Domenica di Passione

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente [qui].

In Illo Tempore: I Domenica di Passione

Dalle domeniche che precedono la Quaresima in poi, la Santa Madre Chiesa ci ha condotti verso una morte liturgica. Prima ci fu il silenzio dell'Alleluia [vedi] e del Gloria. Il viola e apparso la domenica come araldo del digiuno imminente. Poi la Quaresima stessa ha intensificato la privazione giorno dopo giorno, fatta eccezione per le feste più importanti. Sono scomparsi i fiori scomparvero. La musica strumentale tacque. Persino la Domenica Laetare [qui], con i suoi paramenti rosacei e il temporaneo attenuarsi dell'austerità, è giunta come un breve raggio di calore nell'acqua gelida, uno scorcio di Pasqua da lontano prima che la Chiesa riprendesse fiato e si immergesse di nuovo negli abissi. Il Tempo di Passione segna ora l'inizio della discesa finale.

25 marzo. La Supplica alla Madonna di Loreto

25 marzo. La Supplica alla Madonna di Loreto
Da recitarsi alle ore 12

O Maria Lauretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te: accogli oggi la nostra umile preghiera. L’umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola.

Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio.

O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza.

Un altro giorno nella Chiesa conciliare

Nella nostra traduzione da Pelican-brief la riflessione che segue: "Un altro giorno nella Chiesa conciliare". 
Un giorno come tanti al quale ormai siamo assuefatti, una sorta di apatia frutto dell'impotenza tutta umana... Ma "tutto possiamo in Colui che ci dà forza!" anche quando sembra non servire a nulla. 
Solo il Signore sa e prepara frutti secondo la Sua volontà. Per quanto mi riguarda, dopo vent'anni di lotta assidua e di impegno quotidiano nello sforzo instancabile di disseppellire e condividere i tesori della nostra fede, non posso far altro che continuare a pregare e a offrire, persistendo nella fedeltà e andare avanti come e quanto il Signore vorrà, certa che tutto è nelle Sue mani

Un altro giorno nella Chiesa conciliare
Una riflessione sugli ultimi tumulti della gerarchia
«Oggi ho avuto il piacere di vedere Gavrila Ardalionovich a un appuntamento con Aglaya Ivanovna, alla panchina verde. Mi sono meravigliato di quanto un uomo possa avere un aspetto stupido.» (Dostoevskij, L'idiota)
Il punto di partenza migliore è, in fin dei conti, l'inizio.

Proprio l'altro giorno, mentre scorrevo X - cosa che non è mai una buona idea - mi sono imbattuto in un nuovo articolo del Catholic Herald che diceva: "L'arcivescovo di Vienna suggerisce che la Chiesa dovrebbe rimanere aperta a cambiamenti nei comandamenti e nelle leggi".

Ho visto il titolo, non ho nemmeno sentito il bisogno di cliccarci sopra e ho continuato a scorrere. Circa 5 minuti dopo, ho capito cosa mi era appena successo e cosa significasse per me quel tipo di reazione, o meglio, la sua assenza.

martedì 24 marzo 2026

Se voglio sentire parlare di Gesù Cristo, a chi devo rivolgermi?

Cronaca attuale che rispecchia la realtà di crisi della Chiesa e, conseguentemente, della nostra civiltà.
Qui l'indice degli  articoli sulla realtà distopica.

Se voglio sentire parlare di Gesù Cristo,
a chi devo rivolgermi?


Sicuramente molti di voi avranno visto questa immagine che sta circolando sui social. L’ho letta anch’io, e devo confessare che mi ha lasciato una grande tristezza nel cuore.

In quella breve lettera c’è una domanda che, se ci fermiamo davvero a pensarci, è profondamente inquietante: “Se voglio sentire parlare di Gesù Cristo, a chi devo rivolgermi?”

Questa domanda mi ha colpita perché significa che, tra di noi, ci sono ancora persone che cercano Gesù. Persone che desiderano sentir parlare di Lui, che hanno sete di Lui… ma che non riescono più a trovarLo.

Ed è una realtà che fa male riconoscere.

Non perché Gesù non sia più presente, ma perché noi, lentamente, Lo abbiamo tolto dal centro della nostra vita. Abbiamo riempito gli spazi con tante altre cose: opinioni, ideologie, dibattiti, posizioni politiche, discussioni infinite… mentre Cristo, che dovrebbe essere il cuore di tutto, spesso rimane sullo sfondo.

Vescovo Strickland: I cattolici vengono ingiustamente accusati di antisemitismo per aver difeso gli insegnamenti della Chiesa.

Nella nostra traduzione da Lifesitenews: «La coscienza cattolica non deve mai essere messa a tacere dalle pressioni politiche o dalla paura di essere accusati», scrive il vescovo Strickland. Qui l'indice degli interventi precedenti. 

I cattolici vengono ingiustamente accusati di antisemitismo
per difendere gli insegnamenti della Chiesa


Il testo che segue, del vescovo Joseph Strickland, è stato originariamente pubblicato sul suo account X.

In questi giorni di grande confusione, molti cattolici fedeli si sentono turbati – alcuni persino scossi – dall'intensità della pressione politica, dalle accuse pubbliche e dalla crescente ostilità verso coloro che semplicemente si attengono all'insegnamento perenne della Chiesa cattolica.

Permettetemi di parlare con chiarezza, come un pastore di anime:
Se senti che la terra sotto i tuoi piedi trema, non è perché la verità è cambiata, ma perché molti, senza saperlo, si sono ancorati a cose che non possono reggere.

Vescovi «autonomi» e Vescovi «collegiali»: il tema della giurisdizione episcopale

Don Barthe, su Res Novae – Perspectives romaines, espone la sua posizione sulla controversa questione della giurisdizione episcopale.

Vescovi «autonomi» e Vescovi «collegiali»
Due aspetti della crisi della Chiesa e del magistero
don Claude Barthe

La Fraternità San Pio X ha annunciato che il primo luglio 2026 celebrerà al suo interno delle nuove consacrazioni episcopali. Possano i nuovi vescovi essere veramente vescovi per tutta la Chiesa, unendosi alla lotta di coloro, tra i Successori degli Apostoli, che vogliono restaurare la fede e il culto e non restare i vescovi di un isolotto pastorale di incontaminati. Ma il nostro scopo non è quello di trattare questa faccenda nel merito, bensì quello di considerare gli aspetti che essa rivela: quello della giurisdizione episcopale (il potere di governare proprio dei vescovi) nella Chiesa.

Una nuova categoria di vescovi

lunedì 23 marzo 2026

Parce Domine, populo tuo /Canto quaresimale

"Parce Domine, populo tuo" è un celebre canto gregoriano quaresimale, tradotto come "Perdona, Signore, al Tuo popolo".
Invoca la misericordia divina, chiedendo a Dio di non adirarsi in eterno e di perdonare le colpe del popolo, spesso eseguito durante la liturgia della Quaresima per implorare il perdono.
Il testo è tratto da Gioele 2:17. I primi sacramentari riportano una varietà di preghiere ispirate da questa citazione del profeta. Di seguito il testo preceduto da due link per l'ascolto con lo spartito del ritornello.

Per l'ascolto:
  • qui (Monaci di Pluscarden Abbey)
  • qui (Dalla Schola Gregoriana Mediolanensis)

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

1. Flectamus iram vindicem,
Ploremus ante Judicem;
Clamemus ore supplici,
Dicamus omnes cernui:

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

2. Nostris malis offendimus
Tuam Deus clementiam.
Effunde nobis desuper
Remissor indulgentiam.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

3. Dans tempus acceptabile,
Da lacrimarum rivulis
Lavare cordis victimam,
Quam laeta adurat caritas.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

4. Audi, benigne Conditor,
Nostras preces cum fletibus
In hoc sacro jejunio,
Fusas quadragenario.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

5. Scrutátor alme córdium,
Infirma tu scis vírium;
Ad Te revérsis éxhibe
Remissiónis grátiam.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.
Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

1. Plachiamo l'ira vendicatrice,
piangiamo di fronte al Giudice;
chiamiamolo con voce supplicante
prostrati diciamo tutti insieme:

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

2. Con le nostre colpe abbiamo offeso
la Tua clemenza.
Tu che perdoni,
effondi su di noi la Tua indulgenza.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

3. Concedici un tempo propizio
Dona di lavare con le lacrime
il nostro cuore immolato,
perché la Tua carità è sempre viva.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

4. Ascolta, o buon Creatore,
le nostre suppliche e i pianti
che si effondono
in questo sacro quaresimale digiuno.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

5. Tu che leggi i cuori
sai quanto è debole la nostra forza,
a noi che ci rivolgiamo a Te
mostra la Tua misericordia.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

La Nota dottrinale sui titoli della Santa Vergine, sequela «conciliare» 60 anni dopo il Vaticano II

Don Claude Barthe su Res Novae – Perspectives romaines espone la sua posizione sulla nota dottrinale Mater Populi fidelis. Qui l'indice degli articoli dedicati.

La Nota dottrinale sui titoli della Santa Vergine,
sequela «conciliare» 60 anni dopo il Vaticano II

Grande è stato il turbamento suscitato dalla Nota dottrinale Mater Populi fidelis «su alcuni titoli mariani, che si riferiscono alla cooperazione di Maria all’opera di salvezza» del Dicastero per la Dottrina della Fede, pubblicata il 4 novembre 2025. Documento di un organismo di Curia, certo, ma due volte approvato dal Papa, prima della sua pubblicazione, il 7 ottobre 2025, e davanti al Dicastero per la Dottrina della Fede, il 29 gennaio 2026.

Il titolo di Maria Corredentrice sarebbe «sempre inappropriato»
Questa Nota dottrinale vuole salutare ed incoraggiare la pietà mariana popolare, ma pretende che questa pietà venga chiarita, nello stile proprio di un neo-giansenismo, e scarta l’uso di tre titoli spesso attribuiti alla Santa Vergine, con vari gradi di rifiuto:

Paolo Pasqualucci. Vera e falsa Tradizione Cattolica - Prima parte

Nella trattazione che segue il prof. Pasqualucci sviluppa nuovi spunti critici sulle derive conciliari, a partire dalla riforma liturgica, mettendo in luce con argomentazioni inedite, ma anche con pertinenti citazioni di mons. Lefevbre e di documenti magisteriali, i problemi connessi con l'obbedienza alla luce della Tradizione.
Sulla 'falsa tradizione' vedi anche questo precedente [qui] utile, in particolare, per riconoscere improvvide deviazioni di pur validi esponenti del nostro mondo politico e culturale. Non meno utile riattingere qui.

P. Pasqualucci / Vera e falsa Tradizione Cattolica

Prima Parte


Sommario : 1. La Messa Novus Ordo rappresenta una frattura nella tradizione liturgica della Chiesa. 2. Tradizione e obbedienza nell’insegnamento di mons. Marcel Lefebvre: 2.1 La tradizione cattolica trasmette il Deposito della fede. 2.2 Tradizione e vera obbedienza cattolica.

Le restrizioni apportate nel 2021 con il motu proprio Traditionis custodes [vedi indice articoli] da Papa Francesco alla celebrazione della Messa di rito antico, mai abrogata ma condannata all’oblìo dal 1969, inaspettatamente “sdoganata” nel 2007 dal motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI; restrizioni giustificate con il principio che, non potendo esserci due leges orandi tra loro diverse nella liturgia della Chiesa, l’unica lex orandi può esser solo quella del nuovo rito ufficiale in vernacolo, imposto regnante Paolo VI, hanno riacceso tra i fedeli il dibattito sul concetto di fedeltà alla Tradizione cattolica ed anzi su cosa debba intendersi con autentica tradizione cattolica.

La situazione è migliorata con Papa Leone XIV ma finora solo nel senso di una maggior elasticità e comprensione nei confronti dei chierici e dei fedeli che prediligono la Messa Ordo Vetus, quella di rito romano antico, detta popolarmente “in latino”. Dal punto di vista teologico nulla è cambiato rispetto alle famose dichiarazioni del cardinale Roche sul Novus Ordo quale unico legittimo rito, dopo la riforma liturgica promossa dal Concilio, che avrebbe creato appunto un nuovo tipo di Santa Messa, officiata assieme al sacerdote dall’assemblea dei fedeli partecipanti, con il sacerdote diminuito a semplice presidente o animatore della sinassi eucaristica [qui]. Le straordinarie dichiarazioni del cardinale Roche al tempo di Pio XII sarebbero state bollate come grave errore dottrinale: che siano diventate dottrina ufficiosa se non ufficiale della Chiesa, ciò dimostra l’alto grado di confusione affliggente la Gerarchia cattolica attuale.

domenica 22 marzo 2026

La Fraternità San Pio X regala un libro ai Vescovi italiani

In vista della prossima consacrazione di nuovi vescovi. Alcuni precedenti qui - qui - qui.
La Fraternità San Pio X regala un libro ai Vescovi italiani

Il Distretto italiano della FSSPX ha inviato a tutti i Vescovi residenziali d'Italia il libro, appena pubblicato, in cui ribadisce le ragioni alla base delle annunciate consacrazioni episcopali. Il volumetto, edito dalle Edizioni Piane, dall'eloquente titolo Al servizio della Chiesa, espone i principali argomenti teologici e canonici che giustificano quella che già Mons. Marcel Lefebvre nel 1988 definiva "l'operazione sopravvivenza" della Tradizione.

In consegna ai Vescovi in questi giorni, il libro si presenta con la celebre citazione di San Paolo: «Anche se noi stessi o un angelo del Cielo venisse ad annunziarvi un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato noi, sia egli anatema» (Gal 1, 8). Dicendo “noi stessi”, l’Apostolo fa riferimento a tutto il Collegio apostolico, con Pietro al vertice, e oggi dobbiamo constatare la tremenda realtà di questo “vangelo” adulterato dagli stessi Pastori del gregge che mettono le anime nella necessità di tutelarsi, situazione che fonda il diritto di resistenza all'Autorità invocato dalla Fraternità San Pio X.
Questo gesto vuole essere, scrive il Superiore del Distretto don Gabriele D’Avino nella lettera di presentazione ai Vescovi, «un invito a rinnovare la riflessione sulla crisi» nella Chiesa, e sulla battaglia che occorre intraprendere per contribuire alla sua Restaurazione; sperando «di poter dare occasione, con questo contributo, a un comune percorso di riflessione, studio e confronto, sempre e solo nell'interesse delle anime e a maggior gloria di Dio».

Alcune note sull'odierna penultima domenica di Quaresima

Questa penultima domenica di Quaresima, secondo il calendario liturgico del Messale Romano del 1962 e secondo le edizioni precedenti è la Domenica di “Passione” [vedi], mentre è la 5a Domenica di Quaresima secondo il NO.
È detta anche domenica Iudica dalla prima parola dell’introito nella messa di questo giorno: Iudica me, Deus (Salmo 43,1). Nella revisione di Giovanni XXIII del rito romano (1960) a tale domenica fu dato il nome di “prima domenica di passione“, mentre alla Domenica delle palme è stato dato il nome di “seconda domenica di passione oppure delle palme“. In tale revisione, con la I domenica di passione si iniziava quindi il Tempo di Passione, distinto dal Tempo di Quaresima in senso stretto.

Successivamente alla riforma liturgica del 1969 in seguito al Concilio Vaticano II, è stata rimossa la distinzione tra Tempo di Passione e Tempo di Quaresima, per cui, questa domenica, è divenuta la “quinta domenica di Quaresima”, mentre la domenica successiva è intitolata “Domenica delle Palme: Passione del Signore” per il fatto che vi si legge il Passio e si introducono i riti della Settimana Santa.

Domenica di Passione ("Iúdica me")

Per una visione d'insieme su questo tempo litugico, vedi: Cap. I - Storia del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui]; Cap. II - Mistica del Tempo di Passione [qui]; Cap. III - Pratica del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui].
Troverete qui il proprio e qui l'ordinario della Santa Messa.

Domenica di Passione

Oggi, se udirete la voce del Signore, non indurite i vostri cuori.
Intróitus
Ps. 42, 1-2 - Iúdica me, Deus, et discérne cáusam meam de gente non sancta: ab hómine iníquo et dolóso éripe me: quia tu es Deus meus, et fortitúdo mea. Ps. 42, 3 - Emítte lucem tuam et veritátem tuam: ipsa me deduxérunt, et adduxérunt in montem sanctum tuum, et in tabernácula tua.
(Omíttitur: Glória Patri…) 
Ps. 42, 1-2 - Iúdica me, Deus 
Introito
Sal. 42, 1-2 - Fammi giustizia, o Dio, e difendi la mia causa da gente malvagia: liberami dall’uomo iniquo e fraudolento: poiché tu sei il mio Dio e la mia forza. Sal. 42, 3 - Manda la tua luce e la tua verità: esse mi guidino al tuo santo monte e ai tuoi tabernacoli.
(Si omette il: Gloria al Padre…)
Sal. 42, - Fammi giustizia, o Dio

L’insegnamento della Liturgia.

La santa Chiesa comincia oggi il Mattutino con queste gravi parole del Re Profeta. Una volta i fedeli si facevano un dovere d’assistere all’ufficiatura notturna, per lo meno le Domeniche e le Feste, perché ci tenevano a non perdere nessun insegnamento della Liturgia. Ma dopo tanti secoli la casa di Dio non fu più frequentata con quell’assiduità che formava la gioia dei nostri padri; e un po’ alla volta anche il clero cessò di celebrare pubblicamente gli uffici che non erano più seguiti. All’infuori dei Capitoli e dei Monasteri, non si sente più risuonare il coro così armonioso della lode divina, e le meraviglie della Liturgia non sono più conosciute dal popolo cristiano che in una maniera imperfetta.

sabato 21 marzo 2026

Sabato della Quarta Settimana di Quaresima - 'Sitientes'

Scopriamo o ritroviamo le perle della nostra fede. Sulla Quaresima qui. A norma del Messale tridentino, proprio in questo sabato, «finita la Messa e prima dei Vespri si coprono le croci e le immagini della chiesa con veli violacei: la cosiddetta Velatio [vedi]; le croci restano coperte fino al termine dell’adorazione della croce da parte del celebrante il Venerdì Santo, le immagini fino all’intonazione del Gloria nella Messa della Vigilia Pasquale». In tale periodo solo le immagini della Via Crucis restano senza velo. Il giovedì santo la croce dell’altare maggiore, per il tempo della Messa, si copre con un velo bianco.

Sabato della Quarta Settimana
di Quaresima - 'Sitientes'


Nel 2011 lo abbiamo celebrato a S. Nicola in Carcere
col card. Burke
Questo giorno è famoso fin dall'antichità sotto il nome di Sabato Sitientes, per la prima parola dell'Introito della Messa. 
La Chiesa, facendo sue le parole d'Isaia, invita gli aspiranti al Battesimo di venire a dissetarsi alla fonte della salute. La Stazione, a Roma, prima fu alla Basilica di S. Lorenzo fuori le Mura; ma la lontananza di questa chiesa rendeva talmente scomoda la riunione dei fedeli, che ben presto fu scelta a sostituirla la chiesa di S. Nicola in Carcere, più al centro della città.
Introitus
Isa 55:1
Sitiéntes, venite ad aquas, dicit Dóminus: et qui non habétis prétium, veníte et bíbite cum lætítia.
Ps 77:1.
Atténdite, pópule meus, legem meam: inclináte aurem vestram in verba oris mei.
V. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in sǽcula sæculórum. Amen.
Sitiéntes, venite ad aquas, dicit Dóminus: et qui non habétis prétium, veníte et bíbite cum lætítia.
Isa 55:1
O voi tutti che siete assetati, venite alle acque, dice il Signore; e voi pure che non avete denaro, venite e bevete con gioia.
Sl 77:1.
Alla mia legge, popolo mio, sempre l'orecchio rivolgi: a quel che ti dice la mia bocca presta attento l'orecchio.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
O voi tutti che siete assetati, venite alle acque, dice il Signore; e voi pure che non avete denaro, venite e bevete con gioia.

L'interdizione sulla "Communicatio in Sacris" prima del Concilio Vaticano II

Nella nostra traduzione da Substack.com. Precedente sul falso ecumenismo qui.

L'interdizione sulla "Communicatio in Sacris" prima del Concilio Vaticano II
«Le potenze dei cieli saranno scosse» (Luca 21:26)
Robert Lazu Kmita, 17 marzo

Pieter Brueghel il Vecchio (1526/1530–1569), La caduta degli angeli ribelli 

Le trasformazioni subite dalle pratiche religiose cattoliche nell'ultimo secolo – sia prima, ma soprattutto dopo il Concilio Vaticano II – assumono una dimensione eccezionale. Se un santo del IV secolo (Agostino) o uno del XIX secolo (Giovanni Maria Vianney) venissero al mondo nostro, è molto probabile che non riconoscerebbero né la Santa Messa odierna né lo "stile" di pratica della maggior parte dei cattolici. La ragione è legata all'accelerata secolarizzazione sia della cultura secolare sia, soprattutto, di quella religiosa.

Una poesia, una preghiera e un brano per meditare in questa quaresima

Una poesia, una preghiera e un brano
per meditare in questa quaresima


Una poesia: “Egli è il re di tutti”

Egli è il re di tutti.
Quindi il mondo dei minerali
Offrì la roccia del Golgota,
Il ferro dei chiodi,
La tomba di pietra gelida.
Quindi il mondo delle piante
Offrirono le spine intrecciate,
Il legno che si scheggia,
Il vino aspro sulla spugna sollevata,
Lino per il velo del tempio, lacerato come una ferita.
Perciò il mondo delle bestie che respirano
Offriva cinghie di cuoio per le fruste,
Ossa per dadi,
Uomini per crudeltà e scherno.
«Salve, re dei Giudei», gridarono,
Quando tutto il tempo acclamavano il Signore
Chi ha fatto sì che le armi si rivoltassero contro di Lui,
Ha creato il mondo per crocifiggerlo,
E ha superato i suoi peggiori assalti
Per salvare lo schiavo miserabile
Che ha sparso il suo sangue all'estero,
Eppure, schizzato con esso,
Occhi e cuore aperti
Per gemere nel rimorso tardivo:
«Veramente questo era il Figlio di Dio».

venerdì 20 marzo 2026

I cristiani in tutto il Medio Oriente soffrono mentre la guerra con l'Iran diffonde "paura" e instabilità

Leggiamo su Lifesitenews le conseguenze a largo raggio dell'attacco all Iran. Qui l'indice degli articoli sulla situazione mediorientale.

I cristiani in tutto il Medio Oriente soffrono mentre la guerra con l'Iran diffonde "paura" e instabilità

Un rapporto del 28 febbraio della sezione tedesca di Christian Solidarity International (CSI) descrive la difficile situazione dei cristiani dall'inizio della guerra in Iran, sottolineando la loro grande sofferenza. 

CSI riferisce che i cristiani in Libano si sono rifiutati di abbandonare le loro case nonostante gli attacchi e l'ordine di evacuazione delle Forze di difesa israeliane (IDF).

Il sacerdote maronita Toni Elias del villaggio cristiano di Rmeich afferma: "Abbiamo deciso di non lasciare le nostre case, perché se lasciamo i nostri villaggi, non potremo mai più tornarci". Il suo villaggio si trova a poco più di un miglio dal confine tra Libano e Israele. L'esercito israeliano aveva già ordinato l'evacuazione il 2 marzo. Le campane di alcune chiese avevano iniziato a suonare durante la notte per avvertire i villaggi circostanti, riferisce CSI.

La resa è iniziata

Stiamo arrivando ad un drammatico punto di non ritorno? Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.
La resa è iniziata

Vietato a scuola disegnare Gesù e suonare musica. Succede oggi in Inghilterra. E in Italia? A Treviso, alle scuole medie Felissent, due famiglie musulmane hanno ottenuto che i propri figli non studiassero Dante. La Divina Commedia offende l'Islam: nel ventottesimo canto dell'Inferno, Maometto è tra i seminatori di discordia.

Settecento anni di letteratura universale cancellati con una richiesta e un professore in ginocchio. Sempre nel trevigiano, a Susegana, i bambini di un asilo parrocchiale - intitolato a Santa Maria delle Vittorie - sono stati portati a pregare in ginocchio nella moschea locale, rivolti verso la Mecca, davanti a un imam. Le maestre si sono messe il velo. In un asilo cattolico.
Prima Gesù in Inghilterra, poi Dante e la Mecca in Italia. Domani chi? Michelangelo? Mozart?"