martedì 10 novembre 2020

don Dolindo Ruotolo. Il “Santo apostolo di Napoli” e le profezie sulla Chiesa

Il mistico don Dolindo Ruotolo ci ha lasciato profezie e molteplici opere teologiche, tra cui un ispiratissimo Commento alla Sacra Scrittura in 33 libri. Padre Pio lo riteneva un gran santo e disse che «niente di quanto è scaturito dalla penna di Don Dolindo deve andar perduto». In vista del 50° anniversario della morte, la Ares ha dato voce a una familiare e testimone diretta del Servo di Dio, Grazia Ruotolo, pubblicando il libro “Gesù, pensaci Tu”.
«Quando vedi che le cose si complicano, di’ con gli occhi dell’anima chiusi: “Gesù, pensaci Tu!"».

Il prossimo 19 novembre cade il 50° anniversario della morte di don Dolindo Ruotolo (1882-1970), contemporaneo e amico di Padre Pio, che lo chiamò il «Santo apostolo di Napoli». In vista della ricorrenza, la casa editrice Ares ha pubblicato il libro “Gesù, pensaci Tu”, che richiama l’invocazione centrale dell’Atto di abbandono ispirato dal Signore al mistico napoletano. Il suddetto libro è un prezioso strumento per conoscere la figura di don Dolindo, perché insieme ad ampi estratti delle opere del Servo di Dio registra la dettagliata testimonianza in prima persona di una sua familiare - la novantaduenne, lucidissima, Grazia Ruotolo (una cugina di secondo grado, che per affetto lo chiama “zio”) - che ha affidato il suo racconto al giornalista Luciano Regolo.
Impossibile elencare tutti i miracoli, le opere di carità e i doni soprannaturali di don Dolindo, i cui carismi si erano manifestati già nell’infanzia, specie la sua conformazione a Gesù Crocifisso. Il nome, che sta per “Dolore”, era stato scelto dal padre per devozione alla Madonna Addolorata. Dolindo venne maltrattato dal genitore - senza che questi sapesse perché, come lui stesso gli confidò poi - fin da piccolo. Ma non portò mai rancore al padre, e anzi accettava quella croce dando lode a Dio. La madre andava a Messa ogni mattina alle 5. Lui, quintogenito di 11 figli, si alzava seguendola fino alla porta di casa e, al suo rientro, veniva preso in braccio dalla madre che gli alitava in bocca per trasmettergli l’amore dell’Eucaristia appena ricevuta. A tre-quattro anni le diceva: «Io sarò sacerdote». 

LA GRAZIA DI MARIA
Da seminarista, prendendo atto delle sue difficoltà a capire e studiare, s’inginocchiò davanti a un’immagine della Madonna delle Grazie e le disse: «O mia dolce Mamma, se mi vuoi Sacerdote, dammi l’intelligenza, perché lo vedi che sono un cretino». Si assopì all’improvviso e, al risveglio, si ritrovò esaudito: gli si aprì la mente, «ma solo per ciò che glorificava Dio». Il dono dell’intelletto, che si univa a un’ironia tutta napoletana, diventò ancora più grande dopo due Confessioni generali. 

Da questa umiltà e dalla fiducia nella Provvidenza, quindi, nasce l’ispiratissimo predicatore (che riempiva le chiese) e scrittore di opere ascetiche, devozionali, dottrinali, mistiche. Qui basti ricordare il monumentale Commento alla Sacra Scrittura, in 33 libri, a cui oggi diversi sacerdoti attingono per le loro omelie e che Grazia Ruotolo definisce «il più grande miracolo» di don Dolindo, per le innumerevoli conversioni che ha già suscitato e, si può credere, susciterà. I testi li scriveva in piena notte, in ginocchio e di getto, dopo aver pregato e offerto penitenze. Contro quest’opera, prima condannata dal Sant’Uffizio e poi riabilitata, si scatenarono i suoi denigratori - modernisti - al tempo della sua seconda sospensione a divinis. Un calvario lunghissimo, che iniziò a seguito delle calunnie di una sua figlia spirituale, mossa da invidia verso le altre pie assistenti di don Dolindo. 

OBBEDIENZA E AMORE ALLA CHIESA
A raccogliere le accuse della donna era stato padre Domenico Fenocchio, che nel 1918 ottenne un’udienza con Benedetto XV. Il Papa, ascoltando la versione di Fenocchio, ordinò un’inchiesta e, nell’attesa, dispose di sospendere da subito la predicazione di don Dolindo. Erano circa le undici e mezza di domenica 15 settembre, giorno dell’Addolorata. In quel preciso momento, a Napoli, don Dolindo stava tenendo l’omelia. Ad un tratto - in obbedienza mistica, si potrebbe dire - smise di predicare, senza minimamente sapere quello che era stato appena deciso su di lui in Vaticano (lo avrebbe saputo solo giorni dopo). «Non potetti raccapezzare una sola idea, Gesù mi aveva chiusa la fonte della sua parola perché, a Roma, il Papa l’aveva chiusa per me! Dovetti interrompere, dissi al popolo: “Non posso proseguire oltre, sono sopraffatto da tenebre, non ho più parole. Preghiamo soltanto che Dio si glorifichi”». 

Il 18 ottobre 1921, a conclusione dell’inchiesta, fu sancita la sua sospensione a divinis, durata ben 16 anni e mezzo. Malgrado tutto, in questo tempo, provò un crescente amore per coloro che lo calunniavano, e andava perfino a visitarli (padre Fenocchio, ammalato, gli chiese perdono). Capitò che qualcuno dei suoi figli spirituali non capisse così tanta pietà: «Sono miei benefattori», diceva don Dolindo, pensando alle sofferenze che poteva unire a quelle di Gesù, per santificarsi e liberare anime dal giogo del demonio. 

L'ORDINE DI PADRE PIO
L’amore incondizionato per la Chiesa, al cui interno sperimentò sì persecuzioni ma anche la stima di diversi ecclesiastici, lo accomuna strettamente a Padre Pio. Molto ricca e affascinante la documentazione riportata nel libro della Ares sul rapporto tra i due grandi mistici, che va ben oltre il loro unico incontro (di persona) noto, avvenuto nel 1953 a San Giovanni Rotondo. Poi, nel 1967, il frate con le stimmate incaricò padre Pellegrino Funicelli di scrivere una lettera a una figlia spirituale di don Dolindo (Elena Montella, dell’Apostolato Stampa). Questo l’inizio della missiva: «Gentilissima Signorina, Padre Pio ha detto che niente di quanto è scaturito dalla penna di Don Dolindo deve andar perduto». 

DOLINDO GESÙ E LE PROFEZIE
Le bilocazioni erano una delle grazie di don Dolindo. Scrutava i cuori e in confessionale trasmetteva mirabilmente la misericordia di Gesù, che pure più volte - su richiesta del proprio fedele ministro - confessò al posto suo, assumendone le sembianze. Del resto, già nel 1910 il Servo di Dio si era sentito dire in una locuzione interiore: «Sono io Gesù, Dolore, e tu sei Dolindo Gesù. […] Perché io sono in te e tu in me. Perché tu vivi, ma non vivi e sono io che vivo in te. Perché tu non scrivi e sono io che scrivo per te». La sua volontà riposava nella Volontà di Dio. 

Tra le molte profezie nei suoi scritti c’è quella dettatagli da Maria - con 13 anni di anticipo - sull’elezione a pontefice di Karol Wojtyla, il «nuovo Giovanni» che sarebbe sorto dalla Polonia e avrebbe liberato il mondo dalla «tirannia comunista», come già i 20 mila guidati da (Giovanni) Sobieski «salvarono l’Europa e il mondo dalla tirannia turca» al tempo dell’Assedio di Vienna, nel 1683. 

E ancora, in Così ho visto l’Immacolata, si legge un brano in cui la Vergine fa una fotografia dei nostri tempi, in cui il modernismo tanto combattuto da don Dolindo sembra aver preso il sopravvento. 
«Solo una grande misericordia può fare superare al mondo il baratro nel quale è caduto […]. Che cosa credete voi che sia la misericordia? Non è solo l’indulgenza, ma è anche il rimedio, la medicina, l’operazione chirurgica. La prima misericordia che deve avere questa povera terra, e la Chiesa per prima, dev’essere purificazione. Non vi spaventate, non temete, ma è necessario che un uragano terribile passi prima sulla Chiesa e poi sul mondo! La Chiesa sembrerà quasi abbandonata e da ogni parte la diserteranno i suoi ministri… dovranno chiudersi persino le chiese! Il Signore troncherà con la sua potenza tutti i legami che ora l’avvincono alla terra e la paralizzano! Hanno trascurato la gloria di Dio per la gloria umana, per il prestigio terreno, per il fasto esteriore e tutto questo fasto sarà ingoiato da una persecuzione terribile, nuova! Allora si vedrà che cosa giovano gli appannaggi umani e come valeva meglio appoggiarsi a Gesù che è la vita vera della Chiesa. […]». 
Ma le tenebre non prevarranno, come si ricorda pure nel 6° giorno della Novena dell’abbandono (che si può iniziare martedì 10 novembre, in vista del 50°): «Gesù all’anima: "Quando crederai il mondo abbandonato ai prepotenti e ai tiranni, e tutto schierato contro la Chiesa, allora sappi che il trono del mostro è minato e che si dissolve in un baleno per una pietruzza dal monte che lo percuote. Lasciami fare perché io armonizzo la libertà e le esigenze della divina gloria, e lascio il corso agli uomini cattivi per poi trarne la divina gloria. Anche nel piccolo lo vedrai, perché certi violenti spariranno dalla sera al mattino e le famiglie riacquisteranno la pace e la prosperità"».   - Fonte

Per saperne di più:
Gesù, pensaci Tu”, Grazia Ruotolo con Luciano Regolo, Ares, 2020

11 commenti:

mic ha detto...

Pio XII sulla santità della vita sacerdotale
http://www.vatican.va/content/pius-xii/it/apost_exhortations/documents/hf_p-xii_exh_19500923_menti-nostrae.html

Urgentissimo! ha detto...

Scusate ma io faccio un po' fatica a comprendere queste smielate agiografie compatibili col postconciliarismo. Don Dolindo Ruotolo diceva che la rovina del mondo è dovuta principalmente alla Messa celebrata male: chissà cosa avrà provato nel vedersi calare addosso il Novus Ordo. A meno che celebrare bene significhi solo seguire pedissequamente il Messale qualunque stranezza preveda.

I santi che hanno ubbidito al postconcilio e ai non proprio brillantissimi papi postconciliari lo hanno fatto per devozione pregressa. Giovanni Paolo II non fu sempre un esempio mirabile (eufemismo). Tanti buoni sacerdoti cercano di celebrare bene la Novus Ordo, alcuni addirittura disprezzando la Vetus Ordo. Mi chiedo fino a che punto la virtù dell'ubbidienza supplisce all'accettazione del postconciliarismo. Un sacerdote intelligente come il "santo apostolo di Napoli" non poteva giudicare positivamente il terremoto che investì la Chiesa a partire da quel famigerato 1962.

Alberto ha detto...

Qualcuno sa dire in che scritti del venerabile don Dolindo Ruotolo è contenuta la novena e se sia stata ispirata esattamente in quella forma? In USA la novena è molto conosciuta ma ha delle letture leggermente più lunghe che includono anche parti che, in italiano, si trovano nell'atto di abbandono.
Personalmente, l'ho pregata in famiglia ottenendo sempre quanto richiesto, grazie a Dio e al suo servo don Dolindo.

Anonimo ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/trump-rimuove-il-responsabile-del-rapporto-sul-clima-usa/

Trump rimuove il responsabile del rapporto sul clima Usa
Maurizio Blondet 10 Novembre 2020
..che voleva ridurre il Global Footprint
Redazione ANSA WASHINGTON

10 novembre 2020
Donald Trump rimuove il capo del programma federale che produce il rapporto sul cambiamento climatico. Michael Kuperberg è stato il direttore esecutivo del U.S. Global Change Research Program, che produce il rapporto sul National Climate Assessment. Secondo indiscrezioni, Kuperberg tornerà al Dipartimento dell’Energia
e il suo posto sarà preso da Betsy Weatherhead...

N.B. Questo problema del cambiamento climatico vede l'essere umano come inquinante in se stesso. Non è vero. Vero è il contrario. Il Santo abbiamo scritto più volte finisce spesso con il profumare, l'aria intorno a lui/lei profuma; il cadavere del Santo, non trattato, rimane spesso intatto, si parla di corpo Santo non soggetto agli agenti atmosferici quali che siano e alla decomposizione della carne. Così il respiro che espira dopo averlo inspirato è in grado di purificare l'aria intorno. Quindi queste preoccupazioni climatiche si risolverebbero con la Santità alla quale gli uomini sono chiamati da Dio, Uno e Trino, in persona ; una vita incentrata sull'Ora et Labora risolverebbe anche i problemi del clima, oltre quelli religiosi, culturali, politici, economici, sociali, psicologici e farebbe rientrare la sessualità entro i suoi argini e l'intelligenza e la volontà si risanerebbero. E la natura si risanerebbe. Don Dolindo Ruotolo sicuramente profumava di suo e ha lasciato l'aria più respirabile.

Anonimo ha detto...

So che don Dolindo (se ne è parlato più volte anche su queste pagine), fra l'altro ha profetizzato ANCHE la RESURREZIONE degli Stati Italiani pre-unitari, in particolare (ovviamente) del Regno di Napoli. Segnalo che, morendo nel 1970, ha avuto a che fare con un solo anno di Novus Ordo.

Ave Maria ! ha detto...

50° Don Dolindo Ruotolo - 2° giorno -
11 Non 2020 - ore 19:00
https://www.youtube.com/watch?v=fY22MY1uwtM

Radio Buon Consiglio
To follow the text of the prayers, meditations and songs in different languages, please, click the link below:
https://www.radiobuonconsiglio.it/a-d...

Sante occasioni di preghiera insieme ha detto...

Radio Buon Consiglio 12 nov 2020
50° Don Dolindo Ruotolo - 3° giorno
https://www.youtube.com/watch?v=ddN5CBHzeCo
Dal 10 al 19 Nov.2020 ore 19:00

Anonimo ha detto...

LA NOVENA DELL’ ABBANDONO (Del Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo)

GIORNO 1 Gesù alle anime: - Perché vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà. Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me, produce l'effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose.

Poi pregare 10 volte Gesù pensaci Tu. Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

GIORNO 2 Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi, e cambiare così l'agitazione in preghiera. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell'anima, stornare il pensiero dalla tribolazione, e rimettersi a me perché io solo operi, dicendo: pensaci tu.

Poi pregare 10 volte Gesù pensaci Tu. Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

GIORNO 3 E’ contro l'abbandono, essenzialmente contro, la preoccupazione, l'agitazione e il voler pensare alle conseguenze di un fatto. E come la confusione che portano i fanciulli che pretendono che la mamma pensi alle loro necessità, e vogliono pensarci essi, intralciando con le loro idee e le loro fisime infantili il suo lavoro.

Poi pregare 10 volte Gesù pensaci Tu. Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

GIORNO 4 Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia grazia, chiudete gli occhi e non pensate al momento presente, stornando il pensiero dal futuro come da una tentazione, riposate in me credendo alla mia bontà, e vi giuro per il mio amore che, dicendomi con queste disposizioni: pensaci tu, io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero, vi conduco.

Poi pregare 10 volte Gesù pensaci Tu. Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

GIORNO 5 E quando debbo portarvi in una via diversa da quella che vedete voi, io vi addestro, vi porto nelle mie braccia vi fo trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, all'altra riva. Quello che vi sconvolge e vi fa male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillamento, ed il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.

Poi pregare 10 volte Gesù pensaci Tu. Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

Anonimo ha detto...

... segue
GIORNO 6 Gesù all'anima: «Quando crederai il mondo abbandonato ai prepotenti e ai tiranni, e tutto schierato contro la Chiesa, allora sappi che il trono del mostro è minato e che si dissolve in un baleno per una pietruzza dal monte che lo percuote. Lasciami fare perché io armonizzo la libertà e le esigenze della divina gloria, e lascio il corso agli uomini cattivi per poi trarne la divina gloria. Anche nel piccolo lo vedrai, perché certi violenti spariranno dalla sera al mattino e le famiglie riacquisteranno la pace e la prosperità.

Poi pregare 10 volte Gesù pensaci Tu. Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

GIORNO 7 Adora Dio e lascia a Lui, che tutto vede e dispone e permette, la cura del pacifico ordine del mondo. Lasciati dunque portare anche tu dalle misteriose vie della sua Provvidenza e prega... Oh la preghiera! Prega, prega, prega e sii certo di operare pregando, perché la più potente delle azioni è la preghiera.

Poi pregare 10 volte Gesù pensaci Tu. Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

GIORNO 8 La scala dei Cielo è la mia Volontà. La via per raggiungere la mia Volontà è l'abbandono e la fiducia nelle piccole cose; la via della fiducia è il pensare poco a quello che è successo e a quello che può succedere. A che scopo pensare al passato che non è più? A che scopo pensare al futuro che non dipende da voi?

Poi pregare 10 volte Gesù pensaci Tu. Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

GIORNO 9 Riposate in me compiendo fedelmente ogni proprio dovere, facendo tutto quello che dipende da voi nel momento nel quale dovete operare: ecco il segreto della pace interna e quindi del fervore dell'anima. Non vi è fervore senza calma e non vi è calma senza pieno abbandono in me... Poi pregare 10 volte Gesù pensaci Tu. Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

Anonimo ha detto...

“Tacete, la Chiesa è santa, immacolata, indefettibile”

Anche se subì persecuzioni da alcuni ecclesiastici, fino a due sospensioni a divinis, guai se qualcuno parlava male della Chiesa con lui: “Tacete, la Chiesa è santa, immacolata, indefettibile”, diceva. Negli anni in cui gli fu proibito di esercitare il ministero sacerdotale, si metteva all’ultimo posto della chiesa e poi, per la Comunione, da umile fedele andava a ricevere l’Eucaristia. Voleva che tutti sapessero che lui rimaneva fedele alla Chiesa. Non se ne allontanò mai.

Anonimo ha detto...

Qual è il miglior modo di pregare?

Oso dire un paradosso: tu preghi bene quando preghi male.

Quando cioè la preghiera ti è penosa, è piena di aridità, è piena di oppressioni e tu, nonostante ciò preghi, tu rendi a Dio una gloria e un onore assai grande.

Se la tua aridità derivasse da tua mancanza, e non da prova, tu non pregheresti affatto.

Se hai la forza di fare tutte le tue preghiere,
è segno che vivi di Dio, e che lo ami sopra tutte le cose.

(Padre Dolindo Ruotolo)