sabato 28 novembre 2020

La questione posta dagli attacchi terroristici non è solo un problema di sicurezza, ma culturale

Il problema che la Francia sta affrontando con l’islamismo radicale non è il separatismo, ma la conquista. Per combattere il terrore islamico, la Francia deve ricordare le radici cristiane della sua cultura e difenderle con forza. E siamo consapevoli che ciò che vale per la Francia vale per l'italia e per tutta l'Europa. Di seguito un articolo di Guillaume De Thieulloy da The Public Discourse, nella traduzione di Riccardo Zenobi.

Cinque anni dopo il massacro del “Bataclan” nel 2015, la Francia ha subìto ancora una volta diversi attacchi terroristici. Un insegnante è stato decapitato vicino a Parigi e tre cristiani che pregavano in una chiesa a Nizza sono stati uccisi, per parlare solo degli attacchi più impressionanti. In questi cinque anni, il radicalismo islamico ha ucciso più di 260 persone in Francia. 
Gli attacchi del 2020 sono stati molto difficili da prevenire. In generale, non c’era una logica di fondo e ciascuna di essi veniva perpetrato da un solo uomo con un semplice coltello. La maggior parte dei francesi capisce che questo tipo di attacco potrebbe diventare molto comune in futuro. E questi attacchi hanno ricevuto una risposta politica più forte rispetto agli attacchi più grandi del 2015 o del 2016 proprio perché i francesi non vogliono che questo diventi il loro futuro. 
Molti osservatori hanno notato che la risposta del presidente Emmanuel Macron è stata molto ferma. Questa è stata una sorpresa: Emmanuel Macron, come candidato e all’inizio della sua presidenza, era visto principalmente come il portavoce della globalizzazione liberale o, per dirla con parole poetiche della campagna del 2017, “globalizzazione felice”. Macron avrebbe dovuto essere un banchiere di talento, ma non un comandante in capo in grado di resistere agli attacchi terroristici. In ogni caso, ha parlato con forza contro l’islamismo radicale, e questo è una rarità nella politica francese. Fino ad ora, solo i “populisti” denunciano l’Islam per nome. Ovviamente, il presidente Macron non parla precisamente di “Islam”, ma di “estremismo islamico”; tuttavia, rimane una piccola rivoluzione avere un politico di alto livello che usa la parola “Islam” quando parla di terrorismo interno. 

Detto questo, la diagnosi di Macron è falsa e le sue risposte quindi ancora più imprecise, per almeno tre ragioni. Primo, non sono i “valori repubblicani” ad essere attaccati, come proclamano Macron e l’élite secolare francese, ma una civiltà non islamica, più precisamente una civiltà cristiana. In secondo luogo, l’estremismo islamico ha qualcosa a che fare con l’Islam. Terzo, il problema che stiamo affrontando con l’islamismo radicale non è ciò che Emmanuel Macron chiama “separatismo”, ma conquista. 

Come la stragrande maggioranza dei liberali, Emmanuel Macron sembra incapace di comprendere la nozione stessa di cultura o identità. Ciò non significa che non abbia alcuna cultura: ne ha (più dei suoi predecessori). Ma sembra non riuscire a capire che anche un uomo ignorante è profondamente radicato in una cultura e che questa cultura plasma la sua visione del mondo. Il presidente Macron è un portavoce delle élite finanziarie e sembra pensare che la cultura sia solo una sorta di folclore o, peggio, una barriera al commercio internazionale che dobbiamo distruggere. Anche se è molto istruito, non parla mai della cultura francese. Una volta ha anche detto che la cultura francese non esiste, il che è forse l’affermazione più folle che si possa fare sulla cultura francese. 

Macron parla invece solo di astratti “valori repubblicani”. Poiché questi valori non sono mai effettivamente definiti, nessuno può articolare chiaramente quale sia effettivamente il problema del radicalismo islamico. Ma l’islamismo radicale non sta combattendo i “valori repubblicani”, sta combattendo ciò che non è la civiltà islamica. L’Islam radicale ha distrutto i Buddha bahmyiani in Afghanistan, poiché in precedenza aveva bruciato la biblioteca di Alessandria e ricoperto i mosaici della Basilica di Santa Sofia. In un certo senso, l’Islam potrebbe essere visto come un iconoclastia di successo. Non si oppone al modo repubblicano di scegliere i leader politici; ci sono molte repubbliche islamiche. Non si preoccupa dei valori astratti e indefiniti. Ha a cuore la cultura francese e la civiltà cristiana, il nostro modo di vivere e il nostro modo di pensare, e la loro opposizione alla cultura, alla visione del mondo e allo stile di vita dell’Islam. 

È molto comune nei dibattiti politici francesi affermare che il fondamentalismo islamico – che è giustamente visto come la radice del terrorismo – non ha nulla a che fare con l’Islam o il Corano. Questo è ovviamente assurdo. Per definizione, il fondamentalismo ha qualcosa a che fare con il libro sacro di una religione: è la lettura letterale di questo libro sacro. E più precisamente, i fondamentalisti islamici vogliono tornare a uno stile di vita che imiti l’ideale di Maometto. Questo modello implica necessariamente teocrazia, guerra santa, poligamia e schiavitù, che sono tutte imposte, promosse o consentite dal Corano. Qualunque cosa ne pensino le persone moderne, il modello di Maometto non è semplicemente cattivo o arcaico: potrebbe essere bello promuovere l’ascetismo beduino, la comunità dei credenti (umma) e l’adorazione del Dio trascendente. Tuttavia, molti elementi di questo modello ideale sono frontalmente opposti alla civiltà occidentale, non solo perché la modernità ci ha trascinato lontano dalla vita del deserto arabo nel settimo secolo, ma perché la civiltà occidentale è radicata nella fede cristiana, specialmente nel suo dialogo tra le tre Persone divine e il dialogo tra gli esseri umani e Dio, prima attraverso la Rivelazione e soprattutto attraverso l’Incarnazione. Piaccia o no, questi dogmi hanno plasmato la nostra civiltà: da essi nasce la discussione irrisolvibile e senza fine tra poteri politici e spirituali, e tra fede e ragione. 

In ogni caso, non si può dire che il desiderio islamista di tornare al “bel modello” di Maometto non abbia nulla a che fare con l’Islam. E se fosse possibile, anche se non credo che lo sia, solo i musulmani lo possono dire. Noi occidentali non siamo qualificati per dare la vera e giusta interpretazione del Corano. Possiamo solo sperare che i leader musulmani che hanno sviluppato nuove interpretazioni delle scritture islamiche che sono più compatibili con la pace e il dialogo delle civiltà diventeranno più influenti. In questo contesto, è molto interessante il tentativo del presidente egiziano Al-Sissi di chiedere ai docenti dell’università di Al-Azhar tali interpretazioni. Ma questo non è un dibattito occidentale, e mentre aspettiamo queste interpretazioni qualificate e più pacifiche del Corano, possiamo solo notare che i guai che abbiamo risalgono a elementi che sono radicati nel nucleo dell’Islam stesso. 
Il terzo elemento della falsa diagnosi del presidente Macron sta nel concetto di “separatismo islamico”. Di nuovo, c’è un elemento di verità qui: alcuni quartieri delle nostre grandi città sono ora separati dall’intero paese. La legge applicata è la sharia, oppure la legge dei criminali, e non la legge francese. In questi quartieri, una giovane donna senza velo o qualcuno che mangi per strada durante il Ramadan rischia molto. In questo senso si può parlare di separatismo. Ma i radicali islamici stanno combattendo non solo per gestire centinaia di distretti, ma per governare l’intero paese secondo la legge islamica. Lottano per la conquista, come chiede loro il Corano, e non solo per il separatismo. 

La correttezza politica e, soprattutto, la scarsa conoscenza dell’Islam e delle radici cristiane della nostra stessa civiltà hanno spinto il presidente Macron a questa diagnosi parziale e falsa, che a sua volta lo porta a risposte false, inefficaci e talvolta pericolose. La prima non è nemmeno una risposta: è la domanda non posta dell’immigrazione. È sorprendente che quasi nessuno parli della questione dell’immigrazione quando si parla di terrorismo. Ma è chiaro che la grande immigrazione musulmana è l’humus del fondamentalismo e poi del terrorismo. L’uomo che ha decapitato l’insegnante Samuel Paty era un “rifugiato” ceceno e l’uomo che ha ucciso tre persone nella chiesa di Nizza era un immigrato illegale. La Francia non può continuare a ricevere circa 500.000 immigrati legali e più di 100.000 immigrati illegali ogni anno, soprattutto perché abbiamo già un gran numero di persone senza lavoro. Non riesco a vedere come affrontare il terrorismo se i nostri confini restano ampiamente aperti e se paghiamo l’assistenza sociale per le persone che combattono contro il nostro stesso paese. Se stiamo combattendo una guerra contro il terrorismo, dobbiamo rispettare le regole della guerra e considerare i nemici come nemici. 

Dopo la questione dell’immigrazione, abbiamo anche un problema di integrazione. Forse è difficile da capire per gli americani, ma il modello francese non è un modello di diverse comunità che convivono l’una accanto all’altra. Piuttosto, i francesi si vedono come una comunità nazionale che convive con una lingua comune, una legge comune, una cultura comune e uno stile di vita comune. Ciò significa che, fino a poco tempo fa, tutti gli immigrati dovevano integrarsi con la cultura francese: davano nomi francesi ai loro figli, parlavano francese a casa e frequentavano scuole francesi per diventare francesi in una generazione. L’integrazione ha funzionato molto bene con gli immigrati spagnoli, polacchi, italiani o portoghesi durante tutto il ventesimo secolo, ma erano culturalmente molto vicini a noi. 

L’integrazione ora funziona male (o non si verifica affatto) per molte ragioni. Il primo è che gli immigrati islamici sono culturalmente lontani e spesso esplicitamente contrari al nostro modo di vivere. Il secondo è il numero assoluto di immigrati: è più facile integrare 50.000 persone che milioni. Il terzo è storico: condividiamo una storia comune con i popoli del Nord Africa, ma poi ci siamo combattuti l’un l’altro nelle guerre per la decolonizzazione. Il quarto è probabilmente il più problematico: le nostre scuole e i nostri leader politici non “promuovono” la Francia e la cultura francese. La sinistra ha votato per molte leggi di “pentimento” secondo le quali la Francia è colpevole di colonizzazione, schiavitù, genocidio ebraico, ecc. Naturalmente, alcuni francesi e alcuni leader francesi sono veramente colpevoli di tali peccati. Ma è difficile incoraggiare i figli degli immigrati ad amare la Francia se diciamo loro solo che la Francia è colpevole di molti peccati, specialmente contro il loro paese natale. 

La legge contro il “separatismo islamico” ora preparata dal governo non è ancora conosciuta con precisione, ma abbiamo molti motivi per temere che aggraverà queste cattive risposte al fondamentalismo islamico. Nel delineare le principali linee guida della legge, il presidente Macron ha parlato contro la libertà di associazione, la libertà di istruzione e molte altre libertà, non solo per il fondamentalismo islamico, ma per ogni cittadino francese. Ad esempio, per evitare le scuole islamiche radicali, ha parlato contro l’istruzione domestica. È profondamente ingiusto sopprimere un diritto naturale per via di abusi di tale diritto. Non è chiaro se andrà oltre in questa direzione, ma potrebbe facilmente trasformare la Francia in una dittatura laica per impedire alla Francia di diventare una dittatura islamica. 

Dal mio punto di vista, combattere in modo efficiente contro il terrorismo islamico inizia con il rafforzamento dello Stato nelle sue missioni sovrane: proteggere i confini, dare alla polizia il potere di combattere la criminalità in modo serio, avere agenzie di intelligence che monitorano i gruppi islamici radicali e forse inviare lo stesso esercito nei quartieri “separati”. Ma questa politica di sicurezza non può essere sufficiente. Dobbiamo costruire una solida politica di immigrazione e scegliere chi vogliamo accogliere nel nostro paese. Dobbiamo soprattutto lavorare sulla trasmissione della nostra cultura. E questo significa tornare alle radici cristiane di questa cultura. 

La Francia è un paese laico, ma ovunque si possono vedere belle chiese o cattedrali; in ogni poesia e opera letteraria classica puoi vedere quanto sia importante il cristianesimo nella nostra cultura. È assolutamente necessario che i politici cessino di combattere il cristianesimo. Molti sembrano credere che siamo ancora alla fine del diciannovesimo secolo, con una potente Chiesa cattolica che gestisce quasi tutte le scuole e gli ospedali e con oltre il 95 per cento della popolazione francese battezzata. Il cattolicesimo ha costruito la Francia lentamente, ma attaccare il cristianesimo sta distruggendo la Francia molto più rapidamente! Abbiamo bisogno di leader politici, culturali, educativi, ecclesiastici e dei media che amino il nostro paese e lo promuovano senza calunnia o propaganda ingenuamente positiva. 

Infine, dobbiamo essere onesti con i musulmani: dobbiamo dire loro cosa è problematico per noi nella loro religione. Possiamo trovare un terreno comune per lavorare insieme secondo i diritti umani o la legge naturale. Ma dobbiamo affrontare le enormi differenze, se non le opposizioni, tra le nostre due culture. Ad esempio, nella civiltà occidentale, l’uguale dignità di ogni essere umano non è negoziabile: non possiamo accettare che un uomo abbia più valore di una donna, o un credente islamico di un non credente; non possiamo accettare la poligamia; e non possiamo accettare la pena di morte per apostasia. Se alcuni musulmani non possono condividere le nostre opinioni, non possono diventare cittadini francesi. Forse dovranno trasferirsi nei paesi musulmani, ma non possiamo permettere loro di combattere – anche se solo culturalmente – contro la nostra civiltà. 

La questione posta dagli attacchi terroristici non è solo una questione di sicurezza, ma è ancor più culturale. Se vogliamo un dialogo pacifico tra civiltà, dovremmo tornare alle radici della nostra civiltà e dire con calma ma fermamente quali principi difendiamo e quali principi non possiamo accettare. Temo che il presidente Macron non voglia affrontare questi difficili problemi. Ma sono ancora più certo che se non lo farà, gli attacchi terroristici cresceranno e qualcun altro dovrà affrontarli.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Il sottoministro dice che non si può fare la messa di mezzanotte. Ci diamo una svegliata? Facciamo qualcosa? Una petizione? Una raccolta firme? Ci facciamo sentire per una buona volta sì o no? È una vergogna. Ottimo l’articolo di oggi sulla Nbq a riguardo.

Anonimo ha detto...

La chiesa odierna ha una grave difficoltà a capire questi pensieri, perchè ideologizzata, come ideologizzato è Macron. Sono queste ideologie obbedite per 'fede' la grande barriere che incontra il parlar chiaro. I semplici queste situazioni le hanno percepite d'istinto anni ed anni or sono. Ma non hanno trovato nessun ascolto nelle alte sfere della società gnostico / socialmente arrampicato / benestante / avanzante perchè noi siamo noi e voi siete...plebe.
Duecentosessanta sgozzati o altrimenti sgozzati in cinque anni fanno 52 ammazzati l'anno che sono 4,3(periodico) al mese, da parte di chi è ospite in casa altrui se non proprio clandestino (dal lat. clandestinus (der. dell’avv. clam «di nascosto»).
Il buonismo è bontà simulata, cioè ipocrita. E con l'ipocrisia non solo non si risolvono i problemi, specie con chi è maestro della dissimulazione, ma si aggravano poiché si scade nella stima dell'interlocutore, si confondono i cittadini ed i fedeli e la mente stessa del buonista, di ipocrisia in ipocrisia, si altera, si deteriora, fino a diventare l'ipocrisia connaturale, cioè il personaggio recitato diventa l'interprete e l'interprete viene infine deprivato del suo essere. Quindi Macron, Bergoglio, Conte e Lamorgese e tutte le gelatine loro pari, sarebbero più rispettati e stimati dai loro connazionali, dalle diplomazie del mondo intero se usassero educatamente, con fermezza il sì sì, no no, che è segno del coraggio della verità, segno della sincerità nei rapporti umani di qualsiasi tipo.
Bisogna respingere questa correttezza che si pretende essere politica, civile. Questo inganno ha reso metà della popolazione mondiale falsa e bugiarda. Si inventano perfino leggi per far passare la menzogna, la falsità.
E, nel particolare, se non ritorniamo ad essere Cristiani, se non ritorniamo a praticare interiormente e pubblicamente i Comandamenti, cominciando dall'ottavo comandamento (Non dire falsa testimonianza) finiremo tutti sgozzati. Voglio aggiungere che la verità va detta all'interlocutore senza ridicolizzarlo né pubblicamente, né privatamente. La verità non deve essere neanche usata come una clava nelle mani di chi pretende di essere 'il giusto'.

mic ha detto...

https://voxnews.info/2020/11/28/parigi-e-guerriglia-incendiata-la-banca-di-francia-video/

Anonimo ha detto...

Consiglio l'adesione: https://www.ecclesiadei.it/giornata-di-preghiera-internazionale/

Anonimo ha detto...

Non ci vorranno molti anni e per noi europei sarà la fine.Ci spareremo addosso fra di noi e poi interverranno gli islamici a mettere ordine.Allora sarà bello vedere i compagnucci inginocchiati verso la Mecca. Loro che non sopportano le ingerenze(?) della Chiesa cattolica nella politica…...L'altro giorno ero in ospedale per fare delle analisi ed ho notato un numero enorme (rispetto ai presenti) di donne arabe giovanissime ,incinte e con uno o due bambini dentro la carrozzina.Verrà un giorno che chiederemo aiuto e nessuno ci risponderà perché da tanti anni ormai una buona metà dei bambini italiani che dovrebbero nascere vengono abortiti.

Anonimo ha detto...

a proposito di problemi culturali, riporto un link che tratta di un ennesimo adeguamento in corso https://bce.chiesacattolica.it/adegua_cattedra/diocesi-di-asti/
Bisognerebbe informarsi meglio su come lo si intende portare avanti tale adeguamento ed eventualmente denunciare l'ennesimo scempio!

29. 11. 2020 Vieni, Signor; la terra in pianto geme. ha detto...

Diretta S. Messa Prima Domenica di Avvento in rito tradizionale a Vocogno - 29/11/2020
https://www.youtube.com/watch?v=pix5mbrkaSc&feature=youtu.be

https://www.divinumofficium.com/cgi-bin/missa/missa.pl

Streaming avviato 36 minuti fa ha detto...

Sunday 29th November: First Sunday of Advent
https://www.youtube.com/watch?v=mVFEMeUP7zQ
Sacred Heart Church - Limerick - ICKSP
LIVE STREAMING OF MASSES
Sunday: 10:30 am

Santuario Madonna dei Boschi 29 XI 2020 ha detto...

S. Bernardo di Chiaravalle - Primo sermone sull'Avvento
https://www.youtube.com/watch?v=KDTRWHiLm6w

Primo sermone sull'Avvento di s. Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), Dottore della Chiesa. Chiamato dai posteri "il Dottore Mellifluo", Pio XII gli dedicò una Enciclica (Doctor Mellifluos" il cui incipit è il seguente:

"Il dottore mellifluo ultimo dei padri, ma non certo inferiore ai primi, si segnalò per tali doti di mente e di animo, cui Dio aggiunse abbondanza di doni celesti, da apparire dominatore sovrano nelle molteplici e troppo spesso turbolente vicende della sua epoca, per santità, saggezza e somma prudenza, consiglio nell'agire." (Pio XII)

Anonimo ha detto...

L'autore dell'articolo mi sembra un po' troppo naif, si dovrebbe leggere i libri di Houellebeck e ascoltare i monologhi di Dieudonné, che ancora si riescono a trovare, la Francia ha il problema dei pieds noirs dagli anni '60 quando arrivarono in massa dai paesi ex-colonie, se dopo 60 anni non hanno ancora capito che gli islamici sono islamici e basta e che mai si integreranno, soprattutto riguardo alle leggi laiciste laicizzanti dell'occidente, vuol dire che sono già spacciati, come tutto l'occidente, chi ha diversi anni sulle spalle ricorderà il famoso discorso di Boumedienne 'Conquisteremo l'occidente col ventre delle nostre donne' ci siamo quasi, tra la dilagante imbecillità buonista bonaria dei nostri governanti venduti a tutto e a tutti, Islam significa sottomissione e conquista, soprattutto violenza contro chi si oppone e imposizione della Shaaria, end of discussion, certo finirà nel sangue, Macron è inadatto e incapace , forse, non essendo un politico di vecchia scuola, sogna ancora che trionfi la laicité, riguardo a noi, non ci sarà bisogno di rivolte sanguinose, non ci siamo tagliati, ci adatteremo tirando a campà, avete sentito le ultime esternazioni del mortadella 'ci vogliono molti immigrati in più per coprire i vuoti demografici del paese' certo facciamo fare i figli agli islamici e lasciamo campo libero ai cinesi........gute nacht Europa.

Anonimo ha detto...

Ho sentito di una banca incendiata a Parigi in via della Bastiglia.

Anonimo ha detto...

Perché l’iniziativa del leghista Marchetti può fare scuola sia a livello nazionale per contrastare leggi simili al Ddl Zan sia a livello locale per arginare o frenare derive pro ideologia LGBT? Per più motivi.

https://lanuovabq.it/it/in-emilia-ce-qualcuno-che-si-oppone-alle-politiche-gender

In Emilia c'è qualcuno che si oppone alle politiche gender
Quando uno e' capace l'opposizione e' efficace .

Anonimo ha detto...

Oramai ci hanno fatto la bocca.

https://www.iltempo.it/attualita/2020/12/02/news/dpcm-4-dicembre-spostamenti-regole-21-dicembre-7-gennaio-familiari-congiunti-scuola-cene-governo-conte-speranza-25411835/

Mi piacerebbe sapere dove trascorreranno le festivita' religiose ( ancora tali )i 44.000 "addetti alla politica .

Anonimo ha detto...

“Macron è un problema per la Francia. Con lui, sta attraversando un periodo molto, molto rischioso. Spero che se ne liberi il più presto possibile“.

Così il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, all'uscita dalla preghiera a Santa Sofia, non un posto qualsiasi, specie per simili dichiarazioni.

Un cerchio pare così chiudersi.

Il tutto accade, invero, qualche giorno dopo la morte di quel Valéry Giscard d'Estaing che favorì l'immigrazione di massa islamica in Francia, opponendosi -come tutti sanno- a che venisse fatto cenno delle radici giudaico-cristiane nella costituzione europea: Giscard, con tipica 'eleganza' di loggia, respinse persino una lettera di Giovanni Paolo II, rispondendo che “se la poteva tenere in tasca”...

Qualche giorno dopo la sua dipartita, quindi, ecco questa 'fatwa dolce' del sultano turco che, ne sono certo, non sarà sottovalutata dall'apparato di sicurezza di Macron.

A quest'ultimo un modesto suggerimento: si rechi a Tours (o Poitiers, tanto siamo lì) per rispondere ad Erdogan. In quel luogo non c'è più la grande basilica dedicata a San Martino, che la a lui cara Révolution française abbattè quasi del tutto.

Tranne che per due molto tolkieniane....due torri.

E non se ne vergogni troppo: persino Stalin si 'arrangiò' allo stesso modo, nel pericolo, con l'icona di Kazan'.
Sebastiano Mallia su Fb