martedì 10 novembre 2020

La storia ha cambiato direzione /1 e 2

Dalle segnalazioni di lettori. In questo momento, in occidente, la sinistra dei diritti disumani è forte anche grazie allo strapotere mediatico di cui dispone. Il diritto a sopprimere i non nati o farsi fabbricare un bambino, il diritto-dovere di sopprimere i deboli, la distruzione dei vincoli familiari in nome del pan-sessismo. Non prevalebunt, ma sinceramente non riesco ad immaginare come. Quando un impero crolla finisce per schiacciare chi sta sotto. Ci vogliono anche delle oasi: sorta di caveau che custodiscano il buono [i semi, come diceva Guareschi, perché germoglino passata la tempesta] per il tempo della ricostruzione, opera che in Occidente svolsero i monasteri. 

La storia ha cambiato direzione
Leggo con un fondo di compassione le grottesche, miopi analisi di chi, nell’elezione, torbida e accidentale, di un uomo del vecchio establishment alla Casa Bianca, scorge la civiltà recuperata o - non c'è limite al ridicolo - una sorta di apocatastasi cosmica, un ritorno dell'età di Saturno. Sono visioni da dilettanti della storia, da tifosi delle politica, da frequentatori prezzolati di ogni parrocchia politica. Dal vecchio PCI a quella nebulosa liberal – Giuliano Ferrara è solo l’esempio italiano più sfacciato e abile di questo atteggiamento - senza radici e realistiche prospettive. Se non un inconoclasmo nichilista e autodistruttivo, che è l’aspetto più macroscopico di questo tempo. Ma la storia ha cambiato direzione.
Nel 1977 il cardinale di Cracovia Karol Wojtyla confidava ai suoi intimi – prima di Solidarnosc, prima di Reagan, di Gorbaciov, prima di Giovanni Paolo II - che il comunismo era alla fine del suo ciclo. Che era morto nel 1953, con Stalin. E che quanto che sopravviveva era solo una mummia coll’apparenza della vita.
Quando il comunismo crollò, tante voci di “esperti analisti”, di storici, di politologi delle mie caligae affettarono, di ogni latitudine, sorpresa e sconcerto. Parlarono di “svolta inattesa”. Bene: o mentivano oppure rivelavano, intera, la loro stupidità, la loro miopia, il loro goffo pregiudizio.
L’Occidente si sta risvegliando. Sta riacquisendo coscienza delle proprie radici. Con lentezza – la narcosi postilluministica è stata lunga e atroce – in modi impropri e talora scomposti. Ma la direzione è quella.
L’Occidente sta ritrovando se stesso. Proprio specchiandosi, inorridito, nelle sue negazioni - un Barack Obama, un Bergoglio, un’Unione Europea senza anima, identità, valori veri. Forti. – con tutto il fascio di disvalori che incarnano e ancora per poco incarneranno. Non sarà certo il debole Biden – un leader su cui, per un solo mandato, per sempre peserà il sospetto non infondato di un’elezione non legittima – a invertire il corso delle cose.
Come Agostino sul margine estremo del mondo antico, certo non vedo le cattedrali gotiche o Dante. Ma so che questo tempo è finito. E che il futuro sarà profilato da chi più fortemente lotterà per difendere e sviluppare le propria storia. Riscoperta e di cui non ci si vergognerà più.
Gli attori in campo sono tre: la Cina comunista – crollerà; crollerà e anche a breve come ogni esperienza totalitaria troppo a lungo iterata – l’islam con la sua strutturale rinuncia al tempo come sviluppo e progresso, con il suo accovacciarsi pericoloso nella memoria “perfetta” del secolo VIII - e poi l’Occidente. Cioè Atene, Roma. Gerusalemme.
Se saprà ritrovarsi appieno, senza farsi scoraggiare da provvisorie e, alla fine, ridicole battute di arresto, non ci sarà partita e ancora una volta sarà la guida della storia. Di una storia sempre nuova; non di un eterno presente difeso, idolatrato con la dittatura o con la jihad. O, paradossalmente, con l’anchilosi intellettuale del politicamente corretto. 

La storia  ha cambiato direzione (2)
No. non c’è alcun ottimismo fideistico dietro alle righe che ho scritto sull’opportunità che l’Occidente ha di intestarsi un altro dei suoi tanti rinascimenti. Al contrario: c’è la presa d’atto che questa configurazione dell’Occidente è in una fase agonica - si badi: è un tempo di transizione che potrà essere ancora lungo: certi fenomeni si dispiegano nell’arco di secoli. Anche se oggi la comunicazione può accelerarne grandemente i ritmi.
In ogni caso: al modo dell’ Evo Antico nel V secolo o del Primo Rinascimento nel XIV – “Primo Rinascimento” chiamo ciò che, rendendo inconsapevole omaggio alla più colossale opera di disinformazione storica mai concepita, i più seguitano a chiamare “Medioevo”: un’invenzione anticristiana e anzi anticattolica da intestarsi a Voltaire ed epigoni – il tempo che viviamo o è sterile oppure, ed è una caratteristica tutta sua e nuova nel divenire storico, produce mostruosità cui pure attribuisce il nome di “progresso”.
È un tempo sterile. Certo. E in ogni campo decisivo. La poesia è ridotta un balbettio di versicoli criptici o sciatti, privi di bellezza e ritmo; la pittura alla raffigurazione di forme insensate in cui, alla meglio, un cerebralismo orgoglioso si è sostituto a una rappresentazione - originale, certo: Caravaggio non è Raffaello - del reale; l’architettura a pastiche citazionistici oppure a franchi sgorbi che ti fanno scambiare una chiesa per un supermercato e un supermercato per una chiesa; è c’è del senso in questa inversione; la narrativa in ambiziosa e sterile notomizzatone dell’Io, in uno sperimentalismo espressivo che altro non è che un balordo ritorno del marinismo sotto altre forme.
La musica colta? La fine del sistema tonale ha ucciso quell’arte - leggete Il doktor Faustus di Mann – di cui vi offro anche la data di morte: il 24 aprile del 1925, data della prima di Turandot, ultimo segno di una avventura meravigliosa iniziata col gregoriano, proseguita con Monteverdi e finita con il tema dell’amore che chiude la grande, ultima favola di Giacomo Puccini.
La filosofia è morta o in catalessi. Perché o è ricerca della verità oppure non è. E ha smesso di esserlo dopo Hegel, piaccia o non piaccia la riflessione di quel pensatore. Di quell’ultimo autentico pensatore. Perché dopo di lui si è solo decostruito. La realtà è inattingibile, è produzione dell’io; e quell’io è solo un grumo irrazionale di istinti basici – la bestia di Darwin, l’ultrauomo di Nietzsche, l’Es demonico di Freud - e di appetizioni solo sessuali.
Insomma, non esiste la coscienza razionale e dunque non esiste conoscenza, anche provvisoria. Ma solo sensazioni soggettive. E l’abbassamento degli eterni “perché” al rango di modestissimi “come” cui oggi, peraltro, non può rispondere neppure il pensiero scientifico, fattosi afasico anch’ esso.
Ecco: solo la tecnologia è lo spazio estremo che ci offre un inganno di progresso. Ma è solo un’illusione ottica. Assemblare un novo modello di cellulare ogni anno non è progresso, non è conquista. È solo abilità scimmiesca. E interesse economico.
Certo: qualcosa è ancora vivo. E, per nulla paradossalmente, lo si trova ai piani cosiddetti bassi della cultura: una canzone pop veicola ancora emozioni autentiche; un romanzo con un buon intreccio ma per fortuna privo di orgogliose ambizioni letterarie, ti tiene incollato alle pagina, ti comunica emozioni forti e in qualche caso, se Dio vuole, perfino valori. Ma, per il resto, è tutto una gran valle in cui carcasse di bestie mostruose si putrefanno. E – questo è lo stigma vero della fine – quasi nessuno avverte il puzzo che promanano.
Diamine: a Napoli si stava tenendo una mostra su Luca Giordano, prima che il Covid mandasse tutto a ramengo. Giordano: “Luca fa presto”. Un grande, grandissimo minore. Che ora ci pare un gigante perché nessuno sa o vuole resuscitare, innovandolo, quel cromatismo acceso, quel gusto mobilissimo delle forme. Ci accontentiamo del comodo inganno dell’astrattismo. Il rifugio di chi manca di una visione della realtà. O, più semplicemente, di un normale talento pittorico.
Il gran paradosso – demoniaco, nella sua radice ultima– è che mai come in questo tempo, si chiacchiera di valori che, a guardar bene, sono, anche terminologicamente, null’altro un povero succedaneo di quelli veri. Non ci sono il più il bene e il male, l’amore e l’odio, il bello e il brutto, il naturale e l’innaturale. Ci sono soltanto l’accoglienza e il rifiuto, la solidarietà o l’incomprensione, il piacevole o il meno piacevole. E tutto – tutto davvero – è naturale perché IO lo credo tale. E non aggiungo altro.
Letteralmente non posso aggiungere altro. Un modo morto, insomma. Che, uno alla volta, si è liberato di Dio, della razionalità, dello stesso pensiero scientifico – non dell’applicazione della scienza – e che ora si trova alla fine del suo percorso. Oh, le doglie del parto di un nuovo kosmos saranno dolorose. Saremo travolti anche noi assieme a quei cadaveri putrescenti. Sarà travolta nostra vita e prima che si acquisirà un nuovo equilibro, attraverseremo la violenza concitata dei regni barbarici.
Fosche figure di imbonitori, di violenti signori dissolveranno la democrazia liberale, rivelatasi purtroppo incapace di atti creativi, di superarsi, di inverarsi non in contenitore indistinto ma in un contenuto di valori. Saremo ingannati, insomma.
Saremo violentati. Ma è il prezzo che ogni età ha pagato quando la storia ha cambiato direzione. Prima di un nuovo approdo. Di una nuova rinascita. (Biagio Buonomo)

17 commenti:

Anonimo ha detto...

«La gente che ti vota ti dà fiducia, ma se non la rispetti ti fa capire che ti viene a prendere sotto casa. Se tu non spieghi loro quali sono i 21 parametri che determinano la colorazione di una zona rossa o arancione e gli chiedi solo di rispettare la legge zitto e muto, il cittadino si sente lontano dal sistema democratico perché viene trattato da suddito. Ecco le folle davanti a Palazzo Chigi, o nelle sedi delle Regioni. Bisogna stare molto attenti».

Anonimo ha detto...


Che nel 1953, dopo la morte di Stalin, il comunismo fosse già una mummia, dietro l'apparenza possente, e insomma già finito, mi sembra affermazione alquanto azzardata, poco meditata.

Il comunismo non era solo l'URSS. C'era anche la Cina. Ci siamo dimenticati le guerre di Corea e Vietnam? Organizzate da forze autonome locali, ma sorrette ad un certo punto dalla Cina, anche se ci fu poi una breve guerra tra vietnamiti e cinesi. Insomma, senza l'appoggio anche passivo cinese quei due paesi comunisti non avrebbero potuto reggere.
E l'infiltrazione-dissoluzione in Occidente, e in tutto il mondo, appoggiando l'edonismo di massa, i moti studenteschi, il terrorismo etc? Un'opera eversiva continua, asfissiante, diabolica, a tutti i livelli. L'URSS è implosa (meglio dire questo che : crollata) anche per le enormi spese che la promozione della rivoluzione nel mondo le è costata.
Gli ideali comunisti si sono logorati in Russia e nell'Est europeo, nessuno prendeva più sul serio il marxismo-leninismo, il catalizzatore fu la crisi economica del regime.

Ma il comunismo non è morto, si è trasformato, continuando l'opera eversiva di sempre, ora addirittura con la complicità della Gerarchia cattolica, senza fede e corrotta nei costumi.
Ha indossato la veste dell'anarchismo rivoluzionario, ateo e visionario, basato sulla rivoluzione sessuale, fase tipica del "momento rivoluzionario" attuale. In ciò, ha rispolverato le origini materialistiche e libertine del pensiero di Marx, uno dei filoni della sua formazione, quello profondamente irreligioso, ateo in senso militante, determinato cioè a distruggere sia la religione cristiana che la famiglia (la famiglia naturale, per lui "borghese", in quanto immagine della Sacra Famiglia).
Sì, crollerà. Ma come? In seguito alla III guerra mondiale ossia allo sterminio di una parte consistente del genere umano e della stessa natura?

Anonimo ha detto...

Esce il comunismo fosse semplicemente mutato come un virus, invadendo il mondo dopo la caduta del Muro?

Anonimo ha detto...

I liberal vinceranno. Il socialismo trionferà. Che si chiamino Dem, PD o altro. La loro strategia e’ uguale in tutto il mondo ed e’ vincente.

Abbracciano quello che chiamano progresso concedendo quelli che chiamano “diritti” a tutti, creando minoranze che poi trasformano in gruppi di sostegno politico.
Vincono perché creano spesa pubblica inventando enti, commissioni, mettendoci persone dentro nei posti di potere e assumendo potenziali elettori. Diventa praticamente impossibile dopo chiudere l’ente e licenziare.
Vinceranno con gli immigrati che quasi ovunque arrivano per diventare i nuovi poveri e quindi potenzialmente nuovi elettori della loro ideologia malata fatta di assistenzialismo e regalie.
Vincono perché stanno creando un mondo in cui ad essere liberi vi si rimetterà solamente perché solo chi e’ dentro al sistema potrà avere successo e gli altri potranno al massimo campare.
Vincono grazie al politically correct, la loro arma per spingere il loro “progresso” malato , ostracizzare chi non la pensa come loro, vendere ai media le loro favole.

Si può al Massimo sperare di rallentarli, mettergli i bastoni tra le ruote qua e là... ma vinceranno loro. Prima o poi il mondo diventerà una grande Cina dove hai l’illusione di essere nel libero mercato se gestisci un bar o fai l’idraulico ma dove tutte le cose importanti passano sopra la tua testa e sono gestite dal partito e dalle imprese amiche del partito. Come la Cina dove tecnologia e AI invece di aiutare le persone verranno piegate al controllo delle persone arrivando al punteggio di buona cittadinanza necessario per lavorare o viaggiare.

La cosa peggiore di tutto ciò è’ che lo fanno con il consenso di almeno metà della popolazione in tutto l’occidente.

Che pena.
Cit. Marcello Mazzilli

Anonimo ha detto...

Il fine del comunismo, come del capitalismo peraltro, è di installare un bel microchip a chiunque sia goym. Eliminandone moltissimi altri, si è in troppi ed il numero solo fa terrore ai non goym. Ma a Fatima non era stato annunciato?... "se non fanno la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, la Russia diffonderà il comunismo in tutto il mondo" e a La Salette "se non si convertono dai vizi l'anticristo arriverà a Roma che perderà la fede. In Portogallo si conserverà il dogma." "il clero sarà castigato, Dio castigherà come mai prima, guai ...". E mentre pensavano di aver inventato la civiltà del bengodi non si sono accorti di militare sotto la bandiera del nemico, nemmeno si sono accorti di vedere doppio nel biancovestito che deve essere uno.

Da La Verità ha detto...

Non è vero che la democrazia abbia preso il posto dell'aristocrazia: quest'ultima influenza ancora le vite delle nazioni non meno delle loro libere scelte. Solo che adesso si chiama «competenza». Così Stato, scienza e capitalismo hanno creato il tecno potere.

Anonimo ha detto...

I media italiani nascondono la notizia, ma negli USA è ufficiale già da ieri.

https://www.maurizioblondet.it/biden-perde-lo-status-di-presidente-eletto/

Anonimo ha detto...

Vedremo.

NON DIR GATTO FINCHÉ NON È NEL SACCO.

Anonimo ha detto...

Sì, il microchip è senz'altro ciò per cui stanno lavorando alacremente - alacremente come sempre, del resto, cioè da più di duemila anni - coloro che hanno "per padre il diavolo".
Tuttavia non riusciranno nella loro diabolica impresa perché :
QUIS UT DEUS?
CHI È COME DIO?
Coraggio e non prestiamo loro troppa attenzione!

Anonimo ha detto...

Sarti e fioristi sono stati esclusi dagli aiuti economici del governo. Inclusi invece pornografi (sexy shop) e i tatuatori.
Vuoi mettere? Loro sì che sono benemeriti e vanno sostenuti.
I pornografi come benemeriti della virtù, i tatuatori come benemeriti del bello e del gusto.
Da queste scelte si capisce benissimo cosa pensano davvero Conte e compagnia. Martino Mora

#stopcristianofobia ha detto...

Nella chiesa della città di Straubing, nella diocesi di Ratisbona in Germania, è stata decapitata la statua della Madonna. L'Europa assomiglia ogni giorno di più ai Paesi nei quali gli stessi cristiani sono perseguitati, ed i loro luoghi di culto distrutti!

Anonimo ha detto...

Mancando l'educazione cattolica, la formazione interiore, laurea ed ambiente sociale, professionale non educano e non formano, diseducano e sformano.

Il cafone del passato era certamente più educato, più interiormente formato di tanti laureati specializzati figli del loro tempo.

Qui non si tratta di progresso, di evoluzione, qui si sta tornando nelle caverne con la coperta tecnologica di sempre penultima generazione.

E NSGC è diventato un valore negoziabilissimo, anzi di nessun valore.

Anonimo ha detto...

Giorgia Meloni:
I leader di mezza Europa si riuniscono in videoconferenza per parlare di immigrazione e lotta al terrorismo. Dal cancelliere austriaco Kurz al francese Macron, dalla cancelliera tedesca Merkel al premier olandese Rutte, dal presidente del Consiglio europeo Michel al presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: tutti presenti e pronti a parlare di revisione dell'area Schengen per controllare i confini esterni, sviluppo di banche dati comuni, scambio di informazioni, rafforzamento delle politiche penali. Tutti collegati, tranne uno: Giuseppe Conte. Nessuno dei leader europei ha ritenuto di invitare l'Italia, che è la porta d'Europa sul Mediterraneo. È la smentita ufficiale alle menzogne Pd e Cinquestelle e dell'intellighenzia italiana ed europea, che ci raccontano di quanto l’Italia sia considerata in Europa grazie alla sinistra e a questo governo di illuminati europeisti. La verità è l'esatto opposto di quella che ci viene raccontata: per la Ue siamo dei burattini nelle loro mani e non abbiamo diritto di parola sulle decisioni che contano, anche su quelle che ci riguardano direttamente come l'immigrazione irregolare e senza controllo. Fratelli d'Italia chiede a Conte di riferire in Parlamento sulle ragioni di questa indegna esclusione.

Anonimo ha detto...

Nel frattempo gli italiani muoiono non di Covid ma nell'anima. Mentre la loro identità è minacciata insieme alla loro sicurezza...

Anonimo ha detto...

1) terrorizzare le persone con martellamento mediatico giornaliero
2) non organizzare in 8 mesi alcun potenziamento delle strutture sanitarie né dei medici di base, né della assistenza territoriale, né della assistenza domiciliare.
2) le persone, spaventate, si riversano negli ospedali al minimo sintomo o con pochi sintomi, non avendo altro riferimento sanitario.
3) a causa del punto precedente i posti letto degli ospedali ed i pronto soccorso e gli ospedali si riempiono di paucisintomatici sottraendo assistenza a chi ha davvero bisogno.
4) il caos, la mancanza di cure, provocano più decessi, che provocano più terrore.
5) con la motivazione del collasso delle strutture sanitarie e dei decessi, decidere di chiudere tutto anche se non ci sono dati che dimostrino che gli esercizi commerciali, che si sono tutti adeguati alle misure di sicurezza sostenendo notevoli oneri economici, veicolino il virus.
6) decretare ristori economici non sufficienti neppure a coprire i costi fissi di un mese, quando ancora non sono stati erogati tutti gli importi della cassa integrazione, nonostante il divieto di licenziamenti.
7) assistere al tracollo economico della nazione ed alla disperazione delle categorie non privilegiate.

Anonimo ha detto...

Tutto chiaro. Qualcuno però mi spiega la faccenda del Portogallo? Mi risulta che sia un paese socialista, abortista e pro gender...?!

Anonimo ha detto...


Sul Portogallo

E anche piuttosto gay-friendly, pare.
In effetti, dove sarebbe questa fede che si sarebbe conservata in Portogallo?
È anche vero che il prosieguo della frase di Suor Lucia di Fatima non lo
conosciamo. La frase infatti continuava. È una frase rimasta per noi tronca.