sabato 14 novembre 2020

«I confini del nostro linguaggio rappresentano i confini del nostro mondo». L'impoverimento del linguaggio influisce sul QI della popolazione

La citazione di un pensatore, Christophe Clavè, ripresa da Facebook ci dà modo di riflettere su dove stiamo andando. Wittgenstein diceva che i confini del nostro linguaggio sono i confini del nostro mondo: se non possediamo concetti e strutture sintattiche per concepire (ed esprimere) un’idea, per noi quella determinata idea non esisterà mai. Portava ad esempio alcune lingue africane che mancano del futuro e mostrava come le popolazioni in questione avessero enormi difficoltà a creare sistemi e pianificare sul medio periodo. Per contro analizzava l’enorme ricchezza verbale (il verbo indica sia le idee che i fatti, le azioni che le pongono in essere) del greco antico, con l’intrecciarsi di aspetto, modi e tempi. È questo che permetteva un pensiero astratto molto profondo e analitico, che ha consentito lo sviluppo della filosofia alla base del pensiero occidentale.
"Indice della forte relazione tra capacità di pensiero e ricchezza di linguaggio, è il fatto che tra i maggiori creatori di parole ci sono i filosofi. Parole come 'sostanza', 'materia', 'forma', 'essenza', 'ipotesi', 'deduzione' e tante altre che oggi sono ampiamente usate, furono inventate dai filosofi antichi per rendere verbali, e quindi trasmissibili, pensieri altamente astratti. I filosofi sono stati i maggiori formatori del complesso linguaggio che ha permesso alla civiltà occidentale di evolversi grandemente e creare la scienza. Involuzione del linguaggio, dunque, significa anche impoverimento del pensiero e impoverimento della conoscenza, che presto o tardi, si trasformerà anche in impoverimento tecnologico ed economico". (Cit. Francesco Sollazzo)

 L'impoverimento del linguaggio influisce sul QI della popolazione
“Il QI medio della popolazione mondiale, che dal dopoguerra alla fine degli anni '90 era sempre aumentato, nell'ultimo ventennio è invece in diminuzione... È l’inversione dell’effetto Flynn. Sembra che il livello d’intelligenza misurato dai test diminuisca nei paesi più sviluppati. Molte possono essere le cause di questo fenomeno.
Una di queste potrebbe essere l'impoverimento del linguaggio. Diversi studi dimostrano infatti la diminuzione della conoscenza lessicale e l'impoverimento della lingua: non si tratta solo della riduzione del vocabolario utilizzato, ma anche delle sottigliezze linguistiche che permettono di elaborare e formulare un pensiero complesso.
La graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato) dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente, limitato al momento: incapace di proiezioni nel tempo. 
La semplificazione dei tutorial, la scomparsa delle maiuscole e della punteggiatura sono esempi di “colpi mortali” alla precisione e alla varietà dell'espressione.
Solo un esempio: eliminare la parola "signorina" (ormai desueta) non vuol dire solo rinunciare all'estetica di una parola, ma anche promuovere involontariamente l'idea che tra una bambina e una donna non ci siano fasi intermedie.
Meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero. Gli studi hanno dimostrato come parte della violenza nella sfera pubblica e privata derivi direttamente dall'incapacità di descrivere le proprie emozioni attraverso le parole. Senza parole per costruire un ragionamento, il pensiero complesso è reso impossibile.
Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare.
La storia è ricca di esempi e molti libri (George Orwell - 1984; Ray Bradbury - Fahrenheit 451) hanno raccontato come tutti i regimi totalitari hanno sempre ostacolato il pensiero, attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole. Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici. E non c'è pensiero senza parole.
Come si può costruire un pensiero ipotetico-deduttivo senza il condizionale? Come si può prendere in considerazione il futuro senza una coniugazione al futuro? Come è possibile catturare una temporalità, una successione di elementi nel tempo, siano essi passati o futuri, e la loro durata relativa, senza una lingua che distingue tra ciò che avrebbe potuto essere, ciò che è stato, ciò che è, ciò che potrebbe essere, e ciò che sarà dopo che ciò che sarebbe potuto accadere, è realmente accaduto?
Cari genitori e insegnanti: facciamo parlare, leggere e scrivere i nostri figli, i nostri studenti. Insegnare e praticare la lingua nelle sue forme più diverse. Anche se sembra complicata. Soprattutto se è complicata. Perché in questo sforzo c'è la libertà.
Coloro che affermano la necessità di semplificare l'ortografia, scontare la lingua dei suoi “difetti”, abolire i generi, i tempi, le sfumature, tutto ciò che crea complessità, sono i veri artefici dell’impoverimento della mente umana.
Non c'è libertà senza necessità. Non c’è bellezza senza il pensiero della bellezza.” Christophe Clavè

24 commenti:

Martina ( sulla generale ribellione ) ha detto...

Mi permetto di aggiungere a questa interessante riflessione sul Q.I. anche questo successivo articolo sulla "Disciplina".Io che ho superato gli anta ricordo perfettamente come ( certamente non erano rose e fiori )tutto fosse disciplinato :
a scuola studenti con grembiule , alle 8,oo il/la bidello/a rigorosamente in divisa serrava il portone e chi era in ritardo poteva entrare solo con la giustificazione dei genitori ,alle poste il personale indossava un camice , i custodi dei giardini altrettanto , le strade della mia cittadina di provincia (150ooo abitanti)veniva spazzata lavata disinfettata con la creolina dalle ore o3 alle ore o5 per cui al risveglio tutta la citta' era pulita ed io adolescente che prendevo il treno alle 4,4o per venire a Roma all'Accademia di Belle Arti di via Ripetta posso testimoniarlo , mai e poi mai ci saremmo sognati di mancare di rispetto agli insegnanti...la nostra ribellione ha innescato una sequela di ribellioni

L’umiltà dell’uomo di comando:

Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; 7per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito. 8Anch’io infatti sono uomo sottoposto a un’autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all’uno: Và ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fà questo, ed egli lo fa”.
Il centurione, appunto da militare, uomo di comando e di obbedienza, ha riconosciuto immediatamente il Comandante Supremo: l’Impe[t]rator Maximus, quello che ha il totale favore del cielo , e che con una comando guarisce, dà la vita e la toglie.

A vantaggio di...pornografi e diritti varii ha detto...

Bellissimo articolo , bellissima riflessione che spiega perche' tutto il corollario dei mass media e varii ed eventuali hanno indirizzato le nuove generazioni a bazzicare "nell'immondizia di questo secolo, abbandonati a se stessi ed incapaci di fare un pensiero compiuto, di ragionare, divenuti come spugne imbibite di niente che attingono dai social ideologici di sinistra, senza porsi nemmeno il dilemma, se è bene o è male per me e per gli altri, e si scagliano aggressivissimi contro chiunque tenti di farli ragionare ."

Anonimo ha detto...

Pensieri, sentimenti, azioni, quello che guardiamo, quello che ascoltiamo, quello che i nostri sensi ci dicono , ci suggeriscono e la nostra coscienza elabora forma il nostro linguaggio. Se veniamo ingozzati di mondezza ad ogni ora del giorno, mondezza diventiamo e mondezza diventa il nostro linguaggio. Se un bambino pur poverissimo cresce nel decoro della sua famiglia, della sua casa, del cibo semplicissimo ed autentico religioso e culturale, che i genitori stessi affinano continuamente in se stessi, se con garbo e delicatezza è portato, a sera, a rivedere la sua giornata e piano piano, nel tempo, a far da solo, davanti al Signore Gesù Cristo, l'esame della sua coscienza, la sua capacità di distinguere il bene dal male migliorerà sempre più e lui stesso cercherà, spontaneamente le parole esatte per esprimere il suo vissuto, le sue azioni, i suoi sentimenti, i suoi pensieri e con l'entrare nella adolescenza il suo giudizio si eserciterà nel mondo a lui prossimo per poi abbracciare,passo dopo passo, la società umana. Inizia così una crescita interiore e linguistica senza fine che ha però le sue radici nella prima fanciullezza, all'interno della famiglia. Con le parole si sono accapigliati poeti, scrittori, legislatori, medici e tutti gli uomini che hanno vissuto cercando di comprendere la loro vita. Per questo e per tanti altri motivi sarebbe bene che la Bibbia, custode della Parola, nei suoi racconti principali, semplificati, ma non adulterati e degnamente illustrati, entrasse nella vita del bambino fin dai suoi primissimi anni e fin dalla nascita si recitassero prima presso lui/lei, poi con lui/lei le preghiere. Se il linguaggio del bambino avesse come radice della sua lingua non solo il lessico familiare ma, anche semplici preghiere eppoi i racconti del VT e del NT il mondo diventerebbe di generazione in generazione migliore.

Martina ha detto...

E' vero concordo pienamente con l'Anonimo delle 10:48 specialmente quando invita le famiglie ad introdurre i piccoli fin dalla tenera eta'a prendere confidenza col VT e col NT . Certamente in primo luogo possibilmente ad orari fissi in modo che diventi un desiderato appuntamento ,con la preghiera. Grazie per questa bella riflessione .

mic ha detto...

Articolo ragionato e argomentato. Peccato che sia una voce fuori dal coro rispetto ai media di regime

https://www.iltempo.it/politica/2020/11/14/news/giuseppe-conte-natale-premier-spiritualita-declino-responsabilita-governo-popolo-franco-bechis-25229446/

Anonimo ha detto...

https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/austria-lannuncio-di-kurz-istituiremo-il-reato-di-islam-politico_25343844-202002a.shtml

ENNESIMA PROVA DI IGNORANZA DELLA POLITICA
E niente! Di gente che abbia studiato a occupare i posti di responsabilità politica non se ne vuol sentire parlare....
Questa notizia dimostra l'ignoranza totale in materia religiosa di chi governa; non solo sull'islam, ma anche sul cristianesimo e su come esso abbia plasmato la nostra civiltà che è per questo motivo diversa dalle altre.
Non esiste un islam politico che si possa estrapolare dall'islam e metterlo fuorilegge, per il semplice motivo che non esiste separazione fra sfera religiosa e sfera politica, fra trascendente e immanente, in seno all'islam!
Noi abbiamo la separazione fra religione e politica perché Gesù Cristo davanti a Ponzio Pilato, nel processo, affermò che "Il mio regno non è di questo mondo" (vangelo secondo Giovanni) e per questo la civiltà cristiana, plasmatasi dopo la fine di quella antica greco-romana, ha sempre tenuto distinti Trono e Altare, resistendo sia alle spinte teocratiche sia a quelle cesaropapiste.
Nell'islam tale separazione non c'è! La shari'a è tanto legge religiosa quanto legge civile, il Corano vale più di qualsiasi costituzione di diritto positivo e su di esse prevale, come prevalgono anche gli Hadit che sono la seconda fonte gerarchica del diritto islamico.
Finché avremo al potere gente che non ha studiato e nulla sa delle basi della nostra civiltà o di quelle altrui, continueremo a discendere la china che ci sta portando all'abisso di inciviltà in cui verremo spazzati via.

Anonimo ha detto...

Nella civile e Serenissima Repubblica veneta la presenza dei musulmani era non solo tollerata, ma favorita per ragioni commerciali. Però il culto non poteva svolgersi in maniera organizzata perché nell'epoca in cui sussistette la Serenissima l'islam era considerato "eresia ismailita" e i musulmani chiamati "infedeli" o "pagani maomettani". A Venezia c'era un fondaco ad essi riservato per ragioni commerciali. Ma non ci fu mai una moschea.

Anonimo ha detto...

NON È VENUTA BENE

Il nostro ineffabile premier Conte, di fronte ad una platea di credenti, quelli della CGIL (non ho detto credenti in cosa…) ha pronunciato questa frase:

“Natale, a prescindere dalla fede religiosa, è senz’altro anche un momento di raccoglimento spirituale. Il raccoglimento spirituale, farlo con tante persone non viene bene.”

Eh?
Intanto, quel “a prescindere” è un poco ambiguo. Se intende qualunque religione si abbia, bene, forse non è al corrente che il Natale è una festa cristiana, e per le altre religioni è una bestemmia. Se poi intendeva credenti e non credenti, esattamente un non credente che razza di “raccoglimento spirituale” dovrebbe avere di fronte ad un avvenimento che per lui non significa niente? Spirito, de che?

Ma la parte che più lascia perplessi è “Il raccoglimento spirituale, farlo con tante persone non viene bene”.
Che infanzia triste deve avere avuto il povero conticino, che natali solitari. Non so voi, ma se penso al Natale mi viene in mente una comunità che tutta assieme festeggia la nascita di Nostro Signore. Un popolo; cori, messe affollate, mettiamoci pure le tombolate. Quale concetto del cristianesimo ha questo signore? La Chiesa è una comunità, una compagnia di credenti, non dei poveracci che devono stare chiusi nella loro stanzetta a pregare un dio immaginario o a contemplare il proprio ombelico. Il presepe stesso è l’illustrazione di quel popolo in cammino. Non è Yoga, è Natale.

Capisco che voleva indorare la pillola prima di tirare la mazzata, ma gli è venuta francamente molto, molto male.

A Giuse’, fatte ‘na famiglia.

da Berlicche, il cielo visto dal basso - venerdì 13 novembre 2020

https://berlicche.wordpress.com/2020/11/13/non-e-venuta-bene/

Anonimo ha detto...

Quest'ultimo passaggio è tratto dal pezzo di Blondet di oggi. Citare sempre le fonti fa parte di quel rispetto di cui sopra.

Anonimo ha detto...

A mio modo di vedere, l'indubbio impoverimento del linguaggio, al contrario di quanto si sostiene nell'articolo, non corrisponde ad una causa del costante calo del Qi, ma ne rappresenta soltanto un sintomo; le reali cause efficienti del fenomeno, infatti, a mio modesto avviso, andrebbero piuttosto ricercate, ad esempio, nelle banalizzazioni riduttive dei programmi scolastici che, dunque, sottraggono elementi di conoscenza, anche fondamentali, al concreto esercizio delle capacità di elaborazione critica del pensiero, od all'isterilimento delle capacità mnemoniche, che notevolmente facilitano l'acquisizione di dati certi, sulle cui basi successivamente poter agevolmente sviluppare le corrette fasi di un razionale percorso di ragionamento.
In ogni caso, l'operazione si è felicemente compiuta e si sono riuscite a ridurre le capacità logiche ed intellettive delle nuove generazioni; in tal modo, si potranno così far passare per verosimili ed astrattamente accettabili persino i postulati fondanti, di base assolutamente illogica, attinenti a svariate fra le forme di ideologia: in genere, a quelle più innovative ed in posizione di più aperta rottura rispetto al passato ...
Michele Gaslini su Fb

mic ha detto...

Io parlerei di concause, senza sottovalutare la comunicazione digitale immediata e diretta, infarcita di emoticon e basata su una prevalenza di immagini, che hanno una presa diretta non ragionata e dunque non verbale, che raggiunge direttamente l'inconscio senza il filtro della ragione. C'è molto da approfondire ma le conseguenze sulle capacità di formulare concetti complessi e di esprimerli sono intuitive...

Anonimo ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/solo-tachipirina-tanto-non-ce-un-giudice-a-berlino/

Solo Tachipirina ( tanto, non c’è un giudice a Berlino)
Maurizio Blondet 14 Novembre 2020
Succedono cose letteralmente inaccettabili, di una violenza mostruosa contro la popolazione , e si è sopraffatti dalla rapidissima successione con cui il potere le impone. Adesso appaiono le direttive per i medici imposte dal ministero Speranza:...

Anonimo ha detto...

segue:

N.B. Da diversi mesi si chiede che venga data diffusione alle cure che i medici di coscienza e di frontiera,in primavera, avevano sperimentato con successo, cioè curando e salvando, sui loro pazienti. Si chiedeva di mettere a punto un protocollo di sintesi che potesse fungere da vademecum nazionale. Avevo temuto, considerata la loro malafede, che il protocollo l'avrebbero tirato fuori, ma sarebbe stato una ciuffeca e così è stato. Ma questa non è che l'ennesima prova che: 1) stanno usando il covid; 2) lo stanno usando per motivi politici; 3) la salute delle persone non rientra nei loro interessi nè prossimi, nè remoti.
E così sorgono altri timori, visto che medici e pazienti onesti esistono e che hanno parlato e quindi 'loro', che non hanno scuse, si affrettino a mettere in campo un covid 20/21 peggiore del covid 19 in modo da alzarne il tasso di letalità.
E' plausibile a questo punto pensare che vogliano far fuori, scientemente, i più deboli,verosimilmente gli anziani che oltre ad essere anziani sono lo scrigno dove è conservata la memoria familiare, locale, nazionale. Così fatti fuori gli anziani possono manipolare più a fondo le nuove generazioni.
Ripeto noi cattolici dobbiamo ripulire la Chiesa, questo è il nostro primo compito inderogabile. Subito dopo insieme a tutti coloro che hanno visto, osservato, sperimentato e COMPRESO bisogna fare FRONTE COMUNE e mandare i traditori a mangiare il pane in galera.

Anonimo ha detto...

Non vi sembra strano il comportamento del nostro governo e di altri? Sembra che di proposito stiano provocando il crollo dell'economia mondiale, appaiono perfettamente allineati con la strategia della massoneria mondialista satanista che vuole impoverire gli stati per poi agevolmente sopraffarci e dominare l'intero pianeta!

Anonimo ha detto...

Più una caduta dell'impero è vicina più le sue leggi sono folli.
Marco Tullio Cicerone

mic ha detto...

Lorenzo Fontana:

L'Europa si blinda per difendersi dal terrorismo islamista, e trascura l’Italia considerata inaffidabile! Ma come? Non era questo il governo europeista, amico dell’Europa, che tutto il mondo voleva perché la Lega era un problema? O forse volevano un’Italia inutile e schiava?

Da Fb ha detto...

Questo pseudo-protocollo dettato dal ministero configura un divieto di terapia e di cura e, come dice il dottor Manera, la volontà esplicita di non fornire cure idonee.

Le terapie infatti esistono, sono sperimentate, i farmaci da usare sono quelli indicati da Manera, e sono quasi esattamente quelli che il ministero pribisce o scoraggia; invece, i medici che li hanno usati testimoniano della loro efficacia; non solo: il protocollo “spontaneo” che i medici hanno creato è ormai di conoscenza comune, anche fra i non addetti.

La riduzione della “terapia” alla tachipirina non può essere che frutto di malafede, dolo, volontà di non alleviare ma speranza di aggravare la condizione di un malato.

Vogliono riempire i reparti di terapia intensiva, onde giustificare i restringimenti carcerari, sempre più duri e folli, della popolazione sana?
Questo raffigura un crimine, persino una volontà omicida; e continuato, come dimostra il divieto della clorochina nonostante Se loro sanno di poterlo commettere impunemente, è perché sanno con certezza che la magistratura italiana, a loro, garantisce l’immunità.

Weltanschaunng Italia ha detto...

Il vaccino serve per dare un orizzonte temporale alle popolazioni oggetto del grande reset per far sì che accettino la ristrutturazione forzata delle loro economie e la cinesizzazione delle loro società per tutto il tempo che servirà.
Se ti chiedo di sacrificarti per sempre ad un certo punto mi mandi a quel paese, se ti dico di sacrificarti fino ad una scadenza fissata lo fai, perché hai un limite temporale.
È un po' come i cani al cinodromo: se gli metti la lepre di pezza davanti corrono, altrimenti se ne restano lì a fissare la pista e dopo un poco se ne vanno per conto loro.
Da questi dettagli si capisce che c'è una narrazione di base e che quindi è una operazione studiata a tavolino nei minimi particolari. Anche perché un vacc.no per questo tipo di virus è pressochè inutile, lo si è già visto con la suina: alla fine le scorte dei paesi occidentali sono finite in Africa oppure, una volta scadute, le hanno buttate nel secchio.

Anonimo ha detto...

NO AL DDL ZAN SULL'OMOTRANSFOBIA

Se verrà approvata questa anche al Senato
I nostri bambini di prima elementare verranno indottrinati sull’omosessualità, la bisessualità, il transgenderismo, la transessualità, la pansessualità, la asessualità e decine di altri generi.

È una mostruosità giuridica, etica e psicologica.

I corsi previsti nelle scuole di ogni ordine e grado saranno di ore di rieducazione alla teoria gender in mano alle associazioni LGBTQ che riceveranno 4 milioni di euro per indottrinare i nostri figli. Tutto questo è vergognoso.

Gli uomini di buona volontà e tutta la Chiesa, laici e religiosi, debbono unire le forze per opporsi a questa menzogna ideologica.

"Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno".

Non possiamo più tacere o rimanere indifferenti perché è in gioco la libertà educativa delle famiglie.
È il momento della preghiera ma anche di essere visibili e compatti nel contrastare questa legge antropologicamente ingiusta.

La Santa Famiglia di Nazareth ci assista

Anonimo ha detto...

Lo vedete il prossimo scenario?
Fase 1 coronavirus.
Fase 2 sfacelo del paese e guerra civile.
Fase 3 Mamma li turchi!

Anonimo ha detto...

L'intelletto è una facoltà intensiva, non estensiva. E dunque un singolo individuo razionale può a buon diritto opporsi alla massa. Anzi: in qualche modo deve farlo, se non vuole diventare parte del plethos anche lui.
Biagio Buonomo

Anonimo ha detto...


Il Fondaco dei Mussulmani a Venezia

Era il Fondaco dei Turchi, credo, il grande magazzino delle loro merci.
Venezia doveva intrattenere rapporti commerciali con i
Turchi, nonostante gli incidenti e le guerre reciproche. C'era anche una comunità di mercanti veneziani a Istambul.
C'erano fondachi anche per altre nazionalità, per esempio il Fondaco dei Tedeschi.
Dicono le cronache che dopo la notizia della grande disfatta subita a Lepanto,
i Turchi di Venezia (non erano tanti) si siano rinchiusi nel loro fondaco per giorni, a gridare, piangere e strapparsi la barba per la disperazione.
H.

Anonimo ha detto...


Impoverimento del linguaggio, impoverimento del pensiero

-- l'ordine, la disciplina, la pulizia nelle città, in particolare a Roma che, ancora negli anni Cinquanta, ogni domenica mattina veniva lavata e pulita dal Servizio Giardini, erano un'eredita' del regime fascista, che ci teneva in modo particolare a queste cose. Nonostante le distruzioni, materiali e morali, del biennio tragico 43-45, le abitudini plasmate in questo senso rimasero, per un po'. Il personale amministrativo era anche il medesimo, all'inizio del dopoguerra. l'amministrazione fascista non sopravvenne in un deserto, del resto. Nelle città dell'Italia umbertina prevaleva l'esigenza urbana del c.d. "decoro borghese", utile anche dal punto di vista dell'igiene. Ma è un fatto che, anche da un punto di vista architettonico, il fascismo ha curato molto le città.
-- l'impoverimento del linguaggio, da noi in Italia, è cominciato, tra l'altro, anche per colpa del diffondersi dell'uso del dialetto. Prima come fenomeno di costume, al cinema soprattutto, con il troppo romanesco, e poi altri dialetti. Ma al cinema si faceva anche la satira del dialetto. Il famoso Totò, grande comico napoletano, parlava sempre in italiano perfetto, magari con una leggerissima inflessione "partenopea". Mi ricordo un film nel quale, ad una comparsa che macchiettisticamente parlava con una pesante cadenza abruzzese, con le ae e le e finali, dopo averlo corretto di continuo, diceva: - e e e, voi in Italia siete in prestito! Si riferiva alla lingua, troppo dialettale nell'accento.
Poi il dialetto, con la Lega iniziale, è stato esaltato contro la lingua, Porta al posto di Manzoni, per motivi politici. Bossi ha sempre parlato in cattivo italiano. Gli attuali antiunitari, neo-legittimisti, soprattutto i neo-borbonici, esaltano il dialetto contro l'italiano, lingua dell'invasore "piemontese". Nel Meridione ci sono tanti dialetti, non c'è unità linguistica, il napoletano non è la "lingua" del Sud. I dialetti dividono l'Italia e abituano a pensare al modo immediato ma superficiale dei dialetti, spesso volgare anche nei suoni. Il dialetto coglie l'attimo e la situazione ma non approfondisce.
Oltre all'incoltura promossa dalla globalizzazione e dal politicamente corretto, in Italia abbiamo anche quella promossa dal prevalere dei dialetti sulla lingua italiana. Questa ricaduta nel provincialismo e nella grettezza, col dialetto, si coniuga all'influenza dell'inglese imbastardito dei media odierni, aggravando la caduta nell'ottusità sia linguistica che mentale.
G.

Anonimo ha detto...

I dialetti hanno una loro storia, una loro letteratura, una loro dignità ma, a questo livello sono poco conosciuti, anzi sono sconosciuti. La corruzione dei Dialetti, dell'Italiano, dell'Inglese dipende, in gran parte, dai mass media che per fingersi nazional / popolari, quindi democratici hanno corrotto i dialetti, l'italiano, l'inglese facendone la caricatura volta all'irrisione dell'essere umano, comunque a loro dire discendente dalla scimmia dai suoni inarticolati.
Non si è rispettata la dignità di nessuno o si è proposto al popolo l'intellettualismo esangue o la gag cialtrona. Nessuno si è dato pensiero dell'elevazione del popolo, elevazione religiosa, morale, culturale, politica. Nessuno, la chiesa fu cattolica per prima. Si sono moltiplicate le materie in ogni ordine e grado di studi con un enciclopedismo illusorio che non poteva che generare l'analfabetismo di ritorno.