martedì 3 novembre 2020

Vienna, ancora terrore in Europa. Perché Vienna?

Da segnalazioni dei lettori

Vienna, ancora terrore in Europa
Un altro attentato in Europa. Dopo la strage nella cattedrale di Nizza di giovedì scorso, e il prete ortodosso ucciso a Lione sabato, a Vienna un commando ha aperto il fuoco nel centro della capitale austriaca. Si parla di vari tra morti e feriti. L’operazione, che pare di chiara impronta islamista, stavolta vede però gli attentatori coordinati, con preparazione paramilitare. 
Ciò nonostante, non è azzardato un collegamento. Per fenomeni così esistono infatti due, non alternative spiegazioni. La prima riguarda l’elevata probabilità – nota ai sociologi della comunicazione – che nei 10, massimo 12 giorni successivi ad una strage a mano armata se ne possa verificare un’altra; per questo, da anni, i criminologi esortano le autorità a non diffondere le generalità degli attentatori.
La seconda spiegazione riguarda la possibilità, purtroppo concreta, che numerose preesistenti cellule terroristiche – per effetto emulazione o perché coordinate – stiano entrando in azione una dopo l’altra. Questo è gravissimo, evidentemente. Ma la cosa più grave è che già fossero presenti in Europa – Francia, Austria e chissà dove ancora - pronte a colpire. Tradotto dal politichese: diamoci una svegliata.

Perché Vienna?
Perché la radice di questo rigurgito jihadista è di radice neo-ottomana ed è stato innescato dalla criminali affermazioni di Recip Erdogan – ricordo che, quando salì al potere, quel poveraccio di Rocco Buttiglione definì il suo partito una “Democrazia Cristiana islamica”; difficile mettere assieme un parallelo così cretino. Non fidatevi dei titoli accademici – e Vienna, per la Turchia, rammenta lo smacco del 1683; una sconfitta che – in sostanza - fu l’inizio della fine per la Sublime Porta, tenuta colpevolmente in vita dall’Inghilterra fino al 1918 e non punita – malgrado il genocidio armeno - dopo quella data, perché Bosforo e Dardanelli non cadessero nelle mani della Russia o della Grecia: nazioni ortodosse che avrebbero ridato a Costantinopoli il suo nome e ripreso l’interrotta messa di Santa Sofia.
Ma gli inglesi – per “sacro egoismo” amavano dire; era miopia e nulla più, in realtà - non erano sensibili a questi argomenti. Il Mediterraneo era il mare della Home Fleet. Il “mare loro”. Che hanno perso comunque. (Biagio Buonomo)

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Riparte l'assalto islamista ai cristiani, a Nizza ad Avignone a Vienna. La Francia e l'Europa, disarmate dall'ideologia dei diritti umani, non sono in grado di affrontare seriamente il terrorismo. È infatti l'ideologia farlcocca dei diritti umani (distruttiva, anzi auto-distruttiva almeno quanto il comunismo) che impedisce qualsiasi selezione sanamente discriminatoria nei confronti dei salafiti e dei wahabiti, che in Europa non dovrebbero più entrare. L'infetto di Coronavirus non può muoversi da casa, ma in nome dei diritti umani il salafita che crede nella jihad violenta può muoversi liberamente. L''ideologia dei diritti umani (l'ideologia individualistico-egualitaria dei mercanti "umanitari") è considerata dogma inviolabile, impedendo così ogni discriminazione qualitativa ai confini. Per questo principale motivo il terrorismo islamista - veleno apparentemente opposto a quello nichilista e ripugnante di Charlie Ebdo e della sue vignette - continuerà imperterrito a mietere le sue vittime, Abbiamo ripudiato Cristo per il dio denaro. Per il regno della "quantità" e per la sua deformata ideologia individualistica-egualitaria. Fatta propria anche dagli uomini di (presunta) fede. Purtroppo siamo troppo impastati di pregiudizi moderni per capirlo, per rendercene conto e per cambiare strada. Dobbiamo liberarci della modernità e della post-modernità, di quella falsa emancipazione intellettuale che è solo una somma di pregiudizi. (Martino Mora)

Anonimo ha detto...

Il modello Macron nei rapporti con l'islamismo è una sostatanziale calata di braghe punteggata da qualche inutile e anche disgustosa provocazione gratuita, in nome di una immaginaria "libertà d'espressione". Insomma. il modello Charlie Hebdo.
L'esatto contrario di quello che si dovrebbe fare.
Si dovrebbe al contrario evitare al massimo le dissacrazioni (tanto più se esse investono disgustosamente anche il cristianesimo) e stringere al massimo le maglie non solo contro il terrorismo, ma contro l'immigrazione, legale e anche non legale, dai Paesi del salafismo.
Fare entrare milioni di musulmani, concedergli tutto o quasi, e poi provocarli con vignette oscene e disgustose in nome di un'assurda "libertà di blasfemia" significa scavarsi la fossa da soli.
E' la schizofrenia suicidia dei libertari sinistrati al caviale.
Martino Mora

Anonimo ha detto...


La Sublime Porta tenuta colpevolmente in vita sino al 1918 dall'Inghilterra e sempre dagli inglesi anche dopo, per sacro egoismo..

Forse si semplifica un po' dando tutte le colpe alla "perfida Albione". La parte europea dell'impero turco fu erosa gradualmente dalle potenze cristiane. Nel 1821 i greci si ribellarono combattendo valorosamente ma sarebbero stati schiacciati dai turchi, data la sproporzione di forze, se non fossero intervenute le Potenze europee, Gran Bretagna compresa, per imporre ai turchi (dopo avergli distrutto la flotta a Navarrino) di mollare la preda greca, cosa che avvenne dopo lunghe trattative nel 1831, anche se i greci datano la loro indipendenza dal 1821. Le potenze europee continentali volevano ridimensionare i turchi ma senza che perdessero il controllo degli Stretti; temevano infatti la potenza russa. L'impero ottomano, riformato dai Giovani Turchi, era sorretto militarlmente soprattutto dalla Germania guglielmina. La sciagurata invenzione del motore navale a nafta fatta dagli inglesi aveva reso strategico il Golfo Persico, allora sonnolenta provincia turca (Mesopotamia), per via del petrolio. I tedeschi miravano ad arrivarci, alleandosi con i turchi e costruendo la ferrovia che doveva arrivare dalla Germania sino a Badgdad. La lotta per il controllo del Golfo Persico fu una delle cause nascoste della I gm., lotta di imperi.
I britannici, dopo una iniziale pesante batosta, occuparono alla fine la Mesopotamia (Irak), organizzarono la guerriglia in Arabia (Lawrence), attaccarono dall'Egitto e nel 18 distrussero in pratica l'esercito turco nella battaglia di Armageddon, occupando Damasco. I francesi entrarono a Istanbul, il loro generale su un cavallo bianco.
I greci, costretti in pratica ad entrare in guerra, con il loro piccolo esercito avrebbero dovuto contentarsi di occupare la Tracia e la Istanbul europea. Invece sbarcarono in Anatolia e si spinsero all'interno, contando sulla debolezza turca, per conquistare Ankara. Ma i turchi seppero reagire, trovarono in Kemal Ataturk un abile capo, e alla fine misero in rotta i greci. Fu una guerra terribile, con massacri spaventosi, soprattutto quelli finali fatti dai turchi a Smirne, per rappresaglia. Le potenze europee tolsero alla Turchia tutte le province dell'impero ma le lasciarono gli Stretti e non fu una decisione solo inglese. Pesò anche l'incapacità dimostrata dai greci.
Ma è sempre stato un assioma delle Potenze europee (e poi anche dell'America) quello di non consegnare gli Stretti ai russi, che facevano (e fanno ancora) molta più paura dei turchi.
Certo, se tutto l'Occidente implode nei vizi e l'assalto dell'islam diventa incontenibile, allora i turchi tornano a far paura, come oggi.
H.

Anonimo ha detto...


Perché Vienna?

Al di là dei ricorsi storici, un motivo concreto può esser rappresentato dal fatto che Vienna è piena di mussulmani. Dopo Bruxelles, è forse la città europea che ne ha di più. Facile che vi sia una ramificata organizzazione terroristica islamica.
Tutti questi attacchi terroristici sembrano far parte di una strategia ben mirata, scalata nel tempo. Ma chi la guida? Non possono essere i soliti ignoti. Sono loro stessi, i terroristi a guidarla, prima di tutto. Ormai in tutta Europa ci deve essere un'organizzazione terroristica musulmana capillare, pronta ad entrare in azione quando arriva l'ordine. Ben mimetizzata nelle comunità mussulmane. Il suo scopo è semplice e lineare: spargere il terrore, terrorizzare. In modo da indebolire la volontà degli Europei e costringerli alla fine a sottomettersi all'islam, se non si convertissero.
Sul terrore, come metodo di lotta, non c'è da fare tanti discori, immergersi in analisi complicate. Diceva Lenin, uno che se ne intendeva, che il terrore deve terrorizzare l'avversario. Solo questo deve fare, e basta e avanza. Non ci sono secondi fini, il terrore è il fine che basta a se stesso. Certo, inquadrato in un disegno politico di fondo. Ma il terrore vuole solo spargere il terrore.
L'Europa dovrebbe replicare usando la forza? È troppo vile per farlo. Durante il famoso, fallito assedio di Malta, nel Cinquecento, i turchi assedianti cominciarono ad uccidere fra i tormenti e alla vista i prigionieri cristiani, per terrorizzare i difensori. Il Gran Maestro La Valette, francese, pare abbia detto: Insegniamo ai turchi come ci si comporta. Fece decapitare alcuni prigionieri turchi e sparare le loro teste col cannone nel campo turco.
Le uccisioni di prigionieri cristiani cessarono immediatamente.

Anonimo ha detto...


Entièrement d'accord avec la dernière intervention.

Le mot d'ordre, désormais, devrait être, partout : terroriser les terroristes.

Sans pitié, sans état d'âme.

Ce n'est qu'ainsi que nous sortirons de cette situation.

Anonimo ha detto...

Perché, allora, Vienna?

In assenza di gesti “provocatori”, non resta che un’ipotesi: è Vienna stessa la provocazione; la sua storia, la sua identità; e questo a prescindere da quel che pensano oggi i viennesi di sé stessi.

Perché, anche se noi europei stiamo facendo di tutto per non avere più nemici, cedendo su tutto, dai confini ai principi, c’è chi ci odia per quel che rappresentiamo, per ciò che in fondo siamo ancora.

Anche se ci piacerebbe il contrario, i nemici ci sono. E si tratta di nemici che non esitano a colpirci, anche e soprattutto nella sventura della pandemia. E sono nemici organizzati, che pianificano gli attacchi, che si considerano in guerra. Anche se noi amiamo l’arcobaleno e diamo loro persino una mano ad arrivare sulle nostre coste, magari speronando qualche nostra motovedetta.

E allora, se le cose stanno in questo modo, davvero possiamo pensare che la strategia per contrastare tutto questo sia quella di fare dei repubblicani, come sostiene Macron? Formare, cioè, uomini che non devono né fede, né obbedienza a nessuno? E donde dovrebbe trarre questa nuova generazione di francesi –anzi, di europei, essendo la Francia, secondo alcuni benpensanti, la speranza di noi tutti!– la forza e il coraggio per combattere questa guerra? Senza fede e senza obbedienza a nessuna verità, in nome di chi e di cosa quegli europei dovrebbero combattere nemici che stanno approfittando ben più di una pandemia, di una vera e propria agonia culturale e spirituale di questa nostra Europa?

No, non è la Francia di Macron la speranza.

Vienna evoca una battaglia epocale, combattuta nel lontano 1683 contro l’esercito turco, che cingeva d’assedio la capitale austriaca; quella battaglia fu vinta grazie alla fede e all’obbedienza di un popolo, quello polacco, che non esitò a mettere a repentaglio la vita di tanti suoi figli, mandati a combattere per difendere la comune casa europea. E’ senza dubbio irrealistico, oggi, vagheggiare di campi di battaglia e soldati in armi. Non è, però, irrealistico dedicarsi a formare uomini, uomini che abbiano fede e ritrovino l’umiltà di ricercare e obbedire alla Verità che sola rende liberi. Non è irrealistico, anzi sta già accadendo in quella parte di Europa che ha deciso di ravvivare le radici culturali e spirituali che hanno reso grande questo nostro continente. Ed è quella stessa parte da cui già una volta è venuta la salvezza di Vienna e dell’Europa tutta.

Senza vergogna ha detto...

I gravi attentati che hanno insanguinato l'Europa da Nizza a Vienna sono " deprecabili eventi che cercano di compromettere con la violenza e l'odio la collaborazione fraterna tra le religioni".
(Bergoglio, Udienza generale del 4 novembre 2020).

Anonimo ha detto...

Per Nizza qualcuno ha visto i funerali delle vittime? Strano che non ci siano state? Come per le vittime di Lampedusa, si ricorda la foto delle bare riciclata tal quale per Bergamo? Anche là nessun funerale islamico o non? E i musulmani li mettono nei lenzuoli e non nelle bare? Vedremo per Vienna i funerali? ...penso di no a meno che la cosa arrivi a qualche orecchio distinto per la recita di rito...

Anonimo ha detto...

La falsa repubblica laica francese iniziata con un rotolare di teste finirà ugualmente con un rotolare di teste mozzate, la laicità elevata a religione non porta ad atti di eroismo, porta alla mollezza, inutile sperare in un rigurgito europeo di virile spirito battagliero, anche la ormai ex cattolicissima Polonia è capitolata davanti ai soldi a pioggia della UE e di Soros and.co.BTW ho visto un articolo della comunità lgbtq italiana elogiante le dichiarazioni del vdr, ben presente con tanto di arcobaleni in testa sulla maglietta esibita dal gaio cantante Tiziano Ferro, se poi ci si mette anche Renato Zero, avrete capito come siamo caduti in basso.......P.S. su altro blog, SC, da leggere il capolavoro creato dalla fervida mente dei componenti del sinodo tedesco tradotto molto bene nella nostra lingua, che dire, bentornato, Martino, ci sei mancato molto......

Fabio Riparbelli. ha detto...

Alla vostra cortese attenzione,

Le minacce islamiche al vescovo di Torino, gli omicidi islamici del sacrestano di Nizza, di don Jacques Hamel e di don Roberto Malgesini, riguardano tutte persone della chiesa di Francesco, che predica i porti e le frontiere aperti ed erano tutti impegnati ad assistere materialmente i clandestini islamici, nella molto probabile speranza che così facendo, possano avere un trattamento di riguardo e salva la vita in caso di rivolta, e la chiesa per fare questo usa i suoi beni, cioè le donazioni dei cristiani.
Quand'è che questa gente si farà furba e capirà che tutti i loro sforzi non gli serviranno mai a niente, tanto li ammazzano lo stesso, e che gli accordi di Abu Dhabi e tutti i slamelecchi islamici vari, non sono altro che taqiyya, cioè dissimulazione comandata dal corano nei confronti degli "infedeli"(infatti mentono prima di tutto a loro stessi) e che la jihad islamica non avrà mai fine se non con l'eventuale conquista del mondo, come comandato dal corano 2,193, quindi finchè esisterà l'islam?
Quindi se questa chiesa di Francesco non vuole opporsi all'islam per amore della Verità, cioè Gesù Cristo Dio, lo faccia almeno per evitare di fare la figura dei fessi davanti al mondo mondo intero, perchè è questo quello che stanno facendo adesso, cioè la figura di chi si sta solo facendo prendere stupidamente in giro.

Distinti Saluti,
Fabio Riparbelli.

Anonimo ha detto...

"Benedetto XVI non difendeva tutto dell’occidente, ma era sicuro di una cosa: nell’occidente era avvenuto qualcosa di provvidenziale e quindi di essenziale, ossia l’incontro del cristianesimo con la metafisica greca; poiché questo rapporto si è rotto proprio qui in occidente, qui in occidente doveva esserci la ripresa".
Stefano Fontana

https://www.vanthuanobservatory.org/ita/lultimo-papa-doccidente-il-bilancio-su-benedetto-xvi-di-giulio-meotti/

Anonimo ha detto...

Erdogan telefona agli “eroi” di Vienna: “Grazie per il vostro coraggio”

La mossa del leader turco accarezza l’orgoglio degli espatriati e lancia un segnale al governo austriaco. Ma non tutto è come sembra

https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/11/04/news/erdogan-telefona-agli-eroi-di-vienna-grazie-per-il-vostro-coraggio-1.39498917

mic ha detto...

In Austria sarà istituito "il reato di 'Islam politico' per poter procedere contro coloro che non sono terroristi, ma che creano loro il terreno fertile". Lo ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz, che già due giorni fa aveva sottolineato la necessità di "un approccio robusto in tutta Europa contro i foreign fighters, che sono semplicemente una bomba a orologeria e quindi una minaccia per le nostre società".
Kurz ha quindi annunciato "un'estensione delle possibilità di poter chiudere luoghi di culto". Sarà anche introdotto un registro degli imam e un inasprimento delle leggi sulle associazioni e i simboli. Il cancelliere, infine, ha prospettato su Twitter provvedimenti per "prosciugare i flussi finanziari a sostegno del terrorismo".

 

Le proposte comprendono la possibilità di detenzione a vita o di sorveglianza elettronica dopo il rilascio per chi sia condannato per reati di terrorismo. È prevista anche la possibilità di revocare la cittadinanza austriaca ai condannati. Le misure saranno portate in Parlamento a dicembre. Kurz ha affermato che esse si basano su un approccio su due fronti: da un lato colpire i sospetti terroristi, dall'altro l'ideologia che li guida.

https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/austria-lannuncio-di-kurz-istituiremo-il-reato-di-islam-politico_25343844-202002a.shtml