martedì 2 gennaio 2018

Capodanno a Berlino. Gabbie per proteggere le donne dai profughi

Ricevo da Souad Sbai e condivido un commento all'articolo del Corriere dal titolo: E a Berlino è polemica sulla Safety Area per le donne [qui]. Come si spiega il silenzio delle femministe?

Il Germania Capodanno in gabbia per le donne. Ma le molestie dei migranti a Colonia non erano una bufala?

Niente, volevo chiudere ieri con la signora Turco (che di spunti ne aveva dati...)1 e invece mi trovo stamattina ad aprire un pezzo su Corriere.it in cui si racconta delle polemiche per la « safety area» per le donne messa in piedi a Berlino in occasione della festa di Capodanno. Safety Area??? Cioè una gabbia dove le donne ballano da sole così nessuno le molesta? Ma come, la storia dei palpeggiamenti dei migranti a Colonia non era una fake news? La Germania non era un'isola felice? Alla vergogna non c'è mai fine. Questo è solo l'effetto del multiculturalismo folle e liberticida che questa Europa del pensiero unico ha imposto. Donne che per paura devono stare in un gabbia a festeggiare. Ecco l'Europa afgana, dei talebani mascherati da buonisti. Vorrei fare due appelli: uno al presidente della Repubblica, che spinga affinché le donne vengano protette dall'alto, basta al politicamente corretto dell'accoglienza senza ragione. E poi a tutto il nostro popolo di centrodestra: questa è una delle grandi sfide, solo noi possiamo salvare le donne dalla gabbia. Mai come la Germania, avanti Italia libera e sovrana!
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1. Evidentemente Suad si riferisce al fatto che è stato ricordato in questi giorni [qui] che Livia Turco fu la prima a proporre la cittadinanza ai figli dei migranti nati in Italia già nel 2001. “A questi giovani dico grazie. Non mollate, siete la nostra meglio gioventù. Mobilitatevi in campagna elettorale e chiedete ad ogni singolo partito che si impegni a far approvare questa legge come la prima legge della prossima legislatura”. [semplicemente delirante!]

12 commenti:

Anonimo ha detto...

L’elogio ipocrita dell’immigrazione da parte dell’èlite neofeudale e dei suoi oratores della sinistra del costume non si spiega unicamente in ragione dell’«esercito industriale di riserva» (Marx) che i migranti vanno a costituire, abbassando i costi della forza lavoro e accrescendone la debolezza. I migranti sono per il capitale gli schiavi ideali: ricattabili, senza coscienza di classe, disposti a tutto pur di sopravvivere. Accanto a questo motivo, e a esso connesso, ve ne è un altro. l nuovo profilo antropologico coessenziale al tempo della precarietà a tempo indeterminato corrisponde a quello dell’uomo senza identità e senza radici; il quale è, al tempo stesso, homo migrans deterritorializzato, apolide e sradicato, sempre pronto, valigia alla mano, a spostarsi seguendo i processi della delocalizzazione e della volatilizzazione dei capitali. In virtù del fatto che, nel regime della precarietà assoluta del finanz-capitalismo, ogni progetto e ogni legame risultano a tempo determinato, il soggetto deve sapersi distaccare disinvoltamente da tutto, abbandonando non solo l’ideale della stabilità lavorativa e affettiva e, più in generale, la sfera dell’«eticità» (Sittlichkeit) di hegeliana memoria. Deve anche, in pari tempo, affrancarsi da ogni radicamento territoriale, mantenendosi pronto a improvvise migrazioni e all’inseguimento, al di là dei mari e dei confini, delle cosiddette “sfide della globalizzazione”. In altri termini, è chiamato a congedarsi da ogni idea di territorialità e di patria, ma poi anche di casa fissa e di stabile “focolare domestico”: e, dunque, ad aderire al “cattivo universalismo” della mondializzazione come sradicamento obbligato, che riduce gli esseri umani a enti neutri e disponibili su scala planetaria, ad atomi erogatori intermittenti di forza lavoro fisica e neuronale. È sotto questo profilo che emerge il nesso simbiotico che lega la flessibilizzazione delle masse e il nuovo paradigma antropologico dell’homo migrans, con annesse celebrazioni entusiastiche e altamente ideologiche della flessibilità e della migrazione come stili di vita contraddistinti dall’indipendenza e dalla varietà e contrapposti alla precedente eticità stabilizzata borghese e proletaria. Diciamolo senza perifrasi: il capitale non mira a integrare i migranti. Aspira, invece, a disintegrare i non-ancora-migranti, affinché anche questi ultimi si adattino allo stile di vita apolide e nomade, senza fissa dimora e senza radicamento tipico dei primi.
Diego Fusaro

Diciamolo anche qui ha detto...

Ma "l'immagine" della donna occidentale, oggi com'è?

La campionessa di nuoto Federica Pellegrini, su di un noto quotidiano on line, forse il CdS, ha appena detto, a proposito dell'esplodere di tanti casi di molestie contro le donne aspiranti attrici o atlete etc. "Denunciate, non fatevi intimidire". Giusto. Ha anche aggiunto tuttavia, con franchezza politicamente scorretta della quale bisogna darle atto: smettete però, voi ragazze minorenni, di far circolare foto su Istagram che vi mostrano nude. Proprio così! Sembra che su questo Istagram circolino spontaneamente ad abundantiam foto di questo tipo! Di certo, non solo in Italia. E le "orde" di maschi maomettani, non sono a conoscenza di questo fenomeno? Con l'idea già sbagliata che hanno della donna, che idea volete che si facciano delle ragazze occidentali? Improntata al rispetto e alle buone maniere?
Il problema della corruzione dei costumi imperversante fra le donne attuali però esiste, le donne sembrano compiacersi di questa loro immagine ormai sempre lasciva, trasgressiva, triviale... Tant'`e vero che un intervento come quello della Pellegrini colpisce per il suo coraggio e anticonformismo.
Non si raccoglie forse ciò che si semina? E' dalla riforma dei costumi che bisogna partire, altrimenti la situazione non farà altro che peggiorare. Qui pesa enormemente l'assenza della Chiesa cattolica odierna, per le note ragioni...Un'assenza che sta anzi diventando complicità con l'Avversario.
Z.

mic ha detto...

Ma "l'immagine" della donna occidentale, oggi com'è?

Quella che scaturisce da un malinteso senso di libertà che diventa licenza.
Si è perso il senso del limite e quello del pudore.
Strano però che il femminismo che tuonava contro il supposto 'oscurantismo' della Chiesa (non è oscurantista l'etica che la Chiesa insegna e non impone, ma il moralismo), taccia nei confronti dell'islam e della donna trattata come essere inferiore.
Ad esempio, nessuna campagna contro l'infibulazione, che è una pratica barbara oltre che crudele. E tutto il resto che tocca aspetti della vita sia domestica che pubblica, completamente sotto silenzio...

Anonimo ha detto...

Sono finite proprio bene le "femministe"! Cioè ingabbiate aaahhh

irina ha detto...

La corruzione della donna, leggevo l'altro giorno su un commento, è stato uno dei fini appoggiati e perseguiti dalla massoneria. Corrotta la donna, salta la famiglia, il matrimonio.L'uomo ha favorito lo sviluppo della corruzione, avvantaggiandosene nella goduria, così venendo meno al suo compito di difesa e guida della donna. La Chiesa ha sempre protetto entrambi, sia la donna, sia l'uomo offrendo loro nella Sacra Famiglia gli esempi a cui rifarsi. L'insegnamento della chiesa, non seriamente veicolato , nè compreso da gran parte del clero, si è così tramutato in un ridicolo feticcio che doveva solamente essere abbattuto. Come nei fatti è accaduto. Qui è il grande problema della chiesa quando arruola personale, uomini e donne, ai quali è incapace di trasmettere l'entusiasmo ed i motivi per la grande battaglia della Fede, cioè per la comprensione di Via, Verità e Vita, comprensione poi rettamente assimilata e fatta propria, tanto da essere in grado di declinarla in ogni tempo, in ogni dove e con chiunque.

fabriziogiudici ha detto...

Pena del contrappasso.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Notizia: "i talebani mettono le donne in gabbia". Stracciamento di vesti.
Notizia: "i tedeschi mettono le donne in gabbia". Così possono ballare (liturgia obbligatoria di fine anno, a quanto pare). Nessuno si scandalizza.

Prendersela con l'invasione islamica non ha senso. I cosiddetti valori giudeocristiani della civiltà giudeocristiana dell'occidente giudeocristiano consistono nell'imitazione involontariamente precisa di tutti i peggiori usi e costumi attribuiti all'islam.

Anonimo ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/la-societa-multi-etnica-non-porta-sviluppo-degrado-ce-la-prova-scientifica/

Anonimo ha detto...

Non era meglio mettere in gabbia i falsi profughi?

Anonimo ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/suggeritore-bergoglio-sui-migranti-un-bilderberg-goldman-sachs/

Silente ha detto...

La polizia tedesca ha nascosto e oscurato, anche quest'anno, le violenze dei musulmani nelle strade, contro le donne, contro la polizia, contro i beni pubblici e privati. Una esponente di Alternativa per la Germania (AfD) ha protestato vivacemente per questa censura. La polizia l'ha denunciata per "incitamento all'odio razziale"
Molto spesso le civiltà muoiono non per assassinio, ma per suicidio. Fu il caso di Roma, è il caso dell'Europa di oggi.

Anonimo ha detto...

Anno orribile


http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/13295654/vaticano-papa-francesco-ius-soli-immigrati-islam-dichiarazioni-sconcerto-chiesa.html