sabato 6 gennaio 2018

Epifania 2018 a Santa Trinità dei pellegrini con il Card. Burke

Nella festa dell’Epifania di Nostro Signore, Santa Messa celebrata da S.Em. il Card. Burke a Roma, in Santa Trinità dei Pellegrini. Da Paradiso, anche per il Coro.

40 commenti:

Anonimo ha detto...

Il Cardinale usa il pastorale nell'Urbe. Sbaglio o abuso?

Anonimo ha detto...

Ed inoltre se volete potete riprendere questa bella tradizione :
Segnare con il gesso benedetto la porta di casa con i nomi dei tre Re Magi : 20 + C + M + B + 18
http://www.cantualeantonianum.com/2010/01/la-benedizione-dei-gessetti.html

* C sta per Caspar in latino

Viator ha detto...

Se il pastorale rappresenta la missione del Vescovo nei confronti dei suoi fedeli, la missione del cardinale non si esaurisce nell'ambito di una diocesi ma riguarda la Chiesa universale.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Meravigliose queste foto, grazie!!

Aloisius ha detto...

Cerimonia memorabile, mi ha colpito anche la chiesa piena.
Ma non so se era piena per la presenza del card. Burke e la maggiore libertà del giorno festivo, oppure per un autentico desiderio di una cerimonia in cui si respiri maggiore sacralità, trascendenza e amore della tradizione.
Ai miei familiari, da me coinvolti per la prima volta, non è piaciuta, si sono sentiti esclusi, non hanno capito, non gli è scattata la molla che e' scattata a me.
Ma li capisco, oggi la celebrazione è stata anche molto lunga per la solennità e li ho fatti passare da un estremo all'altro.
Pero' e' un dato di fatto che per i nati con la liturgia post conciliare è difficilissimo apprezzare il rito antico.
Ho piantato un seme, pensavo che l'occasione fosse quella giusta, ma la crescita sarà possibile solo con la Grazia divina, se il Signore lo vorrà e lo riterra' importante.
Non insisterò, proseguirò da solo, concentrandomi sull'immunizzazione dei figli, ancora minorenni, dalle eresie moderniste ormai dilaganti, con il Suo aiuto tutto è possibile.

Sacerdos quidam ha detto...

A proposito: auguri a tutti per una santa Epifania!

Sacerdos quidam ha detto...

"Ai miei familiari, da me coinvolti per la prima volta, non è piaciuta, si sono sentiti esclusi, non hanno capito, non gli è scattata la molla che e' scattata a me ... li ho fatti passare da un estremo all'altro. Pero' e' un dato di fatto che per i nati con la liturgia post conciliare è difficilissimo apprezzare il rito antico."

Per questo dicevo, qualche tempo fa, che occorrerebbe un recupero graduale e paziente dei 'nati con la liturgia postconciliare', inizialmente con la celebrazione del Rito del 1965, che è praticamente identico a quello del 1962 (ovviamente celebrando versus Deum).
Udendo, nelle parti 'dialogate', la lingua vernacolare a cui sono ormai fin troppo abituati, l'impatto sarebbe meno drastico ed improvviso. In seguito, dopo un po' di abitudine, si passerebbe al Rito del '62 senza traumi.
Purtroppo tra i tradizionalisti anche di varia estrazione (FSSPX, FSSP, ecc.)la cosa non è, almeno per ora, recepita.
Il rischio è che così la grande maggioranza dei fedeli resti prigioniera della 'Messa ecumenica' (che già esiste, senza aspettare i probabili peggioramenti futuri) di Paolo VI-Bugnini. E che si creino delle isolette-ghetto per gli altri.

Anonimo ha detto...


Photos admirables. Bravo !
Et courage, Monsieur le Cardinal !

mic ha detto...

Ed inoltre se volete potete riprendere questa bella tradizione :
Segnare con il gesso benedetto la porta di casa con i nomi dei tre Re Magi : 20 + C + M + B + 18


L'ultima delle foto pubblicate riguarda proprio la benedizione di gessetti, in Sacrestia, dopo la Messa.

Sentite questa ve la devo dire: la settimana prossima incontrerò di nuovo il Cardinale e stamattina mi ha detto sorridendo affettuosamente che prega ogni giorno per noi (e ci segue).

Anonimo ha detto...


Benedizione dei gessetti

20 C + M + B 18 = Christus Mansionem [istam] Benedicat = Cristo benedica [questa] casa.
Per l'anno 2018

Anonimo ha detto...

Il regnante pontefice ha manipolato il brano del Vangelo sui Magi per attaccare coloro che resistono alle (sue) novità pastorali. Francesco non ha compreso, purtroppo, che i fedeli che non possono accettare ambigue innovazioni non dicono — come lui capisce –: “non si può perché si è sempre fatto così”, bensì affermano: “non si può perché Dio non vuole”. Adorare il vero Dio e fare la sua Volontà, questo è ciò che hanno fatto i Magi, come spiega San Leone Magno Papa, insigne predecessore di Francesco, il cui insegnamento riportiamo in questo editoriale.

https://cronicasdepapafrancisco.com/2018/01/06/bergoglio-sanleonemagno-vangelo-magi/

Unam Sanctam ha detto...

Effettivamente l'uso del pastorale nell'Urbe è un abuso per un cardinale, al di fuori della propria chiesa titolare (nel caso specifico, S. Agata dei Goti). Il card. Burke non l'aveva usato - mi pare di ricordare - nei Pontificali di Natale alla Trinità degli anni scorsi... strano che l'abbia usato quest'anno.

Comprendo l'idea di Sacerdos quidam riguardo la gradualità del ritorno alla Tradizione (io stesso ho affrontato un percorso graduale, accostandomi prima alla S. Messa tradizionale, poi riprendendo anche tutta la dottrina, e infine l'ortoprassi, l'ascesi e la mistica). Tuttavia sarebbe difficile a parer mio mettere in atto quanto egli propone, soprattutto perché la verità non può essere svenduta. Ovviamente non si può pretendere che una signora alla sua prima Messa tridentina digiuni dalla mezzanotte per la S. Comunione, indossi il velo etc., ma passare per la Messa del '65 (che contiene delle omissioni non indifferenti rispetto al già danneggiato Messale del '62, e dunque esiterei assai a definirlo identico a quest'ultimo o tradizionale) la trovo un'insensatezza e un pericolo...

Anonimo ha detto...

Ecco perche' il Cardinale non usciva piu' dalla Sacrestia !
La colpa e' sua , cara sorella ! Ha ha
Abbiamo fatto il ringraziamento (15') , abbiamo aspettato fuori dalla Chiesa (20') , alla fine.... abbiamo desistito .
Arrivederla .

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo...la "marcia indietro" andava inserita, ma la velocità presa gradualmente. Quelli che sono ancora "praticanti" non sarebbero in grado di accettare il cambiamento repentino, sarebbe un trauma e non lo capirebbero. Sarebbe stato il caso invece di fare dei cambiamenti graduali, da far interiorizzare al fedele. Se si tolgono tutti i "ruoli" da un giorni all'altro, se non capiscono nulla -anche se in realtà non ascolta quasi nessuno-, se cambia tutto quello a cui sono abituati da un giorno all'altro, è facile che si scoraggino. Anche i più "inseriti" non rispondono subito alla Messa antica, anzi, ripropongono tutte le ragioni della partecipazione dell'assemblea... per come stanno le cose, è impensabile fare più di quello che si può con ciò che si ha a disposizione, anche per rieducare l'assemblea. La marcia indietro l'hanno bloccata, ora vanno avanti in quinta.

Alex da roma ha detto...

@ Aloisius
Caro Aloisius, provo a rispondere a qualche tuo dubbio, in quanto parrocchiano e membro della confraternita della SSTrinità.
La Chiesa generalmente vede sempre la stessa partecipazione di gente di oggi, alla Santa Messa domenicale delle ore 11 che è sempre solenne. La Messa domenicale delle 9 è bassa e vi partecipano numerosi fedeli. La sera alle 18, sempre una Messa bassa, molto seguibile, frequentata da numerosi fedeli. Un piccolo numero di fedeli partecipa alla Santa Messa ogni mattina alle 7. Vi è molta partecipazione alla catechesi per adulti il lunedì sera. E la catechesi per i bimbi è la domenica, sia per la prima comunione che per la cresima, dalle 10 alle 10:30. I bambini tra prima comunione e cresima sono circa una 20. Quindi c'è anche una significativa partecipazione di famiglie. Mi dici che hai bimbi. Aggiungiti a noi. Anche io sono un papà connfigli piccoli, è davvero, quando vedo questi bimbi, educati alla Santa Messa antica, mi dico che nulla è perduto e che c'è speranza.
Quanto alle reazioni dei fedeli alla Santa Messa, è normale. Pensa che con mia moglie c'è voluto un anno perchè si ambientasse, ed in ogni caso c'ero io che la seguivo e l'aiutavo. Le persone vanno accompagnate in questo percorso, e soprattutto, come tu dicevi, è una Grazia, è una chiamata.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Non sapevo quella dei gessetti e prego che l’incontro dia buoni frutti, grazie!!

Ave Maria ! ha detto...

Su " La Festa della Apparizione ."
https://www.youtube.com/watch?v=eHukzHar7q8

mic ha detto...

La colpa sarà mia. In effetti non essendo sicura di venire non ho dato un appuntamento preciso. Ma perchè non siete venuti in Sacrestia e continuate a rimanere Anonimi?
In ogni caso cercate di mantenervi liberi per l'incontro del 3 febbraio che stiamo preparando col nostro sacerdote della Messa Antica.

Anonimo ha detto...

Peccato essere stata assente da Roma!

Anonimo ha detto...

Perche' ci piace essere anime unite fortemente spiritualmente .
Un abbraccio e Santa settimana a tutti !

Aloisius ha detto...

Grazie Sacerdos Quidam per la risposta, quello che dice e' verissimo e vale anche per me, che sono adulto, ho tutte le buone intenzioni e ho le mie difficoltà con il rito antico.
Dopo l'attrazione del cuore serve la conoscenza, soprattutto per quella liturgia, in cui ogni gesto ha valori e significati che vanno spiegati e conosciuti per essere apprezzati.
Io sto provvedendo con il 'fai da te', ma non va bene, è necessario un sacerdote che insegna e consiglia.

Altrimenti anche quel poco andrà a scomparire del tutto.
In questo dobbiamo essere grati a Benedetto XVI, che perlomeno lo ha difeso ne ha impedito ufficialmente la scomparsa.

Ma se la Chiesa, soprattutto bergogliana, non insegna più ai sacerdoti il rito antico, perché lo ha ufficialmente superato e rinnegato, il ghetto è, e sara', inevitabile.
E c'è da sperare e pregare che ne consentano la sopravvivenza, perché l'attuale papa mi sembra che abbia un autentica avversione - se non odio senza misericordia -per tutto ciò e per tutti coloro che "puzzano" di tradizione.

Mi ha colpito molto la frase di Paolo VI, non so se riportata da lei o da altri, il quale disse chiaramente che, così come S. Pio V aveva introdotto il suo rito, così con il CVII è stato introdotto quello attuale, quindi non c'è motivo di doglianza, pari sono.
Cambiano i tempi, cambiano i papi e ogni papa ha il potere di istituire un concilio per cambiare il rito e adeguarlo ai tempi che cambiano.
E ad ulteriore conferma, come era santo Pio V, così è santo Giovanni XXIII e beato Paolo VI.

Ma così pensa la maggioranza cattolica di clero e fedeli.
I fedeli sono ormai su questa linea, sono stati e vengono plasmati in questo modo.
Anche critici come Socci sembrano essere su questa linea.

Pochissimi vedono il problema, di enorme gravità, che con quelle nuove forme sono state introdotte, giccia a goccia, anche nuove sostanze, cioè un nuovo Vangelo e una nuova dottrina, di stampo protestante/luterana.

I fedeli non lo sanno, non lo avvertono, oppure minimizzano, oppure sono convinti che lo Spirito Santo abbia voluto nuovo rito, nuovo Vangelo e questa nuova Chiesa ecumenica.
Oppure fanno come le tre scimmiette, lo so ma non vedo, non sento e non parlo.
E poi, chi siete voi per "giudicare" i papi e il CVII?
Come potete osare tanto?
E scatta l'avversione, la chiusura a ogni dialogo nel merito.

Quei pochi, pertanto, per la massa sono solo dei presuntuosi, un poco strani, che con le buone o le cattive - e Bergoglio, che li odia senza misericordia, usa le seconde - dovranno tacere.
Oppure, con un gesto di grande misericordia del papa buono, rimanere nelle apposite isolette-ghetto, come da lei giustamente definite,

Insomma, mai come adesso siamo nelle mani del Signore, solo lui potrà risolvere il problema e personalmente, da piccolo, temo e sono convinto che userà Lui le maniere forti, con una purificazione generale, di quelle toste.....

Aloisius ha detto...

Grazie Alex per la risposta.
I miei figli in realtà non sono più bimbi, ma adolescenti prossimi alla Cresima, ormai catechizzati nella nostra Parrocchia, e da me, nei limiti delle mie scarse capacità.

Anche Marius tempo fa mi indico' molto gentilmente tutte le parrocchie con il rito antico e relative catechesi, con tanto di recapiti, ma alla luce della mia attuale esperienza appena narrata sarebbe stato peggio, perché alla incomprensione del rito antico si sarebbe accompagnata l'insofferenza familiare per i chilometri e il tempo in più, con i compiti scolastici e i corsi di lingua aggiuntivi e con la parrocchia davanti casa molto più agevole.
L'avrebbero vista come uno stress incomprensibile, ora capisco che avrei rischiato un malcontento generale, con il rigetto e l'avversione per la religione appena maggiorenni.
I miei genitori, nei collegi religiosi ante concilio, e altri conoscenti, si sono allontanati dalla religione, o l'hanno adattata alle loro esigenze accogliendo alla grande il modernismo.
E' vero, come dici, che le persone vanno accompagnate nel loro cammino, ma per farlo va valutato che ognuno ha i suoi talenti, la sua dose di capacità spirituale, e io non sono ne' un sacerdote ne' un catechista.
Quindi una certa cautela di padre e marito credo sia necessaria per non fare danni.

A questo punto, visto che nella Chiesa di Francesco siamo degli emarginati abbandonati a noi stessi, 'ricomincio da me', proverò la catechesi per adulti il lunedì sera: se invii a Maria la tua email ti contatto, così ci conosciamo.

Anonimi che siete andati via, se la prossima volta inviate prima il vostro cellulare a Maria magari sara' più facile accordarsi, mi arriverò anche io.

Anonimo ha detto...


Oppure, non ci sarà nessuna "purificazione generale", il Signore lascerà che veniamo soffocati dall'invasione musulmana complice lo sgoverno di femmine, gay e gay-friendly, senza colpo ferire; questa la punizione per la nostra vigliaccheria e il tradimento dei chierici.
Z.

fabriziogiudici ha detto...

occorrerebbe un recupero graduale e paziente dei 'nati con la liturgia postconciliare'

La questione è interessante. Sulla questione dei messali, non metto bocca. Sulla necessità di una certa gradualità, invece, concordo (come dice lo stesso Aloisius, lo stacco partendo con una messa pontificale, o anche solenne, è forte). Io ho frequentato la mia prima VO nell'ottobre 2014 e ci sono voluti tre anni di frequentazioni saltuarie prima di decidermi di "passare" stabilmente al VO. In questa fase di confusione è anche naturale che la gente intraprenda un cambiamento non dall'oggi al domani.

PS Non è questione solo di "giovani"... Io non riesco ancora a convincere i miei genitori, pur avendoli portati ad un paio di VO, eppure nel VO hanno imparato ad andare a Messa...

Giuliano Zoroddu su Fb ha detto...

Credo di aver risolto il mio dubbio.
Cito dalle “Norme ceremoniali per gli Eminentissimi Signori Cardinali” emanate dalla Sacra Congregazione Cerimoniale nel 1943:
50. I Cardinali usano pure il pastorale, more Episcoporum, nel proprio Titolo ed anche nelle altre chiese di Roma, non però nelle Cappelle papali, anche se assente il Sommo Pontefice, e neppure nelle Cappelle cardinalizie e nelle Basiliche Patriarcali, salvi, in queste ultime, quei casi nei quali l’uso del pastorale è prescritto dal Pontificale Romano.

Anonimo ha detto...

Buona Epifania sperando che domani siano pochi i cretini che verranno a dirci che i Magi erano migranti islamici.

Anonimo ha detto...

"L’Amore deve essere amato e noi non possiamo non sentire questa urgenza. Per poter dare amore al nostro prossimo dobbiamo attingere dall’Amore. La Santa Madre di Dio, che ha portato l’Amore nel suo seno immacolato, che lo ha avvolto in fasce e lo ha adorato, sia la nostra Stella cometa nel percorrere le vie di questo mondo verso il Signore Gesù! “.
http://www.patriarcatovenezia.it/site/epifania-del-signore-lomelia-del-patriarca-tutti-i-popoli-e-tutti-gli-uomini-sono-chiamati-ad-incontrare-dio-dai-magi-linvito-a-ripensare-con-coraggio-la-nostra-vita-a/

Anonimo ha detto...

Quando posso , famiglia permettendo , vado anch'io
alla Messa VO .
Mi regolo così : A me va bene il Messale del '62 che conservavo , per mio marito che dopo tanti anni si e' abituato al NO ho acquistato il libretto della San Paolo edizione del 2007 , tratto dal Missale Romanum editio typica 1962 , intitolato :

ORDO MISSAE
RITO DELLA MESSA
secondo il Rito tridentino
Testo latino e italiano

In Appendice ci sono le preghiere in italiano e in latino , le Litanie Lauretane , canti come il Te Deum/VeniCreator ecc.
Questo libretto di modeste dimensioni ( circa18x9) lo porto sempre con me in borsetta così possiamo sempre seguire la S.Messa .
Naturalmente manca il Vangelo del Giorno e le Letture . Personalmente nella Messa VO avverto piu' forte questo sentimento : " Domine, non sum dignus ! " come ben spiega l’Arcivescovo Thomas Gullickson nell'articolo seguente .

Vescovi, fate un favore a voi stessi e alla Chiesa celebrando la S.Messa nell'antico rito .
http://traditiocatholica.blogspot.it/2018/01/vescovi-fate-un-favore-voi-stessi-e.html#more

Anonimo ha detto...

P.S.
In famiglia cerchiamo di venirci incontro , ognuno ha i suoi tempi , e nei momenti di opposizione adottiamo il ritornello di San Felice da Nicosia : "Sia per l'amor di Dio".

Anonimo ha detto...

"I Magi non appartenevano al popolo che riconosceva e serviva il vero Dio: verosimilmente erano discepoli di Zaratustra e praticavano il culto tipico dei persiani. Ma essi non si sono detti: restiamo comodamente a casa, perché tanto tutte le religioni sono uguali e basta far del bene dove uno si trova. Sono partiti per raggiungere l’unico insostituibile Salvatore del mondo; e, proprio in virtù di questa faticosa, tenace, disinteressata ricerca, alla fine lo hanno trovato.
E così sono diventati i modelli di ogni uomo che, preso per se stesso, è posto nelle tenebre, ma dalla bontà di Dio è chiamato a incontrare colui che con verità ha potuto dire di sé: «lo sono la luce del mondo» (Gv 8,12)".
(card. Giacomo Biffi, Epifania 1994).

Rubricista velleitario ha detto...

Segnalo a tutti quelli che hanno fatto questa pericolosa affermazione che il messale del ‘65 non è in vigore, e non a caso. Il messale che si applica e quello del 62. Quindi nessuna artefatta gradualità. Col rito antico bisogna andare a sbatterci il naso. Li shock e salutare. Nessuna porcata tipo Messa dialogata che è una innovazione fallita di metà novecento e che ci ha lasciato in eredità la incapacità di confrontarci con una Messa cantata.

Anonimo ha detto...

“Messa dialogata” era anche nella Mediator Dei di Pio XII

Stranamente, ha detto...

per l'indulto, c.d. di Agata Christie, ovvero per le Messe funebri per le isole Britanniche, si è sempre applicato il messale del 1965.

Sacerdos quidam ha detto...

Quanto a cattolicità del Messale di Rito Romano del 1965, faccio notare che un certo Mons. Marcel Lefebvre lo usò quotidianamente per anni, fino - mi sembra - al 1974, senza alcun problema.
Se ce ne fossero stati, non avrebbe esitato un solo istante a rifiutarlo, come fece appunto per il Messale del '69.
Il ritorno al Messale del 1962 avvenne per lui dietro consiglio, mi sembra, dell'abbé Dulac: ma fu una questione non certo legata alla Fede, semmai di completezza.
Ricordo poi che Mons. Lefebvre fu anche il Prelato che coordinò il gruppo dei redattori del Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae, presentato a Paolo VI dalla lettera di accompagnamento dei cardinali Ottaviani e Bacci: insomma, diciamo che quanto a capacità di giudizio sulla cattolicità o meno di un Rito sicuramente, lui, non era un velleitario.

Se invece si vuol parlare di opportunità a livello pastorale, il discorso è diverso, nel senso che ci sono i pro ed i contro. Credo tuttavia - ma questa è solo una mia opinione - che voler far per forza 'sbattere il muso' ai poveri fedeli incolpevolmente imbevuti di decenni di bugninismo sia poco utile. La massa se ne va, forse per sempre.

Quanto al fatto che il Messale del 65 non abbia un'autorizzazione ufficiale, beh, basterebbe chiederla... (anche se personalmente non ne sentirei il bisogno). Credo anzi che qualcuno l'abbia già ottenuta, mi sembra dei fedeli vicino a Firenze. E forse anche altri.




fabriziogiudici ha detto...

Scusate, per gli ignoranti come me: se capisco bene questo messale del '65 è una traduzione in volgare di quello del '62, con pochissime altre variazioni?

P.C. ha detto...

Posso chiedere a Sacerdos quidam se puo' dissipare alcuni miei interrogativi ?
In una piccola Chiesa dei FFII mi ha stupito trovare difronte al gia' piccolo altare , un piccolo tavolo provvisto di tovaglia per la Celebrazione della Messa . In quella piccola Casa di Dio era presente un frate africano che suonava un Armonium . Quando mi e' stato possibile gli ho chiesto se in quella Chiesa si celebrasse la Messa VO , mi ha risposto che era proibito e che si poteva celebrare solo riservatamente e dopo autorizzazione . Giornalmente celebravano in italiano verso il popolo ( sul piccolo tavolo ) e anche in italiano Coram Deo ( sul piccolo altare ). A posteriori mi domando :" Perche' celebrare in italiano sul tavolinetto quando si puo' piu' agevolmente e degnamente celebrare in italiano Coram Deo ?" . Inoltre mi e' capitato di vedere attualmente su TV2000 che trasmettono la S.Messa delle ore 8:30 dalla Chiesa di S.Andrea delle Fratte ( la Chiesa dove avvenne la conversione del Ratisbonne ) e con mio stupore ho constatato che non celebrano piu' in italiano Coram Deo sull'altare dove e' apparsa la Madonna come avveniva fino a qualche anno fa ma davanti a quell'altare , su un tavolo trasparente che dalla TV sembra essere plexiglass , dando le spalle al quadro che rappresenta la Madonna che ingiunge al Ratisbonne di inginocchiarsi e al Tabernacolo centrale ( Mi sembra che il titolare di quella Chiesa sia il Card.Antonelli ), allora , associando le due situazioni le domando se sia stata diramata la obbligatorieta' ad uniformarsi e se e' vera la notizia che sarebbe allo studio una unica omelìa per tutti , quella del Papa , valevole per tutte le Parrocchie . Grazie .

Anonimo ha detto...


Realtà storica dei Re Magi

Esiste un libro pubblicato a suo tempo dall'editore Rusconi nel 1985 dall'eminente storico dell'arte dell'India e dell'Asia Centrale, Mario Bussagli (n. nel 1917), scritto con una sua illustre discepola, Maria Grazia Chiappori, che ricostruisce in particolare, studiando soprattutto le monete, la figura storica di Gondhofares/Gaspare, di origine iraniana (M Bussagli-Maria Grazia Chiappori, I Re Magi. Realtà storica e tradizione magica, Rusconi, Milano, 1985, pp. 266).
Un testo estremamente interessante. Gaspare= Gondopharna, Gondophares o Vindapharna: "conquistatore del Pharn o Farr", l'area indo-afgana, nel I sec. a. C. sulla quale si rovesciarono le popolazioni indo-iraniche. Secondo la tradizione, l'apostolo Tommaso sarebbe stato alla sua corte (op. cit., p. 66). Il cristianesimo indo-afgano fu poi spazzato via dall'invasione islamica (p. 104). Bussagli era convinto che "Matteo disse la verità e che Gondophares fu, a suo modo, cristiano"(p. 105).
H.

Sacerdos quidam ha detto...

@ Fabrizio Giudici:

furono tradotte in lingua vernacolare soltanto le parti 'udibili' dai fedeli, quindi non il Canone né le preghiere che il sacerdote pronuncia sottovoce. Le omissioni furono davvero poche, il tutto comunque è spiegato bene in breve a questo link:
http://www.cantualeantonianum.com/2011/03/il-messale-del-1965-la-messa-in-volgare.html

L'intero Messale del 1965, tanto per averne un'idea, può essere scaricato dallo stesso sito web in pdf qui:
http://www.cantualeantonianum.com/2013/10/lintero-messale-italiano-latino-del.html

Si tenga presente comunque l'aspetto 'propedeutico' che dell'uso di questo Messale si farebbe, per preparare con calma i fedeli al Messale del 1962.

Sacerdos quidam ha detto...

@ P.C. :

che io sappia, non esiste nessuna direttiva ufficiale in proposito, ma si sa come funzionano le cose... Si fiuta l'aria, e si capisce al volo quello che vuole Papa Bergoglio, e se ne anticipano i desiderata con zelo sulfureo. Nel caso dei F.I., però, è molto più probabile un'imposizione visto che sono commissariati...
Comunque quanto alle direttive ufficiali, anche per l'omelia papale, sarebbe meglio chiedere a Mic o a qualche sacerdote che risiede a Roma e che legge/scrive su questo Blog, io sono un po' 'decentrato' (geograficamente).

Per altre cose, invece, so che esistono delle direttive precise, almeno a Roma: infatti mentre nel 2008 (o 2009, ora non ricordo con esattezza) potei celebrare tranquillamente alla Basilica di Sant'Andrea delle Fratte in Vetus Ordo all'altare della Madonna, senza problemi da parte del parroco, due anni fa dopo una mia richiesta simile mi fu detto che avrei dovuto prima averne il permesso dal Vicariato, e che queste erano le nuove direttive.
Naturalmente vi rinunciai, tanto me l'avrebbero negato subito una volta appresa la mia posizione di bieco tradizionalista contrario al N.O. (dopo il classico interrogatorio di terzo grado con lampada in faccia).

P.C. ha detto...

Grazie , basta così.