mercoledì 24 gennaio 2018

Oggi si ricorda San Francesco di Sales

Oggi ricorre la celebrazione di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Dicono che la sua grande dolcezza, unita ad uno zelo instancabile e ad una pietà esemplare, vinse i più ostinati calvinisti tanto da convertirne più di 70 mila. Lo ricordiamo con una della sue esortazioni trascritta di seguito. Qui trovate un altra lettura edificante tratta dalle sue opere di maestro di vita spirituale. 

La devozione è possibile in ogni vocazione e professione

Nella creazione Dio comandò alle piante di produrre i loro frutti, ognuna «secondo la propria specie» (Gn 1, 11). Lo stesso comando rivolge ai cristiani, che sono le piante vive della sua Chiesa, perché producano frutti di devozione, ognuno secondo il suo stato e la sua condizione.
La devozione deve essere praticata in modo diverso dal gentiluomo, dall'artigiano, dal domestico dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella coniugata. Ciò non basta; bisogna anche accordare la pratica della devozione alle forze, agli impegni e ai doveri di ogni persona.
Dimmi, Filotea, sarebbe conveniente se il vescovo volesse vivere in una solitudine simile a quella dei certosini? E se le donne sposate non volessero possedere nulla come i cappuccini? Se l'artigiano passasse tutto il giorno in chiesa come il religioso e il religioso si esponesse a qualsiasi incontro per servire il prossimo come è dovere del vescovo? Questa devozione non sarebbe ridicola, disordinata e inammissibile? Questo errore si verifica tuttavia molto spesso. No, Filotea, la devozione non distrugge nulla quando è sincera, ma anzi perfeziona tutto e, quando contrasta con gli impegni di qualcuno, è senza dubbio falsa. L'ape trae il miele dai fiori senza sciuparli, lasciandoli intatti e freschi come li ha trovati. La vera devozione fa ancora meglio, perché non solo non reca pregiudizio ad alcun tipo di vocazione o di occupazione, ma al contrario vi aggiunge bellezza e prestigio.
Tutte le pietre preziose, gettate nel miele, diventano più splendenti, ognuna secondo il proprio colore, così ogni persona si perfeziona nella sua vocazione, se l'unisce alla devozione. La cura della famiglia è resa più leggera, l'amore fra marito e moglie più sincero, il servizio del principe più fedele, e tutte le altre occupazioni più soavi e amabili.
È un errore, anzi un'eresia, voler escludere l'esercizio della devozione dall'ambiente militare, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei principi, dalle case dei coniugati. È vero, Filotea, che la devozione puramente contemplativa, monastica e religiosa può essere vissuta solo in questi stati, ma oltre a questi tre tipi di devozione, ve ne sono molti altri capaci di rendere perfetti coloro che vivono in condizioni secolari. Perciò dovunque ci troviamo, possiamo e dobbiamo aspirare alla vita perfetta.
Dalla «Introduzione alla vita devota» di san Francesco di Sales, vescovo (Parte 1, Cap. 3)

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Nella sua armoniosa giovinezza, riflettendo sul pensiero di sant’Agostino e di san Tommaso d’Aquino, ebbe una crisi profonda che lo indusse a interrogarsi sulla propria salvezza eterna e sulla predestinazione di Dio nei suoi riguardi, soffrendo come vero dramma spirituale le principali questioni teologiche del suo tempo. Pregava intensamente, ma il dubbio lo tormentò in modo così forte che per alcune settimane non riuscì quasi del tutto a mangiare e dormire. Al culmine della prova, si recò nella chiesa dei Domenicani a Parigi, aprì il suo cuore e pregò così:
“Qualsiasi cosa accada, Signore, tu che tieni tutto nella tua mano, e le cui vie sono giustizia e verità; qualunque cosa tu abbia stabilito a mio riguardo …; tu che sei sempre giusto giudice e Padre misericordioso, io ti amerò, Signore […], ti amerò qui, o mio Dio, e spererò sempre nella tua misericordia, e sempre ripeterò la tua lode… O Signore Gesù, tu sarai sempre la mia speranza e la mia salvezza nella terra dei viventi” (I Proc. Canon., vol I, art 4).
S.Francesco di Sales

irina ha detto...

Incendio nel monastero della Sacra di San Michele

http://www.lastampa.it/2018/01/24/cronaca/incendio-nel-convento-della-sacra-di-san-michele-4MJOK5bgcJx6iFhMONlw3L/pagina.html

IL Calendario tridentino ha detto...

IL Calendario tridentino festeggia San Francesco di Sales il 29 gennaio.

Anonimo ha detto...

Bene così lo ri-festeggeremo anche il 29 Gennaio .
Evitiamo le occasioni di guerra ringraziamo Dio per il dono di questo Santo e per i suoi insegnamenti grazie ai quali Iddio volle illuminare il nostro cammino . E come dice S.Teresa d'Avila : " Sia Egli per sempre Benedetto per avermi tanto sopportata! Amen."

Anonimo ha detto...

http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/01/24/news/brucia_il_tetto_del_convento_della_sacra_di_san_michele_simbolo_del_piemonte-187210946/
Spento nella notte l'incendio.

Anonimo ha detto...

https://labaionetta.blogspot.it/2018/01/obice-per-festeggiare-san-francesco-di.html

Anonimo ha detto...

Ecco alcune perle di San Francesco di Sales, la cui memoria, nel rito Romano antico, si celebra oggi:

Dio si serve spesso dei mezzi più deboli per ottenere gli effetti più grandiosi.

È un trattamento regale essere calunniato per aver fatto bene ed essere lapidato per una buona opera.

Nostro Signore ci darà la sua pace quando noi ci rassegneremo dolcemente a vivere in guerra.

I cibi troppo dolci causano i vermi ai bambini; e per questo, il nostro Salvatore li condisce sempre con qualche amarezza.

Ogni giorno, dobbiamo fare conto di cominciare il nostro cammino verso la perfezione.

L’uomo spirituale giudica di tutto

Credetemi: bisogna seminare nel dolore, nelle perplessità e nell’angoscia, per raccogliere nella gioia, nella consolazione e nella felicità; e la santa fiducia in Dio addolcisce tutto, ottiene tutto e rende tutto stabile.

Le avversioni e le discordie, sono le tentazioni dei santi.

Non ricordo che Dio abbia mai parlato tra i fiori, ma molte volte nei deserti e fra le macchie. Camminate dunque e fate molta strada in questi tempi cattivi e di notte.

Non c’è rimedio: avremo sempre bisogno di lavarci i piedi, perché camminiamo nella polvere.

Coloro che sono d’accordo nell’intenzione del servizio di Dio, non sono mai discordi negli affetti e nei giudizi.

E su quest'ultima sentenza, che trovo radicalmente attuale, invito tutti a una serissima riflessione.