mercoledì 10 gennaio 2018

Un membro della Pontificia Accademia per la Vita: “Si ai metodi contraccettivi artificiali”, nonostante la Chiesa li definisca “intrinsecamente sbagliati”

Purtroppo registriamo la prima conferma delle picconate all'Humanae vitae preannunciate qui, come conseguenza delle destrutturanti aperture di AL.

Padre Maurizio Chiodi, teologo morale recentemente nominato membro della Pontificia Accademia per la Vita, durante una conferenza pubblica alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, ha detto, basandosi a suo dire sugli insegnamenti di Amoris Laetitia, che è lecito ricorrere a metodi contraccettivi responsabili artificiali. Quando “i metodi naturali sono impossibili o non realizzabili, è necessario trovare altre forme di responsabilità”, ha affermato padre Chiodi nella sua conferenza. In tali circostanze, ha detto, “un metodo artificiale per la regolazione delle nascite potrebbe essere riconosciuto come un atto di responsabilità che viene eseguito, non per rigettare radicalmente il dono di un bambino, ma perché in quelle situazioni la responsabilità chiama la coppia e famiglia ad altre forme di accoglienza e ospitalità”.

I commenti del professore italiano arrivano quando la Chiesa celebra quest’anno il 50° anniversario dell’enciclica Humanae vitae di Papa Paolo VI, che ha riaffermato il divieto della Chiesa sulla contraccezione. Nella sua enciclica, Paolo VI definiva la contraccezione artificiale “intrinsecamente sbagliata”, approvava la pianificazione familiare naturale e confermava gli insegnamenti della Chiesa sull’amore coniugale e sulla paternità responsabile. Padre Chiodi ha osservato che Humanae Vitae è citata solo sei volte in Amoris Laetitia. Che presenta “una formulazione relativamente mite” dell’enciclica di Paolo VI, poiché “si astiene da una chiara e forte condanna delle diverse posizioni, sia sistematiche che normative”. Inoltre, Chiodi ha osservato che Amoris Laetitia non fa “riferimento esplicito” alla contraccezione come “intrinsecamente malvagia”. Padre Chiodi conclude dicendo che
“se è vero che la responsabilità di generare ciò a cui mirano i naturali metodi, allora possiamo capire come, in situazioni in cui i metodi naturali siano impossibili o non fattibili, sia necessario trovare altre forme di responsabilità. Ci sono circostanze, intende Amoris Laetitia, capitolo 8, che proprio per motivi di responsabilità richiedono una contraccezione. In questi casi, un intervento tecnologico non nega la responsabilità della relazione generatrice. L’insistenza del Magistero della Chiesa sui metodi naturali non può essere interpretata, a mio parere, come una norma fine a se stessa, né come semplice rispetto delle leggi biologiche, perché la norma indica un’antropologia, per il bene della responsabilità matrimoniale”. 
E ha aggiunto:
“La tecnologia [cioè il controllo artificiale delle nascite], in determinate circostanze, può rendere possibile proteggere la qualità responsabile dell’atto sessuale, anche nella decisione di non generare, per tutte le ragioni plausibili per evitare la concezione di un bambino. Mi sembra che la tecnologia non possa essere rifiutata a priori quando è in gioco la nascita di un bambino, perché la tecnologia è un modo di agire, e quindi richiede un discernimento sulla base di queste circostanze, quindi è irriducibile a un interpretazione standard materiale. Nelle circostanze summenzionate, quindi, un metodo artificiale per la regolazione della nascita potrebbe essere riconosciuto come un atto di responsabilità che viene eseguito, non per respingere radicalmente il dono di un bambino, ma perché in quelle situazioni la responsabilità chiama la coppia e la famiglia ad altre forme di accoglienza e ospitalità".
[Fonte]

21 commenti:

Anonimo ha detto...

Come interpretate questo?

https://akacatholic.com/cardinal-burke-calls-resignation-of-bxvi-into-question/

Anonimo ha detto...

L'Arcivescovo Crepaldi: è in corso l’esproprio dei figli?
http://blog.messainlatino.it/2018/01/larcivescovo-crepaldi-e-in-corso.html

Ogniqualvolta penso a mia suocera che cercava di vivere ogni giorno al cospetto di Dio e la sua prima preoccupazione era di avere la Corona del Rosario in tasca , ripenso alla infinita tenerezza con cui chiamava i bambini orfani ospiti del Santuario di Pompei : " I figli della Madonna ".

mic ha detto...

Grazie della segnalazione. Noi l'avevamo pubblicato qui
https://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/12/in-corso-lesproprio-dei-figli.html

Anonimo ha detto...

Un membro dell'Accademia per la vita....sillogismo assurdamente contraddtorio.

Anonimo ha detto...

Accademia:

in origine era il nome d’una località presso Atene dove Platone iniziò il suo insegnamento nel 387 a.C. Poi indicò la scuola filosofica stessa anche quando si trasferì ad Atene.

Ha poi preso il significato di associazione permanente di studiosi, retta da un proprio statuto (della Crusca, dei Lincei, dell’Arcadia...) o di Istituto d’insegnamento, in genere di carattere superiore: musicale, d’arte drammatica, di danza, militare, navale...

Significa anche mostra di abilità inconcludente o quasi, esercitazione scolastica o retorica, che si risolve in discorsi vuoti, astratti, inutili (fare dell’accademia).

Nel caso in esame, abbiamo ricevuto l'esternazione di un membro che fa accademia con la vita (anche quella eterna) propria ed altrui...
A Siracusa direbbero rob de ciod... (robe da Chiodi)

Epiphanio ha detto...

Sostanzialmente dice che la tecnologia è un modo di agire. Da qui si segue che l'uso dei contraccettivi sia parte della natura morale dell'uomo. Il bambino allora non è altro che un prodotto che per molte "ragioni plausibili" può essere evitato agendo responsabilmente. Ovviamente P. Chiodi confonde agire con fare.

Luisa ha detto...

Durante l`udienza generale il papa parla del silenzio nella liturgia:

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20180110_udienza-generale.html

Anonimo ha detto...

CHIODI E' DEGNO RAPPRESENTANTE DELLA PORNO-TEOLOGIA:
https://www.culturacattolica.it/attualit%C3%A0/in-rilievo/ultime-news/2015/08/02/i-porno-teologi-di-satana
Niente di nuovo sotto il sole, se non che adesso pontificano dall'Accademia per la vita...

Anonimo ha detto...

Le nuove nomine della «Pontificia accademia … per l’aborto»: robe da Chiodi (e non solo)!
https://www.culturacattolica.it/attualit%C3%A0/in-rilievo/ultime-news/2017/06/15/le-nuove-nomine-della-pontificia-accademia-per-l-aborto-robe-da-chiodi-e-non-solo

irina ha detto...

Si allineano con il mondo, fanno conferenze, rilasciano interviste ma, la missione al popolo no. Goduria libera con chimica e tecnologia, nessuna prospettiva diversa dalla pesca nelle mutande, nessuna testimonianza che il mondo non finisce lì, che l'essere umano è anche spirito. Insigni sacerdoti, insigni maestri della copula.

Anonimo ha detto...

Proprio ieri sera mi sono imbattuta in questo pezzo di don Ambrogio Valsecchi. Risale a quasi 40 anni fa, eppure c'è tutto quello che abbiamo sotto gli occhi oggi, a partire dal relativismo fino al rifiuto di una Verità assoluta, la stella polare che permette all'uomo di non perdersi. Con la pretesa di "liberare" l'essere umano da supposti normatismi che lo avrebbero oppresso in passato, lo gettano invece nell'abisso del proprio io che può rivelarsi un abisso ben più pericoloso della selva oscura dantesca.

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://www.nicodemo.net/pdf/Valsecchi-agire_morale.pdf&ved=2ahUKEwiwnr3fgM7YAhXIthQKHXwPDN8QFjALegQIBhAB&usg=AOvVaw01iaTtoWYW7s7eOjD5wB-4

irina ha detto...

https://www.riscossacristiana.it/fuorimoda100118/

"...Copertina dedicata al “Ciclone Francesco” e, all’interno, una serie di interessanti articoli tra cui uno di Filippo Di Giacomo, sacerdote e giornalista, impietosamente titolato “Ma tutti obbediscono a chi cambia anche la messa”.

Il pezzo di Di Giacomo meriterebbe ben di più di queste povere righe perché unisce acutezza di analisi, partecipazione ideologica e capacità di scrittura. Ma, soprattutto, andrebbe studiato per quel suo distacco sprezzante nella descrizione di meccanismi che ormai possono essere svelati poiché la partita è vinta. Insomma, molto più istruttivo delle diatribe sulla “possibilità di un Papa eretico” mentre il “Papa eretico” continua imperterrito nella sua opera.

L’analisi prende le mosse dall’estromissione del cardinale Gerhard Müller dalla Congregazione per la Dottrina della fede e mostra come le vere manovre in atto in Vaticano non abbiano nulla a che fare con le scaramucce sull’interpretazione di Amoris Laetitia. Ma conviene leggere sine glossa: “Dunque, messa da parte la polemica sulla comunione ai divorziati, ormai diventata un’arma di distrazione di massa dato che l’Amoris Laetitia nulla aggiunge alle prassi già diffuse nella Chiesa, l’allontanamento del cardinale Müller (…) potrebbe costituire un atto propedeutico a qualcos’altro? Probabilmente sì: all’approvazione di quella ‘preghiera eucaristica ecumenica’ messa punto da una commissione riservata guidata dal cardinale Kasper, composta da teologi cattolici e luterani, da utilizzare in circostanze particolari per permettere la comunione eucaristica alle coppie miste, cioè famiglie composte da una parte cattolica e l’altra luterana. Una messa ritenuta valida da entrambe le confessioni, nonostante le differenze teologiche sulla dottrina eucaristica e il ministero ordinato”. E ancora: “l’imminente messa catto-luterana è pronta a prendere il via in Germania. Per poi arrivare nelle diocesi dove le conferenze episcopali o il singolo vescovo lo riterranno opportuno”.

Questo è dunque il vero fine della neochiesa e dei suoi adepti, l’abolizione del Sacrificio Eucaristico, perseguito senza opposizioni mentre la plebe si balocca nel circo con “l’arma di distrazione di massa” fornita a bella posta da Amoris Laetitia. Non a caso, spiega sprezzantemente Di Giacomo: “Anche nel Vaticano di oggi, ciò che viene servito all’Orbe non è ciò che agita l’Urbe. Il menù prevede un racconto (apparentemente) indiscutibile, accreditato dai media sul ministero di papa Francesco: un pastore popolare riformatore che, da solo, combatte la Curia Romana, le strutture più conservatrici, oscure e gerarchiche della Chiesa Cattolica. Un Papa che sta rendendo il vicario di Cristo più umano e che per questo lotta con una moltitudine di satanassi con la tonaca. La narrazione ‘vaticanista’, costruita dagli specializzati nel racconto funzionale (paradossalmente) agli ambienti ‘rampanti’ della Curia, viene acriticamente ripetuta ed è gabellata, è il caso di dirlo, come fenomeno ‘senza precedenti nella storia degli ultimi secoli’. Insomma, dopo quasi cinque anni di papato, questa descrizione infantile dai toni romanzeschi individua il nocciolo del problema nelle ‘resistenze’ incontrate dal pontefice da parte dei funzionari della sua amministrazione e da chi, dentro e fuori il Vaticano, lo vorrebbe dedito ad assicurare certezza e solidità alla dottrina e all’identità cattolica”.
Segue

irina ha detto...

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A questo punto, il pio illuso, potrebbe obiettare che, allora, si può contare sui “vescovi coraggiosi”, sul cardinale Müller, se nel frattempo non avesse ritrattato, sul cardinale Sarah, se nel frattempo non si fosse accucciato. “Ma è davvero così?” chiede Di Giacomo al pio illuso, al quale fornisce anche la risposta: “In realtà, mai come in questi anni la Curia romana ha dato prova di assoluta obbedienza ai voleri (e agli umori) del pontefice regnante. I cardinali Müller e Sarah, capaci di incassare colpi quasi senza proferire parola, non sono stati i soli. Diverse decine di curiali e di dipendenti vaticani (si dice trecento) in silenzio hanno obbedito a decisioni che in altri contesti sarebbero state considerate violazioni dei diritti dei lavoratori: licenziamenti improvvisi motivati da un ‘lo ha deciso il Papa’, demansionamenti e retrocessioni per ‘attuare la volontà superiore’ e altre angherie imputate a quella ‘prima sede’ che, come recita il diritto canonico, a nemine iudicatur, non può essere giudicata da nessuno”.

Per concludere, non è necessario farla tanto lunga, basta ricordare il titolo del pezzo di Di Giacomo: “Ma tutti obbediscono a chi cambia anche la messa”. L’obiettivo della neochiesa è quello di eliminare dal mondo il Sacrificio Eucaristico e i cristiani che hanno mantenuto la vera fede hanno solo due possibilità: continuare a nuotare fra le piccole onde del bicchierino di rosolio, oppure uscire nel mondo reale e combattere."

TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi
By Redazione On 10 gennaio 2018 ·

Sacerdos quidam ha detto...

"Niente di nuovo sotto il sole, se non che adesso pontificano dall'Accademia per la vita..."

Appunto, per i pornoteologi immoralisti nient'altro che una promozione finale dopo aver trascorso liberi, felici e indisturbati interi decenni, spesi a corrompere le anime dei loro incauti ascoltatori o lettori. Mentre i fenomenali Papi conciliari pre-bergogliani guardavano altrove. E mentre tutti gli altri - tranne i biechi tradizionalisti 'lefebvriani' che invano denunciavano il tutto - dormivano beatamente.

Auxilium Christianorum , ora pro nobis ! ha detto...

Quello che divide e' il Santo Sacrificio .
E qui torna il monito di Padre Pio . " Il mondo potrebbe stare anche senza sole, ma non può stare senza la Santa Messa ..."
Ogni giorno grazie al Santo Sacrificio della Messa Dio Padre Onnipotente si muove a pieta' di questa ingrata umanita', disprezzare il Santo Sacrificio vuol dire scatenare l'ira di Dio su tutta l'umanita' ....: Ha ragione il confessore : la superbia ci accompagnera' fino alla fine .

"Il Figlio di Dio ha voluto farsi uomo per poter morire ed ha voluto liberamente morire per sostituirsi a noi nel pagare quel debito infinito che avevamo con Dio, a causa dei nostri peccati, e che noi non avremmo potuto pagare. Gesù, sulla croce, ha detto al Padre suo: “Padre, colpisci me, ma lascia stare quelli che sono miei; quelli che mi ascoltano e osservano i Comandamenti”. Inchiodato su quel legno, Gesù era proteso tra cielo e terra come un “parafulmine” ed è come se avesse detto, al temporale della Giustizia Divina che doveva abbattersi sul mondo: “Manda i tuoi fulmini su di me, ma non colpire quelli che si mettono sotto la mia protezione”. Nella Messa Gesù, misteriosamente e realmente presente come vittima che si offre, prega per noi e dice: “Padre, per tutto ciò che io ho patito per gli uomini, per l’amore che ti ho dimostrato accettando di morire per i tuoi figli, perdona questi miei fratelli che vengono a ripararsi all’ombra della mia croce, del mio sacrificio”.
http://araldidellaregina.altervista.org/la-santa-messa/

Alberto ha detto...

se la Chiesa li definisce sbagliati, tanto peggio per la Chiesa, vuol dire che ha sbagliato per duemila anni, per fortuna adesso c'è lui

fabriziogiudici ha detto...

Seifert contesta Chiodi e chiede che intervenga il Papa a dirimere la questione.

http://www.lanuovabq.it/it/contraccezione-un-dovere-intervenga-il-papa

fabriziogiudici ha detto...

http://www.aldomariavalli.it/2018/01/11/un-altro-colpo-di-piccone-allinsegnamento-morale-della-chiesa/

irina ha detto...

Questi 'saputi' conoscono coppie che hanno trascorso la loro vita matrimoniale all'ombra della chimica e della tecnica, non generando? Non volendo generare neanche una tartarughina d'acqua?
Allora si guardino intorno ed osservino da vicino. E' mostruoso. Mostruoso. Ipotesi:
facile, facile, arrivare alle orge, al gruppo che si industria nell'autoerotismo comunitario; queste orge, deduco, creano legami indicibili, inconfessabili, fortissimi, mafiosi, come il sacramento del diavolo che ho già citato per il rapporto contro natura, da qui, per strano che possa sembrare, nascono le scalate di lavoro, le commesse, gli ingaggi, le clientele e tutte quelle posizioni che alla luce della ragione sembrano non avere nessun particolare appiglio nel merito professionale. Ma non finisce qui, bisogna averli visti invecchiare costoro, chi, per Amor Divino si è salvato da queste carneficine, sesso in tutte le salse, droga, aborti e altro, sa che tutti sono impazziti, sì quei signori e signore tanto per bene, di successo, che si portano l'inferno nella mente, sì proprio loro sono spesso pazzi lucidi intorno a noi, per i quali nulla ormai possiamo se non pregare. 'Si aggiornino' i sacerdoti sui risultati della goduria all'ombra della chimica e della tecnica nel lungo percorso biografico dei praticanti/utenti. Si informino.Visto che vogliono osservare i fenomeni del loro tempo, li osservino dal seme fino al frutto, non guardino solo l'impollinazione del fiore, che ormai le masse, da tempo, sanno come evitarla, guardino i danni portati da questa mancanza di impollinazione, cari i nostri preti laureati, saputi, incapaci di Fede, di preghiera, di osservazione personale del mondo, di comprensione personale dei problemi e della scoperta personale di soluzioni che, non siano quelle del mando ma, siano quelle delle FEDE.

Anonimo ha detto...

La logica del male minore non è cattolica.

Anonimo ha detto...

C'è più di una notizia al giorno, su questi temi come su altri, ma noi non ci abituiamo. E non ci abitueremo mai!