lunedì 26 ottobre 2020

Sul papa e sul potere anticristico dei Media

Riprendo di seguito la riflessione di un amico che, oltre a disvelarci l'habitat comunicativo in cui siamo immersi in rapporto alle vicende attuali, rende ancor più consapevole la nostra responsabilità sull'uso degli strumenti mediatici sia come fruitori che come operatori. Mi ha ricordato che 1991 ho scritto un libro (Agorà telematica, Ed. Vivere in), ora esaurito.  In esso, tra l'altro, oltre alle varie modalità comunicative e loro implicazioni personali e sociali e il rapporto tra comunicazione e formazione, mettevo in risalto i rischi e le opportunità delle nuove tecnologie, con le quali ero venuta in contatto per esigenze di lavoro prima come fruitrice e poi anche come operatrice, e che non volevo subìre passivamente. In fondo è un talento acquisito per esigenze di lavoro ma che mi ha dato molto in termini di riflessione e consapevolezza e che sto usando qui; ma che va sempre affinato e purificato da ogni forma di velleitarismo o di dipendenza. Non a caso "vigilate e pregate", dice il Signore. E vale per tutto...

Sul papa e sul potere anticristico dei Media

Cara Maria,
quando è deflagrata la bomba papale sul diritto delle coppie omosessuali alla famiglia, avevo appena terminato di scrivere una riflessione sul potere anticristico dei Media elettronici. La tecnica mediatica della lobby gay vaticana è tanto chiara, quanto perfidamente geniale. In effetti è una conferma di quanto affermato da don Alberto Strumia nel post pubblicato da Aldo Maria Valli (qui) dal titolo “L’Anticristo e il trono di Pietro”: 
«In effetti, i commenti di disapprovazione, anche molto autorevoli, non sono mancati, ma la sua [dell’amico di don Alberto ndr] è qualcosa di più: è una “lettura teologica” della storia attuale. Sono parole e comportamenti propri di un “anticristo”: questo è il suo drastico giudizio! Non gli interessa accusare la persona, né sapere se si tratti di “un” anticristo tra i tanti (san Giovanni parla di molti anticristi: «di fatto ora molti anticristi sono apparsi», 1Gv 2,18), o dell’ultimo e finale Anticristo. Nessuno può giudicare la coscienza di un altro, se non Dio solo, ma semplicemente può rilevare che le “parole dette”, nel loro contenuto, sono parole “da anticristo” ». 
Qualche anno fa, grazie anche a Chiesa e post Concilio, mi imbattei nella figura di Marshall McLuhan [qui - qui], sociologo cattolico, di cui mi colpirono le seguenti parole contenute in una lettera del 1969 a Jacques Maritain:
«I mondi dell'informazione elettronica, che sono completamente eterei, nutrono l'illusione del mondo come sostanza spirituale. Ciò è un'imitazione ragionevole del Corpo mistico, un'assordante manifestazione dell’Anticristo. Dopo tutto, il principe di questo mondo è un grande ingegnere elettronico ».
In queste parole c’è tutta l’essenza della questione. Internet è la summa dell’informazione elettronica, è un mondo completamente etereo. Ci sono altre frasi di McLuhan veracissime, riportate in un'intervista del 1977 in The Medium and the Light : Reflections on Religion, che approfondiscono quelle della lettera a Maritan:
«Colui che viaggia al ritmo delle onde magnetiche è in qualche modo ovunque nello stesso momento. L'uomo elettronico è un super-angelo. Quando si telefona, è come non avessimo corpo; a seconda di come funziona la nostra voce, noi e le persone con cui parliamo siamo qui, nell'istante puntuale. L'uomo elettronico non ha essenza carnale, è letteralmente disincarnato. Ma un mondo disincarnato come quello nel quale viviamo è una terribile minaccia per la Chiesa incarnata, e i teologi non si sono ancora degnati di gettare uno sguardo su un simile problema».
La questione ancora più incredibile è che McLuhan non conosceva internet, ma già aveva compreso il piano del nemico infernale. Le parole di Padre Pio sulla televisione che riteneva fosse un demonio in casa ne sono la conferma: si può certo facilmente immaginare cosa avrebbe detto di internet! La domanda cruciale, comunque, è la seguente: come può una minaccia terribile per la Chiesa incarnata diventare strumento di evangelizzazione?

Ancora una volta, mi viene in aiuto il genio di Chesterton, quando in Eugenetica e altri malanni, scriveva che il male nel mondo si propaga soprattutto tramite magnifici babbei che, credendo di fare del bene, propagano il male. McLuhan la pensava nello stesso modo. Nel suo celeberrimo The Medium is the Message usa parole che sono più di una sentenza:
« L'idea che ciò che importa, è il modo in cui sono utilizzati i mezzi di comunicazione è la convinzione opaca dell'idiota tecnologico ».
E ancora:
« Coloro che dicono che i prodotti della scienza moderna non sono né buoni né cattivi, ma che è il modo di utilizzarli che determina il loro valore, sono dei sonnambuli »,
perché il Mezzo (Internet) è il Messaggio. Osserva McLuhan: «I più, inconsapevoli degli effetti pervadenti dei media sull'uomo, non si rendono conto anzitutto che lo stesso medium è il messaggio, non il contenuto, e inoltre ignorano che il medium è il massaggio, si perdoni il bisticcio, poiché esso intride, satura, plasma e trasforma ogni rapporto sensoriale. Il contenuto o messaggio di un qualsiasi medium ha tanta importanza quanta ne ha la stampigliatura sulla cassa d'imballaggio di una bomba atomica» E, poco più avanti, precisa che solo accidentalmente internet può essere strumento utile:
«Affermando che il medium è il messaggio, piuttosto che il contenuto, io non voglio affermare che il contenuto non giochi nessun ruolo, ma piuttosto che il suo ruolo è di natura subordinata».
Questo comporta delle conseguenze su cui non si riflette mai a sufficienza: esiste un livello di comunicazione, buona o cattiva che sia, di cui il fruitore non è cosciente e, soprattutto, la tipologia dello strumento comunicativo incide notevolmente sull'effetto che esso produce nel fruitore.
All’epoca intuii che le parole di McLuhan esprimevano una grande verità, ma sono riuscito a comprenderle nel loro profondo significato solamente leggendo il capolavoro di Marcel De Corte “L’intelligenza in pericolo di morte”, scritta nel lontano 1969!
Ebbene, per De Corte i Media sono gli stampini che danno consistenza all’informazione liquida in continuo divenire e che in-formano, cioè danno forma, alla stessa società. Pertanto, coloro che maneggiano e governano gli “stampini”, che si chiamino Google-Facebook-Instagram-Whatsapp, plasmano la stessa umanità secondo i loro desiderata. In sostanza, danno forma spirituale al disincarnato Villaggio globale, nome non a caso coniato da McLuhan. Ai colossi di Internet, poi, s’associa una pletora infinita di bloggettari, che possono tramettere a piena tastiera la propria opinione su tutto lo scibile umano. Da evidenziare, a questo punto, le sagaci parole di De Corte, che sembrano scritte proprio per il mondo di internet:
Nella società di massa l’individuo non può entrare in rapporto con gli altri senza l’informazione. Chiuso nella sua soggettività, non “conosce” dell’avvenimento che l’urto sensibile ed emozionale provocato in lui e che egli interpreta proiettandovi le costruzioni della sua immaginazione e del suo criterio, se ne è testimone diretto. Tale mescolanza di fatto grezzo, appreso in maniera incomunicabile e capito in maniera non trasmissibile, non può passare dall’uno all’altro che attraverso un sistema di parole di cui nessuno può verificare la fondatezza, poiché, nell’ipotesi soggettivistica sulla quale tutta la democrazia è costruita, il soggetto è definito dalla sua libertà nei riguardi delle necessità oggettive, sole capaci di metterlo in rapporto con gli altri.
[…] Mentre in una società vivente l’essere sociale stabilisce l’opinione reale, nella “dissocietà” democratica è l’opinione che fa l’essere sociale e costituisce la società. Qui, dunque, non è l’essere del vero, del bello, del bene a cui tutti partecipano che dà nascita ed esistenza all’opinione, al contrario, è l’opinione che genera i valori di verità, di bontà, di bellezza: l’OPINIONE FA L’ESSERE (maiuscolo nel testo originale Ndr).
Le parole di De Corte, ripeto scritte nel 1969, sono impressionanti, svelano la vera essenza di internet e gettano un fascio di luce sugli obiettivi dei suoi manovratori:
L'informazione deve raggiungere l'uomo moderno là dove rasenta il nulla, sul suo piano più basso, nella sua indeterminatezza, nella sua mancanza di carattere e di personalità, in tutte le sue debolezze. In tal modo si congiunge alla democrazia moderna, di cui è superfluo ricordare che è «livellamento in basso». Quindi, ad un certo grado di potenza tecnica d'informazione, il potere non può non mutarsi in volere, soprattutto quando è nelle mani dello Stato anonimo e radicalmente laicizzato. La tentazione è immensa. Ci si trova davanti un gregge che bela per essere guidato non importa dove? Come resistere? Ecclesiastici dalla mentalità postconciliare non esitano un istante: Dio lo vuole! Basta leggere la «buona stampa» progressista per constatare come la loro adesione di ventriloquo è esatta. 
La deformazione della informazione obbedisce a leggi di cui soltanto adesso cominciamo a supporre l'importanza. Ne abbiamo già sottolineata la più generale: quella del silenzio. Quanto da noia, viene eliminato. […] Ogni avvenimento, ogni ragionamento contrario all'opinione che l'informazione vuole creare è così sottratto alla conoscenza dell'informato. La pratica del «taglio» è diffusa in tutti i giornali, salvo forse in alcuni fogli ancora indipendenti. Alla televisione è la regola; se ne potrebbero citare qui esempi indiscutibili.
E qui De Corte mette il dito sulla piaga del potere anti-cristico dell’informazione moderna che fa dire a McLuhan che, dopo tutto, il principe di questo mondo è un grande ingegnere elettronico.
Come osserva acutamente e forse inutilmente Jean Madiran, «l'informazione moderna, per natura, ignora ciò che è importante e non ritiene che la scorza estranea alla dimensione interiore e alla dimensione storica... Le tecniche dell'informazione moderna esigono anzitutto, da chi le maneggia, che si collochi fuori dalle condizioni umane di riflessione e meditazione, di confronto, le quali permettono di cogliere la portata dell'avvenimento».
Inoltre, l'informazione si situa psicologicamente
«sul piano dell'attività sensoriale, ma invadente al punto da sopprimere l'attività propriamente intellettuale. È in permanenza il contrario di un'educazione della mente, che si effettua con l'analisi e la riunione dell'essenziale. È cancellazione della mente. E anche, come annunciava Péguy, "una cancellazione del creato: l'inizio della cancellazione del creato"». In tale modo si giunge dove si deve giungere, partendo da un principio falso: all'incoerenza. Come dice sarcasticamente Chesterton, sempre più penetrante della maggior parte dei nostri sociologhi, «non occorre più lottare contro la censura sulla stampa, abbiamo una censura ad opera della stampa».
In tale modo, i manovratori di Internet possono pure permettersi che alcune persone si convertano alla fede cattolica. Anzi, purché non escano dal sistema, in un certo modo ne sono funzionali: molti convertiti tramite il web lo elogiano, sperticandosi le mani!
Il potere mediatico, di cui Internet rappresenta il non plus ultra, è il meccanismo terribile che in-forma la massa di monadi scollegate le une dalle altre:
La principale legge deformante dell’informazione non è, però, negativa, come la precedente. Ma come lascia intravedere quanto si è detto, rappresenta nel campo politico e in quello sociale la stessa parte che le forme a priori della sensibilità e delle categorie mentali rappresentano nella conoscenza secondo Kant. L’informazione è quasi sempre una in-formazione, una forma introdotta nella materia dei fatti, una maniera di concepirli imposta loro dall’informatore, in maniera da rendersi padrone della mente di chi viene informato. Come il pensiero di Kant non conosce delle cose se non quanto vi mette, l’informato non conosce della storia presente, passata e futura, di cui l’informazione gli traccia il quadro, che l’interpretazione nel quale l’informatore la racchiude. È fin troppo chiaro, infatti, che l’individuo, membro della società di massa, non può orientarsi nel dedalo dei fatti, degli esseri e delle cose coi quali entra in rapporto per mezzo dell’informazione, senza ricevere qualche indicazione sul loro significato e senza ordinarli. Ha quindi bisogno di cornici, di etichette, di forme. Gli indicatori politici e religiosi (e i loro ispiratori, beninteso) sono in questo campo autentici virtuosi dell'ermeneutica dei fatti. 
[…] Il fine perseguito dall'informazione deformante è chiaro: carrozzare l'avvenimento in maniera tale che sembri dire il contrario di quanto significa. La fonte di queste rappresentazioni stereotipe, che modellano i fatti sulla specifica eccitazione da provocare, è manifestamente la soggettività degli informatori e di quelli che li comandano. Uno spirito oggettivo riceve l'oggetto. La mente soggettiva invece si proietta sull'oggetto ridotto in precedenza allo stato di materia docile e duttile. Vi proietta le idee e le immagini che egli se ne fa e che, nate da lui, portano il suo segno. Così costantemente ritrova sé stesso negli esseri e nelle cose che egli informa. Qui tutta l'arte dell'informazione sta nel trovare una forma che si imprima sull'oggetto in maniera che l'individuo di massa l'accetti o la rifiuti. Qui si tratta di scoprire una maniera di interpretare gli esseri e le cose capace di scatenare nei loro confronti un comportamento positivo o negativo. Grazie a queste forme a priori, agli stampi così forniti gratuitamente, l'individuo della società di massa si convince di potere agevolmente riconoscere tutto quanto gli è ostile oppure favorevole. Non ha più bisogno di ragionare, di far personalmente una scelta, una opinione propria corrispondente alla realtà. Automaticamente applica i modelli prefabbricati di cui la propaganda gli ha arredato l'immaginazione, agli avvenimenti, agli uomini, alle condizioni che gli si presentano. E poiché tutti gli altri individui della collettività di cui fa parte sono stati sottoposti dall'informazione allo stesso bombardamento, viene a crearsi l'unanimità quasi completa che mina a meraviglia la coesione sociale delle comunità naturali e la soverchia.
Per ottenere l’obiettivo di un governo mondiale totalitario, in cui l’unica religione ammessa sia quella “umanitaria”, è necessario distruggere l’intelligenza. De Corte arriva alla conclusione del suo lungo capitolo sull’informazione deformante:
Nihil in intellectu quod prius non fuerit in sensu: non vi è nulla nell’intelletto – nessun vero giudizio - che prima non sia stato nei sensi. Gli scolastici esprimevano questa evidenza dichiarando che l'intelligenza umana è di per sé imperniata sull'essere della realtà sensibile. Il giorno in cui l'uomo non potrà più sentire, non potrà più pensare, sarà separato dal vero, dal bene e dal bello. Quel giorno è sorto. 

Saremmo noi anche alla venticinquesima ora?

Nello stesso tempo, l'intelligenza diviene per il travestimento dell'immagine, universale, generica, e si volge al genere umano tutto, vale a dire, al carattere animale dell'uomo. Tale universalità si è intensificata ancora dalla confusione fra l'immaginario e il reale proprio della informazione stessa. Persuasi che la finzione è realità e che le lucciole sono lanterne, dall'informazione che li priva della loro differenza specifica, l'intelligenza, i nostri contemporanei vogliono essere certi e sicuri che la loro malattia è salute. Perciò diffondono il contagio. E vogliono contagiare. Vogliono che la loro aberrazione divenga universale. La nota formula di Roosevelt: the world save for democracy, compendia tutte le loro aspirazioni. E lo si comprende: l'espansione ecumenica del loro smarrimento trasforma gli errori in verità. La propaganda ne fornisce loro il mezzo fissando la loro attenzione sull'immagine della realtà e non sulla realtà, sulla marca del sapone che rende-irresistibili-tutte-le-donne-come-le-stelle-del-cinema che l'usano e non sul sapone; associando l'immagine del sapone a quella dell'attrice-di-celebrità-mondiale, gli si conferisce una fama universale. 
Qualsiasi cosa può essere così dilatata alle dimensioni dell'universo. Bisogna che sia così: l'immagine deve rivestire l'attributo proprio della verità che soppianta e che è l'universalità. Quando la finzione è universale, è vera.
Come potrebbe l'intelligenza dell'uomo sopravvivere?

L’intelligenza dell’uomo, staccata dalla realtà, muore e, come conseguenza, risulta praticamente impossibile l’atto di fede. Infatti, la fede è eminentemente atto dell’intelletto: "Credere è direttamente atto dell’intelletto, in quanto ha per oggetto il vero che propriamente appartiene all’intelligenza. Perciò è necessario che la fede, essendo principio di quest’atto, risieda nell’intelletto (II-II, q. 4, a. 2; cfr. De Ver., q. 14, a. 4). Propriamente è un atto del giudizio (non dell’astrazione o del ragionamento). Infatti "Le cose conosciute sono in chi le conosce secondo la natura del conoscente. Ora è proprio della natura dell’intelletto conoscere la verità componendo o dividendo (ossia giudicando)" (II-II, q. 1, a. 2). L’atto del giudizio è proprio quello che viene distrutto dall’informazione deformante. Per l’uomo così lobotomizzato, pertanto, l’unico atto di fede religiosa possibile, all’interno di questo perverso sistema anti-cristico, è quello MODERNISTA che si sposa perfettamente al sistema! Infatti, sempre De Corte, ne La Grande Eresia, ci ricorda che il modernismo, che fa sua la filosofia della modernità, arriva a proclamare che il dato Rivelato non è una verità oggettiva di fronte alla quale l’intelletto deve inchinarsi, bensì l’idea che ognuno se ne forma.

La conclusione, a questo punto, non lascia spazio ad alcun dubbio: gli strumenti mediatici elettronici, che si chiamino Google-Facebook-Instagram-Whatsapp, veramente sono una minaccia terribile per la Chiesa incarnata. Quanti ne sono veramente consapevoli tra i fedeli ed il clero rimasto cattolico? Quanti ne subiscono, letteralmente, l’incantesimo infernale? 

Torniamo alla bomba mediatico-vaticana. Papa Francesco utilizza un mezzo insolito, come un documentario, per dichiarare che gli omosessuali hanno diritto di essere una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere buttato fuori o essere infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo

Se analizziamo il polverone mediatico suscitato alla luce delle riflessioni di McLuhan e De Corte non si fatica a percepire la strategia comunicativa di Bergoglio & C. Il fatto che sia vera o falsa la frase di Cruz: « Quando ho incontrato Papa Francesco ha detto quanto fosse dispiaciuto per quello che era successo. ‘Juan, è Dio che ti ha fatto gay e comunque ti ama. Dio ti ama e anche il Papa poi ti ama’ » (qui) è irrilevante ai fini mediatici, è ininfluente nell’ambito comunicativo. Come per le interviste di Scalfari, non ci sarà alcuna smentita, perché lo scopo mediatico è quello di dare al mondo la percezione che il papa è favorevole alle coppie gay e, addirittura, che la condizione omosessuale è voluta da Dio.
Molto acuta l’osservazione di Pertici sui mutamenti di linea, riportata da Magister, che collega il modus operandi di Francesco a quello dell’URSS (qui):
Il problema – così spiegavano – era che erano cambiate le “condizioni” e i comunisti partivano sempre da un’analisi delle “condizioni”, ovviamente condotta con “rigorosi” parametri marxisti. Prima la situazione era quella, oggi è diversa e noi ci adeguiamo. In realtà, nella loro impostazione c’era un opportunismo di fondo, e manovravano la verità secondo gli interessi della casa madre, cioè dell’URSS e del partito sovietico: almeno fino a una certa data.
Posso confessare, da modesto osservatore, che nel “modus operandi” di papa Francesco c’è qualcosa che mi ricorda quanto appena detto?
Dico subito che sono contrario alla pena di morte e favorevole alla regolamentazione, anche giuridica, delle unioni fra persone dello stesso sesso, distinguendole chiaramente dalla famiglia “naturale”. Eppure c’è qualcosa che non mi torna nel vedere posizioni lungamente sostenute, su cui si sono scritte migliaia di pagine e per cui si sono esposte, spesso a caro prezzo, migliaia e migliaia di persone, cancellate così all’improvviso, “ad nutum principis”. E il tutto poi sempre fatto fuori delle normali procedure (credo che anche la Chiesa, come ogni organizzazione, abbia le sue) e in modo volutamente spettacolare.
Quella della lobby gay vaticana è semplicemente l’applicazione di una tecnica comunicativa per rendere assolutamente ininfluente la dottrina cattolica e propagare il modernismo tra i fedeli più sprovveduti. 

«Piscis gaudet quando hamum non videns, escam devorat» [S. Agostino - De Agone Christiano, 7, 8], anche «il pesce è contento, quando, non vedendo l'amo, divora l'esca» … 
Con amicizia Andrea Mondinelli

16 commenti:

Anonimo ha detto...


Le varie articolazioni del 'metodo bergoglio'

Da quando è stato eletto papa francesco usa quella ttecnica che gli storici militari e di strategia chiamano dello "indirect approach", dell'approccio indiretto, una strategia obliqua ma nello stesso tempo determinata, ferma nei suoi obiettivi, integrata da improvvisi attacchi diretti, demolitori.

Nel caso di Bergoglio consiste nel dire lui frasi in contrasto con l'etica cristiana o altri aspetti della nostra religione, ma in modo ambiguo, senza i chiarimenti che renderebbero corrette quelle frasi. Es.: il famoso "se un gay è in cerca di Dio, chi sono io per giudicare". L'ambiguità nasce dal non chiarire chi o cosa costituisce l'oggetto del non-giudicare, se il peccato o il peccatore. I media hanno subito inteso che il papa non giudicava il peccato. E lui non ha chiarito. Avrebbe dovuto dire che non giudicava la persona del peccatore (soprattutto se in cerca di Dio) ma che condannava il peccato, dal quale bisognava emendarsi, convertendosi a Cristo. Se ne deduce che l'ambiguità era voluta, da parte del papa.
L'altro metodo è quello di far dire da altri frasi sue ambigue o addirittura chiare nel loro contenuto anticattolico e immorale (come l'ultima sulle unioni civili per i gay) senza smentire l'attribuzione delle stesse a lui.

A volte assume però atteggiamenti inequivoci, sparando l'eterodossia senza problemi, in modo spavaldo. O come dottore privato, quando p.e. ha elogiato la Bonino, dichiarata abortista e procuratrice di aborti o Pannella, tutti e due nemici pubblici del cattolicesimo, della religione, della Chiesa, come Scalfari. O come pontefice, cosa assai più grave, quando ha ordinato che l'interpretazione eterodossa dei vescovi argentini sulla concessione dell'Eucarestia ai divorziati risposati era quella valida e doveva esser pubblicata sugli Acta A. S. Questo si chiama da sempre fornire l'interpretazione autentica di un testo del potere legislativo, interpretazione che ha valore ufficiale e definitivo perché proveniente dal potere legislativo stesso.

Questo mi sembra dunque l'articolato metodo usato da bergoglio, di una spregiudicatezza assoluta. Fa intorbidare le acque, poi colpisce, a freddo. Difficille combattere contro un avversario del genere. Che oltretutto si giova senza problemi del prestigio che, nonostante tutto, continua a circondare il Sacro Soglio presso la maggioranza dei cattolici.

Un punto debole della sua strategia può esser costituito dal disprezzo che mostra per l'avversario, rappresentato l'avversario dallo sparuto gruppo di vescovi e cardinali che cerca faticosamente di opporsi alla sua opera di demolizione della Chiesa. Questo aperto disprezzo, che cela una assoluta e aggressiva sicurezza di sé, potrebbe fargli commettere un errore fatale, che al momento è però difficile rappresentarsi: quel passo oltre il quale c'è solo la catastrofe personale, come è successo a Giuda.
La proclamazione del "diritto" dei gay ad avere una "famiglia" in una "unione civile", è stato forse quel passo? Difficile dire, dal nostro limitato punto di vista umano. Possiamo solo sperarlo e pregare la divina Giustizia che sia stato effettivamente così.
T.

Anonimo ha detto...

i media laici...lo potrei capire che seguano il principe delle tenebre.
Ma che i media cattolici propongano articoli allucinanti non lo posso capire
Settimana News rivista dei dehoniani e sito che vuole essere una rivista di formazione del clero pubblica questa roba, sono disgustato.

http://www.settimananews.it/teologia/omosessualita-connaturale/

ormai il dardo è tratto e non c'è più alcun ritegno.

John Bell Hood ha detto...

Che articolo! Da rileggere e meditare. Grazie.

Marco ha detto...

Agorà telematica (recensione)
E' un piccolo saggio pregevole e ancora molto attuale, perchè affronta le diverse angolature della tematica da un punto di vista oggettivo. Ho discusso con profitto alcuni punti con i miei alunni.

Anonimo ha detto...

Dicasi che si deve essere ormai lobotimizzati per ritenere che Bergoglio non sia eretico-apostata e peggio ancora: pagano; se nel 1960 qualcuno avesse detto quanto oggi dice il biancovestito, certamente non avrebbe avuto vita lunga, in quella posizione. Dicasi pure che il popolo è talmente abituato a vedere e sperimentare sulla pelle l'abuso e l'ingiustizia su ogni fronte, scuola, sanità, magistratura, gerarchia neo-modernista, finanza... che ci ha fatto il callo. Ormai si è pagani e vince i più forte. Normale che sia!

mic ha detto...

«Fino a quando servivano braccia da lavoro per le fabbriche e per i lavori agricoli, e la gioventù veniva utilizzata per la guerra armata, nonostante le restrizioni economiche a cui i popoli sono sempre stati sottoposti dal signorotto di turno, la vita delle persone aveva un valore: era forza lavoro, era manodopera, erano soldati.
Ci furono addirittura dittatori che offrirono compensi alle famiglie che mettevano al mondo molti figli. Oggi non è più così. Ai dittatori moderni non serve che il numero degli abitanti della terra sia alto. Anzi, a loro conviene il contrario.
Ora che quasi tutte le attività sono automatizzate, che la robotica si sta sostituendo all’uomo e non ci sono più guerre come quelle di una volta, ora che le macchine lavorano di più e meglio dell’uomo, e non costano come gli esseri umani, la popolazione è solo un impiccio, un costo, e deve assolutamente essere ridotta.
Rockfeller, parlando all’Onu, lo disse in modo chiaro.
Tutto contribuisce a raggiungere l’obiettivo: la crisi economica e la paura del futuro, che spinge a non avere figli; l’aborto legalizzato e incoraggiato; l’eutanasia; l’eugenetica; la depressione che produce suicidi; la promozione della cultura omosessuale. Una pandemia.
Ma si sta abusando della pazienza dell’uomo, e soprattutto di Dio. Il quale disse: “Moltiplicatevi e riempite la terra”.
Staremo a vedere.» .
https://www.aldomariavalli.it/2020/10/26/ecco-perche-lelite-mondialista-vuole-ridurre-la-popolazione-e-una-pandemia-fa-al-caso-suo/

Anonimo ha detto...

@ Anonimo 13:20: "ormai il dardo è tratto e non c'è più alcun ritegno." : stanno venendo alo scoperto, sentendosi sicuri e con le spalle protette dalla gerarchia apertamente apostata, appunto senza più alcun ritegno. Così si verifica la scrematura, lo scarto tanto caro a Bergoglio, solo che questo scarto riguarda proprio loro , o chierici traditori di Cristo, e i poveri creduloni che danno loro fiducia. Ma tant'è, forse dovremmo ringraziarli, perché se sono così spudoratamente orgogliosi di giustificare e propugnare il Male per noi è più facile non dar loro alcun ascolto, anatemizzarli come meritano e lasciarli andare all'inferno da soli (cioè, soli proprio non sono, sono una moltitudine enorme di anime perdute, guidate da politici ed ecclesiastici entrambi traditori, dei propri cittadini e del gregge di Cristo, satanisti più o meno consapevoli).

Anonimo ha detto...

Di Rinascita Mariana

BERGOGLIO E L'ARMATA BRANCALEONE DI CARDINALI E VESCOVI

Bergoglio annuncia la prossima nomina di 13 nuovi cardinali. Fra questi: Padre Raniero Cantalamessa e Padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento d'Assisi. Insomma, sono stati premiati proprio coloro che hanno permesso a Francesco di consoIidare maggiormente il potere, accostandolo al "Poverello d'Assisi" o addirittura allo stesso Gesù Cristo. I cardinali ed i vescovi rimasti fedeli alla tradizione, finora non hanno contrastato efficacemente la deriva dottrinale bergogliana. Anzi, si sono rivelati come una vera e propria armata Brancaleone, in partenza per una Crociata spirituale mai combattuta. Ci aveva provato inizialmente Raymond Leo Burke, uno dei quattro firmatari dei DUBIA. Ma un po' alla volta si è eclissato, non avendo forse trovato adeguati appoggi e sostenitori. Altri prelati, quali il cardinale Muller ed il vescovo Schneider, si sono limitati a contrastare singole affermazioni di Francesco, ma sono poi sempre rientrati prontamente nei ranghi, senza mai fare il salto di qualità. La loro specialità è sempre stata il cerchiobottismo: un colpo al cerchio ed uno alla botte. Il cardinale Sarah, che taluni inizialmente vedevano come un difensore della dottrina cattolica, in opposizione a Bergoglio, si è liquefatto completamente come neve al sole. Anzi, si è sforzato in tutti i modi, rasentando il ridicolo ed il grottesco, di mostrarsi un leale sostenitore di Fancesco. Mons Negri, invece, arcivescovo emerito di Ferrara, pur essendo non favorevole a Bergoglio e a conoscenza delle dichiarazioni del cardinale Danneels sulla mafia di San Gallo, non si è mai sbilanciato più di tanto, forse sapendo che si trattava di una battaglia già persa in partenza. Altri cardinali e vescovi: non pervenuti. Mons Gracida e Mons Lenga: voci che gridano nel deserto, improvvisi e veloci lampi nella notte! Solo Mons. Carlo Maria Viganò, ex Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d'America, ha la credibilità e il coraggio di contrastare apertamente il falso profeta, ma proprio per questo è costretto a nascondersi. Inoltre, ancora non lo ha delegittimato come Pontefice, forse per evitare di essere travolto dalle sue stesse dichiarazioni. Insomma, il quadro della situazione è desolante. Aspettano che Bergoglio muoia o si ritiri, per eleggere un Papa moderato. Ma le riforme della neochiesa apostata, oramai, sono irreversibili. La nuova elezione di un così gran numero di cardinali filo-bergogliani, renderà vani i loro progetti. Oltretutto, con il falso profeta la successione apostolica si è interrotta, e chi sarà eletto dopo di lui sarà un Pontefice altrettanto invalido. Sarebbe meglio che cardinali e vescovi si schierassero, adesso, con Papa Benedetto XVI, prima che sia troppo tardi! È solo da lui, infatti, che potrà scaturire il nuovo Vicario di Cristo, il vero successore di Pietro.
Rinascita Mariana

Anonimo ha detto...

Ormai il dardo è tratto e non c'è più alcun ritegno.

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Già ai tempi di Woytjla nei seminari diocesani si sostenevano queste idee. Oggi emergono in evidenza dopo essere state sussurate e discusse a lungo.
Nel clero non si sopporta più la dottrina tradizionale. Questa è la realtà.

Gederson Falcometa ha detto...

"Da quando è stato eletto papa francesco usa quella ttecnica che gli storici militari e di strategia chiamano dello "indirect approach", dell'approccio indiretto, una strategia obliqua ma nello stesso tempo determinata, ferma nei suoi obiettivi, integrata da improvvisi attacchi diretti, demolitori".

Caro T.,

Nella logica del metodo Bergoglio non c'e molto dalla lógica della tesi del Concilio rubato dai mass media?

Anonimo ha detto...


Sarebbe meglio che si schierassero adesso con Benedetto XVI...

Insomma, sempre il mito del Papa Emerito salvatore della patria cattolica.
Non l'ha salvata quando era pontefice in carica, abbandonando l'opera in corso,
la salverebbe adesso indicando un successore valido a Bergoglio?
Tra l'altro si parla di continuo del prossimo papa, ma non si sa con
quale attendibilità: Bergoglio appare in buona salute e in grado di
continuare nel suo lavoro di demolizione della Chiesa ancora per anni.
L'opposizione è sparuta per non dire quasi inesistente, dal punto di vista
numerico.
Dopo l'ultima uscita di Bergoglio, sul supposto diritto dei gay ad avere
le unioni civili, ci si sarebbe aspettati forse ingenuamente che mons.
Viganò gli rinnovasse l'invito a dimettersi, come minimo. Invece ha
tenuto un atteggiamento prudente, pur condannando ovviamente le
esternazioni del papa. Forse mons. Viganò ha un quadro della situazione
interna della Chiesa che noi, da fuori, non abbiamo? Queste osservazioni
non vogliono essere una critica a mons. Viganò, si limitano a porre delle
domande. Un altro cardinale rimasto nell'occasione silente è il card. Brandmueller.

Mons. Viganò lamenta il pericolo di un'uscita allo scoperto in gruppo
che consentirebbe a Bergoglio di fulminarre il gruppo come scismatico.
Da fuori, la Gerarchia appare
sempre più in balia della lobby gay. Forse non sarebbe meglio una crisi
provocata da un gruppo di vescovi che ponesse apertamente al papa
l'alternativa: o ritiri quanto hai detto sulle unioni civili gay
oppure te ne devi andare, se non vuoi esser accusato formalmente di
eresia? E scomunicaci se ne hai il fegato...Meglio scomunicati che
complici di un pastore che sta portando le anime all'inferno con
le sue false dottrine...
T.

Anonimo ha detto...

Ascoltai molti anni fa un conferenziere che, parlando anche dei media, disse che erano strumenti ispirati dal Nemico e che andavano a sostituire sul piano più tangibile quelle capacità che l'uomo religioso, morale, cristiano non era riuscito a raggiungere e non avrebbe raggiunto, come avrebbe potuto e dovuto, proprio in forza della tecnologia.

Giustamente Padre Pio disse che con la televisione era entrato in casa il demonio. Ed è proprio Padre Pio che incarna l'uomo religioso, morale, cattolico che ha visto, udito chi non era davanti a lui fisicamente, che si è mosso nello spazio senza muoversi dalla sua cella e tanto altro ancora. A Padre Pio erano donate capacità che a noi son date in forma illusoria e distorta dalla tecnologia senza che noi si faccia nulla altro che premere un tasto.

Padre Pio ha percorso una via di purificazione e completa dedizione a Gesù Cristo e alla sua Madre Santissima e tutto il resto gli è stato donato. Come molti hanno detto Padre Pio è venuto in terra per un compito speciale ed io credo fermamente che il suo compito sia stato quello di mostrarci qual'è la strada per ricevere quei doni, per far parte di quel mondo vivente che confina e permea il nostro.

Doni simili oggi li offrono la tecnologia; le tecniche iniziatiche gnostico massoniche di derivazione orientale. Tutte queste vie, alternative a Padre Pio, non pescano nel Cielo degli angeli, ma in quello delle Potenze dell'aria dove agiscono i demoni.

Oggi la chiesa NON segue l'esempio di Padre Pio ma,usa tecniche altre.

Anonimo ha detto...

27 ottobre 2020 00:09

Mi aggiungo una correzione:

In super/sintesi siamo chiamati tutti alla santità da sempre e per sempre. Tutte le altre diavolerie son trappole che il Nemico frappone tra noi e la meta. Questo per chiarire che la posta in gioco NON è il nostro sviluppo o progresso ma, l'Eternità che inizia fin d'ora per i Santi, cioè per i figli nel Figlio di Dio.

e un commento:

I giovani, i bambini sono oggi bombardati da eroi con super/poteri, questi racconti non sono neutrali né ingenui ed alcuni possono e/o potrebbero essere una preparazione negativa per un domani, quando,ormai adulti, saranno chiamati dalla Vita a fare importantissime scelte di campo. L'altro giorno abbiamo letto che in casa di Cristina Siccardi si leggevano le vite dei Santi, esempiaccio medievale da respingere, ovviamente!

Anonimo ha detto...

A proposito di media cattolici, su Telepace.it sezione Verona, c'e' un video di don Bruno Fasani intitolato Omosessuali figli di Dio. Cosa ne pensate? E del Vescovo che l'ha permesso?

Anonimo ha detto...

https://www.lanuovabq.it/it/negli-attentati-ce-anche-la-responsabilita-dellitalia

TERRORISMO ISLAMISTA
Negli attentati c'è anche la responsabilità dell'Italia
EDITORIALI30-10-2020 Gianangrea Gaiani
Era arrivato a Lampedusa il 20 settembre scorso il tunisino responsabile dell'attentato di Nizza: ordinato di lasciare l'Italia, è poi arrivato in Francia. È l'ennesimo terrorista libero di girare per l'Europa, favorito da chi in Italia vuole aprire porte e porti a tutti i clandestini. E il flop italiano avrà presto gravi conseguenze per il nostro Paese...

Anonimo ha detto...

"A proposito di media cattolici, su Telepace.it sezione Verona, c'e' un video di don Bruno Fasani intitolato Omosessuali figli di Dio. Cosa ne pensate? E del Vescovo che l'ha permesso?"

Se penso che don Bruno è direttore della rivista "L'Alpino" mi viene un nervoso...