lunedì 19 ottobre 2020

Le “morbide” bastonate di Pell a Bergoglio

A chi si firma Super EX (ex di Avvenire, ex di Movimento per la Vita e di un’altra costellazione di manifestazioni cattoliche e pseudo cattoliche) non è sfuggita l’udienza che il Pontefice Regnante ha concesso al cardinale George Pell, martire prima dei tradimenti vaticani – a cominciare dal Vertice – e poi di una delle più ignobili montature a cui ci sia stato dato di assistere, un caso Dreyfus cattolico se mai ce n’è stato uno. Ne ha tratto alcune riflessioni, che riprendo da Stilum Curiae.

Con lui, dopo quanto è successo, non poteva fare come con il cardinal Zen: lasciarlo alla porta, ad attendere invano, dopo un lungo viaggio. 
E quindi alla fine Bergoglio ha dovuto incontrare, obtorto collo, il cardinal Pell. E lo ha persino ringraziato. Chissà però quanti fulmini usciranno dalle sue labbra misericordiose, quando leggerà il diario del cardinale australiano (in uscita in America, promosso in Italia, con la pubblicazione di alcuni estratti, dal mensile Il Timone).
Ma torniamo un attimo indietro. Alla lunga intervista concessa da Bergoglio a Televisa nel maggio 2019. In quella lunga chiacchierata con Valentina Alazraki, Bergoglio vestì i panni dell’avvocato difensore di sé stesso (false le accuse di mons. Viganò!), del cardinal Maradiaga, suo intimo collaboratore coinvolto in vari scandali (“Gli dicono di tutto, ma non c’è nulla di certo, no, è onesto e mi sono preoccupato di esaminare bene le cose. Si tratta di calunnie”) e di monsignor Zanchetta, il vescovo argentino incriminato nel suo paese e promosso con un incarico romano ad hoc (“Sì, ma alla fine si è difeso dicendo che lo avevano hackerato, e si è difeso bene. Allora di fronte all’evidenza e a una buona difesa resta il dubbio, ma in dubio pro reo…”). 
L’unico “reo dubbio” di cui Bergoglio non prese le difese era proprio l’unico sicuramente innocente: il cardinal Pell! 
Riguardo a lui il giudizio fu categorico: “Il cardinale Pell lavorava qui nella Curia e l’ho scelto io perché me lo avevano chiesto (notare la precisazione, ndr). Stava per essere nominato qui già prima, c’era stato qualche indizio, ma c’era anche stato un processo dal quale era uscito pulito…Il cardinale Pell ovviamente è in carcere ed è stato condannato. È ricorso in appello, ma è stato condannato” (qui). Leggiamo con attenzione: Bergoglio fa capire che non è stato lui a volere Pell in quel ruolo chiave; e poi lo scarica senza indugi! 
Chi credeva davvero alla colpevolezza di Pell, in Vaticano? Nessuno. O forse solo Bergoglio? Perché nel caso del cardinale australiano nessuna dichiarazione prudenziale, come per gli altri amici? Ad essere cattivi si potrebbe notare che mentre Pell era mal sopportato, il suo nemico, Becciu, veniva esaltato! 
Ecco, ora possiamo tornare al diario. Si tratta di un’opera pregevole, da cui si evince una fede granitica, straordinaria, provata dalla galera e dal tradimento subito proprio dentro la chiesa stessa; un diario quasi privo di polemica, ma, qua e là, salace. 
Riporto solo qualche battuta utile a capire lo scontro non tra due uomini, ma tra un uomo di fede, un vero e proprio martire, e l’attuale occupante del soglio pontificio. 
Ad un certo punto, dopo aver più volte invitato i pastori a non tradire Cristo con falsi aggiornamenti [la sua voce si era unita a quella dei 4 cardinali dei Dubia qui -ndr], Pell scrive: “Per questo l’interpretazione argentina [qui] e quella maltese ‘approvate’ di Amoris laetitia sono tanto pericolose”. Non c’è traccia, se non mi sbaglio, di polemiche legate alla sua persona: Pell non perde tempo a ricordare di essere stato abbandonato ai carnefici dal suo diretto superiore, non accenna ai Giuda di cui forse sospetta l’esistenza, ma non può tacere di fronte al tentativo di Bergoglio di stravolgere la morale cattolica nel campo del matrimonio. 
Già nel 2015, durante il sinodo della famiglia che tante divisioni ha portato e nessun frutto, Pell [qui] ebbe occasione, con i confratelli africani, i cardinali Burke, Caffarra… di farsi sentire. Oggi lo ribadisce: la morale cattolica non è proprietà degli argentini, né di quelli a Roma né di quelli a Buenos Aires! 
Un altro inciso interessante: “Una donna ritiene che il Signore mi stia facendo riparare per McCarrick… sarei felice di contribuire un po’ a questo, perché egli ha fatto molti danni, resi più profondi dall’insabbiamento e dal suo ritorno quando Benedetto si è dimesso”. 
Caspita! Pell è chiaro: McCarrick, notoriamente fan di Bergoglio, messo all’angolo da Benedetto, è tornato in campo… proprio con l’elezione di Bergoglio (il quale, nella già citata intervista a Televisa, dichiarava: “Di McCarrick non sapevo nulla, naturalmente, nulla”).
Un ultimo passaggio dal diario di Pell, che prendo sempre dall’ottimo mensile il Timone: “Durante i due sinodi sulla famiglia alcuni hanno proclamato ad alta voce che la Chiesa è un ospedale o un porto per rifugiati. Questa è solo una delle immagini della Chiesa, lontana da quella più utile e importante, perché la Chiesa deve mostrare come non diventare malati, come evitare il naufragio, e in ciò i Comandamenti sono fondamentali”.
Come dire, meglio di così, che la insistita e reiterata immagine di Bergoglio (la Chiesa come ospedale da campo, la chiesa come porto dei migranti) è assolutamente lontana da ciò che la Chiesa deve essere davvero? - Fonte

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Pell è un credente dritto e ben educato, Bergoglio è storto e male educato.

Anonimo ha detto...

Durante l'Angelus Papa Francesco ha detto, a proposito del celebre passo evangelico del: «Date a Cesare quel che è di Cesare»: «Pagare le tasse è un dovere dei cittadini, come anche l’osservanza delle leggi giuste dello Stato»: «A quel tempo, in Palestina, la dominazione dell’impero romano era mal tollerata, anche per motivi religiosi. Si capisce, erano invasori, per la popolazione il culto dell’imperatore, sottolineato anche dalla sua immagine sulle monete, era un’ingiuria al Dio d’Israele». Quella moneta mostrata a Cristo era «la moneta delle tasse, del tributo», e quel sesterzio «la moneta delle tasse, del tributo». Ma, ha proseguito, «le tasse vanno pagate». E «con questa risposta, Gesù si pone al di sopra della polemica. Da una parte, riconosce che il tributo a Cesare va pagato, perché l’immagine sulla moneta è la sua; ma soprattutto ricorda che ogni persona porta in sé un’altra immagine, quella di Dio, e pertanto è a Lui, e a Lui solo, che ognuno è debitore della propria esistenza».

Bah ! ha detto...

Vogliate perdonarmi , non ho la vostra preparazione ma solo la fede dei semplici e il doloroso rimpianto di avere poco amato l'Unico mio Signore e per aver amato tardi Nostra Signora . L'idea che non mi abbandona di questo poveruomo purtroppo e' che se ci si allontana dall'intimita' con NSGC per stanchezza,per insofferenza o malsopportazione* delle regole , per frequentazioni con esponenti di altra religione aventi piu'forte carattere , altro .. pian piano si esce completamente dal sacro recinto , senza neanche rendersene conto , per scivolareentrare nel circolo della CGIL e finire a fare discorsi da bar anziche' di Amministratori ( non e' roba tua e' Sua )della Parola . L'unica soluzione che vedo : pregare per Pietro e/o chi per lui.

La morale cattolica non è proprietà degli argentini, né di quelli a Roma né di quelli a Buenos Aires!

* Alcuni segni mi appaiono indicativi ; rivolgendosi ai preti si espresse piu' o meno così : "Avete fatto bene a vestirvi così e così invece ai miei tempi quando si andava in visita al Vescovo o al Papa ci si doveva vestire cosa' e cosa'..ecc."

Sia lodato Gesu' Cristo e' troppo pomposo ?
E' passato di moda nella religione dell'Eterno Ieri Oggi Sempre ?
Eppure la Santa Chiesa Cattolica ha legato a questo saluto notevoli giorni di indulgenza. Introduce che chi parlera'lo fara' in Nome e per conto di NSGC e non per proprio conto .

La fede ritrovata . ha detto...

“Io – confessò poi Del Rio all’amico – avevo tanti dubbi e tanta difficoltà a credere. Mi è stata di aiuto la forza della sua fede. Vedendo che credeva con tanta forza, allora anche io un poco mi facevo forza”. Mimmo confidò di aver trovato coraggio in quel “vederlo pregare, quando – disse ricordando la messa del mattino in nunziatura, alla quale pure Navarro aveva ottenuto che il giornalista di Repubblica fosse ammesso – il Papa si mette in Dio e si vede che questo mettersi in Dio lo salva da tutto”.

“Ho scritto – rivelò successivamente all’amico – un libretto sulla fede del Papa, quello intitolato ‘Roveto ardente’. Lì è spiegato che cosa intendo per mettersi in Dio. Ho cercato di fare come lui. E quei dubbi non li ho superati, ma non li ho più considerati. E come se li avessi messi in un sacco e li avessi lasciati mettendomi in Dio, come ho imparato a fare dal Papa. Di questo lo ringrazio. Da nessuno mi è venuto tanto aiuto come dalla sua fede”.
http://www.farodiroma.it/la-fede-ritrovata-di-un-vaticanista-il-rapporto-straordinario-tra-giovanni-paolo-ii-e-mimmo-del-rio/

Anonimo ha detto...


"Il culto dell'imperatore era una ingiuria al Dio di Israele"

Giusto. Ma gli ebrei non erano esentati dal culto vero e proprio? Si richiedeva ai lor sacerdoti di pregare per la salute dell'imperatore ma erano esentati dal sacrificargli il famoso grano di incenso. Il culto effettivo all'imperatore assai più che una ingiuria avrebbe rappresentato un'apostasia per gli ebrei. Come lo rappresentò per i cristiani.
Per questo fu gravissima la bugia detta dai capi del sinedrio di fronte a Pilato, pur di far condannare Gesù: "Non abbiamo altro Dio che Cesare!". Non era vero, non sacrificavano a Cesare come se fosse una divinità. Si limitavano a pregare pubblicamente per la sua salute.
Accecati dal furore contro il Figlio di Dio mentivano, con una bugia dal significato apostatico, anche se forse non si può parelare di apostasia in senso tecnico (quanto piuttosto di menzogna, impostura, mancando la volontà di apostatare). Un bugia comunque molto grave, il cui conto è stato pagato da tutto il popolo nel 70 AD.

Anonimo ha detto...


FT fuori tema Finalmente un articolo su ilGiornale di oggi spiega la faccenda della
"vendita" del porto di Taranto.

Si tratta di investimenti turco-cinesi in ditte italiane specializzate, di contro ad investimenti americani, che non vogliono i cinesi.
Taranto, dopo il crollo dell'Ilva, deve svilupparsi come porto non solo militare.
Speriamo comunque che non lascino decadere la base militare, che sta a cuore agli americani ovviamente. Con il clima di guerra che continua a diffondersi nel Mediterraneo occorre che una base come Taranto venga potenziata.

Japhet ha detto...

Cesare Sacchetti:
"Qualcuno ha fatto notare che l'orologio di Conte segnava le 6, ma la "diretta" sarebbe invece stata trasmessa alle 21 e 30. O l'orologio di Conte va parecchio indietro o era tutto registrato. Escono di notte per non dare alla gente nemmeno il tempo di capire cosa sta succedendo."

E ai talk show (comunque tutti sinistrorsi, tranne in parte Giletti) di non poter commentare in mancanza di elementi certi.
Ma ormai anche i commenti stanno a zero di fronte all'inesorabile dittatura tecno-sanitaria rossa che non schioda...

Anonimo ha detto...

radicatinellafede
https://www.youtube.com/watch?v=ZoJdPZGeeXs&feature=emb_logo
da Fede a Fede
Omelia di don Alberto Secci nella XX Domenica dopo Pentecoste in rito tradizionale.
Vocogno, Domenica 18 Ottobre 2020.

Signore Ti offro la mia sofferenza , il desiderio di Te e l'impossibilita'di averTi come Ti ha e Ti fa avere questo Tuo Apostolo . Una Fede ardentemente vissuta da' questo risultato .

Nella Messa nella mia Parrocchia:
Prima di iniziare :
1)Tenete la mascherina fissa coprendo bene il naso ,
2)La comunione si prende solo in mano ,si assume davanti al presbìtero *
3)Dato che non si puo' passare fra i banchi per l'offerta , la stessa si dara' nel momento di silenzio prima della benedizione finale , passeranno gli addetti fra i banchi (!?!non si puo' fare prima e si puo' fare dopo ?!?)

* si fa per dire perche' la prendono in mano , si girano ,abbassano la maschera e se ne tornano al banco manducando.

** anche il parroco cinquantenne da' la comunione vestito così come si trova in pantaloni neri e giubbottino invernale .Tutto superfluo : la stola,la cotta , il camice .
Giorni fa gli ho chiesto di recitare il rosario comunitario prima della Messa prefestiva Mi ha risposto che si fa solo a Maggio perche'deve trovare tre volontarie .Gli ho chiesto se poteva una tantum ospitare la S.Messa VO mi ha risposto che nessuno conosce piu' il latino , lui stesso in seminario non l'ha studiato e lo conosce solo perche' ha frequentato il liceo classico e quindi la gente non capirebbe . Anno 2021 mese di Ottobre necesse ri-tornare ai fondamentali .

Valeria Fusetti ha detto...

Anche il culto della "madre terra" è un'ingiuria a Dio Trinità. Come mai lui e tutta la congregazione cardinali, vescovi, preti, frati, monaci, suore ecc latinoamericani prima di tutto, e poi tutto il resto che li segue sulla strada dell'apostasia, non fanno 2+2 ? Eppure hanno Mose, i profeti ed in più, rispetto al ricco epulone, pure il Vangelo... che è come dire grazia che abbonda... Che anche loro, come il ricco amico di Lazzaro, non credano (piu ?) a Colui che è
risorto dai morti per la Salvezza di molti?

Anonimo ha detto...

(Se leggi son ingiuste, se i governanti usano atti amministrativi per restare con le mani tipo/nette, se chi governa il popolo agisce contro il popolo, voi dite che questa minestra di parole rancide s'ha da rispettare?)

Anonimo ha detto...

Il vaticano ha coniato la moneta su dea terra, donna discinta ed incinta.

Anonimo ha detto...


A proposito del ricco epulone, rammentato nel commento qui sopra da V. Fusetti

Mi sbaglio , o nella sua prima Enciclica Spe Salvi, Benedetto XVI mette il ricco epulone in Purgatorio?
Sempre con il suo linguaggio ambiguo.
"Gesù nella parabola del ricco epulone [del ricco godereccio] e del povero Lazzaro (Lc 16, 19-31), ha presentato a nostro ammonimento l'immagine di una tale anima devastata dalla spavalderia e dall'opulenza, che ha creato essa stessa una fossa invalicabile tra sé e il povero: la fossa della chiusura entro i piaceri materiali, la fossa della dimenticanza dell'altro, dell'incapacità di amare, che si trasforma ora in un sete ardente e ormai irrimediabile. Dobbiamo qui rilevare che Gesù in questa parabola non parla del destino definitivo dopo il Giudizio universale, ma riprende una concezione che si trova, fra altre, nel giudaismo antico, quella cioè di una condizione intermedia tra morte e risurrezione, uno stato in cui la sentenza ultima manca ancora." (Spe Salvi, par. 44, Libr. Editr. Vaticana, 2007, p. 87).
La "condizone intermedia" in cui non c'è ancora la sentenza ultima non può essere l'Inferno. Dovrà essere per forza il Purgatorio. Ma il "ricco epulone" non è stato sempre considerato all'Inferno, dall'esegesi tradizionale? Tra lui e il cielo c'è o no un abisso invalicabile?
Gli dice Abramo,nella parabola: "figliolo...e per di più tra noi e voi è stato fissato un grande abisso di modo che quelli i quali volessero di qui passare a voi, non possono e neppure quelli che di costì volessero venire sino a noi." (Lc, 16, 26). Più chiaro di così. L'abisso tra il Purgatorio e il Paradiso è invece valicabile, una volta espiate le pene stabilite dalla divina giustizia.
Si noti la deformazione esegetica di Ratzinger: trasforma l'abisso, presentato nella parabola come oggettivamente stabilito dalla divina Giustizia, come uno spazio esterno insuperabile per le anime, in un abisso del tutto soggettivo, quanto alla sua origine, costituito cioè dall'egoismo del ricco insensibile alla miseria del povero Lazzaro. Si tratterebbe di un abisso puramente morale, prodotto del nostro egoismo, un abisso interiore che affligge l'anima dello sventurato epulone, situata "in una condizione intermedia tra morte e resurrezione" che può rierirsi solo al Purgatorio.

C'è un altro aspetto. Dice Ben. XVI che "la sentenza ultima manca ancora", come se l'anima del ricco, anche dopo la morte del corpo, potesse ancora sperare. Ma questo mi sembra del tutto impreciso. La sentenza che il Cristo Giudice impartisce all'anima appena morta è già una sentenza definitiva, il Giudizio Universale si limiterà a confermarla pubblicamente. Le anime che vanno in Purgatorio sono infatti anime s a n t e, per loro è stato decretato il Paradiso: devono tuttavia scontare la pena, per un periodo più o meno lungo, purificarsi insomma prima di essere ammesse alla presenza della S.ma Trinità in tutto il suo splendore.
PP

Anonimo ha detto...

Dall'Angelus sulle tasse da Papa Francesco non una parola né sulla guerra in Armenia né sull'uccisione di Samuel Paty...

by Tripudio ha detto...

Capisco il legittimo desiderio di voler esprimere solidarietà a un vescovo perseguitato dal laicismo e dal bergoglismo, ma non possiamo dimenticare che Pell è pur sempre quello che ha concesso fin troppa ospitalità ai neocatecumenali e ha contribuito a condurne gli eventi autocelebrativi, in particolare quello col cerimoniale delle "alzate" - quello in cui i giovani neocatecumenali si "alzano" davanti al fondatore Kiko (che non si capisce se sia più eretico o più arrogante, in entrambi i casi oltremisura), la cui "chiamata" avvierebbe la loro presunta "vocazione".

Non ci vuole una chissà grande intelligenza per riconoscere che il Cammino Neocatecumenale è una fogna di eresie, in particolare «un cavallo di Troia nella Chiesa... un'eresia protestante-ebraica che di cattolico ha solo la decorazione», come sintetizzò mons. Schneider. Pertanto Pell o ne è succube o ne è complice, e potrebbe darsi che la strigliata laicista-bergoglista se la sia meritata proprio per questo. Non basta essere Ufficialmente Perseguitati per qualificarsi come meritevoli di plauso, men che meno di riconoscimenti di quasi-santità, come ho visto fare in certe testate cattoliche.