mercoledì 28 settembre 2022

Da sacerdoti del sacrificio a presidenti di assemblea (4/5)

Continuiamo con la quarta parte dello studio di José A. Ureta su Desiderio Desideravi. Prima seconda e terza parte consultabili: 1. Il primato dell'adorazione  qui; 2. Oscuramento della centralità della Passione redentrice qui; 3. Dal Sacrificio del calvario al memoriale della presenza qui. Qui l'indice dei precedenti e correlati.

Da sacerdoti del sacrificio a presidenti di assemblea (4/5)

Il ruolo unico del sacerdote nella Messa
Nella Mediator Dei, Pio XII insegna esplicitamente che “ai soli Apostoli ed a coloro che, dopo di essi, hanno ricevuto dai loro successori l'imposizione delle mani, è conferita la potestà sacerdotale, in virtù della quale, come rappresentano davanti al popolo loro affidato la persona di Gesù Cristo, così rappresentano il popolo davanti a Dio”. Ma, aggiunge, nella Santa Messa “il sacerdote fa le veci del popolo perché rappresenta la persona di Nostro Signore Gesù Cristo in quanto Egli è Capo di tutte le membra ed offrì sé stesso per esse: perciò va all'altare come ministro di Cristo, a Lui inferiore, ma superiore al popolo (San Roberto Bellarmino, De missa II c.l.). Il popolo invece, non rappresentando per nessun motivo la persona del Divin Redentore, né essendo mediatore tra sé e Dio, non può in nessun modo godere di poteri sacerdotali.

martedì 27 settembre 2022

Arciv. Carlo Maria Viganò. Alcune considerazioni a proposito dell’attuale situazione politica in Italia

Qui il video. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Alcune considerazioni
a proposito dell’attuale situazione politica in Italia


IL NUOVO QUADRO POLITICO che emerge dalle recenti Elezioni conferma quel comune sentire dell’elettorato che alcuni avevano saputo cogliere con anticipo. Dopo due anni di inquietanti violazioni dei diritti più elementari, e dopo due governi che hanno dimostrato di obbedire agli ordini di entità sovranazionali contro gli interessi dell’Italia e degli Italiani, il voto che ha portato al governo il cosiddetto Centrodestra guidato da Fratelli d’Italia ha inequivocabilmente espresso una precisa linea politica, che va ben oltre le modeste proposte del programma dei partiti della coalizione.

Ciò è evidente anzitutto dal fatto che all’interno di questa alleanza vi sia stata una redistribuzione del consenso a favore di quel partito che è stato ritenuto istintivamente meritevole del voto in quanto unico partito di opposizione. Un’opposizione molto moderata, ma pur sempre un’opposizione, più nella percezione del cittadino medio che nella realtà.

L'Occidente è diventato un manicomio

Qui l'indice dei precedenti su realtà distopica e transumanesimo.
L'Occidente è diventato un manicomio

Una bambina di otto anni che vuole cambiare sesso, tagliagole presentati come vittime del sistema e di sé stessi, una ragazza che non va più a scuola e profetizza la catastrofe climatica mentre il clero del suo paese dice che è la reincarnazione di Cristo, donne che vendono uteri, bambini su commissione, la chiesa cattolica che corre dietro alle mode del politicamente corretto, il quotidiano Libération che si dice progressista celebrando la coprofagia, i vegani che militano contro i cani guida, un antropologo che scopre che ci sono troppi dinosauri maschi e non abbastanza femmine nei musei… Sono alcuni dei frammenti della nuova opera di Michel Onfray, “La nef des fous: Des nouvelles du Bas-Empire”. Il titolo si riferisce al secondo periodo dell’Impero romano, ma anche al dipinto di Hieronymus Bosch, che mostra una serie di personaggi stretti su una piccola barca e in preda ai propri vizi.

lunedì 26 settembre 2022

Cara Giorgia, da qui si parte

Non è un punto di arrivo ma un punto di partenza di una ragazza leader che ha catalizzato i sogni e le istanze di quel che resta dell'Italia.
Perché non prevalgano le spinte sovranazionali,  bisogna cominciare a ritessere la cultura; la dignità; l'orgoglio nazionale fondato sui valori spirituali e civici ancora propri della nostra civiltà bimillenaria in crisi ripartendo dai molti semi ancora custoditi; la difesa dell'identità e dei confini; il coraggio e la creatività  dell'imprenditoria che dovrà fare i conti con molte sfide tra cui la crisi energetica; la riappropriazione di intere filiere delocalizzate... Con sano realismo e con l'aiuto di Dio nulla è impossibile! 
Intanto diciamo, insieme a Marcello Veneziani
Occhi di ragazza 
Mai come questa volta la vittoria politica ha il volto di una protagonista assoluta. La vittoria della Destra ha occhi di ragazza. Domani ragioneremo sulla svolta storica dell’Italia, vedremo di capire cosa è successo e ora cosa ci aspetta. Ma oggi non possiamo che concentrare i nostri sguardi su una donna, una madre, una ragazza che ha compiuto la miracolosa impresa. E ha dato una speranza all’Italia. “Occhi di ragazza, quanti cieli quanti mari che ti aspettano - cantava Morandi quando Giorgia Meloni non era ancora nata - occhi di ragazza se vi guardo vedo i sogni che farò”.  Poi arriverà la realtà, con i suoi problemi e i le sue asprezze.

domenica 25 settembre 2022

Fatti evacuare dalle forze dell'ordine i fedeli di Metz in preghiera riparatrice nella cattedrale

Accade a Metz dove una ventina di fedeli si sono radunati nella cattedrale, con gli stendardi di Santa Giovanna d'Arco e di San Michele, e hanno pronunciato pubblicamente l'atto di riparazione dopo che, il 5 settembre scorso, la cattedrale è stata trasformata in una palestra, utilizzata per la presentazione delle squadre di pallamano di Metz.
L'iniziativa, non gradita al parroco della cattedrale, si è conclusa con l'allontanamento dei fedeli da parte della polizia. [Fonte]

Risposta a Fastiggi (et al.): L’“abito nuziale della fede” di papa Francesco non è “fede formata dalla carità”

Nella nostra traduzione da Rorate caeli, il teologo canadese J. Lamont replica a R. Fastiggi (et al.): L’“abito nuziale della fede” di papa Francesco non è “fede formata dalla carità”. Replica particolarmente interessante perché il testo di Fastiggi rappresenta una risposta alla Dichiarazione “ L’insegnamento della fede cattolica sulla ricezione della Santa Eucaristia” (qui). Il problema di fondo è sempre quello delle affermazioni monche, la cui discutibile correttezza emerge solo da sottigliezze di interpretazione de iure accessibili unicamente a teologi e studiosi (peraltro già la necessità di interpretazione presuppone incompiutezza o ambiguità). Mentre di fatto esse lasciano passare messaggi spuri non identificati come tali dagli ascoltatori comuni.

Risposta a Fastiggi (et al.): L’“abito nuziale della fede” di papa Francesco non è “fede formata dalla carità ”
Dr. John Lamont

Il Dr. Robert Fastiggi ha pubblicato (qui) una risposta a “L’insegnamento della fede cattolica sulla ricezione della Santa Eucaristia” (qui), una dichiarazione rilasciata recentemente da alcuni cattolici in risposta alle dichiarazioni e alle azioni di Papa Francesco in merito ai requisiti per la ricezione della Santa Eucaristia, in particolare le sue affermazioni all’interno della Lettera Apostolica Desiderio desideravi. Il Dr. Fastiggi detiene la Cattedra di Teologia Dogmatica e Cristologia del Vescovo Kevin M. Britt presso il Seminario Maggiore del Sacro Cuore (Sacred Heart Major Seminary) di Detroit. Alcune delle sue obiezioni alla dichiarazione sono state sollevate da altri cattolici. In quanto teologo e firmatario della dichiarazione, desidero dare una risposta.

Il Dr. Fastiggi nega la possibilità che un Papa faccia una dichiarazione eretica in un documento magisteriale, per i seguenti motivi:

Domenica XVI dopo Pentecoste (“Miserere mihi”)

Domenica XVI dopo Pentecoste
(“Miserere mihi”)

Messa
La risurrezione del figlio della vedova di Naim ravvivò domenica scorsa la fiducia della Chiesa ed ora essa innalza più insistente la sua preghiera allo Sposo, che per qualche tempo la lascia su questa terra affinché il suo amore si tempri nella sofferenza e nel pianto.
In ordine alla salvezza la nostra impotenza è tale che, se la grazia non ci previene, non abbiamo neppure la preoccupazione di agire e, se essa non segue le sue ispirazioni per portarle a buon frutto, non sapremmo mai passare dal pensiero all'atto nei riguardi di una virtù qualsiasi. Se invece sappiamo essere fedeli alla grazia, la vita diventa una trama ininterrotta di opere buone.

sabato 24 settembre 2022

Elezioni: il livello minimale dei principi non negoziabili e la vera battaglia dei cattolici

Un'ultima riflessione prima del voto di domani della quale ringrazio don Samuele Cecotti.
Il 25 settembre si svolgeranno in Italia le elezioni politiche nazionali da cui uscirà il nuovo Parlamento, il quale a sua volta determinerà il nuovo Governo.

La Dottrina sociale della Chiesa, ovvero quel particolare insegnamento della Chiesa nell’ambito della teologia morale avente per oggetto la vita socio-politica dell’uomo, costituisce il quadro dottrinale entro cui e alla luce del quale si dovrebbe dare e il voto cattolico e l’azione politica dei cattolici eventualmente eletti in Parlamento.

La Dottrina sociale della Chiesa non è una mera elencazione di doveri o principi morali, è un corpus organico che disegna, a partire dal realismo metafisico classico-cristiano (la filosofia-teologia di san Tommaso d’Aquino ne è la sintesi e il vertice) e dalla Divina Rivelazione socialmente incarnatasi nella realtà storica della Cristianità (da Teodosio il Grande alla Rivoluzione francese, in particolare il medioevo latino definito da papa Leone XIII l’età in cui “la filosofia del Vangelo governava gli Stati; l’influenza della saggezza cristiana e la sua virtù divina compenetravano le leggi, le istituzioni, i costumi dei popoli, tutte le categorie e tutte le relazioni della società civile” enc. Immortale Dei), un quadro di comprensione del diritto e della politica, dell’economia e della vita sociale radicalmente altro da quello caratterizzante la modernità assiologica. Così la Dottrina sociale della Chiesa fu concepita e presentata da Leone XIII e dai Papi che, in continuità con lui, proseguirono lo sforzo magisteriale in ambito sociale.

L’ordine esecutivo “transumanista” di Biden: “Dobbiamo programmare la biologia” esattamente come “programmiamo i computer”

Nella nostra traduzione da Lifesitenews scenari transumanistici sempre più concreti. "Il pericolo del passato era che gli uomini diventassero schiavi, quello del futuro è che diventino robot" (E. Fromm). Il pericolo reale ora è che diventino schiavi-robot senza sapere di esserlo. Qui l'indice degli articoli sull'argomento.

L’ordine esecutivo “transumanista” di Biden: 
“Dobbiamo programmare la biologia” esattamente come “programmiamo i computer”
L’invito di Joe Biden a “scrivere circuiti per le cellule e programmare in modo controllabile la biologia nello stesso modo in cui … programmiamo i computer”, se applicato agli esseri umani, non solo potrebbe causare danni fisici, ma aprirebbe le porte all’eugenetica.
Emily Mangiaracina (LifeSiteNews) — L’amministrazione Biden ha emesso un ordine esecutivo chiedendo alla biotecnologia di utilizzare la sua capacità di “programmare in modo controllabile la biologia nello stesso modo in cui scriviamo software e programmiamo i computer”, una pratica transumanista, al servizio della “salute” umana.§§ Come esempio di tale biotecnologia, l’ordine esecutivo 14081 include implicitamente le iniezioni di mRNA contro il COVID-19, citando la “pandemia” di COVID-19 come esempio del “ruolo vitale della biotecnologia … nello sviluppo e nella produzione di vaccini salvavita … che proteggano gli americani e il mondo”.

Le iniezioni di mRNA sono un esempio di quella che è stata definita “l’area più importante della biotecnologia”: la “produzione” di quelle che sono apparentemente “proteine terapeutiche e altri farmaci per mezzo dell’ingegneria genetica”. Tuttavia, mentre le proteine prodotte dalla somministrazione di mRNA sono state fatte passare propagandisticamente per benefiche, sono emerse prove del fatto che esse sono tossiche per l’uomo. In effetti, come notato da StatNews nel 2016, gli esperimenti sull’mRNA sono stati abbandonati da diversi gruppi farmaceutici prima dell’epidemia di COVID-19 a causa di “preoccupazioni riguardo alla loro tossicità”.

Nella presente contingenza ascoltiamo un autentico pastore

Nella presente circostanza che, attraverso l’imminente chiamata all’espressione del voto, coinvolge il futuro civile del Paese,  il compianto Arcivescovo S. Em. il Card. Carlo Caffarra offriva questa riflessione e criteri di orientamento (è datato 2013 ma molto attuale)

Cari fedeli, solo dopo lunga riflessione ho deciso di dirvi parole di orientamento per il prossimo appuntamento elettorale. Di parole ne avete sentite tante in queste settimane; di promesse ne sono state fatte molte. Io non ho nessuna promessa da farvi. Spero solo che le mie parole non siano confuse con altre, perché non nascono da preoccupazioni politiche.

È come pastore della Chiesa che vi parlo.

  1. La vicenda culturale dell’Occidente è giunta al suo capolinea: una grande promessa largamente non mantenuta.
    I fondamenti sui quali è stata costruita vacillano, perché il paradigma antropologico secondo cui ha voluto coniugare i grandi vissuti umani [per esempio l’organizzazione del lavoro, il sistema educativo, il matrimonio e la famiglia (qui - qui) …] è fallito, e ci ha portato dove oggi ci troviamo.
    Non è più questione di restaurare un edificio gravemente leso. È un nuovo edificio ciò di cui abbiamo bisogno. Non sarà mai perdonato ai cristiani di continuare a essere culturalmente irrilevanti.

venerdì 23 settembre 2022

Direttori d'orchestra altrui in casa nostra. Fino a quando?

Le minacce della Von der Layen dopo quelle di Biden: «Chiunque diventerà il nuovo primo ministro in Italia, il presidente americano dovrà parlarci subito e prendere le misure di quella persona e stabilire cosa questo significherà»: lo ha riferito un alto dirigente della Casa Bianca parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea generale dell'Onu.

La signora Ursula Rottermeier non poteva essere più chiara: votate come volete, ma qualsiasi sia l’esito “abbiamo gli strumenti” per ricondurre a più miti consigli chi dovesse governare. Un avvertimento insomma, simile a quelli pronunciati da signori con basco e lupara, ma l’accento tedesco rende il tutto più esotico… il tutto mentre parlava a Princeton, negli USA... per chi avesse ancora qualche illusione... Salvo sorprese nonostante tutto!

All’Italia han tolto la corona, lo scettro, il mantello, le vesti, i poteri sovrani, gli averi, i gioielli di industrie svendute, le nostre ricchezze gettate al ‘vento ‘…. L’hanno spogliata e ridotta al lumicino … 

E ancora non basta! e nessuno che reagisca con un sussulto di dignità!

La scelta della scuola parentale contro la progressiva secolarizzazione e ideologizzazione della scuola pubblica, sia essa paritaria o statale.

Ricevo da un caro lettore e volentieri pubblico una riflessione riguardo al dovere di noi cattolici di dover scegliere l'istruzione parentale (o, comunque sia, non statale) contro le derive del laicismo attuale.
La scelta della scuola parentale contro la progressiva secolarizzazione e ideologizzazione della scuola pubblica, sia essa paritaria o statale.

Ormai è sempre più chiaro come la situazione della scuola italiana sia del tutto fuori controllo. L’ultimo rapporto ISTAT, infatti, evidenzia un declino sempre più marcato nell’acquisizione delle “competenze” (termine politicamente corretto in cui potenzialmente confluisce di tutto) da parte dei nostri bambini e ragazzi, soprattutto nei campi della comprensione del testo e della matematica. Questo declino non può essere imputato ad una sola causa, né all’ultimo scellerato periodo di governo (incentrato su DAD sgangherate e malfunzionanti e su un’ossessione per norme igienico-sanitarie al limite del patologico che, se fossero state proposte 3 anni fa, sarebbero state ritenute pura distopia).

Le cause profonde sono molte, e non sempre facili da ricondurre ad una precisa fazione o partito politico, quanto piuttosto alla progressiva secolarizzazione e ideologizzazione della scuola pubblica, sia essa paritaria o statale. Naturalmente, la sinistra ha giocato un ruolo fondamentale in questo, e non da adesso ma dagli anni Cinquanta; tuttavia, è anche da evidenziare come le presunte forze “di destra” (in realtà per lo più liberali, e quindi appartenenti alla sinistra storica) abbiano fatto poco o niente per arginare queste derive, che hanno dei connotati ben precisi. Ad esempio, in Italia la scuola parentale e privata viene ancora oggi vista con un certo sospetto, ed il motivo è presto detto: sebbene non sia illegale (contra Lorenzin, quella stessa ex-ministro che ha fatto di tutto per introdurre obblighi vaccinali e riforme della sanità al limite dell’assurdo, ma nel pieno contesto di una politicizzazione progressiva anche di questo aspetto della nostra società non ancora del tutto in mano alla sinistra), il valore di queste scuole e persino delle paritarie stesse (specie quelle di ispirazione cattolica) non viene riconosciuto dal potere politico, che anzi lo osteggia e lo umilia. 

Sancte Pie a Pietrelcina ora pro nobis !

Il sito lafedecattolicacristiana.blogspot.it riporta alcune notizie in merito a cosa san Pio da Pietrelcina pensò a proposito del Concilio e di alcune riforme legate a questo evento. Il sito, a sua volta, ha ripreso da Lettre aux Amis de Saint François del Monastero di Morgon, di Fr. Jean, OFM Cap., febbraio 1999, fasc. n. 17. Leggiamo con attenzione.
Padre Pio era un modello di rispetto e di sottomissione verso i suoi superiori religiosi ed ecclesiastici, specialmente quando era perseguitato. Malgrado ciò, non poté restare silenzioso davanti alle deviazioni che erano funeste alla Chiesa.
Prima della fine del Concilio, nel febbraio 1965, qualcuno gli annunciò che presto si sarebbe celebrata la Messa secondo il nuovo rito, ad experimentum, in lingua volgare, rito che era stato composto da una commissione liturgica conciliare al fine di rispondere alle ispirazioni dell’uomo moderno. 
Padre Pio scrisse immediatamente a Paolo VI, prima ancora di avere visto il testo, per chiedergli di essere dispensato da questa esperienza liturgica e di potere continuare a celebrare la Messa di San Pio V.
Quando il Cardinale Bacci venne a visitarlo per portargli l’autorizzazione richiesta, Padre Pio si lasciò sfuggire un lamento in presenza del messaggero del papa: «Per pietà, mettete fine rapidamente al Concilio». Quello stesso anno, in mezzo all’euforia conciliare che prometteva una nuova primavera della Chiesa, egli confidò ad uno dei suoi figli spirituali: «In questo tempo di tenebre, preghiamo. Facciamo penitenza per gli eletti».
Altre scene della vita del Padre sono molto significative; ad esempio, la sua reazione all’aggiornamento degli ordini religiosi voluta dal Vaticano II. Le seguenti citazioni provengono da un libro che ha avuto l’imprimatur: «Nel 1966, il Padre Generale dei Francescani venne a Roma un po’ prima del capitolo speciale che doveva trattare delle costituzioni, al fine di chiedere preghiere e benedizioni a Padre Pio. Incontrò Padre Pio nel chiostro. “Padre, sono venuto per raccomandare alle vostre preghiere il capitolo speciale per le nuove costituzioni….”. Aveva appena pronunciato le parole “capitolo speciale” e “nuovi costituzioni”, che Padre Pio fece un gesto violento ed esclamò: “Tutto ciò è solamente un non-senso distruttore”.

Bergoglio reitera gli strali contro i tradizionalisti "nostalgici"

Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes, sui Responsa e Desiderio desideravi.
Lo scorso 17 settembre, nell'Udienza ai giovani cresimandi partecipanti al Pellegrinaggio delle Diocesi di Alessandria e di Spoleto (qui) Bergoglio ha dato un'altra stoccata, l'ennesima, ai fedeli tradizionali: 
"Da allora, è cambiato lo stile del governo della Chiesa e sarebbe un errore anacronistico valutare certe opere di San Pio V con la mentalità di oggi. Così pure dobbiamo fare attenzione a non ridurlo a un ricordo nostalgico, a una memoria imbalsamata, ma coglierne l’insegnamento e la testimonianza. [...] San Pio V si è occupato di riformare la Liturgia della Chiesa, e dopo quattro secoli il Concilio Vaticano II ha attuato un’ulteriore riforma per meglio aderire alle esigenze del mondo di oggi. In questi anni si è molto parlato di Liturgia, soprattutto delle sue forme esteriori ".  
Il discorso è lungo e complesso e l'abbiamo approfondito a iosa. I decenni che hanno segnato l'applicazione del cambiamento di stile, sotto la veste del famoso aggiornamento di Giovanni XXIII che sotto Francesco ha rivelato il suo vero volto di rivoluzione, vedono pesantemente intaccata anche la sostanza. La Liturgia, culmine e fonte della Fede, non ne è rimasta estranea.

giovedì 22 settembre 2022

Fronte ucraino. Preparazioni in vista del Generale Inverno

Analisi interessante, ragionevolmente non catastrofista. Il problema è: l'occidente accetterà lo stallo o andrà avanti? Tra sette mesi l'Europa in che situazione sarà? Qui l'indice degli articoli sulla guerra in Ucraina.
Fronte ucraino. Preparazioni invernali

Impazzano le analisi ed i commenti sulla mossa referendaria voluta dai russi per i territori sin qui sottratti all’Ucraina, oggi accompagnata da un discorso di Putin con Shoigu a seguire. Poiché rappresenta una parziale novità rispetto alla guerra in corso su cui avevamo sospeso i discorsi fino, appunto, a novità di rilievo, ne diamo un commento.

La mossa referendaria era stata annunciata più e più volte sin dai primi mesi di guerra. Arriva a fine settembre e ciò induce a pensare in rapporto al tempo. Nei fatti, l’operatività militare su terra in quel di Ucraina sud-est, da ottobre quantomeno sino ad aprile inoltrato, sarà fortemente condizionata dal tempo atmosferico, pioggia, neve, gelo. Questo porta a diversi problemi operativi in termini di logistica militare, a parte lanciarsi l’un l’altro missili in testa. Nei fatti, la blocca o la limita fortemente. Per i mezzi pesanti, escluso l’off-road, rimane l’utilizzo delle strade o autostrade, praticamente un invito a farsi bombardare su coordinate certe, lo abbiamo visto già all’inizio del conflitto che era appunto marzo-aprile. A scanso d’equivoci, anche per turnare le truppe nei lunghi mesi freddi e bui, il Cremlino mobilita la riserva ovvero ex soldati già formati, da aggiornare. 

Il Cardinale Zen non è disposto a capitolare. I cinesi lo temono e lo puniscono, il Vaticano lo scarica?

Qui l'indice degli articoli sulla questione Sino/Vaticana.
Dopo la calda perorazione del cardinale Müller (infra), anche secondo il Wall Street Journal, il Vaticano ha abbandonato il 90enne cardinale Joseph Zen, arrestato nel maggio scorso dalla polizia di Hong Kong [qui - qui] e ora sotto processo, in un momento cruciale poiché è imminente il rinnovo dell'accordo Sino/Vaticano del 2018. Nessuno, tanto meno il papa, è prevedibile abbia ripensamenti che tengano conto della sorte del Cardinale. Le avvisaglie c'erano già tutte [qui].
Lo dice lo scarno commento ufficiale "La Santa Sede ha appreso con preoccupazione la notizia dell'arresto del cardinale Zen e segue con estrema attenzione l'evolversi della situazione". Lo dicono anche le parole dell'architetto dell'accordo con Pechino, il segretario di Stato card. Pietro Parolin, che ha affermato: "La speranza più concreta è che iniziative come questa non complichino il già complesso e non semplice percorso del dialogo".

mercoledì 21 settembre 2022

Dichiarazione di S.E. Carlo Maria Viganò a proposito delle “benedizioni” di coppie omosessuali celebrate in Belgio

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Dichiarazione
di S.E. Carlo Maria Viganò
a proposito delle “benedizioni” di coppie omosessuali
celebrate in Belgio

CON GRANDE SCANDALO per la salvezza delle anime e per l’onore della Chiesa di Cristo, la Conferenza Episcopale del Belgio ha approvato e pubblicato un rito di “benedizione” delle unioni omosessuali, contravvenendo sfrontatamente all’insegnamento immutabile del Magistero Cattolico, che considera tali unioni «intrinsecamente perverse» e che, come tali, non solo non le può benedire, ma deve anzi condannarle come contrarie alla Morale naturale. La base ideologica di questo rito sacrilego viene indicata nelle parole subdolamente ingannatrici di Amoris Lætitia [qui], secondo cui «ogni persona, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto».

Sinodo USA. Evidenziata la "ferita" aperta dalla limitazione delle celebrazioni della Messa tradizionale

Un dato generale messo in risalto della sintesi dei vescovi USA. Qui l'indice degli articoli in ordine al sinodo sulla sinodalità e qui l'indice sulla Tradizionis custodes e successivi.
Il documento di sintesi finale del processo sinodale negli USA evidenzia la "ferita" aperta dalla limitazione delle celebrazioni della Messa tradizionale e il senso di esclusione di gruppi di giovani aspiranti a un maggiore radicamento nella tradizione della Chiesa.
"Un'altra ferita duratura ampiamente riflessa nelle consultazioni sinodali è stata l'esperienza che la Chiesa è profondamente divisa. I partecipanti hanno sentito questa divisione come un profondo senso di dolore e ansia. "Secondo la condivisione di un partecipante, le ideologie politiche divisive presenti nella nostra società si sono infiltrate in tutti gli aspetti della nostra vita.
"11 Divisione sulla celebrazione della liturgia si riflette nelle consultazioni sinodali. "Purtroppo, la celebrazione dell'Eucaristia è vissuta anche come area di divisione all'interno della chiesa. La questione più comune della liturgia è la celebrazione della Messa preconciliare.
"12 Si lamenta 'accesso limitato al Missale del 1962"
"Il sentimento di esclusione si manifestava anche in alcuni giovani alla ricerca di un senso di appartenenza all'antica tradizione di fede, preghiera e devozione della Chiesa".

Circa 150 sacerdoti si sono radunati attorno a monsignor Rey dopo la sospensione delle ordinazioni

In un clima di sospensione e di incertezza, i sacerdoti di Tolone si ricompattano intorno al loro vescovo, dopo le recenti vicissitudini legate al loro attaccamento al Rito antico. I nodi sono venuti al pettine con la sofferta vicenda dell'ordinazione clandestina: (qui - qui - qui - qui - qui) con le incresciose conseguenze anche per la diocesi; pur se non esclusivamente determinanti per quest'ultima (qui) sotto tiro già di suo. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes, sui Responsa ad Dubia e Desiderio desideravi.

Circa 150 sacerdoti si sono radunati attorno a
monsignor Rey dopo la sospensione delle ordinazioni

Il 15 settembre quasi 150 sacerdoti della diocesi di Fréjus-Toulon si sono riuniti a La Castille attorno al vescovo Dominique Rey, per discutere con lui gli eventi che hanno scosso la Chiesa nel Var in questi mesi. Attesissimi in un clima di incertezza, questi scambi sono stati un'opportunità per il vescovo di rispondere alle domande e alle preoccupazioni dei sacerdoti.

Dopo la sospensione delle ordinazioni di giugno, da Roma non sono arrivate nuove informazioni e la diocesi non sa ancora quando si potranno ordinare nuovamente sacerdoti e diaconi. Nonostante questa mancanza di prospettiva, il vescovo Dominique Rey ha offerto ai suoi sacerdoti un incontro per discutere l'argomento. Dopo aver esaminato in dettaglio lo svolgersi degli eventi, il vescovo ha illustrato le decisioni trasmesse alla Congregazione dei Vescovi:

martedì 20 settembre 2022

Novena in preparazione della solennità di san Michele Arcangelo – 29 settembre

Novena in preparazione 
della solennità di san Michele Arcangelo – 29 settembre

PRIMA GRAZIA
Ti domandiamo, o arcangelo san Michele, insieme col principe del primo Coro dei Serafini, che tu voglia accendere il nostro cuore con le fiamme del santo amore e che per mezzo tuo, possiamo allontanare le lusinghe ingannatrici dei piaceri del mondo.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

ATTO DI AFFIDAMENTO
ALL’ARCANGELO MICHELE
(così come viene recitato a Monte Sant’Angelo sul Gargano)

Principe nobilissimo delle angeliche gerarchie, valoroso guerriero dell’Altissimo, amatore zelante della Gloria del Signore, terrore degli angeli ribelli, amore e delizia di tutti gli Angeli giusti, Arcangelo San Michele, desiderando io di essere nel numero dei tuoi devoti a te oggi mi offro e mi dono.
Pongo me stesso, il mio lavoro, la mia famiglia, i miei amici e quanto mi appartiene sotto la tua vigile protezione. È piccola la mia offerta essendo io un misero peccatore ma tu gradisci l’affetto del mio cuore.
Ricordati che se da quest’oggi sono sotto il tuo patrocinio tu devi assistermi per tutta la mia vita.
Procurami il perdono dei miei molti e gravi peccati, la grazia di amare di cuore il mio Dio, il mio caro salvatore Gesù, la mia dolce Madre Maria e tutti gli uomini miei fratelli amati dal Padre e redenti dal Figlio.

Draghi vola a New York alla vigilia delle elezioni da chi davvero comanda in occidente

Ieri Henry Kissinger, il grande vecchio in persona, ha premiato Mario Draghi, a New York, come "statista dell'anno". Il premio gli è stato conferito dall' Appeal of Conscience Foundation, presieduta dal rabbino Arthur Scheiner. Si tratta di una fondazione che promuove nel mondo la "libertà di culto".
Non si capisce che cosa c'entri Draghi con la libertà di culto, se non si sospettasse a ragione che il culto sia quello del dio denaro. Quindi anche degli interessi così ben tutelati di Big Pharma e di Big Tech. E di Wall Street, ovviamente. Durante la premiazione, Draghi ha ringraziato Kissinger e Scheiner sostenendo che occorre combattere le "autocrazie" (vedi alla voce Russia) in nome dei valori "della democrazia, dello stato di diritto, del rispetto dei diritti umani, della solidarietà globale".
Ovviamente Draghi difende la "democrazia" dei mercati finanziari; lo "stato di diritto" della dittatura sanitaria (ricordate il "chi non si vaccina muore. E fa morire"?); la "solidarietà globale" delle armi e delle sanzioni. E i "diritti umani", quelli senz'altro, dell'individuo astratto senza appartenenze, radici e identità.

Benvenuti nell’inferno della “Quarta rivoluzione industriale”

Qui l'indice degli articoli su transumanesimo e realtà distopica.
La prossima IV Giornata sulla Dottrina sociale della Chiesa, che terremo a Lonigo (Vicenza) sabato 1 ottobre 2022, ha per titolo “Proprietà privata e libertà. Contro lo sharing globalista di Davos” [programma e iscrizione]. Il riferimento è ai progetti futuristi del World Economic Forum di Davos. Pubblichiamo quindi volentieri questo articolo di Paolo Gulisano, ringraziando il sito Ricognizioni da cui lo abbiamo preso, che parla proprio di questi progetti futuribili. 
C’è una frase che mi tocca ripetere spesso, quando vengo interpellato su quando finirà l’emergenza pandemica e quando si potrà tornare a vivere “come prima”. La risposta che purtroppo devo dare è questa: “nulla sarà più come prima”. Se qualcuno pensasse che questa opinione è esageratamente pessimista, posso dire di avere trovato una autorevole conferma a questa mia tesi che peraltro sostengo già dall’inizio della pandemia in un libro la cui lettura non è assolutamente consigliabile, perché ci vuole uno stomaco davvero forte per affrontarla. È una sorta di Necronomicon, una finestra aperta sull’abisso. Si tratta del volume La Quarta rivoluzione industriale, il cui autore è Klaus Schwab, ingegnere, economista e accademico tedesco, fondatore e presidente del World Economic Forum (WEF). Il Forum è famoso per il suo incontro annuale a Davos, in Svizzera, che attira imprenditori, capi di stato e politici di tutto il mondo, oltre a intellettuali e giornalisti, per discutere le questioni più importanti e urgenti del pianeta, anche nei settori della salute e dell’ambiente.

lunedì 19 settembre 2022

Svezia, «come si fa a vivere qui se i bambini rischiano un proiettile al parco giochi?»

E questa è solo una delle facce della grande crisi identitaria, spirituale e socio-antropologica, di tutto l'Occidente una volta cristiano. “Tutti in Svezia riconoscono che il modello “porte aperte” ha trasformato in una polveriera la società un tempo più pacifica e indicata come modello d’Europa. «Abbiamo due società parallele ora» non è una frase di Salvini ma di Magdalena Andersson, premier socialdemocratica svedese che si è dimessa”. (Ovviamente Rai e Mediaset unanimi nel censurare)

C'è chi iscrive la parabola dei nazionalisti, decisivi per la vittoria alle elezioni, nel solco delle destre europee, ma il paradiso umanitario dell'Ue è diventato un inferno di ghetti, gang e sparatorie da cui i progressisti non sanno come uscire
«Pensateci due volte prima di definire i successi elettorali dei nazionalisti e anti-immigrati Democratici svedesi una pericolosa svolta nella politica svedese ed europea. La democrazia e lo Stato di diritto in Svezia non sono a rischio. Né lo sono i passi decisivi del Paese a favore della piena integrazione nelle strutture di sicurezza transatlantiche». Alla vigilia della vittoria della coalizione di destra, il Financial Times era tornato sul successo di Sverigedemokraterna (Democratici svedesi), il partito “dei sobborghi” nel Regno di Svezia dove il centrosinistra resisteva solo nelle grandi città, Stoccolma, Göteborg e Malmö.

Una ex musulmana sulla Messa tradizionale: “Dal microcosmo della Messa si riordina il mondo intero”

Riprendiamo da Rorate caeli un articolo di Derya Little pubblicato nel numero speciale in lingua inglese della rivista Sedes Sapientiae, edita dalla Société Saint-Thomas d'Aquin e pubblicata in associazione con la Fraternité Saint Vincent Ferrier. Una musulmana convertita e la Messa tradizionale.

Impressioni di una ex musulmana
sulla messa tradizionale
Derya Little*

Quando Adamo ed Eva decisero di mordere il frutto proibito, si misero al di sopra di Dio, introducendo il disordine nell'ordine creato. Il peccato di superbia, risultato di questa sregolatezza, da allora è divenuto il fulcro della lotta umana. Senza una visione e una comprensione adeguate di chi è Dio e chi siamo noi e il nostro prossimo in relazione a Lui, il caos rimarrà non solo nella società ma nelle nostre stesse anime.

Nell'Antica Alleanza, il Signore dà più e più volte istruzioni e cerca di guidare il Suo popolo ribelle all'ordine che lo condurrà all'adempimento. Uno degli aspetti più cruciali di un corretto nuovo orientamento è il modo in cui gli israeliti adoravano Dio. Il Signore dà istruzioni dettagliate sul Tempio, sui paramenti e su come dovrebbe essere condotto il sacrificio espiatorio per il peccato. I dettagli sono esaurienti e si sente la tentazione di saltare alle parti più esaltanti della Scrittura. Poiché la Nuova Alleanza nel sacrificio di Cristo è nascosta nell'Antico Testamento, dobbiamo prestare attenzione a ciò che il Signore ha comunicato ai Suoi figli attraverso queste prescrizioni. Per quanto noiosi e obsoleti possano sembrare questi dettagli alla nostra sensibilità moderna, la liturgia, come azione di culto, è progettata da Dio per riordinare il mondo caduto, aiutandoci così nella nostra tendenza al peccato. Il mio primo incontro con la Messa tradizionale in latino mi ha ricordato il giusto ordine della creazione in cui ci rivolgiamo tutti all'unisono al Creatore dell'Universo.

Dopo il Congresso delle religioni, mons. Athanasius Schneider ricorda che la religione cattolica è l'unica vera

"Potrebbe dare l'impressione di un supermercato di religioni, e questo non è corretto, perché c'è solo una vera religione, ovvero la Chiesa cattolica fondata da Dio stesso". 
Peccato che non lo abbia detto il Papa che del resto, se lo pensasse, non sarebbe andato, come già avevamo annunciato [qui]. Parlare di amore e rispetto reciproci non ha senso se non trova il suo fondamento in Cristo, l'unico che rende possibile l'autentica Carità, che nulla ha a che vedere con la fratellanza di conio illuminista [vedi]. 
Alcuni tra i precedenti interventi su altre questioni di rilievo di mons. Schneider (che è uno dei firmatari della recente dichiarazione versus Desiderio desideravi qui) : Amoris laetitia qui; Sinodo Amazzonia qui; Pachamama qui - qui; Abu Dhabi qui - qui; Fratelli tutti qui.

Mons. Athanasius Schneider ricorda 
che la religione cattolica è l'unica vera

Papa Francesco ha concluso un viaggio in Kazakistan giovedì, mentre uno dei suoi critici più schietti ha messo apertamente in discussione il valore di mega incontri di fede come quello a cui ha partecipato il pontefice, definendoli "un supermercato di religioni" che ha sminuito lo status della Chiesa Cattolica. Nell'ultimo giorno della sua visita di tre giorni Francesco ha presieduto un incontro di vescovi, sacerdoti e suore nella cattedrale della capitale kazaka.
Alla presenza c'era il vescovo locale Athanasius Schneider, un conservatore che ha spesso puntualmente criticato il Papa progressista su una serie di questioni.

domenica 18 settembre 2022

Dominica XV post Pentecosten (Inclina, Domine)

Dominica XV post Pentecosten
(Inclina, Domine)

Messa
La decimaquinta domenica dopo Pentecoste prende il nome dal commovente episodio della vedova di Naim. L'Introito ci suggerisce la forma delle preghiere che in tutti i nostri bisogni dobbiamo rivolgere al Signore.
L'Uomo-Dio promise domenica scorsa di provvedere sempre a tali bisogni, alla sola condizione di essere da noi servito con fedeltà nella ricerca del suo regno. Mostriamoci pieni di confidenza nella sua parola, come è doveroso esserlo quando eleviamo le nostre suppliche, e saremo esauditi.

Intróitus
Ps.85,1 et 2-3 - Inclína, Dómine, áurem tuam ad me, et exáudi me: salvum fac servum tuum, Deus meus, sperántem in te: miserére mihi, Dómine, quóniam ad te clamávi tota die.
Ps. 85, 4 - Lætífica ánimam servi tui: quia ad te, Dómine, ánimam meam levávi. Glória Patri…
- Inclína, Dómine, áurem tuam ad me,…

Oratio
Ecclésiam tuam, Dómine miserátio continuáta mundet et múniat: et quia sine te non potest salva consístere, tuo semper múnere gubernétur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum
.
M. - Amen.
Introito
Sal. 85,1 e 2-3 - Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore, ed esaudiscimi: salva il tuo servo che spera in Te, o mio Dio; abbi pietà di me, o Signore, che tutto il giorno grido verso di Te.
Sal. 85, 4 - Allieta l’ànima del tuo servo: poiché a Te, o Signore, levo l’ànima mia. Gloria al Padre… - Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore,…

Orazione
O Signore, la tua continua misericordia purífichi e fortífichi la tua Chiesa: e poiché non può essere salva senza di Te, sia sempre governata dalla tua grazia. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. - Amen.

Autunno 2022. I seminaristi scelgono la messa tradizionale

Nell'ultimo anno, tre documenti romani hanno condotto attacchi convergenti e complementari contro la libertà di celebrare la tradizionale messa romana. Citiamo, il 16 luglio 2021, il motu proprio di papa Francesco Traditionis custodes. La risposta, il 4 agosto, di mons. Roche, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, alle domande poste dal cardinale Nichols, arcivescovo di Westminster. Infine, il 29 giugno 2022, la lettera apostolica Desidero desideravi sulla formazione liturgica del popolo di Dio.

sabato 17 settembre 2022

150 nuovi vescovi in 'rieducazione' a Roma

Apprendiamo da Riposte catholique di un raduno di nuovi vescovi a Roma, addottrinati in base al nuovo corso sinodal-modernista. Più che di evangelizzazione, possiamo parlare di rieducazione... E la neo-Chiesa procede a ritmi vieppiù accelerati.

Più di 150 nuovi vescovi si sono riuniti per 6 giorni a Roma per la formazione, in particolare nella gestione delle crisi, “con un focus sugli abusi”. Dal cardinale Mario Grech, segretario del sinodo, e da suor Nathalie Becquart, sottosegretaria, sarà loro insegnata la sinodalità [vedi]. Il tema viene presentato come centrale in diversi ambiti, tra cui il governo di una diocesi, la gestione di un consiglio pastorale, il luogo dei laici, ma anche la gestione degli abusi.
Diversi relatori hanno affrontato punti tecnici come "l'esperienza canonica per l'amministrazione di una diocesi", alla presenza del cardinale ungherese Péter Erdö, ma anche questioni antropologiche come quella di genere, affrontata lunedì 5 settembre dai sociologi italiani Mauro Magatti e Chiara Giaccardi.
Una giornata è stata dedicata a due grandi testi del papa: l'Esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia e l'enciclica Fratelli Tutti. [vedi gli indici ai rispettivi dibattiti (qui - qui) sulle problematiche suscitate a livello non solo di prassi ma anche dottrinale).
I vescovi alternano la partecipazione a queste presentazioni, tenute in italiano e tradotte in inglese (il francese, lingua ufficiale della diplomazia vaticana, è visibilmente abbandonato), e la discussione in piccoli gruppi.
Sono stati ricevuti dal Papa giovedì 8 settembre a fine mattinata.

Dichiarazione sull'insegnamento di papa Francesco sulla ricezione della Santa Eucarestia condannato dal concilio di Trento

Quello che segue è il testo ufficiale italiano di una dichiarazione firmata da vescovi, sacerdoti e studiosi in risposta alla Lettera Apostolica “Desiderio desideravi” del 29 giugno scorso [ostico per diversi punti vedi]. La dichiarazione è pubblicata da Lifesitenews
In quanto Miles Christi ogni cristiano ha il dovere di affermare e difendere la Fede. È dunque in questa ottica che il documento è un atto dovuto e, anche se sarà privo di risposte ortodosse da parte della gerarchia, resterà come documento assertivo della retta Fede. Gli estensori si richiamano ad una recente dichiarazione di papa Francesco sulla ricezione della Santa Comunione, secondo cui «tutti sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello (Re 19:9). Per essere ammessi alla festa basta solo l'abito nuziale della fede, che viene dall'ascolto della sua Parola». Queste parole appartengono al documento citato, ma il papa ha omesso “il tema essenziale del pentimento per il peccato per la degna ricezione dell'Eucaristia.”
Inoltre, il Papa ha incoraggiato i cattolici pro-aborto a ricevere la Santa Comunione e ha persino sostenuto l'avvocato pro-LGBT p. James Martin, SJ [qui] nominato Consultore del Dicastero per le Comunicazioni. In tutti questi casi, il Papa consente di ricevere la Santa Comunione ai cattolici che violano oggettivamente le leggi e gli insegnamenti della Chiesa, promuovendo così il relativismo morale. Un esempio eclatante: il giorno in cui è stato emesso Desiderio desideravi, papa Francesco ha ricevuto in udienza Nancy Pelosi, presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti», che ha ricevuto la Santa Comunione in una messa papale, in San Pietro, presieduta dallo stesso papa, mentre il vescovo Cordileone l'aveva interdetta [qui]. 
Del resto, si potrebbe vedere in questa nuova affermazione di papa Francesco sulla fede come unica condizione per ricevere la Santa Comunione - pur insieme ad altre deviazioni - il fulcro e riepilogo del suo pontificato. All'inizio, dal 2014, ha promosso la possibilità di dare la Santa Comunione ai divorziati risposati impenitenti con l'Amoris laetitia [qui]; poi ha aperto alla visione protestante di seguire la propria coscienza nel ricevere la Santa Comunione [vedi nota qui].

L’insegnamento della fede cattolica
sulla ricezione della Santa Eucarestia 
“Esortiamo tutti i vescovi e i sacerdoti della Chiesa cattolica a professare pubblicamente la stessa dottrina sulla degna ricezione dell’Eucarestia e a far rispettare i relativi canoni al fine di evitare un grave e pubblico scandalo.”
La recente Lettera Apostolica Desiderio desideravi, emanata il 29 giugno 2022, festività dei Santi Pietro e Paolo, afferma:
5. Il mondo ancora non lo sa, ma tutti sono invitati al banchetto di nozze dell’Agnello (Ap 19,9). Per accedervi occorre solo l’abito nuziale della fede che viene dall’ascolto della Sua Parola (cfr. Rm 10,17).
Il significato immediato di queste parole è che l’unico requisito cui un cattolico deve adempiere per ricevere degnamente la Santa Eucarestia è il possesso della virtù della fede, per mezzo del quale egli crede nell’insegnamento di Cristo in quanto rivelato da Dio. Inoltre, in tutta la Lettera Apostolica si tace il fatto essenziale del pentimento per i propri peccati al fine di poter ricevere degnamente l’Eucarestia.
Questo significato immediato contraddice la fede della Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica ha sempre insegnato che per poter ricevere degnamente e senza peccato la Santa Eucarestia i cattolici devono ricevere l’assoluzione sacramentale, se possibile, per ogni peccato mortale che abbiano commesso e devono obbedire a tutte le altre leggi della Chiesa concernenti la ricezione dell’Eucarestia (come per esempio le norme sul digiuno prima della Comunione). E comunque, nel caso in cui non abbiano la possibilità di confessare i loro peccati mortali ma abbiano una ragione grave per ricevere l’Eucaristia (come nel caso di un sacerdote che deve celebrare Messa ad un’ora prestabilita ma è impossibilitato a confessarsi), devono assicurarsi al massimo di provare una perfetta contrizione per tutti i peccati mortali che possano aver commesso.

venerdì 16 settembre 2022

IV assemblea del Cammino sinodale tedesco: uno scisma consumato

Articolo della Fraternità San Pio X, pubblicato sul proprio sito in tre parti, qui raccolte di seguito. Si tratta di una panoramica circostanziata della situazione conseguente al Cammino sinodale tedesco. A partire da qui e qui, si possono consultare i precedenti.

IV assemblea del Cammino sinodale tedesco:
uno scisma consumato


I. Da che parte andrà il Cammino sinodale tedesco?

Da giovedì 8 a sabato 10 settembre si è svolta a Francoforte la IV e penultima assemblea del Cammino sinodale tedesco, dove si è avuta occasione di valutare la determinazione di una parte della Chiesa in Germania ad andare fino in fondo in un processo che tende allo scisma.

Il Cammino sinodale assomiglia sempre più ad una marcia forzata il cui obiettivo apertamente confessato è ottenere il massimo delle riforme nel poco tempo che ad esso rimane.

Anche i partecipanti se ne lamentano: si va troppo in fretta. In agenda vi sono quattordici testi da esaminare in tre giorni, molti dei quali composti da diverse decine di pagine.
Il tempo di ogni intervento è limitato a 1 minuto a persona! Senza contare alcuni cadaveri nell’armadio, come la recente intervista del co-presidente. Signora Irme Stetter-Karp, favorevole all’aborto legale.

Basilica di San Pietro. Santa Messa solenne nella Festa di San Michele Arcangelo

Al tempo in cui le forze del male hanno enorme libertà di azione, fuorviando e rapendo anime, rivolgiamoci al celeste Patrono della Chiesa Universale per ottenere la Sua protezione per la Chiesa e per il mondo intero.

Giovedì 29 settembre 2022 - ore 7:00
Festa di S. Michele Arcangelo
Santa Messa solenne della Festa
Cappella di S. Michele
Basilica di S. Pietro in Vaticano

Per intercessionem beati Michaelis Archangeli, stantis a dextris altaris incensi, et omnium electorum suorum, incensum istud dignetur Dominus benedicere, et in odorem suavitatis accipere..

All’arcangelo San Michele, già dall’VIII secolo, era dedicato un piccolo oratorio posto tra la rotonda di S. Petronilla e l’antica Basilica. Oggi all’Arcangelo è dedicata la cappella più antica della nuova basilica. Tale cappella conserva anche la memoria del più antico culto di San Michele (V secolo) del santuario dell’Arcangelo sulla via Salaria.

giovedì 15 settembre 2022

Mons. Viganò. Meditazione nella Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine Maria

Ci consoli ed ispiri oggi Maria Addolorata, che speriamo un giorno di veder dichiarata corredentrice. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Meditazione
nella Festa dei Sette Dolori
della Beata Vergine Maria

15 Settembre 2022
Juxta crucem tecum stare
Et me tibi sociare
in planctu desidero
.(Stabat Mater qui)
IN QUESTO GIORNO solenne, nel quale la Chiesa celebra la Beatissima Vergine Maria Addolorata, la mia meditazione avrà come oggetto i Sette Dolori, che nell’iconografia sacra vediamo simboleggiati da sette spade che trafiggono il Cuore Immacolato della Madonna. Li vorrei contemplare nella loro relazione con gli eventi della Chiesa, di cui Nostra Signora è Madre e Regina. Non solo: Ella è figura della Chiesa, e tutto ciò che diciamo della Madre di Dio, possiamo in qualche modo applicarlo alla Sposa dell’Agnello. Questo vale tanto per i trionfi e le glorie di entrambe, quanto per i loro dolori e la partecipazione alla Passione redentrice di Cristo.

I sette dolori della Beata Vergine Maria - Stabat Mater

Da ripercorrere precedenti qui - qui.
Il 15 settembre, dopo la memoria dell’Esaltazione della S. Croce, la Chiesa celebra i Sette dolori della Beata Maria Vergine e ricorda la Madonna col titolo di Maria Addolorata. 

Sequenza 
Stabat Mater
(Jacopone di Todi, XIII sec.)

Qui audio nella versione popolare,
qui la suggestiva cantillazione [vedi] in gregoriano

Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.
Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.
O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti!
Quae moerébat et dolébat,
Pia Mater dum videbat
nati poenas íncliti.
Quis est homo, qui non fleret,
Matrem Christi si vidéret
in tanto supplício?
Quis non posset contristári,
Christi Matrem contemplári
doléntem cum Filio?
Pro peccátis suae gentis
vidit Jesum in torméntis
et flagéllis sùbditum.
Vidit suum dulcem natum
moriéndo desolátum,
dum emísit spíritum.
Eia, mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.
Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam.
Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide.
Tui Nati vulneráti,
tam dignáti pro me pati,
poenas mecum dívide.
Fac me tecum pìe flere,
Crucifíxo condolére
donec ego víxero.
Iuxta crucem tecum stare,
Et me tibi sociáre
in planctu desídero.
Virgo vírginum praeclára,
mihi iam non sis amára,
fac me tecum plángere.
Fac, ut portem Christi mortem,
passiónis fac consòrtem
et plagas recólere.
Fac me plagis vulnerári,
cruce hac inebriári
et cruòre Fílii.
Flammis ne urar succènsus,
per te, Virgo, sim defénsus
in die iudícii.
Fac me cruce custodíri
morte Christi praemuníri,
confovéri grátia.
Quando corpus moriétur,
fac, ut ánimae donétur
paradísi glória. Amen.
In piedi, presso la Croce,
cui era appeso il figlio,
la Madre dei dolori piangeva.
L'anima sua, che gemeva
per la tristezza e la desolazione,
era stata trapassata da una spada.
Quanto triste, quanto afflitta
era quella benedetta
Madre dell'unigenito.
Gemeva e sospirava
la tenera Madre, assistendo
alle pene del suo augusto figlio.
Chi non piangerebbe,
se vedesse la Madre del Cristo,
straziata da pene così acerbe?
Chi non potrebbe essere triste
al vedere la Madre di Cristo
con lui in preda al dolore?
Vide Gesù in mezzo ai tormenti,
sottoposto ai flagelli,
per i peccati del suo popolo.
Vide il dolce suo figlio
morire senza conforto,
ne colse l'ultimo sospiro.
Orsù, Madre, sorgente di amore,
fa' che io senta la violenza della pena
e pianga con te.
Fa' che arda il mio cuore
nell'amore di Cristo, Dio,
perché io possa piacergli.
Madre santa, imprimi
fermamente nel mio cuore
le piaghe del figlio tuo.
Dividi con me
le pene del tuo Figlio straziato,
che si degnò di soffrire per me.
Fa' che finché avrò vita,
pianga piamente con te
e compatisca al Crocifisso.
Desidero stare
presso la Croce con te
e unirmi a te nel pianto.
Vergine, la più nobile delle vergini,
non essere severa con me,
fa' che mi unisca al tuo pianto.
Fa' che io porti in me la morte di Cristo,
che io partecipi alla sua passione,
che ne mediti le sofferenze.
Fa' che le sue ferite siano le mie,
che io mi inebrii della croce
e del sangue del tuo figlio.
Le fiamme non mi tormentino:
nel giorno del giudizio,
sii tu, o Vergine, la mia difesa.
O Cristo, quando dovrò morire,
fa' che la Madre mi conduca
alla palma della vittoria.
Quando il corpo morirà,
fa' che l'anima raggiunga
la gloria del Paradiso. Così sia.

Messaggio del card. Burke in occasione della festa dell'Esaltazione della Croce

Messaggio del card. Burke
in occasione della festa dell'Esaltazione della Croce
 
14 settembre 2022

Sia lodato Gesù Cristo!

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

viviamo in un mondo che, nonostante i fenomenali progressi nella conoscenza e nella tecnologia, ha dimenticato la sua origine e il suo destino nell'amore di Dio. Poiché siamo chiamati a interagire ogni giorno con la società e ad occuparci quotidianamente del mondo, rischiamo di dimenticare la fonte di ogni essere in Dio e il destino per il quale Egli ci ha chiamati ad essere: la comunione con Lui ora in un via imperfetta e la comunione perfetta con Lui — Padre, Figlio e Spirito Santo — un giorno in Cielo. Infatti, assistiamo nella Chiesa a un modo mondano di pensare e di parlare in cui Cristo e la sua Croce non hanno posto. Troppo spesso la Chiesa stessa cede il passo alla confusione e all'errore, imitando il mondo, invece di chiamare il mondo alla conversione. Troppo spesso anche i pastori della Chiesa danno l'impressione di non avere nulla da offrire al mondo per la sua salvezza eterna, quando, con san Paolo, non dovrebbero «conoscere nulla in mezzo al gregge se non Gesù Cristo e lui crocifisso» (1 Cor. 2, 2).

Quando monsignor Lefebvre disse: “E allora non capisco più”. E nemmeno noi capiamo

29 agosto 1976. A Lille, sua città natale, monsignor Marcel Lefebvre celebra la Santa Messa alla presenza di diecimila persone e pronuncia un’appassionata omelia. Scopo dichiarato dal presule è “dissipare dei malintesi”.

L’ex superiore generale degli Spiritani, vescovo, delegato apostolico in Africa, membro della Commissione centrale preconciliare, assistente al Soglio pontificio, in quell’estate del 1976 è stato da poco sospeso a divinis a causa dell’ordinazione di alcuni sacerdoti nel seminario di Ecône. Egli fa un’analisi dolorosa di ciò che lo ha portato a ignorare il divieto di Roma di ordinare quei sacerdoti. Non manca di far notare che l’opera realizzata, la Fraternità San Pio X e il seminario di Ecône, è “un’opera del tutto simile a quella che ho realizzato per trent’anni”. E il curriculum di monsignor Lefebvre testimonia chiaramente che “Roma considerava il mio lavoro come profittevole per la Chiesa e per il bene delle anime”.