Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 31 marzo 2024

Mattia Rossi (e il gregoriano). La Domenica di Pasqua

Qui l'indice degli articoli su Gregoriano e Musica sacra.
Con la domenica di Pasqua giunge, sì, a compimento tutto l’itinerario quaresimale, ma soprattutto il Triduo Sacro iniziato il Giovedì Santo. Ed era proprio la Messa “in coena Domini” del Giovedì Santo che – come ricordavamo nell’articolo precedente – si apriva con il solenne introito Nos autem gloriari oportet. Un brano – ripetiamolo – tutto incentrato sull’esaltazione della croce che, da strumento di morte, diventa portatrice di vita, risurrezione e salvezza.

Ed è proprio alla luce di quell’introito del Giovedì Santo, inizio del Triduo, che noi possiamo e gustare  appieno l’introito Resurrexi della domenica di Pasqua: entrambi sono composti in IV modo. L’inizio e il compimento del Triduo sono accomunati da un medesimo stile compositivo che, da modo mesto e addolorato, viene trasfigurato divenendo il canto della gioia della risurrezione.

Per capire la portata retorica di questa metamorfosi, basti sapere il IV modo viene descritto dai capitelli di Cluny come il “modo del pianto”, «simulans in carmine planctus». Il gregoriano si serve, dunque, di una sonorità che l’orecchio umano percepisce come triste e malinconica per farle acquisire, alla luce della Pasqua, una dimensione nuova: il canto del pianto umano per la morte di Nostro Signore diventa, così, il «canto nuovo» della letizia pasquale per la Sua risurrezione.

Il canto pasquale dell'Exultet o Preconio pasquale

Il testo dell'Exultet che si legge ancora oggi nel corso della veglia pasquale discende da una redazione duecentesca fissata da papa Innocenzo III. A sua volta, questo si fonda su una tradizione più antica, rimasta pressoché invariata nel corso dei secoli. Soltanto nell'Italia meridionale l'Exultet ha conosciuto agli albori del suo utilizzo una diversa redazione, denominata "testo di Bari" o della Vetus Itala. Essa conteneva una formula variata nel prefazio che è stata successivamente normalizzata nel corso del XII secolo sulla base dell'ordo romano. Soltanto nella parte finale il testo seguiva varianti di volta in volta diverse: esso si concludeva infatti con le commemorazioni liturgiche, cioè formule di intercessione per il clero, i fedeli, i papi, i sovrani e le autorità locali. Poiché nel corso degli anni si potevano avere serie diverse di reggenti, spettava al diacono ricordare o leggere il nome della autorità del momento, che di solito veniva appuntata sul rotolo mediante note mnemoniche. Queste ultime offrono oggi preziosi indizi per la datazione e la provenienza dei rotoli. Il testo che segue è tratto dal Messale Romano del 1958

Buona e Santa Pasqua 2024

In questo travagliato momento storico, che ci vede segnati da dure prove, personali e collettive, su molti fronti,
il nostro unico aiuto è nel Signore Risorto!

Buona e santa Pasqua
Haec dies, quam fecit Dominus. Alleluia
Exultemus et laetemur in ea. Alleluia


Exsultet iam Angelica turba caelorum:
exsultent divina mysteria:
et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris.
Gaudeat et tellus tantis irradiata fulgoribus:
et aeterni Regis splendore illustrata,
totius orbis se sentiat amisisse caliginem.
Laetetur et mater Ecclesia,
tanti luminis adornata fulgoribus:
et magnis populorum vocibus haec aula resultet.

Preghiera alla Vergine dall'Appello del Card. Burke / Dal 12 marzo al 12 dicembre 2024

La ricordo ogni giorno fino al termine della novena [qui - qui]. Posto che il blog è uno strumento di comunicazione agile e immediata ma fagocita inesorabilmente i testi. Cliccare sull'immagine per ingrandire

sabato 30 marzo 2024

Sabato Santo. Nel silenzio e nell'attesa

Il Sabato Santo è "l'Ora della Madre": poiché - dicono antichi autori - in quel giorno tutta la Chiesa si raccolse nel suo cuore di Madre, e con la Chiesa in Lei si raccolsero e fiorirono le speranze e le attese del mondo. Dunque anche quelle del nostro oggi di ogni domani.
Nel silenzio e nello smarrimento del Sabato Santo rimaniamo nel silenzio dell’attesa di Maria, che vive intatta la fede nel Dio della vita, mentre il corpo del Crocifisso giace nel sepolcro. In questo tempo che sta tra l’oscurità più fitta – "si fece buio su tutta la terra" (Mc 15,33) – e l’aurora del giorno di Pasqua – "di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato… al levar del sole" (Mc 16,2) – Maria rivive le grandi coordinate della sua vita, che risplendono sin dal momento dell’Annunciazione e caratterizzano il suo pellegrinaggio nella fede. Proprio così ella parla al nostro cuore, a noi, pellegrini nel "Sabato santo" della storia.
Colei che ha ricevuto il dono di fidarsi fino in fondo del disegno di Dio e ne ha conosciuto nel suo intimo la potenza e la gloria ci insegni a credere anche nelle notti della fede, a celebrare la gloria dell’Altissimo nell’esperienza dell’abbandono, a proclamare il primato di Dio e ad amarlo e adorarlo anche nei suoi silenzi e nelle nostre apparenti sconfitte. Intercedi per noi, o Madre, perché sia autentica rafforzata e alimentata la nostra Fede!
Il Sabato Santo è il Sabato di Maria. Ella lo vive nel dolore illuminato da una fede purissima. Ed è lei che sorregge i discepoli dispersi e anche delusi e disorientati.

Festa in oratorio per la fine del Ramadan: è (di nuovo) polemica

Segnalazioni dei lettori. Non so se si possa parlare di perfidia nel significato etimologico della parola. Perché per perdere la fede prima bisogna averla... La festa organizzata in Brianza scatena la polemica, come già successo a Pioltello. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.

Festa in oratorio per la fine del Ramadan: 
è (di nuovo) polemica

Una serata di festa all'oratorio, per la fine del Ramadan, e la polemica. Il prossimo venerdì 5 aprile è in programma una iniziativa promossa dall’associazione La Pace a Renate, in Brianza, che ospiterà la prima edizione del momento dell’iftar comunitario. A partire dalle 18 quando, come prescrive il Corano, con il calare del sole i fedeli possono interrompere il digiuno del Ramadan. Per l’occasione è previsto un momento conviviale insieme, la prova dell’abito e per le donne un angolo di henne tatou. Come si legge nel modello di iscrizione “sarà un’occasione unica per condividere gioia e gratitudine con la comunità”. Ma l'iniziativa ha suscitato anche polemica.

Preghiera alla Vergine dall'Appello del Card. Burke / Dal 12 marzo al 12 dicembre 2024

La ricordo ogni giorno fino al termine della novena [qui - qui]. Posto che il blog è uno strumento di comunicazione agile e immediata ma fagocita inesorabilmente i testi. Cliccare sull'immagine per ingrandire

venerdì 29 marzo 2024

Note sulla "Preghiera per gli ebrei" del venerdì Santo

Anche oggi, rispolvero un precedente testo, sepolto tra tanti, sia per i nuovi lettori che per ripescare temi che giova a tutti noi riportare alla memoria e approfondire. Sul Venerdì Santo, alcuni precedenti qui - qui. Sulla questione di fondo ricordo il mio piccolo saggio: LaDottrina della sostituzionedella Sinagoga con la Chiesa è stata modificata con quella delle “due salvezze parallele” [qui].

Secondo il messale tridentino di San Pio V la preghiera universale del Venerdì santo consisteva di nove orazioni: si pregava per la Chiesa, per il papa, il clero, i governanti, i catecumeni, gli eretici, gli ebrei, i pagani e tutti coloro che si trovano in pericolo o povertà. Mentre in tutte le altre preghiere l'orazione terminava con la genuflessione (flectamus genua) e con una preghiera, questa formula non era prevista nell'orazione per gli ebrei: "Non si risponde Amen, non si dice OremusFlectamus genua (nota 2), né Levate".
Le grandi intercessioni con il loro linguaggio crudo (così diverse dagli omogeneizzati del messale di Paolo VI) hanno affermato con forza la fede della Chiesa primitiva nell’unico Redentore dell’umanità — non nel paese delle favole, ad Abu Dhabi (vedi), nel mondo dell’interreligiosità e dell’ecumenismo postconciliare (qui):

Arciv. Viganò / Omelia per il solenne Pontificale della Messa Crismale nel Giovedì Santo 2024

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Omelia di S.E.R. Mons. Carlo Maria Viganò 
per il solenne Pontificale della Messa Crismale 
nel Giovedì Santo - 28 Marzo 2024

Et ego dispono vobis sicut disposuit mihi Pater meus regnum.
Io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me.
Lc 22, 29

La solenne Liturgia del Giovedì Santo ci introduce nel cuore dei Misteri pasquali e costituisce una sorta di parentesi tra il lungo itinerario quaresimale – culminato nelle due ultime Domeniche – e la celebrazione della Passione e Morte del Signore, che avrà luogo domani. Due sono i grandi momenti che ci riuniscono intorno all’altare: il primo, la Messa Crismale; il secondo, la Messa in Cœna Domini. In entrambi, la Chiesa richiama la nostra attenzione sull’Ordine Sacro, sicché a giusto titolo possiamo considerare il Giovedì Santo come una festa in onore di Cristo Sommo Sacerdote e di riflesso di tutti i sacri Ministri, che all’unico Sacerdozio di Cristo attingono il proprio Ministero.

Nella Messa Crismale il Vescovo – che possiede la plenitudo Sacerdotii – raccoglie intorno a sé il proprio Presbiterio per consacrare gli Olii Santi, necessari all’amministrazione dei Sacramenti: Consecrare tu dignare, Rex perennis patriæ, hoc olivum, signum vivum, jura contra dæmonum (Hymn. O Redemptor). Nella Messa in Cœna Domini celebriamo l’istituzione del Santo Sacrificio, della Santissima Eucaristia e dello stesso Sacerdozio, la cui sacra Unzione richiama Cristo, l’Unto del Signore. La composta solennità di questi riti – che un susseguirsi compulsivo di riforme bugniniane, portate avanti tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta dai fautori del Novus Ordo, ha in gran parte stravolto e sfigurato – ci riporta al Cenacolo e a quelle parole che il Redentore rivolge ai Suoi Discepoli, in un momento di grande oppressione e paura. Sono le ore in cui incombe sui Dodici quel senso di assedio e di pericolo imminente che anche noi oggi sperimentiamo; le ore in cui i ripetuti tentativi dei Giudei di catturare e uccidere il Signore – sino ad allora falliti – stanno per avere successo, a causa del tradimento di Giuda; le ore in cui sembra inevitabile il trionfo dei malvagi, riusciti a corrompere un Apostolo per imprigionare, processare e mettere a morte il Figlio di Dio, pochi giorni prima accolto in Gerusalemme dalla folla festante come Re d’Israele. Tacciono gli Osanna dei fanciulli, la folla è scomparsa, nessuno pare ricordarsi dei miracoli compiuti dal Maestro negli ultimi tre anni e i rami di palme giacciono abbandonati ai lati della via che conduce al Tempio.

America Latina / Seri rischi di apostasia e di secolarizzazione

Leggo dalla pagina Facebook di Peter Kwasniewski il resoconto che segue (traduzione mia), da lui ricevuto da un accademico Sud Americano:

America Latina / Seri rischi di apostasia e di secolarizzazione

""Qui in alcune parti dell'America Latina (America centrale e Regione andina, perché le parti raggiunte dalla "modernità" sono già abbastanza marce), la Chiesa di Francesco si sta trasformando in un veicolo per la Rivoluzione Sessuale, in particolare dopo Amoris Laetitia e Fiducia Supplicans, con la conseguenza di corrompere il popolo.
Penso che un processo simile colpirà a lungo termine anche l'Africa, non in questa generazione, se non ci sarà un intervento divino... La sanior pars del popolo diventerà evangelica. Ai tempi attuali, un evangelico è molto meno pericoloso per l'ordine temporale di un cattolico modellato da Francesco, con la sua peculiare miscela di modernismo, globalismo, violenza verbale, autoritarismo e volgarità.

Documento della Commissione sinodale biblico-teologica del Patriarcato di Mosca in risposta alla Dichiarazione “Fiducia supplicans”

L'articolo che segue, pubblicato dall’Agenzia Fides, dimostra come Fiducia Supplicans, oltre a rivelarsi profondamente divisiva all’interno della Chiesa cattolica, ha anche pesanti effetti negativi sul dialogo ecumenico. Qui l'indice degli articoli sulla Fiducia supplicans
Documento della Commissione sinodale biblico-teologica del Patriarcato di Mosca in risposta alla Dichiarazione “Fiducia supplicans”

(Agenzia Fides) – In data 25 marzo sul sito ufficiale del Patriarcato di Mosca è stato pubblicato il documento dal titolo “Sull’atteggiamento ortodosso nei confronti della nuova pratica di benedire ‘coppie in situazioni irregolari e coppie dello stesso sesso’ nella Chiesa cattolica romana”. Il testo, redatto su indicazione del Patriarca Kirill dalla Commissione sinodale biblico-teologica, presieduta da Ilarion (Alfeev), Metropolita di Budapest e dell’Ungheria, presenta alcune considerazioni in risposta alla dichiarazione Fiducia supplicans, pubblicata dal Dicastero per la Dottrina della fede il 18 dicembre 2023.

Preghiera alla Vergine dall'Appello del Card. Burke / Dal 12 marzo al 12 dicembre 2024

La ricordo ogni giorno fino al termine della novena [qui - qui]. Posto che il blog è uno strumento di comunicazione agile e immediata ma fagocita inesorabilmente i testi. Cliccare sull'immagine per ingrandire

giovedì 28 marzo 2024

Dedicato ai Sacerdoti per ricordare la loro 'unzione' da non banalizzare né rinnegare. Mai!

A volte ripesco testi già pubblicati che rischiano di cadere nel dimenticatoio, inghiottiti da uno strumento come il blog, agile ed efficace, ma che purtroppo inghiotte inesorabilmente tutti i contenuti. Oggi approfitto per ripubblicare il testo che segue – di oltre un decennio fa ma di certo sempre attuale – soprattutto in riparazione della profanazione del primo Giovedì Santo di Bergoglio, che mi è capitato di segnalare in diretta qui, leggendo con stupito raccapriccio quella sua prima omelia... Sul Giovedì Santo vedi anche qui e qui. Sul Tempo di Passione qui.

UNTI E MANDATI MEDIANTE IL SACRAMENTO DEL SACERDOZIO

Sapete cosa vi ho fatto? Giovanni 13, 12
1. "Oggi si è adempiuta questa Scrittura..." (Lc 4,21). Questo Oggi del Vangelo si riferisce a quel giorno, a Nazaret, quando Gesù si rivelò, per la prima volta, come il Messia, come l'Unto e il Mandato dal Padre. Allora gli fu dato il rotolo del profeta Isaia e lesse le parole: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; / per questo mi ha consacrato con l'unzione, / e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio..." (Lc 4,18; cfr. Is 61,1). Proprio quell'oggi nazaretano significava allora l'inizio della missione pubblica di Gesù di Nazaret; significava l'inizio del Vangelo. L'inizio "di tutto quello che Gesù fece e insegnò" (At 1,1) in mezzo al popolo della Galilea, Giudea e Samaria. Ora questa missione pubblica s'avvicina alla fine. Nella liturgia mattutina del Giovedì Santo la Chiesa ripete le parole di Nazaret, non soltanto per ricordare quell'"oggi" di allora, ma per introdurci nell'oggi attuale.

Suor Lucia di Fatima: la Russia sarà lo strumento scelto dal Cielo per punire il mondo intero

Suor Lucia di Fatima: la Russia sarà lo strumento 
scelto dal Cielo per punire il mondo intero

Il 26 dicembre 1957, suor Lucia rilasciava una chiarificante intervista a padre Augustin Fuentes che avrebbe dovuto essere il postulatore della causa di beatificazione degli altri due veggenti di Fatima: Francesco e Giacinta Marto.

In questo testo, che trovate qui di seguito, fra le altre cose molto importanti ed attuali, si parla della necessità del Santo Rosario nella lotta contemporanea fra la Chiesa e le potenze delle tenebre, così presenti anche nella sua struttura visibile. La veggente di Fatima ci dice che: "La Santissima Vergine ha voluto dare, in questi ultimi tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario.

Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia, che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o specialmente spirituale, nella vita privata di ognuno di noi o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie di tutto il mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni, che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario. Non c'è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario, ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime.”

Preghiera alla Vergine dall'Appello del Card. Burke / Dal 12 marzo al 12 dicembre 2024

La ricordo ogni giorno fino al termine della novena [qui - qui]. Posto che il blog è uno strumento di comunicazione agile e immediata ma fagocita inesorabilmente i testi. Cliccare sull'immagine per ingrandire

mercoledì 27 marzo 2024

Léon Gromier. La Settimana Santa Restaurata. Traduzione italiana, introduzione e note di Francesco Tolloi.

Ho trovato il testo che segue (qui) di monsignor Léon Gromier (1879-1965), canonico dell’Arcibasilica Patriarcale di San Pietro in Vaticano e consultore della Sacra Congregazione dei Riti. Lo condivido volentieri per capir meglio i prodromi di una infausta riforma liturgica. Precedenti qui - qui - qui. Trattandosi di un contributo piuttosto corposo e dotato di un corpo di note abbondante anche per consentire un'agevole stampa, da qui sarà possibile effettuare il download in formato pdf.

Léon Gromier. La Settimana Santa Restaurata. 
Traduzione italiana, introduzione e note di Francesco Tolloi.

Praelegendum.
Alla fine della Quaresima del 2014, mi trovavo a ultimare una traduzione della celebre conferenza di monsignor Léon Gromier sulla riforma, avvenuta in epoca pacelliana, dei riti della settimana santa. Il mio lavoro non si limitò a una mera traduzione ma allora decisi di formulare alcune considerazioni ed alcuni auspici in una introduzione, nonché di corredare di un apparato di note il testo della citata conferenza. Pubblicai il tutto sul sito del Collegium Divi Marci. A distanza di quattro anni qualcosa è cambiato: la Pontificia Commissione Ecclesia Dei ha permesso - a certe condizioni e "ad experimentum"- la forma precedente la riforma piana. Allora come oggi ritengo utilissimo il testo di Gromier. Per cause di natura tecnica il sito sul quale pubblicai il lavoro nel 2014 non è accessibile. Questo motivo, unitamente a varie richieste che mi sono giunte per mezzo di amici o con i social, mi suggeriscono di renderlo nuovamente fruibile (anche se si riusciva a reperire nella rete una versione stampabile integrale ed era anche leggibile su alcuni siti web che lo avevano ripreso). Lascio immutato il tutto: sono stati corretti solo dei riferimenti temporali e aggiornato il titolo di Giovanni XXIII allora beato ed oggi santo. Il recente permesso - che non ha mancato di suscitare polemiche sulle quali intendo a breve proporre qualche riflessione - andrebbe in parte ad obbligarmi a una revisione dell'Introduzione che però lascio intatta anche perché testimonia che alcuni semplici voti di allora sono stati, almeno in parte, esauditi.

Il Vaticano spegne le luci per l'"Ora della Terra" per promuovere il "rispetto della nostra Madre Terra"

Si fece buio su tutta la terra: non per la morte di Gesù in Croce ma per il clima. In occasione dell'iniziativa Earth Hour, la sera dello scorso sabato la Cupola della Basilica di San Pietro è restata spenta per un'ora a partire dalle ore 20:30. Un gesto simbolico per sensibilizzare e ispirare le donne e gli uomini del nostro tempo a rispettare la Nostra Madre Terra e ad agire contro la crisi climatica. Qui l'indice degli articoli sul clericalismo politicante di Bergoglio.  Si riconoscono anche gli echi del Sinodo per l'Amazzonia [vedi].

Il Vaticano ha spento ancora una volta le luci esterne per un’ora per “sensibilizzare al rispetto per la Nostra Madre Terra”.

Sabato scorso si sono spente per un'ora, dalle 20:30, le luci dei principali monumenti, compreso il Cupolone di San Pietro in Vaticano. Sarà un ritorno inatteso del vecchio Ufficio delle Tenebre che un tempo scandiva la liturgia degli ultimi giorni della Settimana Santa?

In realtà non c'entra la Settimana Santa: è l'Earth Hour promosso dal WWF. Cui ha aderito con entusiasmo anche il Vaticano. «Spegnendo le luci della Cupola della Basilica di San Pietro per l'Ora della Terra ci uniamo in preghiera e azione, testimoniando la nostra volontà di proteggere la Casa comune' che Dio ci ha affidato, affinché dopo questa breve oscurità risplenda la luce come segno di speranza per un futuro sostenibile e in armonia con la creazione», dichiara padre Enzo Fortunato, neo-direttore della comunicazione della Basilica Papale di San Pietro.
«Si fece buio su tutta la terra» (Mt 27, 45), esattamente come sabato scorso. Questa volta non per Gesù che muore in Croce, ma per il clima.

Preghiera alla Vergine dall'Appello del Card. Burke / Dal 12 marzo al 12 dicembre 2024

La ricordo ogni giorno fino al termine della novena [qui - qui]. Posto che il blog è uno strumento di comunicazione agile e immediata ma fagocita inesorabilmente i testi. Cliccare sull'immagine per ingrandire

martedì 26 marzo 2024

Oppressione di pensiero. Il silenzio della Chiesa sulla dittatura dell’apostasia nei paesi islamici

Né il Papa né i media hanno denunciato la barbara condanna a morte di sei persone in Libia solo per essersi convertite al cristianesimo. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.
Oppressione di pensiero. Il silenzio della Chiesa 
sulla dittatura dell’apostasia nei paesi islamici

Sei condannati a morte per essersi convertiti dall’islam al cristianesimo, per apostasia quindi. Altri dodici imputati che hanno lasciato l’islam per il cristianesimo sono sotto processo e con ogni probabilità verranno condannati a morte. Si prospetta così una strage di cristiani a un tiro di sasso dall’Italia, a Tripoli, in Libia.
La notizia è terribile, fa effetto, eppure non arriva alle prime pagine, è ignorata. Invano tentano di rilanciarla Avvenire, il quotidiano cattolico, e la rivista Tempi, ma nessuno la raccoglie. Misteri dei media.

Si spera solo che i silenzi ufficiali, anche della Chiesa e dello stesso pontefice, coprano un intenso quanto discreto lavoro diplomatico della Segreteria di Stato vaticana, così come della Farnesina per convincere il governo di Tripoli, quantomeno, a commutare la pena. Ma non è detto.

Preghiera alla Vergine dall'Appello del Card. Burke / Dal 12 marzo al 12 dicembre 2024

La ricordo ogni giorno fino al termine della novena [qui - qui]. Cliccare sull'immagine per ingrandire

lunedì 25 marzo 2024

25 marzo. Dantedì

Veneziani sa cogliere l'essenza e la vera funzione dei protagonisti del pensiero culturale italiano. "Dante, pensatore celeste, fondatore d'Italia. il profeta, pensatore, il filosofo,  il teologo politico, l'esule, il Fedele d'Amore". Alcuni precedenti qui - qui - qui.

25 marzo. Dantedì

Quando il mondo sembra crollare, le civiltà precipitano, i popoli sono disorientati, la solitudine globale prevale, la strada maestra è una sola: tornare al principio e ai principi da cui principiò il nostro cammino. Dante Alighieri è il nostro princeps, l’Inizio da cui discende l’unità geo-spirituale, culturale e linguistica della nostra civiltà. È il poeta, il profeta, il fondatore, lo scrittore e il testimone originario dell’Italia nostra. È l’apice solitario in cui si incrocia il mondo classico; l’Imperium romano, il pensiero antico, la cristianità. In lui prende voce, anima e corpo la civiltà italiana come paradigma della civiltà universale. Dante è il ponte tra l’antichità e la posterità, ma anche tra l’umano e il divino, tra il sacro e la storia. Autentico pontifex, facitore di ponti, come si diceva nell’antica Roma e poi nella tradizione cattolica. Ma al tempo stesso è il precursore tradito, disatteso, inascoltato. Il maestro che non ebbe discepoli.
Dante è il padre della nostra lingua, ma anche l’apostolo e il profeta dell’Italia che verrà. Dopo di lui verranno Petrarca e Machiavelli, Ariosto e poi Vico e Alfieri, Foscolo e Leopardi, e col tempo i grandi sognatori d’Italia, fino agli scrittori, i poeti e i pensatori risorgimentali. Ma Dante fu il primo, il capostipite, nel momento più fosco, in cui non s’intravedeva alcun processo politico unitario neanche in fieri. Non fu Garibaldi, non fu Vittorio Emanuele II, e nemmeno Mazzini e Cavour, o poi la Costituzione italiana, ma fu Dante il vero fondatore d’Italia. Fu lui a dare dignità al terreno primario e comune di una nazione, la lingua. Fu lui a riannodare la civiltà cristiana e la civiltà romana, riconoscendo l’Impero e la Chiesa come i genitori dell’Italia, con ruoli ben distinti. La romanità e la cristianità ebbero altri figli; ma la figlia che ereditò la casa paterna e materna fu l’Italia.
Marcello Veneziani (Da “Dante nostro padre”, 2020)

Se persino i trinariciuti riconoscono l'importanza della religione per avere un futuro (cioè una Patria)

Leggo su Facebook un testo che condivido perché esprime, in termini pungenti ma efficaci, i nostri pensieri sulla temperie in cui siamo immersi e che ci vede testimoni consapevoli e non indifferenti. Ben consapevoli anche che anche l'ipotesi che possa bastare una religione senza FEDE per garantire principi sani e non distruttivi, di fatto vanificherebbe l'Incarnazione di Nostro Signore. Con tutte le conseguenze ben descritte; il che può servire per dare ulteriore ardore alle nostre suppliche.

Se persino i trinariciuti riconoscono l'importanza 
della religione per avere un futuro (cioè una Patria) 

In questo paese ci stanno ancora vecchi e giovani "vecchi comunisti", dei vecchi comunisti disposti anche a pagare sulla loro pelle le loro idee, della serietà che mettevano nella causa, ho sempre avuto rispetto. Soltanto che poi si rivelarono una esigua minoranza: la grande maggioranza era composta da pescicani golosissimi di capitalismo e individualismo arrampicatore: i Napolitano, i D'Alema, i Bersani, altre carogne. 
E allora mi suscita ormai da tempo una certa impressione seguire un dibattito dove qualcuno citando l'opera di Todd (che so di che parla ma non l'ho letta perché è in franzoso) dice dell'importanza della "religione per credere nel futuro", per mantenere viva la coscienza di un popolo, l'intera struttura sociale e dunque produttiva. E quando si smette di credere a una religione, tutto si spengono tutte le luci: si comincia col chiudere le fabbriche, si finisce col non fare più figli, non si fa più nemmeno all'amore [siamo immersi nella pornografia qua, ma io da cattolico arrivo a preoccuparmi che la gente, i ragazzi... al massimo si prostituiscono, ma non scopano, scopano poco, non si cercano: arrivo a preoccuparmene io e sta a vedere che dovrò mettermi a farlo io per tutti].
E questo Putin lo ha capito. 
E mentre si enumerano queste tesi dell'importanza fondamentale della religione per la vita di una comunità, dello stato... il mio occhio cade sui volti dei due comunistoni presento, un versione rasta-rave-comune-canne e l'altro in versione nerd. 
Guardo le loro teste in tutta questa laica apologia della santa religione, e che fanno quei due comunisti a questo punto? Annuiscono vistosamente con la testa. O era il parkinson. 
Se solo qualche paio d'anni fa fosse andato tipo uno come me a ripetere esattamente l'acqua calda che ha scoperto oggi Todd e che noi si sapeva da sempre e da anni (vi ricordate?) annunciavamo il crollo "imminente" di tutte queste illusioni nichiliste e crepuscolo degli dei nietzschiani, nel solo modo possibile, nella tragedia prima della catarsi, se solo l'avessi detto orsono due anni fa mi avrebbero dato non solo dall'integralista cattolico (e tale sono: nel senso che accetto TUTTO il cattolicesimo) ma pure del fascista. Come del resto lo davano a Putin (salvo ovviamente per quel giuggiolone di don Fanzaga che è ancora convinto che in Russia c'è l'URSS e Putin è il primo segretario del PCUS cornutissimo). A questo punto siamo. 

Mons. Viganò / Conferenza Spirituale nella Domenica II di Passione o delle Palme

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati. Cogliamo l'occasione per esprimere a Mons. Viganò i nostri più sentiti voti per il 56° anniversario della sua Ordinazione sacerdotale (24 marzo 1968).
Conferenza Spirituale
nella Domenica II di Passione o delle Palme
Mons. Carlo Maria Viganò

QUIS EST ISTE REX GLORIÆ?
Exsulta satis, filia Sion,
jubila filia Jerusalem.
Ecce Rex tuus venit tibi.
Za 9, 9
Le solenni celebrazioni della Settimana Santa iniziano con l’entrata trionfale di Nostro Signore in Gerusalemme, salutato come Re di Israele. La Santa Chiesa, popolo della Nuova ed Eterna Alleanza, fa proprio il tributo di pubblici onori al suo Signore: Hi placuere tibi, placeat devotio nostra: Rex bone, Rex clemens, cui bona cuncta placent.

Tuttavia, quasi a mettere in evidenza quanto sia volubile e manipolabile la moltitudine, oggi vediamo la folla festante con rami di palme e di olivo, e pochi giorni dopo la sentiamo gridare il Crucifige e mandare a morte quello stesso Re, sul patibolo riservato agli schiavi.

Non ci è dato sapere se quanti accolsero esultanti il Signore alle porte della Città Santa fossero gli stessi che si riunirono dinanzi al Pretorio e vennero sobillati dai Sommi Sacerdoti e dagli scribi del popolo; ma non è difficile supporre – anche sulla base di altri episodi analoghi nel corso della Storia – che molti fossero presenti in entrambe le circostanze, per il semplice gusto di assistere ad un evento, di seguire la massa, di “farsi un selfie” diremmo oggi. D’altra parte, non furono gli stessi Ebrei nel deserto a costruirsi un vitello d’oro, mentre Mosè riceveva sul Sinai le tavole della Legge? E quante altre volte quegli stessi Ebrei che avevano acclamato al Dio di Israele finirono con l’accogliere “ecumenicamente” i sacerdoti di Baal e contaminarsi con gli idolatri, meritando i castighi annunciati dai Profeti e pentendosi poi della loro infedeltà, per ricominciare poco dopo? Questa è la massa, cari fratelli; la massa che assiste alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, alla guarigione dei lebbrosi, degli storpi, del servo del centurione e alla resurrezione di Lazzaro, ma poi si assiepa lungo il sentiero che porta al Golgota per insultare e sputare su Nostro Signore, o anche solo per stare a guardare, ut videret finem (Mt 26, 57): per vedere come andava a finire.

Marcello Veneziani, La scomparsa dei cattolici non dipende solo dal Papa / Con una chiosa e alcune note

«Molta morale, poca comunità, zero cultura»: è questa la sintesi dell’impietosa analisi del cattolicesimo italiano compiuta nei giorni scorsi su Avvenire dal teologo Pierangelo Sequeri :«Perché i cattolici faticano a rispondere alle sfide culturali?». Un intervento che suscita interrogativi e merita risposte che diano ragioni a 360° aprendo un confronto meno autoreferenziale del giudizio in esame. Non possiamo fare finta di nulla. Le realtà ispirate e fecondate dal cristianesimo non sono più operative, si sono piegate al pensiero del mondo e non incidono sulla vita e sulla storia del nostro tempo. Non sono mancati maestri e testimoni, come Dietrich von Hildebrand ad esempio [qui - qui - qui - qui] o alcune perle presenti anche nel Magistero postconciliare: «Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta». Lo diceva Giovanni Paolo II. C'è la critica al relativismo di Benedetto XVI... Hanno indicato la strada ma è mancato il quid per una incarnazione concreta e diffusa per effetto della 'pastorale' annacquata. Del resto conosciamo purtroppo i limiti dell'antropocentrismo conciliare che ha permeato il pensiero e la fede cattolica... La realtà è quella descritta da Veneziani nell'articolo ripreso di seguito. Prima ne prendiamo atto, meglio sarà. Richiamo l'attenzione anche sulle note. Restano, per ora, le preghiere, l'offerta, le suppliche e l'impegno di nicchia di chi come noi non si arrende e, impotente sul resto, vuol almeno salvare il seme. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. (M.G,)

La scomparsa dei cattolici non dipende solo dal Papa
di Marcello Veneziani


Ma la Chiesa, il mondo cattolico, le scuole cattoliche, le università cattoliche, l’editoria cattolica, la comunicazione d’ispirazione cattolica, il popolo dei credenti dove sono finiti, come mai non si fanno sentire mai sulle questioni decisive e rilevanti che riguardano gli orientamenti civili e culturali, l’arte, il pensiero, la scienza e la tecnologia, la letteratura, la musica e il cinema, il politically correct, la cancel culture e l’ideologia woke? Ma anche nelle scelte della vita comune, la vita intima, le sue inclinazioni non si avverte mai un punto di osservazione religioso, prima che cattolico e cristiano…

Noi risolviamo tutto risalendo a Papa Francesco, a lui attribuiamo ogni merito, ogni colpa, ogni responsabilità della presenza o dell’assenza cristiana nel mondo; ma non possiamo caricare sulle sue spalle, piuttosto malandate e forse inadeguate, tutto il peso della cristianità. Ma nemmeno sulla Conferenza Episcopale o su qualche suo portavoce o esponente di spicco. Certo, l’ordine e la gerarchia delle responsabilità è a partire da loro che sono ai vertici della cristianità; ma non possiamo esaurire un mondo vasto che un tempo coincideva quasi col mondo occidentale, con la società, ad alcune figure apicali o rappresentative.

Preghiera alla Vergine dall'Appello del Card. Burke / Dal 12 marzo al 12 dicembre 2024

La ricordo ogni giorno fino al termine della novena [qui - qui]. Cliccare sull'immagine per ingrandire

domenica 24 marzo 2024

24 marzo. San Gabriele Arcangelo

Facciamo oggi una breve tregua ai severi pensieri della Quaresima per festeggiare l'Arcangelo Gabriele. Domani lo vedremo spiegare il volo sulla terra e fermarsi, celeste messaggero della Santissima Trinità presso la più pura delle Vergini. Dunque a ragione i figli della Chiesa ricorrono a lui per poter degnamente celebrare il mistero che annunciò quaggiù.
Gabriele appartiene alle più eccelse gerarchie degli angelici Spiriti; come disse di sé a Zaccaria (Lc 1,19), è uno di quelli che stanno al cospetto di Dio. A lui sono riservate le missioni concernenti la salute del genere umano attraverso l'Incarnazione del Verbo, perché il nome Gabriele significa Forza di Dio, ed è in questo mistero, apparentemente umile, che si manifesta principalmente questa divina potenza. (dom Prosper Guéranger qui).

Bernardo di Chiaravalle
Lodi della Vergine Madre

L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret, ad una vergine promessa sposa ad un uomo della casa di David, di nome Giuseppe, e il nome della vergine era Maria ecc. (Lc 1, 26-27).

1. Perché mai l’Evangelista ha voluto indicare tante cose con il loro nome in questo passo? Credo che l’abbia fatto perché noi non trascurassimo nulla di quanto egli con tanta diligenza si è studiato di raccontare. Nomina infatti il Nunzio che viene inviato e il Signore da cui fu mandato, la Vergine alla quale è mandato, e anche lo Sposo della Vergine, la discendenza di entrambi, la loro città e la loro regione. E questo perché? Pensi forse che siano indicazioni superflue? No, certamente. Se infatti non cade una foglia senza una ragione, né cade sulla terra un passero all’insaputa del Padre celeste, potrei io forse pensare che dalla bocca del santo Evangelista sia uscita una parola superflua, specialmente nel racconto della storia sacra del Verbo (incarnato)? Non lo penso. Tutte quelle parole infatti sono piene di profondi misteri e spandono una celeste soavità, a condizione che uno le mediti con diligenza e sappia succhiare il miele dalla roccia (Dt 32, 13). In verità, in quel giorno i monti hanno stillato dolcezza, e i colli fecero scorrere latte e miele (G13, 18; Es 3, 8) quando dall’alto dei cieli stillava la rugiada e le nubi piovevano il giusto e la terra si apriva, germogliando con letizia il Salvatore (Is 45, 8; 35, 2); quando, manifestando il Signore la sua benignità, e dando la nostra terra il suo frutto, su quel monte eccelso, pingue e ferace, la misericordia e la verità si incontrarono, la giustizia e la pace si baciarono (Sal 84, 13. 11; 67, 16).

Il vero autore di Fiducia Supplicans è Lutero

Grazie a Disputationes Theologicae per il testo che segue. Qui l'indice degli articoli dedicati alla Fiducia supplicans.

Il vero autore di Fiducia Supplicans è Lutero
Il trionfo della “teologia” di Kasper attraverso Fernandez?

7 marzo 2024, San Tommaso d'Aquino

Statua di Lutero in Vaticano
Il 13 gennaio 2024 il coraggioso Vescovo olandese Rob Mutsaerts nel suo articolo Quella diabolica ambiguità (Die duivelse ambiguïteit) ripercorreva le fasi della protestantizzazione e demolizione del cattolicesimo nei Paesi Bassi. Con grande scandalo vedeva in Fiducia Supplicans e nella conseguente autorizzazione a benedire la coppie omosessuali quella “teoria della prassi” che sfruttando la cosiddetta “teologia pastorale” vorrebbe subdolamente stravolgere la dottrina cattolica. E in pochi tratti di penna indicava le responsabilità “teologiche” del Cardinal Fernandez che sarebbe, con l’avallo bergogliano, il redattore non solo di Fiducia Supplicans, ma anche l’ “autore ombra” del famigerato Amoris Laetitia, l’altrettanto confuso documento che di fatto ha spalancato ovunque le porte alla comunione sacrilega dei divorziati “risposati”.

Vi è un’innegabile continuità fra questi due documenti che vanno letti insieme. Essi appaiono - e lo sono - confusi e verbosi, ma al contempo seguono una logica abbastanza precisa, figli come sono della (pseudo) teologia di derivazione luterana, che ebbe in Walter Kasper il suo campione (definito non a caso da Francesco “un buon teologo” nel suo primo Angelus, laddove si annunciava l’impronta futura di governo e si ringraziavano i fautori dell’elezione).

Così la Messa antica vive e prospera, nonostante la persecuzione. In un film testimonianze da tutto il mondo

Qui l'indice degli articoli dedicati alla Traditionis custodes e restrizioni successive.
Così la Messa antica vive e prospera, nonostante la persecuzione. 
In un film testimonianze da tutto il mondo 

Si intitola Mass of the Ages ed è un film in tre parti [qui] che descrive la resistenza delle famiglie colpite dalle restrizioni di papa Francesco sulla Santa Messa apostolica, persecuzione che arriva proprio mentre tra i cattolici è atto una riscoperta della liturgia tradizionale.

Nell’ultima parte della trilogia si racconta storie di famiglie colpite dal Vaticano attraverso Traditionis custodes e si mostra come, nonostante tutto, la Messa tradizionale stia fiorendo in diverse parti del mondo.

Mass of the Ages. Guardians of Tradition è uscito il 19 marzo e ripercorre la cronologia delle norme emanate dalla Santa Sede circa la liturgia tradizionale, a partire dal cosiddetto “indulto di Agatha Christie” del 1971, due anni dopo la promulgazione della Nuova Messa (Novus Ordo Missae), fino alle recenti restrizioni imposte da Francesco con Traditionis Custodes.

Ricordiamo che nel 1971 una lettera di un gruppo di intellettuali, molti dei quali non cattolici, indusse Paolo VI a firmare quello che è appunto conosciuto come “indulto di Agatha Christie”, dal nome della più famosa firmataria dell’appello, che concedeva il permesso di continuare a celebrare la Messa nella forma antica in Inghilterra e Galles.

Il film propone interviste a studiosi cattolici come Peter Kwasniewski e Scott Hahn, che spiegano la successione degli indulti e delle restrizioni dopo il Concilio Vaticano II, ma vi sono anche narrate storie di famiglie di tutto il mondo che raccontano in che modo sono state colpite dai provvedimenti vaticani e come vi resistono.

Una delle vicende illustrate è quella di un gruppo di madri francesi che hanno organizzato un pellegrinaggio da Parigi a Roma per incontrare papa Francesco [qui]. Le mamme, i cui figli sono sacerdoti che celebrano in rito antico, hanno chiamato il loro pellegrinaggio La Voie Romaine e hanno percorso 1.100 chilometri in otto settimane per raggiungere Roma e consegnare al papa oltre 2.500 lettere di fedeli cattolici che amano la tradizione.

Quando finalmente una delle responsabili del gruppo riuscì a incontrare il papa durante un’udienza, gli disse con franchezza: “Santo Padre, noi siamo madri di sacerdoti; abbiamo camminato da Parigi a Roma, per incontrarla. Le chiediamo: lasciate che i nostri figli, che sono anche vostri figli, celebrino la Messa tradizionale”.

Nel film un giovane francese racconta di essere nato in una famiglia atea ma di essersi convertito sperimentando la bellezza della Messa antica: “Quando per la prima volta ho sentito i canti gregoriani e ho visto come veniva seguita la Messa, qualcosa mi ha toccato nel profondo e ne sono rimasto totalmente catturato. Ecco perché ho deciso di diventare cattolico”.

Il film presenta anche testimonianze di famiglie cattoliche degli Stati Uniti e del Sud America la cui fede è stata accresciuta dalla riscoperta della Messa antica, nonostante tutte le difficoltà. “Non possiamo avere tutti i sacramenti” dice una fedele messicana riguardo alle restrizioni imposte dal Vaticano. “Ho un figlio che si sta preparando alla Cresima ma ancora non sappiamo se potremo ricevere il sacramento nella forma da noi desiderata”.

Il vescovo Athasius Schneider, rivolgendosi direttamente al papa, dice: “Per favore, papa Francesco, Santo Padre, incontra queste buone, giovani famiglie cattoliche che amano la Messa tradizionale, e loro ti daranno una testimonianza convincente”.

Tra le testimonianze più belle c’è quella di una fiorente comunità cattolica in Tanzania. Padre Antonius Mamsery, superiore generale dei Missionari della Santa Croce nel paese, spiega la bellezza del rito tradizionale sottolineando che, grazie al latino, i cattolici di tutto il mondo si sentono uniti nella stessa preghiera, con una sola voce.

Verso la fine del film monsignor Schneider spiega: “Nostra madre, la Chiesa, sta soffrendo. Siamo tentati di arrabbiarci e di gridare: scendi dalla croce! Ma questa non è la strada. Solo Cristo, Nostro Signore, determinerà il momento in cui ricondurrà la sua sposa, nostra madre la Chiesa, verso giorni luminosi attraverso sofferenze, espiazioni e l’incrollabile fedeltà dei piccoli. Questo è il metodo di Dio”.
__________________
Tutte e tre le parti della trilogia possono essere visualizzate gratuitamente sul canale YouTube di Mass of the Ages.

Seconda Domenica di Passione Domenica delle Palme

Con la Domenica delle Palme, Domenica dell'Osanna o più propriamente Domenica della Passione del Signore, inizia la solenne annuale celebrazione della Settimana Santa, nella quale vengono ricordati e celebrati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, con i tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura e infine la sua Risurrezione e Ascesa al cielo. 
Per una visione d'insieme su questo tempo litugico, vedi: Cap. I - Storia del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui]; Cap. II - Mistica del Tempo di Passione [qui]; Pratica del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui]; Domenica di Passione [qui].

Seconda Domenica di Passione 
Domenica delle Palme

Ant.
- Matt. 21, 9 - Hosánna fílio David: benedíctus qui venit in nómine Dómini. Rex Israël: Hosánna in excélsis.
Matt. 21, 9 - Osanna, o figlio di Davide: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore. O Re di Israele: Osanna nell’alto dei cieli.

La partenza da Betania.
Di primo mattino, Gesù lascia a Betania Maria sua madre, le due sorelle Marta e Maria Maddalena, con Lazzaro, e si dirige a Gerusalemme in compagnia dei discepoli. Trema la Vergine, nel vedere così il Figlio avvicinarsi ai suoi nemici, che bramano versare il suo sangue; però oggi, Gesù, non va incontro alla morte a Gerusalemme, ma al trionfo. Bisogna che il Messia, prima d'essere sospeso alla croce, sia, in Gerusalemme, proclamato Re dal popolo; e che di fronte alle aquile romane, sotto gli occhi dei Pontefici e dei Farisei rimasti muti per la rabbia e lo stupore, la voce dei fanciulli, mescolandosi con le acclamazioni della cittadinanza, faccia echeggiare la lode al Figlio di David.

sabato 23 marzo 2024

Nomine e discussioni pianificate: così il Sinodo di Bergoglio si allontana dal Concilio

La rivoluzione che sta minando La Catholica trova spazio persino sugli organi di stampa, come dimostra l'articolo ripreso da Il Giornale. Se il "Sinodo di Bergoglio" si allontana dal Concilio, a maggior ragione si allontana dalla Tradizione. Qui l'indice degli articoli dedicati al Sinodo sulla sinodalità.

Nomine e discussioni pianificate: 
così il Sinodo di Bergoglio si allontana dal Concilio 

Francesco ordina l'istituzione di gruppi di studio sui temi caldi in vista della sessione di ottobre prossimo. Diminuisce lo spazio dei vescovi partecipanti?
Francesco vuole una Chiesa sinodale, ma per raggiungere questo scopo sembra determinato anche a cambiare il concetto stesso di "Sinodo" che conosciamo da Paolo VI in poi. Frutto del Concilio Vaticano II, "Sinodo" è stata finora intesa come "un'espressione particolarmente fruttuosa e lo strumento della collegialità episcopale" [vedi], secondo un'azzeccata definizione di Giovanni Paolo II. La XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi divisa in due sessioni e che si concluderà ad ottobre prossimo, però, verrà ricordata per essere stata la prima con laici - nominati dal Papa - aventi diritto di voto.

Un lungo Sinodo
Sebbene sia entrato nel vivo ad ottobre scorso, l'inizio di questo percorso sinodale in realtà risale addirittura al 2021 con l'avvio di una fase preparatoria nelle diocesi. Dunque, alla seconda sessione del prossimo ottobre si arriverà con alle spalle un processo già lungo tre anni: nonostante ciò, Francesco ritiene che un mese non sarebbe sufficiente per confrontarsi sui temi emersi durante la prima sessione. Da questa convinzione, perciò, nasce la sua decisione di costituire dei gruppi di studio che a loro volta dovranno interrogarsi sulle questioni poste nella relazione di sintesi presentata alla fine della prima sessione e saranno chiamati a preparare il terreno ai padri sinodali.

La voce “modernismo” di  C. Fabro – seguíta da un saggio di P. Pasqualucci sull’ermeneutica di  Schleiermacher

Per rimanere in tema, pubblichiamo la “voce” “Modernismo”, redatta da Padre Cornelio Fabro per l'Enciclopedia Cattolica, preceduta da un nota previa e seguíta da un saggio di P. Pasqualucci sull’ermeneutica di Schleiermacher.
La voce “modernismo” di  C. Fabro – seguíta da un saggio di P. Pasqualucci sull’ermeneutica di  Schleiermacher

M o d e r n i s m o
Voce dell’VIII vol. della Enciclopedia Cattolica, dodici volumi tra il 1948 e il 1954, regnante Pio XII. Autore: P. Cornelio Fabro, a cura di P. Pasqualucci
In Appendice un saggio di Paolo Pasqualucci sul filosofo tedesco Friedrich Schleiermacher, uno dei padri spirituali del modernismo, pubblicato nel 2009 sul periodico sì sì no no, col titolo: Per una critica dell’ermeneutica filosofica. Riflessioni su Schleiermacher.

Nota previa
Non solo il termine ma il concetto stesso di “modernismo” sembra scomparso dalla pubblicistica ufficiale cattolica. L’Enciclopedia Cattolica dell’era Pacelli non è stata più ristampata. A quanto ne so, è stata sostituita da un Nuovo Dizionario di Teologia di sole 93 voci, di taglio soprattutto “ermeneutico” e “metodologico”, un’impostazione che per l’appunto recepiva la prospettiva dei modernisti, mirante ad adeguare metodologicamente l’esegesi e la teologia cattoliche ai procedimenti razionalisti dei protestanti, con tutte le conseguenze del caso.
Nella ristampa parziale su internet della Enciclopedia Cattolica ad opera di it.Cathopedia.org, nel pur cospicuo indice generale, la voce Modernismo non l’ho trovata. Forse non ho saputo cercar bene. Sempre su internet, ufficiosi Dizionari di teologia dedicano poche righe alla voce Modernismo, in genere per deplorare le censure e sanzioni di San Pio X, il quale, a loro dire, avrebbe fatto erroneamente di ogni erba un fascio, colpendo, oltre agli eccessi interpretativi e dottrinali, anche tutto quello di buono che c’era nell’indirizzo modernista.

venerdì 22 marzo 2024

Un dettaglio della Pietà di Michelangelo sorprendente e non conosciuto

La Pietà di Michelangelo è una delle opere più belle tra quelle frutto dell'ingegno umano, indicibilmente emozionante da qualunque angolazione la si guardi. Di seguito condivido l'illustrazione di un dettaglio molto nascosto e dunque non immediatamente rilevabile, scoperto dalla bocca semichiusa di Cristo (vedi immagine inserita sotto). Però la spiegazione che ne consegue ha un senso, perché Cristo col suo sacrificio da uomo per gli uomini, espia con la morte i peccati dell’umanità, dopo esserseli assunti. Della tradizione ebraica conosciamo il capro espiatorio. E dunque il dato è plausibile, al di là dalle idee religiose dell’Artista. Del resto è arcinoto che Michelangelo avesse fatto studi anatomici molto approfonditi per definire il corpo umano nei minimi particolari riconoscibili in tutte le due mirabili opere; quindi si può pensare che il tutto sia pensato e voluto, assolutamente mai casuale.

Un dettaglio della Pietà di Michelangelo sorprendente e non conosciuto

Guardando la Pietà di Michelangelo, custodita nella Basilica di San Pietro a Roma notiamo un dettaglio per certi versi impercettibile ma che ci stupisce. Nel volto del Cristo notiamo la presenza di un dente in più, il quinto incisivo centrale, che all'epoca veniva considerato il 'dente del peccato', il 'dente bastardo'. In odontoiatria questo dente in soprannumero si chiama "mediodens". 
Alcune persone hanno in verità denti in soprannumero. Ma perché Michelangelo avrebbe messo in bocca al Cristo proprio il mediodens, il dente del peccato, del male? Un errore del grande scultore? Non è possibile data l'estrema precisione dell'opera e la cura di ogni minimo dettaglio. La ragione sta nel fatto che Michelangelo ci vuol dire che Cristo ha assunto su di sé tutti i peccati del mondo. 
Questa scoperta del mediodens che era sfuggita a tutti gli storici dell'arte, è stata fatta da Marco Bussagli, dell'Accademia di Belle Arti di Roma che ne ha parlato in una lettura inaugurale al XVIII Congresso Internazionale su Parodontologia e Salute Orale a Rimini. Lo storico ha anche fatto anche notare che l'idea del quinto incisivo come dente del peccato in realtà è precedente a Michelangelo e l'esempio più antico è la Pietà di Lorenzo Salimbeni.
Il Bussagli è stato dunque il primo che ha identificato questo dettaglio dedicando al tema diversi testi, l'ultimo dei quali nel 2014, nei quali nota che oltre a Michelangelo, che lo utilizzò' pure in alcuni volti del Giudizio Universale, compare anche in Botticelli, nel Demonio delle illustrazioni della Divina Commedia.
Anche la bellissima Cleopatra di casa Buonarroti ne possiede uno, perché considerata 'lussuriosa'. Parlare di ciò può sembrare una curiosità, ma ci fa capire che Michelangelo è stato anche un grande filosofo e le sue opere vanno guardate anche sotto questo aspetto.

Il Modernismo nella Chiesa cattolica Spunti di riflessione / II

Il nostro caro lettore Catholicus ha elaborato una corposa antologia del modernismo, che pubblicherò secondo la sua suddivisione in parti proprio per la sua ampiezza, difficilmente condivisibile sulla rete. Ho pensato di rendere leggibili le singole parti nel testo originale e  anche scaricabili in formato pdf per chi fosse interessato all'intero contenuto. Inserisco di seguito i relativi link:
Modernismo-parte-prima.pdf; Modernismo-parte-seconda.pdf; Modernismo-parte-terza.pdf; Brutte Chiese e telogia della fuffa.pdf; Chiesa cattolica e protestantesimo.pdf; Modernismo-Appendice.pdf. Grazie al nostro Catholicus e buona lettura a voi.

Il Modernismo nella Chiesa cattolica
Spunti di riflessione


Parte prima
Parte seconda

Le origini del modernismo
Con la Rivoluzione Francese inizia quella ribellione all’autorità costituita che, nel secolo successivo, contagerà anche l’ambiente religioso, in particolar modo la Chiesa Cattolica. Questa ribellione, in ambito cattolico, darà vita a quel movimento che è stato definito “modernismo”, termine che vuol indicare il rifiuto della Tradizione e del Magistero bimillenario della Chiesa di Cristo. In effetti un tal rifiuto era già avvenuto almeno un paio di volte, con effetti disastrosi: nel 1054 con lo scisma d’Oriente, che aveva dato vita alle Chiese ortodosse (una pluralità di chiese nazionali) e nel 1517 con la riforma luterana (poi seguita da quelle di Calvino e Zwingli), che aveva dato luogo al protestantesimo (divenuto poi una miriade di sette protestanti).

La rivoluzione giacobina sposta l’accento dalla trascendenza all’immanenza. L’Illuminismo precede e prepara il positivismo, il culto dell’onnipotenza della scienza, delle “meravigliose sorti e progressive”.

giovedì 21 marzo 2024

“La Civiltà Cattolica” cambia rotta. E si tiene a cauta distanza dalle benedizioni delle coppie omo

L’autore della lettera pubblicata da Sandro Magister e ripresa di seguito, Antonio Caragliu, è avvocato del foro di Trieste e membro dell’Unione dei Giuristi Cattolici Italiani. Qui l'indice degli articoli sulla Fiducia supplicans.
“La Civiltà Cattolica” cambia rotta. 
E si tiene a cauta distanza dalle benedizioni delle coppie omo

Caro Magister,
leggendo l’articolo su “Fiducia supplicans” del nuovo direttore de « La Civiltà Cattolica » p. Nuno da Silva Gonçalves [nella foto – ndr] mi ha colpito l’equilibrio e la misura dell’esposizione: due qualità significative del netto cambiamento di linea editoriale della rivista realizzatosi con la fine della direzione di p. Antonio Spadaro. Un cambiamento apprezzabile anche nella sequenza degli articoli: tra i quali ora figurano in primo piano le analisi storiche (e non militanti) di p. Giovanni Sale.

Premetto che trovo ineccepibili e ineludibili i rilievi critici del cardinale Gerhard Müller, da ultimo pubblicati su “First Things”, aventi ad oggetto la dichiarazione “Fiducia supplicans” con il relativo comunicato stampa del dicastero per la dottrina della fede, sulla benedizione delle coppie omosessuali.