Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 29 maggio 2026

La fine dei francescani mariani?

Nella nostra traduzione da Substack.com. Perché una fiorente comunità tradizionale non riusciva più a trovare una casa nella Chiesa della Gran Bretagna post-francescana. L'accaduto si riallaccia alla tanto dolorosa quanto inquietante vicenda dei Francescani dell'Immacolata, da noi seguita passo passo qui (nutrito archivio).

La fine dei francescani mariani?
Mark Lambert, 28 maggio

Lo scioglimento silenzioso dei Francescani Mariani segna la fine di uno degli apostolati cattolici tradizionali più intriganti e simbolicamente importanti emersi in Gran Bretagna durante il pontificato di Papa Francesco. Le dichiarazioni ufficiali rilasciate dalla comunità stessa, insieme alle successive dichiarazioni delle diocesi di Dunkeld e Portsmouth, sono sobrie, addolorate e improntate a un tono volutamente ecclesiale. Non vi sono accuse, denunce, né appelli all'indignazione di parte. Al contrario, si percepiscono gratitudine, obbedienza, preghiera e un inconfondibile senso di dolore.

Eppure, al di sotto di questa apparente moderazione si cela una storia profonda sullo stato della Chiesa nel cattolicesimo post-francescano e sulla cultura ecclesiale sempre più frammentata che ora caratterizza la vita diocesana stessa.

Magnifica humanitas: la sfida dell’ordine mondiale nell’era dell’algoritmo

Manca ancora la mia lettura attenta, che richiede tempo e ponderatezza: la materia è complessa, le implicazioni tecniche, geopolitiche, morali, teologiche sono molteplici e interconnesse. 
Quella che segue è una robusta analisi che, tra le diverse implicazioni, evidenzia la chiave geopolitica oltre che teologica del documento sulla governance globale dell’intelligenza artificiale e della potenza tecnica. La sottolineata geopolitica della dignità diventa una questione di giustizia internazionale, non solo di morale individuale. Il Papa chiede che si passi da una interdipendenza subita a una solidarietà scelta.
L'impressione che ne ricavo sul piano generale è che, nell'offerta cornice di principi per negoziare il nuovo patto tra potenza e limite, prevale l'umanesimo e manca la metafisica. Penso all'incipit del documento — confortevole su Cristo Signore e l'Incarnazione — che, però, sfocia immediatamente nel coinvolgimento globale secondo l' "attitudine al dialogo come parte integrante della vocazione della Chiesa, perché essa, costituita «in Cristo, in qualche modo il sacramento […] dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» [Gaudium et Spes, 22 vedi]. E mi sorprende la scomoda possibilità perfino di un deficit del cristianesimo conciliare, così abile nel preservare il linguaggio della fede, pur abbassandone velatamente le aspettative. Qui trovate l'indice degli articoli dedicati.  (Maria Guarini)

Magnifica humanitas: la sfida dell’ordine mondiale nell’era dell’algoritmo
di Gianni Lattanzio

Con Magnifica Humanitas, Leone XIV entra sulla scena internazionale non solo come capo spirituale, ma come interlocutore strutturale del dibattito sulla governance globale dell’intelligenza artificiale e della potenza tecnica. L’enciclica non è un pronunciamento settoriale sulla tecnologia, ma un testo che ambisce a ridefinire i parametri entro cui leggere i rapporti di forza, le istituzioni multilaterali e le derive conflittuali del sistema internazionale nel tempo dell’IA.

La scelta di firmare il documento nel 135° anniversario della Rerum novarum è in sé un gesto politico. Come Leone XIII osò affrontare il cuore della “questione sociale” nel pieno della rivoluzione industriale, così Leone XIV comprende che la “questione algoritmica” non è un capitolo aggiuntivo dell’agenda digitale, ma il luogo in cui si decidono oggi sovranità effettive, redistribuzione del potere, inclusione o esclusione di interi popoli dalle opportunità del progresso. L’analogia non è retorica: segnala la volontà di dotare la Chiesa, e più ampiamente la comunità internazionale, di un quadro concettuale per affrontare una quarta rivoluzione industriale che rischia di consolidare nuove asimmetrie strutturali tra Nord e Sud del mondo, tra centri di calcolo e periferie dei dati.

Il problema islamico è presente anche da noi

E c'era chi si lamentava delle campane... E purtroppo è solo un aspetto: c'è un marea montante. Vedi indice articoli sull'argomento.

Il problema islamico è presente anche da noi

A Genova la sveglia la punta il muezzin. Nel quartiere Cornigliano l'adhān risuona cinque volte al giorno. Telenord lo ha filmato. I residenti lo subiscono. La politica finge di non sentire.

"Pregare è meglio che dormire." È la formula del fajr, la preghiera islamica dell'alba che d'estate in Italia cade prima delle quattro di mattina.

Non viene sussurrata a porte chiuse. Attraversa i muri, entra nelle camere di chi non l'ha scelta, sveglia chi l'indomani lavora.

E non proviene da moschee riconosciute, in tutta Italia se ne contano dieci, ma da garage, capannoni, ex supermercati, appartamenti, che i Comuni chiamano "centri culturali" per non doverli chiudere.
Genova non è un'eccezione. È la regola. Gli esempi si moltiplicano più velocemente della capacità di raccontarli.

giovedì 28 maggio 2026

Giovedì della Pentecoste. Lo Spirito Santo e l'insegnamento della verità

Siamo ancora nell'Ottava di Pentecoste. Acquistiamo sempre più consapevolezza delle profondità spirituali inesorabilmente perdute con la sua abolizione nel Novus riformatore. È un testo lungo e importante; val la pena spendervi il tempo per meditarlo.

Giovedì della Pentecoste.
Lo Spirito Santo e l'insegnamento della verità


Lo Spirito Santo che tiene uniti in un «tutto» unico i membri della Santa Chiesa, perché unico è egli stesso, non è stato inviato solamente per assicurare l’unità inviolabile della Sposa di Cristo. Questa Sposa di un Dio che si è chiamato da se medesimo la Verità (Gv. 14, 6), ha bisogno di essere nella verità, e non può essere accessibile all’errore. Gesù le ha affidato la sua dottrina, e l’ha istruita nella persona dei suoi Apostoli. « Vi ho manifestato tutto quello che ho sentito dal Padre» (ibid. 15, 15). Ma come potrà questa Chiesa, lasciata all’umana debolezza, conservare attraverso i secoli senza miscugli e senza alterazioni, quella parola che Gesù non ha scritto, quella verità che da sì in alto è venuto a portare sulla terra? L’esperienza prova che tutto si altera quaggiù, che i testi scritti sono soggetti a false interpretazioni, e che le tradizioni, che non sono scritte, diventano irriconoscibili nel corso degli anni.

Humanitas?

Una visione di massima di Martino Mora della prima enciclica di Leone XIV. Occorre leggerla con attenzione prima di un'analisi più accurata. Vedi anche un pensiero di seguito. Qui l'indice di quanto osservato finora.

Humanitas?

Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Francis Prevost, critica giustamente alcune attuali derive tecno-capitaliste anticristiane a antiumane. Ma nonostante tutto offre un’analisi spuntata e scarsamente incisiva. Ci sono ovviamente i riferimenti d’obbligo a Dio e a suo Figlio, ma l’impostazione di Prevost é chiaramente antropocentrica.

Essa contrappone, per semplificare al massimo, l’umanesimo (buono) al transumanesimo (cattivo).
Quindi la modernità (buona )alla postmodernità e alle sue derive (potenzialmente cattive).

Exitus et Reditus: il fondamento di tutta la letteratura?

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge

Exitus et Reditus: il fondamento di tutta la letteratura?
«Rimase solo un uomo, / che ancora desiderava la sua casa, sua moglie, il suo riposo.»

Martedì abbiamo approfondito la storia della scala di Giacobbe [qui] e il suo significato nell'esegesi medievale. Il saggio includeva la seguente immagine:

Un lettore attento ha osservato che la narrazione scritturale del sogno di Giacobbe sembra richiamare il concetto di exitus et reditus, espressione latina che significa "partenza (o processione, un'uscita) e ritorno". Tale concetto è enfatizzato nell'immagine con le due scale, poiché possiamo facilmente immaginare gli angeli partire dal cielo attraverso la scala discendente, compiere sulla terra la missione per cui sono stati inviati, per poi tornare in cielo attraverso la scala ascendente. È interessante notare che la narrazione non esclude questa interpretazione ciclica dei movimenti angelici.
E [Giacobbe] sognò: ecco una scala appoggiata sulla terra, la cui cima giungeva fino al cielo; ed ecco gli angeli di Dio che salivano e scendevano per essa. Ed ecco, il Signore stava sopra di essa.

Sette fortunati: le 'Opere di misericordia' di Caravaggio

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing una vibrante sottolineatura di un'opera di Caravaggio (noto come il maestro della luce) "tenebrosa". In effetti, questo aspetto è molto presente. Ma i particolari, analizzati uno per uno, appaiono in tutta la loro drammaticità, proprio irrorati dalla luce, utilizzata sapientemente come elemento narrativo capace di squarciare l'oscurità e rendere visibile tutta la crudezza della realtà rappresentata. Precedenti su Caravaggio qui - qui.

Sette fortunati: le 'Opere di misericordia' di Caravaggio

Le sette Opere di misericordia Caravaggio, c. 1607 [Pio Monte della Misericordia, Napoli]
(ingrandire l'immagine per meglio studiarla nei dettagli)

Innanzitutto, esaminiamo le opere di misericordia corporali, che sono sette:
  1. Dare da mangiare agli affamati
  2. Dare da bere agli assetati 
  3. Vestire gli ignudi 
  4. Dare riparo ai senzatetto 
  5. Visitare i malati 
  6. Visitare i carcerati 
  7. Seppellire i morti
C'è una chiesa a Napoli, in Italia, dedicata a loro. E la sua fondazione è una storia bellissima.

Nel 1601, sette (quanto appropriato) giovani nobili napoletani, tutti tra i venti e i trent'anni, si unirono per fondare il Pio Monte della Misericordia. Ogni venerdì si riunivano presso l'Ospedale degli Incurabili per assistere i malati. Decisero poi di dare un significato più profondo al loro impegno fondando il Monte e, al suo interno, una chiesa. L'istituzione caritatevole e la chiesa esistono ancora oggi; l'ospedale, invece, non esiste più.

mercoledì 27 maggio 2026

Veni Creator Spiritus

Veni Creator Spiritus
, in italiano Vieni Spirito Creatore, è un inno liturgico dedicato allo Spirito Santo ed attribuito a Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza, vissuto nel IX secolo.
È stato musicato da numerosi autori di musica polifonica, classica e contemporanea.
Ma la versione più conosciuta è quella gregoriana (qui per l'ascolto).
Viene regolarmente cantato nell'ufficio delle Lodi e dei Vespri della festa di Pentecoste e viene spesso accostato alla sequenza Veni Sancte Spiritus.
Oltre che a Pentecoste, viene anche cantato in particolari avvenimenti solenni, quali la messa del primo giorno dell'anno, durante il rito di canonizzazione o di ordinazione episcopale, in occasione di concili e sinodi, e, in aggiunta, viene intonato nella Cappella Sistina dai cardinali immediatamente prima dell'inizio del conclave.
L'inno fu inoltre arrangiato e musicato da Gustav Mahler, che lo utilizzò per la prima parte della sua Sinfonia n. 8.

In Illo Tempore: Domenica di Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta  circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale precedente qui. Già il primo periodo ci ricorda molte cose e l'ottava di Pentecoste rende la meditazione più densa.

In Illo Tempore: Domenica di Pentecoste 
P. John Zuhlsdorf – 24 maggio 2026

Fra tutti i tesori della sacra liturgia della Santa Chiesa Cattolica Romana, la Pentecoste è certamente uno dei più ricchi, forse il più ricco, specialmente così come ci è giunta nel Vetus Ordo. La Pasqua ha la sua Veglia con la benedizione dell’acqua battesimale, la sua ottava, le sue aggiunte al Canone Romano. La Pentecoste, rispecchiando la Pasqua come una sorta di Pasqua dello Spirito Santo, ha una propria Veglia il sabato [qui] con la benedizione dell’acqua battesimale, poiché coloro che non avevano ricevuto il sacramento fondamentale a Pasqua potevano essere battezzati e cresimati. Ha un’Ottava durante la quale la Chiesa canta la straordinaria Sequenza Veni Sancte Spiritus [qui]. Ha inserzioni proprie nel Canone Romano, il Communicantes [qui] e l’Hanc igitur [qui]. Contiene, entro la sua ottava, le Quattro Tempora di primavera [qui] il mercoledì, il venerdì e il sabato. In altre parole, la Pentecoste possedeva un peso liturgico, uno spessore, una consistenza.

Indice degli articoli sulla 'Magnifica humanitas'

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