Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 30 marzo 2026

I coloni occupano le terre dei cristiani in Cisgiordania

Riprendiamo dal Centro Studi Federici. Segnaliamo le interviste, da leggere con attenzione, a due testimoni dell’aumento degli attacchi dei coloni contro la presenza cristiana in Cisgordania, il ‘parroco’ del villaggio cristiano di Taybeh e il ‘vescovo’ ausiliare di Gerusalemme. I coloni sono arrivati ormai alle porte di Betlemme, nel silenzio complice del governo di Roma, che dimentica (o rinnega) il ruolo multisecolare che ebbero gli Stati della Penisola a difesa della Terra Santa.

Taybeh, nuovi attacchi dei coloni contro fabbrica e cava nell’unica cittadina cristiana della Cisgiordania

Nuovo attacco, stamattina, dei coloni israeliani a Taybeh, unica cittadina interamente cristiana della Cisgiordania: nel mirino proprietà pubbliche, una fabbrica di cemento e una cava. Da tempo il parroco, padre Fawadleh, denuncia incursioni nei terreni agricoli, furti di bestiame, vandalismi e restrizioni militari che aggravano isolamento, crisi economica e insicurezza dei residenti
Nuovo attacco dei coloni israeliani questa mattina a Taybeh. A denunciarlo al Sir è il parroco latino della città, l’unica interamente cristiana della Cisgiordania, non lontana da Ramallah, padre Bashar Fawadleh. “Questa mattina – racconta – più di 30 coloni sono entrati nel sito di una cava e di un impianto di betonaggio situati a ovest della città, dove hanno svolto rituali e preghiere talmudiche”. Già ieri i coloni erano penetrati nel sito assumendone di fatto il controllo, “configurando – ribadisce il parroco – una grave escalation e una chiara violazione dei diritti di proprietà, e sollevando serie preoccupazioni riguardo al tentativo di imporre nuovi fatti sul terreno. Gli stessi coloni sempre ieri hanno issato una bandiera israeliana sopra uno dei serbatoi dell’impianto, indicando ulteriormente un tentativo di affermare il controllo sul sito. Un atto provocatorio che ha suscitato la rabbia dei residenti”. Si tratta solo dell’ultimo episodio di una lunga serie di violazioni e aggressioni denunciate da padre Fawadleh, che ogni mese diffonde un report dove elenca gli attacchi dei coloni israeliani e le restrizioni imposte ai palestinesi residenti dall’esercito israeliano e intensificatesi dopo il 7 ottobre 2023.

Rapporto febbraio 2026.
Nell’ultimo rapporto, relativo al mese di febbraio scorso e pervenuto al Sir, padre Fawadleh riporta una serie di ripetute incursioni nei terreni agricoli privati, con episodi di vandalismo, distruzione di infrastrutture rurali e furti di bestiame. Particolarmente colpita l’area agricola di Dar Jaser, dove i coloni hanno più volte danneggiato recinzioni e barriere, costringendo i proprietari a continui interventi di riparazione in un contesto di forte incertezza. Tra gli episodi documentati, il 28 febbraio un gruppo di coloni è entrato nei terreni della famiglia Al-Khoury, rubando un cavallo e il suo puledro. Secondo testimoni, le forze dell’esercito e della polizia israeliana, giunte sul posto, avrebbero accompagnato i coloni all’uscita dell’area con gli animali sottratti, alimentando nei residenti la percezione di impunità. Parallelamente, la popolazione deve affrontare crescenti limitazioni agli spostamenti a causa dell’installazione di numerosi cancelli militari agli ingressi della città, aperti e chiusi a discrezione delle autorità israeliane. Queste misure, si legge nel rapporto, ostacolano l’accesso al lavoro, ai terreni agricoli, all’istruzione e ai servizi sanitari, accentuando l’isolamento della comunità. Le conseguenze sono pesanti: aumento dello stress psicologico, soprattutto tra agricoltori e allevatori, e un peggioramento delle condizioni economiche, già aggravate dalla guerra in corso, con un incremento della disoccupazione.

Appello alla comunità internazionale. 
Il parroco, a riguardo, richiama il rispetto del diritto internazionale umanitario, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra (1949), che impone alla potenza occupante la protezione dei civili e delle loro proprietà. Le pratiche documentate – distruzione di beni, furti e attacchi ai terreni agricoli – sollevano gravi preoccupazioni giuridiche. Da qui gli appelli all’Unione europea, alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale affinché rafforzino il monitoraggio, promuovano missioni sul campo e intervengano diplomaticamente per garantire la protezione dei civili palestinesi e l’accesso sicuro ai mezzi di sussistenza. La storia di Taybeh e della Cisgiordania non è, per padre Fawadleh, un capitolo marginale del conflitto mediorientale. Si tratta “del volto quotidiano di una comunità che lotta per restare nella propria terra, custodendo una presenza che affonda le radici nei primi secoli del cristianesimo. In questo scenario complesso e doloroso, la voce dei cristiani di Cisgiordania chiede di non essere dimenticata”. (Agensir)

I coloni israeliani intensificano le aggressioni contro i cristiani in Cisgiordania, afferma il vescovo di Gerusalemme

“Le aggressioni contro i cristiani in Cisgiordania si stanno moltiplicando”, ha dichiarato il vescovo ausiliare di Gerusalemme William Shomali a “EWTN News Nightly”.

I cristiani in Cisgiordania continuano a subire una serie di aggressioni da parte dei coloni israeliani, che minacciano la loro presenza nella regione, secondo il vescovo ausiliare di Gerusalemme William Shomali.
La situazione per i cristiani palestinesi era stata “tranquilla” nell’area di Betlemme, ha aggiunto. “Ma ora, c’è una maggiore espansione degli insediamenti e un aumento delle aggressioni da parte dei coloni”.
Shomali ha affermato che i coloni hanno impedito ai cristiani palestinesi di accedere alle loro terre attraverso varie minacce, aggressioni fisiche e danni alle proprietà, tra cui l’incendio delle loro auto.
«Questo è accaduto principalmente nel villaggio cristiano di Taybeh, e abbiamo comunicato la notizia a tutto il mondo, persino all’ambasciatore americano a Tel Aviv, che è venuto a visitare il luogo e ha promesso di fare qualcosa, ma non è stato fatto molto», ha detto Shomali.
A Birzeit, una città palestinese cristiana a circa dieci chilometri a nord di Ramallah, in Cisgiordania, Shomali ha affermato che i coloni si presentano «quasi ogni giorno per minacciare le persone nelle loro case o sul posto di lavoro».
«Questa è diventata una vera minaccia per le famiglie cristiane», ha detto, «perché hanno perso il loro sostentamento e la loro fonte di reddito». La Chiesa deve intervenire e fornire loro aiuto per sopravvivere, ha affermato il vescovo.
Shomali ha aggiunto che i coloni israeliani hanno recentemente occupato anche un terreno appartenente a un convento di suore in un villaggio vicino a Betlemme chiamato Artas [dove sorge il santaurio dell’Hortus Conclusus]. Le suore «hanno una collina dove piantano e coltivano olive e altre cose», ha detto. «I coloni sono venuti a occupare questa collina e a farla propria, con l’intenzione di costruire un nuovo insediamento».
Ha inoltre menzionato un insediamento che sorgerà sul Campo dei Pastori del suo villaggio, Beit Sahour, un terreno che, a suo dire, appartiene a famiglie cristiane del luogo.
“Ho sentito proprio oggi che un appezzamento di terreno di un acro è stato occupato da coloni che vi hanno piantato una bandiera israeliana per rivendicare la proprietà israeliana, nonostante l’atto di proprietà sia intestato a una famiglia cristiana che conosco di Beit Sahour”, ha affermato. “Così, lentamente, la terra di Palestina che gli israeliani chiamano Giudea e Samaria, il nome biblico, sta diventando sempre meno palestinese e sempre più terra di coloni”. (ewtnnews)

Leone XIV e il mito della Restaurazione: perché l'agenda di Francesco continua

Nella nostra traduzione da The Remnant. Leone XIV non sta dando inizio a una restaurazione post-bergogliana, bensì a una riorganizzazione della Curia fondata sulla coesione – inclusiva e strutturale – piuttosto che sull'unità dottrinale. Attraverso nomine, decisioni e orientamenti ecclesiologici, emerge una sostanziale continuità con Francesco in termini di obiettivi, pur con metodi differenti, aprendo scenari di profonda trasformazione senza alcun ritorno al modello Wojtyła-Ratzinger. In definitiva "la Chiesa si sta muovendo verso una profonda riforma ecclesiologica e in questo procede lungo il cammino avviato dal Concilio Vaticano II: che ciò sia dovuto al magistero conciliare o all'interpretazione che gli è stata data è un'altra questione. Resta il fatto che è da quell'evento che è partito questo processo, che, per il momento, non accenna a fermarsi."

Leone XIV e il mito della Restaurazione:
perché l'agenda di Francesco continua


Nelle ultime settimane, diverse nomine importanti sono state interpretate da vari analisti, italiani e non, come segno di una cauta riforma della Curia da parte di Papa Leone XIV. Si dice che il Papa agostiniano sia consapevole dei gravi problemi causati dal precedente pontificato e che cerchi di ripristinare, molto gradualmente ma inesorabilmente, lo status quo pre-bergogiano: così ci racconta una certa narrazione. Ma è davvero così?

Sono trascorsi circa dieci mesi dall'8 maggio 2025, giorno in cui il poco conosciuto Robert Francis Prevost è stato elevato al Trono di San Pietro con il nome di Leone XIV. Sebbene non possiamo, per ovvie ragioni, conoscere il foro interno del Pontefice, possiamo tuttavia esaminare quanto accaduto finora per tentare di elaborare una “visione d'insieme” utile non solo a comprendere ciò che sta accadendo oggi in Vaticano, ma anche a delineare alcuni scenari di ciò che accadrà nei prossimi mesi e anni .

Leone XIV incontrerà a Roma il nuovo arcivescovo donna di Canterbury

Continua, confermato e consolidato da Leone XIV, il falso ecumenismo postconciliare. Di seguito la cronaca dell'evoluzione dell'evento più recente, ignorando di fatto che l’anglicanesimo nega la Presenza Reale e sottomette i suoi vescovi al potere civile. Il primo punto non è solo un dato teologico, ma una verità dottrinale che riguarda la vita spirituale e quella quotidiana di milioni di fedeli, trasformata dall'incontro con Cristo Signore vivo e vero.

Leone XIV incontrerà a Roma
il nuovo arcivescovo donna di Canterbury


A pochi giorni dall'insediamento ufficiale e dal controverso messaggio [qui], leggiamo su Vatican News che Leone XIV incontrerà la nuova arcivescovessa di Canterbury, Sarah Mullally, ricevendola durante il suo viaggio a Roma, in programma dal 25 al 28 aprile.
Risulta anche che hanno avuto luogo nella Chapel of our Lady Martyrdom l’incontro e la preghiera comune con il cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’unità dei cristiani, per commemorare il 60° anniversario della Dichiarazione Comune del 24 marzo 1966, la prima dichiarazione ecumenica formale tra la Chiesa anglicana e quella cattolica romana firmata da Papa Paolo VI e l’arcivescovo Michael Ramsey (vedi in nota il testo integrale), rinnovata da Bergoglio qui. Koch ha consegnato a Mullally la lettera di auguri e benedizioni di Leone XIV.

domenica 29 marzo 2026

Gerusalemme. La polizia israeliana impedisce al card. Pizzaballa l'accesso al Santo Sepolcro

Gerusalemme. La polizia israeliana impedisce
al card. Pizzaballa l'accesso al Santo Sepolcro

La polizia israeliana ha impedito al Cardinale Pizzaballa e al Custode di Terra Santa, Padre Francesco Ielpo, OFM, di celebrare la Messa nel Santo Sepolcro la Domenica delle Palme.

In una dichiarazione, il Patriarca latino scrive:

Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, Monsignor Francesco Ielpo, OFM, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme.

I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre si recavano in processione privata e senza alcuna connotazione cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro. Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai Capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro.

Questo episodio costituisce un grave precedente e manca di rispetto alla sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme. Fonte: Latin Patriarchate of Jerusalem

Settimana Santa a Tolentino

I Confratelli “sacconi” di Tolentino invitano alla PREGHIERA NELLA SETTIMANA SANTA 2026 SECONDO LA TRADIZIONE DEI PADRI NEL VENERABILISSIMO RITO ROMANO ANTICO.
Istituto del Buon Pastore
Unità Pastorale 8
Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta dei “sacconi”
Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore
CENTRO STORICO, VIA CORRIDONI 16

DOMENICA DELLE PALME 29 marzo 2026 Ore 15,30 Sante Confessioni ( due Sacerdoti ) ore 16,00 Benedizione delle Palme e solenne processione
Santa Messa Solenne in Terzo
Gregorianista M° Francesco Mazzeo

Da Roma. “Un’inclusione generosa” per i cattolici che celebrano la Messa tridentina?

Nella nostra traduzione da The Remnant. Mentre la Chiesa commemora l'anniversario della morte dell'arcivescovo Marcel Lefebvre, Leone XIV lancia un appello all'"unità" sulla Messa tradizionale, ma il suo appello giunge in un momento di crescente tensione. Con la Fraternità Sacerdotale San Pio X che si prepara a consacrare nuovi vescovi e molti cattolici che si rivolgono alla Messa tridentina come rifugio dalla confusione liturgica e dottrinale, la domanda rimane: si può ristabilire l'unità senza compromettere la Fede stessa? Qui l'indice degli articoli della Liturgia ai tempi di Leone. Qui la sintesi di due significative interviste di mons. Schneider sulla FSSPX con circostanziati riferimenti alla crisi dottrinale (non solo sulla Liturgia) e ai suoi diversi aspetti.

Da Roma “Un’inclusione generosa” per i cattolici che celebrano la Messa tridentina?

Il 25 marzo, festa dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria e 35° anniversario della morte dell'arcivescovo Marcel Lefebvre (1905-1991), fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e coraggioso difensore della Messa tradizionale in latino (MTL), Papa Leone XIV ha esortato a una "rinnovata unità nella vita liturgica della Chiesa", invitando i vescovi francesi a cercare "soluzioni concrete" per integrare i cattolici devoti alla MTL, mantenendo al contempo la comunione ecclesiale, come riportato da EWTN.

In particolare, il Papa ha affermato di essere “particolarmente attento” alla questione della liturgia, riconoscendo le sue preoccupazioni espresse dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ai vescovi francesi riuniti per la loro assemblea plenaria primaverile a Lourdes (24-26 marzo), lamentando le attuali divisioni liturgiche come “una ferita dolorosa” all'interno della Chiesa, secondo quanto riportato da Gaudium Press.

Seconda Domenica di Passione / Domenica delle Palme

Con la Domenica delle Palme, Domenica dell'Osanna o più propriamente Domenica della Passione del Signore, inizia la solenne annuale celebrazione della Settimana Santa, nella quale vengono ricordati e celebrati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, con i tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura e infine la sua Risurrezione e Ascesa al cielo. 
Per una visione d'insieme su questo tempo liturgico, vedi: Cap. I - Storia del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui]; Cap. II - Mistica del Tempo di Passione [qui]; Cap. III - Pratica del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui]; Domenica di Passione [qui].

Seconda Domenica di Passione 
Domenica delle Palme

Ant.
- Matt. 21, 9 - Hosánna fílio David: benedíctus qui venit in nómine Dómini. Rex Israël: Hosánna in excélsis.
Matt. 21, 9 - Osanna, o figlio di Davide: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore. O Re di Israele: Osanna nell’alto dei cieli.

La partenza da Betania.
Di primo mattino, Gesù lascia a Betania Maria sua madre, le due sorelle Marta e Maria Maddalena, con Lazzaro, e si dirige a Gerusalemme in compagnia dei discepoli. Trema la Vergine, nel vedere così il Figlio avvicinarsi ai suoi nemici, che bramano versare il suo sangue; però oggi, Gesù, non va incontro alla morte a Gerusalemme, ma al trionfo. Bisogna che il Messia, prima d'essere sospeso alla croce, sia, in Gerusalemme, proclamato Re dal popolo; e che di fronte alle aquile romane, sotto gli occhi dei Pontefici e dei Farisei rimasti muti per la rabbia e lo stupore, la voce dei fanciulli, mescolandosi con le acclamazioni della cittadinanza, faccia echeggiare la lode al Figlio di David.

sabato 28 marzo 2026

Vescovo Schneider: "Perché attaccare pubblicamente la Fraternità Sacerdotale San Pio X, minacciarla e definirla scismatica?"

Riprendiamo dal sito della FSSPX.  Il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare della diocesi di Astana, ha recentemente rilasciato interviste a The Remnant e a Certamen. In queste interviste, di amplissimo respiro, esorta i suoi confratelli vescovi a riconsiderare la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), vedendo le prossime consacrazioni del 1° luglio come una benedizione per la Chiesa e non nascondendo il suo desiderio di vedere un giorno l'arcivescovo Lefebvre canonizzato. Richiamo l'attenzione sui numerosi link di riferimento per approfondire le questioni dottrinali evidenziate da mons. Schneider. 

Vescovo Schneider: "Perché attaccare pubblicamente la Fraternità Sacerdotale San Pio X, minacciarla e definirla scismatica?"

Una prospettiva plasmata dalla conoscenza diretta della Fraternità
Il 25 marzo 2026, nel 35° anniversario della morte dell'arcivescovo Lefebvre, il giornalista Michael J. Matt ha intervistato il vescovo diocesano Athanasius Schneider sul canale televisivo americano The Remnant TV. Il vescovo Schneider ha ripercorso il suo cammino dal giorno della sua nomina a visitatore ufficiale del Vaticano presso la Fraternità Sacerdotale San Pio X:

«Nel 2015, più di 10 anni fa  Papa Francesco mi chiese, insieme ad altri tre vescovi, di visitare diverse case della Fraternità, compresi i seminari. Ero uno dei vescovi ufficialmente incaricati dalla Santa Sede.»

Prima di tutto, i cristiani

Nella nostra traduzione da Substack.com
Prima di tutto, i cristiani
Parole, scismi ed eresie

Chiesa Santi Ambrogio e Theodolo, Stresa (VCO, Italia), L'Esaltazione della Santa Croce

Divisioni e nomi
Talvolta, entrando in contatto con diverse confessioni cristiane, constatiamo con sorpresa che il termine "cristiano" è quasi completamente sostituito da altre denominazioni. Dopo il Grande Scisma d'Occidente e d'Oriente del 1054, si parlava di "cattolici" e "ortodossi". Poi, con la Riforma protestante, il numero di denominazioni di comunità protestanti e neoprotestanti è aumentato rapidamente. Oggi conosciamo "luterani", "calvinisti", "unitariani", "battisti", "avventisti", "pentecostali" e molte altre comunità simili. Ancora più grave è il fatto che persino all'interno della Chiesa "una, santa, cattolica e apostolica", siano sorte divisioni, come testimoniano i nomi utilizzati. Così, spesso sentiamo parlare di cattolici "liberali" (o "progressisti"), "conservatori" e "tradizionalisti".

venerdì 27 marzo 2026

I sette dolori di Maria Santissima

Celebriamo oggi i Sette Dolori della Madonna. Questa devozione alla Mater dolorosa, prima che Pio X ne fissasse la festa liturgica il 15 settembre, veniva ricordata il venerdì precedente la Domenica delle palme. La nostra bella Madre,  con la sua compassione ("cum patior", soffrire con Gesù) ha contribuito alla nostra stessa salvezza. Questa è la corredenzione [qui - qui - quiqui - qui l'indice degli articoli dopo la Mater populi fidelis], l'attiva cooperazione di Maria nella salvezza dell'umanità. La Madonna è la nuova Eva. Con la sua obbedienza e le sue lacrime materne, ha acquistato per noi, in Cristo e per Lui, la vita eterna.

I sette dolori di Maria Santissima
Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.
[qui]

La compassione della Madonna

La pietà degli ultimi tempi ha consacrato in una maniera speciale questo giorno alla memoria dei dolori che Maria provò ai piedi della Croce del suo divin Figliolo. La seguente settimana è interamente dedicata alla celebrazione dei Misteri della Passione del Salvatore, e sebbene il ricordo di Maria che soffre insieme a Gesù sia sovente presente al cuore del fedele, il quale segue piamente tutti gli atti di questo dramma, tuttavia i dolori del Redentore e lo spettacolo della giustizia divina che s'unisce a quello della misericordia per operare la nostra salvezza, assillano troppo la mente, perché sia possibile onorare come merita il mistero della compassione di Maria ai patimenti di Gesù. Conveniva perciò che fosse scelto un giorno, nell'anno, per adempiere a questo dovere; e quale giorno meglio si addiceva del Venerdì della presente settimana, ch'è di per se stesso interamente dedicato al culto della Passione del Figlio di Dio?