Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 12 gennaio 2026

Gennaio 2026/ Calendario Sante Messe a Pavia

Con qualche giorno di ritardo, inviamo il calendario delle celebrazioni secondo il Messale del 1962 nella chiesa di San Luca in Pavia.
Segnaliamo innanzitutto che domani, martedì 13 gennaio, alle ore 18,15 verrà celebrata la Santa Messa nella festa del Battesimo del Signore.
Ordinario della Santa Messa (testo latino-italiano).
Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino

Il Sacro Mistero di Dame Agatha

Nella nostra traduzione da Substack.com. La segreta devozione della regina del crimine a e il suo audace tentativo di salvare la messa latina!
Il Sacro Mistero di Dame Agatha
Rev. Leon, 12 gennaio

A cinquant'anni dalla morte di Agatha Christie, avvenuta il 12 gennaio 1976, l'eredità della Regina del Giallo continua ad affascinare i lettori di tutto il mondo. Ma al di là dei colpi di scena dei suoi ingegnosi gialli, Dame Agatha nutriva un profondo e discreto legame con il Cristianesimo, che ha plasmato sia la sua vita personale sia il tessuto morale dei suoi romanzi. Mentre celebriamo questa pietra miliare, è tempo di scoprire la fede che ha silenziosamente sostenuto la sua straordinaria carriera.

Nata nel 1890 in una famiglia benestante di Torquay, Agatha Mary Clarissa Miller fu battezzata e crebbe nella Chiesa d'Inghilterra. Sua madre, Clarissa, possedeva una naturale predisposizione mistica, sperimentando vari percorsi spirituali prima di stabilirsi in un anglicanesimo di alta chiesa che enfatizzava il rituale, la bellezza e la contemplazione. La giovane Agatha ereditò questa sensibilità: rimase un'anglicana silenziosamente devota per tutta la vita, frequentando regolarmente le funzioni religiose e tenendo una preziosa copia dell'Imitazione di Cristo accanto al suo letto – una pratica devozionale che continuò per tutta la vita.

Perché il concistoro di Leone XIV rischia di riaprire le ferite più profonde del Vaticano II

Il Concilio Vaticano II al crocevia del pontificato di Leone XIV
Perché il concistoro di Leone XIV rischia
di riaprire le ferite più profonde del Vaticano II


Ciò che si è svolto durante il primo concistoro straordinario di Papa Leone XIV ha già rivelato più di quanto qualsiasi comunicato formale potesse sperare di trasmettere. Come ho già accennato nel mio ultimo post su questo argomento, l'ordine del giorno è inquadrato nel familiare lessico post-Francesco di sinodalità, riforma e Concilio Vaticano II. La catechesi dell'udienza generale del Papa, che ha scelto il Concilio Vaticano II come argomento e ha evidenziato la riforma liturgica e la partecipazione attiva, è stata una delusione, devo ammetterlo. Si può supporre che, almeno sulla carta, questo miri a parlare di un'ermeneutica della continuità. Nella sostanza, tuttavia, rischia di riaprire proprio le linee di frattura che molti cattolici speravano che questo pontificato potesse finalmente iniziare a sanare.

L’amicizia, “il più grande dei beni esteriori”

Nella nostra traduzione da Substack.com
L’amicizia, “il più grande dei beni esteriori”
La saggezza premoderna sulla gioia e la bellezza dell'amicizia
Non vi chiamo più servi… Vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
—Giovanni 15:15
Un recente articolo d'opinione sul New York Times riportava l'intrigante titolo: " Studio l'amicizia. Ecco come creare amicizie durature ". Apprezzo l'interesse dell'autore per un argomento che considero di gran lunga più importante delle interminabili discussioni sulla crisi sociale o politica del momento; in effetti, il mondo sarebbe un posto diverso se tutti riuscissimo a interiorizzare il fatto che i media dipendono per la loro sopravvivenza finanziaria da una continua successione di crisi. "Vi lascio la pace; vi do la mia pace", ha detto l'eterna Sapienza. "Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore".
Ciononostante, l'articolo sull'amicizia è stato una delusione. Persino i consigli pratici mi sono sembrati, nella migliore delle ipotesi, mediocri, ma a un livello più metafisico, sono rimasto sorpreso dalla nozione di amicizia impoverita e poco stimolante che l'articolo trasmetteva. Non so se questo sia davvero rappresentativo delle idee dell'autore; forse un curatore ha potato alcuni rami ritenuti meramente decorativi. Né so se sia rappresentativo delle idee della modernità – spero di no, ma considerando la spaventosa degenerazione della vera amicizia nell'era degli schermi e dei social media, dobbiamo chiederci se la cultura moderna abbia in gran parte dimenticato ciò che i nostri antenati sapevano sul "sommo dei beni esteriori". Questa frase è di Aristotele, nell' Etica Nicomachea :

domenica 11 gennaio 2026

Mons. Viganò. Invenerunt in Templo/ Omelia nella Domenica tra l'Ottava dell’Epifania

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Invenerunt in Templo
Omelia nella Domenica tra l'Ottava dell’Epifania
Sacra Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria
Et erat subditus illis.
Lc 2,51
Dopo la manifestazione ai pastori nella Notte Santa e la pubblica manifestazione ai Re Magi nel giorno dell’Epifania, la liturgia di questa Domenica ci porta nell’intimità della Sacra Famiglia. L’istituzione di questa festa è relativamente recente: fu Leone XIII nel 1893 a istituirla per la terza Domenica dopo l’Epifania, e Benedetto XV, nel 1921, a fissarla alla Domenica tra l’Ottava. Non dimentichiamo che in quegli anni la Chiesa Cattolica e la società erano reduci dalle persecuzioni dei governi liberali e massonici dell’Ottocento e dagli orrori della Grande Guerra. L’attacco alla società cristiana si stava concretizzando anzitutto contro la famiglia, e in particolare contro la famiglia cattolica. D’altra parte, questo piano dissolutore era stato da tempo teorizzato nelle Logge, trovando realizzazione col passare del tempo. A nostri giorni, l’ideologia woke di matrice satanica, considera la famiglia tradizionale e patriarcale come un ostacolo alla instaurazione del Nuovo Ordine globalista, e per questo impone la cancellazione dell’intera civiltà greca, romana e cristiana. La festa che celebriamo oggi costituisce dunque la provvidenziale risposta con la quale la Santa Chiesa difende senza timore la famiglia naturale, elevata all’ordine soprannaturale con il Sacramento del Matrimonio istituito da Nostro Signore. A questa cellula indispensabile della società – cui nessuna autorità terrena potrà mai sostituire alcun surrogato senza meritare i più severi castighi di Dio – la saggezza dei Romani Pontefici ha additato come modello la Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe: una famiglia che è santa in quanto composta non solo da Santi, ma dal Verbo di Dio fatto carne, dalla Semprevergine Madre di Dio e dal di Lei castissimo Sposo Giuseppe, della stirpe del Re Davide e Padre putativo di Nostro Signore. Una famiglia specialissima ma normale: speciale per i suoi membri, normale perché anche per essi vediamo valere quella gerarchia che il mondo moderno tanto aborrisce: una gerarchia che è ontologicamente patriarcale proprio perché fondata sulla divina Paternità dell’Eterno Padre, del Quale ci ha costituiti eredi Nostro Signore Gesù Cristo. Come figli di Dio nell’ordine della Grazia, diventiamo anche figli della Regina Crucis, di Colei che sul Calvario il Signore morente ci ha dato quale Madre di ciascuno di noi e dell’intero corpo ecclesiale, onde La invochiamo Mater Ecclesiæ.

Concistoro 2026 | Parole chiare del Vescovo Strickland

Di seguito i commenti del vescovo Strickland sul recente Concistoro. Potrebbe essere il nostro manifesto... Qui l'indice dei precedenti.

Concistoro 2026 | Parole chiare del Vescovo Strickland

Fratelli e sorelle in Cristo,
Una sentinella non grida ogni ora della notte. Parla quando qualcosa è cambiato, quando l'aria stessa sembra diversa, quando il terreno sotto i punti di riferimento familiari ha iniziato a muoversi.

Ciò che è accaduto a Roma questa settimana non è motivo di panico né qualcosa da ignorare. È qualcosa da notare. Si è tenuto un incontro dei cardinali – un concistoro straordinario – convocato non per definire la dottrina, non per correggere gravi errori, non per difendere l'altare o chiarire confusioni ma per riflettere, ascoltare, conversare e continuare un processo.
E il modo in cui questo incontro è stato inquadrato ci dice molto più di qualsiasi singola frase pronunciata al suo interno.

Domenica prima dopo l'Epifania/ Festa della Sacra Famiglia

Domenica prima dopo l'Epifania
Festa della Sacra Famiglia


Intróitus
Prov. 23, 24 et 25 - Exúltat gáudio pater Iusti, gáudeat Pater tuus et Mater tua, et exúltet quae génuit te. Ps. 83, 2-3 - Quam dilécta tabernácula tua, Dómine virtútum: concupíscit et déficit ánima mea in átria Dómini. Glória Patri… Prov. 23, 24 et 25 - Exúltat gáudio pater Iusti…
Introito
Prov. 23, 24 e 25 - Esulti di gàudio il padre del Giusto, goda tuo Padre e tua Madre, ed esulti colei che ti ha gene- rato. Sal. 83, 2-3 - Quanto sono amabili i tuoi tabernacoli, o Signore degli eser- citi: anela e si strugge l’ànima mia nella casa del Signore. Gloria al Padre… Prov. 23, 24 e 25 - Esulti di gàudio il padre del Giusto…

Scopo di questa festa.
Fino a pochi anni fa era la regalità di Cristo, il suo impero eterno che la Liturgia cantava in questa Domenica, unendo i suoi cantici a quelli dei Cori angelici nell'adorazione del Dio fatto uomo (Introito della Messa della Domenica nell'Ottava della Epifania). Ma la Chiesa, guidata dallo Spirito Santo e dalla sua materna sollecitudine, ha pensato che poteva essere opportuno invitare le generazioni del nostro tempo a considerare oggi le mutue relazioni di Gesù, di Maria e di Giuseppe, per raccogliere le lezioni che esse contengono e trarre profitto dai soccorsi così efficaci che offre il loro esempio (Martirologio romano). Il fatto che nel Messale è assegnato lo stesso brano evangelico alla Domenica nell'Ottava dell'Epifania e alla recente festa della Sacra Famiglia, non è stato senza influsso - si può supporre - sulla scelta del posto che occupa ormai nel calendario la nuova solennità. Questa d'altronde non distoglie completamente il nostro pensiero dai misteri del Natale e dell'Epifania: la devozione alla sacra Famiglia non è forse nata a Betlemme, dove Maria e Giuseppe ricevettero dopo Gesù, gli omaggi dei pastori e dei Magi? E se l'oggetto dell'odierna festa sorpassa i primi momenti dell'esistenza terrena del Salvatore e si estende ai trenta anni della sua vita nascosta, non si trovano forse già presso la mangiatoia alcuni dei suoi aspetti più significativi? Gesù, nella volontaria debolezza in cui lo pone il suo stato d'infanzia, si abbandona a coloro che i disegni del Padre suo hanno affidato alla sua custodia; Maria e Giuseppe esercitano, nell'umile adorazione riguardo a Colui che ha loro dato l'autorità, tutti i doveri che impone la loro sacra missione.

sabato 10 gennaio 2026

Il cristianesimo si espande in Cina

La storia si sposta verso est. Qui l'indice degli articoli sulla questione sino/vaticana.
Il cristianesimo si espande in Cina

La Cina sta vivendo una crescita della popolazione cristiana delle più rapide al mondo. I ricercatori suggeriscono che, se le tendenze attuali continuano, la Cina potrebbe diventare la più grande nazione cristiana entro il 2030, con i credenti potenzialmente superiori a 247 milioni. Nonostante la rigida regolamentazione statale della religione, il cristianesimo si è espanso sia attraverso le chiese scismatiche approvate dallo Stato che le chiese clandestine.
Gli studiosi notano che il cambiamento sociale, l'urbanizzazione e la crescente ricerca di significato personale, specialmente tra le giovani generazioni, hanno contribuito a questa rapida crescita delle comunità di fede in tutto il Paese. Milioni di cinesi si stanno convertendo al cattolicesimo e nuove chiese sono state costruite in tutta la Cina.
 
Alla messa delle 5:45 la cattedrale è piena, quasi tutti fanno la comunione, prima di andare al lavoro. (da: G.Valente, M.Quattrucci, Il tesoro che fiorisce - storie di cristiani in Cina, ediz. Associazione Amici di 30Giorni, Padova, 2002)

Il cardinale Zen denuncia la “sinodalità bergogliana” come “manipolazione ferrea” nel Concistoro straordinario

Qui l'indice dei precedenti interventi del card. Zen e sulla questione sino/vaticana.
Il cardinale Zen denuncia la "sinodalità bergogliana"
come una "manipolazione ferrea" nel concistoro straordinario

Testo integrale dell'intervento del cardinale Joseph Zen nella riunione di due giorni dei cardinali convocata da Papa Leone XIV.

Da: College of Cardinals Report

ROMA, 9 gennaio 2026 — Nel suo intervento durante il Concistoro straordinario dei Cardinali tenutosi in Vaticano il 7 e 8 gennaio, il Cardinale Joseph Zen ha formulato una forte critica al Sinodo sulla sinodalità, denunciando il suo processo come una "manipolazione ferrea" e avvertendo che la sua costante invocazione dello Spirito Santo è "ridicola" e sfiora la "blasfemia".

Pronunciato a porte chiuse alla presenza di Papa Leone XIV e dei 170 cardinali riuniti, il vescovo emerito di Hong Kong, 93 anni, ha impiegato i tre minuti concessi per riferirsi alla nota che ha accompagnato il documento finale del Sinodo sulla sinodalità, un processo che si estende per tre anni, dal 2021 al 2024, sotto il pontificato di Papa Francesco.

Tradotti e traditi (sull'arbitrio interpretativo nelle traduzioni liturgiche)

La foga di mandare al più presto il latino in soffitta introdusse subito il problema della fedeltà delle traduzioni in lingua parlata, che i novatori subito risolsero autorizzando alla creatività ("sopprimere ciò che non va... esprimere nel linguaggio attuale..."), con un interminabile effetto valanga che prosegue ancor oggi (si veda il caso del Padre Nostro qui), lasciando interdetti persino i tifosi del Concilio. E se ciò avviene per la lingua dei protagonisti (italiano, francese), provate a immaginare cosa poteva succedere in altre lingue molto più complesse della nostra (esempio emblematico: quello delle Filippine). Citiamo ampi estratti di un articolo di Lorenzo Bianchi comparso originariamente sul mensile 30Giorni di giugno 1992.
Articoli sul blog che aggiornano sulle conseguenze del precedente pontificato: qui - qui - qui aspetto dei Messali.

Tradotti e traditi (sull'arbitrio interpretativo nelle traduzioni liturgiche)

Tradotti o traditi? La repentina scomparsa del latino e la conseguente totale volgarizzazione dei libri liturgici non è stata senza conseguenze [...]
L'Istruzione Inter Oecumenici della sacra Congregazione dei riti (26 settembre 1964) decretava la necessità di una «perfetta traduzione». Quasi tre anni dopo, una lettera circolare del Consilium ad exsequendam Constitutionem de sacra Liturgia ai presidenti delle Conferenze episcopali (21 giugno 1967), firmata dal cardinal Giacomo Lercaro, aggiungeva: «Si deve preparare una traduzione nuova, accurata, degna. Inoltre la traduzione deve essere letterale e integrale [il corsivo è originale, N.d.A.]. Si devono prendere i testi come sono, senza mutilazioni o semplificazioni di alcun genere». Ma proseguiva: «Non è opportuno bruciare le tappe. Quando verrà il momento di nuove creazioni, allora non sarà più necessario sottostare alle strettezze della traduzione letterale». In quegli stessi anni scriveva il filosofo Jacques Maritain a Paolo VI: «In realtà il primo dovere di un traduttore, che non sia un traditore, è sempre (...) quello di rispettare la parola che è stata impiegata dall'autore (e che questo, o lo Spirito che l'ha ispirato, ha avuto le sue ragioni per scegliere al posto di ogni altra) e di cercarne un equivalente esatto, fosse anche a prezzo dell'oscurità: oscurità inevitabile, oscurità benedetta, perché essa è l'ombra portata, sul nostro linguaggio umano, dalla grandezza delle cose divine». Come si è visto, però, già nel 1967 la «traduzione letterale» era qualcosa che i responsabili dell'attuazione della riforma ritenevano di dovere, nel futuro, superare.