Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 7 gennaio 2026

Lettera ai cardinali: una soluzione per la Messa antiquior in vista del primo concistoro di papa Leone XIV

Nella nostra traduzione dal substack di Diane Montagna qui.
"Una giurisdizione ecclesiastica per la liturgia tradizionale romana potrebbe risolvere l'impasse creata da Traditionis Custodes?" 
A favore: sarebbe una soluzione facile e veloce: creare una prelatura personale o un ordinariato o "rito" separato e lasciare che abbia vescovi propri. Godrebbe del tipo di sicurezza dell'ordinariato anglicano.
 
Contro: circoscrivendo in questo modo il rito romano tradizionale, si creerebbe ancor più un ghetto, marginalizzando la tradizione come qualcosa di preferenziale e straordinario piuttosto che normativo, e la esporrebbe ancor più ai capricci delle gerarchie vaticane.
 
Francamente, il Summorum Pontificum era molto meglio, nonostante qualsiasi perplessità si possa avere al riguardo.

Lettera ai cardinali: una soluzione per la Messa antiquior
in vista del primo concistoro di papa Leone XIV


ROMA, 5 gennaio 2026 — Considerando che la liturgia è all'ordine del giorno del concistoro straordinario dei cardinali convocato da Papa Leone XIV questa settimana, uno dei più alti esponenti tradizionalisti del clero francese ha inviato ai membri del Sacro Collegio una lettera in cui propone un nuovo percorso per l'antico rito romano nella Chiesa cattolica.

Pubblicata qui esclusivamente in traduzione francese e inglese, la lettera si propone di aprire un dialogo costruttivo e di fornire un quadro pastorale stabile per le comunità e i fedeli devoti alla liturgia romana tradizionale.

Scritta da Padre Louis-Marie de Blignières, fondatore della Fraternità di San Vincenzo Ferrer, e datata 24 dicembre, la lettera è stata inviata in copia cartacea a quindici cardinali noti per la loro attenzione alla liturgia tradizionale e ad altri cento cardinali via e-mail. Al centro della lettera c'è la proposta di istituire una giurisdizione ecclesiastica – modellata in linea di principio sugli Ordinariati militari – dedicata al vetus ordo, che offra una struttura canonica rispettosa sia della tradizione sia della comunione con la Santa Sede.

martedì 6 gennaio 2026

Benedizione della casa con i gessetti benedetti per l'Epifania

Tra le benedizioni della casa ricordiamo quella che avviene segnando la porta coi gessetti benedetti durante la celebrazione dell'Epifania. Sullo stipite della porta vengono scritte le iniziali C, M e B, che sta per "Christus Mansionem Benedicat" : "Cristo benedica questa dimora". 

Questa la formula: 20+C+M+B+26 
- Il simbolo “+” rappresenta la croce e il 2026 è l’anno. I segni di solito vengono lasciati sulla porta tutto l'anno anche come segno che la casa è cristiana.

La tradizione è diffusa soprattutto nell’Europa settentrionale e orientale. La funzione è contenuta nel Rituale Romano (vedi foto). Di seguito il testo italiano.




BENEDIZIONE DEI GESSETTI – Benedici, Signore Dio, questa terra (o questo gesso) tua creatura: perchè abbia un salutare effetto per il genere umano; e concedi, per invocazione del tuo santissimo nome, che chiunque l’avrà presa o con essa avrà scritto sulle porte di casa sua i nomi dei tuoi santi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, per la loro intercessione e i loro meriti, riceva la salute del corpo e la protezione dell’anima. Per Cristo nostro Signore. Amen.

BENEDIZIONE DELLE CASE
V. Pace a questa casa.
R. E a coloro che vi abitano.

Antifona – I Magi vennero dall’Oriente a Betlemme per adorare il Signore e, aperti i loro scrigni gli offrirono doni preziosi: oro come a gran Re; incenso come a Dio vero; mirra per la sua sepoltura, alleluia.

Magnificat …

Durante il canto del Magnificat si asperge e incensa la casa. Quindi, concluso il cantico, si ripete l’antifona.

Padre nostro in segreto fino a
V. E non ci indurre in tentazione.
R. Ma liberaci dal male.
V. Tutti quelli di Saba verranno.
R. E porteranno incenso e oro.
V. Signore, ascolta la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a te.
V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.

Preghiamo
O Dio, che in questo giorno colla guida d’una stella hai rivelato ai Gentili il tuo Unigenito; concedi benigno, che, mentre noi già ti abbiamo conosciuto per fede, giungiamo a contemplare lo splendore della tua maestà. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Responsorio – Risplendi, risplendi, Gerusalemme, poiché viene la tua luce: sorta è su di te la gloria del Signore, Gesù Cristo nato da Maria Vergine.

V. E le Genti cammineranno alla tua luce, e i re allo splendore che nasce in te. 
R. E la gloria del Signore è spuntata su di te.

Preghiamo.
Benedici, o Signore Dio onnipotente, questa casa, affinché in essa ci siano salute, purezza, forza di vittoria, umiltà, bontà e misericordia, l’adempimento della tua legge, il ringraziamento a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. E rimanga questa benedizione su questa casa e su tutti coloro che vi dimorano. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Un generoso cuore contrito (In ánimo contríto)

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Minuzie, patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo su In animo contrito. Qui l'indice degli altri articoli sulle formule del latino liturgico.

Un magnanimo cuore contrito (In ánimo contríto)

Come abbiamo visto la settimana scorsa, la preghiera dell’Offertorio In spiritu humilitatis [qui] contiene il versetto “In spirito di umiltà e con cuore contrito, che possiamo essere accolti da te” (Dn 3, 39). Il cuore contrito è un tema ricorrente nelle Sacre Scritture, ma i termini per descriverlo non sono sempre gli stessi. Nell’Antico Testamento, il sostantivo più comune è proprio “cuore”, l’ebraico lêḇ. [1] Ci sono, tuttavia, delle eccezioni. Anche se Isaia usa lêḇ in un’occasione (61, 1), sembra preferire “spirito” o ruah (57, 15; 65, 14; 66, 2). E con la scelta dell’aggettivo, c’è ancora meno coerenza; la contrizione è significata nella Bibbia ebraica da una serie di parole diverse che significano “rotto” o “schiacciato”.

La Preghiera di Azaria e il Cantico dei Tre Giovani (Dan. 3, 24-90) sono un'aggiunta deuterocanonica all'episodio della Fornace Ardente nel Libro di Daniele, e quindi i nostri unici manoscritti sono in greco. Daniele 3, 39 nella Settanta è:

In Epiphania Domini (ecce advénit)

In Epiphania Domini

Intróitus
Mal. 3, 1; I Par. 29, 12 - Ecce advénit Dominátor Dóminus: et regnum in manu eius, et potéstas, et impérium.
Ps. 71, 1 - Deus, iudícium tuum regi da, et iustítiam tuam fílio regis. Glória Patri…
Mal. 3, 1; I Par. 29, 12 - Ecce advénit Dominátor Dóminus…
Introito
Mal. 3, 1; I Cr. 29, 12 - Ecco, giunge il sovrano Signore: e ha nelle sue mani il regno, la potestà e l’impero.
Sal. 71, 1 - O Dio, concedi al re il tuo giudizio, e la tua giustizia al figlio del re. Gloria al Padre…
Mal. 3, 1; I Cr. 29, 12 - Ecco, giunge il sovrano Signore…

Il nome della festa.
La festa dell'Epifania è la continuazione del mistero di Natale; ma si presenta, sul Ciclo cristiano, con una sua propria grandezza. Il nome che significa Manifestazione, indica abbastanza chiaramente che essa è destinata ad onorare l'apparizione di Dio in mezzo agli uomini.
Questo giorno, infatti, fu consacrato per parecchi secoli a festeggiare la, Nascita del Salvatore; e quando i decreti della Santa Sede obbligarono tutte le Chiese a celebrare, insieme con Roma, il mistero della Natività il 25 dicembre, il 6 gennaio non fu completamente privato della sua antica gloria. Gli rimase il Nome di Epifania con la gloriosa memoria del Battesimo di Gesù Cristo, di cui la tradizione ha fissato a questo giorno l'anniversario.

lunedì 5 gennaio 2026

Avviso Messa Epifania a Sant'Anna al Laterano

Domani, Martedì 6 gennaio, la Santa Messa dell'Epifania delle ore 16 a Sant'Anna in Laterano sarà celebrata in forma solenne. Dalle ore 15 è disponibile il sacerdote per le confessioni.

Il 'Veni Sanctificator'

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Minuzie, patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Veni Sanctificator. Qui l'indice degli altri articoli sulle formule del latino liturgico.

Il Veni Sanctificator

Dopo essersi inchinato per recitare l'In spiritu humilitatis [qui], il sacerdote si alza, alza le mani in cerchio e alza gli occhi al Cielo. Come osserva Gregory DiPippo, "Questo è lo stesso gesto che compie all'inizio del Gloria, del Credo e del Canone, a indicare l'importanza dell'azione".

Quindi il sacerdote traccia il segno della croce sul pane e sul vino mentre dice:
Veni, Sanctificátor, omnípotens aeterne Deus: et bénedic hoc sacrificium, tuo sancto nómini praeparátum.
Che traduco come:
Vieni, o Santificatore, Dio onnipotente ed eterno, e benedici questo sacrificio preparato per il Tuo santo nome.
Dopo essere apparso per la prima volta nel Messale irlandese di Stowe (inizio del IX secolo), il Veni Sanctificator trovò posto in vari Messali medievali in diversi punti durante l'Offertorio, mentre negli ordines italiani occupa il posto che ha ancora nel Messale Romano del 1570/1962. [1]

La terra medioevale scoronata dalla scienza moderna?

- Il pensiero cristiano ha sempre difeso il geocentrismo e l'antropocentrismo cosmico, cioè la terra al centro, ferma e servita dalle roteanti sfere celesti, nobilitata dall'uomo re dell'universo, e santificata dalla discesa del Figlio di Dio fatto uomo. Tale l'insegnamento sostanziale della Bibbia. Tale il pensiero del medioevo, che ha determinato perfino la condanna di Galileo. La Chiesa non poteva ricevere, in proposito, dalla astronomia una più colossale smentita e sconfitta, radiando la terra dal centro dell'universo. (R.C., Firenze)

Mi permetterete, cari lettori, di non toccare qui l'episodio di Galileo, che è accidentale all'obiezione e su cui tornerò appositamente un'altra volta. E mettiamo anche subito fuori questione «l'insegnamento sostanziale della Bibbia», la quale invece non ha alcun insegnamento astronomico in proposito, come non v'è alcuna definizione della Chiesa, trattandosi qui puramente di scienza umana, che a quei tempi era comune anche alle altre religioni. Vado alla sostanza del problema.
Siete proprio sicuri che l'astronomia ha radiato la terra dal centro dell'universo? Io non me ne sono accorto. E ritengo anzi che oggi, alla luce della scienza, al centro vi stia molto più di prima.

domenica 4 gennaio 2026

Pizzaballa non si arrende. La Caritas continuerà ad operare

Nella nostra traduzione da The Times of Israel Le organizzazioni non profit criticano la revoca israeliana delle licenze per la Cisgiordania e Gaza; un'organizzazione cattolica promette di continuare a operare.

Pizzaballa non si arrende. La Caritas continuerà ad operare

Caritas Jerusalem continuerà a operare a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme, ha dichiarato un portavoce del Patriarcato latino di Gerusalemme in una nota, un giorno dopo che il Ministero degli Affari della Diaspora ha annunciato che le licenze di 37 organizzazioni non profit internazionali scadranno il 1° gennaio perché i gruppi non hanno rispettato i nuovi e rigorosi requisiti per registrarsi presso il governo.

Anche altri gruppi no-profit e organizzazioni internazionali hanno criticato la revoca della licenza, affermando che mette a repentaglio la fornitura di aiuti durante un inverno precario a Gaza.

Domenica tra la Circoncisione e l'Epifania/ Festa del Santissimo Nome di Gesù

Precedenti: quiqui con le Litanie.  Jesus dulcis memoria. Uno degli inni più belli (Ufficio divino — Festa del Nome di Gesù). In calce trovate testo originale latino e traduzione.

Domenica fra la Circoncisione e l'Epifania
Festa del Santissimo Nome di Gesù


Per celebrare questa festa, fu dapprima scelta la seconda domenica dopo l'Epifania, che ricorda il banchetto delle nozze di Cana. È nel giorno nuziale che la Sposa assume il nome dello Sposo, e questo nome d'ora in poi testimonierà che essa appartiene a lui. La Chiesa, volendo onorare con un culto speciale un nome per essa così prezioso, ne univa dunque il ricordo a quello delle Nozze divine. Oggi, essa riallaccia all'anniversario stesso del giorno in cui fu imposto, otto giorni dopo la nascita, la celebrazione di quell'augusto Nome.

L'antica alleanza aveva circondato il Nome di Dio di un profondo terrore: quel nome era per essa tanto formidabile quanto santo, e l'onore di proferirlo non spettava a tutti i figli d'Israele. Dio non era ancora stato visto sulla terra a conversare con gli uomini, non si era ancora fatto uomo lui stesso per unirsi alla nostra debole natura: non potevano dunque dargli quel Nome d'amore e di tenerezza che la Sposa dà allo Sposo.

sabato 3 gennaio 2026

Il 'Praefatio'

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Minuzie, patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Prefatio. Qui l'indice degli altri articoli sulle formule del latino liturgico.

Il Praefatio

Il Messale del 1962 contiene venti prefazi (inclusi i cinque cosiddetti prefazi gallicani aggiunti da papa Giovanni XXIII nel novembre di quell'anno), ma potrebbe essere più corretto dire con don Claude Barthe che il rito romano ha un prefazio con venti diverse opzioni, proprio come c'è un canone romano con diverse versioni del Communicantes [qui] e dell'Hanc Igitur [qui]. [1]

L'inizio 
L'inizio del Prefazio è quasi sempre lo stesso:
Vere dignum et justum est, aequum et salutáre, nos tibi semper et ubíque gratias ágere, Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus:
Che traduco come: