Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 2 marzo 2026

Mons. Schneider: “Ci sono vescovi che non si sottomettono con la mente e la volontà al magistero di Francesco

Leggiamo su LifeSiteNews l'ennesima dichiarazione del Vescovo Schneider sull'impossibilità, estensibile a molti vescovi in incognito, di accettare de fide alcune affermazioni controverse del Vaticano II.

Mons. Schneider: “Ci sono vescovi che non si sottomettono
con la mente e la volontà al magistero di Francesco”

John-Henry Westen

In un’intervista in diretta con il giornalista Robert Moynihan, il vescovo Athanasius Schneider ha rivelato di aver parlato con diversi vescovi che gli hanno riferito di non sottomettersi «con la mente e la volontà» al magistero di papa Francesco. Il vescovo Schneider ha aggiunto che i vescovi con cui ha parlato «non osano dirlo» pubblicamente, ma solo in privato.

«Quando chiedo loro personalmente, in via ufficiosa, se potrebbero accettare di cambiare idea su “Amoris laetitia”, sulla Comunione per i divorziati e così via, rispondono di no, ma pubblicamente non osano dirlo», ha dichiarato Schneider a Moynihan.

Chiesa Cattolica: quando l’errore è tollerato e la Tradizione è punita

Padre Maggi può negare il peccato originale e continuare a amministrare il battesimo senza conseguenze, mentre la Fraternità Sacerdotale San Pio X, che difende la Tradizione, rischia la scomunica se consacrerà nuovi vescovi senza mandato papale: non un’equiparazione tra errori di natura diversa, ma la constatazione di una asimmetria che interroga la credibilità dell’autorità ecclesiale e non favorisce il dialogo.

Chiesa Cattolica: quando l’errore è tollerato e la Tradizione è punita

Nell'immagine: Giovanni di Paolo, Creazione del mondo e cacciata dal Paradiso terrestre, 1445

L’inizio del pontificato di Papa Leone XIV ha suscitato in molti fedeli un sentimento di sincera gratitudine. Il suo stile sobrio, la sua attenzione alla liturgia, la sua volontà di ricomporre fratture interne e di restituire centralità alla Tradizione hanno riacceso speranze che sembravano sopite. In un tempo di grande confusione dottrinale, il suo desiderio di riportare la Chiesa a un linguaggio più chiaro e a una pastorale più radicata nella fede di sempre è stato accolto come un segno di provvidenza.

Proprio per questo, però, desta non poca perplessità la gestione affidata al cardinale Víctor Manuel Fernández, soprattutto quando si tratta di questioni dottrinali delicate o di rapporti con realtà ecclesiali complesse. La sua azione appare spesso ambigua, oscillante tra aperture improvvise e irrigidimenti selettivi, con un’applicazione della disciplina che sembra variare a seconda dell’interlocutore. È un’ambiguità che rischia di indebolire proprio quella chiarezza che papa Leone sembra voler ristabilire.

Amore, promessa, Dio. Tre parole che oggi suonano rivoluzionarie solo perché sono vere

Non ho sentito la canzone; ma ho letto molte impressioni positive sul suo significato e condivido con voi quella che segue.
Amore, promessa, Dio. Tre parole che oggi
suonano rivoluzionarie solo perché sono vere

Cari amici, il tempo quaresimale non mi ha permesso di sostare davanti al Festival della canzone. Una distrazione evitabile. Eppure, nel tempo minimo concesso ai social, mi sono accorto di un fatto: più silenzio, meno clamore. Segno interessante, perché il Festival, spesso letto come un laboratorio di linguaggio e di costume, sembra aver avuto un tono più normale.

Anche questa mattina, scorrendo il risultato finale, ho ritrovato la stessa impressione. Ha vinto una canzone più melodica, più “classica”, con un colore napoletano dichiarato, e soprattutto con un immaginario affettivo semplice: un amore tra uomo e donna, una promessa che guarda in alto, la parola “Dio” che non entra in scena come provocazione, entra come orizzonte. La canzone non predica, promette: una parola data, “davanti a Dio”, e un futuro costruito insieme.

domenica 1 marzo 2026

Mons. Viganò denuncia la ventilata nomina a nunzio in Italia di Mons. Peña Parra

Arcivescovo Carlo Maria Viganò su X. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

Mons. Viganò denuncia la ventilata nomina a nunzio in Italia di Mons. Peña Parra

La ventilata nomina di Mons. Edgar Peña Parra, attuale Sostituto per gli Affari Generali alla Segreteria di Stato, come nuovo Nunzio Apostolico in Italia lascia sconcertati e scandalizzati. In un momento in cui la rete di crimini e corruzione svelata dai dossier di Jeffrey Epstein mostra la presenza costante di abusatori ricattabili per i loro esecrandi delitti, il Vaticano di Prevost non ha intenzione di discostarsi dalla linea di Bergoglio, basata proprio sulla copertura e sulla ricattabilità dei suoi corrotti collaboratori.

I segni della vera conoscenza

Nella nostra traduzione da Vigiliae
I segni della vera conoscenza
Predica per la seconda domenica di Quaresima – 1 marzo 2026

1 Giovanni 2:3–6
Da questo sappiamo che lo abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «L'ho conosciuto» e non osserva i suoi comandamenti, è un bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo che siamo in lui: colui che dice di rimanere in lui come lui si è comportato, cammina anche lui.
Amici miei, mentre continuiamo il nostro viaggio passo dopo passo attraverso la Prima Lettera di Giovanni, il brano di oggi ci incontra nel cuore della Quaresima. Questo periodo ci invita a esaminare il nostro cammino con Cristo – non con spirito di paura, ma di rinnovamento e ritorno. Giovanni scrive con cuore di pastore: desidera che i credenti abbiano fiducia, non confusione. Ecco perché inizia: "E in questo noi conosciamo" γινώσκομεν (ghinóskomen). Questa non è conoscenza astratta, ma γινώσκω (ghinōskō) – la conoscenza che nasce dalla relazione, dalla fiducia e dall'esperienza vissuta.

Seconda Domenica di Quaresima 'Reminiscere'

Facciamo tesoro degli insegnamenti che ci aiutano a interiorizzare sempre più, seguendo il calendario liturgico, le ricchezze inesauribili della nostra fede oggi così neglette. Vedi precedenti con cui integrare la meditazione che segue qui - qui.

Seconda Domenica di Quaresima

Intróitus
Ps. 24, 6-3 et 22 - Reminíscere miseratiónum tuárum, Dómine, et misericórdiae tuae, quae a século sunt: ne unquam dominéntur nobis inimíci nostri: líbera nos, Deus Israël, ex ómnibus angústiis nostris. Ps. 24, 1-2 - Ad te, Dómine, levávi ánimam meam, Deus meus, in te confído, non erubéscam. Glória Patri… Ps. 24, 6-3 et 22 - Reminíscere miseratiónum tuárum...
Introito
Sal. 24, 6-3 e 22 - Ricòrdati, o Signore, della tua compassione e della tua misericordia, che è eterna: mai triònfino su di noi i nostri nemici: líberaci, o Dio di Israele, da tutte le nostre tribolazioni. Sal. 24, 1-2 - A te, o Signore, ho levato l’ànima mia, in Te confido, o mio Dio, ch’io non resti confuso. Gloria al Padre… Sal. 24, 6-3 e 22 - Ricòrdati, o Signore, della tua compassione...

La Trasfigurazione
La santa Chiesa ci propone oggi a meditare un soggetto di alta portata per il tempo in cui siamo. In questa seconda Domenica della santa Quaresima applica a noi la lezione che un giorno il Signore diede ai suoi tre Apostoli. Ma dobbiamo sforzarci d'essere più attenti dei tre discepoli del Vangelo, che il Maestro si degnò preferire agli altri per onorarli d'un simile favore.

Accondiscendenza di Gesù.
Gesù stava per passare della Galilea nella Giudea per recarsi a Gerusalemme, dove si doveva trovare alla festa di Pasqua. Era l'ultima Pasqua, che doveva incominciare con l'immolazione dell'agnello figurativo e terminare col Sacrificio dell'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Gesù non doveva più essere sconosciuto ai suoi discepoli: le sue opere avevano reso testimonianza di lui, anche davanti agli occhi degli stranieri; la sua parola così fortemente dotata di autorità, la sua attraente bontà, la pazienza nel tollerare la grossolanità degli uomini che s'era scelti a suoi compagni: tutto doveva aver contribuito ad affezionarli a lui fino alla morte. Avevano sentito Pietro, uno di loro, dichiarare per ispirazione divina ch'egli era il Cristo, Figlio del Dio vivente (Mt 16,16); nondimeno, la prova che stavano per subire doveva essere così terribile alla loro debolezza, che Gesù, prima d'assoggettarveli, volle loro accordare un ultimo mezzo, per premunirli contro la tentazione.

sabato 28 febbraio 2026

Marzo 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Pavia

Carissimi Amici,
siamo entrati nel tempo santo della Quaresima e le parole di sant'Agostino ci guidano e ci ammoniscono: «In questo tempo quaresimale ricordatevi soprattutto dei poveri, in modo che il frutto della vostra sobrietà accumuli per voi tesori nel cielo. Il Cristo che ha fame riceva quello di cui si priva il discepolo col digiuno. La penitenza volontaria sostenga l'indigente. La frugalità del ricco si trasformi nel necessario per il misero. L'animo sia ben disposto, umile, pieno di misericordia, facile a perdonare. Chi sa di avere offeso, chieda perdono. Non rimaniamo schiavi del demonio, che trionfa quando crea dissensi tra i cristiani. È indubbiamente elemosina assai meritevole perdonare le colpe al fratello, come il Signore perdona le nostre» (Sermo 210, 12).
Le celebrazioni di questo mese sono le seguenti:
È possibile scaricare e leggere l’Ordinario ed il Proprio delle Sante Messe ai seguenti link: 
- ORDINARIO DELLA SANTA MESSA(*) La Santa Messa verrà celebrata se si troverà un sacerdote disponibile: don Fabio e don Marino in questo venerdì sono entrambi impegnati nell'insegnamento. Verrà data tempestiva comunicazione (in un senso o nell'alro) attraverso questa email.
A tutti un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino

Sabato delle Quattro Tempora di Quaresima

Missale Romanum
Sabato delle Quattro Tempora di Quaresima

La Stazione è alla Basilica di S. Pietro in Vaticano, dove il popolo si radunava verso sera per assistere all'Ordinazione dei Sacerdoti e dei sacri Ministri. Questo giorno era chiamato il Sabato dalle dodici Lezioni, perché anticamente si leggevano dodici brani delle sante Scritture, come il Sabato Santo. Fu il Papa Gelasio (492-496) che organizzò la Liturgia del Sabato delle Quattro Tempora, fissando in tal giorno le Ordinazioni. La Messa in cui queste venivano conferite aveva luogo durante la veglia notturna, che dal Sabato sera si prolungava fino al mattino della Domenica; in seguito venne anticipata al Sabato; ma, per ricordare l'antica usanza, alla Domenica fu assegnato lo stesso Vangelo che si leggeva il Sabato: donde la ripetizione del Vangelo per due giorni di seguito. Abbiamo notata la stessa particolarità il Sabato delle Quattro Tempora dell'Avvento, essendo ugualmente anticipata d'un giorno la Messa dell'Ordinazione.

Dovremmo “disprezzare i beni terreni”?

Non è solo un lectio liturgica per la quaresima, ma anche l'ennesimo esempio di come il lezionario della Messa tradizionale in latino diverga dal nuovo lezionario [vedi qui - qui]. Ma purtroppo ciò vale anche, più in generale, per tutte le traduzioni moderne con la vera e propria manipolazione dei testi sacri [qui - qui vedi link ai precedenti].

Dovremmo “disprezzare i beni terreni”?
Una lectio liturgica per la Quaresima
Peter Kwasniewski

La Chiesa, nel suo rito romano tradizionale, prega frequentemente affinché possiamo ricevere la grazia di "disprezzare" (o, come dice Lauren Pristas, sarebbe una traduzione migliore, "distogliere lo sguardo"/"non esserne affascinati") i beni terreni e di desiderare ardentemente quelli del cielo, la nostra vera e duratura dimora. Per fare alcuni esempi, il Postcommunio per la festa del Sacro Cuore di Gesù recita:
Che i tuoi santi misteri, o Signore Gesù, producano in noi un fervore divino, per mezzo del quale, gustata la dolcezza del tuo carissimo Cuore, impariamo a disprezzare le cose terrene e ad amare quelle celesti: Tu che vivi e regni...

venerdì 27 febbraio 2026

Venerdì delle Quattro Tempora di Quaresima

Precedente qui.
Nel calendario liturgico del Rito Romano, le Quattro Tempora sono quattro distinti periodi di tre giorni - mercoledì, venerdì e sabato - di una stessa settimana approssimativamente equidistanti nel ciclo dell'anno, destinati al digiuno e alla preghiera. Giorni che cadono fra la terza e la quarta domenica di Avvento, fra la prima e la seconda domenica di Quaresima, fra Pentecoste e la festa della Santissima Trinità e generalmente la settimana seguente l'Esaltazione della Santa Croce, (14 settembre). La Chiesa Cattolica prescriveva il digiuno in tutti i giorni delle Quattro Tempora e l'astinenza in ogni venerdì, e i fedeli sono invitati a confessarsi. Questa regola è tutt'ora seguita dai fedeli Cattolici che lo desiderano, ed in particolare per coloro che osservano il calendario liturgico del 1962. Vedi anche le Quattro Tempora di Avvento [qui] e di Pentecoste [qui].

Venerdì delle Quattro Tempora di Quaresima

La Stazione è alla Basilica dei Dodici Apostoli, una delle più auguste di Roma, arricchite dalle reliquie dei due Apostoli san Filippo e san Giacomo il Minore.
LETTURA (Ez 18,20-28). - Queste cose dice il Signore Dio: L'anima che ha peccato, quella morrà, e il figlio non porterà l'iniquità del padre, né il padre quella del figlio: sul capo del giusto sarà la giustizia e su quello dell'empio l'empietà. Ma se l'empio fa penitenza di tutti i suoi peccati che ha fatti, e osserva i miei precetti, e agisce secondo equità e giustizia, avrà la vera vita e non morrà. Non ricorderò più tutte le iniquità da lui commesse; avrà vita per la giustizia da lui praticata. Voglio forse la morte del peccatore, dice il Signore Dio, o non piuttosto ch'egli si converta dal suo malfare e viva? Ma se il giusto si allontanerà dalla sua giustizia e commetterà l'iniquità, secondo le abominazioni proprie dell'empio, potrà averla vita? Tutte le opere buone da lui fatte saran dimenticate, a causa della trasgressione di cui s'è reso colpevole, e del peccato da lui commesso, a causa di questi morrà. Voi avete detto: il modo di fare del Signore non è giusto. Udite, adunque. o casa d'Israele: è il mio modo di fare che non è giusto, o è piuttosto perverso il vostro? Infatti, quando il giusto, allontanandosi dalla sua giustizia, peccherà e morrà nel peccato, morrà a causa dell'ingiustizia da lui commessa: così, quando l'empio, allontanatesi dall'empietà e dal peccato da lui commesso, praticherà l'equità e la giustizia, egli renderà la vita all'anima sua: quando tornato in se stesso, si allontanerà da ogni peccato commesso, avrà vita e non morrà, dice il Signore onnipotente.