Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 5 maggio 2026

In un nuovo libro si svela l'interiorità comunista di Leone XIV

Nella nostra traduzione da Radical fidelity. La Madonna di Fatima ci aveva avvertito che gli errori della Russia si sarebbero diffusi, e qui possiamo constatare quanto siano radicati nelle strutture della Chiesa. Vedi qui la Teologia della liberazione secondo mons. Gherardini e qui secondo Joseph Ratzinger.

In un nuovo libro si svela l'interiorità comunista di Leone XIV

La Casa Editrice Vaticana ha pubblicato, il 4 maggio, il volume Liberi sotto la grazia: Nella scuola di Sant'Agostino di fronte alle sfide della storia.

Si dice che la raccolta riunisca testi scritti da Robert Francis Prevost durante il suo mandato come Priore Generale dell'Ordine di Sant'Agostino, dal 2001 al 2013. La collezione offrirebbe uno sguardo sulle riflessioni di Leone XIV prima della sua elezione, riunendo per la prima volta i suoi discorsi, omelie, lettere e messaggi degli anni in cui ha guidato l'ordine agostiniano. Secondo quanto riportato dai media, il volume fornisce spunti sia sulla sua prospettiva teologica che sul suo sviluppo spirituale prima di diventare "Pontefice".

Offertorio riscritto

Ne abbiamo già parlato più volte (esempio qui e link inseriti nel testo); ma giova riprendere gli argomenti per chi leggesse solo ora e per tener desta l'attenzione in un tempo di grande confusione. È la trascrizione di un filmato; per cui si nota il linguaggio colloquiale.

Offertorio riscritto

E se vi dicessi che una delle parti più importanti della Messa è stata deliberatamente cambiata non a caso, non organicamente, ma perché la comprensione del peccato e del sacrificio sulla Croce da parte della Chiesa veniva nuovamente sottolineata in modo completamente diverso? Basta guardare attentamente le parole cambiate nell'Offertorio, dalla Messa latina Tradizionale al Novus Ordo.

Vi spiegherò le parole esatte così potrete capire perché questo è un problema. Una volta che vedrete non solo quali parole sono state cancellate e aggiunte, ma perché queste sacre parole sono state cambiate, vedrete l'Offertorio come non mai.

lunedì 4 maggio 2026

Un papa Pacelli inedito: dalla teologia alla pastorale

Leggo su Avvenire – ed estrapolo perché la riproduzione è riservata – notizia di un convegno a Roma previsto per oggi, 4 maggio, che illumina aspetti meno conosciuti di Pio XII, tra la passione per la storia, l'impegno diplomatico, il desiderio della cura d'anime. Qui l'indice degli articoli dedicati al Pastor angelicus.

Un papa Pacelli inedito: dalla teologia alla pastorale

Pio XII a S.Maria sopra Minerva
Pio XII vedeva  in Roma, sua città di nascita, la culla dell’archeologia cristiana. Si è rivelato un fine diplomatico;  ma, anche quando ricopriva la carica di nunzio apostolico sotto Benedetto XV e Pio XI, prima di essere elevato al cardinalato nel 1929, accarezzava l’idea di lasciare tutto per dedicarsi alla sola cura delle anime come confessore, predicatore o vescovo di una diocesi. 
Sono alcuni degli aspetti singolari e per certi versi “inediti” che affioreranno nel corso del convegno fissato per il 4 maggio per i 150 anni della nascita di Eugenio Pacelli (2 marzo del 1876). L’evento, dal titolo “Eugenio Pacelli – Pio XII: tra città di Dio e città dell’uomo”, si svolgerà a Roma dalle 17, nella Sala dei Papi del convento di Santa Maria sopra Minerva. Presiederà il cardinale protodiacono Dominique Mamberti, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, interverranno Johan Icks, direttore dell’Archivio storico della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, che parlerà di “Eugenio Pacelli e i concordati”; Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, che si soffermerà, nella sua veste di biografo del Pontefice romano sul cardinale Pacelli, segretario di Stato; monsignor Stefan Heid, rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, che presenterà una relazione su “Pio XII e gli scavi sotto la confessione di San Pietro”; e il domenicano padre Fabrizio Cambi, priore del convento di Santa Maria sopra Minerva, che offrirà una panoramica su “L’Italia e i suoi patroni, santa Caterina e san Francesco, nel magistero di Pio XII”. 

La strategia di Papa Leone XIV: rallentare la rivoluzione, preservare il sistema

Ho trovato molto interessante l'analisi ripresa, nella nostra traduzione, da The Remnant. Papa Leone XIV non sta fermando la rivoluzione: la sta rallentando per preservare l’unità.
La strategia di Papa Leone XIV:
rallentare la rivoluzione, preservare il sistema


Papa Leone XIV e Sarah Mullaly Arcivescovo di Canterbury
Negli ultimi mesi, molte persone qui in Italia mi hanno espresso la stessa opinione su Papa Leone XIV. «Non riesco a capirlo», mi dicono, «se sia un progressista o un conservatore, se sia come Francesco o come Benedetto!»

Ogni volta cerco di spiegare, con prove alla mano, che Papa Leone XIV non è né l’uno né l’altro, ma un papa di sintesi, eletto proprio per proseguire lungo il percorso di rivoluzione nella Chiesa, ma a velocità moderata, con l’obiettivo ultimo di preservare ciò che l’istituzione ecclesiastica (compresi coloro che si presentano come conservatori) considera oggi il bene supremo della Chiesa: non la salvezza delle anime, ma l’unità formale dei cattolici. Da questo fine ultimo derivano tutte le altre azioni pastorali, governative e persino dottrinali portate avanti da Papa Leone.

A chi appartiene la liturgia

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge
A chi appartiene la liturgia
Cosa rivelano le liturgie carine di chi le crea?

C'è ancora molto da dire sulla dolcezza [vedi]. Qual è l'essenza di questa esperienza estetica? Possiamo ridurla a una singola caratteristica che sembra essere alla base o influenzare tutte le altre? Credo di sì. Credo che l'essenza della dolcezza sia il potere, o più precisamente, il nostro potere sull'oggetto così come lo percepiamo.
Non voglio che questo suoni intrinsecamente sinistro. Le relazioni basate su forze, conoscenze o autorità diverse sono aspetti normali dell'esistenza umana. La nostra psicologia, la nostra spiritualità e la nostra educazione dipendono da esse; le società civilizzate non possono esistere senza di esse; la stessa struttura del cosmo ne è testimonianza: "Dio fece i due grandi luminari: il luminare maggiore per governare il giorno e il luminare minore per governare la notte". Il problema del potere è che gli esseri umani hanno una tendenza inveterata ad abusarne, e questo abuso – che viene genericamente definito tirannia – è spesso così ingiusto, crudele o folle da distinguere il potere da altri elementi della categoria "cose buone che si sono trasformate in qualcosa di cattivo".

domenica 3 maggio 2026

Invenzione della Santa Croce

Si celebrava oggi prima del 1955. Vedi qui. Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Così sia.

Invenzione della Santa Croce

II trionfo della Croce
Era conveniente che il nostro Re divino si mostrasse ai nostri sguardi appoggiato allo scettro della sua potenza, affinché nulla mancasse alla maestà del suo impero. Questo scettro è la Croce, e apparteneva al Tempo pasquale presentargliene l’omaggio. Una volta la Croce veniva presentata a noi quale oggetto di umiliazione per l’Emmanuele, come il letto di dolore sul quale spirò; ma poi egli non vinse la morte? E cosa è divenuta questa Croce, se non il trofeo della sua vittoria? Che essa, dunque, venga mostrata e si pieghi ogni ginocchio davanti all’augusto legno per mezzo del quale Gesù conquistò l’onore che noi oggi gli rendiamo. Il giorno di Natale cantavamo con Isaia: «Ci è nato un bambino e ci è stato dato un figlio: il suo impero poggia sugli omeri suoi» . Poi l’abbiamo visto che portava sulle spalle questa Croce, come Isacco portò la legna per il suo sacrificio; ma oggi, per lui, non è più un peso. Essa brilla di uno splendore che rapisce lo sguardo degli angeli; e dopo che sarà stata adorata dagli uomini finché durerà questo mondo, apparirà d’un tratto sulle nubi del cielo per assistere, presso il giudice dei vivi e dei morti, alla sentenza favorevole di coloro che l’avranno amata, alla condanna di quelli che l’avranno resa inutile per essi, a causa del loro stesso disprezzo e del loro oblio. Durante i quaranta giorni che passò ancora sulla terra, Gesù non giudicò conveniente glorificare lo strumento della sua vittoria. La Croce non dovrà apparire che nel giorno in cui, pur essendo rimasta invisibile, avrà conquistato il mondo a colui del quale ripete le meraviglie. Egli riposò tre giorni nella tomba: quella rimarrà seppellita durante tre secoli nella polvere. Ma risusciterà anch’essa; ed è questa ammirabile risurrezione che oggi celebra la Chiesa. Una volta compiutosi il tempo, Gesù ha voluto accrescere le gioie pasquali, rivelando questo monumento del suo amore per noi. Lo lascerà tra le nostre mani, per nostra consolazione, fino all’ultimo giorno; non è dunque giusto che noi gliene rendiamo omaggio?

Non si fermano le demolizioni in Libano

Anche il Libano, terra martoriata. Qui l'indice degli articoli sulla questione mediorientale. 
Non si fermano le demolizioni in Libano

Non bastano le oltre 2.509 persone uccise dal 2 marzo in Libano, ora, in pieno “cessate il fuoco”, l’esercito israeliano distrugge case civili, siti patrimonio Unesco e santuari religiosi.
Dopo aver fatto esplodere lo storico castello di Shamaa e il santuario di Shamoun al-Safa, quest’ultimo ritenuto il luogo di sepoltura di San Pietro, venerato sia dai cristiani che dai musulmani, l’IDF ha demolito un monastero e una scuola gestiti dalle Suore del Santo Salvatore nella città di Yaroun.
La scuola era considerata una delle istituzioni educative più importanti della regione, avendo formato nel corso degli anni migliaia di studenti provenienti da diverse città del distretto di Bint Jbeil.
Sono almeno 9 i siti patrimonio UNESCO tra chiese, moschee e strutture romane distrutte dalle operazioni militari israeliane. (Da InsideOver)

Quarta Domenica dopo Pasqua

Meditiamo i tesori della nostra fede seguendo l'anno liturgico. Sovrano padrone della grazia, il Signore è libero di determinare le sorgenti dalle quali la farà discendere in noi; a noi spetta di conformarci alla sua volontà. In calce trovate l'inno Salve festa Dies (qui per approfondire anche con l'ascolto). Qui il proprio e qui l'Ordinario della Santa Messa di oggi.

Quarta Domenica dopo Pasqua 

L'istituzione dei Sacramenti.
Salve festa dies (1)
Abbiamo veduto Gesù costituire la sua Chiesa, affidare nelle mani degli Apostoli il deposito delle verità che formeranno l'oggetto della nostra fede. Ma vi è un'altra opera, non meno importante per il mondo, alla quale egli dedicherà le sue cure durante quest'ultimo periodo di soggiorno sulla terra. È l'istituzione dei Sacramenti. Non è sufficiente il credere: bisogna anche che noi diveniamo giusti, ossia conformi alla santità di Dio: bisogna che la grazia, frutto della redenzione, discenda in noi, si incorpori a noi, onde, divenuti membra viventi del nostro divin Capo, possiamo anche essere coeredi del suo Regno. Ora, è per mezzo dei Sacramenti che Gesù deve operare in noi questa meraviglia della giustificazione, applicandoci i meriti della sua Incarnazione e del suo Sacrificio, mediante i mezzi decretati dalla sua potenza e dalla sua sapienza.

Sorgenti e canali della grazia.
Sovrano padrone della grazia, egli è libero di determinare le sorgenti dalle quali la farà discendere in noi; a noi spetta di conformarci alla sua volontà.

sabato 2 maggio 2026

Programma ufficiale della 15ª Peregrinatio ad Petri Sedem 2026 (23-24-25 ottobre)

Precedenti più recenti qui - qui. Gli altri, in fondo, nella colonna destra del blog (Visione web). Vedi in calce aggiornamento sul programma di Pax Liturgica il 27 ottobre.

Deo gratias!
Il prossimo ottobre, nella Basilica di San Pietro, in occasione del 15° Pellegrinaggio a Roma Summorum Pontificum, sarà nuovamente celebrata - come lo scorso anno (1) - la Messa tradizionale proibita sotto il precedente pontificato [vedi].
Gli organizzatori della Peregrinatio ad Petri Sedem – già Pellegrinaggio internazionale Populus Summorum Pontificum – hanno reso noto il programma ufficiale, riportato di seguito.
A breve sarà reso noto anche il programma ufficiale dell’11º Incontro Pax Liturgica che, al solito, precede l’inizio del Pellegrinaggio nella giornata di venerdì [aggiornamento: vedi in calce]. 

clicca per ingrandire
Programma ufficiale della 15ª
Peregrinatio ad Petri Sedem 2026
(23-24-25 ottobre)

Venerdì 23 ottobre:
  • ore 9:00 – 17:00: Incontro Pax Liturgica presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum;
  • ore 18:30: Vespri pontificali nella Basilica di Santa Maria ad Martyres (Pantheon).
Sabato 24 ottobre:
  • ore 9:00: Rosario davanti alla Basilica dei Santi Celso e Giuliano in Banchi;
  • ore 10:00: processione verso la Basilica di San Pietro in Vaticano;
  • ore 12:00: Cerimonia pontificale all’Altare della Cattedra di San Pietro.
Domenica 25 ottobre:
  • ore 8:30: Messa di ringraziamento nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini;
  • ore 11:00: Messa solenne di chiusura nella Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini;
  • ore 16:30: Messa di ringraziamento nella Chiesa di Sant’Anna al Laterano
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Aggiornamento. Venerdì 27 ottobre:
Ore 9 all’Istituto Patristico Augustinianum (Via Paolo VI, 25) VIII Incontro Pax Liturgica.
  • Rubén Peretó Rivas, direttore del Centro Internazionale di Studi Liturgici (CIEL) terrà la presentazione dell’incontro, seguiranno gli interventi:
  • don Claude Barthe, Cappellano del Coetus Internationalis Summorum Pontificum Benvenuto ai partecipanti
  • mons. Athanasius Schneider, «Il principio della tradizione nella vita liturgica della Chiesa»,
  • Michela Di Mieri, «Storia di un ritorno a casa, Jean-Pierre Maugendre, «I nuovi media (radio, televisione e social network) al servizio della Tradizione»,
  • Joseph Shaw presenterà il suo libro sulla storia delle richieste presentate alla Santa Sede dal 1966 in poi per la difesa della Messa antica,
  • padre João Silveira, «Africa, terra benedetta per la Tradizione: relazione della missione»,
  • Christian Marquant, «Oggi, a 50 anni dal Concilio: è più che mai necessario che i figli della luce siano intelligenti quanto i figli delle tenebre».
I lavori termineranno alle ore 16. Registrazione
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(1) Tuttavia, il presidente di Foederatio Internationalis Una Voce, Joseph Shaw, ha smentito la notizia su X il 2 maggio, scrivendo: "Gli organizzatori mi hanno detto che non è vero. Vi prego di pregare affinché diventi vero". Dunque la Messa antiquior all'altare della Cattedra è ancora in forse.

Contro la concelebrazione: il notevole intervento dell'arcivescovo Paul-Pierre Philippe OP al Concilio Vaticano II

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Uno dei Padri del Concilio Vaticano II, Paul-Pierre Philippe, OP, non era una figura minore; in seguito fu creato cardinale e nominato prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Durante il Concilio ha tenuto un intervento stimolante contro la concelebrazione, che il vescovo Schneider ha riscoperto, e che condivido oggi su NLM. Non si può dire che l'arcivescovo Philippe si sia sbagliato in alcun modo, né nella sua sinossi teologica né nella sua previsione degli effetti spirituali e liturgici della concelebrazione di routine. Leggete e vedete.

Contro la concelebrazione: il notevole intervento
dell'arcivescovo Paul-Pierre Philippe OP al Concilio Vaticano II


Immagine a lato. I vescovi Yves Ramousse e Paul Tep Im concelebrano nel monastero benedettino di Kep negli anni '70. 

Bisogna ringraziare il vescovo Athanasius Schneider per aver recuperato e reso pubblico, nel suo pregevole libro La Messa Cattolica: Passi per Ristabilire la Centralità di Dio nella Liturgia, un discorso particolarmente ben argomentato contro la concelebrazione, pronunciato dall'arcivescovo domenicano durante il dibattito sulla liturgia del Concilio Vaticano II.

È bene precisare che Paolo-Pierre Filippo non era certo una figura di secondo piano; in seguito fu creato cardinale e nominato prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.