Sì, c'è vita al di fuori del Medio Oriente e della guerra israelo-americana contro l'Iran. Anche per la Chiesa. Ecco un ottimo articolo del sempre interessantissimo blog El Wanderer (testo di seguito). Mette in luce un piccolo evento (a prima vista, certamente praticamente sconosciuto) che si è svolto di recente in Vaticano e che potrebbe avere un grande impatto sul futuro della Tradizione nella Chiesa: Leone XIV ha ricevuto due scienziati – in breve, due sociologi – che, mettendo da parte ogni pregiudizio ideologico e con dati a supporto, gli hanno presentato la questione più controversa che la Chiesa contemporanea si trova ad affrontare : la crisi della pratica religiosa in Occidente, il suo legame con il Concilio Vaticano II e l'ascesa di comunità legate alla liturgia tradizionale.
Il blogger argentino vede in questa udienza:
Chiesa e post concilio
Dove sta andando la Chiesa cattolica? La Chiesa Una Santa è viva e immacolata nel Suo Sposo; ma una parte di quella visibile rischia di subire una 'mutazione genetica' o questa è già avvenuta nostro malgrado e ne stiamo vedendo gli effetti? Ci confrontiamo per "resistere", nella fedeltà.
Peregrinatio Summorum Pontificum 2022
mercoledì 18 marzo 2026
Leone XIV e la Messa tradizionale: un incontro passato inosservato
Nella nostra traduzione da Benoit et moi l'esame di alcuni elementi in base ai quali si potrebbe dedurre che il Papa voglia risolvere la questione della Messa tradizionale.
martedì 17 marzo 2026
La deriva iper-sionista del secondo mandato di Trump
Donald Trump ha rimosso ufficialmente la coraggiosa cattolica Carrie Prejean Boller dalla Commissione per la Libertà Religiosa della Casa Bianca. Poche settimane fa Carrie era stata espulsa dalla Commissione dal presidente Dan Patrick (vice governatore del Texas) a causa delle sue critiche nei confronti della deriva ultra sionista del governo israeliano, sottolineando che tale ideologia é incompatibile con la sua fede cattolica. Che ne pensate anche del resto? Qui l'indice degli articoli sugli eventi nel quadrante mediorientale.
La deriva iper-sionista del secondo mandato di Trump
e la repressione del dissenso.
Nell'immagine: da sinistra a destra: Tucker Carlson, Candace Owens, Charlie Kirk e Carrie Prejean Boller.
Nel primo mandato presidenziale Donald Trump aveva già segnato una svolta importante nella politica estera americana verso Israele. Lo spostamento dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, il riconoscimento delle Alture del Golan come territorio israeliano e il sostegno agli Accordi di Abramo avevano rappresentato scelte forti, che avevano rotto con una certa prudenza diplomatica mantenuta per decenni dalle amministrazioni precedenti.
Tuttavia, nel corso del secondo mandato sta emergendo qualcosa di diverso e, per molti osservatori, di più radicale. Non si tratta più soltanto di un rapporto privilegiato con uno storico alleato strategico. Si sta delineando piuttosto una linea politica nella quale il sostegno a Israele appare sempre più come un principio ideologico non discutibile, una posizione dalla quale non è consentito deviare neppure marginalmente.
L'Iran rappresenta il primo caso storico di stato che adotta strutturalmente la dottrina della guerra partigiana come scelta strategica
Che ne dite di questa lettura dei clamorosi eventi scatenati dall'attacco all'Iran?
L'Iran rappresenta il primo caso storico di stato che adotta strutturalmente la dottrina della guerra partigiana come scelta strategica
"C'è una categoria che manca nel dibattito sulla guerra in corso contro l'Iran, e la sua assenza spiega perché chi la combatte continua a sbagliare tutto.
L'Iran rappresenta il primo caso storico di stato che adotta strutturalmente la dottrina della guerra partigiana come scelta strategica
"C'è una categoria che manca nel dibattito sulla guerra in corso contro l'Iran, e la sua assenza spiega perché chi la combatte continua a sbagliare tutto.
L'Iran non è un movimento partigiano come l'FLN algerino, che era un fronte senza dogma unificante - coalizione di nazionalisti, socialisti, comunisti, conservatori - tenuto insieme da un unico obiettivo: cacciare il colonizzatore. Non è il Vietnam del Nord, che era uno stato su una parte del territorio con una dottrina esportabile - il comunismo - ma dipendente da Mosca e Pechino e limitato geograficamente. Hamas, Hezbollah, gli Houthi sono milizie, entità subnazionali che usano tattiche di guerriglia perché non hanno alternativa: la loro asimmetria è coatta, non scelta.
L'Iran è qualcosa di diverso e di storicamente nuovo: rappresenta il primo caso storico di stato che adotta strutturalmente la dottrina della guerra partigiana come scelta strategica sovrana, combinando la legittimità e le risorse di uno stato con la logica operativa del movimento di resistenza.
Le prime mosse della Curia di Leone XIV cominciano a far luce sul suo pontificato
Nella nostra traduzione da The Catholic Herald un excursus interessante
Le prime mosse della Curia di Leone XIV
cominciano a far luce sul suo pontificato
Le prime mosse della Curia di Leone XIV
cominciano a far luce sul suo pontificato
Negli ultimi sette giorni molti osservatori vaticani si saranno chiesti se il Papa americano sta davvero iniziando ad esercitare la sua influenza amministrativa. Come molti editorialisti hanno scritto, o discusso nelle conversazioni nella Città Eterna, le nomine di Leone XIV nella Curia Romana saranno tra gli indicatori più chiari della sua personalità e della direzione che intende dare al suo pontificato.
Nel corso dell'ultima settimana sono state fornite alcune risposte, non solo attraverso la nomina di nuovi incarichi, ma anche tramite decisioni di governo emanate dal Papa. Tra queste, spicca il trasferimento del cardinale Konrad Krajewski da Roma alla sua nativa Polonia, per assumere la sede vacante di Łódź. Krajewski è stato una figura di spicco in Vaticano negli ultimi anni, arrivando a servire come Maestro delle Cerimonie pontificie alla fine degli anni '90, prima di essere nominato Elemosiniere del Papa Francesco nel 2013.
lunedì 16 marzo 2026
In Friuli c’è un prete veramente cattolico…
Stop alla concessione delle strutture cattoliche ai musulmani. Perché la scelta di don Francesco Fragiacomo è giusta e coerente con la nostra fede. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.
In Friuli c’è un prete veramente cattolico…
In molte regioni del mondo – dal Medio Oriente a parti dell’Africa e dell’Asia – i cristiani vivono condizioni difficili: chiese distrutte, culto limitato o vietato, discriminazioni e persecuzioni.
Negli ultimi anni si è diffusa sempre più, in alcuni ambienti ecclesiali e mediatici, l’idea che l’“apertura” e il dialogo interreligioso debbano necessariamente tradursi nella concessione di spazi parrocchiali o ecclesiastici per celebrazioni di altre religioni. In questo contesto si inserisce la posizione di Francesco Fragiacomo, sacerdote friulano che ha deciso di non concedere locali parrocchiali per le celebrazioni del Ramadan.
Questa scelta ha suscitato discussioni, ma in realtà si fonda su motivazioni teologiche, pastorali e di buon senso profondamente coerenti con la tradizione cattolica.
Una lettera inedita rivela le ultime riflessioni di Benedetto XVI sulla preghiera e il futuro della fede
Nella nostra traduzione da The Catholic Herald. Una lettera inedita di Papa Benedetto XVI, che offre profonde riflessioni sulla preghiera. Porta la data del 27 aprile 2021, poco più di un anno prima della morte. È contenuta nel libro "La fede del futuro", quarto volume di una raccolta di testi inediti di Benedetto XVI con prefazione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. In calce ne trovate il testo integrale. Qui l'indice degli scritti di Ratzinger dal "Recinto di Pietro" dopo la sua abdicazione.
Una lettera inedita rivela le ultime riflessioni di Benedetto XVI sulla preghiera e il futuro della fede
Una lettera inedita di Papa Benedetto XVI, scritta poco più di un anno prima della sua morte, è stata pubblicata in un nuovo libro italiano, offrendo uno spaccato della teologia del defunto pontefice e della sua visione del futuro della fede alla fine della sua vita.
Il testo è pubblicato ne La fede del futuro, quarto volume di una raccolta di scritti inediti e difficilmente reperibili di Joseph Ratzinger, pubblicata dalle Edizioni Cantagalli di Siena. La collana è introdotta da una prefazione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin.
domenica 15 marzo 2026
Cosa ci dicono le spoglie svelate di Francesco d'Assisi
Nella nostra traduzione da Vigiliae
Quando le ossa parlano
Cosa ci dicono le spoglie svelate di Francesco d'Assisi
Quando le ossa parlano
Cosa ci dicono le spoglie svelate di Francesco d'Assisi
Eccole qui: le ossa di Francesco d'Assisi, visibili per un certo periodo sotto una lastra trasparente nella chiesa inferiore – svelate ora, otto secoli dopo la sua morte. Semplicemente presenti, offerte allo sguardo umano. Per i cattolici queste sono reliquie da venerare; molti altri cristiani, al contrario, guardano a tale pratica con un certo scetticismo. Eppure, qualunque sia la risposta istintiva, la domanda sorge quasi subito: cosa dice una simile visione?
Questi frammenti di vita ci interrompono. Incidono sulle storie che usiamo per attenuare la verità della nostra condizione. Ci ricordano che abitiamo una struttura che non abbiamo scelto e a cui un giorno abbandoneremo. E forse è per questo che la loro presenza può sembrare un richiamo. Non alla paura, ma all'onestà.
Spesso immaginiamo la teologia come qualcosa che appartiene al regno della pura astrazione, incontaminata dalla gravità della carne. Eppure anche il nostro pensiero è incarnato. Molto prima che qualsiasi concetto si formi, il nostro vivere insegna la dipendenza, espone la vulnerabilità, risveglia la gioia. Il significato si impone su di noi attraverso la trama stessa della nostra esistenza, ben prima che tentiamo di nominarlo – in quelle certezze pre-riflessive che, come osservava Antonio Livi, ogni bambino acquisisce molto prima della filosofia o della scienza: il fatto di essere qui e del continuo divenire del mondo, la consapevolezza di sé, la presenza degli altri, l'intuizione del giusto e dello sbagliato, il senso di una realtà fondante.
Quarta Domenica di Quaresima (Lætáre)
Per meglio seguire l'anno liturgico e le sue gemme spirituali. Vedi Meditazione sulla Quaresima [qui e collegati].
Prima Domenica di Quaresima qui - Seconda Domenica di Quaresima qui - Terza Domenica di Quaresima qui
Quarta Domenica di Quaresima
| Intróitus Is. 66, 10 et 11 - Lætáre, Ierúsalem: et convéntum fácite omnes qui dilígitis eam: gaudéte cum lætítia, qui in tristítia fuístis: ut exsultétis, et satiémini ab ubéribus consolatiónis vestræ. Ps. 121, 1 - Lætátus sum in his, quæ dicta sunt mihi: in domum Dómini íbimus. Glória Patri… Is. 66, 10 et 11 - Lætáre, Ierúsalem … | Introito Is. 66, 10 e 11 - Alliétati, Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, esultate con essa: rallegratevi voi che foste tristi: ed esultate e siate sazi delle sue consolazioni. Sal. 121, 1 - Mi rallegrai di ciò che mi fu detto: andremo nella casa del Signore. Gloria al Padre… Is. 66, 10 e 11 - Alliétati, Gerusalemme |
La Domenica della gioia.
Questa Domenica chiamata Lætáre, dalla prima parola dell'Introito della Messa, è una delle più celebri dell'anno. In questo giorno la Chiesa sospende le tristezze della Quaresima; i canti della Messa non parlano che di gioia e di consolazione; si fa risentire l'organo, rimasto muto nelle tre Domeniche precedenti; il diacono riveste la dalmatica e il suddiacono la tunicella; è consentito sostituire i paramenti violacei coi paramenti rosa. Gli stessi riti li abbiamo visti praticare durante l'Avvento, nella terza Domenica chiamata Gaudete. Manifestando oggi la Chiesa la sua allegrezza nella Liturgia, vuole felicitarsi dello zelo dei suoi figli; avendo essi già percorso la metà della santa quaresima, vuole stimolare il loro ardore a proseguire fino alla fine [1].
sabato 14 marzo 2026
Il papa elogia don Roberto Spataro SDB per l'opera di diffusione del latino
Episodico o significativo? Soprattutto in relazione alla Liturgia antiquior. Precedenti su Don Spataro qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sul Latino. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.
Il papa elogia don Roberto Spataro SDB
per l'opera di diffusione del latino
Il Rev. Don Roberto Spataro SDB, dottore in teologia e segretario emerito della Pontificia Academia Latinitatis [qui - qui] è stato ricevuto da Papa Leone XIV.
Il Papa lo ha elogiato per l’ opera svolta in favore della diffusione della lingua latina.
Don Roberto Spataro conduce la terza edizione del Corso “Introibo ad Altare Dei”, di approfondimento alla Messa in rito romano antico promossa dalla Fondazione il Giglio e da UNA VOCE-Napoli.
Dibattito intra-ebraico sul diritto naturale
Riprendiamo dall' Osservatorio card. van Thuân
Dibattito intra-ebraico sul diritto naturale
In cosa si sovrappongono ebraismo e islam
Dal 7 ottobre 2023 vediamo ogni giorno in TV Benjamin Netanyahu. Normalmente è in giacca e cravatta, occasionalmente veste abiti più andanti. Il suo aspetto è “occidentale”, ma la sua impostazione politico-religiosa di occidentale(1) non ha nulla.
Molto più facile accostare la sua impostazione all’Islam che non all’occidente.
Ecco alcuni dei tratti comuni.
Ci sono anche molte differenze, ovviamente.
Dibattito intra-ebraico sul diritto naturale
In cosa si sovrappongono ebraismo e islam
Dal 7 ottobre 2023 vediamo ogni giorno in TV Benjamin Netanyahu. Normalmente è in giacca e cravatta, occasionalmente veste abiti più andanti. Il suo aspetto è “occidentale”, ma la sua impostazione politico-religiosa di occidentale(1) non ha nulla.
Molto più facile accostare la sua impostazione all’Islam che non all’occidente.
Ecco alcuni dei tratti comuni.
- Un Dio unico, non Trino.
- L’assenza della confessione: il battersi il petto per una colpa personale non esiste.
- La convinzione che “Dio è con noi”.
- La non conoscenza del diritto naturale.
- Nella non conoscenza del diritto naturale, in particolare la non conoscenza dei concetti della “guerra giusta”.
- La convinzione quindi che si possono liberamente uccidere civili, donne e bambini, purché siano “altri”. La convinzione che il nemico sia un intero popolo, negando quindi che ci sia una responsabilità personale.
- La convinzione di una superiorità morale(2).
- L’esistenza di regole alimentari (Kosher / Halal).
- La convinzione che lo Stato Ebraico, come lo Stato Islamico, non abbia nulla sopra di sé, se non Dio. Ma “Dio è con noi”, per cui che problema c’è?
Ci sono anche molte differenze, ovviamente.
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