Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale
qui. Sono lieta che da qualche settimana riusciamo a tradurre in contemporanea.
In Illo tempore/ X Domenica dopo Pentecoste
Siamo giunti alla decima domenica dopo Pentecoste nell'Usus Antiquior, Vetus Ordo. Pio Parsch (+1954) vedeva nelle domeniche dopo Pentecoste una progressiva formazione alla vita cristiana. Le prime domeniche si soffermano spesso sulla guarigione, la parte centrale sul conflitto tra il regno di Dio e il dominio del peccato, e le ultime domeniche sul giudizio e sulla Parusia. La Messa odierna si colloca in questo contesto intermedio. Due regni si fronteggiano e il loro confine passa attraverso il cuore umano.
L'Epistola inizia con un avvertimento che viene facilmente trascurato nella fascinazione per ciò che segue. San Paolo ricorda ai Corinzi: «Quando eravate pagani, eravate trascinati verso idoli muti, secondo l'impulso del momento» (1 Cor 12,2). Prima di parlare di sapienza, conoscenza, fede, guarigione, miracoli, profezia, discernimento, lingue e interpretazione, egli rievoca la loro precedente schiavitù. Erano stati trascinati verso immagini mute, mossi da poteri che non potevano né rivelare Dio né dare la vita. L'idolatria è lo sfondo oscuro contro cui appaiono i doni dello Spirito Santo. «Nessuno che parli per lo Spirito di Dio dice: "Gesù sia maledetto!" e nessuno può dire: "Gesù è il Signore" se non per lo Spirito Santo» (1 Cor 12,3). La questione decisiva riguarda il culto. Quis sedet super thronum cordis mei? Chi siede sul trono del mio cuore?









