Omelia per domenica 12 aprile 2026
1 Giovanni 2:28–3:3 E ora, figlioli, rimanete in lui, affinché, quando egli si manifesterà, possiamo avere fiducia e non essere svergognati da lui alla sua venuta. Se sapete che egli è giusto, sappiate anche che chiunque pratica la giustizia è generato da lui. Quale grande amore ci ha donato il Padre, perché fossimo chiamati figli di Dio – e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce, perché non ha conosciuto lui. Carissimi, fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo pero che, quando egli si sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. E chiunque ha questa speranza in lui purifica se stesso, come egli è puro.
O piccoli amati, ascoltate la voce dell'Apostolo che si leva come l'alba sulle colline ombrose della nostra epoca incerta. 'E ora, τεκνία (teknia) – piccoli figli' [Quasi modo géniti infántes -ndr], dice, non con severità ma con il calore di un padre che raccoglie i suoi, μένετε ἐν αὐτῷ (menete en autō) – rimanete in lui. Non una visita fugace, non uno sguardo fugace, ma una permanenza costante, come una vite che trae vita dal vero tronco.










