Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 31 ottobre 2026

Alla Santa Vergine per il 31 ottobre (e per ogni volta che serve)

Novena per il 31 ottobre
(e per ogni volta che serve)
Non c’è differenza per il Cielo tra il salvare per mezzo di molti e il salvare per mezzo di pochi, perché la vittoria in guerra non dipende dalla moltitudine delle forze,
ma è dal Cielo che viene l’aiuto (1 Mac 3, 18-19).

Tu che, riparando ogni cosa con i tuoi meriti,
sei divenuta Madre e Signora di tutto,
Tu che, per il singolare concorso prestato alla nostra redenzione,
sei vera Regina del mondo,
Tu che, intimamente associata all’opera dell’umana salvezza,
frutto del Tuo olocausto d’amore fuso all’immolazione espiatoria di Cristo,
ci doni con Lui e da Lui la vita divina,
accogli nel Tuo Cuore immacolato la supplica dei figli in balìa della tempesta
e trasmettila ben più perfetta e potente al Sacro Cuore del Figlio Tuo.
Tu conosci i disegni degli empi penetrati nel Santuario di Dio
per trasformarlo, se possibile, in tempio del diavolo.
Tu ci hai messi in guardia dalle insidie in cui saremmo caduti
se non avessimo ascoltato i Tuoi ripetuti richiami.
Oggi veniamo a prostrarci ai Tuoi piedi
implorando perdono per tanta inerzia e tiepidezza,
ma confidando al contempo nella paziente bontà del Tuo Cuore di Madre,
per il quale non è mai troppo tardi.
Impedisci d’ora in poi ogni sacrilego incontro
tra chi dovrebbe rappresentare Tuo Figlio
e quelli che in vaste regioni del mondo ne hanno sedotto i fedeli,
separando dal Suo mistico Corpo tante membra, redente dal Suo Sangue,
con dottrine perverse che falsificano la Sua Parola di verità.
Disperdi con il Tuo scettro regale
tutti i demòni che nella notte di una vigilia santa(1)
saranno stoltamente evocati da chi rifiuta la luce divina,
non più trattenuti da chi, pur avendo missione di istruire e difendere,
preferisce tacere e nascondersi, abbandonando le pecore ai lupi.
Schiaccia sotto il Tuo calcagno la superbia di Satana e dei suoi cultori,
che si tratti di eretici, traditori o ignari gaudenti.
Manda i Tuoi santi Angeli a nostra difesa e protezione,
suscita ardenti e coraggiosi araldi del Vangelo,
rianima i cuori dei Tuoi figli devoti:
che quel giorno non sia ricordato
se non per la Consacrazione del mondo al Tuo Cuore immacolato,
in attesa che Gli sia apertamente consacrato il popolo
che hai scelto in vista del Tuo trionfo, Maria!

(da recitare al termine del santo Rosario)
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1. E neppure dimentichiamo che nella stessa data ricorre la vigilia della Festa di Ognissanti, purtroppo sostituita dall'ormai più nota Halloween, che costituisce uno dei tanti processi di ‘de-cattolicizzazione’, in cui viene rimossa la spiritualità cristiana innestata su un antica tradizione celtica di Samhain, contemplazione gioiosa che manifestava il desiderio che la morte non fosse l’ultima parola sulla vita umana e testimoniava, a suo modo, la speranza nell’immortalità delle anime. Il cristianesimo infatti vi innestò la propria convinzione della costante presenza ed intercessione della chiesa celeste, della comunione dei santi che già vivono in Dio, rinnovando dall’interno l’attesa ed il desiderio che l'antica tradizione celebrava. La resurrezione di Cristo era l’annuncio che la presenza benedicente dei propri defunti non era pura illusione, ma certezza dal momento che noi, i viventi di questa terra, viviamo accompagnati da Cristo e da tutti i suoi santi. Samhain divenne così Halloween, che deriva da All Hallow's Eve e vuol dire semplicemente ‘Sera della festa dei Santi’, ‘Vigilia della festa dei santi’. 
Tuttavia, nella corrente letteratura esoterica ed occultistica si danno delle fantasiose e infondate versioni della festa celtica di Samhain, che sono poi quelle che fanno da riferimento alle moderne celebrazioni stregonesche e neopaganeggianti e che hanno creato agli occhi di molte persone l'immagine inquietante di Halloween, ma che nella maggior parte dei casi ormai acquista un aspetto satanico. Ciò avviene attribuendo a Samhain il nome di una oscura divinità, ‘Il Signore della morte’, ‘Il Principe delle Tenebre’, che in occasione della sua celebrazione chiamava a sé gli spiriti dei morti, facendo sì che tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese per una notte, permettendo agli spiriti dei morti e anche ai mortali di passare liberamente da un mondo all'altro. Per questo Samhain viene considerato dai moderni e fantasiosi esoteristi come un momento dedicato alla divinazione, in cui cioè si può facilmente prevedere il futuro e predire la fortuna.  E così la ‘festa dei morti’ di ancestrale tradizione celtica, perduta la sua giustificazione cristiana, si è trasformata in una specie di celebrazione dell'oscurità, della magia, con contorno di streghe e demoni. La solidarietà tra le generazioni, tra i morti e i vivi, ha lasciato posto ad un terrore cupo e gotico della morte. Ed è così che Halloween costituisce uno dei tanti processi di ‘de-cattolicizzazione’, “spazzata via dalla nuova visione orrifica, estremamente moderna nel suo essere allo stesso tempo scientista, positivista e affascinata dall'elemento magico-occultistico”.

Novembre 2026 / Calendario Sante Messe antiquior a Bergamo

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di novembre celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.
In particolare segnalo la Santa Messa di lunedì 2 novembre, alle ore 20:00 (Commemorazione di tutti i fedeli defunti).
Inoltre segnalo che dopo la Messa di venerdì 6 novembre (San Leonardo) sono previste l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù.
Ricordo che prima della Messa è possibile confessarsi ed è prevista la recita del Santo Rosario.
Ringrazio e vi invito a pregare per mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, mons. can. Michelangelo Finazzi, Vicario episcopale per i laici e per la pastorale, don Pietro Guerini, Prevosto di Sant’Alessandro in Colonna, e per i sacerdoti.

È possibile scaricare e leggere l’Ordinario ed il Proprio delle Sante Messe ai seguenti link:

- ORDINARIO DELLA SANTA MESSA;
- domenica 1 novembre: Festa di tutti i Santi;
- lunedì 2 novembre: Commemorazione di tutti i fedeli defunti;
- venerdì 6 novembre: San Leonardo e BENEDIZIONE EUCARISTICA E LITANIE DEI SACRO CUORE DI GESÙ;
- domenica 8 novembre: V domenica dopo l’Epifania;
- domenica 15 novembre: VI domenica dopo l’Epifania;
- domenica 22 novembre: XXIV domenica dopo Pentecoste;
- domenica 29 novembre: I domenica di Avvento.

Vi invito a rimanere aggiornati consultando il sito SummorumPontificumBergamo.it, cliccando «Mi piace» sulle pagine facebook.com/SummorumPontificumBergamo e facebook.com/SanLeonardoBergamo, cliccando «Iscriviti» sulla pagina youtube.com/SummorumPontificumBergamo e cliccando «Segui» sulla pagina instagram.com/SummorumPontificumBergamo e sul canale whatsapp.com/channel/0029Vb8WMkq5q08VN6kBSC0U (Summorum Pontificum di Bergamo).

Un saluto nel Signore.
Lorenzo Vitali
Comitato Summorum Pontificum di Bergamo

Ancora sulla differenza fra Chiesa e uomini-di-Chiesa

QUEL CHE LA CHIESA CATTOLICA NON È

La conclusione è solo apparentemente negativa, perché mette in risalto gli aspetti positivi della Chiesa, esaminati nel capitolo [precedente] e mai sufficientemente capiti da molti estranei, prevenuti dai pregiudizi della pseudo-cultura laicista, anti-clericale.
Si tratta di una chiarificazione oggettiva e leale che consente di concludere questa prima fase della nostra ricerca...

  • a) È quasi superfluo escludere che la nostra «Chiesa» non è - assolutamente - l'edificio dedicato al culto, come tanti sprovveduti suppongono. Il «tempio» si chiamò chiesa perché luogo dell'assemblea dei fedeli; i quali - a rigore - possono convenire ovunque: i veri adoratori del Padre non hanno bisogno di «luoghi», dovendo Egli essere adorato soprattutto «in spirito e verità» (Gv 4, 21-24;. cf. At 17, 24-28).
  • b) La Chiesa non riconosce se stessa neppure nel «culto» inteso come fatto fisico ed esteriore, che colpisce la fantasia, suscita dei sentimenti, può essere registrato, riprodotto e persino parodiato... Potrebbe quindi risultare vuoto, coreografico, ridicolo...
  • c) La Chiesa cattolica non si ravvisa nel ministero di sacerdoti venali e irriverenti, sbrigativi e distratti...; né in certi fedeli pietosamente primitivi che, vocianti e scomposti, partecipano a processioni, si accalcano nei santuari, strepitano, gesticolano, esigono a tutti i costi «il miracolo»...
    Nessuno potrebbe riconoscerla nel contegno di credenti tiepidi, abitudinari, idolatri di tradizioni spesso discutibili quanto a forma e contenuto... Il loro esempio provoca reazioni legittime soprattutto in certi ambienti laici... La Chiesa è la prima a denunziarli come suoi più temibili avversari.
  • d) La Chiesa non è uno «Stato», ossia una potenza politica con territorio, sudditi, Parlamento, tribunali, esercito, ecc. Il potere temporale - che essa cominciò ad esercitare dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente - non ha mai costituito la sua vita specifica, né condizionato in modo assoluto l'adempimento del suo vero mandato.
    Il Clero, per se stesso, non ha alcuna vocazione o diritto al dominio politico inteso nel senso corrente. Perciò, sempre in virtù della sua missione, non ha potuto né potrebbe mai vantare dei «carismi di governo». La sua diplomazia ha potuto essere perfino fallimentare e spesso - specialmente nel passato- ha ridotto notevolmente l'efficacia del suo «servizio pastorale», meritando i più severi giudizi della storia...
  • e) La Chiesa non è il Vaticano, ossia l'attuale minuscolo Stato riemerso nel cuore d'Italia in seguito ai Patti Lateranensi: la sua origine, la sua struttura, i suoi poteri, la sua missione, il suo destino, il suo prestigio... trascendono smisuratamente i confini dell'attuale trascurabile angolo della terra, ridotto appena ad un'espressione simbolica dell'autonomia spirituale del Papa.
  • f) E molto meno essa è un «partito politico», concepito e organizzato da uomini, dovuto al loro talento, operante in vista del benessere temporale, condizionato a particolari e sempre mutevoli fattori ambientali e storici, soggetto a deviazioni, metamorfosi, declini; partito che incarna una visione della realtà umana inevitabilmente parziale, non unica, non definitiva, sempre discutibile...
  • g) La Chiesa non s'identifica coi singoli fedeli, quale che sia la dignità di ciascuno, perché tutti sono e devono ritenersi peccatori, bisognosi della misericordia di Dio... Dunque, per se stessi, miserabili, poveri, ciechi, soli, dispersi, incapaci di salvare se stessi e gli altri, di organizzarsi, sì da diventare LA CHIESA come Potenza spirituale, in lotta contro un mondo dominato dal Maligno (Gv 5,19).
  • h) Non identificandosi con nessuno dei fedeli, la Chiesa - quale si è sempre presentata - neppure si costituisce «somma» dei medesimi... Essi intatti non la precedono, ma la seguono perché da essa nascono, per essa si organizzano, da essa derivano quel singolare modo d'essere, di pensare e di agire che li trasfigura e sublima, facendone delle «nuove creature», come studieremo più direttamente e ampiamente a suo tempo.
    In altri termini - secondo la teologia e la coscienza dei credenti più illuminati - questi non si considerano come «parti integranti» di UN TUTTO che ne risulti...: bensì elementi ed espressioni di un TUTTO che li precede, li produce, li compagina, li finalizza...; di un TUTTO che, rispetto ad essi, è PRIMO in quanto ne è la CAUSA, ed ULTIMO perché in essi si esplicita e prolunga, comunicando loro la propria vitalità, rivelando pienamente se stesso...
  • i) Logicamente, la Chiesa non si identifica neppure coi «ministri del culto», i cui poteri, per quanto li rendano rispettabili, li lasciano uomini con tutti i limiti e i difetti della loro natura. Essa è «fonte» dei loro poteri, com'è il «Soggetto» principale delle loro funzioni. La Chiesa perciò non può confondersi con «questo» o «quel membro» della Gerarchia, potendo - ciascuno per se stesso - fraintendere tutto, rinnegare tutto, esporsi quindi ai meritati vilipendi del pubblico.
    Ignoranza e grettezza, volgarità e ambizioni, nepotismo, ipocrisia, abusi di potere e tutto ciò che può rendere odioso ed esecrabile un uomo... non viene dalla Chiesa, perché NON È DELLA CHIESA, OSSIA NON ESPRIME LA SUA VITALITÀ, Ề UN TRADIMENTO DELLA SUA MISSIONE. Esso ha origine da quell'ANTI-CHIESA ch'è il mondo con le sue concupiscenze e Sue menzogne, le illusioni e le tragedie che funestano la vicenda umana nel tempo...
  • i) Insomma, tutto il negativo che rende biasimevole il «sacerdote» non è un PRODOTTO DELLA CHIESA COME TALE, ma del mondo che l'ha generato, ne alimenta gli egoismi, ne confonde le idee, ne deprime le forze, ne ostacola la maturazione spirituale...
    Il «prete» cessa di essere sé stesso «come sacerdote» nel preciso momento in cui si laicizza uniformandosi al «secolo», ossia plaudendo a criteri, interessi e stile di vita di una società a cui la Chiesa è estranea, ad un tipo di cultura che essa rifiuta, condanna.
Riepilogando: la ricerca storica della vera Chiesa di Cristo, soprattutto attraverso le «note tipiche» che la caratterizzano, obbliga ad escludere dalle intenzioni di Colui che l'ha fondata sia la «chiesa greco-ortodossa» sia - e con più ragione - tutte le numerose «sètte protestanti», prive di quelle «note» e non derivanti dalla «tradizione apostolica», come invece si verifica per la CHIESA ROMANA...
Ora, una conclusione di tale portata ha la sua riprova più convincente da quanto la stessa CHIESA ROMANA dichiara di essere, respingendo decisamente quel che di negativo le si attribuisce da gente malevola o disinformata. Enorme il peso delle sue dichiarazioni:
  • a) esse sono indiscutibilmente autorevoli in quanto riassumono il vasto contenuto del suo Magistero ordinario e solenne, richiamando quel che il Clero e il laicato cattolico:
    - dovrebbero essere...
    - come dovrebbero vivere...
    - cosa dovrebbero pensare in armonia col dogma...
    - quale contributo dovrebbero dare alla conversione del mondo, al suo progresso morale e civile.
  • b) Si tratta di indicazioni categoriche, coraggiose, inequivocabili, che:
    - mentre offrono ai nemici della Chiesa luminosi criteri di confronto e validissimi argomenti di condanna degli «UOMINI di Chiesa», senza alcun riguardo per nessuno, in alto e in basso, sollecitano questi a comportarsi in modo coerente, esemplare...
    - e, soprattutto, rivelano quel che la CHIESA È IN SÉ al di là di tutto l'umano e il temporale che può farla apparíre e giudicare quale non è, obbligando cosi a risalire alla Sua vera Origine: il Cristo, «Figlio di Dio» e Salvatore del mondo.

(p.Enrico Zoffoli, La vera Chiesa di Cristo, pro manuscripto, Roma, 1990, pp.180-183)

venerdì 30 ottobre 2026

Distinguere fra Chiesa e uomini-di-Chiesa (a certi prelati fischieranno le orecchie)

L'EQUIVOCO

La Chiesa non può né deve confondersi con gli uomini di Chiesa, com'è certo che questi non sono la Chiesa.

Identificare papi, cardinali, vescovi, parroci e fedeli con la Chiesa, equivale a sopprimere questa, ossia negarne l'origine e la natura, l'autonomia dei suoi poteri, la trascendenza della sua storia e del suo destino. In breve: significa avvilire la Chiesa a livello di ogni società umana.

In effetti, chi pretende di confondere Chiesa e uomini di Chiesa offende la verità, perché induce ad attribuire all'una e agli altri bene e male, indifferentemente; mentre, come il bene spetta tutto e solo alla Chiesa, agli uomini di Chiesa - considerati in se stessi, o dal punto di vista della loro umanità con quanto ad essa è naturalmente possibile - si deve tutto il male.

Ne consegue la necessità di ricostruire la storia, per dare a ciascuno il suo, liberandosi da ogni pregiudizio tipicamente laico, avente la sua remota origine nella concezione immanentistica della realtà e dei valori, che soprattutto dal periodo illuministico ha tentato di eliminare il sacro.

Infatti, se l'Altro non c'è, l'umanità deve ritenersi assolutamente autonoma, nella condizione di poter vivere, organizzarsi e progredire indipendentemente da qualsiasi superiore Potenza creatrice e provvidente...; da ogni evento che trascenda il naturale sviluppo storico della specie umana, essendo questa - nell'ipotesi - esclusiva arbitra del suo destino.

Appunto il presupposto dell'umanesimo ateo che, come ha sempre respinto (e irriso) ogni positiva rivelazione divina, così ha rifiutato costantemente la Chiesa quale concreta e vissuta testimonianza di tale rivelazione.

Insomma, senza Dio, Cristo è soltanto un «Uomo», e la Chiesa resta responsabile di tutto il bene e il male di cui è capace ogni società umana. C'è di più: secondo l'umanesimo ateo, la Chiesa sarebbe la peggiore delle società umane perché, parlando in nome di Dio, avrebbe avuto la presunzione d'imporsi come Autorità suprema, indiscutibile, attribuendosi prerogative e rivendicando privilegi quali nessun potere civile ha mai preteso, senza scatenare tremende quanto legittime reazioni.

In sostanza: chi identifica la Chiesa con i suoi fedeli e i suoi capi, umanizza la Chiesa, attribuendole colpe non sue, ma dei suoi membri. È l'equivoco in cui cadono: non-credenti, che ignorano la vera storia della Chiesa; e credenti, che non ne hanno mai compreso la natura profonda.

[...]

Se la vera Chiesa è essenzialmente santa della santità attiva propria della Sposa di Cristo; e della santità passiva, partecipata in atto da alcuni, e in potenza da altri, è assurdo ed ingiusto attribuire delle colpe alla Madre dei Santi, mentre ad essa spetta tutto il bene che la sua storia ha potuto e potrà registrare.

I peccatori, che esse gesta nel proprio seno, le appartengono soltanto perché - per i soccorsi da lei offerti - si trovano nella privilegiata condizione di potersi ravvedere. Ma, finché si ostinano nel male, essi non riflettono il volto di Cristo, rifiutano il suo amore, si ribellano alle sue leggi, non fanno propria la vita del suo Corpo, rinnegano la Chiesa, la denigrano, provocando il disprezzo e le invettive dei suoi nemici, rendendosi complici della sua tentata demolizione.

In breve: le colpe attribuite alla Chiesa sono esclusivamente proprie degli uomini di Chiesa, laici e chierici, in basso e in alto. Uomini detti «di Chiesa» solo perché appartengono ad essa come tralci secchi e sterili, ancora inseriti nella vite, ma prossimi ad essere recisi e gettati al fuoco.

In realtà, pur non essendo scismatici né eretici, la loro fede è in via di estinzione, sopraffatta dall'impeto di concupiscenze ereditate da una natura corrotta, alimentate nel terreno di coltura di un mondo dominato dal Maligno e per il quale Gesù non ha pregato (Gv 17, 9).

Soprusi, violenze, turpitudini, sacrilegi di cattolici empi e di sacerdoti rinnegati, non sono della Chiesa ma del mondo, che, sotto mentite spoglie, vi si è intruso per eclissare - più o meno coscientemente ed efficacemente - la luce dei suoi dogmi, offuscare la purezza della sua morale, profanare i suoi riti, sopprimere le sue tradizioni, secolarizzarla fino ad eliminare ogni residuo del «sacro».

A loro volta filosofi, storici e letterati, ecc. più si accaniscono a biasimare la Chiesa, più condannano duramente se stessi, perché quel che le rimproverano è precisamente quanto ha la sua esclusiva origine nella società di cui fanno parte, nella cultura da essi creata...

Le accuse mosse alla Chiesa sono la più rivoltante e vergognosa espressione dell'ipocrisia umana.

***

Riepilogando: attribuire alla Chiesa delle colpe è lo stesso che attribuirle a Cristo, perché ogni azione del Corpo spetta al Capo che lo dirige. L'unità soprannaturale che vincola il Corpo al Capo fa della Chiesa una Persona mistica, ossia quel Super-Soggetto che, nel Cristo, risponde di ogni opera meritoria dei fedeli, ossia di tutto il bene da essi compiuto in virtù della luce della sua sapienza, del fervore della sua grazia. Non ha detto forse che non possiamo nulla senza di Lui, come appunto «il tralcio» senza «la vite»? (Gv 15,5).

E le colpe dei fedeli, le carenze, i disordini, i tradimenti, gli scandali del Clero? Se tutto il bene viene solo da Cristo, tutto il male è imputabile soltanto ad essi. Ciò si deve al fatto che, pur essendo membri - più o meno qualificati e responsabili - della Chiesa, non traggono però dalla sua vitalità tutte le energie necessarie per salvare la propria identità di «cristiani».

Costituendo il suo elemento materiale-passivo, non si lasciano guidare interamente dal Cristo, animare e modellare dal suo Spirito, conseguendone perciò una loro appartenenza al suo Corpo soltanto esteriore, imperfetta, menzognera.

Se il «santo» non può affermare di essere la Chiesa, dovendo limitarsi a credere di esserne un elemento materiale-passivo; il peccatore ostinato e impenitente - onestamente - non può ritenersi neppure tale, perché materia ribelle all'azione della Grazia, almeno finché non si converte. Egli è «l'anti-Chiesa».

(p.Enrico Zoffoli,
Chiesa e uomini di Chiesa. Apologetica a rovescio,
ed. Segno, 1994, pp.7-8,25-27) 

Novembre 2026 /Calendario Messe antiquior di Pavia

Carissimi,
nel mese che sta per iniziare la Santa Chiesa ci invita a contemplare la gloria di Dio che si riflette nei suoi santi e a invocare la Sua misericordia non solo per i nostri cari defunti, ma per tutti i fratelli e le sorelle «che ci hanno preceduto con il segno della fede e dormono il sonno della pace», il Signore conceda loro «un luogo di refrigerio, di luce e di pace».

Vi invito a prestare attenzione al cambio di orario delle Sante Messe feriali, che saranno d'ora in poi alle ore 18,00 (precedute come sempre dalla recita del S. Rosario).
Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino
  • Domenica 1, Tutti i Santi: ore 10,00 S. Messa
  • Lunedì 2, Commemorazione di tutti i fedeli defunti: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa "da requiem"
  • Venerdì 6, primo del mese, B. Contardo Ferrini: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa
  • Domenica 8, V post Epiphaniam: ore 10,00 S. Messa
  • Domenica 15, VI post Epiphaniam: ore 10,00 S. Messa
  • Domenica 22, XXIV et ultima post Pentecosten: ore 10,00 S. Messa
  • Mercoledì 25, S. Caterina d'Alessandria: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa
  • Domenica 29, I di Avvento: ore 10,00 S. Messa
    • Ricordo ancora due cose:
      • 1. Venerdì 30 ottobre, ore 17,45 S. Rosario; ore 18,15 S. Messa per i defunti
      • 2. Nel tempo di Avvento manterremo la bella consuetudine delle S. Messe "Rorate": nei sabati 5, 12 e 19 dicembre alle ore 7,00 (antimeridiane). Segnate le date sulle vostre agende!

Arcivescovo Viganò / Una cronologia che è una sentenza

Mons. Viganò su X. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

Arcivescovo Viganò / Una cronologia che è una sentenza

“Speculatores eius cæci omnes, nescierunt universi; canes muti non valentes latrare” (Is 56, 10). Le sue sentinelle sono tutte cieche, nessuna sa nulla; sono cani muti, incapaci di abbaiare.

I fatti sono ormai noti, li riassumo soltanto perché la cronologia è già una sentenza. Il 7 agosto la Segreteria di Stato negò la Messa “usus antiquior”. Il 30 settembre, con una lettera giunta a Parigi il 12 ottobre secondo quanto riferisce il National Catholic Register, la Segreteria di Stato negò perfino di entrare in processione nella Basilica Vaticana per pregare per il Papa e adorare il Santissimo Sacramento. Il 23 ottobre, a ventiquattr’ore dal pellegrinaggio, gli organizzatori ne diedero notizia. Il 24 ottobre i pellegrini, venuti da ogni parte del mondo, furono fermati al limite della giurisdizione italiana. Nulla fu detto prima: né la lettera di agosto, né quella di settembre, né quella arrivata undici giorni prima.

Schede sull'Islam... un autogoal incomprensibile!

Interessante la seguente Lettera aperta all’attenzione di S. E. Cardinale Matteo Zuppi, Presidente CEI (già inviata).

Schede sull'Islam... un autogoal incomprensibile!

Egr. Cardinale 
mi accingo a un esercizio di scrittura che rischia di divenire rituale; e mio malgrado. Non perché abbia particolarmente in dispregio la corrispondenza epistolare; anzi da me coltivata come occasione privilegiata di espressione del pensiero e di condivisione dei moti dell’animo. Ma per le ragioni che mi inducono a tediarla, oggi più che mai, ne avrei fatto volentieri a meno. 
Rieccomi così a perorare una sua riflessione, auspicando una sua retrocessione, non nel senso sportivo del termine, da cui sarei pure tentato; e se non una revisione, almeno una rivalutazione.
.
Alludo alla presentazione del suo progetto “Schede per conoscere l’Islam”, realizzato dalla CEI in sinergia al Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica e destinato agli studenti delle scuole. Non a caso presentato in un contesto istituzionale, l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, involge al contempo connotazioni religiose e implicazioni giuridiche connesse e caratterizzanti l’iniziativa; inusitata e improvvida; e a ben vedere, inusitata proprio perché improvvida. Mi segua.

giovedì 29 ottobre 2026

Mons. Schneider: il Vaticano complice dell'invasione dei migranti e della scristianizzazione .

Mons. Athanasius Schneider: Vaticano complice dell'”Invasione” migratoria e della scristianizzazione europea. Il vescovo Schneider ha avvertito che il Vaticano sta dando credibilità spirituale all’invasione islamista in Europa. Qui l'indice degli articoli su immigrazionismo e filo-islamismo.

Mons. Schneider: il Vaticano complice dell'”invasione” dei migranti e della “scristianizzazione”.

Durante un’intervista pubblicata sabato dopo il pellegrinaggio Summorum Pontificum del 2026, il vescovo Athanasius Schneider ha ribadito che la migrazione di massa dei musulmani in Europa è un’“invasione” e ha denunciato il sostegno del Vaticano alla “scristianizzazione” del continente.

Durante l’ intervista con Michael Matt di The Remnant, andata in onda il 24 ottobre, il vescovo Schneider ha parlato delle continue rivolte in Francia, Italia e in tutta Europa, che sarebbero il risultato di un’“invasione” islamista del continente e avrebbero lo scopo di spaventare e intimidire la popolazione cristiana.

Il vescovo ha sottolineato che non solo le “élite” europee sono complici nel permettere questa “invasione” e in definitiva la “scristianizzazione” dell’Europa, ma lo è anche il Vaticano, che conferisce credibilità spirituale a tale invasione.

«Venite ad me»: un kerigma a cui manca il peccato

Riprendo da Infovaticana un commento all'ultimo documento Vaticano del fatidico Fernández, in attesa di esaminarlo a fondo. Il problema non è l'analisi sociologica, ma quella teologica. Come si fa a non dire che è un'altra Chiesa? E le nuove generazioni come possono rendersene conto?

«Venite ad me»: un kerigma a cui manca il peccato

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato Venite ad me, alcune considerazioni sulla trasmissione della fede in ciò che, per eredità di Francesco, si è ormai soliti chiamare il cambio d’epoca. Il testo si apre con una curiosa confessione. Avverte il lettore che non avrà la precisione di linguaggio che di solito caratterizza il dicastero, e nelle sue pagine finali riconosce che la materia spetta, a rigore, al Dicastero per l’Evangelizzazione. La Dottrina della Fede si avventura così in un terreno estraneo dopo aver lasciato sulla soglia l’esattezza, che è precisamente il suo compito.

mercoledì 28 ottobre 2026

CEI e Pisai presentano le Schede per conoscere l'islam

Notizia già ampiamente diffusa; ma diciamo anche la nostra. Empia iniziativa conseguenza di Abu Dhabi [qui] e Fratelli tutti [qui] a partire da Nostra Aetate [qui]. Vedi anche qui e nota in calce. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.

Premessa su alcune conseguenze della notizia pubblicata di seguito

Striscione a Zola In occasione della visita del card. Zuppi: "L’Islam non deve entrare nelle scuole"

Circa le schede sull’Islam distribuite dalla Curia agli insegnanti di religione nelle scuole. "Conoscere una religione non significa introdurne l’insegnamento nelle aule scolastiche. 
È necessario preservare le tradizioni e le radici cristiane del nostro Paese, senza confondere il dialogo tra religioni con il ruolo educativo della scuola pubblica", scrivono in un comunicato gli ex consiglieri comunali di Zola Lucio Vignoli (Forza Italia) e Domenico Nobile che, si sospetta, siano gli autori del lenzuolo di protesta. 
"La scuola – proseguono Vignoli e Nobile – deve garantire una formazione basata sulla storia, sulla cultura e sui principi costituzionali italiani, nel rispetto della libertà religiosa di ogni cittadino". 
Dall’insegnamento della religione all’integrazione e la composizione delle classi nelle scuole il passo è breve.