Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 24 settembre 2023

La misura è colma. Ladaria si tira fuori dal sinodo

Interessante, dell'ultim'ora. Qui l'indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità.
La misura è colma. Ladaria si tira fuori dal sinodo

A pochi giorni dall’inizio della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, il cardinale spagnolo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., prefetto emerito del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha comunicato che non prenderà parte all’assemblea. Il presule era stato nominato dallo stesso Pontefice a giugno 2023 e risultava nell’elenco come membro di nomina pontificia.

“La misura è colma”, ha sussurrato qualcuno nel Chiostro dell’ex Sant’Uffizio. La decisione del porporato arriva a poche ore dal ridicolo comunicato del Vicariato di Roma che rende nota solo una parte della relazione del reverendo Giacomo Incitti in merito al Centro Aletti. Violando qualunque norma canonica, il sacerdote ha emesso un giudizio anche sull’operato della Congregazione per la Dottrina della Fede per quanto riguarda il procedimento carico di Marko Ivan Rupnik.

Domenica XVII dopo la Pentecoste ("Iustus es")

Domenica XVII dopo la Pentecoste 
("Iustus es")

Messa
I decreti di Dio sono sempre giusti sia quando confonde gli orgogliosi sia quando nella sua misericordia esalta gli umili. Vedemmo la sua volontà sovrana all'opera otto giorni or sono nella distribuzione dei posti riservati ai santi al banchetto dell'unione divina e, ricordando le pretese e la sorte degli invitati alle nozze, chiediamo soltanto misericordia.

Intróitus
 Ps.118, 137 et 124 - Iustus es, Dómine, et rectum iudícium tuum; fac cum servo tuo secúndum misericórdiam tuam. 
Ps. 118, 1 - Beáti immaculáti in via: qui ámbulant in lege Dómini. Glória Patri… 
Ps.118, 137 et 124 - Iustus est, Dómine,…

Orátio
Da, quǽsumus, Dómine, pópulo tuo diabólica vitáre contágia: et te solum Deum pura mente sectári. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. - Amen. 
Introito
Sal. 118, 137 e 124 - Tu sei giusto, o Signore, e retto è il tuo giudizio; agisci col tuo servo secondo la tua misericordia.
Sal. 118, 1 - Beati gli uomini retti: che procedono secondo la legge del Signore. Gloria al Padre… Sal. 118, 137 e 124 - Tu sei giusto, o Signore,…

Colletta
O Signore, Te ne preghiamo, concedi al tuo popolo di evitare ogni diabolico contagio: e di seguire Te, unico Dio, con cuore puro. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. – Amen

sabato 23 settembre 2023

Domenica 24 settembre Messa antica a Pavia

Domani si terrà a Pavia una manifestazione sportiva che interesserà molte vie della città, non solo nel centro storico ma anche nelle zone adiacenti (qui l'avviso dal sito del Comune, con i percorsi e le vie interessate). È prevedibile che vi siano rallentamenti nella circolazione automobilistica e difficoltà a trovare parcheggio nelle immediate vicinanze della chiesa di San Luca. La Santa Messa verrà comunque regolarmente celebrata come di consueto alle ore 10,00. 
 Un cordiale saluto nel Signore, 
 don Fabio Besostri

Sancte Pie a Pietrelcina ora pro nobis !

Precedenti qui - qui - qui - qui - qui.
Pietrelcina è un paesello nel quale ogni pietra, ogni fiore e ogni cosa portano impressi la presenza di un uomo che Dio ha scelto per salire sulla Sua croce, per indossare le Sue piaghe, per subire gli assalti del maligno e delle persone da lui pilotate, per rinnovare il sacrificio della Santa Messa sull’altare del Golgotha, per confessare i nostri peccati sapendo in anticipo quali fossero...
Un santo che per 50 anni ha vissuto con le mani, i piedi e il costato trafitti dal lancinante dolore dell’amore. Una storia italiana e universale, un viaggio nel mistero della vita e della morte, un tesoro che mai cesserà di brillare per le anime.
Pagava lui.
Le grazie che otteneva le offriva di tasca propria perché i meriti suoi, uniti a quelli infiniti del Signore, sgorgavano come acqua dalla roccia, come sangue dalla carne, come sole dall’orizzonte all’alba.
Pietrelcina è un avamposto di tenue poesia evangelica dove senti che tutto è possibile e dove sai che nulla ha il marchio dell’impossibilità, visto a chi ha dato i natali un luogo tanto remoto e, all’epoca, sconosciuto. Una Nazareth campana sotto un cielo sovrabbondante di grazie e di sorprese.
Ci vado spesso per trovare riparo e ristoro oltre la cinta muraria invisibile posta a difesa di chi ha bisogno di uscire dal tempo per una passeggiata, in ginocchio, nell’eternità. RB

Cardinale Müller: è terribile quello che viene fatto a Strickland…

Nella nostra traduzione da Benoit et moi, anche il card. Müller, dopo mons, Schneider [qui] prende posizione a favore del vescovo Strickland [qui]. Precedenti qui e a partire da qui.

Cardinale Müller: è terribile quello che viene fatto a Strickland…

Bellissimo “sfogo” del cardinale Müller, che non usa mezzi termini e prende (con scalpore! è una voce autorevole, e che può supportare, nonostante non abbia praticamente risonanza mediatica) la difesa del suo coraggioso fratello nell'episcopato, bersaglio di una campagna diffamatoria accompagnata da minacce amministrative da parte del Vaticano. Potrebbe essere questo un assaggio del Sinodo? In ogni caso, sembra che i coltelli siano sguainati. 

Il cardinale Gerhard Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, ha risposto a una domanda di kath.net sulle vicende riguardanti mons. Joseph Strickland, della diocesi di Tyler (Stato del Texas, Stati Uniti).

“Mappa Mundi”: un programma unico di immersione nel latino al Wyoming Catholic College

Nella nostra traduzione da OnePeterFive un articolo che dimostra quanto oggi, a parte la riscoperta del latino, molti di coloro che assistono alla Messa tradizionale affermano che l’uso della lingua latina li aiuta a sperimentare la sacralità e il mistero del Santo Sacrificio. Indice degli articoli sul Latino: Lingua classica, sacra e vincolo di unità tra popoli e culture.

“Mappa Mundi”: un programma unico 
di immersione nel latino al Wyoming Catholic College
Julian Kwasniewksi

Una mappa del mondo ricopre l’intera parete dell’aula di un piccolo college cattolico dell’Ovest degli Stati Uniti. È un’aula di storia? O di geografia? Oppure un centro studi delle culture del mondo? No, è l’aula di latino del Wyoming Catholic College, e sia per gli studenti che per i professori quella non è una “mappa del mondo”, bensì la “mappa mundi”.

Utilizzata come supporto nei corsi immersivi di latino offerti dal Wyoming Catholic, la mappa mundi ricorda anche il fatto che la Chiesa chiama questa lingua, una lingua universale, “sua”. Sebbene il latino sia certamente cattolico anche in senso generale, esso è stato soprattutto la lingua del rito romano almeno dal IV secolo. Oggi, molti tra quanti assistono alla Messa tradizionale affermano che l’uso della lingua latina li aiuta a sperimentare la sacralità e il mistero del Santo Sacrificio.

venerdì 22 settembre 2023

Strickland: “Non posso dimettermi” ma…

Nella nostra traduzione da OnePeterFive novità sul 'caso Strickland', Precedenti a partire da qui.

Strickland: “Non posso dimettermi” ma…

In una nuova dichiarazione del vescovo Strickland, Sua Eccellenza afferma quanto segue:
Ho detto pubblicamente che non posso dimettermi da vescovo di Tyler perché ciò significherebbe abbandonare il gregge che mi è stato affidato da Papa Benedetto XVI. Ho anche detto che rispetterò l’autorità di Papa Francesco se mi rimuoverà dall’incarico di vescovo di Tyler. Amo Gesù Cristo e la Chiesa cattolica da Lui fondata. Il mio unico desiderio è affermare la Sua Verità e vivere la Volontà di Dio al meglio delle mie capacità.
Ciò sembrerebbe indicare che Sua Eccellenza intende sottoporsi ad un ordine ingiusto e tirannico di dimissioni da parte del Papa Dittatore. Potrebbe anche significare che rifiuterà una richiesta di dimissioni, costringendo il regime vaticano a ordinare pubblicamente la sua rimozione.

Se le cose stanno così, è importante che i fedeli sostengano Sua Eccellenza qualunque cosa decida, se e quando venisse emanato l'ordine ingiusto.

giovedì 21 settembre 2023

Devozione al Santo Rosario

Eleison Comments DCCCXLIV, 16 settembre 2023. Commenti settimanali di S. Ecc. Mons. Richard Williamson, Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Precedenti sul Santo Rosario qui - qui - quiqui - qui - qui

Devozione al Santo Rosario

Il Rosario esiste da secoli.
Da allora nessun Santo lo ha mai disapprovato.

Ad Ottobre dello scorso anno questi “Commenti”, seguendo l’esempio di un sacerdote della FSSPX in Francia, hanno presentato una panoramica delle 13 Lettere Encicliche scritte da Papa Leone XIII (1878–1903) tra il 1883 e il 1898, come rimedio per una Chiesa e un mondo che si allontanavano da Dio verso il secolo delle due guerre mondiali. Ora siamo nel XXI secolo e le Encicliche di Leone possono essere più preziose che mai, se vi prestiamo attenzione. Riportiamo qui di seguito un breve riassunto della Laetitiae Sanctae del 1893, in cui Papa Leone mostra come i Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi del Rosario, successivamente, ci illuminano, ci consolano e ci sostengono contro le miserie della nostra epoca. Le considerazioni generali di Papa Leone possono aprirsi a molte applicazioni particolari nella preghiera del Rosario.

Il card. Burke: “assistiamo tristemente a un ritorno delle turbolenze postconciliari”

Un'analisi corretta, quella del cardinale, ma di carattere specificamente conservatore. Il problema, però, ripetutamente evidenziato e sviscerato con ampie argomentazioni non è tanto in un più volte ventilato "spirito del concilio", quanto in quello che Mons. Brunero Gherardini chiama gegen-Geist (contro-spirito), presente già prima del Concilio, affermatosi grazie ad esso. 
Il problema dei conservatori è che, seppure riprendono le parti accoglibili del concilio [quiqui], ma non riconoscono e chiamano col loro nome gli errori da cui scaturisce la crisi attuale, non arriveremo mai ad una conclusione sensata. Non basta riaffermare la verità, è necessario mettere in guardia dalle variazioni subdole e distorcenti disseminate nei documenti, che ci hanno portato alla rivoluzione apparentemente inarrestabile in atto. Trovate, di seguito, il nostro controcanto basato sulla posizione di mons. Gherardini, che riproduco per esteso per una maggiore immediatezza ed efficacia.

Disciplina e dottrina: il diritto
al servizio della verità e dell’amore
 
Nel periodo immediatamente precedente al Concilio Ecumenico Vaticano II e, ancor più, nel periodo postconciliare, la disciplina canonica della Chiesa è stata messa in discussione fin dalle sue fondamenta.

La crisi del diritto canonico ha avuto origine negli stessi presupposti filosofici che ispiravano una rivoluzione morale e culturale in cui il diritto naturale, l’ethos morale della vita individuale e sociale, veniva messo in discussione a favore di un approccio storico in cui la natura dell’uomo e della natura stessa non godeva più di alcuna identità sostanziale ma solo di un’identità mutevole, e talvolta ingenuamente considerata progressiva.

All’interno della Chiesa, la riforma del Codice di Diritto Canonico del 1917, annunciata da Papa San Giovanni XXIII, una riforma che iniziò seriamente solo circa 10 anni dopo e poi progredì lentamente durante gli ultimi anni del Pontificato di Papa San Paolo VI e i primi anni del Pontificato di Papa San Giovanni Paolo II, sembravano mettere in discussione la necessità della disciplina canonica e aprirono un forum per alcuni teologi e canonisti per mettere in discussione i fondamenti stessi del diritto nella Chiesa.

mercoledì 20 settembre 2023

Torna la Scuola nazionale di dottrina sociale, con i vescovi Suetta e Crepaldi

Segnalazione dell’Osservatorio cardinale Van Thuân.
Torna la Scuola nazionale di dottrina sociale, 
con i vescovi Suetta e Crepaldi
di Stefano Fontana

Torna la Scuola nazionale di dottrina sociale della Chiesa: verrà aperta il 6 ottobre prossimo dal vescovo Antonio Suetta e chiusa, il 15 dicembre, dal vescovo Giampaolo Crepaldi. Tra i due vescovi, le lezioni di Bellavite, Cascioli, Fontana, Magni, Pesci, Scandroglio, Strumia, Vitale. Titolo generale della Scuola di questo autunno 2023: “Vere e false emergenze, vere e false conversioni”. Vi invitiamo a vedere il programma e ad iscrivervi.

Ormai abbiamo capito che le emergenze sono un instrumentum regni, un modo per poter esercitare il potere, favorendo la paura che immobilizza l’intelligenza e chiede solo protezione. La paura indotta paralizza il cittadino, lo spinge ad atteggiamenti irriflessi e ritualisti, lo mobilita contro un ipotetico nemico, lo recluta nella guerra organizzata dal potere, spegne la sua capacità critica, colpevolizza il dissenso, induce alla delazione e divide il campo in due fazioni, perfino dentro le famiglie. Con la paura indotta, il cittadino è spinto ad aggregarsi ma rimane solo e isolato, perché la paura attanaglia i sentimenti. Con la mascherina ci si sente in tanti, ma sotto la mascherina ci si sente soli. La paura provocata dalle emergenze indotte genera il piacere di essere controllati, schedati, profilati, limitati nelle libertà e ci dispone ad accettare qualsiasi esito, purché l’emergenza finisca. Le false emergenze non vogliono solo cittadini obbedienti, ma anche cittadini convinti delle disposizioni per fronteggiarle. Vogliono cittadini devoti e credenti nel valore assoluto della Prevenzione-Ad-Ogni-Costo. Prevenzione che, come principio, può poi essere applicata a tutti i settori della vita sociale, dando vita alla “società palliativa”, necessaria per una società di “malati permanenti”. La società palliativa è quella che predispone fino al dettaglio come tu debba vivere per poter essere sano e felice, dato che ti presuppone cronicamente malato e infelice.

Operazioni di ingegneria sociale del globalismo in materia di immigrazione

Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.
L’invasione di immigrati clandestini è voluta dall’élite globalista con due scopi: il primo è la sostituzione etnica nelle nazioni al fine di cancellarne l’identità, le tradizioni e la fede. Il secondo è alimentare il raket dei negrieri e delle organizzazioni pseudoassistenziali che lucrano sul fenomeno migratorio (tanto laiche quanto ecclesiastiche).
La prova della strumentalità di questa invasione sta nel fatto che la maggioranza dei clandestini è di religione islamica o indù, e che provengono da regioni in cui non ci sono conflitti.
Viceversa, non vi è praticamente nessun corridoio umanitario(1) per accogliere i profughi di stati in cui vi è la guerra civile e in cui i Cristiani sono perseguitati. Se infatti l’Europa accogliesse rifugiati Cristiani, rafforzerebbe la loro presenza e non creerebbe alcun conflitto sociale, mentre vuole ottenere lo scopo diametralmente opposto.
Non stupiamoci quindi che Bergoglio si presti alle operazioni di ingegneria sociale del globalismo in materia di immigrazione, dopo aver fatto il testimonial per i sieri genici sperimentali ottenuti con feti abortivi. (Tweet Arciv. C.M. Viganò)
_________________________
1. Infatti esistono solo i corridoi umanitari della Sant'Egidio che privilegiano i musulmani [vedi].

martedì 19 settembre 2023

Siamo arrivati al 'Solum Magisterium'?

L'ho spostato in alto, per facilitarne la lettura ai nuovi visitatori. poiché lo trovo particolarmente interessante.
Nella nostra traduzione da Crisis Magazine una nuova trattazione sugli insegnamenti innovatori del nuovo corso di Bergoglio e sodali: "L'affermazione dell'arcivescovo Victor Fernández su una "dottrina del Santo Padre" rischia di far crollare ogni distinzione tra il magistero e le sue fonti normative, come la Scrittura e la Tradizione.".  Ci troviamo infatti di fronte al solum magisterium gestito da un'autorità assoluta dotata di un carisma unico... Mi pare una delle migliori affermazioni su come la Chiesa (e il suo munus docendi) sia al servizio di "coloro cui è stato fatto dono" della rivelazione divina, e non di una regola autogiustificante, come alcuni apologeti la presentano oggi. Il tutto persino al di là dei documenti conciliari abbondantemente citati nell'articolo... 
Sulla minaccia del primato delle fonti di conio conciliare vedi il mio testo: Fusione delle fonti della Rivelazione con l'assorbimento della Tradizione nella Sacra Scrittura. Ma ora, come già detto, siamo persino oltre...

Siamo arrivati al 'Solum Magisterium'?

Come può la Chiesa conciliare l'insegnamento secondo cui il magistero è servitore della Parola di Dio («Magisterium verbum Dei ministrant») e non al di sopra di essa («non supra verbum Dei»), come afferma Dei Verbum (§10), con la presunzione, espressa recentemente in un’intervista con Edward Pentin dal cardinale designato arcivescovo Victor Manuel Fernández, che Papa Francesco abbia un
carisma particolare... un carisma unico, ...un dono vivo e operante, che opera nella persona del Santo Padre...[non solo] per la custodia del deposito della fede... [ma anche per] la dottrina del Santo Padre.
L'affermazione di Fernández è sconcertante. Una cosa è affermare che il magistero ha un carisma attinente alla missione di custodire infallibilmente la Fede consegnata una volta per tutte alla Chiesa (Lettera di Giuda 1,3); altra cosa è affermare che il papa stesso ha un carisma che garantisce la propria dottrina.
Possiamo riassumere una descrizione della presunzione che il papa abbia un carisma unico che garantisce la propria dottrina con il seguente sillogismo: “Ciò che il magistero papale insegna con l'assistenza dello Spirito Santo deve essere vero; ma il magistero pontificio insegna X. Quindi X deve essere vero”. Questo è un argomento a priori che pretende di essere il fondamento del confidare nella promessa di Cristo secondo cui lo Spirito di verità guiderà la Chiesa alla pienezza della verità (Giovanni 16:13).

Mons. Viganò / Domenica XVI dopo Pentecoste

Indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Viganò / Domenica XVI dopo Pentecoste
17 Settembre 2023

Domine, in auxilium meum respice:
confundantur et revereantur,
qui quærunt animam meam, ut auferant eam:
Domine, in auxilium meum respice.
Ant. ad Offert.
Il Santo Vangelo della Domenica XVI dopo Pentecoste propone alcuni spunti di meditazione per questi momenti di grande crisi e tribolazione, sia per quanto riguarda la vita del corpo ecclesiale e della società, sia per la vostra Comunità, sia infine per l’anima di ciascuno di noi.

Due sono i fatti riportati da San Luca: la guarigione dell’idropico e la parabola degli invitati alle nozze.

Il primo insegnamento che possiamo trarre è che il miracolo compiuto dal Signore ci mostra come la legge sia ordinata all’uomo e non viceversa, e che pertanto sbaglia chi, applicando la norma acriticamente e senza prudenza, ne fa un idolo e finisce con il contraddire lo spirito della legge, la mens che l’ha determinata. Per questo tirar fuori dal pozzo un asino o un bue – e a maggior ragione guarire miracolosamente un malato – non viola minimamente il precetto del riposo. Il bene non può essere intralciato dalla legge, che è nata per favorirlo e incoraggiare i buoni, e parallelamente per impedire il male e punire i malvagi.

Venerdì 29 settembre. San Michele Arcangelo. Messa solenne in San Pietro

Al tempo in cui le forze del male hanno enorme libertà di azione, fuorviando e rapendo anime, rivolgiamoci al celeste Patrono della Chiesa Universale per ottenere la Sua protezione per la Chiesa e per il mondo intero.

Venerdì 29 settembre 2023, Festa di San Michele Arcangelo, nella Cappella di S. Michele della Basilica Vaticana, sarà celebrata alle ore 7:00 la Santa Messa solenne.

All’arcangelo San Michele, già dall’VIII secolo, era dedicato un piccolo oratorio posto tra la rotonda di S. Petronilla e l’antica Basilica. Oggi all’Arcangelo è dedicata la cappella più antica della nuova basilica. Tale cappella conserva anche la memoria del più antico culto di San Michele (V secolo) del santuario dell’Arcangelo sulla via Salaria.
Stetit Angelus iuxta aram templi, habens thuribulum aureum in manu sua, et data sunt ei incensa multa: et ascendit fumus aromatum in conspectu Dei".
Adesto itaque, Dux invictissime, populo Dei contra irrumpentes spiritales nequitias, et fac victoriam. Te custodem et patronum sancta veneratur Ecclesia; te gloriatur defensore adversus terrestrium et infernorum nefarias potestates; tibi tradidit Dominus animas redemptorum in superna felicitate locandas”.

lunedì 18 settembre 2023

Laetificat juventutem meam

Dalle segnalazioni dei lettori.
Laetificat juventutem meam

Il salmo 42 è quello del "Desiderio del Tempio di Dio"
Per questo, racconterà il papa Giovanni Paolo II negli ultimi anni della sua vita dove ogni cosa nel suo corpo si fece dolore, che tutto, "a quel punto", diviene canto, letizia, festa. Nell’originale ebraico infatti si parla del "Dio che è gioia del mio giubilo". E' un modo di dire semitico per esprimere il superlativo: il Salmista indica nel Signore la radice del gaudio supremo, la "fons" della gioia pura (e cioè senza stimoli mondani), che poi non è uno stato alterato, di eccitazione insensata: è precisamente la pienezza della pace. La traduzione greca dei Settanta si è forse ispirata all'equivalente aramaico che indica la giovinezza e probabilmente accomuna tacitamente la gioia con la giovinezza - la giovinezza essendo uno stato temporale che non è lambito dal pensiero della morte, è immemore della decadenza, forse per questo: e ha dunque tradotto "al Dio che rallegra la mia giovinezza", introducendo così l’idea della freschezza e dell’intensità della gioia che il Signore dona. Il salterio latino della Vulgata, che è una traduzione fatta sul greco, recita perciò: "ad Deum qui laetificat juventutem meam".
In questa forma il Salmo veniva recitato ai piedi dell’altare, nella precedente liturgia eucaristica, quale invocazione introduttoria all’incontro col Signore.
(nella foto un giovane sacerdote celebra secondo il rito antico ed eterno della Chiesa)

domenica 17 settembre 2023

Appello al Papa e al Sinodo di molti fedeli cattolici riuniti ad Assisi

Mi segnalano l'ennesimo appello, uno dei tanti rimasti inascoltati, a partire dai Dubia dei 4 cardinali... qui - qui - qui - qui - qui - qui. In caso di espressione di dottrine contrarie al Depositum fidei si parla solo di sospensione dell'assenso (vedi nota 1). Diverso il discorso dell'eventuale deposizione di un papa eretico (nota 2)

Appello al Papa e al Sinodo
di molti fedeli cattolici riuniti ad Assisi


Guardiamo con preoccupazione e apprensione alla Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata a Roma per il prossimo mese di ottobre, sul tema della “Sinodalità”. Come figli della Chiesa e come cittadini di questa grande Nazione, ci rivolgiamo a Papa Francesco, chiedendo di avere il grande coraggio, che già ebbero i suoi venerati predecessori, di non permettere che ci si discosti mai e in nulla dalla dottrina cattolica, riaffermando la verità del Vangelo, capace di rivelare e restituire, all’uomo e ai popoli, la loro originaria e altissima Vocazione.
Non osi il Sinodo attentare alla natura della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Tale preoccupazione non nasce da alcuna ideologia, ma dai processi che Lei ha innestato e che incoraggia, come ebbe a confidare ad un vescovo italiano, in un precedente sinodo. La dottrina non è altro che l’insegnamento cattolico, che Paolo chiama la “potenza del Vangelo”. Non si riduce solo al Credo, ma si estende fino al Catechismo, che non è acqua distillata, ma condensato di vita e santità vissuta dalla Chiesa.

Domenica XVI dopo Pentecoste (“Miserere mihi”)

Domenica XVI dopo Pentecoste
(“Miserere mihi”)

Messa
La risurrezione del figlio della vedova di Naim ravvivò domenica scorsa la fiducia della Chiesa ed ora essa innalza più insistente la sua preghiera allo Sposo, che per qualche tempo la lascia su questa terra affinché il suo amore si tempri nella sofferenza e nel pianto.
In ordine alla salvezza la nostra impotenza è tale che, se la grazia non ci previene, non abbiamo neppure la preoccupazione di agire e, se essa non segue le sue ispirazioni per portarle a buon frutto, non sapremmo mai passare dal pensiero all'atto nei riguardi di una virtù qualsiasi. Se invece sappiamo essere fedeli alla grazia, la vita diventa una trama ininterrotta di opere buone.

sabato 16 settembre 2023

Ancora insinuazioni su Pio XII e gli ebrei

Segnalazioni dei lettori. Tra malafede e ignoranza ( è il livello del giornalista medio del Corriere e dei suoi lettori ). Basterebbe rileggere la vita di Eugenio Zolli [qui]. Credo stia proprio lì l'avversione per questo sant'uomo. Comunque non è un caso appaiano questi titoli alla viglia del Sinodo sulla sinodalità. Qui l'indice degli articoli su Pio XII

Ancora insinuazioni su Pio XII e gli ebrei
  
Incredibile e sconvolgente 'rivelazione' del Corriere... Va da sé che risulta davvero poco spiegabile come mai Pio XII si sia premurato di salvarne tantissimi di ebrei, pur non sapendo della Shoah... Lo avrà fatto, così, per sport... 
 * * * * 
A parte le battute, la titolazione è davvero il grimaldello che aziona nel lettore medio il riflesso che si vuole ottenere in questi casi: far vagare la mente a 'Il Vicario', al 'Papa di Hitler' e a tutto il propagandume analogo.
Molti non leggeranno, ma la narrativa sarà di nuovo 'rinfocolata'.
Nei cani di Pavlov, sia chiaro...

Mons. Carlo Maria Viganò / Festa dell'esaltazione della Santa Croce

Indice degli interventi precedenti e collegati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Festa dell'esaltazione della Santa Croce
14 Settembre 2023
Arbor decora et fulgida,
ornata Regis purpura,
electa digno stipite
tam sancta membra tangere.
Quello che Cicerone definì come «il supplizio più terribile e più infamante», la pena riservata agli schiavi e che i Romani guardavano con orrore, è divenuto per i Cristiani motivo di gloria: Mihi autem absit gloriari, nisi in cruce Domini nostri Jesu Christi: per quem mihi mundus crucifixus est, et ego mundo (Gal 6, 14) esclama San Paolo. L’Introito della Messa odierna ci ricorda che nella Croce risiede la nostra salvezza, la nostra vita, la risurrezione, e che tramite essa siamo stati salvati e liberati.

È dall’anno 335 dell’èra di Cristo che la Chiesa celebra solennemente la festa della Santa Croce, anticamente pari per dignità alla Pasqua e all’Epifania, quando il Sacro Legno venne ritrovato dall’Imperatrice Sant’Elena, madre di Costantino. La festa della ὕψωσις, la esaltazione della Croce fu adottata dall’Imperatore Eraclio nel 612, ma due anni dopo i Persiani misero a ferro e fuoco Costantinopoli e il loro re Cosroe II si impadronì della Croce e dal suo legno ricavò un faldistorio, in segno di spregio. Nel 628 Eraclio, vittorioso sui Persiani, riportò la Santa Croce prima a Costantinopoli e poi a Gerusalemme.

Monsignor Schneider esprime il suo sostegno al vescovo Strickland

Lettera di sostegno (datata 2 agosto scorso) di un vescovo coraggioso (alter Athanasius) a un altro vescovo coraggioso, mentre le autorità Vaticane, compreso il Papa, pensano di spingerlo a dimettersi [qui] .

Monsignor Schneider esprime il suo sostegno al vescovo Strickland

Eccellenza, vescovo Strickland, caro e stimato fratello nell’episcopato!

È per me un privilegio e una gioia esprimerle tutta la mia gratitudine e il mio apprezzamento per la sua intrepida dedizione nel custodire, trasmettere e difendere senza compromessi la fede cattolica, così come gli apostoli l’hanno consegnata alla Chiesa e con la quale tutte le generazioni di cattolici, in particolare i nostri antenati, i nostri padri e le nostre madri, i nostri sacerdoti e le nostre religiose-catechiste, si sono nutriti. In tutta verità possiamo applicare a lei, caro vescovo Strickland, ciò che san Basilio affermò a suo tempo: “L’unica accusa che ora è sicura di ottenere una severa punizione è l’attenta osservanza delle tradizioni dei Padri” (Ep. 243).

venerdì 15 settembre 2023

Omelia di mons. Marco Agostini nel 450° anniversario della morte di san Pio V

Testo edificante da non perdere!
Omelia di mons. Marco Agostini
nel 450° anniversario della morte di san Pio V


Sia lodato Gesù Cristo!
All’ora dei Vespri del I maggio 1572, 450 anni fa domani, rendeva l’anima a Dio Antonio Ghisleri, papa San Pio V. Ai cardinali al suo capezzale lasciò queste parole: «Vi raccomando la Santa Chiesa che ho tanto amata! Adoperatevi a eleggere un successore zelante, il quale non cerchi che la gloria del Salvatore e non abbia altro desiderio che il bene della Cristianità e l’onore della Sede Apostolica». Le parole vengono da molto lontano, da un tempo in cui alla vita eterna ci si credeva davvero e la vita terrena trascorreva con il frequente pensiero al punto d’arrivo finale dell’esistenza, momento nel quale ciascuno deve rendere conto a Dio di «pensieri, parole, opere ed omissioni1». Pur non essendo un grande assertore dell’immaginario artistico rinascimentale, San Pio V non fu insensibile al monito proveniente dal grandioso affresco del Giudizio Universale ultimato da Michelangelo una trentina d’anni prima nella Cappella Sistina del Vaticano. «La potestà delle Somme Chiavi2» non poteva mai essere separata da Colui che tale autorità aveva conferito: Cristo Signore giudice ultimo. Aveva coscienza che, in modo particolare, sull’esercizio di quella potestà, alla sera della vita, sarebbe stato chiamato a render conto. L’amore alla Chiesa, la gloria del Salvatore, l’onore della Sede Apostolica e il bene dei cristiani, ossia la gloria di Dio e la salvezza delle anime furono le preoccupazioni assolute di un pontificato, durato 6 anni e 114 giorni, tutto volto ad attuare fedelmente le risoluzioni dell’Assise Tridentina, da poco conclusa, e difendere la Cristianità dal pericolo ottomano.

Il Papa critica i conservatori americani

Anche la FSSPX dice la sua sulle recenti esternazioni di Bergoglio.
Il Papa critica i conservatori americani

“Reazionari”, “ideologi”, “arretrati”... Le orecchie dei cattolici conservatori americani e dei loro pastori fischiano da quando la Civiltà Cattolica ha pubblicato, il 28 agosto 2023, il colloquio che i gesuiti portoghesi hanno avuto con il Sommo Pontefice tre settimane prima. E questo a poche settimane dall’apertura del Sinodo del prossimo ottobre a Roma.

Il 5 agosto 2023, durante il viaggio apostolico in Portogallo in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, Papa Francesco ha incontrato i gesuiti presso il Colegio de Sao Joao de Brito, scuola gestita dalla Compagnia di Gesù: il colloquio, molto libero, è stato l’occasione per il Sommo Pontefice di rispondere alle critiche di alcuni conservatori americani.

giovedì 14 settembre 2023

Arciv. Viganò / Aborto: “Sacramento” di Satana

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.  Qui il video
Arcivescovo Carlo Maria Viganò
Aborto: “Sacramento” di Satana
11 Settembre 2023

Per l’aborto si può andare in prigione: è la pena prevista in alcuni Stati per chi sosta in silenziosa preghiera davanti a una clinica dove si uccidono i bambini. Ma non si va in prigione se si uccide una creatura innocente.

Per l’aborto si può essere discriminati: è lo stigma sociale che grava su chi pensa alla vita del bambino ucciso nel ventre materno, considerato “un grumo di cellule” fino a che non sta per venire alla luce, e per alcuni assassini nei governi anche dopo essere nato.

14 settembre - Esaltazione della Santa Croce

Il blog è un ottimo strumento; ma seppellisce in fretta i suoi contenuti. Dunque ripubblico per ritrovarne gli spunti di meditazione che nutrono la nostra fede e per chi ci leggesse solo ora. Ogni anno, il 14 settembre, ricordavamo l'entrata in vigore del Summorum Pontificum...

Questa festa, che in Oriente è paragonata a quella della Pasqua, si collega alla dedicazione delle basiliche costantiniane costruite sul Golgota e sul Sepolcro di Cristo e in ricordo del ritrovamento della Croce di Gesù da parte di sant'Elena, madre dell’imperatore Costantino, avvenuto, secondo la tradizione, il 14 settembre del 320. Sant’Elena portò una parte della Santa Croce a Roma. La ripose nel Sessorium, il suo palazzo, parte del quale, dopo avervi sparso della terra del Calvario, aveva riadattato a cappella privata. Passata alla celeste gloria, suo figlio Costantino fece dono di tutto il palazzo alla Chiesa Romana nella persona di papa San Silvestro I. Sono le origini della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme che ancora custodisce le preziose reliquie.

Dal Commento al Vangelo di Giovanni 
di Sant’Agostino
Nessuno è salito in cielo, fuorché colui che dal cielo discese, il Figlio dell'uomo che è in cielo (Gv 3, 13). Egli dunque era qui ed era anche in cielo: era qui con la carne, era in cielo con la divinità; o meglio, con la divinità era dappertutto. Egli è nato dalla madre, senza allontanarsi dal Padre. Sappiamo che in Cristo vi sono due nascite, una divina [generazione ab aeterno], l'altra umana; una per mezzo della quale siamo stati creati, l'altra per mezzo della quale veniamo redenti. Ambedue mirabili: la prima senza madre, la seconda senza padre. Ma poiché aveva preso il corpo da Adamo, dato che Maria proviene da Adamo, e questo medesimo corpo avrebbe risuscitato, ecco la realtà terrena alla quale si riferiva, quando disse: Distruggete questo tempio, e in tre giorni io lo risusciterò (Gv 2, 19). Si riferiva invece a cose celesti, quando disse: Nessuno può vedere il regno di Dio, se non rinasce dall'acqua e dallo Spirito (Gv 3, 5). Sì, o fratelli, Dio ha voluto essere figlio dell'uomo, ed ha voluto che gli uomini siano figli di Dio. Egli è disceso per noi e noi ascendiamo per mezzo di lui. Solo infatti discende e ascende colui che ha detto: Nessuno ascende in cielo, se non colui che dal cielo discende. Non ascenderanno dunque in cielo coloro che egli fa figli di Dio? Certo che ascenderanno; ci è stato promesso in modo solenne: Saranno come gli angeli di Dio in cielo (Mt 22, 30). In che senso, allora, nessuno ascende al cielo se non chi ne è disceso?

Qualsiasi tentativo di separare la Messa tradizionale dalla Chiesa è un attacco al Deposito della Fede

Indice degli articoli su Traditionis custodes e successive retrizioni.
Il 1 agosto scorso, sul profilo di mons. Joseph Edward Strickland, Vescovo di Tyler (Texas) — già noto per i numerosi precedenti consultabili a partire da qui — appare il tweet (cliccare sull'immagine per ingrandire): 
«Cristo è la vite. La Messa latina tradizionale è radicata nella vite, è robusta per via della verità e porta molto frutto. Qualsiasi tentativo di separare la Messa tradizionale dalla Chiesa è un attacco al legame ininterrotto con la tradizione ricevuta dagli apostoli e un attacco al Deposito della Fede».
Come risulta dal precedente di cui al link sopra, dal giugno scorso il vescovo Strickland celebra la Santa Messa tradizionale.

mercoledì 13 settembre 2023

Mons. Strickland / L'Eucaristia e tutti i sacramenti sono istituiti divinamente, non sviluppati dall'uomo

Nella nostra traduzione dal sito della Diocesi di Tyler [qui] riprendiamo l'ennesima lettera pastorale del Vescovo di Tyler, Mons. Joseph Strickland: l'ennesima professione di fede retta (v. alcune osservazioni nella nota aggiunta). Abbiamo un Atanasio in Texas. Dopo mons. Schneider habemus alter Athanasium, avuto riguardo anche ai numerosi precedenti consultabili dai link inseriti negli articoli. Nell'immagine il vescovo, l'11 giugno, celebra la sua prima messa tradizionale. Numerosi precedenti a partire da qui.

Mons. Strickland / L'Eucaristia e tutti i sacramenti
sono istituiti divinamente, non sviluppati dall'uomo

12 settembre 2023 
Miei cari figli e figlie in Cristo:
Vi scrivo oggi per approfondire la seconda verità fondamentale di cui ho parlato nella mia prima lettera pastorale [qui] pubblicata il 22 agosto 2023: “L'Eucaristia e tutti i sacramenti sono istituiti divinamente, non sviluppati dall'uomo. L'Eucaristia è veramente Corpo e Sangue, Anima e Divinità di Cristo, e riceverlo nella Comunione indegnamente (cioè in stato di peccato grave e impenitente) è un sacrilegio devastante per la persona e per la Chiesa.“ (1 Cor 11,27 -29).

I sacramenti sono elementi essenziali della pienezza della vita in Cristo e sono, soprattutto, una storia d'amore divina. I sacramenti sono canali della grazia divina di Dio che scaturisce da Cristo stesso, amore incarnato tra noi, e santifica ciascuno di noi nel nostro cammino verso il Cielo. Sono segni visibili dell'amore di Dio per noi. Attraverso la degna ricezione dei sacramenti, la grazia soprannaturale di Dio si manifesta in forma visibile e tangibile, e l'opera della salvezza di Dio si manifesta in ciascuno di noi. Come afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica: «I sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, mediante i quali ci viene dispensata la vita divina. I riti visibili con cui si celebrano i sacramenti significano e rendono presenti le grazie proprie di ciascun sacramento. Portano frutto in chi li accoglie con le disposizioni richieste”. (CCC 1131).

Il vescovo Giampaolo Crepaldi ad Assisi. Alcuni stralci del suo intervento

Riprendiamo su segnalazine dell'Osservatorio Card. Van Thuân [qui] alcuni stralci dell'intervento al convegno Le Tavole di Assisi [qui] di mons. Crepaldi, vescovo emerito di Trieste, di cui abbiamo dato notizia e riflessioni di massima qui.

Il vescovo Giampaolo Crepaldi ad Assisi.
Alcuni stralci del suo intervento


[Pubblichiamo alcuni stralci della riflessione con cui il vescovo emerito di Trieste, Giampaolo Crepaldi, ha introdotto i lavori del convegno “Le tavole di Assisi” tenutosi ad Assisi il 9 e 10 settembre].

I
Bisogna recuperare la convinzione che il cristianesimo e la Chiesa intervengono direttamente nella vita sociale, non per sostituirsi ad altre competenze distinte e legittime, ma per orientare l’intera vita pubblica verso la sua vera finalità ultima, che è quella trascendente. Bisogna recuperare l’idea, insegnataci anche da Benedetto XVI, che Quaerere Deum ha dirette conseguenze sociali in quanto non è possibile dissodare le terre incolte della vita sociale senza aver prima dissodato le nostre anime. Siccome da una vita mi interesso di Dottrina sociale della Chiesa, mi sento di dire che senza questo presupposto anche la ricchezza del magistero sociale viene trascurata. Se oggi questa eredità si trova in difficoltà, come a me sembra essere, il motivo di fondo è di fede ed anche di ragione, ma prima di tutto di fede. Concediamo troppo al naturalismo e pensiamo che il mondo non abbia bisogno del Cristo della fede ma eventualmente solo del Cristo della ragione, per poi scendere progressivamente anche da quel livello ed arrivare al Cristo dell’etica mondialista e quindi al Cristo della coscienza individuale. Con questo esito il discorso circa il cristianesimo nella società finisce. Ritengo che o il cristianesimo e la Chiesa hanno qualcosa di proprio e di unico da dire nella pubblica piazza, oppure quello che dicono si risolve ad essere una delle tante opinioni che vociferano nel baccano quotidiano impropriamente elevato a “pubblico dibattito”.

Teilhard de Chardin: una figura chiave per poter comprendere il nostro papa gesuita

Nella nostra traduzione da Tradition & sanity un interessante articolo di Peter Kwasniewski circa l'influsso su Bergoglio del modernismo panteista del gesuita Teilhard de Chardin.

Teilhard de Chardin: una figura chiave
per poter comprendere il nostro papa gesuita

Francesco si è dimostrato un eccellente discepolo del suo precursore modernista
Peter Kwasniewski, 7 settembre 2023


Fantasticherie mongole
Nella sua omelia pronunciata in Mongolia domenica scorsa (3 settembre), Papa Francesco ha deciso di citare a lungo padre Teilhard de Chardin (1881–1955):
La Messa è azione di grazie, “Eucaristia”. Celebrarla in questa terra mi ha fatto ricordare la preghiera del padre gesuita Pierre Teilhard de Chardin, elevata a Dio esattamente 100 anni fa, nel deserto di Ordos, non molto lontano da qui. Dice così: “Mi prostro, o Signore, dinanzi alla Tua Presenza nell’universo diventato ardente e, sotto le sembianze di tutto ciò che incontrerò, e di tutto ciò che mi accadrà, e di tutto ciò che realizzerò in questo giorno, io Ti desidero, io Ti attendo”. Padre Teilhard era impegnato in ricerche geologiche. Desiderava ardentemente celebrare la Santa Messa, ma non aveva con sé né pane né vino. Ecco, allora, che compose la sua “Messa sul mondo”, esprimendo così la sua offerta: “Ricevi, o Signore, questa Ostia totale che la creazione, mossa dalla Tua attrazione, presenta a Te nell’alba nuova”. E una preghiera simile era già nata in lui mentre si trovava al fronte durante la Prima guerra mondiale, dove operava come barelliere. Questo sacerdote, spesso incompreso, aveva intuito che “l’Eucaristia è sempre celebrata, in un certo senso — in un certo senso —, sull’altare del mondo” ed è “il centro vitale dell’universo, il centro traboccante di amore e di vita inesauribile” (Enc. Laudato si’, 236), [qui - qui] anche in un tempo come il nostro di tensioni e di guerre. Preghiamo, dunque, oggi con le parole di padre Teilhard: “Verbo sfavillante, Potenza ardente, o Tu che plasmi il molteplice per infondergli la Tua Vita, abbassa su di noi, Te ne supplico, le Tue Mani potenti, le Tue Mani premurose, le Tue Mani onnipresenti”.
Un po' melenso e fumoso, ma lo si può leggere nella sua interezza in modo ortodosso.

martedì 12 settembre 2023

Perché anche il libro di Vannacci ci aiuta a cogliere il vero volto della democrazia

Com'è noto il gen. Vannacci ritiene che una caratteristica precipua dell’oggi sia il muoversi della società in senso antitetico rispetto alla razionalità e al sentire comune: da qui il titolo del libro Il mondo al contrario. Minoranze organizzate – spiega il Generale – stanno sovvertendo tutto ciò che la maggioranza considera(va) normalità. Il testo presenta molti elementi condivisibili insieme a sue personali vedute non del tutto valide secondo i nostri principi. Tuttavia resta il fatto che il suo caso rappresenta una limitazione della libertà d'espressione. Indice degli articoli sulla realtà distopica.

Perché anche il libro di Vannacci ci aiuta
a cogliere il vero volto della democrazia


Al di là dell'eventualità che il generale Vannacci, in realtà, altro non possa essere se non l'ennesimo "gatekeeper" del sistema, a mio sommesso avviso, il successo del suo libro sta a sottolineare un'obiettiva situazione di ben più amplia portata. Ovvero il fatto che, a seconda del suo solito schema, il sistema democratico, ugualmente in Italia, abbia saputo produrre l'effetto di farci dominare e governare, da parte di un gruppo, oligarchico ed elettoralmente minoritario, il quale vuole imporci a tutti i costi: ideologie, assetti sociali e stili di vita che la maggioranza della popolazione, nel profondo della propria coscienza, assolutamente non si sente di condividere, in quanto, più o meno razionalmente, ne avverte l'effettiva sostanza di elementi forieri di gravissimi danni materiali e di un aspro nocumento morale.

Incontri di Papa Francesco per discutere delle dimissioni di Strickland

Nella nostra traduzione da The Pillar. Mala tempora per i pastori legati alla Tradizione. Precedenti qui e a partire da qui.

Incontri di Papa Francesco per discutere
delle dimissioni di Strickland 

The Pillar
ha appreso che lo scorso sabato, durante un incontro, Papa Francesco ha discusso con funzionari vaticani la prospettiva di richiedere le dimissioni del vescovo Joseph Strickland della diocesi di Tyler, Texas.
Il Papa ha incontrato il 9 settembre l'arcivescovo Robert Prevost, capo del Dicastero per i Vescovi, e l'arcivescovo Christophe Pierre, nunzio apostolico negli Stati Uniti – entrambi cardinali eletti.
Prima dell'incontro fonti diverse vicine al dicastero hanno informato The Pillar che i prelati avrebbero presentato al papa i risultati di una visita apostolica alla diocesi di Stickland [qui], condotta all'inizio di quest'anno, nonché le successive azioni pubbliche del vescovo, che è emerso come un critico schietto del Santo Padre.
Un alto funzionario vicino al dicastero ha rivelato a The Pillar che “La situazione del vescovo Strickland è all’ordine del giorno e ci si aspetta che il Santo Padre chieda le sue dimissioni; il che certamente sarà la raccomandazione che gli verrà rivolta”.

lunedì 11 settembre 2023

Mons Crepaldi. Una Chiesa nella pubblica piazza con coraggio e verità

Tratto da Le Tavole di Assisi. Mons. Crepaldi, vescovo emerito di Trieste, dice che «il cristianesimo ha qualcosa di proprio e di unico da dire nella pubblica piazza». E che i cattolici non devono collaborare con le forze che vogliono un «mondo nuovo dai caratteri inquietanti». Riflessioni a margine della due giorni di Assisi.

Una Chiesa nella pubblica piazza con coraggio e verità

Si è conclusa ieri, ad Assisi, la convention “Le tavole di Assisi” con la presenza di un numeroso popolo cattolico, raccolto attorno a nove tavoli di discussione, uno per ogni tematica vitale per la società italiana di oggi. La due-giorni è stata introdotta da una riflessione del vescovo Giampaolo Crepaldi. Quando i cattolici escono dalla sagrestia, oppure vi escono ma in modo non politicamente corretto, si aprono i cieli non solo delle critiche ma anche delle contumelie. E si badi che, per uscire dal politicamente corretto ormai basta poco, per esempio è sufficiente parlare di matrimonio o di differenza complementare tra uomo e donna, insomma dire cose molto naturali.

Dei vescovi per rifiutare la Chiesa sinodale

Grazie a Res Novae per questa ennesima riflessione sull'imminente Sinodo. Qui l'indice degli articoli.
Dei vescovi per rifiutare la Chiesa sinodale
don Claude Barthe

Tutti constatano, per rallegrarsene o per esserne inorriditi, come il progetto di Chiesa sinodale, che verrà esaminato dalla XVI assemblea del Sinodo dei Vescovi, comporti un cambiamento della divina costituzione della Chiesa in senso democratico. Ma tale innovazione giunge da lontano. La modifica nel modo d’essere del magistero, operata nell’ultimo concilio, ovvero la pastoralità era già gravida della democratizzazione proposta oggi col nome di sinodalità.
L’insegnamento debole del Concilio poteva, in effetti, divenire in modo del tutto naturale un insegnamento sinodale, inteso come una sorta di auto-ammaestramento ad opera dei fedeli di Cristo.

domenica 10 settembre 2023

Il dogma? Se è “divisivo” meglio eliminarlo. Così il vescovo di Trieste nega il “Credo”

L'ennesima manifestazione di deviazione dottrinale. Ora in ballo è il nuovo vescovo di Trieste. La sua dichiarazione è collaterale alla sua firma del Manifesto di Parole O_Stili, alla cui base c’è un’intenzione non dichiarata, che sta a fondamento di tutto l’impianto ed è quella di non parlare mai per dire la verità, ma per non contraddire il pensiero unico dominante.

Il dogma? Se è “divisivo” meglio eliminarlo. 
Così il vescovo di Trieste nega il “Credo”

Era uscito indenne da quindici secoli di ecumenismo. Era stato confessato dai maggiori Dottori della Chiesa come verità rivelata (papi compresi). Era stato inserito nel Simbolo contro ariani e modalisti. Lui – il Filioque – era parte integrante del Credo occidentale: lo era fino al 30 di agosto di quest’anno.

Perché allo scoccare appunto del 30 agosto scorso, il neo-vescovo tergestino Enrico Trevisi se ne usciva con il seguente pronunciamento: «Ma talvolta al posto che essere umili nel comunicare questa verità complicata che è Dio amore, Dio Trinità, il Signore Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo, lo Spirito Santo che procede dal Padre (e anche dal Figlio? Questione ecumenica aperta) ci siamo reciprocamente offesi, intestarditi l’uno contro l’altro»

Dominica XV post Pentecosten (Inclina, Domine)

Dominica XV post Pentecosten
(Inclina, Domine)

Messa
La decimaquinta domenica dopo Pentecoste prende il nome dal commovente episodio della vedova di Naim. L'Introito ci suggerisce la forma delle preghiere che in tutti i nostri bisogni dobbiamo rivolgere al Signore.
L'Uomo-Dio promise domenica scorsa di provvedere sempre a tali bisogni, alla sola condizione di essere da noi servito con fedeltà nella ricerca del suo regno. Mostriamoci pieni di confidenza nella sua parola, come è doveroso esserlo quando eleviamo le nostre suppliche, e saremo esauditi.

Intróitus
Ps.85,1 et 2-3 - Inclína, Dómine, áurem tuam ad me, et exáudi me: salvum fac servum tuum, Deus meus, sperántem in te: miserére mihi, Dómine, quóniam ad te clamávi tota die.
Ps. 85, 4 - Lætífica ánimam servi tui: quia ad te, Dómine, ánimam meam levávi. Glória Patri…
- Inclína, Dómine, áurem tuam ad me,…

Oratio
Ecclésiam tuam, Dómine miserátio continuáta mundet et múniat: et quia sine te non potest salva consístere, tuo semper múnere gubernétur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum
.
M. - Amen.
Introito
Sal. 85,1 e 2-3 - Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore, ed esaudiscimi: salva il tuo servo che spera in Te, o mio Dio; abbi pietà di me, o Signore, che tutto il giorno grido verso di Te.
Sal. 85, 4 - Allieta l’ànima del tuo servo: poiché a Te, o Signore, levo l’ànima mia. Gloria al Padre… - Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore,…

Orazione
O Signore, la tua continua misericordia purífichi e fortífichi la tua Chiesa: e poiché non può essere salva senza di Te, sia sempre governata dalla tua grazia. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. - Amen.

sabato 9 settembre 2023

Non bisogna scegliere le catacombe

Una ulteriore interessante riflessione sulla crisi nella Chiesa ibn relazione alle recenti critiche e discussioni negli ambiti legati alla Tradizione.

Non bisogna scegliere le catacombe
Aurelio Porfiri

In questi giorni in Italia si è molto parlato di tradizionalismo cattolico per via degli articoli critici sulla Fraternità Sacerdotale San Pio X della studiosa Luisella Scrosati sul seguitissimo giornale online La Nuova Bussola Quotidiana. Le reazioni dei lettori contro questi articoli, reazioni a volte violente, viscerali, hanno fatto comprendere che si è toccato un nervo scoperto e hanno sollecitato molte altre prese di posizione, in favore e contro gli articoli di Luisella Scrosati.

Il discorso poi, molto opportunamente, si è spostato sul tradizionalismo cattolico in generale. Mi piace segnalare un articolo di don Mattia Tanel sul popolare blog del giornalista Aldo Maria Valli Duc in Altum, Sul catacombalismo tradizionalista. In questo articolo il sacerdote descrive cinque modi di essere del catacombalismo tradizionalista e tra l’altro afferma: “La strategia catacombalista, nelle cinque modalità sopra descritte, può accidentalmente raggiungere risultati positivi in settori limitati e per qualche tempo, pur rivelandosi a mio avviso inadeguata e persino dannosa in un’ottica fattuale più ampia. Cosa più grave, è impossibile articolarne una coerente giustificazione sul piano ecclesiologico e teologico-morale. Il discorso cambierebbe (ma solo in parte) se ci trovassimo al cospetto di una persecuzione cruenta da parte di nemici esterni alla Chiesa. Nulla invece può autorizzare un fedele, un sacerdote o un vescovo cattolico a occultare e falsificare programmaticamente se stesso e la propria azione al cospetto della Chiesa, società visibile, e della sua legittima Gerarchia. È la parola con cui Gesù si congeda da Nicodemo: “Chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv 3, 21)“. A mio avviso la riflessione di don Tanel e di altri è utile per cercare di riflettere sul fenomeno del tradizionalismo cattolico nel modo più oggettivo possibile, cosa non semplice quando ogni discussione viene travisata da animi perennemente esacerbati.

Mons. Strickland difende l'insegnamento cattolico condannando le “diaconesse” in una nuova lettera pastorale

Nella nostra traduzione da Lifesitenews un  muova lettera pastorale di mons. Strickland. Precedenti a partire da qui.  'Come Dio non ha chiamato gli uomini ad essere madri, Dio non ha chiamato le donne ad essere padri e ad essere ordinate sacramentalmente come ministri di Cristo nella Sua Chiesa, Nostro Signore chiama gli uomini ad essere padri e sposi spirituali della Sua sposa, Chiesa. Questo ruolo può essere ricoperto solo da una persona adeguatamente ordinata a questo ruolo.'

Mons. Strickland difende l'insegnamento cattolico
condannando le “diaconesse” in una nuova lettera pastorale.

Il vescovo Jospeh Strickland di Tyler, Texas, il 5 settembre ha pubblicato una lettera pastorale. Di seguito è riportato il testo completo. 
* * * 
 
Miei cari figli e figlie in Cristo:
Vi scrivo oggi per approfondire la prima verità fondamentale di cui ho parlato nella mia prima lettera pastorale : «Cristo ha istituito una sola Chiesa – la Chiesa cattolica – e, quindi, solo la Chiesa cattolica offre per tutti noi la pienezza della verità di Cristo e l'autentico cammino verso la Sua salvezza”. Innanzitutto, devo affermare in modo chiaro ed enfatico questa verità fondamentale: Gesù Cristo è l’unica via verso la vita eterna; nessun’altra via per la salvezza può essere trovata! Come Nostro Signore stesso ci dice: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. (Gv 14,6). Affinché potessimo partecipare a quella promessa della vita eterna, Nostro Signore nella Sua grande misericordia ha istituito la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Come leggiamo nel Vangelo di Matteo, Cristo ha detto: “E perciò io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Ti darò le chiavi del regno dei cieli. Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli; e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. (Mt 16,18-19). Il fondamento e capo divino della Chiesa è Gesù Cristo; tuttavia, questo passaggio rende chiaro che Gesù promette di stabilire una Chiesa visibile sulla terra con un capo visibile, Pietro, al quale affiderà una missione unica e un'autorità specifica.

venerdì 8 settembre 2023

Papa Francesco: il Cardinal Burke e i fedeli allarmati dal sinodo non difendono ‘la vera dottrina cattolica’

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Sembra che il papa abbia voluto insinuare che coloro che criticano il sinodo difendono una ‘dottrina che è come acqua distillata, non sa di nulla e non è la vera dottrina cattolica’. Qui l'indice degli articoli sul Sinodo.

Papa Francesco: il Cardinal Burke e i fedeli allarmati 
dal sinodo non difendono ‘la vera dottrina cattolica’ 

A BORDO DELL’AEREO PAPALE — Durante il volo di ritorno dalla Mongolia Papa Francesco ha risposto a una serie di domande, minimizzando il fatto che le riunioni del sinodo saranno aperte e replicando a un libro recentemente pubblicato che mette in guardia sui pericoli del sinodo stesso. 
Tornando a Roma il 4 settembre, dopo il suo viaggio in Mongolia tra i 1.500 cattolici locali, Papa Francesco ha parlato del prossimo Sinodo sulla sinodalità [qui] e delle relazioni tra il Vaticano e la Cina [qui], che sono state messe sotto esame negli ultimi giorni. (...)