giovedì 4 marzo 2021

Arciv. Viganò. Il regime Draghi e l'apparente ineluttabilità del Great Reset globalista

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Super aspidem et basiliscum ambulabis,
et conculcabis leonem et draconem.
Ps. 90, 13
I liberi pensatori, sino al secolo scorso, potevano propagandare le proprie idee intrise di principi massonici e di retorica perché il corpo sociale non era liberale; potevano rimanere sul sagrato delle chiese, la domenica mattina, mentre le loro donne e i loro figli assistevano alla Messa, andavano a catechismo, venivano istruiti dalla Chiesa e dallo Stato ai principi morali e ai valori condivisi dell’onestà, del senso del dovere, dell’amor patrio. Potevano mandare a morire in guerra milioni di giovani vite, in nome di ideali che ancora erano legati ad un mondo essenzialmente cristiano, anzi profondamente cattolico e romano: quel mondo in cui i nostri soldati al fronte recitavano il Rosario, pregando per i propri cari e per la cara Italia, terra benedetta dalla Provvidenza, culla della civiltà e sede del Papato. Ma quei principi liberali e massonici, pur denunciati dai Pontefici e combattuti da Vescovi, predicatori e teologi, sono riusciti a far breccia nella nostra società, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale ed ancor più dopo il nefasto Sessantotto.

Il viaggio in Iraq del Papa più filo-islamico di tutti i tempi

Quello di papa Francesco in Iraq dal prossimo 5 all’8 marzo è il primo viaggio apostolico in un Paese a maggioranza sciita, che ha vissuto quattro conflitti negli ultimi quattro decenni, ma anche il primo dell’era pandemica. Viene enfatizzato in chiave interreligiosa come “nel segno di Abramo” e ciò ci richiama al fraintendimento sui monoteismi e sull'unico Dio, di cui ci siamo già occupati qui - qui - qui. Orami è a ruota libera, inarrestabile e senza freni in una china rovinosa per la Chiesa e per le anime. Sono in programma incontri con importanti leader religiosi sull'ormai consolidato letmotiv della Fratelli tutti [qui] e della Dichiarazione di Abu Dhabi [qui]. Ricevo e sono lieta di pubblicare, proprio sull'onda dello scalpore suscitato da questo viaggio, i testi di due recenti interviste ad Alexandre del Valle, professore e commentatore politico italo-francese, famoso per i suoi studi sull’estremismo islamico del quale abbiamo ospitato diversi interessantissimi articoli. La prima intervista è stata rilasciata al portale portoghese Dies Irae; la seconda al reporter Colm Flynn di EWTN. (M.G.)

Alexandre del Valle considera Francesco “il Papa più filo-islamico di tutti i tempi nella storia della Chiesa”

1. Grazie mille, innanzitutto, per averci concesso, in esclusiva, questa intervista. Potrebbe spiegare brevemente ai nostri lettori quando e come sono emersi, nel suo orizzonte mentale, lo studio e l’interesse per la geopolitica in Medio Oriente e il suo corollario religioso – l’Islam – nei suoi vari aspetti?
Grazie a Lei. La domanda è molto importante per me e per i lettori, perché in sociologia politica e anche nella mia disciplina geopolitica, si sa che l'obbiettività totale non esiste tra gli uomini, e che bisogna dire (se si è onesti intellettualmente) o sapere "di cosa si parla". Quindi il mio interesse per il Medio Oriente e l'Islamismo radicale è cresciuto poco a poco dall'età di 18 anni, quando incontrai amici libanesi cristiani maroniti in Francia che mi spiegarono il conflitto libanese e la sofferenza dei cristiani che, dopo avere generosamente accolto nel loro paese (allora ancora in grande parte controllato dai cristiani) 500 000 palestinesi musulmani sunniti, furono "ringraziati" da questi ultimi con i massacri, le razzie e la trasformazione di Beyrouth in una base terroristica... Poi, sono andato due volte in Libano durante i miei studi di scienze politiche durante mesi e ebbi la fortuna di incontrare grandi docenti dell'Università cattolica-maronita di Kaslik che mi dettero molte informazioni e "piste" di riflessione sull'islam e la persecuzione delle minoranze non-islamiche nell'islam sunnita e quindi nei paesi cristiani. Di là, cominciai ad approfondire il tema dell'islam e dell'islam radicale, e poi del terrorismo islamico che trovò nel Libano un terreno di incubazione e di espansione negli anni 1980.

mercoledì 3 marzo 2021

Dopo la decapitazione di Samuel Paty, la Francia sottoposta a una martellante campagna di intimidazione.

Da quando è stato decapitato Samuel Paty, la Francia ha assistito a una martellante campagna di intimidazione. Il Foglio ne parla con Alexandre Del Valle, saggista e politologo italo-francese Alexandre Del Valle. Lo riprendiamo perché purtroppo la situazione francese è emblematica di quel che ci aspetta o è già presente qui da noi. Tra i precedenti nel blog : qui - quiqui - qui - qui - qui - qui.

“I taglialingue politicamente corretti fomentano i tagliateste nelle banlieue. Macron ha capito di dover agire contro l’islamo-goscismo che domina nelle università”. Alexandre Del Valle vede nero nel futuro. Intervista
Un professore di filosofia che finisce sotto scorta e deve lasciare l’insegnamento, travolto dalle polemiche e dalle minacce, per aver detto che la sua città, Trappes, è “perduta”. Un ministro dell’Istruzione superiore, Frédérique Vidal, che afferma che nelle università c’è l’islamo-goscismo, “una cancrena che unisce Mao Tze Tung e Khomeini”. E nella stessa settimana il governo che prova a correre ai ripari con la tanto attesa legge contro il “separatismo islamista”. Da quando è stato decapitato Samuel Paty, la Francia ha assistito a una martellante campagna di intimidazione. Ne parliamo con Alexandre Del Valle, saggista e analista francese, autore fra gli altri di “La stratégie de l’intimidation, du terrorisme jihadiste à l’islamiquement correct” e “Le Projet, la stratégie de conquête et d’infiltration des Frères musulmans en France et en Europe”, entrambi pubblicati da L’Artilleur.

Vanitas vanitatum et omnia vanitas (Qohélet 1,2)

Vanitas vanitatum et omnia vanitas,
dice Qohélet
Che l’abusato passo di Ecclesiaste I, 2 sia stato scritto proprio oggi, proprio per noi (come l’altrieri per gli altri, del resto) è fatto che non si può negare. La vita si vive sulle connessioni digitali; l’esistenza, la preparazione, il gradimento si misurano sulle reti sociali; la politica preferisce, alle aule e agli spazi che le competono, il dibattito virtuale: dunque lo sconosciuto Qohélet, “Omileta”, ci è contemporaneo e fratello. Già lo sapeva, già li conosceva, già l’aveva vista questa masnada di Individualisti vanitosi che cammina al nostro fianco: Giornalisti che porgono loro stessi invece che le notizie, Onorevoli che hanno la risoluzione a tutto ma non risolvono nulla, Preti che confondono la Casa del Signore con la Casa del Grande Fratello, Pinchi Pallini che giocano alla celebrità ostentando vestiti, viaggi, abbuffate a perfetti sconosciuti, all’universo mondo, a tutti cioè a nessuno.
Qualcuno non ha dimenticato la lezione che Umberto Eco impartì nel 2015: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.

martedì 2 marzo 2021

Adoro Te devote

«Adoro te devote»
san Tommaso d'Aquino

Uno dei cinque inni eucaristici scritti in occasione dell'introduzione della solennità del Corpus Domini nel 1264 su commissione di papa Urbano IV. Fu inserito nel Messale Romano del 1570, da papa Pio V. Viene utilizzato durante le adorazioni eucaristiche e nelle preghiere di ringraziamento al termine della S. Messa.


Adoro te devote, latens Deitas,
Quæ sub his figuris vere latitas;
Tibi se cor meum totum subjicit,
Quia te contemplans totum deficit.
Visus, tactus, gustus in te fallitur,
Sed auditu solo tuto creditur.
Credo quidquid dixit Dei Filius;
Nil hoc verbo veritátis verius.
In cruce latebat sola Deitas,
At hic latet simul et Humanitas,
Ambo tamen credens atque confitens,
Peto quod petivit latro pœnitens.
Plagas, sicut Thomas, non intueor:
Deum tamen meum te confiteor.
Fac me tibi semper magis credere,
In te spem habere, te diligere.
O memoriale mortis Domini!
Panis vivus, vitam præstans homini!
Præsta meæ menti de te vívere,
Et te illi semper dulce sapere.
Pie Pelicane, Jesu Domine,
Me immundum munda tuo sanguine:
Cujus una stilla salvum facere
Totum mundum quit ab omni scelere.
Jesu, quem velatum nunc aspicio,
Oro, fiat illud quod tam sitio:
Ut te revelata cernens facie,
Visu sim beátus tuæ gloriæ. Amen

Adoro Te devotamente, Dio che Ti nascondi,
Che sotto queste apparenze davvero Ti celi:
A te tutto il mio cuore si abbandona,
Perché, contemplandoTi, tutto vien meno.
La vista, il tatto, il gusto, in Te si ingannano
Ma solo con l'udito si crede con sicurezza:
Credo tutto ciò che disse il Figlio di Dio,
Nulla è più vero di questa parola di verità.
Sulla croce era nascosta la sola divinità,
Ma qui è celata anche l'umanità:
Eppure credendo e confessando entrambe,
Chiedo ciò che domandò il ladrone penitente.
Le piaghe, come Tommaso, non vedo,
Tuttavia confesso Te mio Dio.
Fammi credere sempre più in Te,
Che in Te io abbia speranza, che io Ti ami.
 Oh memoriale della morte del Signore,
Pane vivo, che dai vita all'uomo,
Concedi al mio spirito di vivere di Te,
E di gustarTi così sempre dolcemente.
Oh pio Pellicano*, Signore Gesù,
Purifica me, immondo, col tuo sangue,
Del quale una sola goccia può salvare
Il mondo intero da ogni peccato.
 Oh Gesù, che velato ora ammiro,
Prego che avvenga ciò che tanto bramo,
Che, contemplandoTi nel volto rivelato,
A tal visione io sia beato della tua gloria. Così sia.
* Simbolismo eucaristico del pellicano 

Pio XII: «San Giuseppe provvederà»

2 marzo 1939, Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Card. Pacelli viene eletto Papa nel giorno del suo 63° compleanno; prenderà il nome Pio XII. È stato il 260° Pontefice della Chiesa Cattolica Romana.
Fu lui, il 1° maggio 1955 (memorabile il suo discorso) a istituire la festa di “San Giuseppe artigiano” - oggi memoria di San Giuseppe lavoratore - per aiutare i lavoratori a non perdere di vista il senso cristiano del lavoro, così pienamente incarnato nell’umile falegname di Nazareth e glorioso padre putativo di Gesù. 
Ricordando che questo mese di Marzo è dedicato a San Giuseppe e la speciale crociata di preghiera da noi promossa qui, proponiamo questa testimonianza della fedelissima suor Pascalina sulla fervente devozione di Papa Pacelli al grande Santo.

Testimonianza di Suor Pascalina Lehnert, governante del Papa dal 1923 fino alla morte.
Pio XII nutriva una speciale devozione per San Giuseppe, nel quale aveva una profonda fiducia. Negli anni di grande carestia, quando nel magazzino mancavano alcuni generi, Egli ci diceva: «Certamente non avete pregato San Giuseppe». Ho notato, personalmente, che dopo la preghiera da lui rivolta al Santo, i magazzini si riempivano. In occasione del bombardamento di Cisterna, ci ordinò di inviare in quella località i generi di cui si disponeva. Riempimmo cinque grandi camion, ma il magazzino rimase completamente vuoto, sì che io me ne preoccupai. Il Papa, con tranquillità, mi disse: «San Giuseppe provvederà a rifornirci», e, nel dire ciò, egli era sicuro che l’aiuto sarebbe venuto. Difatti, quella sera stessa, con mia grande meraviglia, cominciarono ad arrivare dal Canada generi alimentari e merci varie per un totale di trecento vagoni, tanto che il magazzino di cui ci servivamo non riuscì ad accogliere tanta grazia di Dio. Ricordo che il Santo Padre, commentando, mi disse: «Avete visto come San Giuseppe ha provveduto?» - Fonte

In Africa si parlava neo-latino

Vedi indice articoli dedicati alla Latina lingua, da cui deriva la nostra lingua-madre, oggi negletta seppur non abolita lingua ufficiale de la Catholica, anche se esclusa nella Liturgia dal volgare della Messa riformata di Paolo VI. Ma noi non dimentichiamo che, mentre la lingua delle prime comunità cristiane a Roma era il greco, lo spostamento verso il latino non cominciò a Roma, ma nell'Africa settentrionale, dove i convertiti al Cristianesimo erano, in maggioranza, nativi di lingua madre latina, piuttosto che immigrati di lingua greca. Ed è proprio nella romanitas delle fiorenti colonie dell'Africa Settentrionale che, già dal II secolo, era presente la Vetus latina - col suo linguaggio non popolare ma ieratico, codificato - giunta fino a noi come struttura perenne del Rito Romano Antico nelle sue parti salienti a partire dal IV secolo.

Il latino, come lingua parlata, già in epoca romana si stava trasformando, diventando nei secoli quello che oggi è l’italiano, lo spagnolo, il portoghese, il francese e il romeno.
Ma l’Impero romano comprendeva territori molto vasti, che spaziavano dall’Europa all’Asia e all’Africa. Salvo che in Asia, dove durante l’Impero si parlava greco, ovunque si sono formate delle lingue neolatine con proprie caratteristiche, soffocate dopo qualche secolo dalla espansione linguistica del germanico, dell’arabo e dello slavo. Andiamo alla riscoperta di una di queste.
Parliamo di un argomento a suo modo malinconico, un pezzo del mondo romano svanito sostanzialmente nel nulla dopo una lenta silenziosa agonia durata secoli. Un mondo ignorato dai più.
Un po’ di tempo fa, vagando hyperlink dopo hyperlink, ho trovato la storia di un viaggiatore del XII secolo, Muhammad al-Idrisi, uno di quegli spettacolari personaggi che il mondo arabo ci ha regalato nei secoli del suo massimo splendore: cartografo, geografo, archeologo ante litteram. Attraversò il mondo dalle Isole Britanniche fino all’Egitto.

lunedì 1 marzo 2021

Intervista a Ratzinger: «Non ci sono due Papi. La rinuncia di 8 anni fa? Credo di aver fatto bene»

Riprendiamo dal Corriere della Sera il testo dell'intervista in cui Ratzinger ribadisce di essersi dimesso in piena coscienza e libertà, smentendo per l'ennesima volta le teorie cospirazioniste che vanno per la maggiore e dichiarando di esser convinto di aver fatto la cosa giusta. Qui l'indice della sezione dedicata ai 'due papi'. Qui l'indice degli interventi di Ratzinger dopo l'abdicazione.

Il messaggio di Benedetto XVI a chi non si rassegna e ai tifosi di Bergoglio che temono la sua ombra. «Fu una decisione sofferta, ma credo di aver fatto bene. La mia coscienza è a posto»
«Non ci sono due Papi. Il Papa è uno solo…». Joseph Ratzinger lo dice con un filo di voce, sforzandosi di scandire bene ogni parola. È seduto su una delle due poltrone di pelle chiara che insieme con un divano arredano il salone al primo piano del monastero di clausura Mater Ecclesiae: il luogo dove si è ritirato, lontano da tutto, nel marzo del 2013. Sul comodino sono appoggiati gli occhiali da lettura, accanto a una statuetta antica di legno che raffigura una Madonna con Bambino. «Questa è la Sala Guardini. Si chiama così perché raccoglie tra l’altro l’opera omnia del teologo italo-tedesco Romano Guardini. È lì, alle vostre spalle», spiega monsignor Georg Gaenswein, suo segretario personale e Prefetto della Casa pontificia, indicando la libreria che fodera le pareti. Il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, porge al Papa emerito una cartellina rossa con dentro due caricature che Emilio Giannelli, vignettista apprezzato da Benedetto, ha disegnato appositamente per lui. Osserva a lungo la prima, e sorride. Poi passa alla seconda, e il sorriso si allarga in una risata. «Giannelli è una persona spiritosa», chiosa con aplomb papale e bavarese.

Anche le donne fanno la storia

La storia è scritta non solo dagli uomini ma anche dalle donne di ogni tempo. 
Oggi, in un momento in cui risuonano, non molto rassicuranti, molti nomi al femminile quali Angela, Ursula, Kamala, Hillary, Greta, colpisce e conforta l'immagine a lato, diffusa da padre Bernardo Cervellera, di una suora di Myitkyina (Kachin, Birmania) che – da sola – supplica la polizia di non sparare sui manifestanti che difendono la vita e i diritti umani. Sicuramente non la vedremo in nessuno dei Tg di regime. 
E fa ancor più effetto visto che abbiamo dovuto assuefarci a ben altri inginocchiamenti [vedi]

Altri dettagli dal Corriere della Sera:
La foto che sta facendo il giro del mondo sui media e sui social e che potrebbe diventare un'immagine simbolo: una suora di spalle, in ginocchio davanti a uno schieramento di forze di sicurezza in tenuta antisommossa a Yangon (Myanmar), che implora la pace. Il suo nome è Ann Nu Thawng ed è una religiosa delle missionarie di San Francesco Saverio di Myitkyina, dello Stato del Kachin - stato birmano dove c'è una forte presenza di cristiani -, secondo il presidente della conferenza dei vescovi cattolici birmani, Charles Bo, citato da alcuni media. "La polizia sta arrestando, picchiando e persino sparando alle persone. In lacrime, suor Ann Nu Thawng implora e ferma la polizia affinché smetta di arrestare i manifestanti", dichiara il cardinale Bo, che ha postato la foto su Twitter (Twitter / Cardinal Charles Bo)

I 'Guerrieri del Rosario'. Continua l'Operazione Assalto al Cielo del 1° di ogni mese col Cardinale Burke

Oggi 1 marzo, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke ha celebrato la Santa Messa alle ore 7:00am (ora locale) a Roma e, dopo, pregato il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera.
Non ho ricevuto l'avviso in anticipo ma possiamo unirci spiritualmente anche fuori orario e rimanere fedeli a questa forte esperienza di preghiera comune. Per ricevere il link per collegarsi in differita qui.
Poiché spesso il Cardinale celebra la Santa Messa nel rito Antico, una buona edizione dell'Ordinario della Messa (parti invariabili) può essere scaricata qui.
Ricordiamo le parole di Padre Pio: « Il Santo Rosario è l'arma per questi tempi ».
Alle intenzioni sotto elencate, aggiungiamo la richiesta di protezione dalle forze oscure - ed anche dalla recente pandemia e dalle gravi ripercussioni spirituali,  antropologiche nonché geopolitiche - che, oltre alla Chiesa, minacciano il nostro Paese, l'Europa e il mondo intero. Anche in questo mese rinnoviamo il nostro fervore e preghiamo più che mai. Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. Migliaia di Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.

Letture cattoliche. 1 – Il dono di sé a Dio Onnipotente

Letture Cattoliche
(a cura di Paolo Pasqualucci)

1 – Il dono di sé a Dio Onnipotente.

[Da : G. Schryvers, C. SS. R, Il dono di sé, versione italiana pubblicata da Marietti nel 1926, successivamente ristampata più volte anche da altri editori.] 
 * * * 
[Che significa darsi a Dio”]
“ Darsi a Dio vuol dire affidargli anima e corpo, vuol dire abbandonargli tutte le proprie potenze, le proprie aspirazioni e i propri sentimenti, i propri desideri e i propri timori, le proprie speranze e i propri progetti per l’avvenire, riservandosi solo la cura di amarlo.
Darsi a Dio vuol dire dimenticar se stesso, deporre nel Cuore di Gesù tutte le preoccupazioni, tutte le sollecitudini e le mille noie della vita quotidiana, confidargli i propri interessi, incaricandolo di provvedere a tutto, di rimediare a tutto.
Darsi a Dio vuol dire non occuparsi più di sé e non pensare ad altro che a Dio; vuol dire consacrarsi alle opere che si riferiscono alla sua gloria, dilatare, nella misura delle proprie forze, il regno del vero e del bene; vuol dire dedicarsi ai propri fratelli per amore del Maestro, vuol dire istruire, confortare, aiutare, vuol dire, soprattutto, convertire e condurre a Dio.

domenica 28 febbraio 2021

Invito alla Scuola Nazionale di Dottrina Sociale della Chiesa

Da molti anni l'Osservatorio Cardinale Van Thuân organizza sul territorio delle Scuole di Dottrina sociale della Chiesa, sia in un modulo base sia in moduli di approfondimento. La verità va appresa e imparata, la libertà va attuata secondo verità. Senza conoscere non si è liberi nell’operare. Oggi le restrizioni alla nostra libertà si fanno sempre più pressanti, il sistema detta legge e i nuovi dogmi della società senza dogmi vengono imposti con la forza o con il ricatto: se non facciamo le cose che ci vengono ordinate veniamo proscritti e ne subiamo le conseguenze. Diventa sempre più frequente ricorrere all’obiezione di coscienza ma il prezzo da pagare aumenta sempre più.

Non cesseremo mai di organizzare Scuole di Dottrina sociale della Chiesa, anche se è sempre più difficile farlo, e non solo per le restrizioni Covid. Le maglie dei suoi detrattori si stringono ed oggi sembrano prevalere coloro che la negano e la combattono, anche dentro la Chiesa. Non possiamo cessare di fare formazione perché altrimenti un popolo non sa dove andare. Mettere in cantina la Dottrina sociale vorrebbe dire rinunciare a quanto Cristo e la Chiesa hanno da dire al mondo, e non è cosa di poco conto. Vorrebbe dire essere Chiesa senza esserci proprio là dove dobbiamo essere e senza le idee che dobbiamo professare. Se ci guardiamo intorno sembra che su molti terreni la partita sia perduta. Ma se ci guardiamo dentro troviamo l’eco di una vocazione che nessun deserto circostante può far morire.

I bambini di Bibbiano sono tornati a casa

Tutti i minori coinvolti nel cosiddetto «caso Bibbiano» sono tornati dalle loro famiglie. La notizia, data dal quotidiano La Verità e pochi altri media, è passata nella generale indifferenza. Grazie a Dio e a chi si è battuto coraggiosamente di fronte a questo indicibile dramma. Una pagina nera della storia italiana dell'ultimo decennio è stata in parte risolta. Di seguito trovate la notizia seguita da un'analisi più dettagliata. Precedenti qui - qui.
Questa la comunicazione di Maria Teresa Bellucci: Oggi La Verità riporta la mia promessa fatta nei giorni scorsi in aula al Presidente Fico: fino a quando non ci sarà la prima convocazione della Commissione d’Inchiesta sulle case famiglia e gli affidi, interverrò ogni settimana per ricordare al Parlamento questa vergognosa mancanza. L'immobilismo del Parlamento sulla convocazione della Commissione d'inchiesta è una vergogna. Uno Stato che non tutela i più fragili, i minori, non può definirsi giusto e viene meno a una delle sue funzioni: proteggere i cittadini.
Sono passati 7 mesi dall'istituzione di una Commissione applaudita da tutti, ma che nessuno si è impegnato ad avviare.
Ho chiesto più volte, anche con una lettera indirizzata al Presidente della Camera, l'avvio dei lavori di un organo che deve fare luce nel buio degli affidi illeciti e delle case famiglia. Dal Forteto a Bibbiano, passando per le tante inchieste portate avanti dalla magistratura, l'Italia non può tollerare l'opacità su argomenti che riguardano i diritti dei minori.
Il Parlamento deve avviare la Commissione d’Inchiesta sulle case famiglia e gli affidi, non rimarrò in silenzio!
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Bibbiano, alla base c'è l'ideologia

sabato 27 febbraio 2021

Milano, oggi a Piazza Duomo. Nasce “La Genesi” contro il Covid (e la sua strumentalizzazione)…

Ricevo e volentieri pubblico.
Se non lasceremo ai nostri figli in eredità la stessa libertà che abbiamo ricevuto in dono dei nostri padri, saremo degli indegni. La libertà di cui abbiamo goduto, i diritti che abbiamo avuto, la nostra ricchezza e le nostre stesse vite non sono stati doni gratuiti. Sono costati lacrime sangue e quelli non erano effetti speciali.
Per il terrore di una malattia che ha una letalità dello 0,6%, la Costituzione è stata annientata. Era scritto che siamo un paese libero e che la nostra libertà è fondata sul lavoro.
Ora il lavoro è una concessione elargita in maniera ridicola e irragionevole, rosso, arancione, tombola, irridendo chi lo perde. Sono state annientate tutte le libertà più elementari, inclusa quella di stare seduti su una panchina a leggere il giornale, di andare a scuola, di abbracciarci a Natale, di sposarci dopo aver invitato amici e parenti fino ai cugini di quarto grado, come è giusto che sia. 
C’è il coprifuoco. 
Le due perdite più gravi sono la libertà di lavorare e la libertà di culto, quest’ultima distrutta con la complicità di una chiesa talmente corrotta che, come commenta Aldo Maria Valli, è evidente che siamo senza un Papa [o quanto meno un papa non poco anomalo lo abbiamo -ndr]. Sabato saremo in piazza Duomo a Milano. Siamo quattro, come i moschettieri o come i cavalli dell’Apocalisse, tre medici e un farmacista, il dottor Mario Amici, che parlerà di tamponi e vaccini, il dottor Paolo Vintani, che parlerà della farmacia dei servizi e dei farmaci, il dottor Paolo Gulisano che spiegherà che la SARS 2 covid 19 è una malattia curabile e la sottoscritta che spiegherò il sistema PNEI psiconeuroendocrinoimmunologia, e dei danni tragici e non tutti reversibili che il terrorismo sanitario e la perdita delle libertà più elementari causano.

Presentazione della Messa di rito romano antico (Ordo Vetus) di domani, Seconda Domenica di Quaresima, 28 febbraio 2021, nel tempo della pandemía

Poste le difficoltà per molti di andare a Messa, per via delle restrizioni causa-Covid che non accennano ad allentarsi, abbiamo pensato all'utilità di un articolo di 'Presentazione della Messa Ordo Vetus di domani, II Domenica di Quaresima, 28 febbraio 2021'. La Presentazione è basata sul ricco Commento liturgico, inserito dalla FSSPX nell'edizione del Messale Romano del 1962 da essa diffuso, integrato da Paolo Pasqualucci.

Presentazione della Messa di rito romano antico (Ordo Vetus) di domani, Seconda Domenica di Quaresima, 28 febbraio 2021, nel tempo della pandemía
a cura di Paolo Pasqualucci.
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Testi dal “Messale Romano quotidiano” (= MR), testo latino e traduzione italiana di S. Bertola e G. Destefani, commento di D.C. Lefebvre OSB, disegni di R. De Cramer – Edizione aggiornata al 1962, Edizioni S. Francesco di Sales, Priorato S. Carlo, Via Mazzini 19, Montalenghe (TO). Le frasi tra parentesi quadre sono del curatore della Presentazione. La S. Bibbia in italiano viene citata secondo le Edizioni Paoline del 1963 (imprimatur del 1958), confrontata con le edizioni in greco e latino di Agostino Merk SI e Nestle-Aland; per il solo greco, con The Greek New Testament a cura di Aland, Black, Martini, Metger, Wikgren, con il relativo Textual Commentary.
* * *
II Domenica di Quaresima. Stazione a S. Maria in Domnica – Semidoppio – Dom. privil. di I cl. – Paramenti violacei. MR, pp. 362-367. Epistola: 1 Tess 4, 1-7 --- Seguito del S. Vangelo: Matt 17, 1-9. “La Stazione a Roma si tiene nella chiesa di S. Maria in Domnica [al Celio], chiamata così perché i cristiani [lì] si riunivano, in altri tempi, la Domenica nella casa del Signore (Dominicum). Si dice che S. Lorenzo distribuisse lì i beni della Chiesa ai poveri. Era una delle parrocchie romane del V secolo.” (MR, p. 362).

venerdì 26 febbraio 2021

Presentazione del 12° Rapporto dell'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân

Sull’ecologia girano troppe bugie. L’ecologismo contemporaneo si fonda su alcune convinzioni errate o, comunque, non dimostrate.
Si tratta di una propaganda martellante di alcuni concetti o principi, che l’ecologismo sostiene come fossero verità assoluta. Questi, in particolare, sono i più assurdi:
  • l’uomo è un pericolo per il pianeta e per l’ecologia;
  • e, in quanto pericolosa, la presenza umana deve essere ridotta di numero o eliminata dal pianeta;
  • per ridurre o eliminare la presenza umana dal pianeta, è lecito diffondere le pratiche della contraccezione, dell’aborto e dell’eutanasia.
A queste aberrazioni, l’ecologismo ne aggiunge altre, senza il sostegno di alcuna prova scientifica. E cioè:
  • l’inquinamento è un effetto dello sviluppo umano;
  • l’aumento della povertà è dovuto all’aumento della popolazione;
  • le emissioni umane di anidride carbonica sono la causa principale del riscaldamento globale;
  • bisogna sposare il dogma dell’esaurimento delle risorse naturali (carbone, petrolio), da sostituire con le fonti rinnovabili (energia eolica, solare, idrica), ritenute a torto completamente pulite.
Purtroppo, l’ecologismo ideologico sta ottenendo ampi consensi anche nella Chiesa. E, in nome della dottrina ecologista, si sta cercando di piegare la teologia cattolica ad un “ecologismo pastorale” di nuova concezione, che non ha nessun sostegno del Magistero della Chiesa.
Questo Dodicesimo Rapporto dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân (dal titolo “Ecologismo e Globalismo, nuove ideologie politiche”), appena pubblicato da Cantagalli, mette a nudo le bugie dell’ecologismo, alla luce della Dottrina sociale della Chiesa.
Presentazione su Youtube

PER L'ACQUISTO RIVOLGERSI CON UN EMAIL ALL'OSSERVATORIO
a questo indirizzo: info@vanthuanobservatory.org

Amazon rimuove dalla sua piattaforma il libro di uno studioso critico sul transgender

Nella nostra traduzione da Catholic News Agency, la notizia che il libro dello studioso Ryan Anderson - raccomandato da professori di psichiatria, psicologia ed etica medica presso università quali la Johns Hopkins, la Boston University, la New York University e la Columbia University - è stato rimosso da Amazon.com in quanto critico sul movimento transgender.


La scorsa domenica pomeriggio, Ryan Anderson – l’attuale presidente dell’Ethics and Public Policy Center (EPPC) – ha riferito che il suo libro When Harry Became Sally: Responding to the Transgender Moment (Quando Harry divenne Sally: Rispondere al momento transgender), pubblicato tre anni fa, il 20 febbraio 2018, non era più in elenco per l’acquisto sul gigante della vendita al dettaglio online Amazon.com. 

Lunedì mattina Anderson ha dichiarato alla CNA di esser stato avvisato della situazione al momento in cui “i potenziali acquirenti mi hanno detto che era sparito”. “E non solo come se fosse esaurito. Le pagine non sono disponibili. Non è possibile comprare una copia usata. Non è possibile comprare il kindle. Non si può avere la versione Audio”. Ha chiesto spiegazione ad Amazon sull'accaduto, ma è ancora senza riscontro.

giovedì 25 febbraio 2021

Il vescovo Schneider chiede un «nuovo movimento pro-vita» contro i vaccini e i medicinali «contaminati dall’aborto»

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews il resoconto dell'intervento di Mons. Athanasius Schneider nella conferenza online dal titolo «Unmasking COVID-19: Vaccines, Mandates, and Global Salute» in cui egli auspica la formazione di un «nuovo movimento pro-vita» che rifiuti di avere a che fare con medicinali o vaccini derivati in qualunque modo da bambini abortiti. 
Osservo che il problema non è solo di ordine morale in relazione all'uso di cellule fetali ma riguarda anche l'incognita rappresentata dalle non sufficientemente testate conseguenze (anche a medio/lungo termine) sull'organismo umano di prodotti concepiti e realizzati nell'ambito delle nuove bio-tecnologie. Essi sono impropriamente definiti vaccini, posto che non corrispondono alle caratteristiche dei vaccini usati fino ad oggi che agiscono conferendo l'immunità attraverso la creazione indotta di anticorpi. I nuovi prodotti, invece, agiscono invasivamente sui delicati equilibri del meccanismo di funzionamento delle cellule; un meccanismo complesso, neppure compiutamente noto oltre che interconnesso in maniera mirabile ma non del tutto esplorata, con tutti gli innumerevoli apparati fisiologici dell'organismo umano. In conclusione, manifestare perplessità riguardo ai vaccini anti-Covid, non significa essere no-vax, ma esercitare liberamente il proprio diritto di scelta sia per ragioni di ordine morale - oggetto della cura pastorale del vescovo Schneider - che in attesa di maggiori elementi di valutazione sotto l'aspetto sanitario. (M.G.)

Vaccino, un vescovo chiede un «nuovo movimento pro-vita»
contro i medicinali «contaminati dall’aborto»

Un vescovo cattolico chiede la formazione di un «nuovo movimento pro-vita» che rifiuti di avere a che fare con medicinali o vaccini derivati in un modo o nell’altro da bambini abortiti.
«Dobbiamo creare un nuovo movimento per la vita», ha detto il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, Kazakistan, il 19 febbraio durante il suo intervento ad una conferenza online dal titolo «Unmasking COVID-19: Vaccines, Mandates, and Global Salute», organizzata da LifeSiteNews 

Mons. Schneider ha detto che fino ad ora il movimento pro-life è stato «molto meritorio» nell'assumere una posizione univoca contro l’aborto. Ed ha aggiunto: «Penso tuttavia che ora sia arrivato un nuovo tempo, una nuova fase, un nuovo periodo per tutti i movimenti pro-vita perché protestino, in modo chiaro e inequivocabile, contro le medicine contaminate dall’aborto, contro l’abuso di parti del corpo del nascituro». «Questa è una nuova fase e dobbiamo essere coraggiosi»

Perline sociopatiche dal Great Reset di Schwab

Prima domenica di Quaresima (siamo ancora nell'ottava -ndr). Suppongo che conosciate già chi è Klaus Schwab, presidente fondatore del World Economic Forum di Davos, il quale riunisce i dirigenti delle più grandi società mondiali e dei governi. Ecco il programma che ci riservano questi psicopatici. Lo dice lui stesso:
"Il contenimento della pandemia di coronavirus necessiterà di una rete di sorveglianza mondiale"

"Alcuni sopravviveranno alla tempesta, ma per certe altre persone una diagnosi di depressione e ansietà potrebbe degenerare in episodi clinici acuti". (ndr: tu chiamali se vuoi, effetti collaterali)

Fino al 86% dei posti di lavoro nella ristorazione, il 75% nei commerci al dettaglio e il 59% degli impieghi nell'intrattenimento, potranno essere automatizzati da qui al 2035.

mercoledì 24 febbraio 2021

Mercoledì delle Quattro Tempora di Quaresima

Per meglio conoscere l'Anno Liturgico e le sue gemme spirituali. Pratiche abbandonate con il Novus Ordo; ma tuttora vive in chi custodisce la Tradizione Vedi anche le Quattro Tempora di Avvento [qui] e di Pentecoste [qui].

24 febbraio 2021: Mercoledì delle Quattro Tempora di Quaresima
 
Al digiuno quaresimale viene ad aggiungersi oggi quello delle Quattro Tempora. Parimenti Venerdì e Sabato avremo un doppio motivo di praticare la penitenza. Dobbiamo consacrare a Dio la stagione della Primavera, offrendogli le primizie nel digiuno e nella preghiera; dobbiamo invocare dall'alto la benedizione del Signore sulle ordinazioni dei Sacerdoti e dei sacri Ministri. Abbiamo dunque il massimo rispetto di questi tre giorni.
Fino all'XI secolo il digiuno delle Quattro Tempora di Primavera fu collocato nella prima settimana di marzo, e quello delle Quattro Tempora d'estate nella seconda settimana di giugno. Ma un decreto di san Gregorio VII le fissò nei periodi che noi attualmente li celebriamo: le Quattro Tempora di Primavera nella prima settimana di Quaresima e quelle dell'Estate nella prima settimana di Pentecoste. La Stazione odierna è a S. Maria Maggiore. Onoriamo la Madre di Dio, rifugio dei peccatori, e preghiamola che offra lei al Giudice divino l'umile tributo delle nostre soddisfazioni.
La Chiesa, che nei Mercoledì delle Quattro Tempora ci presenta sempre due letture della sacra Scrittura, in luogo dell'Epistola della Messa, oggi riunisce i due grandi tipi della Quaresima dell'Antico Testamento, Mosè ed Elia, per far risaltare alla nostra mente la dignità del digiuno quaresimale, al quale Gesù Cristo stesso è venuto a dare un carattere ancora più sacro, realizzando nella sua persona ciò che la Legge ed i Profeti avevano solo espresso in figura.

Il DNA dell'Occidente democratico

Alcuni si chiedono come sia possibile che nell'epoca dell'informazione sia accaduto quello che è successo, in particolare riferendosi all'accoglimento acritico della narrazione pandemica e alla manipolazione mediatica della realtà e dell'immaginario collettivo.
A questo rispondiamo che il punto odierno è sia il culmine che il fallimento della nostra cultura. L'occidente democratico, scientista e capitalista ha prodotto la tecnocrazia biopolitica e finanziaria non per un accidente storico, ma perché nel suo dna vi è una vocazione totalitarista che attendeva solo che tecnologie adeguate potessero esprimerla. L'estenuante appello all'urgenza della "transizione digitale" altro non è che la voce del potere che smania di estendere i suoi lacci in ogni cono d'ombra della vita personale e associata. Il sogno globalista altro non cela che la brama di un governo unico, che si estenda su un'entità amorfa e omogenea - il mondo purgato da ogni differenza qualitativa - con tutto l'arsenale del controllo disponibile: economico, mediatico e sanitario. Il modello di sanitarizzazione sociale che si va affermando, invece, è null'altro che il prolungamento del panoptismo carcerario - che riguarda elementi puramente esteriori quali la disposizione e il comportamento - estendendo il sistema di monitoraggio all'interno del corpo stesso, nella sua fisiologia e patologia, rendendo il soggetto totalmente trasparente e disponibile all'occhio scrutatore.

Campagna atea a difesa della pillola abortiva RU-486

Precedenti quiqui - qui - qui.

«Aborto farmacologico una conquista da difendere». Così recita, apertis verbis, il manifesto su un camion vela dell’UAAR – acronimo che sta per Unione Atei Agnostici Italiani – che, martedì, ha stazionato diverse ore davanti al Liceo Giulio Cesare di Roma. Una tappa evidentemente non causale, quella del camion vela ateo, alla luce dei forti attacchi vibrati in questi giorni all’indirizzo della professoressa Paola Senesi, la preside dell’Istituto, rea di aver ricordato che è necessario il consenso informato da parte dei genitori allorquando, in classe, vengono toccati temi eticamente sensibili, quali appunto quelli relativi all’aborto, all’identità di genere e alle teorie LGBT.

martedì 23 febbraio 2021

Scrittore messo a tacere per sempre nel “nome di Allah”

A Beirut, Libano, il noto scrittore e attivista per la democrazia, Lokman Slim, nei giorni scorsi è stato trovato morto crivellato di proiettili nella sua auto nel sud del Libano a poche ore dalla denuncia della sua scomparsa. Slim, autore dalla penna brillante, irriverente e non convenzionale, era fortemente critico nei confronti del gruppo militante sciita Hezbollah, che normalmente quando teme le idee ed i pensieri di un intellettuale nato libero lo mette a tacere uccidendolo, in nome del loro Dio. Intimidazioni, censure e proiettili, è quello che fanno i codardi quando si trovano di fronte ad un uomo coraggioso come Lokman Slim che riposerà in pace solo quando il meraviglioso Libano si sarà liberato per sempre da quel cancro ideologico. Noi possiamo solo idealmente inchinarci di fronte a questo eroe civile. (Lorenzo Capellini Mion - fonte)

I vescovi filippini chiedono una riduzione delle restrizioni nelle chiese

Non tutti i vescovi tacciono, subordinando la Chiesa al potere civile. Qui l'indice dei precedenti sulla Chiesa in epoca di pandemia.
Fedeli assistono alla Messa dall'esterno
della Chiesa di Quiapo a Manila
Nelle Filippine, la gerarchia cattolica esorta il governo a rivedere la mitigazione delle misure delle restrizioni che interessano le chiese a causa dell'epidemia di Covid-19. Sono preoccupati per l'organizzazione della Settimana Santa, particolarmente seguita dai cattolici dell'arcipelago.

Secondo l'amministratore apostolico di Manila, mons. Broderick Pabillo, i protocolli messi in atto dalla gerarchia ecclesiastica sono "efficaci" nel prevenire la diffusione del virus.

"Le chiese non diffondono il coronavirus perché la gestione dei protocolli è buona", ha detto monsignor Pabillo nella sua omelia, durante la messa celebrata nella cattedrale di Manila l'8 febbraio 2021.
E l'amministratore apostolico della più grande diocesi filippina cita, come esemplari al riguardo, le celebrazioni natalizie e la festa del Nazareno Nero dello scorso gennaio.

lunedì 22 febbraio 2021

22 febbraio. Cattedra di San Pietro

Chi vuole può approfondire qui. Ricordiamo che il Papa è infallibile quando parla e si comporta come Pietro e non come Simone....
Martirologio Romano secondo il Calendario del Vetus Ordo:
Cattedra di San Pietro

Nell'abside della Basilica di san Pietro si trova il monumento alla Cattedra dell'Apostolo, opera matura del Bernini, realizzata in forma di grande trono bronzeo, sorretto dalle statue di quattro Dottori della Chiesa, due d'occidente, sant'Agostino e sant'Ambrogio, e due d'oriente, san Giovanni Crisostomo e sant'Atanasio.
Oggi 22 febbraio 2021 si festeggia la Cattedra di san Pietro Apostolo ad Antiochia, dove per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani.
S. Pietro, prima di portare il Vangelo a Roma, stabili la sua sede in Antiochia. Era giusto che la capitale dell'Oriente avesse per primo vescovo il Principe degli Apostoli, a cui Gesti aveva detto: « Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle ». E colà S. Pietro suscitò in breve tempo una eletta schiera di convertiti che per i primi ebbero l'onore di portare il titolo di Cristiani, ossia seguaci di Cristo.

L’Onu prepara la lista nera di coloro che si oppongono all’ideologia gender

Politici, leader religiosi e organizzazioni di tutto il mondo che difendono la vita e la famiglia saranno inseriti in una lista nera dall’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite.
Questa drastica misura sarà utilizzata per imporre sanzioni ai difensori della famiglia, come riporta Stefano Gennarini, corrispondente della C-Fam presso la sede delle Nazioni Unite.

Chi sono i principali attori che sostengono che i difensori dei diritti umani LGBT stiano promuovendo una cosiddetta ‘ideologia di genere’?, ha chiesto l’ufficio per i diritti delle Nazioni Unite ai gruppi LGBT.
L’ufficio per i diritti delle Nazioni Unite chiede esempi di espressioni pubbliche o dichiarazioni di leader politici e/o religiosi che “contestano” i diritti delle persone LGBT.

L'uomo della pachamama

Il grande pensatore spagnolo Juan Donoso Cortès (1809-1853) sosteneva lo stretto legame tra panteismo ed egualitarismo. Per questo in un’epoca come la nostra, di femminismo rampante e di omosessualismo arrembante – quindi di egualitarismo vizioso - non sono convinto che l’ateismo (teorico e/o pratico) sarà la forma definitiva dell’irreligione occidentale.
Non è da escludere l’ipotesi di una spiritualità alla rovescia, americanoide, neopagan-luciferiana, incentrata sul panteismo assoluto e al contempo sull’antropocentismo più prometeico.

Il materialismo più totale si coniugherà, capovolgendosi a tratti, con un neospiritualismo deviato, in cui il thelemico “fa ciò che vuoi”, proclamato apertamente, sarà specchietto per le allodole per il più brutale asservimento spirituale. Che invece di inneggiare ancora ad un ormai superato meccanicismo scientifico o allo scientismo darwinian-evoluzionistico, ripiegherà sul più inquietante e tenebroso magismo irrazionalista.

domenica 21 febbraio 2021

Quando la sinistra impugna la clava per affermare l'impero del “Bene”

Dalle segnalazioni dei lettori.

Emblematica anche la smentita di Galli
da parte del Sacco sull'entità delle varianti
Un grazie a Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, per aver dichiarato che non si possono usare le varianti come «clava politica» e che la scienza deve essere «sempre libera da interessi economici e politici». Niente di straordinario, ma in un’epoca in cui «fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro e spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate» non è poca roba.
Forse dopo un anno risulta chiaro a molti come sia stata “politica” la gestione del covid, e forse ora risulta un po’ meno semplice ridurre allo status di negazionista chi esprime dubbi e riserve, peraltro ormai diffusi nella stessa cosiddetta comunità scientifica. Il repentino rinvio dell’apertura degli impianti sciistici, almeno fino al 5 marzo, quando in molte località sciistiche si stavano preparando le piste, è la dimostrazione dell’uso della “clava politica”.

Genocidio in corso

Il benemerito Imola Oggi pubblica la lettera di Marco Pannella a Beppe Grillo [qui], dove il defunto capo radicale, fatti proprii “ispirazioni, obiettivi, urgenze che proponi e che tanta presa di coscienza, di dibattito e di consenso stanno suscitando; a cominciare dalle fonti rinnovabili alla riduzione degli sprechi”, passa alla “necessità” di ridurre la popolazione mondiale:
“ Ma alla base, all’origine di tutto, dobbiamo chiederci e sapere: tutto questo per chi è, di chi è? Insomma “Quanti siamo?” “Energia”, per chi? Quanti? per 3, 6, 9, e via crescendo, miliardi di “persone”, di consumatori?
Se il nazicomunismo cinese non avesse stabilito da generazioni di nazisticamente impedire la natalità, sterminando con la forza dello Stato feti e neonati, e genitori “colpevoli”, a che punto di già non saremmo*?
“Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista, che ha visto alleati nei decenni precedenti sia i poteri fondamentalisti clericali, Vaticano in testa, sia il Potere dell’Impero sovietico e quelli fascisti, nazisti, totalitari di ogni tipo, che hanno imposto e impongono all’umanità di procreare, di moltiplicarsi bestialmente, irresponsabilmente, condannando centinaia di milioni di bambini a morire di fame, stenti, guerre… “Insomma, una energica, immediata politica demografica di “rientro dolce” mi appare come coessenziale per realizzare politiche di risparmio energetico e di investimento sulle fonti rinnovabili per il futuro del nostro paese il documento sulle risorse energetiche.
[…] in Italia i programmi elettorali, i congressi dei partiti recitano un dogma comune: la “difesa della famiglia”. E per “famiglia” intendono la riproduzione continua, intensificata, statalmente incentivata, con milioni di mancia ad ogni bebé, … Dio, Patria, Famiglia”. La “bomba” non è quella “nucleare”, se non in termini di rischio, di pericolo. Ma la “bomba demografica” deflagra da più di un secolo e sul suo cammino distrugge tutto: natura, umanità, pianeta, appesta il mondo e i suoi dintorni”.
Fin qui Pannella.
Il cerchio si chiude, l’ideologia è quella dominante nei piani alti del Potere globale. Ora è ancora più chiaro che non già la “pandemia” (di un virus sostanzialmente innocuo) ma la sua “gestione terapeutica” adottata dal Potere ha di mira appunto lo spopolamento dei popoli superflui, delle bocche inutili, inquinanti, ad effetto-serra. Non si tratta di “errori” di Roberto Speranza o Angela Merkel, ma del Piano, che stiamo scoprendo lungamente preparato.

sabato 20 febbraio 2021

Sabato 20 febbraio, ore 21 - Radio Maria. “Il pericolo dell’ecologismo e la corretta dottrina della creazione”, a cura dell’Osservatorio card. Van Thuân

Un argomento di stretta attualità su cui non abbassare la guardia in relazione agli incombenti venti di cambiamento purtroppo non orientati alla Dottrina sociale della Chiesa.

Il pericolo dell’ecologismo e la corretta dottrina della creazione”: puntata odierna dell’Osservatorio Van Thuân a Radio Maria.
Con la presentazione del XII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa e del recente volume “Da Dio al Bio”, si parlerà dell’importanza della comprensione del pericolo ecologista attraverso la luce della corretta dottrina della creazione.
La prossima puntata della trasmissione “La Dottrina sociale della Chiesa oggi”, curata dall’Osservatorio ogni terzo sabato del mese su Radio Maria, sarà dedicata al tema: “Il pericolo dell’ecologismo e la corretta dottrina della creazione”. Questo sabato, dunque, 20 febbraio, dalle ore 21.00 alle 22.30, tratterranno dell’argomento Don Samuele Cecotti (Osservatorio Card. Van Thuan), che parlerà della necessità di una corretta teologia e di come intendere l’espressione “autonomia delle realtà temporali” e Guido Vignelli (Saggista, autore del recente volume: “Da Dio al Bio”), che presenterà il pericolo di una svolta ambientalista rivoluzionaria e della concezione ecologista dell’uomo. L’intento è sempre quello di affrontare i temi cari al Magistero della Chiesa, approfondendo la riflessione sul concetto di Dio creatore e provvidente, sulla visione antropologica ecologista e quali scenari prospettati dalla cosiddetta “transizione ecologica”. Il conduttore Fabio Trevisan tratterà, con l’ausilio dei graditi ospiti, quanto l’ecologismo debba essere visto alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, anche attraverso interviste e domande. C'è la possibilità da parte degli ascoltatori d’intervenire in diretta, a partire dalle ore 22, telefonando al numero della redazione di Radio Maria: 031/610.610.

Il degrado liturgico mette a repentaglio la fede stessa

Un precedente da cui ricavare altri elementi in tema: Il Rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum [qui].

In questi giorni sono rimasto colpito da una lettera scritta da un religioso. L’autore, un domenicano, occupandosi del degrado liturgico imperante, scrive fra l’altro: “Non sono più gli atei, gli anticlericali, i liberi pensatori, i senza Dio quelli che vogliono a tutti i costi spogliare i fedeli di ciò che hanno di più prezioso; sono i vescovi che si dedicano a questo compito”.
La denuncia è molto forte. Nella lettera il religioso parla di “iniziative liturgiche anarchiche e profane” che “brulicano ovunque nelle nostre chiese e anche nelle nostre più venerabili cattedrali, con il consenso e talvolta la partecipazione di alcuni vescovi”. Eppure, sembra che per questi stessi vescovi il pericolo sia la Messa tridentina secondo il rito di san Pio V.

venerdì 19 febbraio 2021

Chi sceglie per l'Italia se non scelgono gli italiani?

Stralcio da segnalazioni dei lettori.
La storia scritta dai poteri sovranazionali e narrata dai media di regime

“L’Italia” ha scelto? E quando? In che modo? 
A voi risulta di aver scelto qualcosa? Qualcuno vi ha chiesto nulla? E il problema non è l'Europa; ma quale Europa...
Forse intende dire attraverso il Presidente della Repubblica? 
Cioè il Presidente della Repubblica è “l’Italia”? 
Siamo nella Francia di Luigi XIV?

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Quando la sinistra impugna la clava per affermare l'impero del “Bene”

Un grazie a Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, per aver dichiarato che non si possono usare le varianti come «clava politica» e che la scienza deve essere «sempre libera da interessi economici e politici». Niente di straordinario, ma in un’epoca in cui «fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro e spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate» non è poca roba. Forse dopo un anno risulta chiaro a molti come sia stata “politica” la gestione del covid, e forse ora risulta un po’ meno semplice ridurre allo status di negazionista chi esprime dubbi e riserve, peraltro ormai diffusi nella stessa cosiddetta comunità scientifica. Il repentino rinvio dell’apertura degli impianti sciistici, almeno fino al 5 marzo, quando in molte località sciistiche si stavano preparando le piste, è la dimostrazione dell’uso della “clava politica”.

Crociata di Preghiera a San Giuseppe

Benvenuti a tutti coloro che desiderano unirsi a noi in un'invocazione corale al santo Patriarca per ottenere la liberazione della Chiesa, dell'Italia e del mondo, in vista dell'avvento del regno di Maria!
A Te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo
e fiduciosi invochiamo il Tuo patrocinio,
dopo quello della Tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità che Ti strinse
all’Immacolata Vergine, Madre di Dio,
e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù,
riguarda, Te ne preghiamo, con occhio benigno
la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col Suo sangue
e col Tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo;
allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo;
assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore;
e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù,
così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità,
e stendi ognora sopra ciascuno di noi il Tuo patrocinio,
affinché, sul Tuo esempio e mediante il Tuo soccorso,
possiamo virtuosamente vivere, piamente morire
e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
Amen.

«Non abbiate paura»: la “tristezza” del cardinale Cañizares nel vedere la cattedrale vuota

Nella nostra traduzione da Religion en libertad, uno dei rari pastori che riconoscono e denunciano la impropria sudditanza della Chiesa all'autorità civile per quanto riguarda lo ius divinum e la necessità dei fedeli al culto così pesantemente limitato dalle recenti restrizioni. Vedi indice articoli sulla situazione.

Quasi un anno fa, con l’arrivo del Covid-19 in Spagna, la maggior parte delle diocesi ha deciso di chiudere le chiese e sospendere le messe pubbliche. Solo pochi mesi dopo le chiese furono riaperte e sono riprese le messe con i fedeli. Ma da allora non si sono più riempite come prima della pandemia e ancor peggio ora con le nuove ondate di coronavirus.
Il cardinale Cañizares, arcivescovo di Valencia, riflette su questo fatto nella sua lettera settimanale, dove rileva l’enorme diminuzione delle presenze alla messa. Ha fatto l'esempio della messa domenicale delle 12.00 in cattedrale. «L’ho trovata mezza vuota, non si avvicinava nemmeno alla capienza consentita, ho provato un grande dolore e mi ha invaso una grande tristezza. Stavo per piangere, ho dovuto trattenere le lacrime», confessa il cardinale. Inoltre, sottolinea che «questo calo era già stato sperimentato la domenica precedente, e quelle ancora recedenti. E questo accade, a quanto mi risulta, nella maggior parte delle chiese della diocesi». Dice ancora nella lettera: «Le persone, come del resto anch'io, hanno paura di prendere e diffondere il virus. Questa paura, sia reale che indotta, sembra essere una delle motivazioni che inducono i fedeli ad astenersi dal partecipare di persona alla Santa Messa domenicale. Non dobbiamo avere paura! Al contrario, abbiamo bisogno dell’Eucaristia perché vogliamo continuare a seguire Gesù Cristo, essere suoi discepoli, coraggiosi testimoni e annunciatori del Vangelo per rinnovare il mondo di oggi».

giovedì 18 febbraio 2021

Arcivescovo Naumann: Il Presidente Biden "dovrebbe smetterla di definirsi un cattolico devoto"

Sull'argomento si sono pronunciati anche il Cardinal Burke (qui), la Conferenza Episcopale USA, che ha provocato qualche mal di pancia ai progressisti e anche in Vaticano (qui), l'Arcivescovo di Los Angeles Barron qui e quello di San Francisco Cordileone qui.

Jim Graves ha intervistato per Catholic World Report l’Arcivescovo metropolita di Kansas City, Mons. Joseph Fred Naumann (Saint Louis, 4 giugno 1949), sul tema della Marcia per la vita e su altri impegni a favore della vita, sulla controversia sui vaccini e del perché pensa che Joe Biden stia “usurpando il ruolo dei vescovi e confondendo le persone”. Durante tutto il suo sacerdozio mons. Naumann si è distinto per il suo impegno nel sostenere il movimento pro-vita e attualmente è Presidente del Comitato per le attività pro-vita della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB).
Lo scorso 28 gennaio ha celebrato l’annuale Messa vigiliare della Marcia per la Vita presso la Basilica del Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione a Washington, D.C. Nella sua omelia, ha ammonito i cattolici a combattere la cultura della morte con “preghiera, digiuno ed elemosina”.

In risposta al Comunicato della Casa Bianca per il 48° anniversario di Roe v. Wade che ha legalizzato l’aborto, con cui Biden esprime l'intenzione di codificare una legge federale sull’aborto, l’Arcivescovo Naumann ha dichiarato: «È profondamente inquietante e tragico che un Presidente elogi e si impegni a codificare una sentenza della Corte Suprema che nega ai bambini non nati il loro diritto umano e civile più fondamentale, il diritto alla vita, sotto la maschera eufemistica di un servizio sanitario».

Di seguito la parte dell’intervista all’Arcivescovo Naumann di Catholic World Report che riguarda Joe Biden, “devoto cattolico”, nella traduzione italiana di Stilum Curiae.

Il signor Biden si professa un cattolico devoto, ma è al 100% favorevole all’aborto. Come pensa che i vescovi americani debbano rispondere a questa situazione?
Arcivescovo Naumann: Posso dirle come questo vescovo sta rispondendo. Il Presidente dovrebbe smettere di definirsi un cattolico devoto, e riconoscere che la sua visione sull’aborto è contraria all’insegnamento morale cattolico. Sarebbe un approccio più onesto da parte sua dire che non è d’accordo con la sua Chiesa su questa importante questione e che sta agendo contro l’insegnamento della Chiesa.
Quando dice di essere un cattolico devoto, noi vescovi abbiamo la responsabilità di correggerlo. Anche se la gente ha dato a questo Presidente potere e autorità, egli non può definire cosa sia essere un cattolico e quale sia l’insegnamento morale cattolico.
Quello che sta facendo ora è usurpare il ruolo dei vescovi e confondere la gente. Sta dichiarando di essere cattolico, e sta per costringere la gente a sostenere l’aborto con i loro soldi delle tasse. I vescovi devono correggerlo, poiché il presidente sta agendo in modo contrario alla fede cattolica.

P. Robert Morey della Chiesa di Sant’Antonio a Florence, South Carolina (che è andato in pensione quest’anno) ha rifiutato di dare la Santa Comunione all’allora candidato Joe Biden alla messa del 2019 a causa della posizione pro-aborto di Biden. Cosa pensa dell’azione di P. Morey?
Arcivescovo Naumann: Penso che abbia agito seguendo la sua coscienza. Credo che il Presidente abbia la responsabilità di non presentarsi alla Santa Comunione. Quando i cattolici ricevono l’Eucaristia, stanno riconoscendo la Presenza Reale di Gesù e anche la fede negli insegnamenti della Chiesa. Il Presidente Biden non crede negli insegnamenti della Chiesa sulla santità della vita umana, e non dovrebbe mettere il sacerdote nella situazione di dover decidere se permettergli o meno di ricevere l’Eucaristia. Dovrebbe saperlo dopo 78 anni come cattolico.

Darebbe la comunione al Signor Biden?
Arcivescovo Naumann: Non credo che mi troverò mai in quella situazione; non prevedo che lui venga a Messa in Kansas e si avvicini a me per ricevere la comunione.
Credo che il suo vescovo abbia la responsabilità di dialogare con lui su questo tema. Quello che lui sostiene è un male grave. Non conosco la disposizione della sua mente e del suo cuore, ma il suo atto di sostenere l’aborto legale è sbagliato.