venerdì 7 maggio 2021

Perché Benedetto avrebbe organizzato dimissioni invalide?

Sto seguendo su Libero una serie di articoli in cui Andrea Cionci sostiene - con un'accuratezza di solito non riscontrabile nei resoconti giornalistici - che Benedetto XVI si sarebbe volontariamente dimesso in modo invalido. Egli scrive: “La chiave del mistero dei due papi è da ricercare nel modo strategico e intelligente con cui Benedetto ha scritto dimissioni appositamente invalide e in come si è comportato dopo le dimissioni”. Su questo blog, dal 2013 fino ad oggi, abbiamo sviluppato e raccolto riflessioni  e ipotesi [qui - qui - qui], posto che effettivamente la vicenda è tanto anomala quanto inedita; ma, pur prendendo in considerazione, tra gli altri, alcuni degli elementi esaminati dal giornalista, personalmente non ho voluto trarre conclusioni, riconoscendo anche l'ambiguità insita nelle dichiarazioni e nel comportamento e la conseguente possibile duplice lettura delle parole e dei gesti di Ratzinger prima durante e dopo le dimissioni. [qui - qui alcune sintesi recenti con molti interessanti riferimenti consultabili dai link, che condensano la mia risposta]. 
Riprendo di seguito da Duc in altum, le argomentazioni sviluppate da Andrea Cionci che, oltre a rispondere alla specifica domanda di A.M.Valli sul perché Joseph Ratzinger avrebbe architettato la complessa serie di eventi, alla fine caldeggia quanto vado ripetendo da anni: occorrono voci autorevoli che facciano fronte comune per ripareggiare pubblicamente e solennemente la Verità urbi et orbi e non dalle improprie cattedre mediatiche delle  interviste, dei convegni o delle sacrestie, che lasciano il tempo che trovano, con grave danno per la salus animarum! Al momento mi limito a pubblicare la sintesi di Cionci, dandomi il tempo di articolare, sui nuovi input che ne scaturiscono, le mie osservazioni nella speranza che, more solito, non vengano ignorate al pari delle precedenti. (M.G.)

Perché Benedetto avrebbe organizzato dimissioni invalide?

“Il papa è uno solo” ripete Benedetto XVI da otto anni, senza mai spiegare quale. Di dimissioni invalide si era parlato fin dal 2013, ma solo l’anno scorso, su Libero, abbiamo pubblicato le tesi del Frate Alexis Bugnolo che ventilava per la prima volta come gli errori di latino inseriti nella Declaratio di “dimissioni” fossero stati inseriti dal papa non casualmente, bensì per attrarre l’attenzione su un’abdicazione mai avvenuta  [sul blog vedi qui - qui]. Da lì in poi è stato un continuo emergere di indizi sempre più evidenti e probanti circa il fatto che l’intera operazione potesse essere stata organizzata apposta da Ratzinger, ipotesi culminate con il libro della giurista Estefania Acosta Benedict XVI: pope emeritus?

Quando Zan chiedeva alla Rai di censurare i cattolici

L’ideatore del ddl sulla omotransfobia sta con Fedez. Però nel 2013 era lui a chiedere di non far parlare sulla rete di Stato l’avvocato Cerrelli
Ieri Alessandro Zan, il deputato del Pd che ha presentato il ddl sulla omotransfobia, ha scritto una lettera al Foglio per ribadire che il suo disegno di legge non punisce le opinioni.
«Ancora una volta può essere utile un esempio: un prete in chiesa potrà sempre dire che l’unica unione può essere tra un uomo e una donna, come un politico durante un comizio potrà sempre dire che è contrario alla stepchild adotption. Sono libere opinioni, che non condivido, ma che sono tutelate dalla nostra Costituzione. Altra cosa è augurare l’estinzione alle persone transessuali o chiedere i forni crematori per le persone omosessuali. Una libera espressione non può mai degenerare in un pericolo o in una violenza».
La cosa curiosa è che, in un’intervista allo stesso giornale nell’ottobre 2020, lo stesso deputato aveva invece (involontariamente) confermato tutti i dubbi di coloro che ritengono la norma fortemente lesiva della libertà di espressione.

giovedì 6 maggio 2021

Covid: troppe strane concessioni in Europa per il Ramadan, mentre coprifuoco duro per i cristiani...

In Francia e Spagna si concedono ampie eccezioni agli islamici che vogliono riunirsi a qualunque ora durante il Ramadan (ricordate invece le forzate anticipazioni delle Veglie di Natale e Pasqua? - vedi)
Inutile illudersi. L'islam è islam. E vani sono i tentativi d'occidentalizzarlo o di "democratizzarlo" (ammesso che, in merito, l'Europa abbia realmente qualcosa da insegnare e modelli da "esportare"). Ma non tutti lo capiscono, c'è chi ancora si ostina.
Come la Germania. Si è saputo che in dieci anni ha concesso oltre 750 milioni di euro «per erigere istituzioni democratiche» nei Paesi, che furono teatro delle cosiddette «primavere arabe». Benché anche Berlino le consideri un sostanziale fallimento, alla fin fine ritiene che per certi cambiamenti politici occorrano anni. Da qui i rubinetti ancora abbondantemente aperti. Non solo. Il ministro degli Affari esteri tedesco, Heiko Maas, ha evidenziato come il suo governo sia il solo a dare ancora credito ad un'eventuale svolta "democratica" di quei Paesi, chissà perché... 

mercoledì 5 maggio 2021

Appello contro il tentativo di distruzione del matrimonio del Cammino Sinodale tedesco

Un gruppo di fedeli portoghesi che fanno capo a Dies Irae, sito di informazione cattolica del loro paese, ha promosso l'Appello, di seguito ripreso anche da noi, sulla situazione della Chiesa locale tedesca. Primi firmatari il cinese Card. Zen e Mons. Athanasius Schneider, arcivescovo di Astana, ai quali si sono aggiunti diversi altri nomi più o meno noti oltrepassando i confini del Portogallo. Coloro che sono interessati ad aderire possono inviare il proprio nome, indicando professione, area di formazione, città e paese all'indirizzo mail christusvincit2021@protonmail.com.

- Appello -
Contro il tentativo di distruzione del matrimonio
da parte del Cammino Sinodale tedesco

5 Maggio 2021 - S. Pii V Papæ et Conf.

  1. Il cammino sinodale tedesco, presentato nel 2019, è stato, in questi due anni, terreno fertile per la pianificazione e la conseguente massificazione di idee e teorie palesemente contrarie [quiqui] all’immutabile e continuo Magistero della Santa Chiesa Cattolica, fondata dal Divin Salvatore su la solida roccia degli Apostoli (Mt 16, 18). Tra gli errori diffusi vi è l’attacco dichiarato al Sacerdozio, sia attraverso il tentativo di abolire il celibato ecclesiastico che imponendo l’ordinazione delle donne, e il Matrimonio, volendo proprio attaccare l’unione indissolubile tra un uomo e una donna, e imponendo e equiparando le unioni sodomitiche con quell’amore che Nostro Signore Gesù Cristo ha elevato alla dignità di sacramento.
  2. A questo proposito, il Catechismo della Chiesa Cattolica presenta «il patto matrimoniale con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole»[1].
  3. Al contrario, il clero tedesco, a partire dalla gerarchia, con poche eccezioni, allontanandosi scandalosamente dal costante insegnamento della Chiesa, suggerisce, tra l’altro, la demolizione del Matrimonio, essendo stato indetto, per il 10 maggio, un giorno di “benedizione” per tutti gli innamorati, compresi, come previsto, gli omosessuali, in netto disprezzo del responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, del 22 febbraio 2021 [qui - qui] a un dubbio sulla benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso[2]. Nel documento vaticano, reso pubblico in più lingue, si legge che «non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso», ribadendo che «la Chiesa (...) non benedice né può benedire il peccato»[3]. È stato riferito che sono già più di 2.500 sacerdoti, diaconi e altri agenti pastorali si sono associati a questa iniziativa, che dimostra una manifesta avversione alla Tradizione della Chiesa e alle norme che essa sancisce.

Spigolature. Un mondo impazzito. La realtà ribaltata.

La cancel culture e le sue innumerevoli farneticazioni... Dopo Dumbo, gli Aristogatti e Peter Pan, accusati di diffondere messaggi discriminatori, è Biancaneve l’ultimo cartoon Disney a far discutere. Precedenti qui. E non è da oggi: ricordate anni fa? Tre porcellini vietati: «Offendono l'Islam» [qui]. Demenziale oltre che vigliacca e rovinosa sottomissione...

“Biancaneve dorme e dunque il bacio non è stato consensuale”, è stata la polemica lanciata online da due giornaliste del "SFGate" che hanno recensito una delle giostre originali, "Snow White's Enchanted Wish", presentata al pubblico in versione rinnovata durante la riapertura del parco di Anaheim dopo 400 giorni di lockdown.
"Non può essere un bacio di vero amore se solo una persona sa che sta succedendo", hanno scritto le giornaliste sull'edizione digitale del "San Francisco Chronicle":
“Non siamo già tutti d'accordo che quello del consenso nei primi film della Disney è un aspetto problematico? E che insegnare ai bambini che baciare un'altra persona, se entrambe non sono d'accordo, non va bene?”. 
Invece va bene turbare i bambini con la sessualità precoce portata fin nella scuola materna non escludendo la perversione: basta renderli consapevoli? Ma chi sono costoro? Ci stanno bombardando con ingravescenti bestialità che rischiano di sovvertire la nostra umanità. 

martedì 4 maggio 2021

Il sistema orgiastico-mercantile

Criticare i Fedez, i Lauro, gli Sfera Ebbasta e compagnia per le porcate che dicono e le porcate che fanno, senza contestare l'industria culturale che li produce, non ha senso. È come guardare gli alberi e non vedere la foresta.
Il sistema orgiastico-mercantile che produce questa sottocultura spregevole, (innanzitutto dal punto di vista estetico, poi etico e religioso) è basato sull'illimitatezza del profitto, sulla mercificazione del mondo e sul materialismo economico desacralizzante.
Perchè il sistema orgiastico-mercantile nasce, sin dagli anni Sessanta del XX secolo, come unione apparentemente (solo apparentemnete) contronatura tra Sessantotto-pensiero nella sua dimensione ludico-pansessuale ("proibito proibire", "godere senza ostacoli", l'"utero è mio e me lo gestisco io") e il capitalismo dei consumi globali. Non capire questo legame fondativo significa non capire nulla.
Per questo l'industria culturale yankee (non "americana", ma yankee) è barbara, perché propone questi modelli (fino agli osceni rap e trap o le serie "sataniste" di Netflix) che attraverso la globalizzazione diventano mimetici e normativi. Se gli yankee non avessero "inventato " il rap non avremmo anche in Italia i miserabili menestrelli boscimani della sotto-arte, della sotto-cultura e della sotto-umanità. Occorre compendere che l'avversione alla Sovversione non può prescindere dall'opposizione al sistema ultracapitalistico orgiastico-mercantile. perchè è attraverso questo sistema egemone che la sovversione arriva ovunque, colonizzando le menti. Gli osceni menestrelli tatuati e parlanti non sono affatto nuove tendenze giovanili spontanee, come credono i superficiali e gli stolti, ma uno dei tanti prodotti di laboratorio (in loro nulla è spontaneo) dell'industria culturale orgiastico-mercantile, che basa la sua forza sulla mercificazione integrale dell'esistenza. Così i "diritti" sono la controparte "umanitaria" della mentalità calcolante affaristica che vede l'umano solo come massa e quantità pura, privata delle sue appartenenze costitutive. Martino Mora

lunedì 3 maggio 2021

“Città del Vaticano – «Vietato entrare a San Pietro. Oggi i canonici della basilica non possono entrare. Ordini superiori».

clicca sull'immagine per ingrandire
Sabato 1 maggio, nella Cappella Gregoriana della Basilica di San Pietro davanti all'icona della Madonna del Soccorso e alle Reliquie di San Gregorio Nazianzeno, Dottore e Padre della Chiesa, si è aperta in Vaticano la maratona mariana, che proseguirà per tutto il mese di maggio in 30 santuari sparsi nel mondo, da Medjugorie a Lourdes, da Aparecida a Loujan, da San Giovanni Rotondo a Fatima. Verrà recitato il Santo Rosario. 
Una catena di devozione simboleggiata dalla corona che sarà sgranata ogni giorno alle 18, ora di Roma, nei santuari dei 5 continenti. Ogni recita del Rosario sarà dedicata a una o più categorie di persone maggiormente colpite dal coronavirus. Si comincerà pregando per i defunti della pandemia e ricordando poi medici, personale sanitario, poveri e disoccupati, anziani e detenuti, senzatetto.
Leggiamo su alcuni quotidiani che è stato espressamente “vietato l’ingresso in Basilica ai Canonici” che non hanno potuto recitare con il Papa il Santo Rosario. Sono quei Vescovi e Sacerdoti (era nel loro novero il nostro carissimo e rimpianto mons. Gherardini) nominati personalmente dal papa ed insediati nel Capitolo Vaticano in riconoscimento della vita dedicata alla Santa Chiesa e alla cura delle anime. Si tratta di una significativa onorificenza strettamente legata al servizio liturgico, non dimenticando che la preghiera pubblica, preziosa per l’economia spirituale della Chiesa, trova mirabile fondamento nell’ antica e venerabile istituzione del Capitolo Vaticano che è una significativa presenza orante presso la tomba del Principe degli Apostoli.

«Papà, preferirei morire!» - don Elia

Una ragazzina di tredici anni risponde così al padre che, sondando il terreno delle sue convinzioni personali circa il cosiddetto “vaccino” fabbricato a partire da bambini abortiti, non pago di aver accertato il suo netto rifiuto, si è spinto a domandarle se la sua posizione rimarrebbe invariata anche nel caso di un’emergenza sanitaria gravissima, come un’epidemia di Ebola o di peste nera. Limpida e secca, scevra da artificiosi distinguo e cavilli sofistici, la fulminante sentenza, anziché angustiare il genitore, lo ha profondamente commosso. In quella giovanissima cattolica praticante, in effetti, c’è più fede e buon senso che in tanti prelati dalla mente corrotta: si può rischiare perfino la morte, se così Dio vuole, piuttosto che peccare in modo grave contro la vita di esseri umani innocenti non ancora nati. Questo non è sentimentalismo, ma semplice coerenza di una coscienza pura, la quale permetterebbe a tanti giovani di reagire alla dittatura, piuttosto che riempire gli obitori suicidandosi. Come ricordato da monsignor Schneider, non c’è bisogno di dottorati in teologia per comprendere l’illiceità della moderna barbarie: bastano il sensus fidei e il sensus communis.

domenica 2 maggio 2021

Porto, Singolare Protesta di Laici Cattolici per Una Messa il 1° Maggio.

Riceviamo da un amico portoghese, che ci chiede di divulgarla, due immagini dell’iniziativa descritta nel breve testo che segue. In comunione di preghiera.
* * * 
Pochi giorni fa, a Porto, in Portogallo, il giornale della diocesi ha riferito che, per celebrare il 1º maggio, giorno di San Giuseppe Operaio, una Confraternita organizzerà una Messa, celebrata dal Vescovo di Porto, con la presenza di rappresentanti dei lavoratori, uomini d’affari, vari professionisti sanitari, rappresentanti dell’Università e… sindacalisti comunisti! Indignati per questa situazione, alcuni cattolici si sono riuniti per protestare contro questa iniziativa e, alla vigilia della celebrazione, hanno messo un lucchetto sul cancello principale della chiesa, accompagnato da un cartello con la scritta “CHIESA COMUNISTA CATTOLICA”, volendo rifiutare categoricamente la deviazione marxista che da decenni caratterizza la Chiesa e che, questa volta a Porto, conta sulla benedizione dello stesso Prelato locale, noto per le sue controverse affermazioni, in particolare sul piano dottrinale.

Vaticano / Riforma democratica? No, autocratica

Bergoglio, il 30 aprile, ha emanato un nuovo motu proprio [qui]. Il provvedimento, introducendo modifiche in tema di competenza degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano, abroga la norma dell’ordinamento giudiziario vaticano in base alla quale solamente la Cassazione, previo assenso dello stesso pontefice, poteva processare vescovi e cardinali nelle cause penali. Invece, d’ora in avanti, in nome della “eguaglianza tra tutti i membri della Chiesa e la loro pari dignità e posizione, senza privilegi”, cardinali e vescovi accusati di reati penali dai magistrati vaticani, se rinviati a giudizio, saranno processati dal Tribunale dello Stato della Città del Vaticano come tutti gli altri e non da una Corte di Cassazione presieduta da un cardinale.
Sul provvedimento, di seguito il commento di monsignor Carlo Maria Viganò formulato su richiesta di Aldo Maria Valli per Duc in altum, da cui lo riprendiamo.

Vaticano / Riforma democratica? No, autocratica

Secondo l’ennesimo provvedimento, promulgato da colui che collegialmente e sinodalmente spadroneggia a colpi di motu proprio, i cardinali di Santa Romana Chiesa potranno essere sottoposti a processo ed essere giudicati da laici. Inutile cercare una ratio nelle estemporanee decisioni di Bergoglio, il quale ha già infiltrato nei dicasteri romani e al sinodo dei vescovi non pochi laici, o comunque religiosi non chierici, in nome della sinodalità [vedi], della democratizzazione e della parità di genere. Inutile parimenti appellarsi al Codice di diritto canonico, cui il romano pontefice può derogare a proprio piacimento. Inutile deplorare il sovvertimento gerarchico che consente a un membro della Chiesa discente di giudicare un membro della Chiesa docente. Chi crede che le norme e le riforme bergogliane siano motivate da retti propositi e abbiano come scopo il bene del corpo ecclesiale è fuori strada. Se solo si ha l’onestà intellettuale di riconoscere che lo scopo di queste innovazioni è la demolizione della Chiesa cattolica e l’accentramento tirannico del potere, si comprende la loro perfetta coerenza ed efficacia. Sottomettere i prelati a un tribunale composto da laici, nominati dal primo inquilino di Santa Marta, significa sottrarre giurisdizione ai pastori per concentrarla in un unico soggetto, lasciando l’apparenza di democrazia, di collegialità e di coinvolgimento dei laici nel governo della Chiesa. Un astuto paradosso: Bergoglio impone riforme apparentemente democratiche che ripugnano alla costituzione monarchica della Chiesa di Cristo, con il solo vero scopo di dividere e di avocare a sé tutto il potere che egli stesso afferma di voler combattere. Una mossa di accentramento per poter punire o assolvere chi vuole a proprio piacimento, assicurandosi la sudditanza dei cortigiani e promuovendo una curia di adulatori, corrotti e ricattabili.
Omne regnum divisum contra se desolabitur: et omnis civitas vel domus divisa contra se, non stabit (Mt 12, 25).
+ cmv

sabato 1 maggio 2021

Rito Antico a Bergamo. Sante messe del mese di maggio

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di maggio celebrate nel Rito antico a Bergamo.
In particolare segnalo la Santa Messa di lunedì 31 maggio, alle ore 20:00 (Beata Vergine Maria Regina).
Inoltre segnalo che dopo la Messa di venerdì 7 maggio (I venerdì del mese) sono previste l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù.
Ricordo, infine, che prima della Messa è possibile confessarsi ed è prevista la recita del Santo Rosario.
È possibile scaricare e leggere l’Ordinario ed il Proprio delle Sante Messe ai seguenti link:   
- ORDINARIO DELLA SANTA MESSA;
- sabato 1 maggio: San Giuseppe artigiano;
- domenica 2 maggio: IV domenica dopo Pasqua;
- venerdì 7 maggio: I venerdì del mese;
- domenica 9 maggio: V domenica dopo Pasqua;
- domenica 16 maggio: Ascensione;
- domenica 23 maggio: Domenica di Pentecoste;
- venerdì 28 maggio: Venerdì delle Quattro Tempora di Pentecoste;
- domenica 30 maggio: Festa della santissima Trinità;
- lunedì 31 maggio: Beata Vergine Maria Regina.

Rito Antico in San Luca a Pavia. Sante Messe del mese di maggio 2021

Care amiche, cari amici,
inizia oggi il mese di maggio, che la fede semplice e buona del popolo cristiano dedica alla devozione alla Vergine Maria. Cogliamo ogni occasione per esprimere a lei, che è Madre della Chiesa, regina della famiglia, aiuto dei cristiani, salute degli infermi, la nostra filiale gratitudine e insieme per invocare la sua intercessione. In particolare, in questo mese, affidiamo a lei i cristiani perseguitati in tante regioni del mondo.
La pietà popolare ha disseminato le vie delle città e le strade della campagna di tante immagini di Maria: passando vicino, anche solo con il pensiero, onoriamola, salutiamola, invochiamola ogni giorno.
Vi saluto cordialmente,
don Fabio

La santa Messa verrà celebrata (sempre alle ore 10.00) con il seguente calendario:

Vaticano: il mondo dopo la pandemia, secondo Francesco

Avevo già pubblicato un florilegio con relativi commenti : Bergoglio rivisita la “salvezza del mondo” e promuove il “nuovo ordine mondiale” dei suoi desideri qui.
Si torna a parlare del libro di interviste pubblicato da Bergoglio col giornalista Domenico Agasso dal titolo Dio e il mondo che verrà, in coedizione Piemme e Libreria Editrice Vaticana, in cui è presentata la sua visione del mondo dopo la pandemia. Una visione molto allineata al pensiero unico mondano prima durante e dopo la pandemia, il cui linguaggio è inequivocabilmente quello dell'ONU:
"Non possiamo più accettare inerti le diseguaglianze e i dissesti nell’ambiente"; e ancora: "La via per la salvezza dell’umanità passa attraverso il ripensamento di un nuovo modello di sviluppo, che ponga come indiscutibile la convivenza tra i popoli in armonia con il Creato."
E inoltre l'avvertimento:
"Se non ci tiriamo su le maniche e non ci prendiamo cura immediatamente della Terra, con scelte personali e politiche radicali, con una svolta economica verso il “verde” e indirizzando in questa direzione le evoluzioni tecnologiche, prima o poi la nostra Casa comune ci butterà fuori dalla finestra. Non possiamo più perdere tempo."
Lotta alle "disuguaglianze" e per il "pianeta", perché "tutto è connesso", "comportamenti sostenibili", ecc. È ben più che superato il famigerato "aggiornamento" del Vaticano II - ma un vero e proprio allineamento con il vocabolario e le ideologie contemporanee, lontano dalla dottrina cattolica che afferma che la salvezza è solo in Cristo Gesù, "la via, la verità, e la vita" (Gv 14: 6).

Continua e si consolida, a partire dalla Laudato sì, l'anteporre temi prettamente tecnico-sociali a temi strettamente spirituali; il che sposta l’attenzione e la barra della Chiesa in una direzione “carnale” che non le compete se non in un orizzonte del tutto secondario. Si tratta di un'operazione falsificatoria senza mezzi termini che, oltre a non risolvere la drammatica crisi spirituale e morale della Chiesa e della società, di fatto la aggrava, perché le toglie la linfa vitale della grazia sacramentale accompagnata dall'insegnamento perenne.

Litanie Lauretane

Inauguriamo devotamente questo Mese Mariano con le Litanie Lauretane dedicate alla Santa Vergine.
Origini
Santa Maria in Domnica -  Qui il mio battesimo
L'appellativo "lauretane" non indica il luogo di origine di queste litanie mariane, ma il luogo che le rese celebri: Loreto. Le litanie alla Madonna sono più antiche e fu la fama del santuario di Loreto a diffonderle tra i fedeli. Oggi sono una delle preghiere più popolari alla Madre di Gesù.
I primi formulari di litanie mariane sono documentati a partire dalla seconda metà del secolo XII e derivano dallo sviluppo del nucleo mariano delle litanie dei santi, nate agli inizi del III secolo. Il più antico formulario da cui derivano le litanie che prenderanno il nome di "lauretane" dal santuario della Santa Casa di Loreto, in cui si cantavano agli inizi del XVI secolo, è un codice manoscritto della Biblioteca Nazionale di Parigi che contiene 73 invocazioni, (Paris, Nat. 5267), tra cui Flos virginitatis (= Fiore di verginità), Forma sanctitatis (= Modello di santità), Hymnus cælorum (= Inno dei cieli), Luctus infernorum (= Lutto dell'inferno), oltre alle invocazioni attualmente in uso.
Le 66 invocazioni mariane riportate nel citato scritto parigino hanno già la struttura delle litanie lauretane e sono disposte in modo simile a quelle del formulario di Loreto. La struttura è la seguente: si inizia con tre invocazioni riprese dalle litanie dei santi (Sancta Maria, Sancta Dei Genitrix, Sancta Virgo Virginum), seguono un gruppo di undici invocazioni in cui Maria è considerata come "madre" (Mater), quindi quattro invocazioni come "maestra" (Magistra), gruppo sparito nelle attuali litanie lauretane, otto invocazioni in cui la Madonna viene considerata come "vergine" (Virgo), ventisei titoli simbolici di origine fondamentalmente biblica, e infine tredici invocazioni a Maria Regina (Regina). I vari titoli con cui la Vergine veniva invocata derivano da testi liturgici, da autori coevi, dalle omelie del periodo di Carlo Magno, con collegamenti a testi più antichi: Giovanni Geometra (X sec.), Venanzio Fortunato (530 c.-660 d.C.), l'inno Akathistos, Efrem il Siro (306 c.-372).

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Litanie Lauretane

venerdì 30 aprile 2021

Pio XII: “Il Rosario è come la fionda di Davide contro il nemico infernale”

Domani inizia il Mese Mariano. Riproponiamo l’Enciclica “Ingruentium malorum” di Pio XII sulla recita del Santo Rosario. Ne avevamo già pubblicato uno stralcio qui, in occasione del Sinodo sulla Famiglia. Un invito assolutamente attuale: «non con la forza, non con le armi, non con la umana potenza, ma con l’aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera, forte come Davide con la sua fionda, la Chiesa potrà affrontare impavida il nemico», mai così scatenato su tutti i fronti come oggi.

Fin da quando siamo stati elevati alla suprema cattedra di Pietro, per disegno della divina Provvidenza, alla vista dei mali che avanzavano, non abbiamo mai cessato di affidare al validissimo patrocinio della Madre di Dio le sorti dell’umana famiglia, e a questo scopo, come ben sapete, più volte, abbiamo scritto lettere di esortazione. Vi è noto, Venerabili Fratelli, con quanto zelo e con quanta spontaneità e unanimità di consensi il popolo cristiano abbia risposto dappertutto ai Nostri inviti. Lo hanno magnificamente attestato ripetute volte grandiosi spettacoli di devozione e di amore verso l’augusta Regina del Cielo, e sopra tutto quella manifestazione di universale letizia che i Nostri occhi medesimi poterono in qualche maniera contemplare, quando lo scorso anno dalla Piazza S. Pietro, circondati da una moltitudine immensa di fedeli, abbiamo solennemente proclamato l’assunzione in corpo e anima di Maria Vergine in Cielo. Se il ricordo di queste cose torna a Noi gradito e Ci conforta a sperare fermamente nella misericordia divina, al presente, tuttavia, non mancano motivi di profonda tristezza che tengono in ansia e addolorano il Nostro animo paterno.

giovedì 29 aprile 2021

Da segnalazioni dei lettori. I vescovi italiani si sono fatti sentire sul ddl Zan, ormai incardinato in Parlamento

La CEI di fatto si inchina. La cosiddetta risposta realistica a cui accenni, in realtà, è la conseguenza dell'ambiguità, della complicità di fatto, e del ponziopilatismo perseguito per anni, perseguito e concesso proprio da coloro che ora fanno questa dolcissima critica al potere che avanza, che poi è più un distinguo e una richiesta di tregua al vincitore (Rosario Del Vecchio). Sul ddl Zan vedi

Ieri è apparsa una nota firmata dalla “presidenza della Cei” che definire tiepida è un eufemismo. 
I vescovi ribadiscono “il sostegno a ogni sforzo teso al riconoscimento dell’originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza. Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna”.
Si legge poi che “in questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative”.
Quindi, scrivono i presuli, “auspichiamo che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale, in cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale”.
 
Tutto qui? Sì, tutto qui.

Santa Caterina da Siena, intercedi per noi!

Oggi - mentre nell'antico Santorale è per domani 30 aprile - si fa memoria di Santa Caterina da Siena, la figlia di San Domenico che si sforzò di conoscere Dio in se stessa e se stessa in Dio e di rendersi conforme a Cristo crocifisso lottando con forza e senza sosta per la pace, per il ritorno del Romano Pontefice a Roma e per il ripristino dell'unità della Chiesa. 
La nostra Italia - insieme a tutto l'Occidente del quale è stata culla di civiltà - sta vivendo giorni particolarmente travagliati sui fronti spirituale, politico, identitario, sociale e antropologico. Affidiamo dunque l'Italia e gli italiani, così come tutto l'Occidente una volta cristiano, a santa Caterina da Siena, co-patrona d'Italia e d'Europa, figlia d'Italia e d'Europa, gloria d'Italia e d'Europa.
Rammentavamo in articoli precedenti le parole di Pio XII [qui] nel suo Discorso sui Patroni d'Italia (Caterina e Francesco), facendo anche risuonare dalla profondità dei secoli il grido di santa Caterina rivolto a vescovi e cardinali che assistono in silenzio allo scempio delle anime che viene perpetrato oggi col loro silenzio complice [qui].
Per onorarla e chiedere la sua intercessione, nonché per la nostra edificazione poiché nelle parole dei Santi risplendono le verità eterne, oggi vi propongo un brano tratto dai suoi scritti:
O Deità eterna, o eterna Trinità, che, per l’unione con la divina natura, hai fatto tanto valere il sangue dell’Unigenito Figlio! Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l’anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna, desiderando di vederti con la luce della tua luce.
Io ho gustato e veduto con la luce dell’intelletto nella tua luce il tuo abisso, o Trinità eterna, e la bellezza della tua creatura. Per questo, vedendo me in te, ho visto che sono tua immagine per quella intelligenza che mi vien donata della tua potenza, o Padre eterno, e della tua sapienza, che viene appropriata al tuo Unigenito Figlio. Lo Spirito Santo poi, che procede da te e dal tuo Figlio, mi ha dato la volontà con cui posso amarti.
Tu infatti, Trinità eterna, sei creatore e io creatura; e ho conosciuto – perché tu me ne hai data l’intelligenza, quando mi hai ricreata con il sangue del Figlio – che tu sei innamorato della bellezza della tua creatura.
O abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo! E che più potevi dare a me che te medesimo? Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma. Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell’anima. Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza, e illumini le menti con la tua luce, con quella luce con cui mi hai fatto conoscere la tua verità. Specchiandomi in questa luce ti conosco come sommo bene, bene sopra ogni bene, bene felice, bene incomprensibile, bene inestimabile. Bellezza sopra ogni bellezza. Sapienza sopra ogni sapienza. Anzi, tu sei la stessa sapienza. Tu cibo degli angeli, che con fuoco d’amore ti sei dato agli uomini.  [Santa Caterina da Siena – Dal «Dialogo della Divina Provvidenza» (Cap. 167, Ringraziamento alla Trinità)]

Curare i pregiudizi con le scosse. Resilienza o reazione? Ma come e con chi?

Piuttosto cha la resilienza (la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà) e che sa tanto di resistenza passiva, appena evocata dal nuovo Piano Nazionale - appunto - di Ripresa e Resilienza, occorrerebbe una pronta, unanime, sana, concreta e decisa reazione
Il momento è veramente grave. È ormai evidente che la “ripresa e resilienza” - next generation Italia, ora fondata sul Covid, è solo il pretesto per una duplice operazione dirigistica ideologicamente motivata:
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  1. da un lato l'Unione europea mira ad accrescere il potere di intermediazione della spesa pubblica;
  2. dall’altro, le priorità del piano – green e digitale – manifestate anche dall'entità dei finanziamenti stanno a dimostrare l'avanzamento di un’agenda di riconversione forzata dell’economia e della società, già ampiamente preesistente alla cosiddetta pandemia, che sembra aver silenziato tutte le forti istanze di ripresa dal basso fondate sulle capacità diffuse in ambito nazionale. Il che sarebbe fattibile attraverso il recupero di quelle  PMI e attività artigianali, commerciali, turistiche, culturali che costituiscono la struttura portante e l'espressione dell'ingegno e della creatività nazionali, ormai quasi tutte in ginocchio e a rischio di strangolamento definitivo dal prolungarsi delle restrizioni, con la conseguenza di vederle fagocitate e trasformate da soggetti sovranazionali  di ogni tipo e provenienza.
Risultato: ulteriore forte perdita di cultura e identità oltre che di sovranità, aggravata dagli ingravescenti effetti dell'invasione incontrollata, col paradosso di un'Italia blindata ma dai porti inesorabilmente e irresponsabilmente aperti.

mercoledì 28 aprile 2021

L'apostasia nella Chiesa

Qui i precedenti sul Sinodo per l'Amazzonia, veicolo della profanazione.
Profezia della beata Elisabetta Canori Mora 
(Roma, 1774 – Roma, 1825)

«Il dì 21 ottobre 1815, nella santa Comunione ebbi notizia dell’enorme attentato che si macchina dai persecutori della cattolica religione; pensano questi di spiantarla propriamente dalle sue radici. Pensano questi miseri di erigere templi alle false divinità nel grembo della cattolica Chiesa, nella residenza del romano Pontefice, del Vicario di Cristo! Pensare di erigere templi alle false divinità! Oh empietà, oh ardire esecrando! Piaccia a Dio che questo non accada, raccomandiamoci caldamente al Signore, perché vadano a vuoto i loro rei disegni. Guai a noi, poveri cattolici, se possono mettere in esecuzione quanto macchinano contro di noi ! “Tutti quelli che entreranno in queste assemblee, tutti moriranno!”, mi diceva il mio Signore. A questa parola l’anima mia si spaventò molto: “Mi intendi di qual morte intendo parlare?”, soggiunse il Signore, “intendo parlare di quella morte che toglie la fede alle anime”»

Il culto del covid: come sfuggire al totalitarismo patologizzato globale

Uno dei tratti distintivi del totalitarismo è il conformarsi delle masse a una narrazione ufficiale da psicopatici: non una narrazione perlomeno coerente, come quella della “Guerra Fredda” o della “Guerra al Terrore”, ma una ideologia delirante che ha scarsa o nessuna connessione con la realtà e che è contraddetta dai fatti.

Nazismo e stalinismo sono esempi classici, ma il fenomeno è anche osservabile nelle sette e in altri gruppi sociali (ognuno con la sua narrazione psicotica) come la famiglia Manson, il Tempio del Popolo di Jim Jones e Scientology. La natura delirante di queste narrazioni è palese per la maggior parte degli individui razionali. Quello che però molti non afferrano è che per coloro che cadono preda di esse (siano singoli membri di una setta o intere società totalitarie) tali narrazioni non vengono percepite come folli. Tutto nella loro “realtà” riafferma la narrazione, e quel che la la contraddice è percepito come una minaccia.

I tempi della paura. - Bernard Dumont

Riprendo di seguito, dall'Osservatorio Cardinale Van Thuân [qui], l’editoriale del numero 151 (Printemps 2021) della rivista “Catholica” a firma del suo direttore Bernard Dumond. Col motore di ricerca interno potrete trovare, nel blog, molti articoli interessanti tratti da Catholica.
Di dom Giulio Meiattini, oggetto di una delle interessanti citazioni di Dumont: qui un precedente articolo sul Sinodo per l'Amazzonia; qui, nella nostra traduzione, un altro articolo su Amoris Laetitia tratto da Catholica; qui un'intervista rilasciata al Tagenpostqui la presentazione del libro Monaci nel mondo monaci nel cuore.

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I tempi della paura
Bernard Dumont

Nel 2009, Jaques Attali, che assume volentieri il compito di consigliere del principe, fece una affermazione che oggi acquista un rilievo particolare: “La storia ci insegna che l’umanità non si evolve in modo significativo se non quando ha veramente paura”.

La frase è ampollosa ma dietro la genericità della proposta nasconde una intenzione politica. Coloro che intendono approfittare di un’occasione come quella dell’attuale attacco virale mondiale possono orientare il corso delle cose nel senso che a loro conviene, ottenendo la sottomissione delle masse attraverso mezzi psicologici piuttosto che attraverso l’uso della sola forza. In questa visione che possiamo chiamare di economia, è del tutto naturale che l’utilizzo della paura sia un ingrediente privilegiato della fabbrica del consenso, dalla propaganda di guerra fino alla “comunicazione sociale”. Si tratterà quindi di alternare seduzione e minaccia, promesse di protezione e annuncio delle peggiori calamità in funzione dell’accettazione o del rifiuto delle costrizioni imposte.

martedì 27 aprile 2021

Maccarese, alla processione di San Giorgio cartelli contro Papa Francesco “l’eretico”

La gravità di certi atti è tale da scontrarsi col sensum fidei dei piccoli. Anche se la fonte stigmatizza il comportamento dei fedeli, l'accaduto ne rivela il malessere e lo sconcerto.
Vedi : Il segno inquietante di un 'vuoto simbolico' dopo il culto della pachamama a San Pietro e l'indice degli articoli sul Sinodo per l'Amazzonia.

Fiumicino – “Viva San Giorgio al rogo la Pachamama con il suo falso Papa. Nel nome di Gesù, o San Giorgio, difendi Maccarese dal demonio”. 
[Vedi anche i manifesti: "Al rogo la Pachamama con il suo falso Papa": il riferimento è al Sinodo sull'Amazzonia del 2019 - cliccare sull'immagine per ingrandire]
Questa la scritta apparsa sui cartelli disseminati lungo il percorso della processione di San Giorgio, che la Chiesa ricorda ogni anno il 23 aprile, giorno – tra l’altro – dell’onomastico di Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio. Fogli che hanno un chiaro riferimento a quanto accaduto nel 2019 durante la celebrazione del Sinodo per l’Amazzonia, svoltosi in Vaticano per volere di Papa Francesco, il quale fu accusato di eresia. [...] Fonte

L’islam radicale conquista l’Olanda: «Ormai c’è una società parallela»

La coraggiosa denuncia della musulmana di origine afghane Shirin Musa: «La tolleranza è eccessiva. Nelle moschee si predicano matrimoni forzati e mutilazioni genitali femminili. Neanche in Arabia Saudita avviene più»

L’islam radicale conquista l’Olanda:
«Ormai c’è una società parallela» 

«La mutilazione genitale femminile non viene più predicata neanche in Arabia Saudita o nel Kuwait, ma in Olanda sì!». È la coraggiosa denuncia della musulmana di etnia hazara Shirin Musa, direttrice dell’associazione Femmes for Freedom. Musa, di origini afghane, è emigrata in Olanda dal Pakistan, dove la famiglia era fuggita dall’estremismo islamico, con la sua famiglia quando aveva solo sei mesi e oggi si definisce orgogliosamente «olandese».

L’islam radicalizzato in Olanda

In un’intervista a Le Figaro, Musa denuncia fino a che punta l’estremismo islamico abbia preso piede in Olanda. Se infatti da un lato vede una «emancipazione positiva, un rinascimento delle comunità musulmane che si sentono europee e olandesi e augurano il meglio al loro paese», dall’altro «c’è una emancipazione negativa che tende all’estremismo. Anche noi abbiamo avuto musulmani che sono partiti per combattere per lo Stato islamico in Siria. Ma uno dei problemi maggiori, qui, sono i finanziamenti stranieri che avvelenano le comunità musulmane e le radicalizzano».

lunedì 26 aprile 2021

«Per ripristinare l'onore dei nostri governanti» : 20 generali rivolgono un appello a Macron per difendere il patriottismo

Riprendo nella nostra traduzione dal settimanale francese Valeurs actuelles la lettera-appello rivolta al Presidente della Repubblica Macron e a tutti i rappresentanti parlamentari. Una lettera drammatica e senza precedenti, su iniziativa di Jean-Pierre Fabre-Bernadac, ufficiale di carriera e direttore del sito Place Armes, alla quale hanno aderito una ventina di generali, un centinaio di alti ufficiali e più di mille altri soldati. Una situazione che non ci lascia indifferenti perché purtroppo la condividiamo. E dove sono i nostri generali?

Signor Presidente,
Signore e signori del governo,
Signore e signori parlamentari,
 
L'ora è seria, la Francia è in pericolo, svariati pericoli mortali la minacciano. Noi che, anche in pensione, rimaniamo soldati di Francia, non possiamo, nelle attuali circostanze, restare indifferenti alle sorti del nostro bel Paese.

Le nostre bandiere tricolori non sono solo un pezzo di stoffa, ma simboleggiano la tradizione, attraverso i secoli, di coloro che, indipendentemente dal colore della pelle o dal credo, hanno servito la Francia e dato la vita per lei. Su queste bandiere, troviamo, in lettere d'oro, le parole "Onore e Patria". Ora, il nostro onore oggi sta nel denunciare la disintegrazione che sta colpendo il nostro paese.

La fede deve essere pubblica e «infettare la vita», dice il Vescovo di Macerata

Riprendiamo un breve stralcio della Lettera Pastorale 2021-2022 che il vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, ha scritto alla sua diocesi con un titolo significativo: «Per una Chiesa viva e non sopravissuta». Quello che ci è mancato - e per molti soprattutto legati al Rito antico ancora manca -, prim'ancora che tutte le altre dure restrizioni sul piano umano e relazionale, anche in ambito ecclesiale, è la libertà di poter rendere il culto pubblico dovuto al Signore con la rinuncia a tante Sante Messe e la privazione della grazia sacramentale che ne scaturisce. Vedi qui sulla Chiesa in tempo di pandemia.

(…) L’antropologia cristiana tripartita insegnata da san Paolo (1Tess 5,23): spirito, psiche e corpo, ci mette sull’avviso del fatto che una persona sana può cadere in una malattia sia fisica, che psichica che spirituale. Questa pandemia è così preoccupante, perché con le sue conseguenze mette a repentaglio tutti e tre gli aspetti della sanità personale.

Come Chiesa non possiamo preoccuparci solo del rischio per la salute fisica e mentale, ma dobbiamo farlo anche per quello di una malattia dell’anima, provocata dall’isolamento nella vita di fede. Una semplice riflessione ci offre quasi una controprova della verità di questo assunto. Se infatti come dice un pensiero moderno molto diffuso: la fede fosse una cosa intima, privata, da vivere da soli e nel nascondimento, questo tempo di isolamento avrebbe dovuto segnare il trionfo della fede, l’aumento della devozione, la crescita esponenziale della preghiera. Che ognuno legga il suo cuore con verità: è stato vero per te? Davvero il lockdown ha fatto crescere la tua fede, aumentato i tuoi tempi di preghiera, ha riempito di Dio gli spazi vuoti delle tue giornate? Per tanti, se non per tutti, non è stato così, perché la fede ha una essenziale e profonda radice sociale, fraterna, comunionale. Non si vive bene da soli, né si crede bene da soli. D’altra parte la Bibbia lo dice con chiarezza fin dal suo inizio: “Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile»” (Gn 2,18). 

Bergoglio e la sua religione mondiale

Ne abbiamo dato notizia qui

Bergoglio e la sua religione mondiale 
Segnala un lettore: "Nella foto vedete il "Palazzo della pace e della riconciliazione", conosciuto anche come la "Piramide della pace e dell’accordo" (per chi conosce lo stile e il linguaggio, il nome rivela la matrice), ed è un edificio alto 77 metri, situato ad Astana, la capitale del Kazakistan ed inaugurato alla fine del 2006. La Piramide è stata appositamente costruita per ospitare il congresso dei 200 delegati delle principali religioni e fedi del mondo che si riuniscono ogni 3 anni, ma quest'anno la riunione avrà una missione speciale e soprattutto un ospite speciale: il signor Bergoglio che si presenta come successore di Pietro e dunque papa. Mi astengo qui dal ripetere cose già dette mille volte in questi 8 anni, ne dico solo una: quella del signor Bergoglio è una "chiesa plurale, umana, mondiale ed ecumenica", mentre quella a cui sono stato battezzato io è "La Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica" e crede in un solo Signore, Gesù Cristo. Non nel G.A.D.U. (Davide Lovat)"

domenica 25 aprile 2021

"La vita deve essere aperta al rischio. Ecco perché il coprifuoco è sbagliato"

Matteo Carnieletto intervista il professor Simone Regazzoni: "Noi dobbiamo fare una battaglia non solo per sopravvivere ma per sentirci vivi, per sentire tutta la forza della vita. Senza disciplina manca la forza che dice: "Bene, passato il colpo traumatico troviamo la modalità per tornare là fuori" (...) C'è una partita interessante da giocare ora, ed è davvero la partita della vita".

"La vita deve essere aperta al rischio.
Ecco perché il coprifuoco è sbagliato"

"Abbiamo affrontato un fenomeno complesso come il Covid-19, articolato su più livelli della vita sociale e privata delle persone, solo in termini di salute. Così facendo, il discorso sanitario è diventato l'unico modo per risolvere questo problema. Abbiamo considerato i virologi - che come sempre accade nella scienza non hanno nessuna verità oggettiva e procedono per tentativi ed errori - come fossero i custodi di una verità a cui affidare la riorganizzazione intera sia dello spazio pubblico che privato. Se questo era comprensibile quando la pandemia è iniziata, è stato un errore grave continuare a farlo per gestire l'emergenza nel corso dell'anno seguente". Così Simone Regazzoni, filosofo, allievo di Jacques Derrida, amante (e praticante) degli sport di contatto.

Professore, è da un anno che, a targhe alterne, veniamo confinati in casa. Come mai?
Il primo grande errore è stato di mentalità: abbiamo risposto con una mentalità ristretta che ragionava solo in termini di sopravvivenza al problema Covid. Ora ci chiedono di continuare a usarla anche per il futuro, proprio ora che il fenomeno inizia ad avere una portata diversa attraverso i vaccini e altri tipi di risorse. Continuiamo ad avere i medici che, in tv, fanno il loro discorso a mo' di predica; hanno assunto un ruolo diverso dal medico, a metà strada tra un prete e un poliziotto: fanno la morale e pretendono che la loro morale abbia forza di legge. La politica troppo spesso è subalterna.

Se a dirlo è la Croce Rossa? E che dire dei costi umani dei protocolli di cure domiciliari?

Incontrato su Facebook: si tratta di un volantino della Croce Rossa Italiana (cliccare sull'immagine per ingrandire). 
A sinistra riporta le regole per i non vaccinati: “usare la mascherina, mantenere la distanza e igienizzare le mani” e le conseguenze in caso di mancato rispetto: “essere contagiato” e “contagiare (se positivo)”. 
A destra, riporta le regole per le persone già vaccinate: “usare la mascherina, mantenere la distanza e igienizzare le mani” e relative conseguenze: “essere contagiato” e “contagiare (se positivo)”. 
L'unica cosa che cambia è la riduzione del rischio di ammalarsi gravemente. Ma vale la pena fare da cavie con i rischi annessi e connessi solo per un risultato nemmeno scontato, visto che ci sono stati anche casi di acquisita maggiore sensibilizzazione al virus? Non è questione di avere le traveggole e non sono errori di stampa... Avuto riguardo alla fonte, quali altre maschere cadono? E perché non ci sono reazioni?
E, sempre a proposito di maschere che cadono, nell'agghiacciante silenzio e dunque nella connivenza di chi avrebbe autorità per intervenire, aggiungo il post di un lettore. Situazione inaudita, se non surreale, direi... Tra l'altro alla fine il lettore mette a raffronto i costi per la sanità pubblica. Ma dei costi umani ne vogliamo parlare?
Effetto Speranza

sabato 24 aprile 2021

Dove porta la guerra global ai classici

Vedi precedenti sulla “cancel culturequiqui - qui - qui - qui - qui - qui. L'imbarbarimento planetario sembra avanzare inesorabilmente.

Come spiegare la guerra ai “classics” che si allarga negli Stati Uniti e pure sull’altra sponda dell’Atlantico e trova oggi conforto e rinforzo con l’arrivo alla casa Bianca dei progressisti e antirazzisti Joe Biden e di Kamala Harris? È stata proprio la “sua università”, quella da cui proviene la vice nera di Biden, la Howard University di Washington, a fare da capofila nell’opera di demolizione e di epurazione dei classici dagli studi. Trattandosi di un’università simbolo degli afro-americani, assume un significato speciale. La cacciata dei classici dalle università, non solo dunque del “conquistatore” Cristoforo Colombo ma dei grandi poeti, pensatori e letterati della tradizione antica, greco-romana ed europea, è diventata ora il simbolo della lotta dei neri contro la “supremazia” dei bianchi. La cultura è vista come un segno di violenza, schiavismo e sottomissione coloniale che l’occidente avrebbe esercitato sulle popolazioni indigene di tutto il mondo. Anche i capolavori della letteratura vengono sottoposti alla censura postuma e vengono giudicati dai tribunali e dalle piazze, dai MeToo e dagli Antifa, e non più nelle sedi letterarie in ragione del loro valore. Il significato umanistico viene sottomesso al valore umanitario e sottoposto al Tribunale Permanente dei Diritti Umani Violati.

La spada della giustizia - don Elia

Premetto qualche osservazione all'efficace esposizione che segue. Non penso che la protesta sia sterile o controproducente. Poter esprimere il dissenso è un aspetto della libertà e, soprattutto non rende complici di un sistema, già estremamente vessatorio, che ci mette all'angolo etichettandoci in tanti modi arbitrari proprio per silenziare le voci fuori dal coro, al fine di incrementare il pensiero unico e creare schiavi senza volto irreggimentati remissivi e sottomessi. Certo non basta protestare. Oltre a resistere anche nella preghiera, concordo sull'opportunità delle azioni legali, quando è il caso, e anche dell'iniziativa personale di non farsi succubi di imposizioni quando sono senza senso come, ad esempio, il coprifuoco o la mascherina all'aperto in assenza di altre persone...

Framea, suscitare adversus eos, qui dispergunt gregem meum (dall’Ufficio della Settimana Santa). 
Era tutto pianificato da tempo: un virus mai isolato, dietro il cui nome si nasconde un fascio di agenti patogeni creati in laboratorio, di diversa carica infettiva e impatto sulla salute; una dittatura sanitaria globale, attuata con misure tanto irrazionali quanto devastanti a tutti i livelli; una pseudo-vaccinazione di massa che fa ammalare la gente piuttosto che prevenire il morbo; una progressiva sottomissione dei popoli, che spontaneamente si consegnano ai carnefici scambiandoli per salvatori; l’instaurazione di un governo mondiale esemplato sul regime cinese, enorme laboratorio sperimentale che sta proseguendo il lavoro iniziato con quello nazista e quello sovietico. Tale obiettivo presuppone una totale omologazione dell’umanità nella lingua, nella cultura, nella religione e nello stile di vita: i sopravvissuti alla strage da vaccino, non più numerosi di quanto necessario, dovranno essere tutti uguali e funzionare allo stesso modo, controllati a distanza mediante nanotecnologia impiantata nel corpo. A quale scopo? Apparentemente, per il bene degli uomini e per la preservazione della casa comune; in realtà, per il potere assoluto di una manciata di psicopatici che si son presi per Dio.

venerdì 23 aprile 2021

Spigolature. Regime attuale: nello Stato e nella Chiesa

La fede cattolica è prima religione e poi politica. Se togli la religione hai l'idolatria e se togli la politica hai il fariseismo. Cesare ha autorità legittima se obbedisce a Dio. Quando diventa una mera posizione politica ha già perso. Così è quando non diventa una posizione politica affatto. Primato dello spirituale e eccellenza dell'azione politica cattolica.
Cesare
Molti tradizionalisti confondono, a mio parere a torto, la "democrazia" (cioè la sovranità popolare) con la "sovversione". Lo fanno per precise ragioni storiche. Al contrario il regime democratico (popolare) è perfettamente legittimo laddove riconosca nella legge naturale (o meglio ancora: nei dieci comandamenti) il limite del proprio agire. 
Il problema della democrazia moderna è il laicismo, cioè il nichilismo mascherato. Cioè l'esplicito rifiuto del fondamento sacrale. Ebbene, il laicismo è tipico del liberalismo, non della democrazia (cioè del potere gestito direttamente dal demos). 
La democrazia laicista è la democrazia liberale - quella che si impone dalla Rivoluzione francese, ma anche inglese e americana - non il principio della sovranità popolare nei limiti della legge naturale. 
Il vero problema è l'assenza di limiti sacrali e morali e la mancanza di fondamento trascendente, che noi associamo alla democrazia come storicamente si è affermata. È la secolarizzazione, il problema. Non l'idea della legittima sovranità popolare. 
Si può preferire la sovranità di uno (monarchia) o la sovranità di pochi (aristocrazia). Ma un regime democratico è perfettamente legittimo, purché non dia al popolo (demos) che lo governa un arbitrio assoluto. Tra l'altro oggi l'arbitrio assoluto lo detiene un'élite, un'oligarchia, che ben lungi dall'essere aristocratica (cioè composta dai "migliori") è composta da finanzieri, affaristi, burocrati, politicanti. I peggiori, in pratica. Cioè gli "uomini-massa" (non popolo, ma sradicati) per eccellenza. (Martino Mora)
* * *
Chiesa
Tutto oramai si divide in due. Di qua la realtà e la fede, di là l'irrealtà e la gnosi. Del resto satana, nell'eterno ripetersi del suo orgoglio, non farà che costruire mondi irreali, sogni di gloria, conoscenza del nulla, senza alcuna consistenza, senza nessun volto di bimbo da accarezzare, senza alcun padre a cui baciare le mani.
Il ritorno degli idoli, ciclicamente rampanti. La novità sta dove - chi onora il Vivente - sa: frondosi rami di nulla sono entrati nella Casa di Dio e il Portinaio li coltiva come fossero figli suoi. L'albero dell'irrealtà darà frutti di nulla. I nostri frutti, per ora, sono lacrime e pazienza. (Rosario Del Vecchio)

giovedì 22 aprile 2021

Dante universale non globalista

Intervista a Marcello Veneziani su Dante per la rivista Il Timone.
Veneziani, lei sostiene che l’Italia non fu fondata da un condottiero ma da un poeta, perché?

Prima di diventare uno stato o un regno unito l’Italia fu unificata dalla lingua e dalla cultura. L’unità letteraria precede di secoli la più recente, e controversa, unificazione politica, militare, dinastica. L’Italia, sostengo nel libro, è una nazione culturale, nata dall’arte, dalla letteratura. E prima che una nazione, l’Italia fu una civiltà, una koinè, derivata dall’Impero romano e dalla cristianità, dal diritto romano e dal cattolicesimo romano. Dante è il primo ad avere questa visione e pone le basi della lingua attraverso l’apologia e l’adozione del volgare illustre come lo definiva. Per questo davvero Dante può definirsi “nostro padre”, fondatore d’Italia oltreché della lingua italiana, precursore di quel fremito spirituale e civile che poi si ritrovò nei secoli e nell’espressione stessa di Risorgimento.

Hong Kong. Chi lotta per la libertà paga il prezzo del coraggio.

Nella nostra traduzione da UcaNews un articolo di P. Gianni Criveller, del Pontificio Istituto Missioni Estere, nonché decano degli studi e docente alla Scuola Internazionale Missionaria di Teologia del PIME a Milano, sulla vicenda dei testimoni per la libertà - alcuni cattolici - condannati ad Hong Kong per aver manifestato pacificamente. Qui indice articoli sulla questione Sino/Vaticana

Hong Kong, come l’abbiamo conosciuta, non esiste più. L'ho scritto da tempo, ma il 16 aprile è stato uno dei giorni più tristi, anche a livello emotivo personale, da quando la libertà è morta nell’ex colonia britannica il 1° luglio 2020.

Nove leader dell’opposizione democratica sono stati condannati dopo essere stati incriminati per assemblea illegale. Le rispettive sentenze variano, ma alcuni hanno avuto la sospensione della pena, compreso l’82enne Martin Lee, forse a causa della sua età avanzata. Alcuni cari amici sono stati imprigionati, tra cui Lee Cheuk-yan, Cyd Ho e Leung Kwok-hung. Anche il magnate cattolico dei media Jimmy Lai è stato imprigionato. Sono già in carcere i giovani Joshua Wong e Agnes Chow.

mercoledì 21 aprile 2021

21 aprile 2774 ab Urbe condita. Urbs Æterna.

La città delle chiese, delle rovine grandiose, della stratificazione di vestigia artistiche incomparabili; ma anche dei ristoranti, dei parchi, della cultura plurimillenaria. Nonostante la patina di inefficienza e corruzione rimane, nei secoli, Urbs Æterna.

Nessuna città vince o vincerà il destino di Roma. Gerusalemme e il suo popolo non sono più la città e il popolo di Dio: Roma è la nuova Sion, e romano è ogni popolo che vive di fede romana. Città più popolose e ampie ha il mondo e ne vanno superbe le genti; città sapienti ebbe la storia delle Nazioni; ma città di Dio, città della Sapienza incarnata, città di un magistero di verità e di santità, che tanto sublima l’uomo da elevarlo sull’ara fino al cielo, non è che Roma, eletta da Cristo «per lo loco santo, u’ siede il successor del maggior Piero» (Inf., II, 23-24).
Cardinale Eugenio Pacelli, Il sacro destino di Roma - Discorsi e Panegirici (1931-1938), XXXV, pp. 509-514)
* * *
Che n'è della romanitas?
Sulle meraviglie del Pantheon vedi qui - qui - qui.
Oggi, 21 Aprile, ricorre il Natale di Roma, fondata da Romolo, secondo la tradizione, nell'anno 753 a.C. Gli inglesi festeggiano il compleanno della regina Elisabetta II. Quando nacque c'era ancora l'impero britannico, occupante un quinto del globo terracqueo. Noi festeggiamo qualcosa di più importante, trattandosi della Città Eterna, come viene ancora chiamata. Esiste da 28 secoli circa.
Ma cosa è rimasto della "romanità" oggi? Niente, apparentemente. Né della Roma pagana né di quella cristiana. Abolendo il latino come lingua liturgica [qui] la Gerarchia cattolica attuale ha inflitto un vulnus micidiale agli studi classici, interrompendo in pratica il nesso tra pensiero classico e cristianesimo. Il cattolicesimo è diventato un coacervo di riti e chiese nazionali, in innumerevoli lingue e dialetti; un coacervo di "conferenze episcopali nazionali", caricature del parlamentarismo che ben conosciamo, con tutti i suoi difetti.
La "romanità" significava unità di comando e disciplina, senso del diritto e della "res publica", nell'unità del dogma (per la Chiesa) ma nel giusto rispetto delle autonomie locali. Unità in funzione di un'idea universale, prima di potenza terrena, aggressiva ma anche civilizzatrice, poi di potenza spirituale, di conversione delle anime a Cristo, per il Regno dei Cieli. 

Inno a Roma
Roma divina, a te sul Campidoglio
dove eterno verdeggia il sacro alloro,
a te, nostra fortezza e nostro orgoglio,
ascende il coro.

Salve, Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
il sol che nasce sulla nuova Storia.
Fulgida in arme, all'ultimo orizzonte,
sta la Vittoria.

Sole che sorgi libero e giocondo,
sul Colle nostro i tuoi cavalli doma:
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma.
Per tutto il cielo è un volo di bandiere
e la pace del mondo oggi è latina.
Il tricolore canta sul cantiere,
su l'officina.

Madre di messi e di lanosi armenti;
d'opere schiette e di pensose scuole,
tornano alle tue case i reggimenti
e sorge il sole.

Sole che sorgi libero e giocondo...

(Fausto Salvatori - messo in musica
da Giacomo Puccini)

Bergoglio. Le parole e i fatti...

Senza commenti. C'è tutto nell'immagine. Qui il riferimento a p. Reese

Il Vescovo Athanasius Schneider risponde al Nuovo Movimento Pro-life

Il Vescovo Athanasius Schneider risponde alla lettera aperta del Nuovo Movimento Pro-life [qui].
Athanasius Schneider
Episcopus titularis Celerinensis et
Auxiliaris Sanctae Mariae in Astana

P.O.Box 622, 010010 Nur-Sultan, Kazakhstan
athanasius.schneider@gmx.net; Tel. 007-777-7016863

Nur-Sultan, 21 aprile 2021
Ai Presidenti Mirco Agerde, Gianfranco Amato, Antonio Brandi, Giorgio Celsi, Francesco Fontana, Giovanni Formicola, Massimo Viglione
Sia lodato Gesù Cristo! Stimati signori,
Al caos morale che sembra imporsi ormai nel mondo, alle derive transumaniste che vanno facendosi sempre più esplicite, alla cultura di morte che domina le legislazioni degli Stati contemporanei è necessario opporsi con forza, risolutamente, con l’integralità della verità e l’intransigenza della volontà nel bene.
Ecco la necessità d’un nuovo movimento pro-life, senza compromessi, senza complessi d’inferiorità innanzi al mondo, mai subalterno alle ideologie della modernità. Un movimento pro-life che affermi con coraggio e fermezza l’assoluta illiceità di qualunque attentato alla vita umana innocente dal concepimento alla morte naturale. Questo nuovo movimento pro-life non può tacere su quella mostruosa e globale struttura di peccato che grida vendetta al cospetto di Dio: l’utilizzo abituale da parte dell’industria farmaceutica, cosmetica e alimentare di cellule umane ricavate da embrioni e feti abortiti.
Lo sfruttamento, come riserva di materiale biologico, di embrioni e feti umani è un abominio cui ogni uomo ragionevole e di buona volontà dovrebbe opporsi denunciandone la natura perversa e diabolica.
Ringrazio di cuore Voi, stimati signori Mirco Agerde, Gianfranco Amato, Antonio Brandi, Giorgio Celsi, Francesco Fontana, Giovanni Formicola, Massimo Viglione per la Lettera aperta che avete voluto indirizzarmi. Ringrazio le realtà associative di cui siete guida: il Movimento Mariano Regina dell’Amore, l’Associazione Giuristi per la Vita, l’Associazione Pro Vita & Famiglia, l’Associazione Ora et labora in difesa della vita, l’Associazione Iustitia in Veritate, la Comunità Opzione Benedetto, la Confederazione dei Triarii. Vi ringrazio per l’impegno a costituire in Italia quel nuovo movimento pro-life di cui c’è assoluto bisogno. Ringrazio anche gli sottoscrittori della Lettera, medici, giuristi, uomini di cultura e di scienza.
Spero che questa vostra nobile e coraggiosa iniziativa in Italia possa ispirare iniziative simili in altri Paesi. Invoco la benedizione Divina su tutti coloro che appoggiano questa iniziativa.