Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 10 gennaio 2024

Netta smentita su recenti notizie di riconsacrazione 'sub condicione' dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò

Qui l'indice degli articoli precedenti e correlati.

Ne sentiamo ogni giorno di tutti i colori. Anche fonti di solito attendibili alle quali attingiamo spesso possono essere tratte in inganno e pubblicare notizie avventate. 
Nei giorni scorsi diversi lettori ci avevano interpellati sulla veridicità di quanto pubblicato su X (cfr. immagine: Mons. Viganò si sarebbe fatto riconsacrare sub condicione dal vescovo della resistenza mons. Williamson). 
Si tratta di una notizia che dobbiamo smentire:
Mons. Carlo Maria Viganò è stato nominato nunzio apostolico in Nigeria e arcivescovo titolare di Ulpiana il 3 aprile 1992, da Giovanni Paolo II; il successivo 26 aprile, nella ricorrenza della Madonna del Buon Consiglio, ha ricevuto l'ordinazione episcopale, nella basilica di San Pietro in Vaticano, per imposizioni delle mani dello stesso pontefice. 
Successivamente, le ordinazioni episcopali di norma hanno avuto luogo nelle Cappelle papali in occasione della solennità dell'Epifania. 
L'ultimo alto incarico di mons. Viganò, prima delle dimissioni ingravescente aetate, è stato quello di Nunzio apostolico negli Stati Uniti d'America dal 2011 al 2016.
Il fatto che mons. Viganò apprezzi la FSSPX non significa che egli aderisca pedissequamente a tutte le posizioni della stessa e derivati...

44 commenti:

Ha senso che l'ordinazione sia avvenuta prima della revisione del 92? ha detto...

Il rito di ordinazione episcopale vigente è regolamentato dalla costituzione apostolica Pontificalis Romani, promulgata da papa Paolo VI il 18 giugno 1968, alla quale è subito seguita la pubblicazione del pontificale romano "De ordinatione episcopi, presbyterorum et diaconorum"; quest'ultimo è stato riveduto successivamente da papa Giovanni Paolo II e nuovamente pubblicato con le opportune modifiche il 16 aprile 1992, a seguito dell'approvazione della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti deliberata il 7 marzo dello stesso anno. È entrato in vigore ufficialmente il 29 novembre 1992, prima domenica d'Avvento.

Anonimo ha detto...

https://fsspx.it/it/news-events/news/episcopato-e-collegialita-84983

Anonimo ha detto...

Allora il sacerdote francese (eccellente sotto ogni aspetto, completamente indipendente) - che non ha mai pronunciato il nome di Mons. Williamson né di altri Vescovi in riferimento a Mons. Viganò - da me citato in un precedente commento, sarebbe un bugiardo? Perché dire una bugia, durante una omilia?

Anonimo ha detto...

Scusate ma questa smentita da chi viene? C'è un testo? Smentisce la guarini o Viganò ? Non si capisce

Anonimo ha detto...

Mi dispiace .
Ed in cuor mio mi auguro che sia la smentita a non essere vera .

mic ha detto...

Pensate che la Guarini smentisca sua sponte e senza elementi ?
Io stessa non ero scandalizzata dalla notizia...

Anonimo ha detto...

Quindi anche Mons. Viganò sarebbe un conservatore? Non ci credo. Se fosse tale, tutti i siti che sappiamo - i quali incensano a ogni piè sospinto i santoni conciliari e le loro imprese (dai raduni di Assisi alle "visite storiche" di qua e di là) - smanierebbero per pubblicare i suoi interventi... e invece: silenzio di tomba! Forse a molti piacerebbe vederlo in combutta con i conservatoroni oggetto dei dispetti bergogliani, celebrante il Vetus e il Novus, silenzioso sulle gesta dei globalisti, insomma su posizioni moderate. Questo tipo di finto cattolicesimo tradizionale legato a cascate di merletti e troni da museo ha fatto il suo tempo con la fine dell'epoca Ratzinger e una sua riedizione non avrebbe la fortuna della precedente: Deo gratias!

Anonimo ha detto...

Io sapevo da fonti certe che era vero. Mi sembra una smentita piuttosto debole.

Anonimo ha detto...

Esatto!

Anonimo ha detto...

Il fatto che mons. Viganò apprezzi la FSSPX non significa che egli aderisca pedissequamente a tutte le posizioni della stessa e derivati.
La FSSPX stranamente in pubblico ha sempre ignorato mons. Viganò.
Al contrario, Mons. Williamson si è, fin dal principio, considerato suo seguace e messo a disposizione. Piuttosto è Willamson che, a differenza del passato, sembra non essere più convinto della "dubbiosità" ex-se dei Riti N.

mic ha detto...

Me lo segnalano e lo pubblico per correttezza di informazione

6 Gennaio 2024
COMMENTI ELEISON DCCCLX

Lettori, preparatevi per la prossima settimana ad analizzare
Questi pensieri di un uomo di Chiesa, saggio e valoroso.

1 Il 9 dicembre scorso, l’Arcivescovo Viganò ha tenuto un’altra delle sue splendide conferenze, chiedendosi fra altro se Papa Bergoglio sia veramente Papa. Il problema è ben noto ai Cattolici: Negli ultimi 10 anni l’Autorità Cattolica è stata trasformata in autoritarismo arrogante, il sacerdozio di Dio in clericalismo di uomini, e la Verità rivelata da Dio in rivoluzione permanente e caos.

2 Quanto alle autorità ecclesiastiche che stanno sotto il Papa per aiutarlo a proteggere questa Verità, o sono suoi complici, o hanno talmente paura di lui che le poche voci discordanti non osano trarre le dovute conclusioni, soprattutto perché idolatrano il Vaticano II. Si può criticare Bergoglio e dissentire da lui, ma non dal Vaticano II. Questi bravi uomini non vogliono riconoscere che il
processo rivoluzionario che ha permesso a una persona come Bergoglio di diventare vescovo, Cardinale ed infine di entrare in Conclave e di uscire “papa”, è dovuto al Concilio, che per loro è intoccabile. Si è portati a concludere che a certe persone interessa più la dottrina del Papato che la salvezza delle anime. Preferiscono essere governati da un Papa eretico e apostata piuttosto che riconoscere che un eretico o un apostata non può essere capo della Chiesa alla quale, in quanto tale, non appartiene.

3 Nessun Dottore della Chiesa ha mai contemplato il caso di un Papa apostata come Bergoglio. Una tale enormità poteva accadere solo in un contesto unico e straordinario come quello della persecuzione finale predetta dal profeta Daniele e descritta da San Paolo. E questa “operazione dell’errore” (II Tess. II, 10) è così efficiente e ben organizzata che mostra chiaramente un’intelligenza Luciferiana all’opera. Ecco perché il “problema Bergoglio” non può
essere risolto in modo ordinario: nessuna società può sopravvivere alla corruzione totale dell’autorità che la governa, e la Chiesa non è diversa.

4 Non si tratta nemmeno di una semplice “operazione” di un papa che aderisce a una specifica eresia (cosa che peraltro Bergoglio ha fatto ripetutamente). Abbiamo a che fare con un personaggio inviato al Conclave con l’ordine di rivoluzionare la Chiesa dall’alto della Cattedra di Pietro. È questa maliziosa intenzione di abusare dell’autorità e del potere del Papato, acquisita con l’inganno, che fa di Bergoglio un usurpatore del Trono di Pietro. Non possiamo nemmeno comportarci come se stessimo risolvendo una questione di diritto canonico: il Signore è oltraggiato, la Chiesa è umiliata e le anime si perdono perché colui che siede sul Trono di Pietro è un usurpatore. Il comportamento immutato di Bergoglio – prima, durante e dopo la sua elezione – è una prova sufficiente della sua intrinseca iniquità. Possiamo quindi essere moralmente certi che egli sia un falso profeta? Sì. Siamo quindi autorizzati in coscienza a revocare la nostra obbedienza a colui che, presentandosi come Papa, si comporta come il cinghiale biblico nella vigna del Signore? Sì.

mic ha detto...

Segue,,,

5 Tuttavia, non possiamo dichiarare ufficialmente che Bergoglio non è Papa perché non abbiamo l’Autorità per farlo. Questa terribile impasse in cui ci troviamo rende impossibile qualsiasi soluzione meramente umana. Il nostro compito non deve essere quello di cimentarci in astratte speculazioni canonistiche, ma di resistere con tutte le nostre forze – e con l’aiuto della grazia di Dio – all’azione esplicitamente distruttiva del Gesuita Argentino, rifiutando con coraggio e determinazione qualsiasi collaborazione, anche indiretta, con lui o con i suoi complici.

6 Non illudiamoci: chi si ostina a leggere la situazione attuale con occhi puramente umani espone non solo se stesso, ma tutta l’umanità al protrarsi e all’aggravarsi di
questa situazione. Non abbiamo infatti da lottare contro la carne e il sangue, ma contro i prìncipi e le potestà, contro i dominanti di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti maligni nei cieli della terra (Ef. VI, 12).

Kyrie eleison.

Anonimo ha detto...


Il Collegio dei cardinali è l'organo che elegge il papa cioè il cardinale che accetterà di diventare papa, ricevendo dal Signore la sua suprema potestas sulla Chiesa, non dai cardinali che l'hanno eletto, peer analogia con quanto ha fatto il Signore Risorto con il Beato Pietro ("Pasci le mie pecore..").
Quindi solo il Collegio dei Cardinali ha la competenza per sottoporre un papa a processo per eresia, dopo averlo ammonito a ravvedersi, qualora la sua eresia o le sue eresie risultino in modo manifesto.
Bisogna ammettere che il papa non può esser processato da alcuno ma non quando "devia dalla fede".
Il papa non può distruggere la Chiesa, ed è questo che sta facendo Bergoglio. VA fermato.
En passant, la notizia della "riconsacrazione" vescovile di mons. Viganò non è credibile.

Anonimo ha detto...


Don Curzio sta meglio ma non sembra abbia avuto un'ischemia.
Per fortuna. Comunque, continuiamo a pregare per lui.
T.

mic ha detto...

Mi pare che, a differenza di mons. Williamson, la FSSPX ignori mons. Viganò e mi chiedo il perché. O meglio, credo di potermelo spiegare con il fatto di non avere un bavaglio come quello della FSSP ma di tenere una posizione in qualche modo defilata. con qualche eccezione nei tempi recenti... A differenza di mons. Viganò che non ha bavagli di sorta.

Anonimo ha detto...


La FSSPX "ignora" mons. Viganò

POssibili spiegazioni.
Mons. Viganò a volte sembra metterla sul piano troppo politico.
Sembra mancare di prudenza in certi commmenti ed atteggiamenti.
Ha anche aderito ad una associazione pro Russia o qualcosa del
genere ma Putin,la cosa è certa, nel Don Bass (ri)occupato sta
perseguitando la Chiesa cattolica ucraina di rito greco (gli Uniati), dandone i beni agli ortodossi (al Patriarcato di Mosca) e arrestandone
i sacerdoti. È la politica grande-russa di sempre.
Mons. Viganò sembra anche a volte in certi commenti mancare di rispetto al papa. Bergoglio è quello che è però il rispetto formale nei suoi confronti va sempre mantenuto, in quanto rispetto per l'istituzione.
La FSSPX si è sempre mantenuta rispettosa del papato, allo stesso modo del suo fondatore, mons. Lefebvre. È un punto che è considerato di sostanza. (Si noterà che LifeSite News, pur polemica alquanto nei confronti di questo papa, si rivolge a lui sempre come "pope Francis").
Non direi che si sia "defilata". Non partecipa a tutte le polemiche ma non cerca di ottenere niente da Roma e sugli ultimi documenti ha emesso un duro comunicato, mi pare.
Deve aver poi inciso il caso di qualche anno fa sollevato da De Mattei nei confronti di mons. Viganò, in modo poco caritatevole per la verità, circa una suo presunto 'ghostwriter', sul quale non tutte le spiegazioni di mons. Viganò devono aver convinto.

Insomma, per i "lefebvriani" mons. Viganò è molto probabilamente una personalità da prendere con cautela.
Mettersi in diretta e anche violenta polemica con il papa non è mai stato lo stile della FSSPX.

Anonimo ha detto...

Intanto le cappelle della FSSPX sono sempre più piene...

Anonimo ha detto...

Non vedo la fonte della notizia

Anonimo ha detto...

Vero, né frequento una da anni è la frequentazione sale costantemente. Alla Santa Messa è alla Confessione. Tra i fedeli, in ogni caso, il Vescovo Viganò e le sue "esternazioni" sono apprezzate da molti, me compresa. Il che non significa una scollatura, almeno su questo aspetto, tra i fedeli ed i sacerdoti, ma penso una diversa libertà di espressione. Comunque mi sembra che tra la Fraternità e mons Viganò un certo attrito si sia venuto a creare, e questo lo deduco dall'aver annunciato, da parte del monsignore, il progetto di fondare un Seminario, il che implica una critica a tutti quelli esistenti. E sottolineo tutti. Per quello che riguarda l'ordinazione da parte di mons. Williamson mi sembra una sciocchezza, messa in giro ad arte per creare ulteriore confusione.
Valeria Fusetti

Anonimo ha detto...

Monsignor Viganó ha le idee perfettamente chiare nella luce dello Spirito Santo, chi lo accusa di esporsi politicamente magari poi accusa Pio XII di aver taciuto sulla politica nazista? Cimunque anche mons. Williamson le dice piuttosto giuste, in particolare confermo la sua intuizione nel punto2, amano la dottrina DEL PAPATO più che la verità, e considerano che un non appartenente alla Chiesa , in quanto non conferma e non pasce secondo il Mandato, possa esserne Capo. In una recente trasmissione con ospiti di Toscano su visione tv infatti è stato detto papale papale, considerare antipapa Bergoglio significa non mantenere l'attuale stato delle cose, temono di perdere il sistema . Con buone intenzioni direi. Peró dimenticano che la Volontà di Dio non è la nostra, che Gesù si è lasciato crocifiggere permettendo la morte della chiesa del tempo in quella direzione ufficiale, di sistema, che la lista di san Malachia e le profezie sono chiare in merito. Siamo a una svolta in meglio e le resistenze non salveranno il sistema corrotto e decaduto , ma rallenteranno solo i tempi e perderanno anime.Dio sa quello che fa. Siamo alla Parusia, dicono i segni e le profezie. Tutto deve rinnovarsi in verità per la Verità. I corrotti cadranno comunque irreparabilmente, non abbiate a mettervi contro Dio disse Gamaliele.

Anonimo ha detto...

Negli ambienti dei cosiddetti episcopi vagantes ( che sono fuori dalla chiesa di Roma ma che hanno una autentica successione apostolica) esiste la consuetudine di riconsacrarsi vicendevolmente per essere appunto certi della successione apostolica. Mettere in giro la diceria di una consacrazione potrebbe essere un modo elegante per inserire monsignor Vigano tra i vagantes che sono , ovviamente, indipendenti dal papato.

Bando alle balle ! ha detto...

Questa è una tipica posizione conservatrice, filosionista, notoriamente la stessa posizione del professore. Mons. C. M. Viganò dà fastidio perché parla chiaro. E gran fastidio ha dato la netta sua posizione contro i sieri genici sperimentali e la farsa pandemica. E se Monsignore si fosse schierato anima e corpo con Ucraina e USA, UE e NATO voi lo avreste canonizzato da vivo e pubblichereste nei vostri siti i suoi interventi. Non confondiamo il rispetto con l'ipocrisia, tipica caratteristica dei conservatori. Quanto alla FSSPX non ha forse esplicitamente detto per bocca di uno dei suoi rappresentanti che accetta il Concilio Vaticano II al 95% e pure la nuova messa-cena protestante? S. E. Mons. Viganò può avere i suoi difetti - chi non ne ha? -, tuttavia è coraggioso e ama dire le cose ore rotundo. È imprudente? Mons. Lefebvre, per esempio, che pure ho conosciuto e assai stimato, non visitò forse la tomba del Maresciallo Ph. Pétain insieme a R. de Perier ed altri (e fece benissimo: io onoro il Maresciallo con un ritratto nel mio studio)? Dato l'odio che si taglia col coltello in Francia e ovunque contro il Maresciallo Ph. Pétain la visita fu molto criticata dai vostri amici. È così via di seguito.

Anonimo ha detto...

Anche altre cappelle sono sempre più piene, come ad esempio quella di Modena, dove si celebrano due Sante Messe, la domenica mattina...

Anonimo ha detto...

B. Tisser de Mallerais: Marcel Lefebvre Une vie, Clovis

Del tutto inesatto. Mons. Lefebvre ha sempre reiterate sub condicione e le ordinazioni sacerdotali di sacerdoti ordinati col rito di Montini e le cresime conferito con rito di Montini. Per conferire e per reiterare le S. Cresime Mons. Lefebvre ha viaggiato enormemente in tutti i continenti. Legga la biografia sopra citata: e buona lettura!

Ultimissima ha detto...

Malgrado ci sia qualche smentita che circola online, diverse fonti ci hanno confermato questo passo “scismatico” di monsignor Viganò. E lui stesso, interpellato dalla Bussola con una mail, non ha voluto smentire la notizia, dichiarandosi solo stupito dal nostro interesse attuale per le sue vicende personali. Se dunque fosse confermata ufficialmente la notizia, in questo modo monsignor Viganò sarebbe scomunicato latae sententiae.

Anonimo ha detto...

Mons. Williamson non riteneva più necessaria la consacrazione episcopale sub condicione e la riordinazione sacerdotale, almeno dal 2010, quando un prete brasiliano andò a trovarlo a Londra perché gli imponesse le mani con la formula non riformata. Questa pratica non si usa più da anni nella FSSPX perché sarebbe un'ulteriore contraddizione cercare il riconoscimento di cattolicita' da chi non si considera neanche vero vescovo o vero prete. Più comoda e tranquilla quanto peccaminosa la comunicatio in sacris coi conservatori consacrati o ordinati con rito nullo da altri vescovi nulli.

Anonimo ha detto...

A ultimissima ... vorrei chiedere la fonte delle sue notizie e pure su che base sarebbe scomunicato latae sentientiae... Mons. Williamson è forse scomunicato? La revoca delle scomuniche fu fatta da Benedetto XVI

Anonimo ha detto...


Ma quando mai la FSSPX ha detto di approvare al 95% il Vaticano II e la messa montiniana?
Su quest'ultima mons. Lefebvre ha detto che non si può dire che la Consacrazione, nonostante i cambiamenti apportati, sia invalida ex sese. Tuttavia questa Messa è ambigua e posseduata da uno spirito che rischia di farti perdere la fede, onde è bene evitarla. Essa rende molto più probabili le Cnsacrazioni invalide. Opinione simile di mons. Gamber, uno dei più grandei liturgisti del secolo scorso.

Sul Concilio ha manifestato ovvie dichiarazioni di principio: accettiamo tutte le parti in accordo con la dottrina di sempre, su quelle ambigue chiediamo di discuterne, quelle contenenti errori le rifiutiamo.
Questo si chiama forse accettare il Concilio al 95%?
Perché non vi documentate seriamente?

Anonimo ha detto...


L'articolo de la NBQ che si occupa della supposta riconsacrazione di mons. Viganò, afferma che in tal caso egli sarebbe scomunicato ipso facto (latae sententiae), anche perché, pare di capire, il consacrante, mons. Williamson, sarebbe scomunicato.
Ma mons. Williamson non è più scomunicato da quando Benedetto XVI rimise le scomuniche agli allora quattro vescovi della FSSPX. Fu espulso dalla FSSPX per indisciplina. A suo tempo fu consacrato illegittimamente da mons. Lefebvre, mancando il mandato pontificio, ma se la scomunica è stata rimessa dal papa, dobbiamo ancora considerarlo scomunicato?
Pertanto, come effettivo vescovo della Chiesa potrà consacracre validamente un vescovo o ordinare un sacerdote, purché segua la procedura prevista dal diritto canonico. O no?
Quindi chi da lui consacrato vescovo sarebbe scomunicato per violazione della corretta procedura (presumibile assenza di un mandato apostolico), non a causa di una oggi inesistente situazione di scomunica di mons. Williamson.

Anonimo ha detto...

In una situazione estrema dove tutto è in sommovimento e quasi tutte le autorità religiose e statali non hanno , nei fatti, autorevolezza alcuna, è naturale che ognuno dica la sua per dare il suo contributo al riordino della vita del singolo della società. È un segno di partecipazione ,di interesse,di cura anche se escono fuori i pregiudizi di ciascuno.Anche noi stiamo purificandoci in questo lungo travaglio e ci rendiamo conto di quanto troppo spesso siamo stati superficiali distratti poco coerenti.



Diego B. ha detto...

Comunque andrà data anche una bella sistemata al diritto canonico perché a me sembra che a livello di leggi ci siamo incartati come gli ebrei al tempo di Cristo. Le leggi si moltiplicano perché gli uomini amano trovare le scappatoie e allora ecco che si stringe la maglia. Il processo continua cosi fino a che si arriva al limite. Un uccellino non deve essere tenuto in maniera blanda perché scapperebbe ma neanche troppo strett perché morirebbe.

Anonimo ha detto...


Ancora sulla scomunica di mons. Williamson

La scomunica fu rimessa (tolta) da Benedetto XVI ai quattro vescovi della FSSPX dopo che essi avevano collettivamente rinnovato il loro giuramento di fedeltà al Papa. Non si trattava della persona, ovviamente, ma del papato, dell'istituzione.
L'accordo con Roma sembrava cosa fatta, con l'istituto della prelatura speciale all'interno del nuovo Codice di Diritto Canonico.
Non c'era l'obbligo di accettare il Concilio o di celebrare secondo il Nuovo Rito. Circa la critica al Concilio veniva concessa "con giudizio", secondo i canoni dell'ermeneutica tradizionale (controllare).
Ma si materializzò un'opposizione interna alla FSSPX,nella quale il progetto di accordo veniva pubblicamente discusso: in molti non si fidavano della Roma attuale. Tra questi in prima fila mons. Williamson.
Nello stesso tempo, potenti forze ostili ai "lefebvriani" si mossero all'interno del Vaticano. Il punto centrale era l'accettazione del Concilio, che non poteva esser limitata alle sue parti conformi alla dottrina di sempre (come fai a non accettarle?). Si disse che tra gli avversari più accaniti contro la FSSPX ci fosse il cardinale Mueller.
L'accordo saltò. Con il senno di poi, meglio così, visto il successore di Benedetto XVI.
SCoppiò poi la scandalo mediatico delle dichiarazioni "negazioniste" di mons. Williamson, infilate en passant in una intervista alla radio svedese. Benedetto XVI ne fu costernato ma non rinnovò di certo la scomunica a mons. W. Qui la fede e la disciplina ecclesiastica non c'entravano, si trattava solo di una opinione (errata) su un tragico fatto storico del nostro tempo. Non c'era nessuna base canonica per una scomunica.
A meno che non siano stati i Media a rinnovare la scomunica a mons. W.
Il che nemmeno si può escludere.
L'agitazione provocata dall'episodio del negazionismo creò una certa maretta anche all'interno della FSSPX. Mons. W. assunse o voleva assumere iniziative legali contro terzi, contro il parere del Superiore generale della Fraternità, che gli odinò di desistere. Non ottenendo obbedienza, espulse mons. W. dalla Fraternità per indisciplina. Non fu espulso per ragioni teologiche o per il suo "negazionismo".
Così mi ricordo. I particolari andrebbero controllati.

Anonimo ha detto...

"Ancora sulla scomunica di mons. Williamson", si ma come la mettiamo con i Vescovi che lui ha ordinato nel tempo? Alessandro da Roma

Catholicus ha detto...

Caro Alessandro, e con tutte le porcherie, le oscenità e le spudorate menzogne propalate da Bergoglio e dai suoi complici in questi ultimi anni, come la vorrebbe mettere? ..ha forse dimenticato l' evangelica esortazione di San Pietro " bisogna obbedire a Dio e non agli uomini" ? e certo questa gerarchia non è più cattolica da mo', e quindi di autorevolezza difetta totalmente. Io propendo per la necessità di risalire almeno ai papi conciliari e al loro sulfureo CV II per non sentirsi in obbligo di seguire eresie, blasfemie e oltraggi a NSGC e a Maria SS.ma. La falsa obbedienza, ad usurpatori ( prima rivoluzionari, poi dittatori) non è una virtù, ma complicità con il Male, parole di Mons. Lefebvre.

Anonimo ha detto...

Posti piccoli e gente che viene da mezza regione…pensa che la mia parrocchia è piena solo di gente del quartiere.

Anonimo ha detto...


Come la mettiamo con i vescovi che lui ha consacrato?

Se mons. W. ha effettivamente consacrato dei vescovi, dal punto di vista del diritto canonico la situazione è molto semplice:

se la consacrazione è avvenuta senza mandato pontificio (senza previa autorizzazione del papa) mons. W. è incorso nella scomunica latae sententiae. Idem per il sacerdote da lui eventualmente consacrato vescovo.
Nel caso della supposta "riconsacrazione" di mons. Viganò (un fatto tuttora nebuloso) si dovrebbe applicare la stessa normativa: scomunica latae sententiae se avvenuta senza mandato.
La c.d. "riconsacrazione" di un vescovo credo sia comunque un fatto abbastanza raro nella storia della Chiesa e del diritto canonico.
Bisognerebbe vedere l'eventuale giurisprudenza in proposito.
Comunque, consacrazione o riconsacrazione, si tratta di atti che non possono avvenire senza l'autorizzazione del papa.
Se essa manca, dovrebbero rientrare nella categoria degli atti illegittimi (dal punto di vista disciplinare) ma validi, se fatti secondo il rito corretto.
Bisogna poi considerare se in questi eventuali atti ci sia una componente scismatica. Se cioè, come fece mons. Lefebvre nel 1988, tali consacrazioni si sono limitate a conferire il potere d'Ordine e non quello di Giurisdizione, proprio per non creare una Chiesa parallela, uno scisma: giurisdizione supplita in stato di necessità come nei Paesi di missione.
Non credo tuttavia che mons. W. consideri il suo "gruppo" una chiesa alternativa, anche se devo dire che non ne conosco le caratteristiche.

Anonimo ha detto...

Ne parlano tutti meno che il diretto interessato!
Sarebbe ora che egli faccia una dichiarazione al riguardo, o per confermare o per smentire: il tuo parlare sia SI SI NO NO.
La fede non è un fatto privato, a meno di essere modernisti, quindi non lo è neppure una ri-consacrazione, cosa che riguarda tutta la Chiesa: soprattutto i fedeli che lo seguono e che in lui confidano dovrebbero poter conoscere un fatto così importante che riguarda l'adesione alla Chiesa ed agli aspetti formali ad essa connessi, attorno a cui gira tutto il fermento attualmente in corso.

Anonimo ha detto...

Per la riconsacrazione di un vescovo cattolico non abbiamo dal punto di vista del diritto canonico la scomunica latae sententiae (per ordinante e ordinando) in quanto è un'ordinazione invalida in quanto ha già ricevuto l'ordinazione episcopale. La riconsacrazione è un atto che non produce effetti. Poi una considerazione: se l'ordinazione episcopale dopo il 1968 non è valida allora anche Joseph Ratzinger che è stato ordinato vescovo nel 1977 non sarebbe stato Papa.

@#per l'anonimo delle 22,28 ha detto...

Notizie su Mons. Willamson ed i vescovo da lui consacrati sono reperibili al sito www.unavox.it .

Anonimo ha detto...


La c.d. "riconsacrazione" di un vescovo validamente già consacrato è un atto che non produce effetti per il diritto canonico?
Mi sembra l'affermazione più logica. Sarebbe quindi, se avvenuta, un atto nullo, dal significato meramente simbolico.
Andare a rivedere tutte le consacrazioni episcopali dopo le riforme di Paolo VI non sarebbe ad un certo punto come cercare rogna anche dove non è necessario? Non ce n'è già abbastanza di rogna in giro?
Mi ricordo che anni fa la questione fu studiata anche dai teologi della FSSPX i quali (non vorrei sbagliarmi) giunsero alla conclusione che nonostante le riforme le consacrazioni post-concilio dovessero ritenersi valide.
Mons. Williamson avrebbe consacrato come vescovi due sacerdoti transfughi della FSSPX. È incorso nella scomunica latae sententiae, assieme ai due, non avendo verosimilmente avuto alcun mandato pontificio? In teoria sì ma bisogna vedere se si possono applicare al suo caso le attenuanti e le esimenti previste dal nuovo Cod. di dir. canonico: tutto un insieme di misure che presuppongono la buona fede del vescovo e portano ad escludere la scomunica, come sanzione, da sostituirsi con altro tipo di sanzioni ecclesiastiche, assai più leggere.
La faccenda della "riconsacrazione" appare comunque bizzarra.
Dopo i "papi emeriti" avremo anche i "vescovi riconsacrati"?

Anonimo ha detto...

C'è un equivoco. Le pene canoniche, anche quelle latae sententiae, si irrogano effectu secuto (conseguito l'effetto). Ora qui, dal punto di vista oggettivo, non si consegue alcun effetto consacratorio (Viganò era già vescovo), perciò non si può parlare di delitto di consacrazione senza mandato pontificio, né di relativa scomunica, e questo indipendentemente da ciò che si pensi sullo stato di necessità o meno.

Un delitto è certamente avvenuto ed è quello di simulazione di Sacramento, il quale però non prevede la scomunica latae sententiae ma una giusta pena da determinarsi una volta accertato giudizialmente il fatto. Cosa che la Santa Sede nel caso in questione probabilmente non farà.

Diverso è il piano morale e prudenziale, sul quale certamente i fans di Mons. Viganò dovrebbero a mio parere farsi qualche domanda in più. Ma sul piano giuridico non c'è finora nulla.

Anonimo ha detto...

Può essere più esplicito sul piano morale e prudenziale?

Anonimo ha detto...

Certo: se un vescovo dimostra con i suoi atti di non aver chiaro nemmeno il fatto di essere vescovo o meno (fatto di enorme portata perché se i vescovi attuali sono dubbi, anche i sacerdoti lo sono), se non conferma né smentisce gli stessi atti lasciando i suoi "seguaci" nel dubbio sulla sua posizione in merito (e ribadisco che si tratta di una questione gravissima, con conseguenze pratiche immense se si tiene una posizione o l'altra), se agisce sistematicamente nell'ombra per evitare sanzioni che in base alle sue dichiarazioni andrebbero considerare nulle, se non rende nota l'identità delle persone che sta ordinando, se afferma dottrine come quella del vitium consensus applicandole ad hoc al solo Francesco, se non risponde alle "voci" su abbandoni e rotture nel seno stesso della sua organizzazione o sull'ordinazione di omosessuali espulsi da seminari tradizionalisti, per quale ragione io fedele dovrei eleggere tale personaggio a punto di riferimento? Per quale ragione dovrei finanziarne le iniziative? Non è tutto ciò un atto di fede che il supporter di mons. Viganó presta alla cieca sul presupposto di una buona fede o almeno di una lucidità mentale che se si guarda ai fatti non sembrano garantite?

Anonimo ha detto...

A questo punto, visto che il diretto interessato dimostra sempre ancora di svicolare sulla scottante faccenda, non si può che evincere che effettivamente egli si è fatto "ri-consacrare": chi tace acconsente.

Altrimenti la cosa più semplice che egli avrebbe potuto fare è una semplice smentita, dura e secca. Se invece non smentisce, significa che non può farlo, pena innescare reazioni a catena di gente che può testimoniare il contrario.

Probabilmente egli sperava che l'avvenimento restasse riservato all'interno del contesto della Resistenza, mentre invece ciò non è accaduto, a causa di qualcuno di loro che ha ritenuto cosa buona e giusta rendere pubblico quel che evidentemente è un avvenimento ecclesiale e non un fatto privato.