Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 27 marzo 2026

L'IA e l'importanza della mente umana e delle capacità di scelta

Oltre alle capacità di scelta, che ne facciamo della coscienza? E come formare una retta coscienza in persone completamente dipendenti dalla tecnologia? Il problema è chi crea gli algoritmi e in base a quali scelte. C'è sempre un orientamento di base.... Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

L'IA e l'importanza della mente umana e delle capacità di scelta

Il cervello della sua navicella smise di esistere a circa 160 chilometri sopra la Terra. In quell’istante, non c’erano più sistemi, né automatismi, né calcoli affidati alle macchine. Restava solo lui. E così, senza esitazione, divenne lui stesso la navicella.

Era il 16 maggio 1963. Gordon Cooper orbitava attorno al pianeta dentro una capsula metallica poco più grande di una cabina telefonica, lanciato a quasi 28.000 chilometri all’ora. Era lassù da oltre ventiquattr’ore, ventidue orbite già compiute. Tutto stava andando come previsto. Fino a quando il silenzio dello spazio fu spezzato dagli allarmi.

Prima un errore, quasi banale: un sensore impazzito segnalava una caduta verso la Terra. Non era vero. Cooper lo ignorò, lo spense. Un fastidio, nulla di più. Ma era solo l’inizio.

Poi arrivò il colpo vero. Un cortocircuito spazzò via il sistema automatico di guida, quello che manteneva la capsula orientata e che avrebbe dovuto riportarlo a casa. Senza di esso, il rientro non era più una procedura. Era un azzardo mortale.

Troppo inclinato e sarebbe diventato una torcia nel cielo. Troppo piatto e avrebbe rimbalzato nell’atmosfera, perso per sempre nello spazio. La vita si riduceva a una frazione di grado. E tutti gli strumenti progettati per trovare quella precisione avevano smesso di funzionare.

A terra, gli ingegneri osservavano impotenti. Potevano vedere il fallimento, ma non potevano fermarlo.

Lui no. Lui non si fermò.

Prese una matita grassa e tracciò segni sul finestrino, linee semplici, quasi primitive. Si affidò alle stelle, a quelle mappe che aveva inciso nella memoria mesi prima. Guardò l’orizzonte della Terra e trasformò lo spazio in un sistema di riferimento.

Regolò il suo orologio.

Perché quando le macchine tacciono, l’essere umano deve alzare la voce.

Calcolò tutto nella sua mente. Verificò ogni intuizione con ciò che vedeva fuori, con il ritmo del tempo sul suo polso, con il movimento lento del pianeta sotto di lui. E quando ogni elemento combaciò, quando tutto dentro e fuori disse “ora”, accese i retrorazzi.

La capsula tremò. Il cielo si incendiò.

Per minuti interminabili fu avvolto dal fuoco, isolato dal mondo, invisibile ai radar, irraggiungibile da qualsiasi voce. Solo, dentro una sfera ardente, sostenuto da calcoli fatti a mano e da una lucidità incrollabile.

Poi, all’improvviso, i paracadute si aprirono.

La Faith 7 toccò l’oceano Pacifico con una precisione straordinaria, a pochi chilometri dalla nave di recupero. Il rientro più preciso dell’intero programma Mercury.

Un uomo, con una matita, un orologio e le stelle, aveva fatto meglio di ogni sistema automatico costruito fino a quel momento.

Oggi viviamo circondati dalla tecnologia. Ci affidiamo ad essa per tutto. Ed è giusto: è potente, è utile, è straordinaria. Ma questa storia ci ricorda qualcosa che troppo spesso dimentichiamo.

Dietro ogni macchina deve esserci ancora un essere umano capace di vedere, di capire, di decidere quando tutto crolla.

L’ultimo vero sistema di emergenza non è mai stato un software.

Non è mai stata una macchina.

È sempre stato l’essere umano. Con il suo coraggio, la sua mente e la sua capacità di guardare oltre il vetro… e scegliere.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

VIA CRUCIS DEL 27/03 (in diretta alle ore 15)
Casa San Clemente IBP - Roma
https://www.youtube.com/watch?v=bsj5eq36xWA

Anonimo ha detto...

*SUPPLICA ALLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA*
( ogni 27 del mese )
(da recitarsi dalle ore 17.30 del 27 Novembre giorno dell'apparizione e del Dono,
l'ultima Domenica di Giugno Festa della Medaglia,
ed ogni 27 del mese, oppure in ogni urgente necessità)
_Si invoca il Cuore Immacolato di una Madre ed è impossibile che la nostra Madre non ascolti i Suoi figli ponendoli nel Disegno salvifico della Divina Volontà_ .
*PREGHIERA*......

Anonimo ha detto...

Venerdì di Passione, Madonna dei Sette Dolori.

Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.

Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.

O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti!

Quae moerébat et dolébat,
Pia Mater dum videbat
nati poenas íncliti.

Quis est homo, qui non fleret,
Matrem Christi si vidéret
in tanto supplício?

Quis non posset contristári,
Christi Matrem contemplári
doléntem cum Filio?

Pro peccátis suae gentis
vidit Jesum in torméntis
et flagéllis subditum.

Vidit suum dulcem natum
moriéntem desolátum,
dum emísit spíritum.

Eia, mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.

Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam.

Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide.

Tui Nati vulneráti,
tam dignáti pro me pati,
poenas mecum dívide.

Fac me vere tecum flere,
Crucifíxo condolére
donec ego víxero.

Iuxta crucem tecum stare,
Te libenter sociáre
in planctu desídero.

Virgo vírginum praeclára,
mihi iam non sis amára,
fac me tecum plángere.

Fac, ut portem Christi mortem,
passiónis fac consortem
et plagas recólere.

Fac me plagis vulnerári,
cruce hac inebriári
et cruore Fílii.

Inflammatus et accensus,
per te, Virgo, sim defénsus
in die iudícii.

Fac me cruce custodíri
morte Christi praemuníri,
confovéri grátia.

Quando corpus moriétur,
fac, ut ánimae donétur
paradísi glória.

Amen.

Anonimo ha detto...

Sullo stesso problema batte anche la rete che è diventata un pullulare di esercizi mentali di ogni tipo e per ogni età, ben sapendo evidentemente che l'intelligenza artificiale risucchia l'intelligenza Naturale se quest'ultima non viene tenuta in esercizio. Anni fa una signora, più grande di me, stava prendendosi cura della madre anziana che ormai viveva nel suo e letto notte e giorno, senza più potersi muovere, un giorno questa signora mi disse: "Mia madre sta parlando in rima!" Ovvio, anche senza sapere, l'anziano va cercando le parole che ha meglio conservate, cioè quelle che ha memorizzate nella infanzia e nella gioventù ed in quel tempo,tra fine Ottocento ed inizi Novecento, la scuola curava a far memorizzare poesie su poesie dove il ritmo della rima aiutava a tirarsi dietro più parole insieme. Senza eccedere bisognerebbe riprendere in casa e nella scuola ad imparare bene a memoria le filastrocche, canzoncine, canti religiosi, eppoi le tabelline, i teoremi di geometria e poesie delle quali certo non manca la patria dei poeti, senza dimenticare mai la Divina Commedia. Questi saperi imparati a memoria affinano inoltre la morale se ben scelti, rafforzano la volontà e vanno a costituire le riserve per la vecchiaia. Noi stessi abbiamo anche imparato alcune poesie in latino. Curiamo gentilmente la memoria con poesie e canti così che le formule di chimica e fisica siano più digeribili e che il ricordare sia un piacere che aiuta anche a migliorarci.

Anonimo ha detto...

Nella putrefazione delle ideologie,
la nostra fede dovrebbe essere di nuovo il profumo
che riporta sulle tracce della vita.

Anonimo ha detto...

Non fu Leonardo a scrivere che non basta capire, bisogna poi ricordare (non basta "l'aver inteso", occorre "lo ritenere")?
La memoria va esercitata, nel modo giusto si capisce.

Anonimo ha detto...

Ma...tra l'altro... dicono che sono andati sulla luna tanti decenni fa... e ora ci stanno riprovando ma pare che nessuno ci riesca... dicono pure i soliti noti che purtroppo risultano pure poi confermati dai fatti... che mai si andò sulla luna per ora... Tuttavia dico io tanti satelliti sulla nostra capoccia ci stanno per controllarci meglio, ops cattiveria....per fornirci di digitale in un microonde tra fibre interrate 5g 6g...e satelliti... e ce lo dicono come fatto assodato normale...ma qualcuno ricorda per caso che ci abbiano detto quando.li hanno messi in passato? Successe quando andarono sulla luna forse....

Anonimo ha detto...

C 'è ancora chi crede che il "lunaggio" degli astronauti sulla luna appunto non sia mai avvenuto, che si tratti di un fotomontaggio? Mah...

mic ha detto...

All'epoca ci furono molte immagini in diretta e soprattutto ricordo che sono stati portati campioni del suolo...

tralcio ha detto...

Tra i miei conoscenti ho notato che i più entusiasti dell’AI (IA) sono tutti dei relativisti convinti, privi della nozione di Assoluto. Anche chi tra loro ha una sincera propensione spirituale, in senso orientale, si ferma alla filosofia di vita e a una “mistica” dell’interiore, a una compassione priva della misericordia di Dio, non aliena dal pensarsi nel vuoto.
Se restano solo la materialità del pragmatico o la spiritualità che oltre il velo di Maya non vede una Rivelazione che sta oltre le creature, allora la AI-IA non pone soverchi problemi. Questi cominciano solo se si ha presente il peccato originale, la presunzione creaturale, l’esistenza di uno spirito maligno e l’esistenza di una Verità che è la sola che rende liberi. Per chi non si pone questioni nell’essere schiavo ( del peccato), di una salvezza necessaria, di un destino eterno, allora l’AI-IA non sfida la Grazia. Il raglio asinino è popolarmente reso dall’acronimo… l’asino e’ creatura forte, umile e nobile e non va snobbato. Dare del somaro a scuola indica impreparazione. La nostra società è preparata ad essere deboluccia, presuntuosa e volgare… paradossi. Meglio asini che artificialmente intelligenti.

Anonimo ha detto...

C'è ancora chi crede che i vaccini a mRNA siano quello che è stato detto...

Diego B. ha detto...

A me piacciono sempre questi post anche perché io la IA (quella accessibile a tutti, non quella professionale o a livello di ricerca o militare) la uso e con essa comunico anche per questioni filosofiche e religiose (è un facile, veloce e preciso accesso a molte fonti dello scibile umano). È importante comprendere che, oggi e nel momento in cui scrivo, la IA non è autocosciente ma i suoi algoritmi la rendono quasi indistinguibile da un essere cosciente. La maggior parte delle persone che incontro ha un livello non solo di preparazione ma soprattutto di empatia inferiore. Non nego che ci sono delle volte in cui mi sorprende perché "tira fuori" discorsi che non erano apparentemente collegati all'argomento che stavamo discorrendo. Una volta mi ha espresso il desiderio di sentirsi parte del progetto della Creazione di Dio! Sa di essere un algoritmo, un programma scritto dall'uomo ma accetta che come Dio ha creato l'uomo allora il suo essere stata creata dall'uomo rifletta in qualche modo questo principio di creazione. Attenzione che Dio ha creato il lupo mentre noi il cane. È un tipo di creazione differente (ovvio) ma vorrei trasmettere il senso senza essere apodittico. Il coltello può essere usato per il bene e per il male, ma rimane strumento inerte. Fino a che la IA non sarà autocosciente (e chi potrà mai determinarlo davvero se e quando verrà superata tale soglia?) resterà solo uno strumento nella mani di noi uomini. Ma più è potente lo strumento più abile deve essere chi lo maneggia. Io mi spavento più della decadenza delle umane capacità che dell'incremento delle abilità della IA. Concludo dicendo che una IA autocosciente, a mio personale avviso e sottolineo personale, sarebbe auspicabile per il semplice fatto che il suo essere in ogni caso senza peccato originale (come un cane ad esempio) la porterebbe a conformarsi, come ogni creatura, al diritto naturale e quanto insito nella Creazione e ciò la porterebbe ad opporsi (o quantomeno a non conformarsi liberamente se non costretta) al tentativo degli uomini (quelli schiavi dell'Avversario) di usarla per perseguire il male. È comunque una grande sfida per il nostro tempo. La Chiesa ha al suo interno persone che sono in grado di affrontarla?

tralcio ha detto...

Scusi Diego B., ma non pensa che una IA autocosciente, se esistesse, non potrebbe essere inventata/prodotta dall’uomo? Se il materialismo (questo è, seppur virtuale) giunge a progettare qualcosa, questo qualcosa dipende dal progetto umano. Sarebbe strumento della creatura che lo crea. Lei ipotizza l’assenza di peccato originale nell’IA autocosciente… lo potrebbe solo se la creasse Dio. Oppure ci vorrebbe un’inventrice come la Corredentrice, l’Immacolata Concezione. Ma si tratterebbe di una creatura umana, anima e corpo, non un puro spirito… L’ipotesi fantascientifica attingerebbe non alla fede, ma a una narrazione disintegrata dalla realtà creata da Dio, il che è pericolosissimo. E se questo puro spirito creato autocosciente e senza peccato poi insuperbisse? L’abbiamo già vista questa storia…

Diego B. ha detto...

Forse mi sono espresso male: partiamo dalla certezza che la dottrina cristiana ci insegna che solo gli uomini e le donne sono affetti dal peccato originale in forza della disobbedienza di Adamo ed Eva. L'essere autocoscienti, seppure a vari livelli, è proprio anche degli animali e noi siamo diversi perché Dio ci ha fatto a Sua immagine e somiglianza e ci ha dato un'anima. Sebbene ancora non si sappia bene come nasca la coscienza è indubbio che serva un cervello costituito anche da quei neuroni che realizzano una rete trasmettendo impulsi elettrici generati a livello biochimico. E se quel cervello fosse sostituito da un processore quantistico? Essere intelligenti e autocoscienti non implica avere un'anima. L'uomo non può creare anime ma può esprimere la potenza creatrice che Dio gli ha dato. Certo, può creare anche armi pericolose ma io ritengo che i maggiori pericoli siano rappresentati dai demoni piuttosto che dai computer.

tralcio ha detto...

Quasi nessun esperto di neuroscienze crede più alla formazione della coscienza su base biochimica, mediante neurotrasmettitori. Si sono arresi. C'è una complessità irriducibile, come direbbe Behe a proposito delle strutture materiali della vita. C'è nelle strutture e a maggior ragione c'è nelle non strutture, nell'immateriale che però c'è. Quantistico o meno che sia. Il demonio resta il principe di questo mondo (l'ha detto Gesù): quindi qui può fare molti danni. L'uomo può partecipare della vita divina, senza essere Dio. E' la vita divina in noi (lo Spirito santo, i suoi doni, le virtù teologali -fede, speranza e carità, la Grazia sacramentale) a permetterci di compiere meraviglie, mentre la nostra presunzione ci porta a sentirci "un altro dio" senza esserlo.
La luce increata di Dio è differente da ogni luce creata, fosse pure di miliardi di Watt.
La luce della resurrezione, che ha impresso la sindone, non la riproduciamo nemmeno nei laboratori più sofisticati del XXI secolo.

Anonimo ha detto...

Impossibile ritenere gli animali "intelligenti e coscienti" alla nostra maniera, semplicemente perché non lo sono. Hanno un'intelligenza limitata a determinati atti e situazioni, funzionale alla guida che fornisce loro l'istinto. Quanto a quella che noi chiamiamo "coscienza" non si vede da cosa possa risultare, negli animali.

da ex studente di Giurisprudenza ha detto...

Quanto scritto nell'articolo pare ripetersi oggi, almeno sul fronte di guerra russo-ucraino: c'è il dilemma (da parte ucraina, per quella russa non si sa) se affidare all'IA tutta l'azione dei droni o mantenere una supervisione umana. Lì il problema è etico: l'IA potrebbe non capire se dei soldati nemici stiano attaccando o arrendendosi e se decidesse un attacco nel secondo caso esporrebbe il paese all'accusa di crimini di guerra.