Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 18 marzo 2026

Terra Santa. Santo Sepolcro: Porte chiuse, occhi spenti

A Gerusalemme dal 28 febbraio il Santo Sepolcro è chiuso e non è consentito celebrarvi Messe e liturgie. Il conflitto in Medio Oriente ha creato un clima di terrore che si riflette nella continua paura dell'altro. La costante pressione del pericolo e dell'insicurezza alzano muri che non si vedono e non si toccano. A rischio le celebrazioni della Settimana Santa. Qui l'indice degli articoli sulla guerra in Medioriente.

Terra Santa. Santo Sepolcro: Porte chiuse, occhi spenti

Il grande portone a due ante, che da centinaia di anni protegge l'ingresso al Santo Sepolcro, non è mai stato chiuso per tanto tempo. Guerre, pericoli e tensioni, pandemie hanno limitato l'accesso al Luogo Santo ma non era mai successo per tempi così lunghi e continuativi. È un periodo temporale che è coinciso con il tempo forte della Quaresima, tempo di meditazione e di preghiera, che, camminando, ci porta ad attraversare, anche con una sola anta aperta, quel portone. Percorrendo la stessa via Dolorosa che vide la Passione di Nostro Signore, entriamo nel Luogo del sacrificio dell'Uomo che ha trasformato la Sua morte in Salvezza eterna. Quelle porte, sempre Sante, sono chiuse dal 28 febbraio e non ci è ancora consentito aprirle a riti millenari che non sono solo frutto di tradizioni e di consuetudini.

In dubbio le celebrazioni del Triduo pasquale
Il "camminare per arrivare" è una necessità sempre nuova per chi vive la bellezza della Terra Santa, è un bisogno sempre forte per chi vive la Fede in questa terra martoriata. Non possiamo pensare di non meditare la Passione e la Morte di Gesù camminando sulle Pietre che testimoniano la sua presenza salvifica, sto intensificando presso le autorità israeliane la richiesta di poter celebrare almeno la Settimana Santa fra le mura che custodiscono il Golgota e la Tomba vuota. Faremo di tutto per essere presenza concreta e testimonianza di fede nella Chiesa Madre di tutte le Chiese. Sentiamo ancora la forza delle parole di San Giovanni Paolo II quando iniziò il suo ministero petrino: "Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!". Oggi quelle parole risuonano come un invito al coraggio di vivere la fede nella verità. Non ci è stato permesso celebrare al Santo Sepolcro la seconda, la terza e la quarta domenica di Quaresima neanche a porte chiuse come era stato invece possibile durante la pandemia o durante altri momenti storici bui e dolorosi.

Abbattere i muri che impediscono di amare il prossimo
Il clima di terrore in Terra Santa si riflette nella continua paura dell'altro ed è la costante pressione del pericolo e dell'insicurezza ad alzare muri che non si vedono, che non si toccano ma sono più duri del cemento e sembrano impossibili da attraversare: dobbiamo unirci per aprirli, anzi per spalancarli all'amore per il prossimo sofferente. Il cielo del Medio Oriente è ancora molto trafficato: missili, droni, attacchi reciproci attraversano le nuvole di giorno e di notte per portare morte a chi non si conosce e a distruggere vite, storia, natura. Il cielo copre tutti e tutto, gli strumenti di morte non hanno occhi e non hanno cuore, non guardano la nazionalità e la fede religiosa, non vedono i corpi fragili che hanno già sofferto e patito: è una violenza che si rinnova, che sconvolge sempre.

Aprire le porte e gli occhi del cuore e della mente
All'Angelus della quarta domenica di Quaresima, il Santo Padre ha esclamato con forza: "Cessate il fuoco", ha pronunciato le parole con determinazione e il loro suono esprimeva la sofferenza umana e il dolore di un padre angosciato. Ci ha chiesto ancora di "aprire gli occhi", "di vivere un cristianesimo con gli occhi aperti". Due Pontefici, San Giovanni Paolo II e Leone XIV, che ci esortano alla coerenza, alla partecipazione e all'azione attiva nella vita in Cristo e nella fede, con la fiducia che non è cieca, con la speranza. Se siamo soli sembra impossibile sconfiggere il male perché è difficile estirpare le radici della violenza, potrebbe essere possibile se uniamo le forze e uniti affrontiamo quello che sembra impossibile e faticoso da affrontare. Gesù ha aperto gli occhi al cieco nato che ha avuto fede e ha sperato nella salvezza. Occhi chiusi al bene, occhi accecati dal potere non riescono ad aprirsi, non riescono a vedere le sofferenze e il dolore del prossimo, non riescono a fermare le conseguenze di un odio che contagia e che uccide. Aiutiamo gli occhi spenti dalla disperazione ad aprirsi al coraggio di unirsi per chiedere la verità. Per farlo bisogna aprire le porte e gli occhi del cuore e della mente. È difficile ma è possibile. Serve coraggio! [quello che nasce da una fede viva! -ndr]
Ibrahim Faltas* - Fonte
* Responsabile delle scuole della Custodia di Terra Santa

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Dice bene. Ma come giustifica le repressioni violente dei pasdaran?

Un ayatollah ha scritto una lettera aperta a Papa Leone XIV, chiedendogli di consigliare ai leader statunitensi di porre fine alla guerra in corso in Medio Oriente.

Il 5 marzo, l’Ayatollah Seyed Mostafa Mohaghegh Damad Ahmadabadi ha scritto:

«Come primo Papa proveniente dagli Stati Uniti, Vostra Santità ha l'opportunità unica e storica di parlare alla coscienza dei leader occidentali. Data la profonda fede cristiana spesso professata da questi leader, la vostra voce ha un peso che trascende la diplomazia tradizionale.

Pertanto, chiediamo rispettosamente a Sua Santità, ricordando [alla leadership americana] gli insegnamenti di Gesù Cristo (pace su di lui) – il Principe della Pace – di guidarli affinché si astengano dal commettere tali atti e affinché non venga più versato sangue umano sulla terra.

La religione non deve mai essere uno strumento di guerra, ma un balsamo per le ferite del mondo. Prego affinché, attraverso il vostro intervento, la "legge della forza" possa essere sostituita dalla "forza della legge" e dallo spirito di riconciliazione.»

Anonimo ha detto...

È difficile capire il momento presente. Il Cattolicesimo è in camera di rianimazione e non si sa se e quando si rianimerà. Di forza non se ne vede molta nè spirituale nè fisica. Non è solo questione della Terra Santa è una cultura che sta morendo perché tradita da decenni e decenni. È la Cultura Cattolica che sta morendo e tutti i suoi sosia la scimmiottano o l'hanno tradita e la tradiscono tuttora con il Nemico di manica larga. Forse non basterà un secolo per rianimarla del respiro ampio e regolare dei suoi tempi eroici.

Silente ha detto...

C'è qualcuno qui nei dintorni che osa ripetere la menzogna che l'entità sionista è l'unica nazione del medio oriente che non perseguita i cristiani?
Silente

Anonimo ha detto...

IL SANTO SEPOLCRO È CHIUSO.
IL LUOGO DELLA RESURREZIONE DI CRISTO. CHIUSO!

Dal 28 febbraio 2026.

Mai successo in 2000 anni di storia.
Non durante le Crociate.
Non durante le guerre mondiali.
Non durante la pandemia.
Oggi è chiuso.

La Settimana Santa si avvicina.
Il Golgota è inaccessibile.
La Tomba Vuota è sbarrata.

Da Fb ha detto...

Israele ha deciso di chiudere il Santo Sepolcro, e fa rumore. Fa male. Fa riflettere.
La storia di Gerusalemme ci insegna qualcosa che oggi molti sembrano dimenticare.
Dopo le Crociate, dopo la riconquista di Gerusalemme nel 1187 da parte degli eserciti musulmani guidati dal sultano Salah El Din (occidentalizzato Saladino), la città non conobbe solo guerra, ma anche umanità. Salah El Din, guerriero di Damasco, entrò a Gerusalemme non come distruttore, ma come uomo d’onore: promise protezione a ogni cristiano, uomini, donne e bambini, e mantenne la parola.
Non solo. Durante la guerra, il suo grande nemico, il re Riccardo Cuor di Leone, si ammalò. E cosa fece Salah El Din? Gli mandò il suo medico personale, cibo e perfino ghiaccio, un bene rarissimo e costosissimo per l’epoca, per alleviare la febbre. Nemici sul campo, ma uomini prima di tutto. Questo è il significato più profondo della storia: il rispetto può esistere anche tra religioni diverse, anche in mezzo ai conflitti.

Io a Gerusalemme ci sono stata. Sono entrata nel Santo Sepolcro da musulmana. E quello che ho sentito lì dentro non si può spiegare: un’energia potente, una sacralità che ti attraversa e ti lascia senza parole.
Ho visto donne velate. Ho visto suore palestinesi e non. Le ho viste tenersi per mano. Pregare insieme.
E in quel momento ho capito davvero cosa significa Gerusalemme: non divisione, ma incontro!
Oggi però vediamo una realtà diversa. Un governo israeliano che si presenta come difensore del cristianesimo, ma che con decisioni come la chiusura di luoghi sacri rischia di spezzare quel rispetto costruito nei secoli tra Islam e cristianesimo.
🔴E allora viene da chiedersi: che tipo di protezione è questa?
Gerusalemme non è solo contesa. È anche memoria viva di convivenza, di dignità, di fede vissuta in modi diversi ma con rispetto reciproco.
Per chi vuole capire meglio questo spirito, consiglio il film Le Crociate - Kingdom of Heaven di Ridley Scott, dove il rispetto tra le due religioni viene rappresentato in modo intenso. Tra l’altro, l’attore che interpreta Salah El Din, Ghassan Massoud, è davvero di origine siriana, rendendo il personaggio ancora più autentico.

Ricordiamoci che il rispetto tra cristiani e musulmani non è un’utopia: è già esistito
Ed esiste ancora

mic ha detto...

Boh! Di fatto questo rispetto esiste in Terra Santa e, leggo, - non so quanto diffusamente - in Iran. Ma per il resto, mi pare merce rara!

Anonimo ha detto...

Comunicato ufficiale della Custodia di Terra Santa: "La comunità dei frati francescani presenti al Santo Sepolcro non ha mai cessato, né di giorno né di notte, di celebrare le liturgie, i riti, le processioni quotidiane e le preghiere liturgiche previste, conformemente alle disposizioni dello Status Quo

Anche in questi giorni, anche se l'accesso alla Basilica è limitato ai fedeli per motivi di sicurezza, la preghiera continua senza interruzioni nei luoghi Santi”

Oremus

Anonimo ha detto...

Prima serata ORA: Settimana Santa a Gerusalemme - senza il Santo Sepolcro. Mentre salgono gli attacchi e i vescovi suonano l'allarme, il futuro del cristianesimo in Terra Santa è in bilico.
Guarda il nuovo Underground con me e fammi sapere cosa ne pensi nella chat live: https://youtu.be/2ndXO8WYVmU?si=KX9R1KtR4XwBeMIl
(Michael J. Matt)