Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 5 marzo 2026

Comunione sulla mano?

Piccolo ripasso per chi ci leggesse solo ora. Precedenti qui - qui. Altri possono essere trovati usando il motore di ricerca interno.

Comunione sulla mano?

Negli ultimi anni si è diffusa spesso l'affermazione che la comunione in mano costituirebbe una pratica propria della Chiesa primitiva, basandosi sull'argomento che, durante l'Ultima Cena, Nostro Signore ha consegnato il suo Corpo e il suo Sangue ai discepoli, passando il Pane consacrato e il Calice di mano in mano.

Tale ragionamento, tuttavia, è teologicamente insufficiente e liturgicamente impreciso, in quanto omette un dato essenziale della fede cattolica: la condizione singolare degli apostoli al momento dell'istituzione della Santa Eucaristia.

Infatti, nell'Ultima Cena, gli Apostoli non agivano né ricevevano come semplici fedeli, ma, grazie alle parole stesse di Cristo (Fate questo in memoria fi me), furono costituiti ministri del Sacrificio Eucaristico. Per questo motivo la Chiesa, il giovedì Santo, celebra in modo inseparabile l'istituzione dell'Eucaristia, l'istituzione del sacerdozio ministeriale e il nuovo comandamento della carità.

Di conseguenza, il fatto che gli apostoli abbiano ricevuto il Corpo del Signore in quella celebrazione non può essere invocato come fondamento storico o teologico per la pratica della comunione in mano da parte dei fedeli laici, poiché coloro che hanno ricevuto allora erano, in questo stesso atto, istituiti come sacerdoti della Nuova Alleanza.

La tradizione liturgica della Chiesa, sviluppata organicamente nel corso dei secoli, ha sempre riconosciuto una relazione singolare tra le mani consacrate del sacerdote e il trattamento diretto con le specie eucaristiche. Le mani unte nell'ordinazione sono state consacrate proprio per offrire il Sacrificio Eucaristico, toccare il Corpo del Signore e custodire il Santissimo Sacramento con la massima venerazione.

Per questo, presentare l'Ultima Cena come argomento per sostenere che la comunione in mano sarebbe una pratica originaria dei fedeli costituisce una lettura parziale dell'evento fondante dell'Eucaristia, non tenendo conto della dimensione sacerdotale propria di coloro che hanno ricevuto il Corpo del Signore in quel momento.

In questa prospettiva, l'Ultima Cena non può essere interpretata come un modello di comunione laicale, ma come l'atto in cui Cristo ha istituito simultaneamente il Sacrificio Eucaristico e il Sacerdozio Ministeriale, affidando specificamente ai ministri ordinati il servizio dell'altare e il contatto immediato con le sacre specie.

13 commenti:

Ubi maior ha detto...

Deo gratias ! che bello leggere articoli di buon senso ed ortodossi .

Anonimo ha detto...

L'ultimo documento sinodale del Vaticano prevede una "conversione" della formazione sacerdotale, lontano dal sacerdote come alter Christus e verso una funzione relazionale sinodale.
Ecco perché il conflitto di Roma con la SSPX non riguarda realmente autorità o disobbedienza, ma due religioni fondamentalmente diverse.
Leggi perché la visione del sacerdozio dell'arcivescovo Marcel Lefebvre è ora in aperta contraddizione con la Chiesa sinodale: https://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/8124-two-competing-visions-of-the-priesthood-the-new-synodal-document-vs-the-sspx

E.P. ha detto...

È spassoso e istruttivo vedere come preti, seminaristi, suore, si agitano come indemoniati colpiti da una secchiata d'acqua santa quando criticate anche gentilmente e documentatamente la Comunione "sulle mani".

Anonimo ha detto...

La comunione in mano ai neoVescovi avvenne in una cerimonia sacra, la Cena ebraica non era una comune mensa bensì un rito sacro. L' ultimo peraltro...che cede il posto subito dopo al nuovo Rito. E le mani degli Apostoli erano state lavate come pure i piedi, erano quindi mani consacrate ...e mani pulite. Oggi si arriva da fuori con le mani che hanno guidato , pagato, compiuto altre azioni e si servono del Corpo senza lavarsi. Pure i preti celebranti oggi alla lavanda delle mani all' offertorio , spesso abolita, hanno sostituito il gel dopo la Consacrazione come se il Corpo fosse infetto, e per darLo nelle mani sporche fosse necessario gel... Quanto alla lavanda dei piedi direi che senza dubbio ha un significato di assoluzione preEucarestia.. non era per pulire i piedi, certamente già lavati ad inizio rito antico ( non.Mi hai dato l' acqua per lavarmi i piedi... i tuoi discepoli non si sono lavati le mani prima..). Inoltre ancora... oltre la purificazione fisica pre rito abituale, mi pare di aver capito che esisteva anche una purificazione rituale, tipo confessione prima della Pasqua ebraica. Per cui questa Lavanda di Gesù ha avuto un effetto spirituale particolare di cui ancora non abbiamo colto l' essenza.

Anonimo ha detto...

Cara Mic, una persona che si definisce “studiosa” come te non dovrebbe scrivere thread pieni di errori e falsità. Il testo propone una ricostruzione parziale, storicamente debole e teologicamente errata. La tesi secondo cui “la comunione in mano non può essere considerata pratica antica perché gli apostoli erano già sacerdoti” non regge per tre motivi: le fonti patristiche attestano chiaramente la comunione in mano dei laici, documentata da numerosi Padri della Chiesa come San Cirillo di Gerusalemme, Teodoro di Mopsuestia, Tertulliano e San Basilio, e da concili come quello di Saragozza (380) e il Sinodo di Rouen (650). Queste testimonianze non possono essere ignorate: la comunione in mano è stata praticata per secoli dai fedeli. L’argomento “gli apostoli erano sacerdoti” è teologicamente improprio e confonde piani distinti: l’istituzione dell’Eucaristia non è un rito di ordinazione e la Chiesa non ha mai insegnato che l’Ultima Cena sia stata un rito sacramentale di ordinazione nel senso tecnico attuale. È un evento fondativo, non un modello liturgico normativo, e la teologia sacramentaria si è sviluppata nei secoli. Nel I secolo non esisteva distinzione tra “mani consacrate” e “non consacrate”, né la disciplina del tabernacolo o la riserva eucaristica come oggi, né la stessa distinzione tra presbiteri e vescovi tipica del Medioevo. Pretendere che l’Ultima Cena sia un modello liturgico è un anacronismo: la disciplina sacramentale deriva da Tradizione viva, Magistero, sviluppo organico e prassi delle Chiese apostoliche, non da interpretazioni personali. La tesi delle “mani consacrate” è un’elaborazione medievale, non apostolica. Nei primi secoli i laici toccavano l’Eucaristia, la portavano ai malati, la conservavano in casa e la ricevevano in mano.Basta con le bugie Mic semini zizzania e divisione.

mic ha detto...

l’istituzione dell’Eucaristia non è un rito di ordinazione e la Chiesa non ha mai insegnato che l’Ultima Cena sia stata un rito sacramentale di ordinazione nel senso tecnico attuale. È un evento fondativo, non un modello liturgico normativo, e la teologia sacramentaria si è sviluppata nei secoli

In questo articolo non c'è niente di tecnico. Non si espone nessun modello liturgico normativo. È una riflessione che invita ad una comprensione spirituale ancor più profonda. Tutto qui. Lo sproloquio evidenzia solo la cecità spirituale del nuovo rubricismo modernista...

Anonimo ha detto...

https://www.aldomariavalli.it/2026/03/06/sullobbedienza-selettiva-al-magistero-autentico-una-necessaria-chiarificazione-canonica-e-teologica-lettera-aperta-in-risposta-alle-recenti-dichiarazioni-di-monsignor-athanasius/

Padre Giorgio Maria Farè fa le chiose alle esternazioni di Mons. Schneider, rimproverandolo teologicamente, e sottoponendo il pensiero del presule ad “una chiarificazione canonica e teologica” (sic!).
Questo il suo rimprovero al povero mons. Schneider : “Egli rivela che diversi vescovi in via privata – e lui stesso pubblicamente – rifiutano l’ossequio dell’intelletto e della volontà ad alcuni insegnamenti del Magistero autentico di Papa Francesco, pur riconoscendolo formalmente come legittimo Pontefice. Si tratta di una posizione che, pur presentandosi come difesa dell’ortodossia, mina alle fondamenta la costituzione divina della Chiesa e l’essenza stessa del Primato Petrino. Affermare, come fa Mons. Schneider, “non posso sottomettere il mio intelletto e la mia volontà” ad atti come “Amoris laetitia” o “Fiducia supplicans”, significa dichiarare pubblicamente la violazione del canone 752. Si configura così un’obbedienza “schizofrenica”: si riconosce l’autorità a parole, ma la si nega nei fatti. Il Romano Pontefice viene ridotto a un primus inter pares i cui insegnamenti sono sottoposti al “libero esame” del singolo vescovo. Questa non è una posizione cattolica.”

Capperi ! Alla faccia delle “posizioni cattoliche”, quindi chi usa la sua autorità per diffondere la menzogna, le eresie, addirittura l’apostasia, va obbedito ciecamente e pedissequamente, anche se spinge le anime verso l’abisso infernale ! e questo servilismo suicida sarebbe una posizione cattolica? Poveri noi ! Aveva ragione Alessandro Gnocchi quando diceva, parecchi anni or sono, “se seguissi il mio vescovo, in una settimana perderei la fede”, discorso che vale anche per simili preti, come il nostro Padre Farè.

Povero mons. Schneider, qui bisogna spezzare una lancia in suo favore, anche se purtroppo lui si ferma “in mezzo al guado”, rifiutandosi di prender atto delle palesi eresie (per non dir peggio) diffuse dai papi modernisti, prima vaticansecondisti ed oggi conciliar-sinodali. A fare i conservatori conciliari si rischiano severe reprimende, di venir accusati di “obbedienza schizofrenica”, non essendo possibile, a detta di questi censori, essere filialmente devoti a papa Francesco, o a papa Leone, ed al contempo rifiutarsi di accogliere ed obbedire a documenti come “Amoris Laetitia”, “Fiducia supplicans” o addirittura “Mater populi fidelis”.

Questo richiamo all’ordine da parte di Padre Farè conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l’ineluttabile necessità ed urgenza di attenersi scrupolosamente all’evangelica esortazione di NSGC “il vostro parlare sia si si, no no, tutto il resto viene dal maligno”


E.P. ha detto...

Mi apre che il sopracitato Farè non abbia dato troppe prove di onestà intellettuale in questi ultimi anni.

Se l'autorità comanda l'errore, ubbidire equivale a rendersi complici, come ci spiegò anche l'Aquinate.

Il punto è che il vaticansecondismo è consistito sempre nel comandare ambiguità facilmente reinterpretabili, e di "punire" in altri modi (nomine e incarichi). Persino la dichiarazione di Abu Dhabi può essere difesa dicendo "beh, ma tratta della volontà permissiva di Dio, che avevate capito?".

A causa di tali ambiguità, cioè in assenza di una vera e propria e riconoscibile "pistola fumante", la gran maggioranza di clero e vescovi donabbondiescamente non ha trovato motivo di opporsi, e nel frattempo la Chiesa viene rivoltata come un calzino per tramite della "pastorale", ivi inclusi certi scivoloni che è arduo giudicare incolpevoli.

Un esempio piuttosto grave è quando Paolo VI in un discorso del 23 giugno 1964 diede ad intendere che della contraccezione era lecito dibattere, che era "allo studio". Quattro anni dopo, il 25 luglio 1968, promulgò la Humanae Vitae.

Risultato: tutti quelli che erano stati entusiasticamente "aperti al dibattito", sentendosi traditi e umiliati, virarono in direzione opposta all'Humanae Vitae. Nel 1964, infatti, si erano sentiti dire:

«Bisognerà guardare attentamente in faccia a questo sviluppo sia teorico che pratico della questione. Ed è ciò che la Chiesa sta appunto facendo. La questione è allo studio, quando più largo e profondo possibile, cioè quanto più grave ed onesto dev’essere in materia di tanto rilievo.

È allo studio, diciamo, che speriamo presto concludere con la collaborazione di molti ed insigni studiosi. Ne daremo pertanto presto le conclusioni nella forma che sarà ritenuta più adeguata all’oggetto trattato e allo scopo da conseguire. Ma diciamo intanto francamente che non abbiamo finora motivo sufficiente per ritenere superate e perciò non obbliganti le norme date da Papa Pio XII a tale riguardo; esse devono perciò ritenersi valide, almeno finché non Ci sentiamo in coscienza obbligati a modificarle».

Insomma, nessuna "pistola fumante", ma un linguaggio tale da creare aspettative: l'annuncio della possibilità di modifiche. "È allo studio": chi non si sarebbe aspettato che lo studio producesse almeno qualche aperturina?

In quegli anni nelle riviste destinate al pubblico femminile esimi teologi si affannavano a ripetere gli stessi concetti, con quello stesso linguaggio ampolloso, tale da indurre le lettrici a pensare: "presto si potrà trombare senza rischi, finalmente la Chiesa sta per consentire". Proprio quelle stesse riviste che già da molti anni tra "racconti" e "fotoromanzi" sdoganavano l'idea che fosse normale infischiarsene della castità prematrimoniale e della fedeltà coniugale (proprio come le autrici di tali "romanzi rosa").

Anonimo ha detto...

Cara Mic, come ripeto spesso, "lotta dura, senza paura", contro il Moloch modernista ed i suoi accoliti, dialogare con loro è pressoché impossibile, tempo perduto e fiato ( o inchiostro) sprecato, rigirani semore la frittata, per così dire, e qualsiasi cosa noi diciamo, o scriviamo, la rigirano sempre contro di noi. Con loro meglio il silenzio, sull'esempio di Gesù di fronte a Pilato. Ricirdiamoci che Gesù nell' Orto degli Ulivi pregava "pro multis" e non pro omnibus, come fanno i preti modernisti. Tanto basta. LJC Catholicus

Anonimo ha detto...

Anonimo 23,54.A me pare che le bugie non le dica mic...che non scrive errori e falsità. I fedeli si sono sempre sentiti dire che l' istituzione del Sacerdozio Episcopale è del Giovedì Santo, d' altronde i gradi di Discepoli e Apostoli sono precedenti all' ultima Cena. Secondo lei quando li ha fatti Episcopi se non nell' Ultima Cena con il Mandato preciso " fate questo"? E con la Lavanda dei piedi che non è un rito di purificazione esterna, come sopra si è argomentato. Ci faccia sapere citando i documenti precisi, per cortesia. Non generiche citazioni.Non esisteva distinzione tra mani consacrate e mani laiche?Ma quelli come lei non hanno paura di fare certe affermazioni che implicano dare degli ignoranti agli Apostoli? GESÙ li ha preparati in un "seminario" di vita di 3 anni, li ha inviati, li ha consacrati certamente ( anche se non abbiamo il registratore o il video) nel Giovedì Santo, e per 40 giorni ancora li ha istruiti e dato il Papato a Pietro, confermato e consacrato" Pasci..". Il Papato può dirsi preparato ( Pietro era giá il capo per incarico di Gesù) prima, ma confermato dopo la Risurreziine ma Vescovo lo erano dal giivedì santo tutti e 12, pure l' impiccato, Vescovo era persino Giuda quella sera. La distinzione tra presbiteri ed episcopi non c ' era perchè c' erano solo Vescovi, Sacerdozio completo.Il Tabernacolo non c' era? E dove vennero conservati Calice e Reliquie della Passione di Cristo , se non in un contenitore che ipso facto è Tabernacolo? E c' era Maria a custodire e vigilare.Parlare di sviluppo è dare dei cretini agli Apostoli e a Nostro Signore. Chieda perdono a Dio. I laici prendevano in mano il Pane spezzato? Se anche avvenne non erano certo i laici come oggi, che con mani sporche ...mai lavate prima, manca persino il luogo ove farlo all' ingresso....ed i gel sono blasfemi...e cuori sporchi conviventi adulteri bestemmiatori..che non si confessano mai... Erano laici allora che avevano coscienza di Chi ricevevano e le abluzioni erano prassi ebraiche certamente tramandate...non apostati come oggi. Che pensano che la religione sia cosa umana. La Chiesa è UNA e DIVINA.

da ex studente di Giurisprudenza ha detto...

Ricordo che proprio sulla "comunione in mano" molti parlarono di "protestantizzazione", ho chiesto chiarimenti al mio cliente valdese e ho trovato un informazioni importanti per capire che, se è stato copiato il modo dei Protestanti, è stato fatto in modo se permettete il termine, "maldestro", senza tenere conto di come la maggior dei Protestanti intenda l'Eucaristia (loro la chiamano Santa Cena):
(1) per loro il pane è solo pane e il vino solo vino (solo i Luterani credono alla presenza reale, ma in un modo stranamente abbastanza simile a quello degli Ortodossi, che le sostanze coesistano), Cristo è presente solo in spirito con i partecipanti;
(2) la maggior parte dei Protestanti, il mio cliente però può parlare solo per Valdesi, Metodisti e Battisti, è utraquista, per cui tutta l'assemblea assumone anche il vino;
(3) nella Santa Cena, sempre con l'eccezione dei Luterani, tutti i partecipanti assumono pane e vino insieme, non uno a uno.
Adesso parto, un WE posso permettermelo. Buon Sabato e Buona Domenica.

Wisteria ha detto...

Ma padre Farè non era stato scomunicato perché non riconosceva come Sommo Pontefice J.M.Bergoglio?

Anonimo ha detto...

sia lodato Gesù Cristo , invito a leggere una cosuccia , quando ad esempio un certo Concilio di Trento DOGMATIZZAVA che : se Qualcuno dirà che con quelle parole " fate questo in memoria di me " Cristo non ha Costituito i Suoi APOSTOLI SACERDOTI o che non li ha ORDINATI perché essi e gli altri Sacerdoti offrissero il Suo Corpo e il Suo Sangue , SIA ANATEMA !