Sì, c'è vita al di fuori del Medio Oriente e della guerra israelo-americana contro l'Iran. Anche per la Chiesa. Ecco un ottimo articolo del sempre interessantissimo blog El Wanderer (testo di seguito). Mette in luce un piccolo evento (a prima vista, certamente praticamente sconosciuto) che si è svolto di recente in Vaticano e che potrebbe avere un grande impatto sul futuro della Tradizione nella Chiesa: Leone XIV ha ricevuto due scienziati – in breve, due sociologi – che, mettendo da parte ogni pregiudizio ideologico e con dati a supporto, gli hanno presentato la questione più controversa che la Chiesa contemporanea si trova ad affrontare : la crisi della pratica religiosa in Occidente, il suo legame con il Concilio Vaticano II e l'ascesa di comunità legate alla liturgia tradizionale.
Il blogger argentino vede in questa udienza:
Il segno di una Chiesa che non ha paura di confrontarsi con la realtà.Leone XIV e la Messa tradizionale: un incontro passato inosservato
Segno di un pontificato che desidera comprendere i fatti prima di prendere decisioni.
Il segnale che, forse, dopo anni di polemiche, qualcuno in Vaticano ha deciso che è giunto il momento di tener conto dei numeri.
Il 5 marzo 2026, Leone XIV ha incontrato privatamente gli autori del più ampio studio sociologico mai condotto sui cattolici praticanti della Messa tradizionale in latino. Quest'incontro è passato in gran parte inosservato, ma potrebbe essere molto più significativo di quanto appaia.
Nessuna conferenza stampa. Nessun comunicato ufficiale sul contenuto dell'incontro. La maggior parte dei media cattolici ne ha parlato a malapena, relegando l'evento ai margini dell'agenda papale.
Tuttavia, per capire cosa sia realmente accaduto in questa stanza, basta porsi una sola domanda: chi sono questi due uomini e cosa stanno facendo?
Stephen Bullivant è professore di Teologia e Sociologia della Religione presso la St Mary's University di Londra. È uno dei maggiori specialisti contemporanei sui fenomeni di secolarizzazione e abbandono della fede cattolica in Occidente. Il suo nome è diventato noto soprattutto grazie al libro Mass Exodus: Catholic Disaffiliation in Britain and America since Vatican II (Oxford University Press, 2019), uno studio sociologico ampiamente citato che analizza il drammatico declino della pratica cattolica nei decenni successivi al Concilio.
Nel 2022 ha pubblicato Nonverts: The Making of Ex-Christian America, sempre con Oxford, uno studio sulla formazione della prima generazione di americani cresciuti senza alcuna affiliazione religiosa.
Stephen Cranney è un sociologo e data scientist presso la Catholic University of America; è specializzato nello studio quantitativo delle comunità religiose e nelle dinamiche demografiche della fede.
Due accademici di alto livello. Senza alcuna agenda ideologica dichiarata. Solo fatti.
II. Il libro che verrà pubblicato a breve
Bullivant e Cranney sono gli autori di *Trads: Latin Mass Catholics in the United States* , un importante studio sociologico sulla realtà dei cattolici che aderiscono alla liturgia tradizionale negli Stati Uniti. Il libro sarà pubblicato nel 2026 da Oxford University Press.
Questo studio si basa su sondaggi su larga scala, interviste approfondite e ricerche etnografiche sul campo. Rappresenta uno dei primi tentativi sistematici di analizzare empiricamente il mondo della Messa tradizionale utilizzando gli strumenti della sociologia accademica.
I risultati preliminari sono interessanti.
Secondo i dati raccolti, circa due terzi dei fedeli che partecipano alla Messa tradizionale in latino dichiarano di accettare, almeno in parte, il Concilio Vaticano II. I gruppi veramente scismatici rappresentano una minoranza molto esigua rispetto all'intera comunità che celebra la Messa tradizionale in latino. Negli Stati Uniti, ci sono centinaia di parrocchie che celebrano la Messa tradizionale in latino, molte di più delle cappelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
In altre parole: l'immagine spesso veicolata nel dibattito ecclesiastico, quella dei tradizionalisti come frangia marginale e ribelle, non corrisponde necessariamente a ciò che rivelano i dati.
III. Perché questo pubblico è importante?
Il Vaticano non ha fornito alcun dettaglio sul contenuto della conversazione. L'incontro si è svolto a porte chiuse.
Ma una cosa è certa.
Il Papa ha deciso di incontrare due ricercatori che analizzano, utilizzando dati empirici, una delle questioni più controverse della Chiesa contemporanea : la crisi della pratica religiosa in Occidente, il legame con il Concilio Vaticano II e la nascita di comunità legate alla liturgia tradizionale.
Ed è proprio qui che sorge la domanda che molti hanno evitato per decenni.
La crisi della Chiesa in Occidente è dovuta alle riforme post-conciliari? Oppure è il risultato di cambiamenti culturali ben più profondi che hanno interessato l'intera società occidentale, indipendentemente dalla liturgia?
Non si tratta di una questione controversa. È una legittima questione sociologica. Ed è proprio ciò che ricercatori come Bullivant cercano di analizzare da anni.
IV. Dati che non possono essere ignorati
Basta osservare alcune realtà storiche difficili da negare.
- Il declino della pratica religiosa in Europa e Nord America.
- Il drastico calo delle vocazioni sacerdotali e religiose.
- Accelerazione del processo di secolarizzazione a partire dagli anni '60.
Ma rifiutarsi di studiare seriamente il periodo post-conciliare sarebbe altrettanto ideologico.
Per decenni, il dibattito in seno al Consiglio è stato dominato da sterili opposizioni: progressisti contro tradizionalisti, riforma contro tradizione, slogan contro slogan.
Ma la storia della Chiesa non si studia con gli slogan. Si studia attraverso documenti, dati, analisi storiche e ricerche sociologiche.
V. Una Chiesa che non ha paura della realtà
Se Papa Leone XIV ha deciso di ricevere in udienza privata due sociologi che lavorano proprio su questi dati, ciò non significa necessariamente una rottura con il passato recente.
Potrebbe essere molto più semplice.
Un segno di una Chiesa che non ha paura di confrontarsi con la realtà. Un segno di un pontificato che vuole comprendere i fatti prima di prendere decisioni. Un segno che, forse, dopo anni di polemiche, qualcuno in Vaticano ha deciso che è ora di tenere conto dei numeri.
Ed è forse proprio lì – nei fatti, e non negli slogan – che potrebbe svolgersi un dibattito più onesto sul rapporto tra il Concilio, la tradizione e il futuro della Chiesa.

13 commenti:
Dissento totalmente. Il problema è proprio voler affrontare i problemi enormi della Chiesa con la Sociologia, terrena, direi fangosa perché intrisa di positivismo, che non ci’azzecca nulla con le categorie sovrasensibili della Chiesa e della fede. Bisognerebbe poi vedere se i due “studiosi” hanno chiesto di essere ricevuti o sono stati convocati. Pure Epstein aveva chiesto di essere ricevuto e fu accolto. Qualcuno poi dovrebbe spiegarmi perché se uno è contrario al CVII, e quindi fedele alla dottrina millenaria della Chiesa, deve essere per forza dichiarato scismatico; ma chi sono i veri scismatici ?! Invece di andare a cogliere le quisquilie, bisognerebbe indignarsi sui macigni, come il fatto che Tucho Besame Mucho (e molti, molti altri, che le sparano ogni giorno più grosse, vedi in quel di Cassano allo Jonio) è ancora saldamente al suo posto.
Tucho expellendus est
C. Gazzoli
Nel mentre ognuno di noi ha messo e/o sta mettendo salde radici nella Tradizione. Ognuno con la sua storia personale, i suoi incontri e scontri. Bene comunque che Leone XIV abbia voluto confrontarsi con due sociologi che hanno approfondito il fenomeno ecclesiale della Tradizione. Evidentemente come i tempi moderni hanno fatto uscire la Chiesa dalla sua Tradizione, ora che anche il postmoderno langue, si ritiene che sociologi universitari possano spiegare la tragedia durata più di un secolo. Nella massima ignoranza della panoramica e dei dettagli della storia della Chiesa dell'ultimo secolo ed oltre, preferisco l'arrivo di molti sconosciuti arrivati a tentoni, con tutti i loro limiti, alla Tradizione ma, pienamente consapevoli dei loro propri motivi. In particolare qualsiasi "ritorno autententico" è sempre squisitamente personale, con le sue proprie ragioni. Speriamo quindi che RFP abbia suoi personali, intimi motivi, per l'aiuto richiesto ai due sociologi di rango, ci auguriamo quindi che non sia solo il suo attuale mestiere ad averlo spinto in questa approfondita indagine. Infatti la Chiesa di Cristo non si muove di moda in moda, poiché vive nell'Eterno e nell'Eterno deve stare, insegnare ed agire.
Cosa farà Leone XIV? cosa non farà? Tutti aspettano le mosse del papa riguardo alla messa antica. Pressato non poco dalle annunciate consacrazioni episcopali della san Pio X. Il cardinale Burke qualche anno fa disse che il papa non può proibire una liturgia così antica. Ma Paolo VI, di fatto, è proprio ciò che fece e che, in qualche modo rifece Francesco con Traditionis Custodes. In parole povere neghiamo al papa poteri che però di fatto esercita. Contraddizione. Una contraddizione che vediamo pure nelle parole di Benedetto XVI quando dice che il papa non è un sovrano assoluto il cui volere è legge, e che si scontra con il diritto vigente che, invece, dà al papa proprio un potere assoluto. Tutti, in pratica, dipendiamo dai capricci del papa. Se la messa antica gli sta simpatica, come lo era per Benedetto XVI, ecco che c'è una liberalizzazione. Se gli sta antipatica, come lo era per Francesco, ecco arrivare le proibizioni e le limitazioni. E se a un papa la questione messa antica non sta né antipatica ma neppure simpatica, come nel caso di Leone XIV? Non si sa cosa capiterà. Se il papa prenderà consiglio da certi cardinali (pochi) potrà fare qualche liberalizzazione. Se seguirà invece i consigli di altri cardinali (molti) potrebbe lasciare le attuali limitazioni se non addirittura irrigidirle. Se consulterà certi laici verrà consigliato di liberalizzare il rito antico. Se consulterà altri laici (i più) verrà consigliato di lasciare per lo meno le restrizioni bergogliane, se non di inasprirle.
La Chiesa, la liturgia, la tradizione, per dirla in parole povere, sono in balia dei capricci e delle simpatie o antipatie di un uomo. Il papa di turno. Questo per dire semplicemente che a non funzionare è l'attuale concetto dei poter papali. Che non sono assoluti in linea di principio, ma sono assoluti nella realtà. Come se ne potrà uscire?
Resta comunque in ogni caso immutata la questione delle problematiche del rito antico, già denunciate da Pio X nel 1903, ma che a nessuno, ma proprio a nessuno interessa risolvere.
Lo Spigolatore Romano
Si tratta sicuramente di un fatto positivo, anche perché vuol dire che c'è sicuramente attenzione sulla secolarizzazione (termine elegante per indicare il crollo della pratica religiosa, della fedeltà alla Dottrina Cattolica ed alla pratica dei Sacramenti, a partire dalla Santa Messa domenicale, mentre culti sempre più invasivi e distruttivi come l'Islam prendono contemporaneamente sempre più potere in Occidente) all'interno della Chiesa. In tutto questo, non si capisce perché debbano essere presi provvedimenti contro coloro che vogliono essere fedeli alla Dottrina Cattolica e che desiderano rendere culto a Dio nei modi da Lui stabiliti, attraverso una successione che risale a San Pietro (il Canone Romano, tradizionalmente, è chiamato anche "Canone di San Pietro", inoltre sappiamo per certo che esiste almeno dal III secolo)
Detto questo, bisogna riconoscere anzitutto che "Traditionis Custodes", dal titolo sbeffeggiante, è né più né meno che basata su una menzogna e sulla manipolazione volontaria della realtà. Quindi, come ho già detto in passato, è urgente chiedere al Santo Padre che 1) anzitutto abroghi detto iniquo documento e dia ordine perché, ovunque ed in tutto in mondo, tutte le Santa Messe apostoliche abrogate vengano subito ripristinate, eventualmente anche rimuovendo il principale artefice delle restrizioni a detto rito, ovvero il card. Roche; 2) vengano istituiti, quantomeno a livello nazionale (ma sarebbe ancora meglio a livello di province ecclesiale e simili entità amministrative ecclesiastiche), degli ordinariati tradizionali con vescovo e vescovo ausiliare, attingendo nella loro consacrazione dall'abbondante clero diocesano e da quello degli Istituti e Fraternità che celebrano esclusivamente il rito apostolico; 3) venga dato l'ordine, non appellabile da parte dei singoli vescovi, perché ogni diocesi ed arcidiocesi del mondo, in aggiunta (e non in alternativa, si badi bene) agli attuali luoghi dove si rende culto a Dio nel modo apostolico romano, venga indicata una chiesa per ogni città titolare, in posizione centrale o quantomeno facilmente raggiungibile, dove quantomeno la Domenica e le feste di precetto vengano celebrate funzioni esclusivamente in rito apostolico. Se Sua Santità desidera far retrocedere la secolarizzazione nella Chiesa e, perché no, diminuire l'attrattiva della FSSPX (in costante ascesa, è inutile negarlo), questi sono a mio avviso i provvedimenti necessari. Inoltre, sarebbe bene che venisse stilata una lettera apostolica in cui si ribadisce che in perpetuo è permesso ad ogni sacerdote cattolico di poter celebrare la Santa Messa ed i riti nella forma apostolica senza bisogno di chiedere pareri o consensi al proprio vescovo, come indicato già da S.S. San Pio V.
Senza questo, non è possibile pensare di iniziare a risolvere gli attuali problemi di secolarizzazione nella Chiesa.
Quei due sociologi americani sono talmente antipatici che... la quintessenza della conservazione! della svendita al ribasso del Divin Maestro in cambio di una riserva indiana!
Mentre Leone si dedica ai sociologi, e anche ad ascoltare un giornalista autore di un libro critico sull'Opus Dei, riemergono i personaggi di un controverso caso di abusi proprio nella diocesi peruviana di Prevost:
https://www.aldomariavalli.it/2026/03/18/a-chiclayo-il-sacerdote-denunciato-per-gravi-abusi-su-minori-ricompare-in-pubblico-accanto-al-canonista-suo-difensore-e-amico-di-prevost/
Non illudiamoci... con le "pie illusioni"!
Di queste problematiche denunciate da PioX nel 1903, nulla so o ricordo. Se lei potesse dare un sol rapido cenno, grazie di cuore.
Padre Prevost ha partecipato al rito della "Pachamama" nel 1995.
https://gloria.tv/post/3VkM4kbF1Qkm1ScGCs1QKoCXn
Non e' per gettare la croce sul Papa ma ... se li ha mandati ad ammaestrare
e battezzare tutte le genti, non e' forse gia' in uso nella Chiesa Cattolica la benedizione ai campi, ai prati, ai pascoli? Le Rogazioni e quant'altro non sono /erano per invocare la protezione divina sui raccolti, la fertilità della terra e il buon esito del lavoro agricolo?
Quindi perche' invocare la p....ma ?
Ho frequentato anche l'Opus Dei e di critiche scritte ed orali ne ho sentito parlare in abbondanza, ma il suo punto di forza è la regola ben organizzata e seguita da tutti con serietà e costanza. Poi le comunità dipendono sempre dalle persone che, in questo o quel tempo, le frequentano e le animano. Ogni comunità ha la sua biografia, il suo bene da migliorare ed il suo male da purificare.
Ho dato una rapida scorsa a questo articolo segnalato nel blog di Valli...non se ne può più! A volte mi viene il desiderio di non informarmi più di nessuna persona e di nessun fatto. Basta!
Caro amico 01:25 (eh sì, la notte porta consiglio, è proprio vero); mi consenta di ricordare le parole dell'ultimo grande santo che ha avuto la Chiesa Cattolica in questi ultimi decenni di tenebra ed accecamento spirituale del clero, alto e basso, cioè di Padre Pio; eccole "...e quando verranno quei giorni...non date più ascolto a nessuno", sicuramente il santo di Pietralcina si riferiva ai giorni nostri, postconciliari, con il clero fissato ostinatamente su tutto ciò che contraddice due millenni di magistero di santi, martiri, dottori della Chiesa; un clero superbo, orgoglioso, colmo di odio e insofferenza per tutto ciò che sa di chiesa preconciliarie, che ha ribaltato i concetti di bene e di male, di lecito ed illecito, di opportuno ed inopportuno. Bastano poche parole per qualificare il clero odierno, e Padre Pio lo fece in una sola, breve frase...inutile sprecare fiato e tempo, penna e carta, non vorremo mica prendere esempio dai logorroici modernisti, depistatori per eccellenza, che sfornano fiumi di parole per non dir niente, tutto fumo e niente arrosto, ma il cui unico fine è distruggere tutto ciò che di bello e di buono ha prodotto la Chiesa di Cristo in quasi due millenni. Scusate, mi sto dilungando troppo anch'io. LJC, Catholicus
"Quindi perché' invocare la p....ma ?" : per depistare i fedeli, per confondere le loro menti, per raffreddare i loro cuori; sostituire l'Immacolata con un feticcio diabolico, le benedizioni cattoliche con riti indigeni sciamanici, addirittura nei giardini vaticani, con la Pachamama portata in processione in San Pietro, a spalla, da vescovi, è quanto di più sfacciatamente anticristico si potessero inventare. C'è bisogno di altro per capire chi stanno servendo questi prelati, questi vescovi, cardinali, e papi postconciliari?...no, a mio parere non c'è bisogno di nient'altro, solo di tanta preghiera, tanti Rosari, affinché sia abbreviata la prova in corso, e Cristo trionfi e regni sull'umanità intera (almeno su quella parte che non è passata al Nemico). LJC. Catholicus
Perdita di fede dovuta a scuola, benessere e tv... a cui il vaticano ha provveduto con dolce morte o avvelenamento graduale con grande impegno almeno dal filocomunista dell' accordo di Mertz GXXIII ...
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