domenica 14 agosto 2016

Terrorismo, Meluzzi: "I media utilizzano la psichiatria per minimizzare e depistare"

"Ipnotizzati dal politicamente corretto, siamo incapaci di chiamare le cose col loro nome. Questo ci rende fragili e impreparati a questa guerra. Ogni giorno arrivano migliaia di islamici. Rischiamo di soccombere"
I terroristi islamici erano terroristici islamici anche per i grandi media, un tempo. Poi il politicamente corretto li ha derubricati a terroristi generici, omettendo la matrice religiosa e ideologica. Quindi un altro salto carpiato: non son più nemmeno terroristi ma persone disturbate, instabili, depresse, magari perché divorziate, bullizzate, residenti in periferia, con un lavoro precario o abbandonate dalla fidanzata. Qualsiasi giustificazione pur bizzarra è ben accetta, a patto di scansare la parola Islam.

Alessandro Meluzzi, psichiatra, cosa sta succedendo ai media?
Il meccanismo mediatico tende a utilizzare le categorie della psichiatria per minimizzare, per depistare rispetto alla realtà delle cose. C’è un utilizzo assolutamente improprio della psichiatria. E lo dice uno che fa lo psichiatra da 35 anni.

Eppure quella psichiatrica pare diventata l’unica chiave di lettura.
Non si può pensare di buttare in depressione, in psicosi, in disturbo della personalità un confronto tragico come quello che abbiamo di fronte, che ha certamente degli aspetti di follia ma in senso simbolico e metaforico. Certamente è difficile che ci possa essere un reclutamento al terrorismo se coloro che vengono reclutati al terrorismo non avessero delle falle nella struttura di personalità. Ma questo è valso nelle rivoluzioni e nelle guerre di tutte le epoche.

Se l’analisi dei media è così fuorviante, non c’è il rischio di sottovalutare il fenomeno?
Siamo di fronte a una vera guerra rispetto alla quale bisogna essere attrezzati. Non esito a usare la parola guerra. È un confronto di civiltà, l’attacco più insidioso alla civiltà europea dopo la seconda guerra mondiale, rispetto al quale siamo fondamentalmente impreparati. Ipnotizzati dal politicamente corretto, incapaci di chiamare lo cose col loro nome.

Questo aggrava la situazione?
Questo ci rende particolarmente vulnerabili, impreparati e fragili. Anche perché è in corso una migrazione di tipo apocalittico e biblico: arrivano ogni giorno alcune migliaia di islamici. E arrivano in una condizione di fondamentale disadattamento psicosociale, condizione base per un reclutamento di massa dall’immediato futuro.

Quali prospettive abbiamo?
Quella di ricordare un importante filosofo della politica che si chiamava Lenin: diceva che “i fatti hanno la testa dura”. Li si può rigirare come si vuole, ma avendo la testa dura si ripresentano in tutta la loro crudezza. Una situazione che l’Occidente ha contribuito a creare, attraverso la destabilizzazione delle cosiddette primavere arabe: ha creato un bubbone che ora sta trasmigrando da noi. O la nostra cultura, la nostra civiltà imparerà a sviluppare degli anticorpi e a difendersi, o soccomberà di fronte a una struttura rigida e assolutamente inaggredibile dalle chiacchiere qual è l’Islam fondamentalista. Che alla fine produrrà un effetto di destabilizzazione incontenibile su tutta la linea. Si tratta di follia, ma non psichiatrica. Sarà follia ideologica, sociologica, antropologica. Ma buttare tutto questo in clinica psichiatrica è un’offesa alla storia e un’offesa alla psichiatria.

C’è un limite al politicamente corretto?
Deus quos perdere vult, dementat primum: Dio fa diventare pazzi coloro che vuole distruggere. È quello che ci sta capitando. E questo sì, è psichiatrico.
[Fonte]

19 commenti:

Anonimo ha detto...


“Quando parlavamo di invasione i vari Renzi, Boldrini, Alfano e i benpensanti di sinistra ci deridevano, quando dicevamo che tra i clandestini si nascondevano terroristi i ‘presunti esperti’ dicevano che volevano solo cavalcare la paura contro i ‘poveri disperati’ che arrivano in Europa. Ora pretendiamo le dimissioni di tutti coloro che hanno negato l’evidenza e messo in pericolo i nostri cittadini”.
Lo afferma il capogruppo della Lega alla Camera, Massimiliano Fedriga. “Sul ‘Corriera della Sera’ -aggiunge- si legge dei documenti trovati nei covi dell’Isis in Libia. Nei progetti del Califfato l’invasione dell’Italia, e quindi dell’Europa ‘cristiana decadente’, avrebbe dovuto cominciare proprio dalla sua capitale libica. Sirte sarebbe stato il centro di smistamento e lancio delle azioni. In parte l’operazione è già cominciata con l’invio di decine, se non centinaia, di militanti partiti in modo legale, ma soprattutto infiltrati tra le masse di disperati a bordo dei barconi del traffico illegale di migranti. Nonostante ciò trovo assurdo che Renzi e Alfano continuino a far arrivare questa gente in Italia”.
Adnkronos

Josh ha detto...

era ora che qualcuno di peso
notasse che il minimo comune denominatore tra chi ci attacca
non è ....la "depressione"

Josh ha detto...

A Firenze una delegazione di 185 persone, americani, composta di preti, suore, e ragazzi, tutti cattolici ovviamente,
di ritorno alla GMG e prenotati a Firenze alla stupenda Villa Camerata, cambiano progetto e non sostano in albergo (rinunciano al soggiorno fiorentino proprio) perchè colmo di profughi.
Temono di essere sgozzati nel letto.

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/16_agosto_12/trovano-profughi-nell-ostello-rinunciano-soggiorno-firenze-7cbdb0c2-60b4-11e6-addc-c76dce7e53cd.shtml

Josh ha detto...

Ammonimento anti-"depressione" per "governanti e intellettuali":
cito

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11856609/islam-milano-corano-scuola-protesta-musulmani.html

"a Milano, si parla di Islam a scuola e i musulmani se ne vanno: "È già tutto scritto nel Corano"

Si fa presto a parlare di integrazione. I guai arrivano se c'è chi non è disposto ad ascoltare. Quanto andato in scena nell'aula magna dell'Istituto tecnico commerciale Schiapparelli di Milano fornisce un esempio inquietante: circa 300 studenti delle ultime due classi, di età compresa tra i 17 e i 19 anni, sono riuniti a parlare di Isis e Islam. Sul palco siedono due giornalisti del Corriere della Sera e i rappresentanti degli studenti. In platea c'è anche una quarantina di giovani musulmani: sono loro a far scattare le proteste.

"Il Corano dice tutto" - Si sta parlando di guerra per la successione tra sunniti e sciiti, tema più storico che religioso. Amina, di religione islamica, si alza e prende la parola: "Chi l'ha detto che sciiti e sunniti si scontrano sulla successione? Per l'Islam non ci può essere successore di Maometto. E comunque è tutto spiegato nel Corano. Non servono altri libri, il Corano spiega tutto, dice tutto". I relatori cercano di spiegare che il Corano è stato scritto prima dello scisma, e dunque difficilmente potrebbe fornire una spiegazione "laica" di quanto accaduto nella storia. Ed è questo il problema: di "laico", i giovani musulmani presenti nell'Aula magna, sembrano avere poco o nulla. "Sono una quarantina di studenti musulmani che la appoggiano sempre quando parla. Per noi è davvero difficile replicare. In genere gli studenti italiani restano zitti, non sanno bene cosa dire, non hanno argomenti", spiega Andrea, uno dei due rappresentanti di istituto.

Fuori dall'aula - I giornalisti del Corriere sottolineano come il mondo occidentale sia impregnato di cultura rinascimentale e illuministica, da Voltaire a Rousseau, e che per il nostro mondo sia scontato farsi domande e avere dubbi su tutto, religione in testa. Amina e i ragazzi musulmani, però, escono dall'aula. La loro visione della religione non ammette contestazioni"

Luigi Rmv ha detto...

Analisi ineccepibile quella di Meluzzi, arricchita dall'esperienza di psichiatra per quanto riguarda le brillanti spiegazioni pseudo/psicologiche dei media.
Per i giovanotti spaventati, mi piacerebbe sapere cosa pensa il papa di questa reazione dei suoi giovano fans.
Forse non hanno ancora capito che l'islam è religione di pace e i profughi sono tutti da accogliere senza riserve.

mic ha detto...

Fuori dall'aula - I giornalisti del Corriere sottolineano come il mondo occidentale sia impregnato di cultura rinascimentale e illuministica, da Voltaire a Rousseau, e che per il nostro mondo sia scontato farsi domande e avere dubbi su tutto, religione in testa. Amina e i ragazzi musulmani, però, escono dall'aula. La loro visione della religione non ammette contestazioni"

E allora ci sanno dire quando mai si integreranno? E, poi, chi la impone questa tanto sbandierata "integrazione" non si sa a chi e a cosa...

Josh ha detto...

Non si integreranno mai, come mai da nessuna parte si sono integrati in 1400 anni di storia.
A un certo punto hanno prevalso, annullando tutto il resto.

Il Giornale ha detto...

Oltre 20mila islamici poligami. Ma la legge italiana non li punisce
Le comunità islamiche chiedono allo Stato il riconoscimento della poligamia. Ma in molte moschee viene già praticata. Tanto i tribunali non la puniscono

Anonimo ha detto...


@ Gli studenti non hanno argomenti da opporre al muro dei musulmani - Uno schema di argomenti da opporre

Per forza, non li hanno, nessuno gli ha insegnato ad averne. La colpa maggiore e' della Gerarchia cattolica attuale, che ci presenta un islam edulcorato e falsificato dal "dialogo".
Per aiutare nel confronto, butto giu' in via preliminare alcuni argomenti da opporre, basati su fatti precisi. Qualcun'altro potrebbe elaborarli meglio.

I giovani musulmani sono indottrinati a ritenere il Corano un archetipo celeste disceso dal cielo su Maometto con l'Angelo Gabriele come intermediario. Per questo il loro libro sacro e' eterno e immutabile e in esso "c'e' tutto". Se non concorda con i fatti, tanto peggio per i fatti, vuol dire che sono gli altri ad imbrogliare sui fatti. E se ne vanno dalla sala. Se poi uno gli fa vedere che Maometto mentiva magari lo aggrediscono e cercano di ammazzarlo.
Allora, lo schema. Se non varra' per loro, potra' valere per noi.

1. Se esiste dall'eternita' presso Allah, il Corano, come mai contiene tante falsita' su Gesu' e la Madonna e tante inesattezze e falsita' su tutta la Bibbia, AT e NT? Forse che Allah puo' far dire falsita' ai suoi messaggeri?
2. Le falsita': l'immagine di Gesu' e della Trinita' che viene propalata dal Corano e' quella di certe eresie del cristianesimo orientale. E cioe': 2.1 Che Cristo non e' morto in croce perche' sostituito da una "sembianza" (docetismo); 2.2 Che non avrebbe mai detto di essere Figlio di Dio, uno con il Padre; Che la S.ma Trinita' e' composta per i cristiani da Dio, Gesu' e Maria (eresia che sembra fosse praticata da una setta nestoriana); che Maria e' la madre di un profeta (precursore di Maometto) ma non del Messia, Figlio di Dio. Inoltre:
3. Molte figure dell'AT e del NT che appaiono nel Corano non corrispondono alle stesse figure, come appaiono nei loro testi originali, ebraici e cristiani, a cominciare da Abramo: l'Abramo del Corano non ha nulla a che vedere con quello vero, dell'AT.
4. I musulmani in genere evitano di rispondere, si limitano a dire, come e' stato loro insegnato: ebrei e cristiani hanno falsificato i loro testi e sono diventati idolatri perche' hanno divinizzato Esdra [sic, pare fosse l'eresia di una setta samaritana] e Gesu' figlio di Maria, che e' invece un profeta dell'islam cioe' precursore della sottomissione (islam) ad Allah predicata da Maometto. Sembra questo (della falsificazione delle Scritture) un argomento pensato apposta per sfuggire ad ogni confronto.
Tipi di repliche: 4.1 E perche' li avrebbero falsificati? Per odio verso Maometto, che non sapevano chi era ne' quando sarebbe venuto e che sarebbe venuto tanti secoli dopo Cristo, circa sei?
4.2 E dove sono le prove di queste supposte falsificazioni? Non ci sono. E' noto che i tentativi posteriori di dottori musulmani di trovare accenni nascosti a Maometto nei Vangeli non reggono, da nessuna parte.
5. La concezine del profetismo (ogni popolo un profeta nazionale) insegnata da Maometto e' ripresa dal manichesimo, l'hanno dimostrato gli eruditi occidentali.
5. La lotta, tuttora perdurante, tra sunniti e sciiti e' un fatto storico. Chi lo nega o e' ignorante o in malafede. Nacque per la successione a Maometto, il quale mori' all'improvviso di inspiegabili febbri. Il cugino di Maometto, Ali, si aspettava di essere il prescelto ma la vedova piu' giovane, Aiscia, che lo odiava perche' riteneva avesse sparlato di lei, brigo' contro di lui, che non ricevette la carica. Cosi' comincio' la faccenda, che fu estremamente sanguinosa sin dall'inizio (Ali fu massacrato con i suoi seguaci a Kerbala, se non erro, ancora oggi santuario sciita, nel basso Iraq). Si svilupparono poi anche alcune differenze nella credenza.
Parvus

Anonimo ha detto...


@ Aggiunta allo schema di domande per la cotroversia con i musulmani

Ho dimenticato l'aldila' prospettato nel Corano.

7. Nessuno puo' credere che venga dal vero Dio l'annuncio del paradiso carnale promesso ai musulmani, in specie agli uomini. 72 vergini formose da possedere per l'eternita' e che resteranno sempre vergini! Che orrore! La vera contemplazione di Dio sostituita dai piaceri carnali. Noi cristiani, invece, sappiamo come sara' l'autentico Paradiso, per chi ci andra': "saranno come angeli del Signore, non ci sara' piu' differenza tra uomo e donna, moglie e marito", tutte le distinzioni, limitazioni, miserie della carne saranno abolite per sempre, Deo gratias. Cosi' ci e' stato rivelato da Nostro Signore e cosi' e'. Assurda appare inoltre l'idea di un inferno eterno solo per i non-musulmani. L'uomo malvagio, che non si pente, non cambia vita, che muore da malvagio non merita forse la dannazione eterna da parte dell'Eterno Giudice, quale che sia la religione cui appartiene? Questa discriminazione nella pena tra i peccatori impenitenti musulmani e quelli delle altre religioni non rende giustizia alla giustizia del vero Dio. Anche la "rivelazione" di un inferno cosi' concepito non puo' venire da Dio. Puo' venire solo dallo spirito delle tenebre. Parvus

Anonimo ha detto...

Altro contributo :

http://www.fidesetratio.it/files/09.-ISLAMICI-NELLE-CHIESE-CATTOLICHE.pdf

Josh ha detto...

Grazie Parvus! Concordo con tutto,
e finalmente qualcun altro che lo dice chiaro in questa atmosfera falsificata,
con il finale.

Rr ha detto...

In Svizzera un altro " pazzo" accoltella e brucia un vagone. Muore lui ed una giovane donna di 34 anni. Tra i feriti un bambino di 6 anni.
A distanza di 24 ore e più, si sa solo che l'omicida aveva 27 anni ed era " cittadino svizzero", ma stranamente non ci sono foto, ne' altri dati anagrafici.
In USA quando i media sono cosi parchi di notizie, l'omicida è o nero ( 70% dei casi) o ispanico. In Francia e' mussulmano 8 volte su 10. In Svizzera?
Luisa, hai altri particolari ?

Anonimo ha detto...

A Venezia il parroco sembra in preda a uno stato confusionale, vede cosa combinano i musulmani all'interno della chiesa ma non sa che pesci prendere perché, ammette lui stesso, Bergoglio vuole che i musulmani siano accolti, così va nel pallone e alla comunione commette un errore imperdonabile. Senza cercare attenuanti per il sacerdote, questa è la conseguenza di una giornata disastrosa per la Chiesa Cattolica, la giornata della resa senza condizioni. Non potremo mai dimenticare l'ultima domenica di luglio 2016.

Anonimo ha detto...

Evitando di soffermarci sulla parte del libro relativa al tema dei controversi rapporti tra cristianesimo e islam, è interessante provare a riflettere sulle parole che Ratzinger spende riguardo alle nuove società multiculturali venutesi a creare, già a partire dagli ultimi decenni del Novecento, in Europa: “La multiculturalità, che viene continuamente e con passione incoraggiata e favorita, è talvolta soprattutto abbandono e rinnegamento di ciò che è proprio, fuga dalle cose proprie”.

Il suo pensiero, a tal proposito, è dunque inequivocabile: ciò che Benedetto XVI ci suggerisce è che il minestrone multietnico, nato dall’ideologia della multiculturalità, abbia come unico risultato “l’abbandono” e, di conseguenza, la perdita delle proprie radici. Risulta abbastanza evidente quale sia il giudizio del Papa in merito a tale fenomeno. Ma la vera e propria critica, Ratzinger la rivolge in particolar modo a chi incoraggia la multiculturalità e maledice se stesso, vale a dire l’Occidente. “C’è qui un odio di sé dell’Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l’Occidente tenta sì, in maniera lodevole, di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. L’Europa ha bisogno di una nuova – certamente critica e umile – accettazione di se stessa, se vuole davvero sopravvivere”.

vLe riflessioni di Benedetto XVI sono di una finezza culturale impressionante e denotano una precisa idea del mondo chiaramente lontanissima dal pensiero unico dominante e dal “politicamente corretto”, ma mai privata del conforto dell’ortodossia cristiana. In quel momento, però, il Papa era lui e poteva permettersi di indirizzare il cattolicesimo verso dei capisaldi teorici ben precisi. Oggi, invece, in Vaticano le idee sono notevolmente cambiate e non certo nel modo in cui si sarebbe augurato Ratzinger…
Francesco Vozza

Josh ha detto...

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11946764/laura-boldrini-regina-politicamente-corretto-migranti-.html

Anonimo ha detto...

Non dicano: La nostra mano ha vinto,
non è il Signore che ha operato tutto questo!
Sono un popolo insensato
e in essi non c’è intelligenza.
Dt 32,26 - 30.35 - 36

Lo stesso aggettivo "insensato" e' stato usato da Mons.Livi nel commentare gli oltraggi del 31.Luglio.2016 e che purtroppo altri ripropongono insensatamente . Un danno immenso .

Storico ha detto...

Ali sarà ucciso da un adepto ad una fazione estremista di suoi partigiani che lo vedeva prossimo ad un accordo con gli avversari.
In particolare temeva, l'uccisore di Alì, che, in questo accordo, era prevista la consegna agli altri degli assassini del califfo Othman, tra i quali c'erano dei suoi parenti.
Questa fazione di sciiti estremisti, si staccherà e metterà per conto proprio, dando vita alla "terza forza", oltre sunniti e sciiti, i KHARIGITI. Oggi ultra-minoritaria rispetto agli altri (salvo che in alcune zone della Tunisia e del Marocco), ma che per il passato è stata anch'essa forte.
In definitiva, lo scisma tra Sunniti, Sciiti e Kharigiti concretamente verteva su quale era il criterio per la scelta del capo. Le faccende dottrinali sono giunte in seguito.
Approvazione della comunità dei compagni del Profeta (Sunniti). Parentela con il Profeta (Sciiti). Cura nell'osservanza dei precetti coranici (Kharigiti). Questi ultimi scrivevano che anche una SCHIAVA NEGRA poteva essere califfo, se fosse stata eccellente nella pratica delle virtù coraniche. E sembra che almeno una volta sia accaduto sul serio.

Josh ha detto...

@Storico

ed è anche per questo tuo aggiornamento, che è bene che questi esperimenti li facciano tutti altrove, per es. tutti a casa loro