mercoledì 24 agosto 2016

Siamo vicini a chi è nella prova

Sto seguendo con apprensione le notizie e gli aggiornamenti sul terremoto che stanotte ha colpito una vasta zona del Centro Italia. Nomi e luoghi che ci risuonano ormai da ore nel cuore e nella mente, le cui immagini di distruzione sono un colpo al cuore e lasciano senza parole : Accumoli, Amatrice, Arquata, Pescara del Tronto, Norcia.
Grande il cordoglio e fervente la preghiera per le vittime e per tutte le persone colpite da questa tragedia. Non cessiamo di pregare perché nuove vite si salvino in questi momenti così concitati e pieni di umana solidarietà e vicinanza di instancabili soccorritori accorsi con prontezza encomiabile. 
E preghiamo anche perché i superstiti non vengano lasciati soli e che vengano salvaguardate per quanto possibile le comunità che altrimenti rischiano la dispersione e, dopo aver vissuto drammaticamente la distruzione del loro passato e del loro presente, possano almeno sperare e soprattutto costruire un futuro che non sia di 'deportazione', come accaduto in molte zone de l'Aquila...

A lato l'immagine della Basilica di Norcia, che speriamo possa anch'essa presso tornare ad essere luogo di preghiera e di adorazione, oggi affidata alla comunità benedettina Maria Sedes Sapientiae guidata da padre Cassian Folsom o.s.b.

23 commenti:

Anonimo ha detto...

In Italia non si è appreso nessun insegnamento dalla storia. Ora è il momento del dolore, della rabbia, della solidarietà morale e materiale, ma dovrà pur venire il momento dell'assunzione di responsabilità e di scelte politiche serie, che ancora non si sono viste né si vedono per quanto riguarda la salvaguardia del patrimonio identitario artistico culturale della nostra Bella Nazione.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Se vogliamo aiutare la ricostruzione oltre a pregare possiamo fare una donazione ai monaci di padre Folsom tramite https://it.nursia.org/donazioni/

boldie ha detto...

Non voglio tirare in ballo cose "desuete", ma, seppur nel grande abbattimento che prende lo spirito a queste spaventose notizie, può essere utile rammentare le parole scritte nel 1958 da dom Prosper Guéranger:
Origine delle Rogazioni.

Dobbiamo ora render conto del come, ed in quale occasione, il Ciclo liturgico si è completato, in quest'epoca, con l'introduzione dei tre giorni, durante i quali la santa Chiesa, ancora raggiante degli splendori della Risurrezione, sembra volere improvvisamente retrocedere fino al lutto quaresimale. Lo Spirito Santo, che la dirige in qualunque cosa, ha voluto che, poco dopo la metà del quinto secolo, una semplice Chiesa delle Gallie desse principio a questo rito che si estese poi rapidamente a tutta la cattolicità, dalla quale fu ricevuto come un complemento della liturgia pasquale.

La Chiesa di Vienna, una delle più illustri e delle più antiche della Gallia meridionale, circa l'anno 470, aveva come Vescovo san Mamerto. Calamità di ogni genere erano venute a portare la desolazione in questa provincia, di recente conquistata dai Burgundi. Terremoti, incendi, fenomeni paurosi agitavano le popolazioni, come fossero stati segni della collera divina. Il santo Vescovo che desiderava risollevare il morale del suo popolo e portarlo a Dio, la cui giustizia aveva bisogno di essere placata, prescrisse tre giorni di espiazione, durante i quali i fedeli dovevano darsi ad opere di penitenza e andare in processione al canto dei salmi. Per mettere in pratica questa pia risoluzione, furono scelti i tre giorni che precedono l'Ascensione. Senza prevederlo, il santo Vescovo di Vienna gettava così le basi di una istituzione che tutta la Chiesa avrebbe poi adottato".
Qualcuno si ricorda più dell'esistenza delle Rogazioni?

Anonimo ha detto...

Aiutiamo i nostri connazionali anche dopo che sarà trascorsa l'emergenza e le telecamere si saranno spente.

Silvano M. ha detto...

Estote parati è il messaggio che da sempre vive nel cuore del cristianesimo e della vita stessa.

Anonimo ha detto...

http://www.secoloditalia.it/2016/08/sisma-putin-russia-pronta-ad-aiutare-litalia-in-qualsiasi-modo/

Sì . ha detto...

https://costanzamiriano.com/2016/08/25/che-vadano-in-paradiso/

Josh ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/terremoto-parrocco-boissano-sfollati-nelle-strutture-e-1299334.html

Un post scritto dal parroco di Boissano dopo il terremoto del 24 agosto accende un dibattito. Secondo il sacerdote giustamente "gli immigrati andrebbero messi nelle tende". I terremotati invece mandati nelle costose strutture a più stelle destinate ai profughi

Rr ha detto...

Ho notato che tutti fan paragoni con l' Aquila. Perché non con il più recente terrremoto dell' Emilia Romagna e Mantovano ?
Perché?

Anonimo ha detto...

....verso le due di notte ha iniziato ad abbaiare come un forsennato per casa. Lì un po mi sono insospettita, Rudy è sempre stato un cane così buono..”

Ma non finisce qui, infatti, poco prima che il terremoto esplodesse in tutta la sua violenza, il cane, come un vero e proprio eroe, ha letteralmente preso la sua padrona e l’ha trascinata fuori casa.

“Ha iniziato a tirarmi per la magliettina, non capivo all’inizio, e non smetteva neanche dopo i rimproveri, così mi sono decisa a scendere fuori, dove il cane mi ha trascinato, e poi istanti dopo l’inferno.” È molto scossa Anna mentre racconta la storia tra le lacrime “Ho perso amici, e conoscenti, nonché tutti i miei beni. Sono grata a Rudy, che è un cane super intelligente, e adesso gli devo la vita. Spero solo che riusciremo a sopravvivere adesso.”

Marco Toti ha detto...

RR
Senza voler fare mera contabilità, è ovvio che questo sisma è paragonabile a quello de L'Aquila, ad esempio dal punto di vista, purtroppo, delle vittime. Non mi pare che di ciò si possa dubitare.

Magno di Borbone ha detto...

http://www.tempi.it/terremoto-i-monaci-di-norcia-salvi-per-un-soffio-tutto-in-macerie-in-pochi-secondi#.V79WusupXqA

tralcio ha detto...

La fede cristiana e il dolore… Tanto dolore… Perché Signore?
Lo chiedono anche in TV, lo chiedono ai sacerdoti. E a volte ci sono risposte evasive...

Gesù tuttavia non ha mai detto che, credendo in Lui, non avremmo conosciuto più il dolore, tanto è vero che il dolore l’ha conosciuto Lui stesso, che è Dio. Gesù ha detto che portare la croce è necessario. Inoltre ha detto che il dolore sofferto va offerto. Non è che il dolore vada cercato, quasi autoinfliggendoselo, ma quando arriva esso va accettato, comprendendone il senso.
Un’anima indisponibile a contemplare il mistero del dolore, che lo stesso Cristo ha assaporato fino in fondo, non potrebbe pretendere di conoscere a fondo la Verità del vangelo, ne’ di trarne più luce di quanto ne tragga chi quella fede non ha. La Madonna, corredentrice, questo l’ha fatto. Il sangue di Cristo è mezzo e prezzo della redenzione, in sacrificio di espiazione. Dalle ferite del corpo martoriato di Nostro Signore non esce semplicemente il sangue tragico e disperante della vittima, certamente penoso e che muove a pietà. In realtà da quelle ferite di un corpo martoriato, travolto dagli insulti ai quali s’è consegnato, escono i raggi di una luce inedita, che si posano a consolare chi a quel dolore dà fede non vergognandosene o scandalizzandosene!
Il dolore redime perché espia. E’ difficile capire il dolore se non si capisce il peccato. Ed è difficile capire il dolore innocente se non si ha fede nell’Innocente che ha patito un dolore assolutamente immeritato, facendone lo strumento di un’espiazione capace di salvare le anime (che residuano vive alla morte dei corpi) da un destino terribile ed eterno. Ancora oggi è così: il peccato offende, ammorba, semina un rifiuto sistematico e tracotante della Verità. Chiede espiazione, della quale il dolore è l’espressione.
L’incomprensione del dolore è l’effetto collaterale della densità delle tenebre, dell’assenza della vera luce. Mentre all’uomo piace parlare d’amore, facendone giustificazione ai propri peccati, ecco che pare assurdo il dolore, quasi che i propri peccati non esistessero… Il Salvatore ci salva per santificarci, ma è venuto a santificare anche il dolore, senza farne un’insensatezza. Ma il vangelo è un amor che soffre, sapendolo offrire per riparare e guarire. La “ricostruzione” da fare non è solo quella delle cose, se resta il buio dentro.
Chi è scampato a un disastro può chiedersi perché lui sì e un altro no. Chi è malato può chiedere la guarigione. A volte si ringrazia perché la prova “finisce bene”. E’ più difficile capire il perché di una prova, è più difficile leggere già in quella un inizio di qualcosa di importante e non solo la fine (o solo alla fine). La morte non è la conclusione di tutto, ma certe vite possono essere tremendamente finite in un vicolo cieco!
Il male non viene da Dio. Eppure esiste. E il dolore è un’occasione per capire tante cose e da che parte stare. Può esserci il pianto, può esserci il tormento, ma l’anima unita al suo Signore comprende che cosa vien permesso da Dio. A volte è nelle cose che vanno a gonfie vele che Dio diventa totalmente un estraneo!
La croce insegna che soffrire può essere un dono di Dio agli uomini, unione all’esperienza di Cristo. Perciò mezzo, inspiegabile per chi è lontano da tutto questo, per essere salvatori oltre che salvati. Se patire salva, il dolore è un mezzo di salvezza. E se il mondo è pieno di dolore, chiediamoci quanto peccato lo percorra.
...

tralcio ha detto...

...
L’umanità irretita di suggestioni luciferine, ribelle a Dio, superbamente illusa d’essere padrona del proprio tempo, ha educato persino chi ha fede all’incapacità di contemplare la propria fragilità, credendo sempre che certe ore riguardino qualcun altro. Ci illudiamo di poter deviare gli eventi voluti da Dio, creando un destino da noi. E ce ne gloriamo. Salvo, quando i conti non tornano, chiederne conto a Dio. Perché? Dov’eri? Il dolore nasce dal peccato. Il primo autore del castigo all’uomo è proprio l’uomo che asseconda Satana, che ci sprona al peccato. Il dolore per l’occhio solo umano o psichico è un male. Con un occhio soprannaturale, spirituale, contiene un bene più grande, specie per chi offrendosi come sacrificio d’espiazione per le manchevolezze del mondo diventa redenzione per coloro che giusti non sono.
Il dolore di un innocente atterisce in questa vita e dura un istante. Ma la vita è eterna. E quell’anima innocente, che non aveva colpa alcuna, è transitata nella vita che non muore, accanto al Signore che con il Suo dolore innocente è il Salvatore di chi ne vede la luce. Malattie, corruzione, guerra e calamità sono un disordine subentrato all’ordine. Sono frutti del peccato, opera delle tenebre che si oppongono alla Luce.
Il dolore viene dal Male. Gesù non l’ha abolito. L’ha messo in spalla, lasciandosene ferire e rendendocene la luce, così che possiamo unire la nostra offerta per santificare ciò che santo ancora non è. La sofferenza redime e basta guardarsi intorno per capire il bisogno che c’è di redenzione. I nostri conti non tornano? Non paga chi dovrebbe? Dio fa i conti in un modo differente e vedendo dove conduce la precisa razionalità degli uomini, c’è da star sicuri che li faccia molto meglio Lui! Intanto per chi ha di fronte il dolore del fratello, oltre alla contemplazione del mistero del suo dolore, c’è anche l’esercizio dell’amore, così che la misericordia che Dio prova per il malcapitato ci sostenga nell’essere imitatori del Signore anche nella pietà.
La via del dolore è la via del Cielo, perché seguendo quella si imbocca anche la via dell’amore. Il dolore chiede accettazione, non rassegnazione, se non nel disporsi alla volontà di Dio, nella carità verso tutti.
Ci fossero state altre vie, Gesù avrebbe percorso quelle. Ma così non è stato. E così non sarà. La porta è stretta e non l’allargheranno nemmeno i rendering più arditi dei grandi architetti reputati più geniali; non l’allargheranno le larghe vedute dei grandi maestri del pensiero, i filosofi ritenuti più acuti.
Il dolore non viene da Dio. Dio lo permette e noi sappiamo il perché, accettando d’averne anche la parte che il Figlio di Dio accettò di portare al Calvario.

Spero di non scandalizzare qualcuno... bisogna pregare tanto.

Berni ha detto...

Piena sintonia con tralcio - preghiera per i vivi e peri defunti.-
Noi non siamo nessuno per conoscere la volonta' di Dio -seguire con fede la Sua volonta'.
Speriamo che il Signore consoli il cuore di chi e' rimasto e soffre.

Josh ha detto...

Rosa, non so perchè non fanno paragoni col terremoto in E/R, più recente, (2012), è stato bello peso anche quello e in tanti sono ancora nei containers.

Forse per non dover ricordare come il PD, Ferrara, Modena, Mirandola e dintorni e la regione E/R si sono comportate verso i terremotati locali.....

Josh ha detto...

s'è per quello, per i primi 2 giorni, molti giornalisti si sono preoccupati di dirci che ad Assisi nessun danno particolare, l'ecumenica Assisi tanto cara al PostConcilio Ecumenico,
ma ci hanno messo un bel po' prima di parlare di Norcia, in cui tra l'altro c'era stato addirittura uno degli epicentri, ma si sa, lì pregano in latino e quindi....

Japhet ha detto...

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/tecnologie/2013/09/04/edilizia-antisimica-Borbone_9246582.html

Rr ha detto...

Purtroppo, sig. Toti, temo che non c'entrino i morti, ma, oltre alla vicinanza geografica e geologica, un fatto eminentemente politically correct, che Josh ha ricordato.
Però, Josh, a dire il vero, io di Norcia ho sentito subito parlare.

Musulmani su Fb ha detto...

Indubbiamente i terremoti che stanno accadendo in questi giorni - si legge sulla pagina riportato da il Giornale - sono tra i segni che Allah usa per spaventare i suoi servi". Tutta colpa quindi dei miscredenti e della loro Shirk, la falsa fede: "Qualunque sventura vi colpisca - aggiungono nella pagina - sarà conseguenza di quello che avranno fatto le vostre mani".

La pagina islamista non si inventa niente, ma prende spunto direttamente dal Corano e da quelle sure che riconducono le cause dei disastri naturali alla volontà divina: "Se gli abitanti di queste città avessero creduto e avessero avuto timor di Allah, avremmo diffuso su di loro le benedizioni dal cielo e dalla terra. Invece tacciarono di menzogna e li colpimmo per ciò che avevano fatto".

Josh ha detto...

chissà come spiegano allora i terremoti in

_Afghanistran e Pakistan, addirittura ad Islamabad, 7.5 Richter

http://www.repubblica.it/esteri/2015/10/26/news/afghanistan_terremoto_pakistan-125905683/

_Turchia 2011, 7,2 Richter

http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/23/news/sisma_turchia-23718544/

_Arabia saudita ed Egitto, 5.2 Richter

http://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-egitto-magnitudo-5-2-della-scala-richter-dati-usgs-27-06-2015-28010/

_questa di seguito invece sarebbe pura sapienza, anche senza terremoto

http://www.repubblica.it/esteri/2015/09/24/news/arabia_saudita_100_pellegrini_uccisi_e_390_feriti_nella_calca_a_mina-123564814/

mic ha detto...

http://m.ilgiornale.it/news/2016/08/27/i-16-frati-pastori-e-muratori-che-oggi-ridonano-la-vita/1299755/

Anonimo ha detto...

I have a dream, invece di vedere i funerali solenni di stato per le vittime, vorrei si celebrassero i funerali allo stato, a tutti i suoi rappresentanti che niente fanno e faranno mai per prevenire questi disastri è il 4° o 5° terremoto nel giro di pochissimi anni e che hanno fatto? Nulla, solo 'commozione e vicinanza alle vittime', i morti sono morti e sepolti con onore, i vivi? Si arrangino,l'agenda lgbt pro gender intanto va avanti, si comincia da Milano, scuole materne, in via sperimentale.....tanto i soldini li hanno già avuti......che paese di......forse il vdr visiterà i posti, ma al momento è impegnato nelle riprese del film su se steso, vedere su Libero per credere....