sabato 6 agosto 2016

don Elia. Padre Hamel, doppiamente vittima

Grazie, don Elia. Da incorniciare. Una Summa perfetta della situazione.

Don Jacques Hamel è stato vittima non soltanto dei due fanatici musulmani a piede libero che lo hanno sgozzato durante la Messa lo scorso 26 luglio. Ora il suo martirio viene sfruttato dai centri di potere mondialisti e dai chierici loro servi per imprimere una nuova spinta alla studiata strategia del sincretismo religioso e della confusione delle identità. Vien da pensare che il barbaro assassinio del sacerdote ottuagenario sia stato pianificato a tavolino, visti la prontezza con cui le autorità supreme dell’Islam francese si sono autoinvitate a Messa e il servilismo con cui i presuli trans- e cisalpini hanno accettato l’ordine di invasione delle nostre chiese nel giorno del Signore da parte di chi Lo nega come Figlio di Dio e senza sosta attacca la fede cristiana in questo punto preciso. Ben felici di poter recitare le loro bestemmie nel cuore del culto cattolico, gli imam non si sono fatti sfuggire l’occasione in barba alla proibizione coranica, che la giurisprudenza sospende soltanto nel caso in cui presenziare a riti di infedeli possa attirare adepti all’Islam.

Un capo musulmano non può certo essere sincero con chi, secondo le sue convinzioni, va per forza convertito o sottoposto a tributo: egli non ne ha né avrà mai alcuna stima, così come non ne ha di quanti già gli sono soggetti e devono unicamente obbedire alle sue direttive; che siano consenzienti o meno non ha la minima importanza, basta eseguire meccanicamente dei precetti. Poi uno può pure sgozzare la moglie perché ha scambiato con altri uomini qualche messaggio col cellulare, come avvenuto in questi giorni in Francia; è un affare privato, la donna era sua proprietà. Figuratevi che stima e rispetto quel capo potrà avere per noi cristiani e per il nostro culto, che proclama al più alto grado ciò che per lui è una gravissima bestemmia: che Dio abbia un figlio e che quest’ultimo si sia fatto uomo per morire su una croce. Ma quanti preti e fedeli credono ancora realmente alla divinità di Cristo? Non sarà mica per questo che tanti non trovino nulla di sconvolgente nella profanazione di domenica scorsa, ma ne siano anzi entusiasti?

Secondo la teoria della finestra di Overton [vedi], è in questo modo che il potere impone surrettiziamente cambiamenti sociali e culturali al fine di condurre le masse verso situazioni nuove ma artificiali, innaturali, contrarie alla realtà delle cose, facendole a poco a poco percepire come fatti dapprima ammissibili, poi doverosi e infine obbligatori. Dagli incontri di “preghiera” interreligiosi sono arrivati al coinvolgimento di musulmani nella santa Messa – quando invece, nei primi secoli, anche i catecumeni ne erano allontanati dopo l’omelia. Quale sarà la prossima tappa del programma? Che i maomettani usino sistematicamente le nostre chiese come moschee, come già è loro concesso da alcuni parroci zelatori della cultura dell’incontro? Ciò che è certo, in ogni caso, è che d’ora in poi sarà impossibile far comprendere ai nostri fedeli – specie ai giovani e ai bambini – le differenze essenziali tra l’unica vera fede e le false credenze, come già la necessità di una piena appartenenza alla Chiesa Cattolica ai fini della salvezza eterna.

Anche la storia cristiana va riscritta da cima a fondo in conformità al nuovo credo. Come ho potuto apprendere dalla recita conclusiva dell’oratorio estivo in un ridente villaggio lombardo, il grande santo di Assisi (dopo aver lasciato tutto perché aveva trovato la sua felicità ad aiutare i poveri) andò da Saladino per cercare di porre fine alla guerra tra cristiani e musulmani. San Bonaventura, dal canto suo, narra con dovizia di particolari [qui] la sfida lanciata da san Francesco al sultano allo scopo di mostrargli la verità della fede cristiana e di provocarne la conversione; ma questa è di certo una rilettura ideologica successiva: il Poverello non poteva parlare che di pace. Queste idee, nella mente di un bambino, diventano certezze indiscutibili che si sedimentano poi come un tappo ermetico a qualsiasi tentativo di mostrargli la realtà storica; chi in seguito ci proverà sarà da lui guardato di sottecchi con sospetto o ironia: un povero matto o un invasato di destra… Come convincerlo, più a monte, che il brillante figlio di Pietro Bernardone cambiò vita perché sedotto da Cristo, piuttosto che per ragioni sociologiche e con una motivazione puramente soggettiva?

Nella stessa parrocchia, una conferenza sull’emergenza dell’ideologia gender e delle “unioni civili” ha suscitato diffidenza e prevenute prese di distanza: un’iniziativa politica non dovrebbe essere ospitata in chiesa. Un gruppo di famiglie cattoliche con numerosi figli e il loro relatore hanno così ricevuto un’accoglienza ben meno calorosa di quella che, altrove, è stata riservata agli islamici: troppo identitari, schierati, portatori di divisione, restii a quell’inclusione misericordiosa di cui, secondo il segretario dei vescovi italiani, sarebbe stato maestro Abramo. Dato che il soggetto in questione non può essere così ignorante da non conoscere la storia biblica, siamo di fronte a un’altra evidente mistificazione, come quella già subita da san Francesco. Quella gente ha tanta stima dei giovani che li tratta da perfetti cretini; se poi non fossero abbastanza informati sul sesso, eccoli a distribuire opuscoli a centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze che, passando una calda notte estiva ammucchiati su un prato, non devono averla occupata tutti solo sgranando rosari…

I nostri presunti Pastori si sono venduti al nemico, agitandosi come banderuole per assecondarlo in tutto come gira il vento. «Vattene, Satana», ha ripetuto più volte l’esangue don Jacques sul punto di  rendere l’anima a Dio. Possiamo facilmente immaginare che cosa il nemico del genere umano gli stesse sibilando nella mente: «Vedi come ti lascia crepare Colui che hai servito per tutta la vita? Peggio di un cane, proprio te che, con i tuoi ottantasei anni, ti ostinavi a rinnovare ogni giorno quell’atto che ha segnato la nostra rovina e ogni volta ci infligge una nuova sconfitta… Guarda come ti sta ricompensando: che aspetti a rinnegarlo?». Bisogna che noi ministri veniamo a trovarci tutti in una situazione del genere per respingere il diavolo e le sue seduzioni? Se tutte le religioni sono uguali e chiunque si salva senza fede né opere, i beni eterni non valgono un bel nulla e la Chiesa diventa un’organizzazione umanitaria che aiuta la gente a vivere meglio su questa terra. Se Dio non richiede almeno il desiderio della salvezza in chi, senza sua colpa, non conosce Cristo Salvatore, bisogna concludere che Egli la impone anche a chi non la vuole, in modo ingiusto e arbitrario. Ciò non è degno né di Lui né dell’uomo.

Nessuno, ovviamente, fa di queste affermazioni in modo esplicito, ma certe azioni parlano molto meglio dei discorsi: in fin dei conti, il messaggio che è passato domenica scorsa è proprio questo. Molti chierici e religiosi, in realtà, sono stati formati in modo da odiare la Chiesa Cattolica e la sua storia per quello che sono, contrapponendo ad esse un ideale astratto e una revisione storica di chiara impronta marxista. Non cediamo però all’amarezza né allo scoraggiamento: sarebbe una mancanza di fede in Colui che tiene il mondo nelle mani e dirige la storia in modo infallibile. «Sono stati confutati e sono arrossiti tutti: insieme se ne sono andati in confusione i fabbricanti di errori. […] Verranno al Signore e saranno confutati quanti gli si oppongono» (Is 45, 16.24 Vulg.). Nella traduzione di san Girolamo, il profeta vede la futura vittoria di Dio come un fatto compiuto: la fede ci fa vedere già realizzato quanto da Lui promesso. Preghiamo perché non debba scorrere troppo sangue prima che, nel Suo stesso Popolo, si cominci a rinsavire, a cominciare dalle guide. 

49 commenti:

Anonimo ha detto...

Alle Olimpiadi la prima squadra di rifugiati. Papa Francesco ha mandato un saluto e un augurio di successo.
Auguri pure al nostro mondo sottosopra.

Anonimo ha detto...

Il "nuovo credo" di Francesco e della nuova chiesa continua, nella meditazione a Santa Maria degli Angeli ad Assisi, arrivando ad incoraggiare i fedeli a tapparsi la bocca in confessionale. Siamo esattamente al contrario di ciò che i grandi Santi (compreso il martirio di padre Hamel) e la sana dottrina, ci hanno sempre insegnato. Leggendo tutta la meditazione, si comprende facilmente, che tutta la prima parte non esce dalla mente e dalla penna di Bergoglio, ma l'ultima parte che riporto, in quanto a doppiezza, ambiguità, ma anche completa sfacciataggine oltre che "nuova presuntuosa e falsa dottrina" proviene proprio dal portavoce della falsificazione dei Sacramenti:

".....Cari fratelli e sorelle, il perdono di cui san Francesco si è fatto “canale” qui alla Porziuncola continua a “generare paradiso” ancora dopo otto secoli. In questo Anno Santo della Misericordia diventa ancora più evidente come la strada del perdono possa davvero rinnovare la Chiesa e il mondo. Offrire la testimonianza della misericordia nel mondo di oggi è un compito a cui nessuno di noi può sottrarsi. Ripeto: offrire la testimonianza della misericordia nel mondo di oggi è un compito a cui nessuno di noi può sottrarsi. Il mondo ha bisogno di perdono; troppe persone vivono rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono, rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace. Chiediamo a san Francesco che interceda per noi, perché mai rinunciamo ad essere umili segni di perdono e strumenti di misericordia."
Fin qui nulla da eccepire, ma ......il seguito è vergognoso:

"Possiamo pregare su questo. Ognuno come lo sente. Invito i Frati, i Vescovi ad andare nei confessionali – anche io ci andrò – per essere a disposizione del perdono. Ci farà bene riceverlo oggi, qui, insieme. Che il Signore ci dia la grazia di dire quella parola che il Padre non ci lascia finire, quella che ha detto il figliol prodigo: “Padre ho peccato contro…”, e [il Padre] gli ha tappato la bocca, lo ha abbracciato. Noi incominciamo a parlare, e Lui ci tapperà la bocca e ci rivestirà... “Ma, padre, domani ho paura di fare lo stesso…”. Ma torna! Il Padre sempre guarda la strada, guarda, in attesa che torni il figliol prodigo; e tutti noi lo siamo. Che il Signore ci dia questa grazia."

http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/speeches/2016/august/documents/papa-francesco_20160804_assisi-santamariadegliangeli.html

Cronicasdepapafrancisco ha detto...

il Confessionale è un passaggio obbligatorio per ricevere la Misericordia di Dio e il prete non è il “Padre Nostro”, è colui che, mandato dal Signore Gesù in Sua vece (non in Sua assenza, non lo sostituisce) esercita la Sua autorità di perdonare, assolvere, ma il prete non ha la palla di vetro e non conosce i nostri peccati. Ha quindi bisogno di sapere di che cosa ci accusiamo, anche per comprendere la gravità di un peccato, o se si tratta di solo peccato veniale, se è il caso di avviare un cammino, un percorso di penitenza, o se bastano piccole penitenze.

Dal latino “confessus”, il confiteri significa letteralmente «dichiarare spontaneamente, confessare, parlare, dire il vero…» e scaturisce da un comando di Gesù (Gv 20,21-23). Possiamo citare anche il Vangelo di Matteo: “In verità vi dico che tutto ciò che voi legherete sulla terra, sarà legato anche in cielo e tutto ciò che voi scioglierete sulla terra, sarà sciolto anche in cielo.” (18,18)

L’assoluzione non è automatica, ci sono casi in cui questa non può essere data, e il confessionale non è come timbrare un cartellino per far vedere che c’è stata la nostra presenza. Bisogna “confessarsi” appunto, non dialogare con il prete. Senza dubbio che il “Padre Nostro” può “tappare la bocca” a chiunque, a noi, anche al prete, anche a un Papa, ma se ha dato il mandato ad esercitare questa missione, c’è anche bisogno che il prete sappia di quali peccati il penitente si accusa, così come il peccatore deve sapere e capire la gravità dei propri peccati, anche per assumersi la responsabilità.

La confessione dei peccati è strettamente legato alla “penitenza”, per questo si chiama anche Sacramento della Penitenza, ma se non diciamo questi peccati quali sono, di quale penitenza si può parlare? E se il prete non viene a conoscenza dei peccati, della loro gravità o meno, in base a cosa potrà dare la giusta penitenza, giacché la pena deve corrispondere al grado di peccato commesso? Lo dice il Catechismo!

1450 « La penitenza induce il peccatore a sopportare di buon animo ogni sofferenza; nel suo cuore vi sia la contrizione, nella sua bocca la confessione, nelle sue opere tutta l’umiltà e la feconda soddisfazione».

1455 La confessione dei peccati (l’accusa), anche da un punto di vista semplicemente umano, ci libera e facilita la nostra riconciliazione con gli altri. Con l’accusa, l’uomo guarda in faccia i peccati di cui si è reso colpevole; se ne assume la responsabilità e, in tal modo, si apre nuovamente a Dio e alla comunione della Chiesa al fine di rendere possibile un nuovo avvenire.

1456 La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramento della Penitenza: « È necessario che i penitenti enumerino nella confessione tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza, anche se si tratta dei peccati più nascosti e commessi soltanto contro i due ultimi comandamenti del Decalogo, perché spesso feriscono più gravemente l’anima e si rivelano più pericolosi di quelli chiaramente commessi »

«I cristiani [che] si sforzano di confessare tutti i peccati che vengono loro in mente, senza dubbio li mettono tutti davanti alla divina misericordia perché li perdoni. Quelli, invece, che fanno diversamente e tacciono consapevolmente qualche peccato, è come se non sottoponessero nulla alla divina bontà perché sia perdonato per mezzo del sacerdote. “Se infatti l’ammalato si vergognasse di mostrare al medico la ferita, il medico non può curare quello che non conosce”».

Ci fermiamo qui e ci chiediamo: come può un Papa insegnare il contrario di ciò che insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica? Abbiamo capito male noi, o si è spiegato male lui? Nel lecito dubbio, noi consigliamo di NON TACERE nel confessionale, non tacete!

Rr ha detto...

chi ne sa più di me, com'è esattamente il passo del Vangelo sul figliol prodigo? perché a me pare di ricordare che il padre lo lascia parlare e confessare, prima di abbracciarlo e perdonarlo, e non si dice da nessuna parte che poi il figlio si riprometta di ricadere nel peccato. C'è solo il commento dell'altro figlio (col quale, confesso, mi sono sempre identificata) e la risposta del padre.

Anonimo ha detto...

El Papa e i suoi seguaci si stanno rigirando Vangelo e Santi a loro uso e ad uso dei loro potenti referenti laici. Tra un po' diranno che San Francesco avrebbe votato per Killary Klinton e che quando è andato a trovare il Saladino, già che c'era, ne ha approfittato per celebrare delle nozze gaie sul posto. D'altra parte, a suo tempo, nella nuova versione della famosa parabola era rimasto solo il "Va" mentre era sparito il "...e non peccare più". Orwell era un principiante di fronte ai nostri furbacchioni.
Miles

Anonimo ha detto...

http://www.lafedequotidiana.it/don-mario-pieracci-un-errore-la-presenza-degli-islamici-a-messa/

Anonimo ha detto...

la Madonna ad Anguera (al veggente Pedro Regis) ha detto(2/7/2016):
"Non potete soffocare la verità col pretesto di una falsa carità"

lister ha detto...

Ma basta col far passare questo prete per martire della Chiesa Cattolica!
Costui è rimasto vittima dell'apostasia da lui stesso intrapresa.
Come da insegnamento della Chiesa 2.0, stava celebrando una falsa messa-invito-a-cena, non il rinnovamento incruento del Sacrificio sulla Croce.
Aveva regalato un terreno ai musulmani per costruirvi una moschea e con l'imam aveva realizzato un "comitato interconfessionale" (?!).
L'hanno ucciso gli amici dei suoi amici.
Chi semina vento raccoglie tempesta.
E, come se non bastasse, i suoi amici "interconfessionali", in ossequio alla taqiyya, hanno avuto l'ardire di prendere le distanze dagli assassini, non di pronunciare un "mea culpa".
E sono stati invitati alle esequie.
Ed è stato loro concesso di leggere in Chiesa (!!) alcuni versetti del satanico Corano!
Ma basta!

mic ha detto...

Lister,
Sulla diminutio della Messa riformata d'accordo. Ma non tutti i sacerdoti della Chiesa conciliare - nonostante le inappropriate accentuazioni e l'assurda creatività che essa permette - la celebrano senza la consapevolezza che alla Consacrazione si compie il Santo Sacrificio.
Inoltre, padre Hamel, nel momento supremo non ha rinnegato il Signore ed è in questo che si condensa tutta la sua vita di sacerdote e di credente. Il resto, attribuibile all'andazzo modernista ormai pervasivo, rientra nella fragilità dei tanti che se ne lasciano condizionare.
Evidente la lezione per tutti. Ma effettivamente ciò che è seguito è stato volto a favore dei muslim e, sì, purtroppo è ancor più cocente il rammarico e la sofferenza di noi credenti.

Anonimo ha detto...

"Basta far passare questo prete per martire della Chiesa cattolica". Penso che in cielo riceveremo parecchie sorprese. Dio, anche all'ultimo istante di vita, se c'è sincero pentimento, come il buon ladrone, può portarci direttamente in Paradiso. Chi si lamenta (con Dio) di questa sua eccessiva bontà (come il fratello del figliol prodigo) dimostra di non aver compreso che la Carità di Dio è altro rispetto alla nostra carità. Padre Hamel è martire, irrigidirsi per le sue azioni o convincimenti prima dell'estremo sacrificio della sua vita, senza riconoscerlo come tale, è porsi .....al di sopra di Chi scruta i cuori e solo ne è Giudice. Preghiamo piuttosto che nel nome di Gesù ogni ginocchio, cuore, mente, volontà, si pieghi alla suprema Volontà Divina e confidiamo nell'intercessione di Maria, che preghi per noi peccatori, tutti, adesso e nell'ora della nostra morte. Nessuno può essere certo che non sia particolarmente difficile la lotta decisiva negli ultimi istanti di vita e nessuno sa, con certezza, tranne Dio e i Santi a cui lo rivela, la destinazione finale di un'anima.

Anonimo ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/venezia-sputano-crocifisso-poi-fuggono-1294774.html

Luigi Rmv ha detto...

Sul 'tappo alla bocca' durante la Confessione, posso testimoniare che è messo in pratica già da qualche anno.
Non so voi, ma mi è capitato spesso di dover fare uno sforzo per resistere alle continue interruzioni del confessore appena apro bocca per descrivere il peccato che intendo accusare.
Alcuni sembra che si vogliono semplicemente sbrigare, sottovalutando i peccati ai quali do più importanza io rispetto a loro, evidentemente.
Questo ha causato anche qualche mia dimenticanza, tanto che me li appunto per iscritto; ma anche così, quando capita il confessore "smart", la confessione diventa difficile.

Ultimamente l'assurdo:
appena ho aperto bocca, il giovane confessore ultra modernista (che puzzava da morire) mi ha interrotto dicendo che ho ricevuto molti doni.
Deduco che tale apprezzamento derivi dal semplice accenno al fatto che non mi confessavo da circa due mesi e dal tipo di peccato, come se fossero eventi così rari da essere considerato una specie miracolato, un santo.

Mi ha chiesto se seguo un gruppo, come se solo così fosse possibile arrivare a cotanta santità.
Confessione faccia a faccia, che mi disturba molto, anche se in ginocchio (le ho fatte anche seduto, alle quali mancava solo il barista che ci portava l'aperitivo).
Sul mio peccato abbastanza comune, mi da una serie di spiegazioni in linguaggio bergogliano.
Come in altre confessioni, mi dice la solita frase, sentita anche da altri confessori:
"la pastorale e' cambiata"
Vedendomi perplesso, mi chiede:
"cosa ne pensi?, ti dispiace se passiamo al tu? E'importante dialogare"
Io gli rispondo:"Non ha importanza cosa penso io, non è la sede, sono qui per confessarmi, il discorso è anche lungo e c'è gente che aspetta"
Lui:"non fa niente, il dialogo è importante"
Io, cercando di stingere e metterlo alle strette, saperndo gia' che mi sarei dovuto riconfessare, gli rispondo:
"il punto è sè è peccato oppure no, perché se non è più peccato non lo confesso più, è inutile, e' lei il confessore ed è' lei che deve dirmelo"
Preciso che continuerò a confessarlo sempre, ma a quel punto volevo vedere che diceva.
Continua con una girandola di parole in perfetto linguaggio bergogliano, dicendomi che lo e' ma molte persone che non hanno ricevuto i miei doni hanno bisogno di conforto, accompagnamento, ecc.,
Gli rispondo:"questo è compito suo, non sono certo io a dire come lei si deve comportare con queste persone, io sono qui per confessare i miei peccati, magari fuori dal confessionale possiamo anche dialogare. Io le posso dire che, se ho ricevuto questi doni, è grazie alla Dottrina tradizionale della Chiesa cattolica, al catechismo e a un po' di perseveranza e umiltà, cose che la Chiesa insegna da secoli. Tramite internet. Quindi confesso questo peccato"
Proseguo cercando di elencare gli altri, anche se distratto e senza piu' un briciolo di raccoglimento. Una fatica.
Continua a rispondermi e a cercare un consenso da me sulle sue modernità bergogliane, mi invita ai suoi gruppi, mi da il suo numero di telefono e mi saluta.

Lo guardo e non mi alzo, lui mi guarda perplesso.
Gli dico:"e l'assoluzione?"
Lui, frettoloso, come se fosse una formalità, recita la formula e non mi fa dire nemmeno l'atto di dolore.
Non la considero valida, non lo so, sono veramente scandalizzato, allibito, frastornato e sto crecando un posto in cui confessarmi di nuovo.
Ora sto in vacanza ed è ancora più difficile riconfessarmi, tra l'altro questa parrocchia in cui mi trovo è anche bergogliana.
Anche se non c'entra, mi viene in mente la domanda di San Pietro:
"Signore, da chi andremo?" ...
e aggiungo "...a confessarci? Ti prego, manda nuovi Sacerdoti confessori nella tua messe, ormai siamo abbandonati a noi stessi senza pastori, solo Tu ci puoi assistere!"

Luigi Rmv ha detto...

Anonimo 22,50, la notizia è orrenda, ormai alzano il tiro sempre piu'.
L'ho letta anche io adesso sul Messaggero, fosse stato uno scandalo nella Chiesa, tutte prime pagine e trasmissioni in prima serata per giorni e giorni.

Aggiungo la descrizione, il fatto nudo e crudo:
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/venezia_sputi_crocifisso_san_zulian-1899667.html
"VENEZIA - Dopo il braccio spezzato al Cristo 700sco di San Geremia da parte di un franco-magrebino (ora espulso) pochi giorni fa gli sputi a un altro crocifisso nella chiesa di San Zulian, a pochi passi da San Marco sotto gli occhi del sorvegliante: protagoniste 4 islamiche, velate. Poi si sono allontanate confondendosi fra i turisti.

E ancora nella chiesa di San Zulian ieri due giovani orientali hanno fatto la fila per la comunione e poi hanno sputato la particola a terra, lasciando di fretta la chiesa. E c'è anche chi entra per pregare Allah. Il parroco don D'Antiga lo racconta con particolari, alle rimostranze del sacrestano rispondono: «Possiamo, il Papa ci ha dato il permesso»."

Lo dedico a Bergoglio, a Bagnasco, a Scola, al vescovo di Bari, ai vescovi e parroci che hanno consentito a questi ignobili criminali islamici, seguaci di un falso profeta e di Satana, di profanare i luoghi sacri del Padre, del Figlio Gesù nostro Signore, dello Spirito Santo e della Vergine Maria in tutta Europa.

AVETE DATO LE PERLE AI PORCI, che le hanno calpestate con le loro zampe piene di letame e si sono rivoltati per sbranarci.
Lo stanno facendo ogni giorno e spero che sbranino anche voi, principali colpevoli di questo scempio blasfemo.
Siete diventati ciechi e stolti, perché avete perso la fede e avete preferito gli applausi dei nemici della Chiesa per apparire buoni ai loro occhi.
Per la vostra vanagloria avete consegnato Cristo e i suoi discepoli nelle mani di assassini senza Dio.

ORA CHE AVETE GUADAGNATO I VOSTRI TRENTA DENARI, CHE ALTRO VOLETE?!?

QUANTE PROFANAZIONI DOVRANNO ESSERE PERPETRATE, QUANTO SANGUE DI MARTIRI CRISTIANI INNOCENTI DOVRÀ SCORRERE PERCHÉ VI RENDIATE CONTRO DELLE VOSTRE GRAVISSIME COLPE E VI CONVERTIATE?

Josh ha detto...

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11941933/venezia-quattro-islamiche-sputano-sul-cristo-della-chiesa-di-san-zulian-.html

Nella chiesa di San Zulian, a Venezia, a due passi da piazza San Marco, sputi islamici su un crocifisso. Il tutto sotto gli occhi del sorvegliante. Autrici del gesto quattro donne velate, che dopo lo sfregio si sono allontanate confondendosi tra i turisti. Un ultimo episodio di intolleranza, dopo che ieri due orientali hanno fatto la fila per la comunione per poi sputare a terra la particola. Una chiesa sotto assedio, tanto che c'è chi entra per pregare Allah. Il parroco, don D'Antiga, spiega che alle sue rimostranze i provocatori spiegano: "Possiamo, il Papa ci ha dato il permesso di farlo". Una lunga scia di provocazioni, alle quale si aggiunge il braccio spezzato pochi giorni fa al Cristo settecentesco di San Geremia: autore un franco-magrebino che è stato espulso dall'Italia.

Ecco in che condizioni ci mettono le politiche mondialiste e i proclami progressivamente più assurdi di Franciscus.

Anonimo ha detto...

Siamo pieni di preti disadattati che non sanno che amare il nemico non significa lasciargli imporre la sua religione.

Anonimo ha detto...

Siamo pieni di preti disadattati che non sanno che amare il nemico non significa lasciargli imporre la sua religione.

lister ha detto...

Mic,
io non credo che ci sia qualche sacerdote della Chiesa 2.0 (e Hamel lo era) che celebri convinto che, nella loro Messa, si compia veramente il Santo Sacrificio, neanche il Perito chimico, visto che, alla Consacrazione non si inginocchia.
Non dubito che Hamel, morendo, non abbia rinnegato il Signore, ma è certo che, in vita, non ha fatto altro che mischiare il grano col loglio e di questo dovrà rendere conto al Signore.
Per dichiararlo "martire" della Chiesa Cattolica, poi, ce ne corre: è semplicemente (eventualmente) uno che è morto in grazia di Dio.
Leone III ammoniva di "evitare qualsiasi rapporto con coloro che si nascondono dietro la maschera della tolleranza, del rispetto di tutte le religioni, della mania di conciliare le massime del Vangelo con quelle della rivoluzione, Cristo con Belial, la Chiesa con lo Stato senza Dio".
Costui, come -invero- la quasi totalità del clero, se n'è infischiato di quelle parole.
Martire? Bah!

Anonimo ha detto...

Ci sono Santi e Santi, Martiri e Martiri: chi conduce la sua vita servendo Dio, con preghiere, suppliche, sacrifici e penitenze, ricolma di meriti e virtù e chi ne compie pochi, altri, compiono anche una sola vera preghiera in punto di morte. Martiri che hanno il dono di venire confortati, in punto di morte, dalla visione della Santissima Madre di Dio e dei suoi Santi, e altri, come padre Hamel, che lottano e testimoniano questa estrema e durissima lotta, con Satana, prima di essere trucidati (la differenza non mi pare di poco conto, chi può dire che una lotta di tal genere, superandola, non lavi, unito al sangue di Cristo, una infinita' di colpe?) Sono entrambi Martiri, la cui Santità la conosce Dio, che riserva a ciascuno differenti doni, nella sua Infinita Sapienza. Spero e prego che Dio, salvi molti Sacerdoti, accecati dalle varie distorsioni entrate nella dottrina cristiana e doni loro di riconoscere gli errori o comunque, testimoniare la loro Fede in Cristo, fosse anche in punto di morte, piuttosto che si dannino eternamente.

Anonimo ha detto...

Il cristianesimo non è una religione

Il cristianesimo, in sé, non è una concezione della realtà, non è un codice di precetti, non è una liturgia. Non è neppure uno slancio di solidarietà umana, nè una proposta di fraternità sociale. Anzi,

il cristianesimo non è neanche una religione. È un avvenimento, un fatto. Un fatto che si compendia in una persona. Oggi si sente dire che in fondo tutte le religioni si equivalgono perché ognuna ha qualcosa di buono. Probabilmente è anche vero. Ma il cristianesimo, con questo, non c’entra. Perché il cristianesimo non è una religione, ma è Cristo. Cioè una persona.”
(Cardinale Giacomo BIFFI, Arcivescovo di Bologna)

Josh ha detto...

@anonimo 8 agosto 2016 14:34

grazie d'aver ricordato il passaggio di Biffi, ricordo quando spesso lo affermava.
E spesso aggiungeva alla fine: il Cristianesimo è una Persona, Gesù Cristo che è poi risorto e Dio vivente.

Il pensiero ora non può non andare alla sconsiderata gestione del vescovato bolognese con Zuppi e le sue concelebrazioni con l'islam, ramadan, auspici di moschee, musulmani a Messa & co.

Fino pochi anni fa e fino all'ultimo, Biffi era sotto scorta per le sue pacate e teologicamente fondate affermazioni sull'immigrazione e sull'islam, e rimaneva sotto scorta fino alle visite alle parrocchie più remote, sotto scorta anche sull'altare.

Oggi invece gli islamici ce li troviamo in chiesa che spadroneggiano, leggono sure a Messa, con il vescovo complice e contento.
Lo chiamano "dialogo".

Alfonso ha detto...

Il botta e risposta fra Lister e l'anonimo con l'opinione di Mic:
- "Ma basta col far passare questo prete per martire della Chiesa Cattolica!
Costui è rimasto vittima dell'apostasia da lui stesso intrapresa."
- "Inoltre, padre Hamel, nel momento supremo non ha rinnegato il Signore ed è in questo che si condensa tutta la sua vita di sacerdote e di credente."
- "Dio, anche all'ultimo istante di vita, se c'è sincero pentimento, come il buon ladrone, può portarci direttamente in Paradiso. Chi si lamenta (con Dio) di questa sua eccessiva bontà (come il fratello del figliol prodigo) dimostra di non aver compreso che la Carità di Dio è altro rispetto alla nostra carità. Padre Hamel è martire, irrigidirsi per le sue azioni o convincimenti prima dell'estremo sacrificio della sua vita, senza riconoscerlo come tale, è porsi .....al di sopra di Chi scruta i cuori e solo ne è Giudice."
- "Per dichiararlo "martire" della Chiesa Cattolica, poi, ce ne corre: è semplicemente (eventualmente) uno che è morto in grazia di Dio."
Mi chiedo: ma gli ultimi momenti della vita terrena di questo sacerdote sono poi noti e sicuramente veri?
Considero: attenzione a non cadere in falsi miraggi per la subconscia propensione al giustificazionismo assoluto. Dirsi sicuri di aver compreso esattamente cosa sia la "bontà" o la "carità" di Dio, che è poi lo stesso che parlare della "misericordia" quale è intesa nel neolinguaggio bergogliano, è alquanto presuntuoso, perchè il giudizio di Dio è ignoto a noi tutti finchè viviamo. Quindi, caro anonimo, abbia meno certezza su chi va e chi non va in Paradiso, non mettendosi lei al di sopra di "Chi scruta i cuori (se poi ne avesse tempo, mi spieghi cosa lei intende per scrutare il cuore).
Ricordo,e non lo faccio per blasfemia : "La storia di Cepparello (o Ciappelletto) è davvero emblematica: un incallito peccatore riesce, in punto di morte, ad ingannare i suoi confessori e a passar per santo, con tanto di seguito di fedeli devoti."

mic ha detto...

Alfonso,
la sua conclusione col riferimento a ser ciappelletto non c'entra nulla col caso di p. Hamel.
Quanto allo 'scruta i cuori' che appartiene a Dio non mi pare ci sia bisogno di spiegazioni.
La dinamica dell'accaduto e le ultime parole del martire non sono nostre illazioni, ma risultano da testimonianze di chi era presente e dalle parole del suo vescovo.

lister ha detto...

Dice:
"... e altri [martiri], come padre Hamel, che lottano e testimoniano questa estrema e durissima lotta, con Satana, prima di essere trucidati"

Massì, onoriamolo e veneriamolo come santo!!!
Ma per carità...!
Quelle parole se l'è inventate l'Arcivescovo durante la sua omelia: "Hai detto 'vattene satana', vero, Jaques?". E, anche se vere, le diceva cercando di difendersi dal suo assassino, non da Satana nella sua funzione tentatrice.

Martire è colui che ha testimoniato la propria Fede in Cristo "usque ad sanguinis effusionem".
Effusione di sangue nel testimoniare la Fede in un contesto ostile, in odio alla Fede stessa.
Quale contesto ostile lo circondava? Quale testimonianza di Fede ha mai dato costui che, al contrario, si era dimostrato fiancheggiatore di Satana regalando a Satana un terreno per costruirvi il suo tempio?
Addirittura costui, in ossequio ai dettami di un Perito chimico e di altri suoi sodali, aveva rinnegato gli insegnamenti e gli ammonimenti della Chiesa.
Non è "martire" ma semplicemente un poveraccio assassinato in nome di Allah: quello "stesso dio unico" -come gli ultimi papi l'hanno definito- che lui ha, indirettamente, servito.

lister ha detto...

Sì, mic:
la conclusione di Alfonso "col riferimento a ser ciappelletto non c'entra nulla col caso di p. Hamel"
Serve, però, ad instillare un dubbio sulla "santa morte" del soggetto.
Così come il Doge, rivolto alla giuria, prima di emettere una sentenza di morte, ammoniva:
"Ricordéve del pòaro fornaréto".

Anonimo ha detto...

una cosa è certa: se è vero che aveva costituito un comitato interconfessionale, come si fa a riconoscere in p. Hamel la virtù della Fede in grado eroico, nonchè la Fortezza come nei Santi Martiri ?
(s'intende la Fede teologale nell'Unico Vero Dio Trinitario)

Alfonso ha detto...

Una replica a giustificazione della mia buona intenzione.
Cara Mic, ripeto che "sarebbe bello poter parlare con linguaggio conciso, chiaro ed esaustivo, certi che l'interlocutore comprenda esattamente il pensiero che viene espresso, senza dovere continuamente precisare." Sarebbe bello essere spartani nel parlare, ma così non è. Fraintendimento in più o in meno, preferisco pronunciarmi in particolari situazioni con linguaggio alquanto allusivo per non offendere gli spiriti sensibili. Allusivo in merito al ripetuto riferimento allo "scrutare i cuori" il cui significato generale ovviamente lo apprendiamo dalle Scritture e dal Catechismo ( es. "Padre che conosci i cuori" , "Il Figlio di Dio anche nella sua conoscenza umana mostrava la penetrazione divina che egli aveva dei pensieri segreti del cuore degli uomini), ma che da parte dell'anonimo mi pare che si riferisca alla sicura, preventiva, e senza condizione, giustificazione della presunta buona intenzione "del cuore" di chicchessia. Il riferimento al personaggio del Boccaccio, poi, cara Mic è stata una provocazione, generica e non per il caso in discussione, contro la "certezza" dei giudizi umani, un pericolo da non sottovalutare anche da chi sa bene fin dove può arrivare la menzogna. Cara Mic, non mi giudichi uno sprovveduto o un superficiale commentatore, o quanto meno mi conceda il beneficio del dubbio. Con sincera e sempre rinnovata stima.

Imolaoggi ha detto...

sito web di notizie di AWD, citato da Moscow Times, ha segnalato che il presidente russo, presumibilmente, ha avuto una discussione con Yardim, criticando la politica estera turca e il suo ruolo malevolo in Siria, Iraq e Yemen sostenendo i terroristi di al-Qaeda. Il colloquio è poi degenerato con l’ambasciatore turco in una polemica feroce.
Anche il sito web Repubblican ha riferito che, secondo le informazioni ottenute dal Moscow Times, l’incontro tra Putin e l’ambasciatore turco è stato pieno di risentimento reciproco dove Yardim ha respinto tutte le accuse russe, dando la colpa alla Russia per la guerra civile prolungata in Siria.
«Puoi dire al tuo presidente dittatore che può andare al diavolo con i suoi terroristi dell’Isis e renderò la Siria un’altra grande Stalingrado per Erdogan e i suoi alleati sauditi che non sono meno crudeli di Adolf Hitler», ha risposto Vladimir Putin, dopo 2 ore discussione ed aver messo alla porta l’emissario turco.
Putin ha continuato dicendo che il suo paese non abbandonerà il legittimo governo siriano e collaborerà con i suoi alleati, in particolare Iran e Cina, per trovare una soluzione politica alla guerra interminabile in Siria.

Anonimo ha detto...

http://www.riscossacristiana.it/festa-sincretista-a-reggio-emilia-di-cristiano-lugli/

non ci sono parole ha detto...

La conclusione dal link

” Faccio mie le parole di Papa Francesco – conclude l’imam– uomo molto saggio: le cause dei mali del pianeta non sono le religioni, ma gli interessi economici, politici e di potere”.

A parte il fatto che è doveroso precisare quanto detto da Bergoglio: “Questa guerra non è una guerra di religione“, ma ad ogni modo il predicatore islamico mica è scemo! …Se nemmeno il Papa mi dice che è colpa mia, io posso essere così fesso da auto-colpevolizzarmi? Sarà molto meglio che lo lasci continuare a pensare così, e magari di tanto in tanto dico pure che è saggio.

Questo, cari amici, è il panorama reggiano il quale non è altro che un terreno preparato da un bel pezzo, a cui faranno seguito tante altre vicende, in tante altre città. I preparativi sono già in atto da tempo come ci dice sempre uno dei due inviati al “centro islamico”:

“Il dialogo tra reggiani cristiani (cattolici è troppo specifico forse n.d.r.) e islamici non è cosa nuova. Da un paio d’anni vanno avanti scambi periodici sia presso le parrocchie, sia presso i centri islamici, per una conoscenza reciproca”.

Seppur tutto sappia di chat-line che organizza incontri al buio, purtroppo questa è la realtà in cui sono coinvolti in modo speciale tanti giovani. A tal proposito ci piacerebbe sapere cosa ne pensa il Vescovo. Sarei pure tentato di chiederlo, ma per la paura della risposta non credo lo farò mai.

Intanto, per concludere questo nauseabondo argomento senza dilungarmi ancora, faccio mia – con la speranza di poterla far diventare anche vostra – la riflessione che fece il gigante Vescovo di Tulle, che per giunta gli costò una condanna emessa il 21 marzo1991 dopo che LICRA (Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo) lo portò in tribunale a pochi giorni dal termine del suo pellegrinaggio terreno (Monsignor Marcel Lefebvre spirerà il 25 marzo del medesimo anno): “Per l’Islam non c’è differenza tra religione e politica”; per questo il Vescovo missionario, profondo conoscitore di musulmani ed animisti, diceva che finché essi sono una minoranza parziale accettano passivamente le leggi del paese che li ospita, “ma appena sono numerosi e organizzati diventano aggressivi e vogliono imporre le loro leggi”.

Sura 2:193 – Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano.

mic ha detto...

Chi metterà fine a questi scempi?
Certamente il Signore potente e misericordioso ma anche Salvatore interverrà.
Ma perché salvi bisogna conoscerLo e accoglierLo. E per questo non basta scrivere si Internet. Chi può deve cercare altri mezzi ancor più diretti ed efficaci.
Soprattutto la parte sana della Chiesa non può continuare a rimanere indifferente a questa deriva ormai gravissima. E, per questo, deve curare e aumentare predicazione preghiere e Sante Messe.

Anonimo ha detto...

Aspettano la strage, che tanto finora non ci ha colpito, abbracciandosi nelle chiese e pontificando nei salotti TV. Vili e coglioni.

" 29 /09 / 2001 da la Rabbia e l'orgoglio ...E aggiungo: non ci hanno ancora attaccato in quanto avevano ( hanno ) bisogno della landing-zone, della testa di ponte, del comodo avamposto che si chiama Italia. Comodo geograficamente perché è il più vicino al Medio Oriente e all'Africa cioè ai Paesi che forniscono il grosso della truppa. Comodo strategicamente perché a quella truppa offriamo buonismo e collaborazionismo, coglioneria e viltà... " e timidamente aggiungerei io, ringraziamo le "mafie", i nostri soldati, e le forze dell'ordine, se fino ad ora ci è andata bene .

Anonimo ha detto...

Tensione in Corsica dove la folla ha “vandalizzato” una sala di preghiera musulmana ad Ajaccio, il giorno dopo un agguato in cui sono rimasti feriti dei vigili del fuoco sull’isola francese.

Come scrive LEGGO: Le violenze sono iniziate nella notte tra giovedì e venerdì, quando i pompieri che avevano risposto a una chiamata d’emergenza in un complesso di appartamenti del quartiere islamico della città sono caduti in un’imboscata.

Ieri un incontro iniziato come una dimostrazione di sostegno ai vigili del fuoco feriti è sfociato nelle vandalizzazioni al grido di “fuori gli arabi da casa nostra”. Il primo ministro francese Manuel Valls ha richiamato al rispetto della legge dopo «l’aggressione intollerabile verso i vigili del fuoco e la profanazione inaccettabile di un luogo della preghiera musulmana».

http://www.italiapatriamia.eu/?p=3680

Josh ha detto...

@anonimo 9 agosto 2016 09:01
e per stomaci forti

per completare il tuo commento:

http://blog.ilgiornale.it/spirli/2016/08/07/i-negri-dei-gommoni-utili-a-mafiosi-drogati-sporcaccioni-avidi-e-chiesa-deviata/#

estraggo
"I neri dei gommoni servono anche e proprio a loro, agli avidi. Di denaro, di notorietà, di riconoscimento pubblico di presunta bontà...ai "santi dell'accoglienza.... ai caritatevoli a pagamento delle associazioni “umanitarie”, che si stanno gonfiando le tasche di soldoni che puzzano di morte e di invasione del nostro Occidente"

Giusi ha detto...

Leggete questo articolo: il "cattivissimo" occidente ha dato un sacco di soldi all'Africa. Non è colpa nostra se i loro governi sono corrotti (molto più dei nostri), se imperversano le guerre civili e se i governanti africani fanno i loro interessi e non quelli del loro popolo. Noi siamo cornuti e mazziati. Li aiutiamo (inutilmente) a casa loro e anche qua. Questi baldi giovani potrebbero restare nella loro patria e lottare per migliorare i loro paesi che hanno soldi (nostri) e risorse!

Aiutiamoli a casa loro. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare (e qualche miliardo rubato)

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-aiutiamoli-a-casa-loro-ma-tra-il-dire-e-il-farece-di-mezzo-il-mare-e-qualche-miliardo-rubato-17046.htm

Anonimo ha detto...

on ne comprend rien au Proche-Orient si on n'a pas intégré que l'alliance entre les Etats-Unis et l'islamisme radical est une des données géopolitiques les plus fondamentales des 70 dernières années.
http://www.libertepolitique.com/Actualite/Decryptage/L-alliance-de-l-Amerique-et-de-l-islamisme

Josh ha detto...

in arrivo il partito islamico in Italia (sì, lo so che c'è già, è il PD, ma questo è un altro, più indipendente); previsti milioni e milioni di fondi dall'estero per ribaltare prima la situazione:

http://www.ilgiornale.it/news/politica/lidea-partito-islamico-imbarazza-pd-e-ebrei-1294889.html

Anonimo ha detto...

Robert Ménard, Sindaco di Bézier: il papa non può esonerare l'islam da ogni responsabilità (in francese)
http://www.libertepolitique.com/Actualite/Coup-de-projecteur/Robert-Menard-Le-pape-ne-peut-exonerer-l-islam-de-toute-responsabilite

mic ha detto...

"Migranti, Viminale finanzia progetto contro le discriminazioni"

Ma non si vergognano, visto che i veri discriminati sono gli italiani?

Josh ha detto...

Mic, sono i soliti progetti di inversione da parte della sinistra teppista al governo.

uhm...sinistra teppista? scusate, ho scritto una tautologia.

Anonimo ha detto...

....ormai il buon senso dei pastori non ha più limiti....
l'arcivescovo di Bologna mons. Zuppi pensa di risolvere il problema dell’integralismo degli islamisti costruendo ad essi delle moschee:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/03/04/news/islam_il_vescovo_di_bologna_si_alla_moschea_e_feste_musulmane_nelle_scuole_-134784563/
con la pericolosa illusione di controllare in tal modo i soggetti a rischio.
Perdita inaudita del senso della realtà, oltre che della Fede e identità cattolica, e del ruolo stesso di pastori del Gregge di Cristo !

mic ha detto...

....ormai il buon senso dei pastori non ha più limiti....

l'insipienza, direi, per non dire peggio :(

Anonimo ha detto...

Gli dia pure le chiavi del Vescovado e non se ne parla piu' !

mic ha detto...

Cito da il giornale (Josh 13:07)

"Entrambi i Piccardo fanno parte dell'European muslim network, l'organizzazione che a Milano ha invitato Tariq Ramadan, nipote del fondatore dei Fratelli musulmani El Banna, quello che la consigliera comunale del Pd Sumaya Abdel Qader ha inserito, con tanti altri, nel suo pantheon. Inutile dire che tutta la vicenda - come il caso poligamia - crea enorme imbarazzo al Pd, che al Caim è ritenuto vicino. E c'è inquietudine nel mondo ebraico. «Pensiamo - riflette Davide Romano, segretario degli Amici di Israele - a quanto potrebbe fare un gruppo di musulmani liberali e senza soldi, contro delle organizzazioni cresciute all'ombra dell'Arabia Saudita o del Qatar o della Turchia. L'Ucoii per bocca del suo presidente ha dichiarato di avere ricevuto 25 milioni da un fondo del Qatar. Parliamo di cifre irraggiungibili e che inquinerebbero l'equità di eventuali elezioni»."

Se si preoccupano Pd ed ebrei, vuol dire che la situazione sta sfuggendo di mano persino a chi cavalca la tigre...

Anonimo ha detto...

dopo le reiterate promozioni dal vertice, con lo slogan del "fare ponti", il "sincretinismo" avanza a grandi passi: ecco pronta a Torino la "casa delle religioni"....

Lo studio per «Una Casa delle Religioni. Proposta di edificio multifede per la città di Torino», la base scientifica dell’iniziativa, sarà presentato il 2 ottobre, nell’ambito di Torino Spiritualità dalla Fondazione Benvenuti in Italia e dal Comitato Interfedi (ex olimpico) con il sostegno della Compagnia di San Paolo....
La Compagnia di San Paolo ha finanziato con diecimila euro lo studio preliminare, ora bisogna vedere che cosa vorrà fare il Comune. Come Comitato, pensiamo a un luogo fisico come sede, a uno spazio di compresenza per iniziative co-gestite nella logica dell’unica religione civile che è la Costituzione italiana (!!) : in quello spazio nessuna religione deve prevalere»

http://www.lastampa.it/2016/08/08/cronaca/la-casa-delle-religioni-per-aiutare-il-dialogo-contro-i-radicalismi-VS7YfcJrtqzmfxC39woNtK/pagina.html

Josh ha detto...

Sì perchè il PD era convinto di intercettare i voti di tutti i musulmani che fanno venire qui. In realtà looro appena possono si fanno il loro partito confessionale e finanziato dai miliardi in petroldollari. IL PD per loro era solo un trampolino di lancio, e i laicisti italioti che vi militano il solito specchietto per le allodole rivoluzionarie e nichiliste.

Ma le cose stanno andando molto veloci.
In Francia ci sono già iniziative da Stato nello Stato, con iniziative precluse agli occidentali:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/francia-spopolano-i-campi-estivi-musulmani-e-vietati-ai-1295393.html

Josh ha detto...

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11943454/nel-cuore-dell-europa--i-campi-estivi-islamici--ecco-dove-si-va-in-vacanza-con-allah-.html

http://www.vacancesethiques.com/uploads/4/2/7/4/42742817/e%CC%81te%CC%81_ve.pdf

mic ha detto...

L'arcivescovo di Praga ritiene che l'uccisione di padre Hamel dovrebbe essere quasi un promemoria per tutti coloro che in precedenza, di fronte ad altri eventi di questo tipo, hanno minimizzato attribuendo tali fatti a menti squilibrate o a persone frustrate. Restare in silenzio sarebbe un suicidio della nostra civiltà, scrive il cardinale che invita a pregare per le vittime di questo terrorismo e dunque a cercare meno scuse e giustificazioni per i terroristi. Infine, il cardinale Duka lancia un monito e un invito: a suo avviso nell'Islam si nascondono tendenze violente quindi coloro che, in quanto musulmani si trovano in una posizione opposta, dovrebbero reagire.

Praga. Il cardinale Duka critica apertura scriteriata all'immigrazione. Il suo giornale lo censura

http://www.iltimone.org/35045,News.html

mic ha detto...

Fonte:
http://ilsismografo.blogspot.it/2016/05/italia-accoglienza-e-profughi-secondo.html

Josh ha detto...

significativo che il settimanale "cattolico" non abbia pubblicato le riflessione del card. Duka.