sabato 27 agosto 2016

"Con rispetto, dissento: la messa con i musulmani non sta in piedi". Anche nella Chiesa ticinese è vivo il dibattito tra pro e contro all'iniziativa che si terrà domenica prossima

Dopo aver redatto il testo che segue, e anche in riferimento alla disamina di cui al precedente articolo [qui], riscontriamo questa precisazione dell'imam Jelassi (cfr immagine a lato). 

Ne deduciamo che deve essere arrivata a segno la reazione ai precedenti episodi in Italia e in Francia. Ben venga la decisione di non presenziare durante Santa Messa. Resta comunque da ribadire ancora una volta la inopportunità della scelta di una Chiesa, luogo di culto, per qualsivoglia tipo di incontro.
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In questi giorni anche nel nostro piccolo territorio di provincia si riproduce ciò che ha coinvolto il mondo cattolico in seguito al noto efferato delitto perpetrato il 26 luglio scorso durante la S.Messa nei pressi di Rouen: i musulmani, per manifestare la loro solidarietà, non trovarono niente di meglio che autoinvitarsi in chiesa per la domenica successiva.
Abbiamo tutti assistito alle conseguenze nefaste: vescovi e preti un po' ovunque non hanno saputo dir di no, per timore di apparire chiusi a quel must neoecclesiale che è il dialogo-incontro interreligioso.
Così, come testimoniano le foto e i filmati, abbiamo visto i seguaci del temuto Maometto tenere superbamente il cappello in chiesa, con posture inadeguate o provocatorie, pronunciare -e in certi casi sono stati perfino invitati a farlo- versetti di Corano, e chi più ne ha più ne metta. 
Però nessuno di noi si sogni di poter entrare per par condicio in una moschea senza osservare alla lettera la più rigida disciplina imposta. 

Come se tutto ciò non bastasse, dopo quasi un mese da quando sono accaduti questi deprecabili episodi, ecco che l'imam di Lugano crea le premesse per un quanto mai inopportuno déjà vu.
Dal canto suo la Chiesa ticinese, dopo i fatti avvenuti all'estero appena qualche settimana prima, dovrebbe essere ben preparata, pronta a reagire in modo davvero appropriato, deviando l'iniziativa islamica su binari più consoni. 
Invece no. Il copione si compirà fino in fondo, grazie alla spinta di un certa minoranza di clero progressista (ma anche al tacito consenso di una stragrande maggioranza di clero alla donabbondio). Questi si sentono in una botte di ferro, forti del fatto che l'autorità ecclesiastica, anche se volesse, non li potrebbe di certo sanzionare: e come potrebbe se proprio dal trono massimo arrivano ad ogni piè sospinto parole, atteggiamenti e segnali che indirizzano verso una indiscriminata prassi interreligiosa con spudorate comunicatio in sacris? Al massimo verrebbero pazientemente richiamati ad un atteggiamento più prudente e rispettoso delle sensibilità popolari non così pronte o anche restie a simili exploits.

Ma qui per la prima volta assistiamo all'entrata in scena di un elemento davvero nuovo: 
un frate cappuccino è uscito dall'anonimato e ha detto "non ci sto". Che Dio lo assista!
Vi propongo la lettura di questo articolo uscito sul portale liberaTV.

(Le immagini sono tratte dal GdP, il quotidiano cattolico della Diocesi di Lugano, non sono parte dell'articolo originale)
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(liberaTV) 
Se da una parte si registrano l'entusiasmo di Don Feliciani e il via libera del vescovo Valerio Lazzeri, c'è anche chi non è convinto. Come Fra Edy Rossi-Pedruzzi che su Facebook commenta: "Ci saranno pur ambiti di incontro alternativi...ma almeno i musulmani riempiranno i banchi lasciati vuoti dai cattolici, questo è uno dei problemi"

LUGANO – Il dibattito c'è ed è vivace all'interno del mondo cattolico. Anche se resta un po' sotto traccia e a livello pubblico resta nebuloso sulla chiarezza dei contenuti. D'altra parte la linea di Papa Francesco, dunque quella del Governo della Chiesa, è chiarissima: i musulmani sono fratelli con cui non solo bisogna dialogare ma costruire, seppur nelle rispettive differenze, un percorso di comunione. Ma certo la presenza dei musulmani nelle chiese durante la messa domenicale, è un gesto ad alto valore simbolico che, per sua stessa natura, non può mettere tutti d'accordo. L'iniziativa, già sperimentata in Francia e in Italia, è nata dopo l'attentato di Rouen in cui due terroristi islamici hanno sgozzato l'ottantenne padre Jacques mentre celebrava la funzione mattutina. 

L'imam decide...
La "benedizione" del vescovo di Lugano
Questo weekend si replicherà in Ticino. A lanciare l'appello è stato l'imam di Lugano Jelassi che ha invitato i fedeli musulmani a recarsi nelle chiese del Cantone durante la funzione domenicale. Un appello che ieri è stato raccolto e "benedetto" dal vescovo di Lugano, seppur con parole benevole e prudenti al contempo. "I parroci ticinesi – ha affermato Valerio Lazzeri - sapranno salutare favorevolmente questa presenza silenziosa. Coltiviamo la speranza che, nonostante le differenze e senza contraddire le nostre identità rispettive, possiamo percorrere cammini di pacifica convivenza e di collaborazione nel bene". 

"Non tutti i cattolici saranno felici" 
Il pastore della Curia ticinese ha evidentemente il polso del suo gregge e non semina entusiasmo da copertina. D'altra parte anche Don Gianfranco Feliciani, che invece dell'iniziativa è un forte sostenitore, tanto da averla proposta per primo in Ticino, non aveva negato le spaccature all'interno del Mondo cattolico su questo genere di iniziative. 
"Non tutti i cattolici – aveva dichiarato in una recente intervista a Liberatv - saranno felici di condividere la messa con i musulmani. 
Ci sarà chi invocherà prudenza e una condivisione più a piccoli passi. Io sono convinto del contrario. Il nostro è un tempo in cui bisogna osare e avere coraggio. Abbiamo peccato troppo dentro la Chiesa di titubanze, con la scusa della prudenza. Quando si è in guerra bisogna essere coraggiosi". 
... il vescovo approva

Lo scetticismo di Fra Edy Rossi-Pedruzzi 
E tra gli scettici, che si espongono pubblicamente, c'è Fra Edy Rossi-Pedruzzi. Il frate cappuccino del convento di Faido, commentando su Facebook il via libera del vescovo di Lugano alla messa con i musulmani, ha affermato: 
"Con tutta la stima per il Vescovo di Roma e la giusta obbedienza in quanto cristiano cattolici, dovrebbe essere possibile dissentire quando Francesco, i suoi predecessori o successori, propongono una cosa che non sta in piedi. Questa volta bravo Mons. Luigi Negri. Ci saranno pur ambiti di incontro alternativi. Beninteso non si intende cacciare il mussulmano che entra in chiesa la domenica mattina quando c'è la Messa. Ma proprio un invito...".

Il vescovo di Ferrara: "La messa non ha lo scopo di far dialogare le diverse religioni" 
Il vescovo di Ferrara Luigi Negri, dopo le messe in comune che sono seguite all'attentato di Rouen, si è infatti detto convinto “che tali celebrazioni eucaristiche dopo aver raggiunto il loro obiettivo abbiano anche esaurito la loro funzione". “È infatti un bene - ha aggiunto - che i cattolici possano ora vivere autonomamente la santa messa come è nella natura della celebrazione liturgica di questo sacramento, che non è stato istituito allo scopo di far dialogare le diverse religioni, ma per far partecipare i battezzati al mistero della passione, morte e risurrezione del Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio". Va detto che le posizioni particolarmente conservatrici di Negri, negli ultimi tempi sembrano averlo fatto entrare in rotta di collisione anche con il suo movimento all'interno della Chiesa: Comunione e Liberazione. E altresì il caso che lo ha visto protagonista di pesantissime affermazioni contro Papa Francesco, carpite durante dei colloqui telefonici mentre viaggiava su un treno, non ha di certo portato buona fama all'alto prelato. 

"Ma almeno riempiranno i banchi lasciati vuoti dai cattolici...." 
Ma tornando al pensiero espresso sui social da Fra Edy Rossi-Pedruzzi, la chiosa del Capuccino dopo aver criticato l'opportunità della messa comune con i musulmani, è altrettanto critica anche verso il suo mondo: "Beh almeno (i musulmani, ndr.) riempiranno i banchi lasciati vuoti dai cattolici, questo è uno dei problemi"
AELLE

20 commenti:

mic ha detto...

Purtroppo la correzione di tiro, parte dall'imam e non dagli ecclesiastici. E oltretutto non risolve il problema di una presenza peraltro strumentale in Chiesa, luogo sacro destinato al culto e non ad incontri di qualunque genere.

Anonimo ha detto...

Mi pare dirompente quanto scrive John Allen, attribuendolo al pensiero di Francesco:

https://cruxnow.com/analysis/2016/08/27/francis-says-people-spoken-two-popes-just-fine/

Francis’ conviction seems to be that while theologians, ecclesiologists and bloggers may be perplexed or perturbed, the ordinary people of God aren’t. They love Benedict just as they love Francis, in part for who they are, but perhaps even more for what they represent.
They also love seeing the two men together, as a sign of unity and spiritual kinship that cuts far deeper than the politics of the moment, and their reaction whenever it happens in public confirms the point.
In effect, Francis is saying that the people have spoken, and what they’ve said is that having two popes around is just fine.

Cioè, chissenefrega della teologia e del diritto canonico: se al popolo va bene così, allora sta bene che ci sono ufficialmente due papi. Sembrerebbe quindi avallare il concetto di "papato collegiale" tratteggiato da Gaenswein nelle famose interviste. Il tutto, sempre se ho capito bene, messo esplicitamente per iscritto, nella prefazione di una nuova biografia di BXVI che sta per uscire (non il libro di Seewald).

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Fabrizio Giudici

Silente ha detto...

A margine del tema principale: si parlava, qui e altrove, di burkini e di veli. Della decisione di molti sindaci di località balneari francesi di vietare, appunto, il burkini, un'invenzione di una signora occidentale che ha fatto così fortuna e che somiglia incredibilmente ai costumi che portavano in spiaggia le nostre bisnonne.
Trovo tutta questa discussione grottesca e ridicola, dalla decisione dei sindaci alla contro-decisione del Consiglio di Stato francese, dai luoghi comuni evocati dai media alle risibili argomentazioni utilizzate pro o contro. In linea di principio, se una donna vuole andare a farsi il bagno più coperta della media delle altre femminucce, sono fatti suoi. Anzi, sempre in linea di principio e ragionando in modo cattolico e non solo, meglio così per la morale pubblica, la prevenzione del voyeurismo maschile e la tutela delle epidermidi delle interessate dai rischi solari.
Ma se l'intento dei sindaci era quello di scoraggiare esibizionismi identitari islamici (imposti oppure no dai relativi mariti-padri-padroni) beh, l'iniziativa del divieto può essere una buona idea. Tradotto in termini più volgari: tutto ciò che serve a rompere le scatole a questi invasori e far capire loro che non sono graditi a me va bene, e credo a molti altri. Stante le ferocissime leggi "antirazziste" vigenti in Francia (sono ormai centinaia i condannati per reati d'opinione) si può fare poco altro.
Però, per favore, non mi si tiri in ballo la laicité come argomento per la condanna del burkini. Se devo scegliere tra quest'ultimo e la mai sufficientemente esecrata e maledetta laicité - nata nella fogna dell'illuminismo - e tutto il suo connesso paraphernalia di femminismo, "diritti dell'uomo", "rispetto delle opinioni altrui" e via sragionando mi tengo il burkini.

marius ha detto...

Dunque questa precisazione dell'imam Jelassi, visibile in testa a questo articolo, è l'ultimo atto dell'annuncio di questa iniziativa islamica in terra ticinese.
Per chi legge qui senza conoscere la cronologia dei fatti la situazione potrebbe sembrare poco intellegibile, tant'è che perfino mia moglie stessa, che i fatti li ha seguiti, non si è raccapezzata immediatamente nel leggere questo articolo.

Riassumiamo dunque:
- Il martedì 23 agosto è uscito sul GdP l'appello dell'imam Jelassi (Islamici Ticinesi nelle chiese).
- Il giorno seguente è uscita la risposta del Vescovo di Lugano Mons. Lazzeri (Accogliamo il segno di solidarietà).
- Oggi, sabato 27 agosto ecco la precisazione dell'imam Jelassi (l'appello dell'imam Jelassi)

Questi tre ritagli del GdP sono leggibili su questa pagina.

Confrontiamo i due scritti dell'imam, firmati da lui stesso:
il secondo vi sembra una precisazione del primo?
A me non pare proprio.
Sono due cose nettamente diverse.

- Nel primo si parla di chiaro invito a "recarsi liberamente e silenziosamente NELLE chiese dove si celebrano delle Sante Messe".
- Nel secondo invece si dice di incontrarsi "dopo la messa domenicale fuori dal servizio rituale e non durante la funzione religiosa" (cosa che, così come è formulata, non esclude un incontro dentro l'edificio stesso!!!)

Questa non è quindi una precisazione, ma un vero e proprio cambiamento di programma, probabilmente per motivi di opportunità su cui noi possiamo che fare supposizioni.

È fastidioso questo equivocare sui termini, in quanto le parole hanno un loro ben preciso significato.
Approfittare dell'incolpevole disattenzione della maggioranza suona come una presa in giro.
Ma ormai ben sappiamo che nell'Islam la verità è un optional da applicare secondo la circostanza. N'est ce pas?

stefano toson ha detto...

Ho studiato teologia alla facoltà di lugano e mons lazzeri fu mio professore. Deluso al massimo da questa iniziativa! Specialmente in ambiti,come le nostre diocesi del nord italia,in cui la fede cattolica non incide più minimamente sul tessuto sociale,dove i giovani semplicemente se ne infischiano del cristianesimo perché non hanno pastori in grado di comunicare loro la Novità del messaggio cristiano...concordo con mons negri,le chiese non sono luoghi per il dialogo ma spazi consacrati al culto dell' unico vero Dio che nel santo Sacrificio della Messa ripresenta al Padre il sacrificio incruento del Figlio che offre se stesso sull'altare della croce per la salvezza del mondo intero. Sono molto sconfortato da questa notizia

marius ha detto...

http://www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1102722/L-imam-Jelassi--Non-disturberemo-nessuna-funzione-religiosa-/

marius ha detto...

Cari amici del blog, considerate l'ardire di questa mosca bianca in saio cappuccino:

http://www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1102618/-Cristiani-e-musulmani-a-messa-insieme-Senza-senso-

Ancora ... ha detto...

L'iniziativa, lanciata in Ticino dall'imam di Lugano e accolta dal vescovo Valerio Lazzeri...
Si puo' mai dibattere una cosa del genere ?
Ma che vi dibattete ! Come si fa a non capire che sono loro a dover convertire il cuore e sta a noi pregare perche' cio' avvenga affinche' siano (allora sì) accolti nella Vera Fede dell'Unico e Vero Dio Gesu' Cristo .
Valerio , ( ed altri ) , mi ami tu "Usque ad sanguinis effusionem" ? Non puoi rispondere : Beh......, parliamone .

Preghiamo per loro perche' non sanno quello che fanno .
http://www.preghiereagesuemaria.it/rosari/rosario%20dei%20sette%20dolori%20di%20maria.htm

Anonimo ha detto...

Personalmente lancerei un appello perchè tutti questi saraceni si recassero a Santa Marta...

Rr ha detto...

Silente, concordo.
Tuttavia: a) a me par di ricordare che le nostre bisnonne o non andassero al mare, o si scoprissero di più, mentre le nostre nonne, o almno la mia, già indossassero costumi interi, rispetto ad oggi accollatissimi, ma non allora, b) come giustamente hai ricordato, è un'invenzione, una "creazione", di un/una stilista francese NON mussulmana che ci fa i soldi, c) ci si muore di caldo dentro, e ci si rischia l'annegamento, e molte di queste ragazze, come per altro molti dei ragazzi, NON sannno nuotare, d) non sono belle da vedere, e puzzano, e) la pelle ha bisogno di essere esposta al sole per la produzione di vitamina D, e per gente che vive al Nord della Francia non esporsi almeno d' estate può essere pericoloso per la salute, e) e più importante di tutto, è un SIMBOLO IDENTITARIO E COMMUNITARIO, che va stroncato subito. Se vogliono venire a vivere in Francia ed in Europa, le donne devono essere libere di vestirsi come pare a loro, e NON come vogliono un padre, marito, fratello che, loro, al mare, ci vanno seminudi ( e molti farebbero meglio a coprirsi completamente, visto quanto sono brutti).
Io sono sicura che la stragrande maggioranza di quelle ragazze si vestirebbero in bikini, se solo potessero senza essere linciate dalla famiglia.
Se vogliono vivere come in Nord Africa, Medio Oriente, ecc., benissimo, ma a casa LORO, non qui.
Cchi ritiene che andare al mare sia un'occasione di peccato, stia a casa. Ce n'è fin troppo di gente sulla spiaggia !

Riguarda il benessere psicofisico, non la salvezza ha detto...

http://www.aldomariavalli.it/2016/08/21/sulla-chiesa-bancomat-il-sentimentalismo-ottuso-e-un-bel-libro-in-onore-di-biffi/

Anonimo ha detto...

L'articolo di Valli sulla "Chiesa Bancomat" rispecchia sì la realtà, ma ahimè scopre l'acqua calda.
Se davvero la Chiesa volesse cancellare la percezione di svolgere il ruolo di un semplice "bancomat" dei sacramenti, dovrebbe rivoluzionare l'approccio che ha da sempre con i suoi presunti fedeli. Dovrebbe iniziare a imporre regole serie per partecipare al Battesimo; regole serie per partecipare alla Prima Comunione ed evitare di accorpare la Cresima, che a quell'età non ha nessun senso. Per non parlare dell'accesso al matrimonio religioso.
Questo argomento è stato affrontato più volte, ma nulla è mai cambiato. Perché?
La risposta è semplice: se ora siamo quattro gatti dopo saremo ancor meno.

Anonimo ha detto...

Forse è sfuggito che anche ad Imola, il 13 agosto, festa del patrono San Cassiano, il vescovo del luogo, Mons. Tommaso Ghirelli ha invitato i musulmani alla Messa in Cattedrale. Alcuni ci sono veramente andati.

mic ha detto...

"I musulmani che verranno a messa da me domenica li accoglierò ovviamente a braccia aperte.
Ci mancherebbe."

È qui che il nostro coraggioso cappuccino ci delude, perché paga il tributo al politicamente corretto, di fatto contraddicendo il suo "non ha senso". Li potrebbe accogliere in canonica o in una sala parrocchiale ma non in Chiesa, "a Messa"...

Luisa ha detto...

"Perché l’Islam ci raccomanda di rispettare gli altri nelle loro specificità. Mi dispiace del fraintendimento».

L' imam Jelassi MENTE sapendo di mentire e conoscendo l`ignoranza e-o la codardia di chi gli sta in faccia, sa che che non rischia di trovarsi in faccia una persona con il Corano aperto su uno degli innumerevoli versetti che incitano alla violenza verso gli "altri nelle loro specificità".
Per fortuna mi rendo conto che in Francia la favola-menzogna dell`islam tutto pace e amore ha i giorni contati, sono sempre più numerosi i commenti di chi reclama alle autorità religiose musulmane di fare un`autocritica, di riconoscere la realtà delle conseguenze della lettura e pratica letterale del Corano, una lettura e una pratica che non possono convivere con le leggi e la cultura dei Paesi che li accolgono, non oso parlare di valori, visto il vuoto di valori, il capovolgimento dei valori dove il bene è diventato male e il male norma perfino legale, dove bene e male dipendono da quel che ne pensa un individuo (Bergoglio docet).

L`islam È politico, l`islam È conquistatore e proselita, l`islam non conosce differenza fra spirituale e temporale.

La microstoria del burkini non ha nulla da vedere con la laicità ma ha tutto da vedere con l`islamismo e le sue rivendicazioni sempre più aggressive.
Si comincia con le piccole cose, che poi tanto piccole non sono, come la cucina halal nelle mense scolastiche, la privatizzazione di piscine per le signore, le dispense per la ginnastica per le ragazze, l`accettare che siano solo donne, dottoresse e infirmiere, ad occuparsi di musulmane negli ospedali, sempre più numerose sono le moschee che escono da terra e che sono altrettante scuole salafiste, concessione dopo concessione con il pretesto menzognero e codardo dell`integrazione, del rispetto dei diritti umani(!) si finirà con una tensione che, diventata insopportabile, sfocierà prima o poi in una guerra civile.

Riprendendo ore 8:40 : ha detto...

Mi sembra che l'oggetto , sia di Aldo M.Valli che dei ticinesi , sia La Fede . Chi confermera' i fratelli nella fede se la stessa fede ha subito una mutazione chimica , e' virata in sentimentalismo ? Tenere i piedi in due staffe e' caratteristica del politico , non del consacrato .
Purtroppo abbiamo altri esempi , come quello di questo povero Mons. che spesso la CEI manda in prima linea a spegnere gli incendi uscendone invariabilmente bruciacchiato :
http://blog.messainlatino.it/2016/08/bravo-monssigalini-pero-non-ce-la.html
Ci vuole tanto a dire : In Chiesa no ?
Chi le ha programmate queste visite il Papa ?
Eppoi , quello che strabilia e' come questi imam dettino l'agenda a destra e a sinistra come se gia' fossero padroni !
Nell'articolo infatti e' l'imam che ordina , che invia , che comanda . Tutti gli altri ...accolgono a braccia aperte .

marius ha detto...

L'INCONTRO C'È STATO, PROGRAMMATO IN ANTICIPO TRA PARROCO E IMAM.
Nel filmato della RSI le .... toccanti immagini dell'incontro che ci si augura siano solo un inizio. Puah!

L'imam mente spudoratamente dicendo che qualcuno aveva interpretato male il suo appello pensando che sarebbe avvenuto durante la Messa.
Nooo? Ci prende tutti per fessi.

http://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/il-quotidiano/

marius ha detto...

"...basta dare un’occhiata al sito della Lega Musulmani Ticino per rendersi conto dell’aria che tira. Sotto la rubrica “Terrorismo” si trovano infatti articoletti tipo: “Terroristi cristiani sgozzano e man­giano musulmani” o addirittura “La falsa notizia sul Ca­liffato islamico che ordina l’infibula­zione di tutte le donne” (come dire: quelli dell’Isis non sono poi così cattivi come li dipingono, e a volte sono vit­time di diffamazione), articoli che non favoriscono certamente una cultura di pace e di dialogo"
(Marco Bazzi)

Imolaoggi ha detto...

Quella tenda issata a ferragosto davanti alla caserma Montello, e intorno i 33 gradi dell’estate milanese, sta diventando qualcosa che sfugge alla limitata ragione dei professionisti della politica e ai chiosatori della intellighenzija progressista.. E’ qui sotto la tenda bianca del comitato “giù le mani dalla Montello” (meglio noto come “La caserma Montello ai milanesi”) che il “nuovo modello Milano”, nato dal basso, fiore dal fango delle periferie, cresce, si espande, dilaga : il modello? Moderati , cattolici di CL, militanti di Casapound , ex PCI, Forza Italia, Lega, cinquestellati, cani sciolti di Stefano Parisi, delusi di Beppe Sala, ex lettori di Repubblica e del Corriere della Sura: tutti insieme, uniti sotto la tenda per dire no alla immigrazione selvaggia, all’invasione, alla islamizzazione forzata, ai costi dell’accoglienza. Per difendere la caserma Montello.
.....

Berni-exodus ha detto...

@ marius 28_8 :
Purtroppo basta rileggere tutte le riforme conciliari e post/conc.: tutto e sempre cominciato con frasi false e ipocrite, e tutto come l,alfabeto, una lettera alla volta, poiche' non e' facile far digerire una riforma tutto d'un fiato - una piccola cosa alla volta.
Se ci ricordate i presbiteri sono stati modificati poco alla volta, la Messa nel 69, la lingua latina un pezzetto alla volta, i messali non so' a quale edizione e' arrivato.
Poi i primi incontri ecumenici, poi sempre più spesso. Ora con i mussulmani un poco qua e un poco la, tanto poi diverra' generale e diverranno padroni; dopodiche' tra modernisti, bergogliani e islamici, noi dovremo ritornare a pregare di nascosto nelle cantine (leggi catacombe) a meno che non ci mette mano Dio e stavolta il fulmine del 28 febbraio non diventi il fuoco di Sodoma e Gomorra che distrugge tutto questo flagello.
Mi dite come considerate questi pseudo/vescovi che ipocritamente permettono questo? E da ci prendono ordini? E chi da ordini fa finta di non capire e non dice appositamente una parola?