giovedì 2 febbraio 2012

Testori, al Meeting di Rimini del 1989, sulla Liturgia

...La cosa tragica è che poi l'Avvenimento avviene, ma chi lo dovrebbe manifestare, chi lo dovrebbe partecipare, sembra che lo strozzi, che questo Avvenimento sia cacciato via per sostituirlo con un simbolo; ecco, la mia impressione è che la Messa, e nella Messa l'Eucarestia, stia sempre più diventando un emblema. A volte ho l' impressione che nemmeno il prete creda più a quello che dice. Naturalmente la gente se ne accorge, e se ne va. E certo non aiutano, nel ricostruire una liturgia come si deve, tutti quei canti e canticini....
[E' un vero e proprio processo alla santa messa. Testori chiama in causa anche una parte delle alte gerarchie, responsabili di aver permesso un' eccessiva modernizzazione dei riti cattolici]. La Chiesa lascia che passi via nell' indifferenza il centro della messa. Troppo spesso si celebra un aborto. Lo so, adesso qualcuno mi bollerà come léfèbvriano: non me ne importa nulla.

Ma questo non è il corpo di Cristo, il sangue di Cristo! Allora io mi chiedo: al Concilio Vaticano Secondo si stabiliva la tradizione della liturgia in italiano perchè tutti potessero capirla [In realtà quanto stabiliva il Concilio è diverso: la Sacrosantum Concilium intendeva introdurre il volgare solo in alcuni punti. Per le letture, ad esempio]. Era un gesto di amore e di socialità, ma il risultato è qui. Io mi chiedo: questa traduzione poteva essere mediocre, poteva essere omologata all'italiano più omologato, ma non fino a questo punto; poteva conservare poco della forza della luce, del cristallo, del coinvolgimento che aveva in lingua estera, distruggendo la quale nella Liturgia è stata distrutta tutta la storia degli uomini, e questa è una colpa che difficilmente ci sarà perdonata, ma non così.

Mentre facevo questi pensieri a me è venuta tra mano la traduzione che della Liturgia aveva fatto ai tempi manzoniani un grande padre, grande filosofo e anche grande scrittore, Rosmini. L'ho letta e ho detto: ma coloro cui è stato dato l'incarico di tradurre la Liturgia, la conoscevano questa traduzione? Se traduzione ci doveva essere, si doveva fare in modo che fosse almeno quella, che ha dignità e anche se non è l'originale contiene il massimo, e non per niente infatti ricorda Manzoni. Questa di oggi, invece, che cosa ricorda, che cosa genera? Poi i giovani vari via, ma io credo che la Messa, e con la Messa tutta la vita di noi cristiani, s'è via via secolarizzata, ha distrutto il mistero, per raggiungere quali luci? Quali luci se non c'è più luce in giro e sono tutti lì, di notte, a girare come dei disperati, per far passare le ore? E noi cristiani, che abbiamo il deposito di questo mistero primo e ultimo dell'Incarnazione, l'abbiamo destituito, perchè bisognava capire tutto, e invece se c'è un luogo in cui finalmente l'uomo può umilmente non avere più questa dannazione di capire tutto ma farsi capire da Lui, dalla carità, da Cristo, questa è la Messa. Perchè anche la vecchietta, mia mamma, non sapeva il latino, e cosa faceva questa povera scema quando andava a Messa? Non sapeva bene cosa vi si diceva, ma lei si faceva capire, si faceva assumere, ed è morta così, facendosi prendere in braccio da quel Cristo che lei pregava, storpiando le parole, perchè poi noi non le storpiamo più, ma le diciamo come se fossero parole che si leggono sul "Corriere", o "Repubblica".

Io non so se si può tornare indietro, ma per lo meno cerchiamo di non rotolare ancora in questo finto "avanti", in questa finta "rincorsa". Bisogna farsi capire... che cosa? Bisogna, non che capiamo, ma che finalmente ci lasciamo raggiungere. Se chi maneggia l'ostia, il vino, credesse veramente, se noi che partecipiamo credessimo veramente, allora le parole, le preghiere, invece di inventare tante divagazioni inutili, superbe, sarebbero le parole, eterne, quelle di tutti i giorni, quelle che non sono mai invecchiate, che non invecchieranno. E allora i giovani non scapperebbero, colpa nostra se scappano, colpa nostra se scapperanno ancora di più, dato che siamo nella Chiesa....

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