Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 23 marzo 2026

Parce Domine, populo tuo /Canto quaresimale

"Parce Domine, populo tuo" è un celebre canto gregoriano quaresimale, tradotto come "Perdona, Signore, al Tuo popolo".
Invoca la misericordia divina, chiedendo a Dio di non adirarsi in eterno e di perdonare le colpe del popolo, spesso eseguito durante la liturgia della Quaresima per implorare il perdono.
Il testo è tratto da Gioele 2:17. I primi sacramentari riportano una varietà di preghiere ispirate da questa citazione del profeta. Di seguito il testo preceduto da due link per l'ascolto con lo spartito del ritornello.

Per l'ascolto:
  • qui (Monaci di Pluscarden Abbey)
  • qui (Dalla Schola Gregoriana Mediolanensis)

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

1. Flectamus iram vindicem,
Ploremus ante Judicem;
Clamemus ore supplici,
Dicamus omnes cernui:

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

2. Nostris malis offendimus
Tuam Deus clementiam.
Effunde nobis desuper
Remissor indulgentiam.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

3. Dans tempus acceptabile,
Da lacrimarum rivulis
Lavare cordis victimam,
Quam laeta adurat caritas.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

4. Audi, benigne Conditor,
Nostras preces cum fletibus
In hoc sacro jejunio,
Fusas quadragenario.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

5. Scrutátor alme córdium,
Infirma tu scis vírium;
Ad Te revérsis éxhibe
Remissiónis grátiam.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.
Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

1. Plachiamo l'ira vendicatrice,
piangiamo di fronte al Giudice;
chiamiamolo con voce supplicante
prostrati diciamo tutti insieme:

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

2. Con le nostre colpe abbiamo offeso
la Tua clemenza.
Tu che perdoni,
effondi su di noi la Tua indulgenza.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

3. Concedici un tempo propizio
Dona di lavare con le lacrime
il nostro cuore immolato,
perché la Tua carità è sempre viva.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

4. Ascolta, o buon Creatore,
le nostre suppliche e i pianti
che si effondono
in questo sacro quaresimale digiuno.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

5. Tu che leggi i cuori
sai quanto è debole la nostra forza,
a noi che ci rivolgiamo a Te
mostra la Tua misericordia.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ci vorrebbe questo canto quaresimale per far penitenza, per il popolo italiano: sembra che al referendum sulla riforma della giustizia stiano vincendo i No. Non di molto ma comunque in modo netto. Una sventura e una disgrazia. L'affluenza ai seggi è stata piuttosto alta, dicono le statistiche. Mi chiedo però quanti c.d. "tradizionalisti", parte della maggioranza silenziosa, siano andati a votare. Scommetto nessuno di quelli che interviene spesso e volentieri su questo blog. Sicuramente la sinistra è andata a votare in massa.

Laurentius ha detto...

La sinistra, come al solito, trasforma la vittoria del no in una sua vittoria. Tuttavia, non tutti coloro che hanno votato per il no sono di sinistra. Ne conosco parecchi (fra i quali avvocati, che frequentano la mia stessa palestra) che non sono affatto di mistra, ma che hanno votato per il no. Non comportiamoci come i sinistrati, che, essendo reggiano da molteplici generazioni, conosco benissimo. Purtroppo.

Anonimo ha detto...

Resta il fatto che la sinistra si è mobilitata in massa questa volta mentre non si può dire lo stesso della parte contraria. Questa è la seconda occasione che si perde di dare un altolà ai magistrati mediante lo strumento del referendum. Promosso dai loro amici. Certamente, ci sono stati anche NO da parte di elementi non di sinistra. Per ragioni tecniche, la riforma non piaceva loro. Ma costoro non hanno capito la gravità della situazione. La magistratura, tranne qualche eccezione isolata, si comporta ormai come un vero e proprio partito politico di estrema sinistra, rivoluzionario, che vuole imporre una svolta determinante al nostro paese. Quindi il problema va al di là del dato tecnico oggetto della legge di riforma. Questa legge non sarà stata perfetta ma rappresentava un primo serio tentativo di bloccare la degenerazione attuale della magistratura in fazione giacobino-bolscevica, nemica giurata del suo stesso Paese. E afflitta anche da altre magagne.
La vittoria del NO è indubbiamente un successo della sinistra, della sinistra c.d. postcomunista, le cui armi principali sono l'appoggio alla rivoluzione sessuale e all'immigrazione clandestina incontrollata.
Sicuramente sono rimasti a casa o hanno votato NO tanti baciapile ai quali Meloni è antipatica, perché è "madre singola", non è sposata, o perché quando aveva quindici anni era neofascista.
O perché doveva pagare per le manchevolezze del suo governo di coalizione.

Anonimo ha detto...

Non penso che questo referendum abbia incidenza sulla fede! Le vittorie della sinistra pericolose sono ben altre: divorzio, aborto, eutanasia, matrimonio gay etc!! Tutte vittorie accettate di fatto anche dalla destra! E questo deve preoccupare molto più della vittoria dei no! Cantiamo il parce Domine, i motivi sono tanti, ma non perché hanno vinto i no a questo referendum!!!