giovedì 7 maggio 2015

Sinodo: la battaglia delle firme e corto circuito informativo

Marco Tosatti su La Stampa.

Un comunicato stampa ci avverte che è stata già firmata da 215.000 persone di diverse nazioni la “Supplica filiale” rivolta a Papa Francesco in vista del prossimo Sinodo sulla Famiglia. Fra i firmatari si contano 4 cardinali, ventidue arcivescovi e vescovi e numerose personalità della sfera religiosa e della vita politica, accademica e sociale. L’appello al Papa, lanciato nel gennaio scorso, chiedeva a papa Francesco una parola chiarificatrice; dopo il Sinodo sulla Famiglia del 2014 infatti, e l’informazione che ne è scaturita, a molti è parso che la Chiesa non avrebbe più opposto un netto rifiuto a comportamenti quali l’adulterio e le unioni civili fra persone dello stesso sesso.
«Siamo sicuri che la Vostra parola – si legge nella petizione – non potrà mai dissociare la pratica pastorale dall’insegnamento lasciato in eredità da Gesù Cristo e dai suoi vicari, perché ciò renderebbe più grave la confusione. Infatti Gesù ci ha insegnato con assoluta chiarezza la coerenza che deve esistere tra la verità e la vita (cfr. Gv 14, 6-7), così come ci ha avvertito che l’unico modo di non soccombere è quello di porre in pratica la sua dottrina (cfr. Mt 7,24-27)».
Gli organizzatori della petizione sottolineano che «Il numero dei firmatari risulta assai rilevante se confrontato alle scarse risposte ufficiali al questionario sulla famiglia, promosso dalla Segreteria del Sinodo, provenienti da alcuni paesi come la Germania. I dati di questo paese sono di particolare importanza a causa della visibilità, emersa nel dibattito sinodale, di alcuni esponenti del suo episcopato in materia di pastorale e morale sessuale».
Se quanto appare nel comunicato è vero, siamo di fronte a un corto circuito informativo. «Difatti, mentre la “Supplica filiale” è stata già firmata da migliaia di tedeschi, si viene a sapere da fonti autorizzate che, per esempio, dalla diocesi di Essen, che conta 850.000 anime, sono pervenute 14 (quattordici) risposte di fedeli comuni al questionario. Dalla diocesi di Mainz (740.000 anime) le risposte sono state appena 21 (ventuno). È perciò impossibile statisticamente concludere che l’opinione pubblica tedesca sia allineata con le posizioni assunte da personalità ecclesiastiche come i cardinali Walter Kasper e Reinhard Marx». [Vedi Magister: I vescovi tedeschi mettono il carro davanti ai buoi]
Anche se questa è l’impressione fornita dai media cattolici e laici, «traendo tale conclusione da queste scarse risposte, analizzate e inviate a Roma dalla Conferenza episcopale tedesca in un rapporto dal titolo “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”».

13 commenti:

viandante ha detto...

Che in certi paesi la minoranza veramente cattolica sia silenziata é un dato di fatto. Ma che la stragrande maggioranza di chi si dice cattolico solo perché è stato battezzato la pensi come la stampa ha insegnato loro a pensare, è altrettanto evidente.
Non è coi numeri che si deve combattere questa battaglia, che oltretutto coi numeri potrebbe anche essere persa!

mic ha detto...

La verità deve essere custodita e affermata da chi ha l'Autorità e non può di certo delegarla alle Conferenze Episcopali...

RAOUL DE GERRX ha detto...

OT. Citius – Altius – Fortius. « Plus vite, plus haut, plus fort »…

En Belgique, les chiens ont désormais droit à des funérailles catholiques, avec homélie s’il vous plaît.
Vous ne le croyez pas ? Eh bien regardez :

http://www.traditioninaction.org/RevolutionPhotos/A624-Dog.htm

lister ha detto...

Dal link di Raoul:
"Historians and sociologists affirm that when a civilization gives animals the same treatment as humans, it is on the edge of disappearing..."

Proprio così: ormai siamo alla frutta!

Anonimo ha detto...

Quando mai più che 200.000 cattolici sono dovuti di chiedere il Santo Padre per fideltà di Cristo?

La cosa è assurda proprio...

Non si deve chiedere un cattolico credente per essere cattolico credente...

Si deve chiedere un attore ateo per comportarsi come cattolico credente...

Ma non un cattolico credente per farso cosi...


Romano

Anonimo ha detto...

http://www.iltimone.org/33115,News.html

Rr ha detto...

Sul Simodo, la famiglia e la Diocesi di Milano, segnalo articolo sul Giornale.
Se un quotidiano, diciamo di centro, titola in quel modo, e se i virgolettati sono corretti, non è che Milano sia molto lontana da Monaco di Baviera.
Rr

rr ha detto...

Altre segnalazioni: "a Venezia un chiesa per sette mesi come moschea".
Spero si tratti di una chiesa sconsacrata ed adattata ad usi civili, per es. per mostre d'arte (c'è infatti in ballo un artista USA).
Sull'ennesima notizie di un prete pederasta arrestato, stendo un pietoso velo.
RR

Josh ha detto...

@Rosa o chi vuole

notizia per notizia

http://www.lanazione.it/livorno/migranti-hotel-venturina-1.932340?rtgx_plc=news_overlay&ssidc=tmpjdbrkbb

ma ce la spiega questo don, l'amico di Mortadella (aria di casa)

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/liberi-dall-orrore-1.893870

Gederson Falcometa ha detto...

Cara Mic,

É possibile aprire un nuovo fronte de bataglia contro la proposta del sinodo. Basta considerar il problema dei divorzi, fare una diagnose e proporre delle soluzioni.

Quase sempre quando parlo con le persone gli faccio la domanda:

Che è l'amore?

La maggioranza risponde che l'amore non se deffine se sente. È una definizione d'amore che porta i coniuge a pensare l'amor di forma storicista, perchè quando non se senti più l'amore lui cessa di esistere. Costruire un matrimonio soppra questo fondamento è costruire la casa sulla sabbia! perché questo è il fondamento del matrimonio pagano, non dell'amore cristiano. Però, oggi questo è l'amore che è il fondamento della maggioranza dei matrimoni cattolici.

L'altro problema è la gerarchia degli amore: esistono persone che amano più altre cose che il matrimonio (senza dimenticare delka prole che subisce troppo). Quindi, quando devono scegliere tra il matrimonio e altre cose, le altre cose è che sono scelti. Così esiste ancora nelle relazioni moderni il sacrifizio, ma quello che subisce il sacrifizio è il matrimonio. Vedendo così, il sinodo vuole dare la comunione alle persone che hanno amato altre cose soppra il loro matrimonio. Non dico che tutti le casi sono così, ma che esistono tantissime caso dove una parte ha amato altre cose e l'altra parte è che subisce le conseguenze.

Sulla gerarchia dell'amore è ancora attuale il libro di Ugo di San Vittore "La caparra dell'anima", che se può leggere nel primo dialogo:

"Interlocutori: Uomo e Anima
Uomo. Parlerò segretamente alla mia anima e con un colloquio amichevole otterrò da lei ciò che desidero sapere. Nessun estraneo sarà coinvolto, ma discuteremo soli, con aperta coscienza. Così, né per me vi sarà timore domandando cose oscure, né riserbo da parte sua rispondendo cose vere. Dimmi, anima mia, di grazia, cosa prediligi sopra ogni altra? So che la tua vita è dilezione e che senza dilezione non puoi esistere. Ma vorrei che tu lo confessassi a me senza vergogna: quale cosa tra tutte hai scelto di dover prediligere? Dirò ancor di più, perché tu comprenda in modo più evidente cosa ti domando. Guarda il mondo e tutte le cose che vi sono. Vi scoprirai specie belle e attraenti, che allettano gli affetti umani e, secondo i diversi piaceri dovuti al loro utilizzo, accendono i desideri perché ne godano. L’oro e le pietre preziose conservano il loro splendore, così la bellezza della carne, i tappeti dipinti e le vesti tinte del loro colore. Vi sono infinite cose di questo tipo. Ma perché te le elenco? Tu le hai conosciute tutte, le hai viste quasi tutte, ti sei addentrata in molte. Già ritieni di averne viste molte e
ancora molte ne vedi per le quali sostengo che tu possa farne esperienza e darne conferma. Dimmi, dunque, te ne prego: tra tutte, cosa hai reso tanto unica che, singolarmente presa, sempre vuoi goderne? Sono certo, infatti, che o ami qualcosa tra quelle che appaiono, o che, se già ne hai trascurato l’insieme, hai altro che prediligi tra tutte.  

Anima. Come non posso amare ciò che mai ho visto, così tra tutte le cose che appaiono, non ho potuto finora che amare ogni cosa, e tuttavia tra tutte quelle, ancora non ho trovato ciò che è da amare sopra ogni cosa. In molte occasioni, infatti, ho già imparato quanto sia fugace e fallace l’amore di questa vita, perché portata a perderlo, quando viene meno ciò che per me avevo scelto, o a modificarlo, con il sopraggiungere di qualcosa di più piacevole. Così finora navigo incerta tra i desideri, mentre non posso restare senza amore, né scopro quello vero".


Gederson Falcometa ha detto...

Questo è un vero e proprio dialogo, utile per pensare nella gerarchia degli amori, come nel dialogo con i non credenti che è lo stato in che se trova l'anima e l'uomo se presenta il dovere di portarla alla credenza, nel corso del dialogo. Tornando alla gerarchia degli amori, Ugo parla di tantissime cose d'essere amate e in questo esiste una ordine dove esiste una cosa o un essere per essere amato soppra ogni cosa (quale cosa o essere amano gli atei e agnostici soppra ogni cosa?). Quale la gerarchia degli amori? Nel problema di che parlo esistono persone che se hanno divorziato per motivi professionale, altre per trovare un nuovo amore per non sentire più quello che sentiva, altre per i peccati nella relazione, ecc. Quindi, quale il luogo che occupa il matrimonio nella gerarchia degli amore?

Le persone non sanno più che cosa è l'amore e con una definizione così empirica scludono qualche traccia di metafisica, come possono contemplare la gerarchia degli amore, il giusto luogo di ogni amore?

Se le persone non sanno più che cosa sia l'amore e se hanno questo definizione comune d'amore, an he non hanno d'amare Dio soppra ogni cosa...

Josh ha detto...

osservazione molto pertinente, Gederson.

http://www.intratext.com/IXT/LAT0524/



Gederson Falcometa ha detto...

Grazie Josh!