mercoledì 20 maggio 2015

Pio XII. Preghiera per i cristiani perseguitati

La preghiera è del Papa Pio XII per la « Chiesa del silenzio ». Ma possiamo estenderla ai nostri Fratelli del Medio Oriente e di ogni parte del mondo, compreso il nostro Occidente non più cristiano, in cui anche noi sembriamo votati a divenire « Chiesa del silenzio ».

Papa Pio XII - Preghiera per i cristiani perseguitati 

O Signore Gesù, Re dei martiri,
conforto degli afflitti, appoggio e sostegno
di quanti soffrono per amor tuo
e per la loro fedeltà alla tua Sposa,
la Santa Madre Chiesa,
ascolta benigno le nostre fervide preghiere
per i nostri fratelli della « Chiesa del silenzio », affinché non solo non vengano mai meno nella lotta,
né vacillino nella fede,
ma valgano anzi a sperimentare la dolcezza delle
consolazioni da Te riservate alle anime, che Ti degni chiamare
ad essere tue compagne nell’alto della croce.
Per coloro che debbono sopportare
tormenti e violenze, fame e fatiche,
sii Tu fortezza incrollabile,
che li avvalori nei cimenti
e infonda loro la certezza dei premi promessi
a chi persevererà sino alla fine.
Per coloro che sono sottoposti a costrizioni morali,
molte volte tanto più pericolose quanto più subdole,
sii Tu luce che ne illumini le intelligenze,
affinché vedano chiaramente
il retto cammino della verità,
e forza che sorregga le loro volontà,
superando ogni crisi,
ogni tentennamento e stanchezza.
Per coloro che sono nella impossibilità
di professare apertamente la loro fede,
di praticare regolarmente la vita cristiana,
di ricevere frequentemente i Santi Sacramenti,
d’intrattenersi filialmente con le loro guide spirituali,
sii Tu stesso ara occulta, tempio invisibile,
grazia sovrabbondante e voce paterna,
che li aiuti, li animi, sani gli spiriti dolenti
e doni loro gaudio e pace.
Possa la nostra fervorosa orazione
essere loro di soccorso;
faccia la nostra fraterna solidarietà
sentir loro che non sono soli;
sia il loro esempio di edificazione per tutta la Chiesa,
e specialmente per noi
che con tanto affetto li ricordiamo.
Concedi, o Signore,
che siano abbreviati i giorni della prova
e che ben presto tutti
- insieme coi loro oppressori convertiti -
possano liberamente servire e adorare Te,
che col Padre e con lo Spirito Santo,
vivi e regni per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Una sola parola, GRAZIE.

Anonimo ha detto...

ogni volta che leggo qualcosa di autenticamente cattolico e quindi, oltre che del tutto conforme a verità, lineare, semplice, diretto, inequivocabile, splendido, pieno di carità, mi acchiappa qualcosa al cuore, come una specie di nostalgia per ciò che non ho mai vissuto dipersona, ma anche di grande riconoscenza perchè la Chiesa santa vive ancora e pulsa, attraverso le parole dei santi, atraverso le parole dei cattoli di sempre, attraverso le parole di un papa morto, una papa stupendo, umile veramente e fedele pastore, un papa che hanno perseguitato, oltraggiandone il corpo subito dopo la morte, e che continuano a perseguitare ancora.
Non so perché, anzi lo so, ma questa preghiera la sento come fosse anche per me.
Dio benedica questo santo papa e la Chiesa che continua a vivere (questa é l'unica tradizione vivente che riconosco) attraverso il magistero di sempre.

Anna

Franco ha detto...

Chi, se non un santo, poteva scrivere frasi così elevate e commosse come queste?

Qualcosa dice il titolo del libro di memorie di suor Pascalina Lehnert, governante fin dagli anni della nunziatura in Baviera: "L'ONORE DI SERVIRLO".
La quale suor Pascalina durante l'occupazione del 1943-44 si impegnò anche a guidare auto cariche di derrate per i rifugiati nei conventi e negli altri luoghi ecclesiastici.

Gederson ha detto...

Cara Mic,

Ancora ricordando Pio XII, se non è l'intervenzione del Sant'uffizio, la Divino Afflante sarebbe il primo documento della Chiesa con un'ermeneutica della continuità e altra della rottura. La polemica che questo documento ha suscitato con il dibattito tra mons. Antonino Romeo e mons. Francesco Spadafora da un lato e P. Lyonnet, P. Allonso Schokel, cardinale Bea dal'altro non sarebbe chiusa senza l'intervento del Sant'uffizio (che ha condannato il P. Lyonnet e altro Padre). In questo caso se vede che dove l'autorità age non vi è spazio per la due ermeneutiche. È un precedente che prova la parzialità della diagnose delle due ermeneutiche.

Anonimo ha detto...

Ogni epoca ha il suo Papa.
Io aspetto Pio XIII.
Intanto, noi abbiamo un vdR che nomina gente di questo tipo:
https://www.lifesitenews.com/news/vatican-appointee-says-gay-sex-can-express-christs-self-gift?utm_source=LifePetitions+petition+signers&utm_campaign=1af45d752f-Update_to_Catholic_LifePetitions_signers_May_20_15&utm_medium=email&utm_term=0_c5c75ce940-1af45d752f-397761473
humilitas

Franco ha detto...

La santità non è incompatibile con la classe. San Francesco era quello che era perchè impregnato dell'ideale cavalleresco, trasmessogli dalla madre francese, madonna Pica. La Francia era il paese dei trobadours e Francesco ( il cui nome di battesimo era in realtà Giovanni ) si dichiarava "l'araldo del Gran Re" e chiamava la Povertà Madonna, cioè "signora" ( quando quel titolo non si dava alla vecchietta delle castagne, con tutto il rispetto per le venditrici al minuto ). Il padre lo chiamava familiarmente "Francesco", cioè "il mio francesino" come un napoletano sposatosi a Bressanone con una altoatesina chiamerebbe il bimbo "il mio tedeschino".
Notizie tratte dalla bellissima biografia di san Francesco scritta da Maria Sticco, una santa persona dell'Università Cattolica di Gemelli, che, secondo la confidenza fattami da una testimone autorevolissima, per la sua spiritualità non camminava, ma volava al di sopra del terreno.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=JVP87e3vlaw

Anonimo ha detto...

Apprendo solo ora, via radio, che il terrorista tunisino autore dell'attentato al museo del Bardo a Tunisi, arrestato nel bergamasco, era già stato colpito da un decreto di espulsione dall'Italia, ma se ne infischiava, entrando ed uscendo dal nostro paese a suo piacimento. Eh si, dice l'esponente delle autorità italiane, ma i nostri decreti di espulsione hanno solo il valore "di un invito" ad abbandonare l'Italia, non possiamo fisicamente espellere i clandestini, così ci impone l'Europa. Sarà vero? Non lo metto in dubbio, ma ecco un altro vantaggio del nostro essere in Europa, non siamo nemmeno più padroni di espellere i clandestini. "Bell'Italia, amate sponde", scriveva il Monti due secoli fa, ma adesso non sono più così belle, almeno per noi italiani. Dio benedica il card. Pujats, che ha avuto il coraggio di gridare forte e chiaro cos'è questa Europa, e dove ci sta trascinando tutti, volenti o nolenti.

Giuliano ha detto...

Solo chi non ha avuto la fortuna di osservare da vicino e di ascoltare le parole di Pio XII potrebbe essere tratto in inganno dalle argomentazioni cariche di odio dei suoi detrattori.
Posso assicurare, per esperienza personale, che nei suoi contatti con i pellegrini, durante le udienze, era premuroso e affabilissimo. Chiedeva spesso di essere informato delle varie situazioni ed era prodigo di consigli e di esortazioni, sempre riservato, senza ricorrere a comportamenti folcloristici, così abusati oggi.
Conservo vivo il ricordo di quando, al termine delle celebrazioni in Basilica, arrivato in fondo, faceva girare la sedia gestatoria verso i fedeli e, alzandosi in piedi, allargava le braccia quasi a voler stringere tutti in un abbraccio e impartiva la sua benedizione. Con un atteggiamento così intenso non solo emotivamente ma spiritualmente lasciava un segno profondo nell'anima ogni volta che si era presenti.
E che dire del suo Magistero? Senza ombra di dubbio si può affermare che Papa Pacelli è stato uno dei più grandi - e forse l'ultimo - tra i pontefici della storia della Chiesa.
Preghiamo il Signore affinché chi deve, senza lasciarsi intimidire dai soliti noti, trovi il coraggio di procedere alla sua Beatificazione troppo a lungo accantonata, perché sarebbe ora!

rr ha detto...

OT: pare che lo scempio delle pseudomosche a Venezia sia concluso. Almeno così pubblica oggi il Giornale.
Nell'articolo si parla di chiesa "chiusa al culto", che non credo sia equivalente di "chiesa sconsacrata"
I proprietari sarebbero un'azienda d'installazioni (sceniche ?) di Monza.
Che ci sia di mezzo l'ex Patriarca di Venezia ?
RR