sabato 16 maggio 2015

Centinaia di fedeli alla Messa promossa dal CNSP in suffragio di Mario Palmaro

Erano davvero tanti (si stimano in almeno 300, forse anche più) i fedeli accorsi domenica nella bella basilica paleocristiana di San Giorgio in Velabro, a Roma, per la S. Messa celebrata nella forma straordinaria del rito romano da mons. Marco Agostini dopo la conclusione della Marcia per la Vita, che anche quest’anno ha riunito a Roma decine di migliaia di manifestanti pro-life provenienti da tutta Italia ed anche dall’estero.

Ed anche quest’anno la S. Messa è stata promossa dal Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum (CNSP), per offrire ai partecipanti alla Marcia la possibilità di santificare la domenica ricordando nella preghiera Mario Palmaro (in cui suffragio è stato applicato il Sacrificio), vero ed esemplare campione dell’impegno per la vita senza compromessi, alla cui opera è legata anche la diffusione della liturgia tradizionale in Italia. Le offerte raccolte durante la celebrazione sono state devolute all’Associazione San Giuseppe, costituita per sostenere la famiglia dello scrittore, dopo la sua prematura scomparsa il 9 marzo 2014.

La S. Messa di S. Giorgio in Velabro è stata un’occasione di vero arricchimento spirituale per i tanti che vi hanno assistito. Stanchi e accaldati ma felici per l’ottima riuscita della Marcia, che si era conclusa da poco nel vicinissimo piazzale Bocca della Verità, i fedeli hanno iniziato a riempire le navate della basilica quasi un’ora prima dell’inizio della S. Messa, preparandosi spiritualmente al sacro rito mentre sacerdoti e seminaristi dell’Istituto di Cristo Re, che si è occupato del servizio liturgico, curavano con devozione l’allestimento dell’altare. Da subito, in un improvvisato confessionale – una sedia collocata nella navata destra – un sacerdote messosi generosamente a disposizione, ha ascoltato le confessioni di numerosissimi penitenti, proseguendo incessantemente per tutta la durata della S. Messa (tanto che ad alcuni si è dovuto distribuire la Comunione anche al termine della celebrazione). 

Colpiva la massiccia presenza di famiglie, spesso con bambini piccoli, di giovani e giovanissimi; colpiva soprattutto la spontanea semplicità con cui tutti hanno seguito il rito, in un clima di vera fraternità, di sincera partecipazione spiritualmente davvero attiva, di consapevole adesione al mistero. Per alcuni, la celebrazione è stata l’occasione per accostarsi per la prima volta alla liturgia tradizionale, ed è stato commovente osservare con quale sorpresa essi hanno scoperto che la “Messa in latino” è così lontana dagli stereotipati pregiudizi che la circondano, e che essa è amata da un popolo così vivo e palpitante com’è il popolo Summorum Pontificum.

L’omelia di mons. Agostini, particolarmente incisiva, ha posto l’accento sull’importanza della testimonianza cristiana, a suggello dell’impegno dei tanti che, non senza sacrificio e spesso provenendo anche da molto lontano, avevano partecipato alla Marcia; ed ha menzionato, fra i testimoni di cui oggi più che mai vi è bisogno, anche l’esemplare figura di Mario Palmaro.

A mons. Agostini ed a tutti coloro che si sono prodigati perché la celebrazione della S. Messa potesse aver luogo – in particolare ai Canonici ed ai Seminaristi dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, che hanno assicurato il servizio liturgico e musicale, ed ai Canonici Regolari dell’Ordine della Santa Croce di San Giorgio in Velabro, che hanno accettato con generosa disponibilità di accogliere il popolo Summorum Pontificum nella loro chiesa – è andato il cordiale ringraziamento del CNSP, con l’appuntamento al prossimo anno, quando i partecipanti alla Marcia per la Vita potranno nuovamente coronare la loro importante testimonianza assaporando spiritualmente la perenne giovinezza della liturgia tradizionale. [Fonte]

9 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/324-comunicato-di-padre-fidenzio-volpi-commissario-apostolico-ad-nutum-sanctae-sedis


Questo comunicato signora le sia occasione per scusarsi pubblicamente per l'offesa alla verità dei fatti e dignità della persona che il suo blog (per giorni ) ha contribuito a diffondere malgrado la messa in guardia -seppur con l'ovvio riserbo - di coloro che sono "legati" a P Fidenzio OFM Cappuccino. Questa precisazione del Cappuccino la scrivo per farle capire inoltre che le notizie sulla salute di un membro di un Istituto casomai andrebbero chieste al SUO Istituto e ai suoi diretti confratelli e/o parenti naturali......... mai sentito parlare del diritto alla privacy?
Qualcuno dei suoi commentatori suggerì di pregare per i diffusori della menzogna da lei ripresa e pubblicata per giorni. Oggi le dico che pregherò per lei
Frate Felice

mic ha detto...

Caro, cosiddetto Frate felice,
innanzitutto io ho riportato una notizia dubitativa e ho invitato tutti alla preghiera, ovviamente cominciando da me.
Ho persino detto che mi risultava direttamente come una veglia di preghiera fosse stata fatta dai frati che non si riconoscono nel 'nuovo corso' impresso all'Ordine. Esempio luminosissimo (autentico e non sbandierato) di amore al nemico, ché tale per loro si è rivelata l'azione del commissario e dei suoi mandanti di ogni livello.
Quanto a me, se dovessi esigere le scuse dagli insulti e dalle calunnie - che diventano diffamazione - che avete vomitato nei mie riguardi, avrei dovuto subissarvi di repliche e smentite che ho evitato di fare per spendere il mio tempo in maniera più assertiva e costruttiva.
La mia posizione è chiara e netta da sempre, così com'è chiara e netta la vostra opposizione a padre Manelli ed ai frati a lui fedeli, ma anche alla loro spiritualità.
Conosco personalmente sia il padre che i frati fedeli al carìsma originario, mentre di voi conosco - e credo che tanto basti - le vostre arroganti e calunniose provocazioni nei suoi e loro confronti. E qui i conti proprio non mi tornano.
Così come non torna il silenzio sulla malattia del commissario, filtrata attraverso le solite rane dalla bocca larga, delle quali non ho dimestichezza, limitandomi a riprendere una notizia (così come ho ripreso le relative smentite), che mi pareva significativa per l'Ordine, senza sminuirne la drammaticità per la persona ed esprimendo meraviglia e sconcerto per il vostro comportamento omertoso al riguardo.

I diffusori della menzogna li deve andare a cercare da un'altra parte...

Anonimo ha detto...

È chiara e netta e fermissima la nostra opposizione a chiunque vorrebbe spingerci contro la Chiesa, in polemica con la Chiesa, ai margini della Chiesa o fuori dalla Chiesa e in dissenso con la Chiesa e il Santo Padre.
Non si spertichi in giustificazioni, quanto ha scritto e in quali tempi - a partire dal titolo del Post- è lì bello stampato e accessibile a tutti, date e ora comprese.
Frate Felice

mic ha detto...

Nessuno vuole spingere lei o chicchessia fuori della Chiesa o contro il Santo Padre. Siete voi che semmai lo avete fatto finora, attribuendo intenzioni del tutto arbitrarie, con chiunque dissenta dai vostri atteggiamenti aggressivi e intimidatori.
Io non mi devo giustificare di niente né con lei né con nessuno.
Quel che penso è chiaro e limpido e lo penso e lo dico davanti a Cristo Signore, nella Sua Chiesa.
Si risparmi le sue minacce e i suoi improperi. De hoc satis...

Rr ha detto...

GRANDE, MIC !!!!!

I vari frati che scrivono qui e la' non hanno ancora chiaro la differenza tra laico e consacrato, tra ciò che un laico può, e se necessario deve, fare, quello che invece un religioso non può e non deve fare, se vuol rimanere fedele ai suoi voti, tra i quali c'è l' obbedienza ai superiori, oltre alla castità (!!) e povertà(!!!). Tutti quei frati che han disobbedito a Padre Mannelli si sono squalificati fin dall' inizio, e in quanto tali, non meritano udienza.

Rr

Luisa ha detto...

"Non si spertichi in giustificazioni, quanto ha scritto e in quali tempi - a partire dal titolo del Post- è lì bello stampato e accessibile a tutti, date e ora comprese.
Frate Felice


Beh se è per quello anche quel che ha scritto il frate Felice su altri lidi è stampato, data e ora comprese, credo che sia meglio per lui che quei suoi "contributi" non siano riportati alla luce.
Certo che si resta basiti nel vedere un religioso che non solo si è ribellato all`autorità del suo Superiore ma si è comportato( con i pochi che hanno condiviso la sua ribellione) nei suoi confronti in modo che preferisco non qualificare, venire qui a esigere scuse, e parlare di obbedienza.
E poi che vada altrove a fare le sue rimontranze, in particolare presso colui che ha lanciato la notizia che mic non ha fatto che riprendere testualmente, titolo compreso.
Non vedo su quel blog, o su CR che ha dato altre precisioni, traccia di commenti firmati dal frate Felice.
Ma forse non tutti hanno l`eleganza e la correttezza di mic.
Comunque i soli a dover giustificarsi, i soli a dover, ancora oggi, non solo delle scuse ma delle spiegazioni con tanto di prove per le accuse mai provate, sono coloro che hanno buttato fuori Padre Manelli e devastato l`Ordine dei Frati dell`Immacolata.

Anonimo ha detto...

Chissà perchè Frate "Felice" ha scelto proprio questo post per il suo commento.

Rr ha detto...

Perché altri siti web hanno le spalle più coperte di Mic, che tentano ancora una volta di denigrare e spaventare.
Ma " non praevalebunt".
Rr

Luisa ha detto...

Beh, non solo ha scelto questo blog ma anche questo post dedicato a Mario Palmaro e alla Messa in suo suffragio.
Ed effettivamente è più facile prendere di mira mic piuttosto che chi è all`origine della notizia ma che gode probabilmente di appoggi che si preferisce evitare di "froisser".
Niente di nuovo, la solita minestra con i soliti ingredienti.