giovedì 7 maggio 2015

Sabato 9 maggio. Messa Tradizionale a Lugano

Sabato, 9 maggio 2015 - ore 8,00
Cappella della Clinica Luganese Moncucco 
S.Messa LETTA secondo il Messale di S.Giovanni XXIII del 1962

La vera storia di questa immagine
Questa immagine è una fotografia autentica. Si tratta di un fatto prodigioso accaduto il 29.09.1932 con un sacerdote novello ordinato da tre giorni.
Né il celebrante stesso, né il chierichetto e neppure il fratello del sacerdote, colui che scattò la foto, videro ciò che di straordinario stava avvenendo. Solo al momento dello sviluppo della pellicola e della relativa stampa su carta fotografica si notò ciò che in realtà sempre avviene in modo invisibile durante la Consacrazione della S.Messa.
Il nome del sacerdote è padre Palmatius Zillingen SSCC, della congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria e della Perpetua Adorazione del Santissimo Sacramento dell’Altare, morto nel 1989.

Visita il nostro sito web:
https://scholacantorumsummorumpontificum.wordpress.com/

28 commenti:

Anonimo ha detto...

Peccato non poter essere a Lugano il 9 mattina...

Su padre Palmatius, autore di molte opere interessanti:
http://www.kathpedia.com/index.php?title=Palmatius_Zilligen
Possiamo davvero ritenere che la foto sia autentica?
Sopratttutto nella sua versione a colori (che però potrebbe essere stata ritoccata a mano, come usava a quei tempi, e allora la mia osservazione perde di consistenza), a me sembra un bellissimo quadro, raffigurante la splendida, miracolosa realtà della Presenza durante il Sacrificio della Messa.
A colori qui, per esempio, nel linsk sotto riportato: avviso che non è proprio una cosina ortodossissima, con tutti i riferimenti a varie rivelazioni private non so quanto attendibili etc. etc. (madre Ravasio fu approvata dal suo Vescovo, altre cose chi lo sa):
http://www.gottliebtuns.com/doc/bl_Heilige%20Hostie-3.pdf
Qualcuno conosce altre fonti e biliografia accurata a riguardo?

Grazie.
humilitas

Anonimo ha detto...

PS dimenticavo: i messaggi della rivelazione di madre Ravasio sono proprio del 1932, stesso anno della presunta foto

humilitas

Anonimo ha detto...

http://www.gottes-warnung.de/Hintergrund/Archiv/Beitraege/Eucharistie%20-%20Die%20Gegenwart%20des%20Herrn%20-%20Das%20kirchlich%20anerkannte%20wundersame%20Geschehen%20aus%20dem%20Jahr%201932.pdf

qui l'immagine originale e la precisazione che i colori sono stati aggiunti molto di recente

vale la pena di approfondire

humilitas

Franco ha detto...

E' un fotomontaggio, anche scadente. Dov'è il negativo?

Marius ha detto...

Humilitas, per favore mi illustra brevemente cosa sa di madre Ravasio?
Lei vede un addentellato con la foto in questione?

Anonimo ha detto...

Marius, di madre Ravasio so piuttosto poco: ho semplicemente notato la coincidenza del 1932. I due sono della stessa generazione, più o meno, quindi è interessante metterne a confronto le eventuali esperienze mistiche.
Non so, sulle fotografie ho sempre delle riserve. Tra l'altro, un sito in tedesco parla di giudizi espressi dalla Sede Apostolica che vanno nella direzione del soprannaturale, ma vorrei sapere qual è la fonte da cui è tratta l'affermazione seguente:
Der Heilige Stuhl hat das Foto als "Wundersames Geschehen" eingeordnet.
Mi sembra una cosa grossa, vorrei poterla verificare.
Lei sa qualcosa di più?
humilitas

Marius ha detto...

@ humilitas
Questa immagine è sempre stata cara a mia mamma, nata nel 1926. Varie volte me l'ha mostrata corredata da un biglietto dattiloscritto su cui appaiono le informazioni a noi già note redatte da un sacerdote, un certo don Franz Keiser (di cui non riesco a trovare altre indicazioni) il quale scrive:
"Io ho conosciuto personalmente il sacerdote che ha ricevuto questa grazia e anche i particolari e posso garantire della verità".
In post scriptum aggiunge tra parentesi:
(questa foto deve essere pubblicata solo con la spiegazione summenzionata. Riservare tutti i diritti).

Chiaramente il tutto si svolse in tempi ben lontani da internet e dalle attuali tecniche di facilitata manipolazione dell'immagine come Photoshop, cose a quel tempo al di là di ogni immaginazione.

Anch'io vorrei trovare i documenti della Santa Sede testificanti la veridicità, ma purtroppo con i motori di ricerca non riesco a scovare nulla di più.

Personalmente sono incline a considerarla vera, perché tutta l'ambientazione storica mi ispira la necessaria affidabilità. Ma, al di là di tutto, è ciò che essa rappresenta ad essere fondamentale.
L'ho mostrata a dei parrocchiani NO mentre spiegavo loro la mia scoperta della Messa Tridentina, i quali ne sono rimasti vivamente impressionati con tanto di brividi per l'emozione: attraverso questa immagine hanno compreso di più sul significato originale della Messa di qualsiasi spiegazione verbale. Il messaggio passa indipendentemente da ogni certificazione di autenticità e questa è di gran lunga la cosa più importante. Perché passa? semplicemente perché corrisponde alla verità di ciò che essa rappresenta, la verità della Messa. Anche se la foto non fosse vera, vera rimane la realtà che essa illustra.
(continua)

Marius ha detto...

@ humilitas (seconda parte)
Consideriamo pure la peggiore delle ipotesi: mosso dalla sua grande fede eucaristica il fotografo (il fratello del sacerdote) avrebbe magari "taroccato" la foto inserendovi l'immagine veristica del Crocifisso? Ebbé, non sarebbe comunque una toccante testimonianza artistica di fede dell'autore? Anche se personalmente non riesco a concepire come una persona di genuina fede (come si evince dalle testimonianze) possa mescolare un intento ciarlatano con una così sublime realtà. Ci vorrebbe un movente, che, date le circostanze storiche, mi sembra assai improbabile. Qualcuno ha già riscontrato altre rappresentazioni fotografiche veristiche di Cristo crocifisso sull'altare, tali da rammentare un probabile effetto-emulazione come in numerosissime presunte apparizioni mariane? Non mi pare, ma sarei ben lieto di venirne a conoscenza; potrebbe essere un eventuale movente, in mancanza del quale io scarterei questa ipotesi.

Inoltre a quel tempo la creatività veniva espressa attraverso l'opera pittorica, non tramite la manipolazione fotografica.
All’epoca in cui io stesso usavo ancora la pellicola in celluloide ricordo che era possibile creare una sovrapposizione di immagini sul negativo fotografico semplicemente facendo due scatti sulla medesima posizione del film (rischiando ogni volta naturalmente una sovraesposizione anche luminosa dell’immagine poi impossibile da correggere). Talvolta ciò avveniva addirittura inavvertitamente a causa della dimenticanza nel fare avanzare la pellicola nella posizione successiva. Potrebbe essere il caso? Occorre precisare che oltre tutto era molto, molto difficile posizionare la seconda immagine nel punto esatto dove veramente la si desiderava.

Certo, come dice Franco, a rigore servirebbe il negativo fotografico. A che scopo? a scopo scientifico documentativo. Però resta il fatto che nella fattispecie questa particolarissima immagine anche senza prove è di per sé sufficiente per alimentare la fede.

mic ha detto...

È molto bella, Marius, questa condivisione di immagini e pensieri che ci appartengono e ci sono cari perché ha segnato la nostra vita. Sono certa che conoscere l'immagine originale di quello che molti, me compresa, consideravano un dipinto, abbia fatto bene a più di quanti non immaginiamo anche se non scrivono...
Le ragioni le ha dette e sperimentate nel suo gruppo :)

mic ha detto...

Questa particolarissima immagine anche senza prove è di per sé sufficiente ad alimentare la fede.

Infatti questa è la ragione per cui Marius l'ha diffusa ed io come pure, penso, molti altri l'abbiamo apprezzata ricordando insieme ad humilitas (che ringrazio per la documentazione) le riproduzioni a colori più recenti.
Mi ha meravigliato la quantità di asserzioni che fosse un falso, senza peraltro azzardare alcuna osservazione tecnica a supporto dell'affermazione. Ovvio che non le ho pubblicate (perché anonime e appunto assertive senza spiegazioni) e mi hanno ricordato la diffusa avversione per la Santa Messa Antiquior. Mi sono quindi chiesta come mai questo eccesso di razionalismo, quasi un accanimento, in un contesto di credenti...

Marius ha detto...

@ Mic
Mille grazie per la Sua cordiale e significativa condivisione :-)

Quando Lei dice "Mi ha meravigliato la quantità di asserzioni che fosse un falso" intende i commenti che sono pervenuti ma poi non ha pubblicato? Lo chiedo perché io ho letto un solo commento in tal senso.

mic ha detto...

Sì, Marius, l'ho meglio specificato e riscritto dopo...

rr ha detto...

IN un contesto di credenti...

Credenti in cosa, Mic, in Nostro Signore che tutto può, o nella pseudoscienza propagandata da trasmissioni TV come Voyager ?
RR

Anonimo ha detto...

Caro Marius, leggo solo ora i suoi commenti e la ringrazio anche io, come Mic, per avere condiviso questi suoi pensieri (e ricordi personali).
Spero che si riesca a far luce più chiaramente su questa foto perché è una testiomonianza straordinaria.
Sono d'accordo con lei che l'ipotesi della pia frode è improbabile e anche difficile da mettere in atto, a quei tempi.
In ogni caso, al di là di qualunque approfondimento, le sono grata per aver fatto conoscere meglio questa immagine.
Il messaggio che reca con sé è straordinario e non mi stupisce affatto che qualcuno si sia commosso. Il problema, come al solito, è che si è fatto dimenticare ai fedeli cos'è la Messa, VO o NO che sia, che è comunque e sempre sarà il Sacrificio di Nostro Signore.
humilitas

Marius ha detto...

@ humilitas
"Il problema, come al solito, è che si è fatto dimenticare ai fedeli cos'è la Messa, VO o NO che sia, che è comunque e sempre sarà il Sacrificio di Nostro Signore."

Infatti, come bene ha fatto osservare Cristina Siccardi alla giornata della Buona Stampa nonché della Preghiera di Riparazione a Linerolo, anche ai tempi in cui non esisteva il NO a molti non era per nulla chiaro il senso della Messa. Lo ha spiegato presentando il libro di Domenico Giuliotti (1877-1956), “Ponte sul Mondo”, edito da Amicizia Cristiana.
http://www.riscossacristiana.it/020515scriptorium-recensioni-rubrica-del-sabato-di-cristina-siccardi-7/

Marius ha detto...

Per rimanere in un contesto di veri credenti...
finisco di leggere or ora e trascrivo queste poche righe particolarmente illuminanti tratte dal libro "La riforma liturgica anglicana" di Michael Davies dove si cita Leone XIII a proposito del Sommo Sacrificio di Cristo riattualizzato in modo incruento nella Messa:

"... Questa espiazione del peccato era perfetta e completa; non è in alcun modo un'altra espiazione, ma esattamente la stessa, che è presente nel sacrificio eucaristico. Il piano divino del Redentore fu che il sacrificio consumato una volta per tutte sulla croce fosse perpetuo ed eterno. Si perpetua nella santissima Eucarestia, che non offre solamente un'immagine o una commemorazione della realtà, ma la realtà stessa, benché sotto una differente apparenza".

Ebbene, questa frase la trovo la didascalia perfetta per l'immagine di padre Palmatius Zillingen.

Anonimo ha detto...

Marius, mi scusi, lei ha idea di dove fosse padre Zilligen? Il cognome è molto poco comune e attestato per es. in Thurgau nel Settecento, nella variante Zillingen invece è più diffuso, ma è da escludersi, visto che come autore di varie opere risulta costantemente Silligen in tutti i cataloghi.
Se invece sua mamma ha conosciuto padre Keiser, deduco che fosse ticinese o comunque abbia vissuto in zona.
Non ha proprio altri indizi...?
grazie
humilitas

Anonimo ha detto...

Mi sa che era tedesco, padre Zilligen.
Approfondisco.
humilitas

Anonimo ha detto...

Dovrebbe esserci qualcosa in questo libro:
http://www.amazon.de/Das-heilige-Messopfer-Schauungen-Erleuchtungen/dp/390854260X/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1431098798&sr=1-1
Credo.
E ho trovato come data di morte di padre Zilligen il 20 aprile 1989. Se scopriamo di che diocesi tedesca era... magari salta fuori qualche indizio per recuperare un fascicolo su di lui e su quella foto.
Negli Acta Apostolicae Sedis finora non ho trovato nulla, compulsando dal 1932 al 1940.
humilitas

Anonimo ha detto...

qui costa molto meno
http://www.parvis.ch/de/buecher-kleinschriften/das-heilige-messopfer-schauungen-erlebt
prima vedo se lo recupero in qualche biblioteca
humilitas

Anonimo ha detto...

e comunque l'autore di quel libro è un mistico tedesco, Joseph Wasel (prese il nome di Bruder Kostka, in onore del gesuita Stanislao Kostka) che aveva spesso visioni della Passione durante la Messa... morto nel 1946.
molto interessante.
letturina impegnativa, è tutto in tedesco:
http://www.bruder-kostka.de/
humilitas

Marius ha detto...

@ humilitas
Grazie humilitas per tutto quello che sta facendo.
Purtroppo per ora io ho esaurito le mie risorse. Mia madre non credo che abbia conosciuto personalmente don Keiser, però appena avrò l'occasione le domanderò ulteriori ragguagli, cosa che ora mi è impossibile perché al momento è ricoverata.

Anonimo ha detto...

Si figuri, Marius, sono io che la ringrazio per questa opportunità di approfondimento. Intanto che aspetto il libro, aggiungo alle mie preghiere un'intenzione per sua madre.
Sa sentum, alura.
humilitas

marius ha detto...

Chiedo scusa ai lettori: fin dall'inizio senza avvedermene ho sempre messo una "n" di troppo nel cognome di padre Palmatius: Zilligen, non Zillingen

marius ha detto...

Scoperta di stamattina: padre Palmatius Zilligen è della diocesi di Paderborn, Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania.

Anonimo ha detto...

Ottimo, Marius!
Allora provo a chiedere all'Archiv dell'Erzbistum Paderborn se esiste un fascicolo relativo a un'inchiesta canonica in relazione alla famosa fotografia.
Poi riferisco. Non quanto tempo ci metteranno a rispondere, spesso questo tipo di risposte prende settimane, ma ci proviamo.
humilitas

marius ha detto...

Come faremo a risentirci su questo tema quando col passare del tempo questo thread sarà "sepolto" sotto qualche altra decina?
Potremmo contattarci via mail?
Per non dover pubblicare l'indirizzo si potrebbe magari scambiarselo "via mic"?

Anonimo ha detto...

Direi che appena so qualcosa la cerco io attraverso il sito della schola cantorum, mi sembra più immediato e semplice.
humiltas