sabato 9 maggio 2015

Moschea nella chiesa, guerra di religione alla Biennale di Venezia La provocazione dell'artista Buechel.

Il Giornale del 5 maggio titola come ripreso anche da noi, mentre alla notizia viene dato molto risalto anche oltr'alpe [qui].
La chiesa è sconsacrata: frutto dell'inesorabile secolarizzazione e dell'incuria delle autorità religiose, che a tutti affidano le Chiese tranne che ai sacerdoti e fedeli tradizionali. E a vedere queste immagini piange il cuore. Ci vorrebbe una protesta sentita e forte da parte dei fedeli non solo della diocesi. Da parte nostra, proponiamo la recita del Santo Rosario con l'intenzione che questa né altre profanazioni abbiano seguito. È un'arma potente che ci è data nella Comunione dei Santi. Imbracciamola senza indugio e con fedeltà, senza recedere né scoraggiarci.

La provocazione dell'artista Buechel. Folla di islamici all'interno per pregare Allah.
Una vera moschea dentro una chiesa. Dove non arriva la burocrazia, arriva l'arte. Tra performance e «guerra» di religione.
L'importante è avere fede: in Dio o Maometto, poco importa...
Sta di fatto che a Venezia da anni i musulmani chiedono, invano, un tempio dove pregare. Ora l'hanno trovato. Dove? Proprio all'interno di un luogo deputato al culto cattolico. Sta di fatto che l'antica chiesa di Santa Maria della Misericordia si è trasformata, solo visivamente, in una moschea. Almeno per tutta la durata della Biennale.

Tutto merito (o demerito, dipende dai punti di vista ndr) dell'ecumenico-sacrilega opera di Christian Buechel, intitolata «The Mosque», sponsorizzata dal padiglione Islanda nell'ambito appunto della Biennale che aprirà i battenti oggi per chiudere il 22 novembre. «The Mosque» farà sicuramente scandalo (a cosa serve l'arte ormai se non a far solo scandalo?): «Progetto artistico ambizioso perché non è mai stato concesso alla comunità musulmana della città di costruire una vera moschea pubblica nella città dei Dogi».

La struttura di origini bizantine, già rifatta in stile gotico nel XII secolo e restaurata nel 1864, non è più utilizzata per funzioni di culto da oltre quarant'anni, perché acquistata da privati. Buechel ha ricostruito in ogni dettaglio gli interni, divenuti del tutto simili a una moschea. Tanto che i fedeli musulmani l'hanno subito riempita per pregare. Consegnare una moschea a Venezia, in pieno centro storico, è l'ennesima provocazione di Buechel. La comunità musulmana della città lagunare, dall'alto tasso di residenti musulmani, è da anni «costretta» a ritrovarsi nella vicina sede religiosa di Marghera, già al centro di episodi d'intolleranza a novembre 2014, in relazione ai muri vandalizzati con insulti, slogan contro l'Isis, svastiche e l'immagine stilizzata di un maiale.

Buechel sfida così le diffidenze dei più e varie tensioni sotterranee, in un momento storico delicato, tra l'attentato alla sede del settimanale «Charlie Hebdo» a Parigi, la costante minaccia di nuovi assalti terroristici da parte del Califfato e i confini porosi di un'Europa incapace di arginare i flussi migratori provenienti dal Mediterraneo.

Comunicato del Patriarcato di Venezia
(da Il Gazzettino del 9 maggio)
«Per ogni utilizzo diverso dal culto cristiano cattolico - scrive in una nota il Patriarcato - va richiesta autorizzazione all'autorità ecclesiastica indipendentemente da chi, al momento, ne sia proprietario; tale autorizzazione, per questo specifico sito, non è mai stata richiesta né concessa». 
Come a dire, di un luogo sacro, se pur inutilizzato, non si può disporre come si vuole, e vale anche per gli artisti.

Resta da chiedersi se siano solo parole o se siano stati promossi i possibili efficaci provvedimenti per ottenere il ripristino dello statu quo.

26 commenti:

Luisa ha detto...

OT, ancorchè nel marasma attuale "tout se tient", vi segnalo la pastorale del card. Nichols per i "LGBT cattolici"e le loro famiglie :

http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=778150

Anonimo ha detto...

Per chi vuole leggere la reazione del Patriarcato: http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/moschea_chiesa_venezia_biennale_patriarcato_polemiche/notizie/1343573.shtml

Giustina ha detto...

So che non pubblicherete ma pazienza. Comunque sia in mia coscienza mi sento di fare cosa giusta e riporto anche qui il mio commento rilasciato su Riscossa Cristiana che ne ha dato notizia.

Ogni commento è superfluo. Dico solo che chi dà il permesso a questo scempio non merita nessuna pietà ne’ in vita ne in morte. Sono mostri che non hanno rispetto della Storia e che dovranno pagare di fronte a Dio. Spero che la Sua Ira si abbatta sulle loro teste al più presto .Spero che Maria abbia pietà di noi poveri cittadini inermi e ponga fine a questo genocidio spirituale, culturale, e umanitario italiano.

Si! stanno preparando il nostro genocidio e nessuno apre bocca. I primi che cadranno sotto la scure di Dio dovranno essere gli ecumenisti prelati che dall’interno la Chiesa Cattolica dal CVII hanno voluto questo. Laici cattocomunisti. Questi sono i veri ed unici responsabili. Gli unici assieme ai loro politici di sinistra e di finta destra tutti satelliti della massoneria, che hanno lavorato per invadere l’Italia baluardo della Cristianità e faro del Mondo. Ogni giorno sbarchi di migliaia di invasori futuri aguzzini e donne che si son fatte mettere incinte per essere accolte da noi.

Aggiungo anche che nessuna Chiesa Cattolica anche se chiusa DEVE considerarsi sconsacrata sono pietre che parlano di Cristo e costruite con i soldi e le offerte dei fedeli di Cristo.
Per chi non lo sapesse i Beni Ecclesiastici e dunque gli edifici Religiosi “grazie al nuovo patto lateranense (minuscolo) del 18.2.1984 VOLUTO da Wojtyla sono comunque divenuti proprietà dello stato , poichè il DPR 26 settembre 1996 n.571 art.6 dice che i provvedimenti amministrativi (quindi ordini) sui BE sono di loro competenza previa intesa per quel che concerne le esigenze di culto con l’ordinario diocesano competente per il territorio,(SIC!) il quale può decidere secondo coscienza e voglie, grazie appunto alla malefica colleggialità del CVII e dell'ekkumenismo. E oltre a questo
Wojtyla ha permesso che la Religione Cattolica non fosse più considerata Religione di stato come invece lo era sempre stato prima.
Dunque lo stato italiano che è governato da una masnada di anticlericali e pro invasori islamici pensate che si lasci sfuggire questa ghiotta occasione di regalare o regalarsi tramite i loro amici protetti invasori le nostre Chiese e i nostri luoghi religiosi? E le varie CEI nate con il CVII tutte ekkumeniche sono li che aspettano di festeggiare l’evento ...grazie dunque al “caro” Wojtyla, grazie per questo regalo accompagnato da tanto malefico eKkumenismo e giornate dedicate ai “poveri migranti” che hanno rovinato l’Italia e l’Europa un tempo terra Cristiana.
Ma di questo TUTTI quei che hanno lavorato per raggiungere lo scopo DEVONO dare conto a Dio.

Spero che il Patriarcato di Venezia e i politici ancora sani facciano vedere di che pasta sono fatti e restituiscano ai cattolici quelle pietre che parlano di Cristo. Le Chiese chiuse devono essere custodite e con tutti i disoccupati nel campo del restauro che ci sono, la custodia creerebbe nuovi posti di lavoro.

I Beni Culturali DEVONO VERGOGNARSI poichè ci sono leggi ben precise per quanto riguarda il restauro e la conservazione dei Beni Culturali, tali che lo possono fare solo i restauratori accreditati e qui come la mettiamo? Come la mettiamo con lo scempio diabolicamente architettato che hanno pure il coraggio di chiamare arte? Arte di che? Questa è una espropriazione islamica permessa dalla biennale che auguro affondi nella melma più profonda.

mic ha detto...

Non capisco perché non avremmo dovuto pubblicare Giustina.
Mi auguro anch'io, e credo tutti noi, che questa, come ogni altra iniziativa del genere, affondi nella melma più profonda...

mic ha detto...

Questo che segue il comunicato del Patriarcato (dal Gazzettino di venezia):

Il Patriarcato di Venezia non ci sta: nessuna richiesta e nessuna autorizzazione è stata rilasciata per l'allestimento di una moschea nella chiesa di Santa Maria della Misericordia. E poco importa che si tratti di un'opera battezzata dalla Biennale d'Arte, o che la chiesa di Cannaregio fosse chiusa al culto dal 1973 ed oggi appartenga a privati e non più a realtà ecclesiastiche.

«Per ogni utilizzo diverso dal culto cristiano cattolico - scrive in una nota il Patriarcato - va richiesta autorizzazione all'autorità ecclesiastica indipendentemente da chi, al momento, ne sia proprietario; tale autorizzazione, per questo specifico sito, non è mai stata richiesta né concessa». Come a dire, di un luogo sacro, se pur inutilizzato, non si può disporre come si vuole, e vale anche per gli artisti.

mic ha detto...

Mi chiedo, visto il comunicato, se siano solo parole o se siano stati promossi i possibili efficaci provvedimenti per ottenere il ripristino dello statu quo.

mic ha detto...

Profanazione? Macché, è solo una performance
http://radiospada.org/2015/05/profanazione-macche-e-solo-una-performance/

Giustina ha detto...

Non capisco perché non avremmo dovuto pubblicare Giustina.

Grazie d'aver pubblicato.

Per quanto riguarda il comunicato del Patriarcato (che devo dire è finalmente cattolico e virile) in virtù degli articoli sui BE che ripeto sono stati voluti dal "caro"
Wojtyla non si può far nulla, Tant'è vero che avendo dato l'assenso alle disposizioni del DPR del 1996 citato nel commento precedente, NON hanno fatto mettere nessuna clausola affinchè le Chiese Cattoliche (anche se chiuse al culto e per di più di proprietà privata) possano essere sottoposte permessi da parte delle Autorità Ecclesiastiche che DOVEVANO RIMANERE LE UNICHE E SOLE PROPRIETARIE a fondo perduto per intenderci.

I SOLI CHE POSSONO INTERVENIRE sono ora le Sovraintendenze per i Beni Culturali, dato che praticamente sono i nuovi proprietari e gli unici con "diritto di emanare" provvedimenti amministrativi che anche se impugnabili sono tuttavia atti di procedimenti amministrativi, che coincidono con decisioni adottate dalla pubblica amministrazione incidenti direttamente sui diritti o sugli interessi degli amministrati.

In definitiva, il provvedimento amministrativo ha forza costitutiva di situazioni giuridiche ed è imperativo: modifica o estingue diritti o interessi degli amministrati in via unilaterale e senza il consenso dei destinatari. Per esempio, un provvedimento di espropriazione.

Ecco che cosa ci ha lasciato in eredità il "caro" Wojtyla e TUTTI i suoi successori.

Invito pertanto avvocati cattolici e non, che hanno a cuore la Storia e il NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE ED ARTISTICO a MUOVERSI QUANTO PRIMA e andare a chiedere alla Sovraindendenza preposta (che a Venezia ha pure la sede) di togliere quello scempio e di ripristinare lo status conservativo del luogo.

mic ha detto...

Giustina,
da quanto afferma il Comunicato, sembrerebbe che qualche clausola ci sia. Non conosco approfondimenti, mi baso su quanto espresso.
Il problema è che un'affermazione del genere non consti di provvedimenti conseguenti...

Anonimo ha detto...

Adesso vediamo di che pasta è fatto mons. Moraglia.Bobo

Anonimo ha detto...

Büchel? Dal nome parrebbe un esponente di quel popolo che notoriamente non nutre speciale trasporto per Cristo e i cristiani... e ho detto tutto.

Giustina ha detto...

Il problema è che un'affermazione del genere non consti di provvedimenti conseguenti...

Infatti, il comunicato serve a ben poco ci si deve subito muovere perchè oltre ad avere gravi conseguenze sul piano storico documentale e di degrado agli stessi Beni Artistici (per rimanere su temi prettamente laici) lo sia ha soprattutto sul piano spirituale a causa del gravissimo messaggio che questa okkupazione lancia.

Sul piano storico documentale, uno scempio del genere lo si vede ad occhio nudo, lo scontro tra due mondi che non possono nemmeno essere comparati tanto diversi sia culturalmente che artisticamente e che fuori dai loro contesti naturali in cui sono nati se messi insieme fanno solo rabbrividire.

Sul piano del degrado inferto ai Beni Culturali ivi presenti: prima di tutto il cambiamento del microclima dovuto a quei esseri viventi che hanno occupato l'interno dell'edificio e che mette in serio pericolo i dipinti e decori parietali che sono all'interno. In aggiunta il clima naturale di Venezia conta già di suo una costante e progressiva azione di degrado a causa dell'alto tasso di umidità e l'evaporazione della salsedine che intacca i muri, tanto che nemmeno gli affreschi possono durare. Infatti fu Venezia la prima città al mondo ad inventare i grandi teleri ad olio, prorio perchè impossibilitata a mantenere gli affreschi.

FUORI TUTTI DA LI E VADANO A PREGARE IL LORO dio nelle loro abitazioni o si acquistino dei capannoni fuori dalla città.

So che chi vuole assistere alla S. Messa Tridentina DEVE macinare chilometri e chilometri e si ritrova in miseri capannoni trasformati in Chiese Cattoliche.


VERGOGNA al MIBAC prima di tutto e ai loro preposti di Venezia che hanno dato l'assenso, senza di quello non si sarebbe potuto fare.


ONORE e GLORIA invece a chi invece agirà per bloccare la grande offesa alla nostra Fede, storia memoria e cultura e in difesa della CONSERVAZIONE dei Beni Culturali come previsto dalla legge.

Josh ha detto...

"l'artista" ha pure vinto il premio...Hugo Boss.

bah

http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Boss

(oggi di proprietà Marzotto-Valentino fashion group)

Michele ha detto...

La neghittosità delle autorità ecclesiastiche ci consegnerò all'islam senza colpo ferire, d'intesa con i politici stiamo scivollando nel castigo di Dio in perfetta anestesia post conciliare

Josh ha detto...

http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Hugo_Boss

c'è il Guggenheim dietro!

prego leggere e salvare questo

"la lunga farsa dell'arte moderna"
riflessioni su e di Bernard Berenson

http://www.lacrimae-rerum.it/documents/Berensonelalungafarsaartemoderna_000.pdf

Anonimo ha detto...

Le chiese sconsacrate diventano beni alienabili e quindi chi le acquista può farne l'uso che vuole, qui in ER ce ne sono tantissime che sono diventate sale da concerto, sale per riunioni di banche, comuni, associazioni culturali ed altro, finora niente moschee, ma d'altra parte se le varie diocesi le vendono perché adesso si paga l'Imu, non vedo come possa occuparsene il ministero dei beni culturali che in questo paese esiste solo sulla carta,e non dispone di fondi se non irrisori per il mantenimento del patrimonio nazionale, basta vedere lo sfacelo in cui si trovano Pompei ed altri siti archeologici, qua ci sono ex conventi che sono diventati residence di lusso e banche, insomma chi ha soldi per comprare.....d'altra parte non si possono tenere edifici talora fatiscenti chiusi, pena ingiunzioni di manutenzione ordinaria e straordinaria....almeno da noi funziona così. D'accordo sull'invasione islamica scientificamente programmata dai soliti noti, ma lì poco si può fare, chi comanda fa legge, e non è consolante pensare che anche loro verranno sgozzati dagli islamisti, andando avanti di questo passo, lo saremo tutti e non è affatto una bella prospettiva. Lupus et Agnus.

Giustina ha detto...

non vedo come possa occuparsene il ministero dei beni culturali.

Per legge DEVONO. Tuttavia la faccenda dell'imu è una vergognosa dimostrazione di come la chiesa vaticanosecondista abbia abiurato non solo la fede ma pure la ragione, dacchè il diabolico concordato del 1984 passando di mano i Beni Ecclesistici allo stato, in cambio DOVEVA pretendere di essere alienato da tasse e barzelli ed avere l'ultima parola sulla destinazione d'uso.

Il privato per legge NON può fare quel che vuole dei Beni Artistici posti sotto tutela come lo è quella Chiesa e diventa quel tipo di Bene qualsiasi opera che abbia oltre i 50 anni a patto che l'autore sia morto. Cambiamenti d'uso li devono permettere SOLO il Mibac.
Lei cita ER (che se magari invece di scrivere la sigla lo scriveva per intero si sarebbe capito al volo): embè che vuol dire?

E' evidente che il Mibac dell' Emilia Romagna è governata da persone incompetenti e ignoranti in tutto, ma soprattutto se ne fregano delle leggi che pongono i Beni a tutela e sono anche tante e purtroppo il Mibac dell'Emilia è solo uno dei tanti che ammorbano l'Italia, tutti sulla stessa linea purtroppo.

Poi si sa, chi siede in quei scranni non è certo scelto a caso ma messo li affinchè vigili che tutto proceda secondo i piani voluti da chi sappiamo. Ma verrà, si che verrà quel giorno e per loro saranno dolori.
Meglio che si appendano una macina al collo questo non vale solo per chi scandalizza i piccoli ma anche per chi si macchia di colpe gravissime come questa profanazione di storia e di memoria e chi ha loro concesso di farlo. Quella Chiesa così come tutte quelle presenti nel suolo italiano, rientrano nei parametri di Bene Architettonico posto sotto tutela e di valore etnoantropologico che lo stato DEVE tutelare conservare e mantenere. Si facciano sentire i preposti ai Beni Culturali della Diocesi vadano al Mibac di corsa.

Nicola ha detto...

E il Patriarca che fa? Tace?

Felice ha detto...

Il Patriarca ha già dimostrato, in varie occasioni, di non avere certo un cuore di leone

il maccabeo ha detto...

Chiesa-moschea, i calzini penzolano
dall'acquasantiera: è protesta
http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/dentro_la_moschea_si_pregava_fuori_si_discuteva_animatamente._una_decina_di_veneziani/notizie/1343862.shtml

mic ha detto...

I cittadini protestano, si sentono toccati nel loro sensus fidei. Ma i pastori, oltre al blando comunicato, cos'hanno fatto, cosa fanno, cosa faranno?

Anonimo ha detto...

Sì ER sta per Emilia Romagna e comunque in questo paese, cara Giustina, anche se dubito lei sia una donna, chi comanda fa ciò che vuole, Mibac o non Mibac, e non certamente perché ignoranti, chi compra a volte restaura con cura, altre volte fa come gli pare e nessuno protesta, ripeto, il ministero dei beni culturali esiste solo sulla carta e non dispone di soldi, salvo quelli che si intascano loro stessi, se loro devono andare a buttarsi con la macina al collo, noi che ci possiamo aspettare da questo mare di islamici che solo per notizie ipocritamente false, ci stanno invadendo? Qua rifiutano alberghi, cibo, pretendono trattamenti specifici che non offendano il loro credo religiosi e che fanno i nostri kompagni? Accontentano, accolgono amorosamente, chi è andato a Lampedusa a dire Venite,Venite......l'Onu ha ingiunto all'Europa che è obbligatorio accoglierli, sistemarli, e tenerseli, le quote per ogni paese verranno stabilite tra poco, anche se cominciano i mugugni, alla fine rimarranno in gran parte qua a preparare la conquista, con la benedizione del presidente USA islamico, l'Europa farà una brutta fine e ne saremo tutti coinvolti, chi più chi meno, poi sarà Dio a giudicare. Lupus et Agnus.

mic ha detto...

Lupus,
Giustina è una donna ;)
Quanto alla conclusione, sembra umanamente l'unica realisticamente prevedibile allo stato dei fatti.
Ma non abbandoniamo innanzitutto l'arma del santo Rosario e tutto quanto è in nostro potere non solo da qui.

Josh ha detto...

a proposito di donne, svegliarsi proprio tutti:

http://www.notizie.it/per-i-musulmani-violentare-le-donne-bianche-e-un-diritto-parola-di-uno-stupratore-in-branco-pakistano/

Giustina ha detto...

Lei Lupus a quanto pare conosce ben poco l'ambiente Mibac e se le dico che all'interno del Mibac dell'Emilia (così come in altri Mibac d'Italia) ci sono degli incompetenti e ignoranti lo so e ho i miei validi motivi.

Quei dell'Emilia mio caro, hanno mostrato il loro vero volto in occasione del terribile terremoto che li han colpiti. Invece di puntellare e legare gli edifici storici pericolanti, alcuni li han preferito abbattere con la scusa che questi mettevano in pericolo le case coircostanti. Poi anche qui, chi ha dato il permesso di costruire case abbastanza recenti addossate a quei preziosi muri?

Quando Sgarbi è arrivato per fermare l'abbattimento di un municipio (se non ricordo male) di un paesello emiliano è stato aggredito. Allora come la mettiamo? Quell'edificio non andava abbattuto bensì RECUPERATO.

Il paradosso di questi Mibac: qual'ora un addetto ai lavori decidesse (di sua spontanea volontà e in modo gratuito) a restaurare un'opera mobile od immobile all'interno di una qualsiasi Chiesa, DEVE presentare una miriadi di permessi e progetti. Poi se a lor signori sei simpatico o decidono che tu hai le credenziali che sono valutate secondo i loro parametri ok, altrimenti nulla.

E non sia mai, che un restauratore possa mettere a disposizione le competenze in modo gratuito, perchè si rovina la "categoria".

Poi ci sono restauratori e restauratori che si spacciano per tali che di conoscenze tra compatibilità tra prodotto e materiale non capiscono una cippa e procurano solo danni.

Il privato ripeto non può fare quello che vuole su un'opera che è sotto tutela.Tanto meno questi esseri che hanno usato della Chiesa per mettere in piedi quello scempio SENZA PERMESSO...mi auguro che le autorità preposte denuncino questi figuri. Le leggi sulla tutela dei Beni Nobili e Immobili che vigono in Italia sono tra le più severe che esistano. Le si metta in pratica!!!

Addirittura se io volessi usare una foto (senza permesso) di un bene posto all'interno di un museo o altra custodia e la mia intenzione fosse solamente quella di metterla in un libro, se non pèossiedo il permesso POSSO ricorrere in severe sanzioni.

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa alla signora Giustina per aver espresso dubbi su di lei, non sono ferrato in Mibac, né pretendo di metterci il naso, però le posso assicurare che qui in Romagna, leggi severe o non, anzi alla faccia delle leggi severe, sono spariti nel nulla decine e decine di reperti romani/ici, musivi e di ogni genere, venuti alla luce da scavi per fognature e pavimentazioni ed altro, la legge prevederebbe che fosse inviata documentazione dettagliata a Ravenna, che fa capo a tutti i beni culturali romagnoli ed alla loro tutela, ma le posso assicurare, perché visto coi miei occhi, che nulla è trapelato. Se questo fosse un paese serio e con un governo degno di tale nome, che facesse rispettare le leggi, camperemmo di rendita coll'immenso patrimonio culturale che possediamo e che lasciamo andare in rovina con nonchalance, quanto a Sgarbi non metterà mai più piede da noi, ce ne ha dette, a ragion veduta, di tutti i colori,quindi.....La saluto e mi perdoni ancora per il qui pro quo. Lupus et Agnus.