Donald Trump ha rimosso ufficialmente la coraggiosa cattolica Carrie Prejean Boller dalla Commissione per la Libertà Religiosa della Casa Bianca. Poche settimane fa Carrie era stata espulsa dalla Commissione dal presidente Dan Patrick (vice governatore del Texas) a causa delle sue critiche nei confronti della deriva ultra sionista del governo israeliano, sottolineando che tale ideologia é incompatibile con la sua fede cattolica. Che ne pensate anche del resto? Qui l'indice degli articoli sugli eventi nel quadrante mediorientale.
La deriva iper-sionista del secondo mandato di Trump
e la repressione del dissenso.
Nell'immagine: da sinistra a destra: Tucker Carlson, Candace Owens, Charlie Kirk e Carrie Prejean Boller.
Nel primo mandato presidenziale Donald Trump aveva già segnato una svolta importante nella politica estera americana verso Israele. Lo spostamento dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, il riconoscimento delle Alture del Golan come territorio israeliano e il sostegno agli Accordi di Abramo avevano rappresentato scelte forti, che avevano rotto con una certa prudenza diplomatica mantenuta per decenni dalle amministrazioni precedenti.
Tuttavia, nel corso del secondo mandato sta emergendo qualcosa di diverso e, per molti osservatori, di più radicale. Non si tratta più soltanto di un rapporto privilegiato con uno storico alleato strategico. Si sta delineando piuttosto una linea politica nella quale il sostegno a Israele appare sempre più come un principio ideologico non discutibile, una posizione dalla quale non è consentito deviare neppure marginalmente.
Il punto più controverso non riguarda soltanto la politica estera americana, ma il clima politico che si sta formando attorno ad essa. Negli Stati Uniti, dove la libertà di espressione è sempre stata considerata uno dei pilastri della democrazia, si sta diffondendo la percezione che criticare il governo israeliano, anche da posizioni conservatrici o religiose, stia diventando sempre più difficile e rischioso.
Il caso più emblematico di questa dinamica è quello di Caroline Michelle “Carrie” Prejean Boller. Per molti anni Prejean è stata una figura simbolica del conservatorismo cristiano americano. Divenne nota nel 2009 durante il concorso Miss USA, quando difese pubblicamente la concezione tradizionale del matrimonio, attirandosi l’ostilità di gran parte dei media progressisti ma diventando al tempo stesso un punto di riferimento per milioni di elettori conservatori.
Negli anni successivi ha sostenuto Donald Trump e si è collocata stabilmente nell’area culturale della destra americana. C’è però un elemento della sua vicenda che assume un significato particolare nel contesto attuale: Carrie Prejean è cattolica.
Negli Stati Uniti esiste una corrente molto influente di cristianesimo sionista, soprattutto di matrice evangelica, che sostiene Israele non soltanto per ragioni geopolitiche ma anche per convinzioni teologiche. All’interno di questo quadro, le posizioni di molti cattolici risultano spesso più sfumate e meno legate a questa visione religiosa della politica mediorientale.
Quando Prejean ha espresso dubbi morali sulle operazioni militari israeliane a Gaza, richiamando il principio cristiano della difesa degli innocenti e sostenendo che nessuna fede può giustificare l’uccisione di civili, la reazione è stata rapida. Nel giro di poco tempo è stata rimossa dalla Commissione per la Libertà Religiosa della Casa Bianca, alla quale era stata nominata proprio durante l’amministrazione Trump.
Il significato politico di questa vicenda è stato interpretato da molti come un segnale preciso: anche una figura proveniente dal mondo conservatore, anche una sostenitrice dell’attuale presidente e anche una cristiana impegnata può diventare improvvisamente scomoda se mette in discussione la linea di sostegno totale alle politiche del governo israeliano.
Il caso Prejean non è isolato. Negli ultimi mesi si è aperta una frattura sempre più evidente all’interno della stessa destra americana. Alcune delle voci mediatiche più influenti del conservatorismo hanno iniziato a esprimere dubbi sul rapporto tra Washington e Tel Aviv e sulle conseguenze della guerra in Medio Oriente.
Tucker Carlson, uno dei commentatori più seguiti del panorama politico statunitense, ha più volte criticato l’idea che gli Stati Uniti debbano sostenere automaticamente ogni scelta militare israeliana. Le sue dichiarazioni hanno provocato reazioni molto dure e accuse pesanti da parte di diversi ambienti politici e mediatici che sono arrivati a definirlo “antisemita”.
Anche Candace Owens, commentatrice politica e influencer con milioni di follower, ha denunciato apertamente la devastazione umanitaria provocata dalla guerra a Gaza e ha messo in discussione l’allineamento automatico della politica americana alle decisioni del governo israeliano e anche per lei è arrivata subito l’accusa infamante di antisemitismo.
Un caso altrettanto significativo è quello di Charlie Kirk, fondatore di Turning Point USA e per anni uno dei giovani leader più promettenti del movimento conservatore vicino a Trump. Negli ultimi tempi anche Kirk ha iniziato a esprimere posizioni più critiche sul rapporto tra Stati Uniti e Israele, sostenendo che la politica estera americana dovrebbe essere guidata prima di tutto dagli interessi nazionali americani e ‘casualmente’ è stato assassinato da un killer. Evidentemente a qualcuno facevano paura le sue idee.
Queste prese di posizione hanno provocato reazioni immediate e spesso molto aggressive. Ancora una volta si è riproposto lo stesso schema: chiunque metta in discussione l’allineamento totale con Israele viene rapidamente accusato, isolato o sottoposto a forti pressioni mediatiche o peggio, eliminato fisicamente.
Il problema che emerge da questa dinamica non riguarda soltanto la geopolitica mediorientale. Riguarda il funzionamento stesso del dibattito democratico negli Stati Uniti.
Quando in un sistema politico alcune posizioni diventano di fatto impronunciabili senza conseguenze professionali o istituzionali, la libertà di parola rischia di trasformarsi in un principio sempre più teorico. Il pluralismo del dibattito pubblico si restringe e il confronto politico tende a trasformarsi in conformismo ideologico.
La questione assume un carattere ancora più delicato quando entra in gioco la libertà religiosa. Molti cristiani, in particolare cattolici, non condividono la visione teologica del sionismo cristiano diffusa in alcuni ambienti evangelici americani. Essi ritengono che la fede cristiana imponga di difendere la vita umana e di denunciare la sofferenza dei civili innocenti, indipendentemente dai pretesti usati per giustificare la violenza e la guerra.
Quando anche questa posizione morale diventa oggetto di sospetto o di delegittimazione politica, il problema non riguarda più soltanto le scelte di politica estera. Diventa una questione di libertà di coscienza.
Il caso Prejean appare emblematico proprio per questo motivo. Una donna che ha costruito la propria identità pubblica sulla fede cattolica e sul conservatorismo politico si è trovata marginalizzata proprio per aver richiamato quei principi morali che per anni aveva difeso.
A questa dinamica si è aggiunto nelle ultime settimane un episodio che ha suscitato forte preoccupazione negli ambienti che si occupano di libertà di stampa negli Stati Uniti. Durante il conflitto con l’Iran, Donald Trump ha attaccato duramente diversi organi di informazione accusandoli di diffondere notizie false o distorte sulla guerra, minacciandoli di togliergli la licenza di trasmissione radiotelevisiva rilasciata dalla Federal Communications Commission (FCC).
Se questa tendenza dovesse consolidarsi, le conseguenze potrebbero essere molto più profonde di una semplice polemica politica. Quando una democrazia comincia a stabilire quali opinioni possono essere espresse e quali invece devono essere espulse dal dibattito pubblico, il problema non riguarda più soltanto una questione internazionale.
Riguarda la libertà stessa di pensare, parlare e agire secondo coscienza.Luciano Tovaglieri,
Segretario Nazionale di IGNIS Fuoco Italico (movimento sovranista antimassonico che intende riaffermare i valori religiosi ed etici tradizionali)

41 commenti:
Totalement compromis dans l'affaire Epstein, comme le prouvent les documents publiés par la justice américaine, Trump n'a plus d'autre choix que d'exécuter les ordres de Netanyahu qui le "tient" entièrement.
l miliardario tecnologico Peter Thiel, 58 anni, terrà un ciclo di conferenze a porte chiuse a Palazzo Orsini Taverna, nel centro storico di Roma, sul tema dell'Anticristo (15-18 marzo).
Secondo LaStampa.it (16 marzo), Thiel ha detto: "Sono un cristiano, voglio preservare la libertà e temo l'Anticristo".
Thiel è cresciuto in una famiglia cristiana evangelica e ha affermato che la sua visione del mondo è plasmata dal "cristianesimo".
Plasmata dall'omosessualità
Già nel 2007, il blog della Silicon Valley Valleywag, gestito dalla società di media Gawker Media, ha pubblicato un articolo in cui si affermava che Thiel "è totalmente gay". In seguito, Thiel ha finanziato segretamente la causa di Hulk Hogan contro Gawker per un video hard trapelato. Il caso ha portato a un verdetto di 140 milioni di dollari e ha costretto Gawker Media alla bancarotta.
https://gloria.tv/post/QMYM2MANXSCB1EJvdtERrAkrP
Mordi e fuggi da parte mia per chiedere : " Ma vi pare normale che tutti questi figuri
gravitino sull'Italia e specialmente su Roma? Cosa e' venuto veramente a fare a predicare a porte chiuse a soggetti paganti mille euro cadauno, su cosa esattamente Dio solo lo sa. Ma e' normale che costui abbia pagato la campagna elettorale di Vance ( che si professa cattolico ,o cristiano tout court, non ricordo) e al contempo si riporti che Vance sia molto amico di Leone XIV e che non manchi di fargli visita ogni tre per due? Definirsi cattolico equivale ad esserlo?!
Le supposte compromissioni di Trump con L'Affare Epstein sono al momento solo insinuazioni e calunnie.
Le uniche accuse sono quelle di una donna, che sembra essere una mitomane, già fatte nel 2019, prima della campagna elettorale del 2020. Costei fu ascoltata due volte dallo FBI per poi scomparire dalla scena. Ma le sue dichiarazioni, come risultano per riassunto dal file di Epstein sono apparse alquanto scombinate. Disse ad un suo amico di esser stata violentata minorenne da un certo Jeff. Quando le fu mostrata la foto di Epstein, disse che era lui il colpevole. Fece seguire racconti confusi di partecipazione (coatta) ad orgine varie. Poi disse che per difendersi da Trump aveva dovuto morderlo.
Si tratta di spazzatura della peggior specie. Se è vero che Trump ha abusato di questa e di quella, le vittime dovrebbero venire allo scoperto o no? Naturalmente, con prove convincenti.
Devo dire che ho letto con interesse l'articolo e, alla fine, mi son chiesto: parla degli Stati Uniti o dell'Unione Europea?
SARÒ FRANCO | Il Punt🔴 di Vista di Franco FRACASSI
Becciolini Network
https://www.youtube.com/watch?v=507ZkTLtpp4&t=5690s
Qui ci sono varie risposte nonche' la novita' (che io non sapevo)per cui il
pregiatissimo Sindaco di Roma fa circolare una macchina
dotata di intelligenza artificiale denominata Cerbero* ad uso
sparamulte. Converra' che si inceppi perche' se continua così tra
un po' licenzieranno pure la Municipale.
*Cerbero è un sistema avanzato di intelligenza artificiale, in uso a Roma da fine 2024, montato sulle volanti della Polizia Locale per rilevare automaticamente infrazioni come sosta in doppia fila, divieto di sosta e irregolarità amministrative (revisione/assicurazione). Il dispositivo genera oltre 100.000 multe al mese, con un picco di oltre 1 milione di verbali nel primo anno, operando principalmente nel centro storico e aree densamente trafficate.
Frattanto uno dei piu' autorevoli (cosi' dicon lor che sanno) organismi di controllo dello stato di salute delle democrazie nel mondo, si tratta di un organismo svedese, sostiene che gli Stati Uniti si stanno dirigendo verso una forma di autocrazia come mai visto sinora. E cita anche Ungheria, Slovacchia e altri stati tra le autocrazie emergenti, ma guarda guarda che casualita'.
Tutto questo allarme e alzata di toni da quando l'ordine mondiale non risulta piu' in salute, da quando Lorsignori sembrano aver perso potere, da quando il Sovranismo (e lo scrivo volutamente con la maiuscola) sta riemergendo. E vivaddio! Sovranismo che vorrei vedere anche in Italia come in Ungheria. Sovranismo, certo, senza paura.
C'è sempre un problema nel disprezzare qualcuno o qualcosa: il problema è che si perde un pezzo dell'intero. Eppure in quel frammento c'è abbastanza per intendere -se lo si contempla con il cuore libero e puro- che esso non è nel vuoto, ma si collega con tanti altri apparenti frammenti, coinvolgendo così tante realtà che c'entriamo pure noi.
Il cieco disprezzo verso qualcuno è uno dei mali che Cristo-Verità ha smascherato, non risolvendolo in un nuovo disprezzo verso chi disprezza, ma caricato sulla sua croce.
Nel disprezzo non c'è compassione e Gesù mostra che invece Dio non la pensa così.
Il peccatore è tale e non compie la volontà di Dio, ma la gioia sta nella conversione.
La compassione per il peccatore è un'offerta di luce perchè il contrito si converta.
Non avviene sempre in un lampo e abbonda di ombre e chiaroscuri. Che cosa può fare il giusto mentre l'ingiusto non lo è? Non lo deve disprezzare, pena il non esserlo più lui.
La contemplazione vede il negativo e vede il nemico: lo sa negativo e lo sa nemico, ma non lo disprezza, vedendo anche in quel frammento dell'intero lo stesso disegno che riguarda lui, già raggiunto dalla grazia. Per questo il pubblicano che si batteva il petto tornò a casa giustificato (fatto giusto: cristificato), mentre non così andò per il fariseo che si vantava "di non essere come quello lì".
La grazia della luce che illumina nella contemplazione sa sfondare le tenebre del peccato e della miseria che vede, illuminandola di una luce che ci trascende. Gesù è la verità, la luce, la via... e non disprezza nessuno. Attende la sua conversione.
Il problema è per chi dice di vederci e disprezza. Ciecamente.
Resta da vedere se è vero o no
Ah, il problema è il sionismo, non gli Epstein files, non i soldi fatti dalla sua famiglia da quando è presidente, non l’ICE che spara ai civili per strada e ammanetta i bambini.
Beh, l’importante è avere le priorità al posto giusto.
Beh se non ci fosse niente di compromettende lo avrebbero già pubblicato integralmente invece ora al Congresdo si sono accorti che dal rapporto dato sono state tolte centinaia di pagine e se fossero pagine che riguardavano i democratici le avrebbero tenute, no ? Mauro
TRUMP, ECCO A COSA SERVIVA -
ALESSANDRO LEONARDI
https://www.youtube.com/watch?v=i_K3ctBPKsM
C’è un filo rosso inferno che collega:
- la presunta messa nera nella Cappella Paolina in Vaticano del 29 giugno 1963;
- il Novus Ordo Missae del 30 novembre 1969;
- i fatti inumani dell’isola degli orrori;
- l’introduzione del culto della pachamama in Vaticano il 6 ottobre 2019;
- Fiducia Supplicans;
- La guerra all’Iran.
C. Gazzoli
Le pagine mancanti dagli Epstein files non è detto che riguardino Trump. Possono contenere dettagli scabrosi che danneggerebbero terze persone, provocando anche azioni legali contro il ministero della giustizia.
"L 'ice che spara ai civili per strada e ammanetta i bambini..". Questa è solo retorica, propaganda di basso conio. La storia del bambino ammanettato è stata gonfiata dai media. Avevano bloccato il padre per strada e l'avevano portato all'ufficio di polizia, il bambino non potevano lasciarlo solo per strada. Inoltre, l'arresto nel sistema anglosassone non sono le manette. Corrisponde al nostro fermo di polizia e non può durare più di due giorni, quano si tratta di controlli, posti di blocco etc.
Piuttosto renderei nota la notizia che la calunniata ICE ha individuato migliaia di bambini e minorenni soli entrati illegalmente negli USA grazie al lassismo di Biden e dei catto-woke che odiano Trump, ed ora completamente allo sbando. Chissà quanti altri ce ne sono che sono finiti in cattive mani.
La polizia americana è a volte brutale, anche perché ha a che fare con una delinquenza efferata, ma non diciamo che "spara ai civili per strada", come se facesse il tiro al bersaglio. Questa è faziosità.
Perchè tutti stanno sollevando questa cortina fumogena su fatti che non c'entrano con l'articolo?
Anzitutto, sulla questione della visione tradizionale cattolica sulla guerra: in alcuni casi sarebbe lecita anche una guerra di aggressione, ma si è ormai dimostrato che in questa guerra questi non sussistono.
Ma la risposta sul modo in cui gli USA sono entrati in guerra è ovvia: sono marionette di Israele, il petrolio c'entra molto meno di quel che sembra e i fatti interni ancora meno, non c'è nessun argomento da cui distogliere l'opinione pubblica. Gli stessi piani militari americani sono alquanto confusi, come se gli strateghi o non siano stati interpellati o (peggio) debbano eseguire a loro volta ordini da altri.
E adesso anche in Italia diventerà reato (non un nuovo reato: sarà estesa l'applicabilità di altri) criticare Israele. Cosa di cui Israele non ha certo bisogno, lo vediamo.
E già ho raccolto una frase inquietante, una forma di antigiudaismo sentita poche volte e nata negli Stati Uniti: "Rivendicano di avere alle spalle uno stato che si vanta di avere appena meno atomiche della Cina? Vadano lì!" Adesso la sento anche qui e in italiano.
Finora questo non era antisemitismo (infatti l'ho chiamata "antigiudaismo", avendo base puramente politica), con la nuova legge lo sarebbe.
Al di là che, a dispetto di quel che Israele fa finta di lasciar trapelare "via USA", le atomiche israeliane saranno forse un centinaio, non mezzo migliaio come vogliono far credere!
Il capo dell'antiterrorismo americano Joe Kent lascia per protesta il suo posto e dice:
1 l'Iran non era una minaccia immediata
2 la guerra è stata fatta su pressione di Israele e delle sue lobbies
Cattolici :la funzione di katechon qui è espletata dall'Iran
La guerra in corso nel Medio Oriente viene percepita dai più come viene raccontata attraverso le lenti distorcenti del mainstream del "libero" Occidente. La realtà sul campo è molto diversa dalla lettura propagandistica di chi ha tre obiettivi: ingigantire a caricatura le parti del buono (Israele), del cattivo (l'Iran) e dello sporco (Trump).
Stesso copione già visto per il conflitto ucraino, dove c'è anche il bello (la UE) e lo sporco lo fa Orban. Se si esce dalle caricature si può ripassare un po' la storia e riandare alla divisione dell'impero Ottomano per gli interessi di Londra e Parigi (accordo Sykes-Picot) con creazione di Stati dai confini con le linee diritte sulla cartina e interessi vari per eterodirigere conflitti a beneficio di terzi, dal petrolio al canale di Suez. Il tutto sulla testa di chi là ci abitava da sempre. Oggi il problema è che una ristrettissima minoranza di apolidi manovra cifre colossali, create dal nulla, permettendosi di corrompere le menti e di comperarsi tutto... adesso ha bisogno di una guerra come dell'ossigeno. C'è chi sta cercando di opporsi, scardinando il teatrino che è stato creato ad arte ed è già costato due guerre mondiali.
Se leggi certi commenti della stampa internazionale vedi che cercano di far passare Trump per pazzo, di uno che non sa quello che fa. Adesso, scrivono, si è anche messo in testa di voler cambiare la legge elettorale e sta facendo una grande confusione.
Si tratta però di critiche di parte, disoneste. Trump vuole mettere nella legge elettorale il principio che per votare devi dimostrare di essere cittadino americano, il che sembra del tutto ovvio ad una mente normale, credo vigente in tutti i paesi europei. Probabilmente vorrebbe anche proibire il voto postale. Questo voto postale è diventato uno scandalo: i conteggi durano giorni, spesso con regolamenti laschi e pochi controlli. Sarà un caso, ma in certi Stati i voti postali hanno favorito enormemente i Democratici. Che infatti si oppongono ad una seria riforma della legge elettorale nazionale, per il momento bloccata al Senato USA. Non vogliono che venga approvata prima delle elezioni Midterm. Ma non la vogliono in assoluto. E non si tratta solo di rispettare (in modo eccessivo) l'autonomia dei singoli Stati in materia. Non la vogliono perché introdurreb,e una regolamentazione assai più rigida e meno facile da aggirare.
Una legge simile la sta approvando lo Stato della Florida, a guida repubblicana.
Con il progetto della nuova legge elettorale, Trump sta cercando di metter ordine nel caos creato dai Democratici: frontiere aperte, immigrazione selvaggia, elezioni all'insegna del disordine, guarda caso quasi sempre a favore di un solo dei due partiti in lizza. Si è anche letto che in certi Stati si facevano o si volevano far votare anche gli immigrati illegali: una politica, quella Dem, simile a quella dei sinistri di casa nostra. Lo schema eversivo è il medesimo, è transnazionale. Va bene, contro l'Occidente, anche a Russia e Cina, che a casa loro lo combattono.
i riti antropofagi collegati al culto della Pachamama sono avvenuti in Bolivia, non in Vaticano. Le Americhe stanno tornando alle loro ancestrali religioni, assassine e cannibalesche, incoraggiate a ciò proprio dal clero cattolico progressista, da teologi della liberazione come il defunto papa Francesco, che vedeva la religione soprattutto come usi e costumi scaturenti dal popolo, non come verità immutabile rivelate dal Verbo Incarnato.
Colonie israeliane in Italia
https://youtube.com/shorts/ukV96PaxKKs?is=5fwKY_Pucon4dTFi
Che cosa ha detto Peter Thiel nei suoi incontri romani? Come valutare il suo pensiero? In che senso predica l'Anticristo e l'Apocalisse? Perché dovremmo occuparcene? Le mie riflessioni:
https://open.substack.com/pub/antoniospadaro/p/peter-thiel-predicare-lanticristo
Se si legge la scheda di RFP su Wikipedia si trova anche un suo abbinamento alla teologia della liberazione con i nomi famosi dei teologi che la coltivarono. Non so se queste citazioni siano reali o se siano il grande spolvero di chi ha scritto la scheda. Tuttavia gli anni erano quelli sia per la teologia della liberazione che per il giovane RFP. Speriamo che arrivi presto ad una nuova autentica conversione. Altrimenti finiremo tutti nelle catacombe.
Il “Times of Israel” di ieri (10/03) dedica un articolo a ciò che per molti era chiaro dall’inizio: l’operazione “Epic Fury” contro l’Iran non ha alcuna data di scadenza prevedibile e non ci sono segni di un collasso del regime, né di una “rivoluzione colorata”.
Potremmo compiacerci di aver avuto ragione. In molti capivano perfettamente da subito che la strada dell’aggressione frontale può avere semmai l’effetto di consolidare un regime e di radicalizzarlo, ben difficilmente di persuadere la popolazione che chi li bombarda gli vuole bene e fa i loro interessi.
Potremmo concludere che il Mossad e il Deep State americano siano imbecilli, gente incapace, che non è riuscita neppure a considerare probabile un esito che a moltissimi appariva certo.
Non stiamo parlando naturalmente di Trump, che potrebbe perfettamente aver creduto che in 4 giorni lo avrebbero incoronato imperatore dell’Iran e che perderà le elezioni di mid-term (l’uomo, lasciato a sé stesso, potrebbe girare in tondo tutto il giorno alla ricerca del proprio culo.)
Il punto è che queste decisioni non le prende Trump, se non formalmente, e la sua condizione di minorità rende semplice usarlo come cavatappi dai veri decisori (come Biden prima di lui.)
Insomma, può darsi che i decisori reali abbiano davvero sbagliato clamorosamente i conti, ma è altrettanto possibile, anzi più probabile, che lo scenario di un conflitto duraturo sia stato non solo messo in conto, ma visto con favore.
E qui è opportuno riflettere un momento su cosa comporterebbe uno scenario del genere, uno scenario in cui il conflitto si prolunga per mesi.
A chi giova? Chi sono i perdenti in questo scenario?
Lasciamo perdere le popolazioni, i civili, l’ambiente, ecc. tutte cose che per gli oligarchi del potere mondiale sono insetti, tutt’al più interferenze che meritano al massimo un bonifico extra ai loro giornali, per far passare la narrativa adatta.
I primi perdenti sono i paesi del Golfo, paesi ricchissimi, ma anche fragilissimi, paesi che si illudevano di essere “sotto l’ombrello americano”. Sta succedendo loro quello che succederà agli europei che ancora si illudono di essere “sotto l’ombrello della Nato”. Il giorno in cui l’ombrello serve, si accorgeranno di non essere “sotto l’ombrello”, ma di essere loro l’ombrello, che riceve la pioggia al posto degli USA.
Kuwait, Qatar, Emirati Arabi, ecc. uscirebbero rovinati da una guerra prolungata. (Il mercato immobiliare a Dubai ha perso un quinto del suo valore in una settimana). Ora, i governanti di questi paesi possono ben minacciare di ritirare i loro capitali dal mercato statunitense, come hanno fatto, ma per investirli dove? In Cina? La verità è che quello che sta già ora accadendo è esattamente il contrario: si sta disinvestendo dai paesi del Golfo e i capitali disinvestiti si spostano nei loro “hub” di riferimento cioè New York o Londra.
Segue
secondi perdenti sono i soliti cabarettisti cotonati dell’Unione Europea, che si agitano per fingere di contare, si spendono in lezioni a orologeria di moralità internazionale, ma dopo aver tagliato eroicamente i ponti con la Russia per i propri rifornimenti energetici, ora vedono ridursi gli approvvigionamenti di gas e gasolio, per la chiusura dello stretto di Hormuz. Il risultato è del tutto ovvio: ulteriore desertificazione industriale, con le industrie maggiori che trasferiscono la loro produzione negli USA.
Il terzo possibile perdente, ma al momento non sta accadendo, sarebbe la Cina, che viene messa in difficoltà nei propri approvvigionamenti petroliferi. Anche questa opzione è evidentemente gradita agli oligarchi israelo-americani.
Infine, ma forse più importante di tutte le motivazioni: incombe l’ombra di una stagflazione mondiale. La stagflazione sarebbe qui una combinazione di inflazione interna di origine esogena (dovuta all’aumento dei prezzi dell’energia) e rallentamento della produzione industriale.
Qualcuno ingenuamente potrebbe dubitare che questo sia un esito gradito ai decisori apicali, alle oligarchie finanziarie. Ma in verità questo esito è desiderabilissimo per chi ha un eccesso di capitali accumulati che fanno fatica a trovare investimenti – e che al momento forniscono rendite molto basse.
Come sempre (vedi pandemia) non bisogna guardare alle perdite di breve periodo, ma alla redistribuzione di potere comparativo nel tempo.
Una stagflazione mondiale opera come un meccanismo darwiniano, dove chi ha maggiori scorte può permettersi perdite momentanee (come nei meccanismi di dumping) e uscirne in una posizione consolidata. Alla fine di una crisi stagflattiva i capitalisti di medio livello scivolano verso il basso, mentre il vertice finanziario si consolida.
Le massive distruzioni che una guerra produce rappresentano, alla fine della stessa, straordinarie occasioni di investimento per chi ha capitali fermi in abbondanza.
Ora, non è detto che tutti questi processi filino come desiderato. Ci sono alcune possibili criticità. La maggiore è rappresentata dalla tenuta della popolazione israeliana, che potrebbe ad un certo punto fare pressione sul proprio governo per staccare la spina. Non credo sia un caso che, per “ragioni di sicurezza nazionale”, la copertura interna e internazionale delle distruzioni interne ad Israele questa volta è pressoché nulla. La censura è draconiana. Come al solito, nel mondo moderno se una cosa non appare in TV non esiste. (Se una bomba ti capita sotto casa, ma al Tiggì non ne parlano, vuol dire che sei stato privatamente sfortunato; te ne fai una ragione.) Quanto questo gioco di negazione possa durare non è chiaro.
Ma alla fine, come accade sempre per i decisori accorti, gli esiti contemplati sono tutti favorevoli (Win – Win).
Se il regime iraniano collassa, il paese e le sue risorse verranno saccheggiate e la Cina messa in un angolo.
Se resiste, ad essere drenati saranno i paesi del Golfo e l’UE, indebolendo forse un po’ la Cina.
In entrambi i casi la lobby Epstein ne esce più grassa e potente di prima.
Andrea Zhok
TOLLE ET LEGE
Don Curzio Nitoglia: Il giudeo americanismo. Il problema dell'ora presente, Effedieffe, 2022
Voce dell’autore estratta dal testo:
«Il giudaismo rabbinico non è la religione mosaica o vetero-testamentaria, esso si fonda non sull’Antico Testamento (Legge e Profeti) ma sul Talmùd, secondo cui Israele è il popolo santo che deve salvare e dominare il mondo. A questo popolo Dio ha dato una terra che è santa non in sé stessa, ma solo in relazione al popolo eletto il quale la possiede in potenza o in atto. Il giudaismo rabbinico, quindi, è essenzialmente e virtualmente sionista. La questione giudaico-americana consiste nel fatto che il Nuovo Mondo fu colonizzato, principalmente, da Olanda e Inghilterra e dai loro dissidenti religiosi o calvinisti estremisti e radicali. Essi si dicevano “lontani dalla vecchia Europa”, come Lutero si voleva “lontano da Roma”, infatti per i calvinisti americani anche il protestantesimo classico o luteranesimo europeo (che ammetteva ancora la SS. Trinità e la divinità di Gesù Cristo) era intollerabile. I protestanti del Nuovo Mondo si presentavano come la “Nuova Gerusalemme”. Infatti, calvinismo antitrinitario, massoneria e giudaismo sono le tre componenti principali dell’americanismo, come tale l’America (e il giudaismo, di cui gli Usa sono la seconda “Terra santa”) è essenzialmente distinta dall’Europa. In effetti la filosofia americana è antimetafisica e quindi anti greco-romana, la politica è massonica e filosionista. L’Europa rifiorirà solo se tornerà alle sue radici (metafisica greca, patristica e scolastica), ritrovando la sua vera identità che non consiste nell’imitare le mode americane le quali ci hanno invaso da circa mezzo secolo».
(460 pagine, formato 140x210, con bandelle segnalibro)
Non si capisce perché pubblicare un intervento di tale Andrea Zhok, pieno di luoghi comuni vulgar-marxisti, e anche volgare in certi passaggi.
Le categorie elaborate da don Curzio, si sa, vanno prese con cautela. Cosa sarebbe "il calvinismo antitrinitario"?
Quando leggo o sento che gli italiani sarebbero delusi da questo governo, che sarebbe anche troppo filo-trumpiano, mi sovviene il ricordo della tragedia Covid, alimentato dai vari articoli in merito al lavoro della commissione preposta in Parlamento (vedasi oggi l'articolo di Zambrano sulla NBQ). E allora penso a quel che sarebbe oggi l' Italia in mano al centrosinistra o ad uno dei frequenti e vergognosi governi tecnici italioti e penso a quel che sarebbero gli USA in mano ai Democratici, e allora credo che, non tanto il c.d. ipersionismo trumpiano, ma piuttosto il crescente filo-islamismo europeo ci dovrebbe preoccupare, se ancora abbiamo un minimo di leva raziocinante.
Se sei condannato ad assistere al trionfo del male, non applaudirlo mai; non dire mai del male: «Questo è bene»; non dire mai della decadenza: «Questo è progresso»; non dire mai della notte: «Questa è luce»; non dire mai della morte: «Questa è vita». Cardinale Pie di Poitiers
Cardinale Pie di Poitiers.
Dal 19 aprile le richieste di visti per passaporti, presentate negli Stati Uniti, dovranno indicare il sesso biologico del richiedente non quello che lui/lei voglia attribuirsi. Un altro passo avanti dell'Amministrazione trumpiana nella lotta contro l'America woke, per ristabilire il buon senso e il diritto natuale.
Almeno in questo campo Trump sta facendo bene, o no? (Fonte, LSNews)
E anche Kennedy jr. come ministro della Sanità USA non ha forse preso iniziative che vanno nella direzione giusta?
GLI INGANNI DEL POTERE - FUSILLO live - Puntata 179 (18-03-2026)
Border Nights
https://www.youtube.com/watch?v=Fju4mBFRUhY
Dalla padella nella brace?
Forse.
Il deputato Jamie Raskin sui documenti Epstein non censurati:
"Il nome di Donald Trump è ovunque in questi documenti... ragazze di 17 anni, 16, 14, 11, 10... Oggi ho visto un riferimento a una bambina di 9 anni. È una storia davvero raccapricciante e terribile... per fare progressi nelle indagini e nei procedimenti penali, dobbiamo ascoltare le vittime."
Nessuno è al di sopra della legge.
Originale:
https://x.com/LePapillonBlu2/status/2028707899950665735
Eccellente articolo.
Purtroppo il regime iraniano è destinato a collassare.
Il trionfo della banda Epstain è una certezza.
La gioia dei cattosionisti tradizionali è un'altra certezza.
Per coltivare la mia serenità spirituale sto rileggendo una delle opere più belle (le conosco tutte!) di Walter Pater: Marius the Epicurean.
Amico delle 17:40 del 18 marzo,
Non so cosa intenda il prof. Zhok (docente di Filosofia Morale alla Statale di Milano), ma so che ci sono delle confessioni cristiane dette "unitariane" che non riconoscono la Trinità, la più nota (e forse la più invadente, almeno da noi) sono i Testimoni di Geova. Un mio socio si era visto ficcare nella cassetta delle lettere un opuscolo intitolato "Dobbiamo credere alla Trinità?". Altri famosi sono i Mormoni e la famigerata "Chiesa dell'Unificazione" (quella che ha incorporato Milingo). Non sono un fronte compatto gli Unitariani, ma uno di loro divenne pure POTUS: W.H. Taft.
Tuttavia no, non esiste un calvinismo antitrinitario: forse qualche primo fondatore di chiese unitariane o antitrinitarie sarà venuto da quella forma di protestantesimo, ma il calvinismo classico e gran parte dell'evangelicalismo attuale è trinitario. I Valdesi sono (su certi aspetti potrei dire "erano", visto come si sono uniti con i Metodisti già da mezzo secolo) calvinisti ma sono sempre stati trinitari. Almeno, io ho una fonte di informazioni diretta. Il prof Zhok non so quali abbia a sua volta, ma altre volte mi era sembrato argomentare in maniera seria. Qui forse avrà scritto di getto, in articoli citati nei post è più chiaro.
Se ha commentato lui di persona, vuol dire che almeno considera questo blog serio.
Gli Epstein files sono un'arma di ricatto del Mossad. Suvvia, come si può essere così ingenui?
# Di "calvinismo antitrinitario" parla don Curzio, non Zhok. Gli unitari o antitrinitari negavano appunto la S.ma Trinità. Non vorrei sbagliarmi ma uno di loro deve esser stato lo spagnolo Serveto, fatto bruciare da Calvino a Ginevra come eretico. Gli antitrinitari erano presenti anche fra gli eretici italiani: Socino e i suoi sodali. Furono cacciati da Ginevra e finirono in Polonia, dove seminarono ampiamente. La Polonia fu salvata al cattolicesimo dai gesuiti, con le loro scuole, nelle quali si ribadivano al dottrina ortodossa della Chiesa.
Sembra che il grande Newton fosse antitrinitario. Questo ritorno al Dio unico era una sorta di ritorno al giudaismo. Negli Stati Uniti, furono unitari o unitariani alcuni tra i primi presidenti, se non erro Jefferson.
Insomma, il riferimento "antitrinitario" al calvinismo andrebbe chiarito, da persona possibilmente competente in materia.
Contro Trump, un minimo di equilibrio non guasterebbe.
Un commento qui sopra riporta lo scandalo provato da uno che dice di aver visto il nome di Trump su documentazione coinvolgente femmine minorenni e persino una bambina: si vuol dunque implicare che Trump sarebbe stato un pedofilo della peggior specie.
Un altro commento sostiene che le centinaia di pagine che mancherebbero dalla documentazione resa pubblica, riguarderebbero ovviamente Trump.
Allora: se le pagine che coinvolgono Trump sono state nascoste, che cosa ha visto l'autore del primo commento qui sopra riportato?
Inoltre: si sostiene che le pagine mancanti sono mancanti perché devono per forza riguardare Trump. Osservazione: nel 2019 ci fu un'accusa a Trump da parte di una donna che deve esser stata considerata dall'FBI una mitomane, visto non ha dato seguito a queste accuse, abbastanza scombinate, per come sono state presentate. Ma l'amministrrazione Biden, non ha avuto tutto il tempo necessario per studiarsi i documenti e trovare qualcosa che permettesse di incastrare definitivamente Trump, che continuava a dare fastidio, col rifiutarsi di concedere la vittoria a Biden e con altri comportamenti?
Il fatto è che questi documenti supposti scomparsi perché accuserebbero Trump, lo danneggiano tanto più quanto meno vengono pubblicati. Restando "nascosti" permettono di fare tutte le illazioni possibili e immaginabili e di fabbricare ancor meglio l'immagine del Trump mostro pedofilo.
ULTIM'ORA 🇻🇦 🇮🇱 🇺🇸 🇮🇷🇱🇧
In un drammatico intervento, il cardinale Parolin ha invitato USA e Israele a porre fine IMMEDIATAMENTE alla guerra
Al Segretario di Stato vaticano è stato chiesto cosa avrebbe detto se avesse incontrato il Presidente Donald Trump faccia a faccia e avesse risposto:
'per porre fine al più presto, perché il vero pericolo è che un'escalation sia proprio dietro l'angolo. Direi: lasciate stare il Libano... '
Poi ha anche detto che lo stesso messaggio dovrebbe essere rivolto agli israeliani:
"risolvere qualsiasi problema che possa esistere - o che credano esista - attraverso i sentieri pacifici della diplomazia e del dialogo"
[Vatican News]
amico delle 21:29 di ieri
Avevo già postato ma mi appariva la strana scritta "impossibile pubblicare, riprova più tardi", quindi non era arrivato alla verifica...
Immaginavo che il Prof. Zhok non avesse potuto usare quell'espressione.
Non so se quanto riportato nei diversi commenti a sua firma sia una citazione o abbia scritto qui proprio lui, ma certe volte sono stati pubblicati suoi articoli, se avesse corrispondenza con questo blog, certo vuol dire che lo considera serio come i curatori del blog considerano degno di considerazone il professore.
Assolutamente i calvinisti, da quelli moderati come i Valdesi fino agli evangelical più oltranzisti, sono tutti trinitaristi.
Ted Lieu, un membro del Congresso, ha accusato pubblicamente il Procuratore Generale degli Stati Uniti Pam Bondi di mentire sotto giuramento, e non è successo nulla e non succederà nulla. Quale potrebbe essere il motivo? In una situazione normale, questo avvierebbe almeno un'indagine...
Rimanendo nell'ambito della logica della lotta americana, abbiamo anche il laptop di Hunter Biden, che si diceva contenesse molte informazioni compromettenti, ma solo una parte è stata resa pubblica. È strano che i Repubblicani non abbiano utilizzato tutti i documenti; perché? Se i Democratici avessero pubblicato i documenti di Epstein e i Repubblicani quelli di Hunter Biden, dove finirebbero gli Stati Uniti?
Iran, Joe Kent nel mirino dell'Fbi: indagine su diffusione informazioni riservate
Il capo dell'anti-terrorismo nazionale si è dimesso dicendo di non poter sostenere la guerra perché "l'Iran non rappresentava una minacca imminente per la nostra Nazione", accusando "le pressioni di Israele e della sua potente lobby in America"
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/iran-joe-kent-nel-mirino-dellfbi-indagine-su-diffusione-informazioni-riservate_7zbVO9GlsDqApZabnefQGt
Il laptop di Hunter Biden non è stato integralmente pubblicato perché, prima di andarsene, il presidente Biden ha esercitato il suo diritto a concedere il perdono giudiziale (era il diritto di grazia dei monarchi di un tempo) nei confronti del proprio figlio, Biden, ed anzi di tutta la sua famiglia.
Ogni processo diventava a questo punto impossibile, essendoci stato un perdono presidenziale che equivaleva ad un'assoluzione preventiva. Hunter Biden era anche stato condannato per porto d'armi abusivo, ma anche questo processo venne a cadere, ovviamente.
Può anche essere che il laptop di Hunter non contenesse materiale così esplosivo come molti credevano. Cioè: avrebbe inguaiato Hunter ma non il padre.
La controversia sul laptop di Hunter Biden è emersa pubblicamente un mese prima delle elezioni del 2020 (a ottobre). Trump ne era già in possesso e il contenuto dei file era così esplosivo che i Democratici hanno minacciato di intentare causa a diverse testate giornalistiche americane. Nessuno poteva parlarne pubblicamente.
Il contenuto comprendeva materiale che provava la corruzione del padre e del figlio e i loro affari in Ucraina.
Il punto è che la grazia presidenziale è arrivata solo nel 2024 e il laptop era solo la punta dell'iceberg...
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