Il vescovo Strickland risponde alle dichiarazioni di Leone XIV
sulle «benedizioni» omosessuali
Chiedo ancora una volta: stiamo ragionando con la mente di Cristo… o con la mente del mondo?
In risposta alle recenti osservazioni riguardanti le priorità morali e la benedizione di coloro che vivono in unioni irregolari, offro questo chiarimento per il bene dei fedeli.
La Chiesa, alla quale è stata affidata la verità del Vangelo, non può benedire il peccato. È chiamata sempre a benedire le persone – a chiamare ogni anima al pentimento, alla guarigione e alla santità – ma non deve mai agire in modo tale da suggerire l’approvazione di azioni o relazioni contrarie alla legge di Dio.
La recente enfasi sulla distinzione tra benedizioni “formali” e “informali”, come menzionata nella “Fiducia Supplicans” [qui], ha portato a una diffusa confusione tra i fedeli.
Una benedizione non è semplicemente un gesto casuale; è un atto sacro che implica il favore di Dio. Se tale benedizione viene impartita in un modo che sembra affermare una relazione non ordinata secondo il disegno di Dio, allora rischia di causare scandalo e di indurre le anime in errore.
Allo stesso modo, il suggerimento che esistano questioni morali “più grandi e più importanti” della moralità sessuale deve essere compreso con grande attenzione.
La Chiesa non ha mai insegnato che i peccati contro la castità siano di scarsa importanza. Al contrario, la Sacra Scrittura e il costante insegnamento della Chiesa affermano che la morale sessuale tocca profondamente la dignità della persona umana, la santità del matrimonio e il corretto ordine dell’amore.
È vero che la giustizia, la libertà religiosa e la dignità di ogni persona umana sono gravi questioni morali. Ma la legge morale non è divisa in categorie in competizione tra loro, in cui una verità può essere messa da parte a favore di un’altra. Tutta la verità viene da Dio, e ogni peccato – sia esso contro la giustizia, la carità o la castità – allontana l’anima da Lui.
La vera unità nella Chiesa non può essere costruita sull’ambiguità o sull’edulcorazione di verità difficili. Essa si fonda su Gesù Cristo, che è «la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). La carità esige che diciamo chiaramente la verità, anche quando è difficile, affinché le anime non siano fuorviate, ma condotte alla conversione e alla vita eterna.
Come successore degli Apostoli, rimango impegnato a proclamare la pienezza della fede cattolica – senza compromessi, senza confusione e sempre con carità verso ogni persona, invitando tutti alla libertà che deriva dal vivere nella verità di Cristo.
Mons. Joseph Strickland, vescovo

9 commenti:
Vietnam, ricompaiono le croci sulla cattedrale di Ho Chi Minh
L’invito al Papa per visitare il Paese è stato inoltrato, le piene relazioni diplomatiche son ad un passo, e intanto la vibrante comunità cattolica del Vietnam vede di nuovo le guglie sulla cattedrale di Saigon
https://www.acistampa.com/story/34903/vietnam-ricompaiono-le-croci-sulla-cattedrale-di-ho-chi-minh
Buone nuove, senza troppo rumore.
C’è’ una falsa contrapposizione tra il sacro e il santo: il santo è attaccato a Dio (e dunque distaccato dal mondo), mentre il sacro è distaccato dal profano, dal comune, proprio per creare un ambiente in cui attaccarsi a Dio. Quindi non si può banalizzare il sacro, pensandolo indifferente nel tendere alla santità. La cura del sacro è favorevole a ciò che conta, cioè diventare santi, in Cristo. Chi è ministro di Cristo non può compiere gesti sacri per compiacere il mondo, perché e’ dal ritagliarsi spicchi di esistenza non mondana che deriva il ministero sacro e la vita santa.
Essendosi la chiesa ritratta dall'insegnamento Cattolico, sbagliando, ha pensato che la conversione a Gesù Cristo Signore sarebbe stata più semplice per tutti usando l'insegnamento del mondo che tutti praticano, aristocratici e baraccati. La chiesa ha dimenticato che la missione prima del Signore era ed è quella di sostituire l'insegnamento del mondo proprio con l'insegnamento di Dio, Uno eTrino. Quindi, oggi come oggi, la chiesa può chiudere bottega, in quanto l'insegnamento autentico del mondo ha un indice di gradimento altissimo e la scopiazzatura che ne ha fatto la chiesavaticansecondista è sotto la mediocrità, pur avendo anche essa punte ultrapessime. Quindi verosimilmente i Cattolici rimasti hanno il dovere di uniformarsi all'insegnamento originale di Gesù Cristo e per gli pseudocattolici mondani aggiornati sarà quello che Dio vuole, noi comunque cerchiamo di pregare anche per una loro profondamente sentita, rinnovata, seria conversione Cattolica.
"Una benedizione non è semplicemente un gesto casuale; è un atto sacro che implica il favore di Dio."
Ben detto. Il contrario di "benedire" ("dire bene di..." / "invocare una ricompensa su...") è "maledire" ("dire male di..." / "invocare una punizione su...").
La Bibbia, soprattutto l'Antico Testamento, è piena di benedizioni e anche di maledizioni. Nel Nuovo Testamento c'è la benedizione di Elisabetta alla Madonna ("Benedetta tu...") e, più avanti, le maledizioni di Gesù al fico, alle città del Lago di Tiberiade e così via. Ma questo Prevost ha mai letto la Sacra Scrittura? Ha mai letto il vangelo?
O in seminario gli hanno insegnato che sono tutte favolette, racconti scritti dalla comunità cristiana primitiva per mitizzare la figura di Gesù?
Quando Leone parla a braccio con i giornalisti, rivela il suo vero pensiero, la sua scarsa teologia, infarcita di idee che non stonerebbero sulla bocca di un uomo della strada ma che sulla bocca di un Papa non possono che fare orrore.
Fortuna che c'è un Mons. Strickland che "come successore degli Apostoli, [rimane] impegnato a proclamare la pienezza della fede cattolica – senza compromessi, senza confusione e sempre con carità verso ogni persona, invitando tutti alla libertà che deriva dal vivere nella verità di Cristo."
Avrete sentito l'affermazione di Papa Pio IX che definì i "cattolici liberali" i peggiori nemici della Chiesa.
Storicamente questa frase fu discussa, ma la sua preoccupazione è chiara.
Nel 1871 avvertì che: "Ateismo nella legislazione, indifferenza in materia di religione e massime perniciose... del cattolicesimo liberale sono le vere cause della distruzione degli stati. ”
Perché parole così forti?
Perché gli errori dall'esterno sono facili da riconoscere, ma quando la verità è mescolata con l'errore dall'interno può confondere i fedeli e indebolire la convinzione.
Ma al di là della benedizione formale o informale, direi che se Dio non benedice serve a poco benedire..e lo dice bene il commentatore che cita Nuovo e Antico Testamento ....sulle benedizioni o maledizioni ...di Gesù stesso al fico, alla città ....Le maledizioni Divine molto spesso sono una semplice conseguenza del lasciarci alle conseguenze delle nostre azioni.
Non capisco... io sono stato là nel 2017 e c'erano le croci, sia in cima ai due campanili che in alto sulla facciata.. Mauro
Purtroppo la conoscenza della Bibbia e' piuttosto limitata nel popolo cristiano.
Negli ultimi deçenni si e' instaurata nel popolo la convinzione che il Vangelo sia un insieme di fàvolette esattamente come àltre narrazioni delle cosiddette altre fedi.
Che la Bibbia sia incarnata nella storia e nella terra di Israele non e' facile crederlo. Ricordo un sacerdote che dopo un viaggio laggiu' aveva profondamente modificato la sua fede.
Stupito , meravigliato da cio' che aveva visto.
Noi crediamo in un miracolo che e' la Resurrezione di Cristo. Per questo mi sarebbe piaciuto che Prevost prima di farre altri viaggi avessse messo in programma una visita al Santo Sepolcro.
Serve a poco benedire chi non è in grazia di Dio, sicuramente, però i suoi effetti non sono indifferenti, in quanto da un lato tale benedizione dà al peccatore l'illusione di possedere il favore divino; e dall'altro lato fa del peccato un "bene".
Ricordiamoci anche di quel documento bergoglione in cui coppie dello stesso sesso erano citate come esempio di amore vero e compassionevole.
Bisogna sperare che prima o poi sorga un papa "savonarola" a fare un bel falò di tutti i documenti eretici degli ultimi tempi e ad anatemizzarne gli estensori.
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