giovedì 8 febbraio 2018

Non c’è più religione? Dipende.

Intorno ai fatti di Macerata

La giovanissima Pamela Mastropietro viene uccisa e smembrata a Macerata, pare dal criminale nigeriano Innocent Oseghale, in concorso con altro suo connazionale (identificato, non si sa perché non ancora arrestato). Immediatamente un giovane maceratese, Luca Traini, che pure non la conosce di persona, decide di vendicarla. Incensurato, con simpatie sommarie per l’estrema destra, candidato della Lega alle ultime elezioni comunali (zero voti),  in possesso di porto d’armi per uso sportivo (rilasciato dalla Questura in seguito a presentazione di certificato medico ASL attestante l’idoneità psicofisica[1], nonostante egli oggi dichiari d’essere “in cura da una sua amica psichiatra”) si propone di uccidere Oseghale. Ma Oseghale è protetto dalle FFOO, e Traini ripiega su una vendetta generica, una rappresaglia collettiva: sale in automobile e spara con la sua Glock a undici passanti neri, per fortuna senza ucciderne nessuno. Subito allertate, le FFOO lo cercano per ben due ore nella minuscola Macerata, senza trovarlo. Ci pensa Traini, a farsi trovare. Si avvolge in un tricolore e va ad attendere l’arresto-martirio, al quale non opporrà resistenza, sul monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale. Il simbolismo del gesto è limpido: Traini si considera un eroe, che ha agito per difendere la patria e la stirpe italiana come i soldati che combatterono e morirono nella Grande Guerra. Sorpresa: pare che non pochi maceratesi siano d’accordo con Traini, a giudicare da quel che riferisce il suo avvocato Giancarlo Giulianelli: “Mi ferma la gente a Macerata per darmi messaggi di solidarietà nei confronti di Luca. E’ allarmante ma ci dà la misura di quello che sta succedendo.”[2]

“Non c’è più religione?” Dipende. Non c’è più la religione del Dio che dice “Misericordia io voglio e non sacrifici” (Mt 9 13): non c’è più il cristianesimo, che si è secolarizzato e tradotto (molto male) nel pensiero dominante progressista dei diritti umani e sociali e dell’accoglienza tous azimuts  per gli immigrati, un pensiero tanto dominante che l’ha fatto proprio persino il pontefice cattolico regnante; l’altro, il pontefice pensionato, ha le sue riserve ma sta ai giardinetti e se le tiene per sé.

Altre religioni, invece, ci sono eccome, e una di esse, antica, importante, diffusa nel mondo, a Macerata ha dato una prova di vigorosa esistenza in vita. E’ la religione del popolo Yoruba, al quale Karl Polanyi dedicò un bel libro, Il Dahomey e la tratta degli schiavi. Analisi di un’economia arcaica, Einaudi 1987[3]. Racconta Polanyi che il popolo yoruba viveva del commercio degli schiavi, inserendosi così nelle correnti del traffico interafricano. Per quei tempi, prima dell’arrivo dei bianchi, era la punta di lancia più avanzata dell’economia; i raziocinanti yoruba trattavano bene gli schiavi, per non far deperire la merce pregiata. Come molte religioni, per la verità tutte le religioni tranne le abramitiche[4], la religione yoruba contemplava il sacrificio umano.

La religione yoruba contemplava il sacrificio umano allora, e continua a contemplarlo anche oggi, anche se naturalmente lo proibiscono le legislazioni dei paesi in cui essa è praticata, tra i quali anzitutto la Nigeria. Per la religione yoruba, il benessere e la potenza degli dèi, gli orisha, dipendono dagli uomini.[5] Senza i sacrifici che gli uomini gli tributano, gli orisha si indeboliscono, si ammalano, cadono in depressione, si riducono a nulla.[6] Con il vettore degli schiavi, la religione yoruba si è diffusa nel mondo occidentale, e ibridandosi con elementi del cattolicesimo ha dato origine al candomblè brasiliano, al voodoo haitiano, alla santeria cubana.

Il sacrificio è al centro della religione yoruba. L’uomo sa di non essere solo, ma in comunione con forze divine, alle quali va offerto un sacrificio appropriato alla richiesta e all’occasione. Il sacrificio è il tramite di questa comunione. Si sacrifica per rendere grazie della buona fortuna e per propiziarsela, per sventare la collera divina, per cambiare situazioni spiacevoli, per difendersi dai nemici, per purificare una persona o una comunità in seguito all’infrazione di un tabù. A seconda delle circostanze e dello scopo, si sacrificano oggetti personali, piante, animali. In speciali circostanze, si sacrifica un essere umano. Come è consueto in tutto il mondo, la vittima sacrificale umana viene trattata con il massimo rispetto: ben nutrita, ne vengono esauditi tutti i desideri tranne la vita e la libertà. Se il sacrificio ha scopo riparatorio o espiatorio, la vittima viene condotta in parata lungo le vie della città mentre la popolazione prega per il perdono dei peccati. Il capro espiatorio porta con sé i peccati, la sfortuna e la morte di tutti, senza eccezione. Lo si cosparge di cenere per velare la sua identità di individuo, e il popolo lo tocca per trasferire su di lui tutti i propri mali, fisici e morali. Condotto sul luogo del sacrificio, egli canta la sua ultima canzone, che viene ripresa dagli astanti. La testa viene recisa, il sangue offerto agli dèi.[7]

Molto curiosa la somiglianza tra la religione yoruba e il luogo comune sociologico, o il moderno senso comune ateo, secondo il quale ogni religione è creazione puramente umana, rispondente al bisogno di rassicurazione contro la precarietà e i mali dell’esistenza. La dimensione pratica è in effetti prevalente, nella religione yoruba: in una civiltà cristiana, la si chiamerebbe magia, piuttosto che religione; perché la magia si propone appunto lo scopo pratico di influenzare o asservire forze numinose, per mezzo di rituali e incantesimi.

Come d’altronde la nostra (ex nostra) religione, anche la religione yoruba può secolarizzarsi e trascriversi in pratiche e persuasioni che le somigliano e ne derivano, senza essere espressamente e autenticamente religiose. Per esempio, negli omicidi rituali: molto interessante l’articolo di Patrick Egdobor Igbinova, accademico nigeriano, sugli omicidi rituali in Nigeria.[8] Sempre come avviene, o avveniva, per la nostra ex religione, anche la religione yoruba può influenzare le forme di rappresentazione, a livello artistico o commerciale. Wole Soyinka, ad esempio, il premio Nobel di origini nigeriane, quando ha voluto adattare per la scena un testo della classicità occidentale ha scelto Le baccanti di Euripide, che narra lo sparagmòs, o smembramento sacrificale del re Penteo per mano delle Baccanti, le donne invasate dal dio Dioniso.[9] A livello commerciale, è istruttivo apprendere che da quando in Nigeria c’è stato un afflusso importante di migranti dell’etnia Igbo, assai affezionati alla religione yoruba, il settore industriale degli home movies ha conosciuto una tumultuosa espansione. La trama fissa degli home movies di maggior successo è la seguente: rituali di sacrificio umano generano affermazione sociale, ricchezza, benessere. Certo: l’ autore del sacrificio è presentato come un cattivo, e alla fine della storia viene sconfitto. Però intanto la ricchezza, il successo e il piacere li ha raggiunti proprio grazie ai sacrifici umani che ha praticato.[10]

E’ stato un sacrificio umano con tutti i crismi, l’omicidio con smembramento di Pamela Mastropietro? Non lo so, non credo. E’ stato un omicidio rituale? Non lo so, credo di sì. E’ un pazzo, il criminale nigeriano che l’ha uccisa? Una specie di Jack lo Squartatore africano? Non credo proprio. E’ sicuramente un criminale (pregiudicato, spacciatore di droga, probabilmente membro della mafia nigeriana), ma non vedo perché dovrebbe essere un pazzo. Le modalità dell’omicidio corrispondono a una corrente, antica e profonda, della sua cultura. A quanto pare sinora, lo smembramento non è stato operato per facilitare il trasporto del cadavere, ma a scopo rituale: ma il rituale di smembramento ha uno scopo utilitario, esattamente come smembrare il corpo per farlo stare in valigia. Almeno questo aspetto utilitario dovremmo essere in grado di capirlo anche noi progressisti, che giudichiamo e comprendiamo tutto in chiave di economia, utilità e profitto. C’è molta differenza tra fare a pezzi il cadavere di Pamela per celebrare un rituale inteso ad accrescere il proprio successo e benessere, e fare a pezzi il cadavere dei feti abortiti per venderlo alle industrie biotecnologiche, come fa abitualmente Planned Parenthood? A me francamente non pare. Forse la differenza è che secondo noi progressisti, il rituale africano non funziona? Ma non è affatto detto. Il rituale africano può funzionare benissimo, per esempio per sviluppare la fiducia in sé e la forza del celebrante, per cementare l’intesa del gruppo, per incutere un salutare timore ai nemici, etc. E poi si possono fare soldi con entrambe le pratiche, no?

Concludo rivolgendomi al lettore, in special modo al lettore progressista, allo “hypocrite lecteur, mon semblable, mon frére”.[11]

Rifletti un momento, caro lettore. Giustamente ti ripeti che bisogna comprendere l’Altro, e io sono più che d’accordo con te. L’assassino nigeriano è un uomo, un uomo come te e me, capace di bene e di male come lo siamo tu ed io. Ha anche una sua cultura, radicata nella religione come tutte le culture – persino la tua, nonostante a te la religione non parli più – e questa cultura informa dal profondo sia il bene, sia il male che compie quest’uomo: pensieri, sentimenti, sogni, emozioni, punti di vista, amori, odi, azioni, passioni… E’ così, e non può essere che così, perché è un uomo, e nessun uomo si può ridurre ai moventi più superficiali ed evidenti dei suoi atti. Ora, rifletti: ti sembra facile, o almeno possibile, “integrare” questa cultura, questo uomo? Basterebbe mandarlo a scuola e insegnargli l’italiano, dargli un posto di lavoro decente, il diritto di voto, l’automobile, il 730 dell’Agenzia delle Entrate?

“Ma questo è un criminale,” mi ribatterai tu. “E tutti gli onesti nigeriani, che…etc., etc.”. Vero. Senz’altro vero. Ma secondo te, gli onesti nigeriani comprendono meglio te, o lui, il disonesto nigeriano, l’assassino rituale? A chi si sentono più prossimi? E tu, li capisci, i nigeriani? Onesti o disonesti che siano, come onesti o disonesti siamo noi, a volte indossando la stessa identità anagrafica nell’onestà e nella disonestà? Pensaci.

Pensaci, riflettici, parlane tra te e te, se parlarne con me o con altri ti mette a disagio. Sei sicuro che con tutte queste premure, con tutta questa accoglienza e assistenza, il disonesto nigeriano e gli onesti nigeriani diventerebbero come te, come noi? E se invece fossimo noi, a diventare come lui, come loro? Ci hai mai pensato? E se Luca Traini, il fragile balordo Luca Traini che si è autoinvestito di una missione sacra, la missione di placare col sangue i Mani della fanciulla appartenente alla sua tribù e alla sua stirpe, barbaramente trucidata dal membro di altra tribù, di altra stirpe, e ha simboleggiato la sacralità del suo gesto con i suoi poveri mezzi di bordo – la paccottiglia neonazi, il tricolore-sudario, il Monumento ai Caduti –  se Luca Traini fosse uno di noi che diventa come uno di loro? Un italiano criminale che si sforza di somigliare il più possibile al nigeriano criminale, e ci riesce piuttosto bene? Ci hai mai pensato? Prova. Pensaci. Prova a pensare, a valutare l’ipotesi che il fascismo e l’antifascismo non c’entrino proprio niente. O meglio: c’entrano, nel cuore di Luca Traini, perché da molti decenni le parole sacre “patria” e “stirpe” sono state rinchiuse nella gabbia-ghetto-cordone sanitario della parola “fascismo”.  Non do la colpa a te, per tante ragioni è andata così. Però, vedi: volere o volare, fascismo o antifascismo, patria e stirpe sono pur sempre parole sacre. Restano parole, parole come le altre, finché non accade qualcosa che le riattiva, che le circonda di nuovo dell’aura numinosa, splendida e terribile, che sempre circonda il sacro e dal sacro irradia. Qualcosa di simile l’hai certo sperimentato anche tu: quando parole come “amore” e “tu”, o un altrimenti banale nome di battesimo, vengono pronunciate tra amanti che profondamente si legano, nell’intimità splendida e terribile dell’eros; che come sai – te lo dice anche Umberto Galimberti – è sacro. Bene: non solo l’amore, è sacro. Purtroppo, vedi: nel cuore umano, la radice dell’amore e dell’odio è la stessa. Difetto di progettazione? Forse, ma è così. Anche questo, l’hai sperimentato: quando un tuo grande amore si è trasformato in odio radicato, insopportabile, rovente, e ti ha fatto fare e subire cose che mai avresti immaginato di fare e subire. Esiste, l’amore innocuo? L’amore senza effetti collaterali dannosi? L’amore sicuro, il safe-love? Si può mettere il preservativo, questo sì. Ma il preservativo del cuore e dell’anima non c’è; o se c’è, e lo indossi, anima e cuore avvizziscono, cadono in depressione e muoiono, come gli orisha della religione yoruba quando non gli tributi i sacrifici richiesti.

Come la mettiamo, adesso? Che facciamo? Mah. Un tempo c’era, la procedura seguendo la quale le parole sacre – amore, patria, stirpe, eccetera – restavano sacre ma non irradiavano un’aura radioattiva, mefitica, agghiacciante; in cui insomma si sapeva “gestire”, come ti piace dire, o addomesticare, come preferisco dire io, le sacre profondità dell’anima umana. La procedura si chiamava “civiltà”, e si usava, un tempo, contrapporle la parola “civilizzazione”. Con la parola “civilizzazione” si intendeva tutta la complessa, necessaria, benemerita macchina sociale, dallo Stato alle dighe alle fabbriche alle fogne: tutto quel che si occupa della vita esteriore dell’uomo. Con “civiltà” si intendeva il resto: quel che si prende cura della vita interiore dell’uomo, dalle cime angeliche alle profondità ctonie. La civiltà, ahimè, non c’è (quasi?) più. Ne restano in vita, o in animazione sospesa, gli innumerevoli, meravigliosi monumenti[12]. La fiamma ne è spenta, o è così fioca e impercettibile da sembrarlo. Immensa, torreggiante, la civilizzazione, la “gabbia d’acciaio” weberiana pare invincibile; e in un certo senso lo è, certo che lo è. Ma l’anima e il cuore dell’uomo, anche quando dormono, restano quelli che sono sempre stati. Nelle loro profondità, ci sono miniere d’oro di bontà e fermezza, e abissi di malvagità e violenza. Chi, ormai, sa scendervi e recarvi la luce  “come quei che va di notte, che porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte” [13] ?

Io no, e tu neanche, caro lettore progressista. Se ti azzardi a mettere piede sulle vertiginose scalinate, incise da Gustave Doré, che conducono nelle profondità ctonie dell’anima umana, e per illuminarti la via ti munisci della lampadina “antifascismo”, alimentandola con le batterie “diritti, accoglienza, eguaglianza”, temo che presto, molto presto resterai al buio, inciamperai e ti romperai l’osso del collo.

Temo che questo sia un momento solenne e terribile, caro lettore. Temo che l’endiadi dell’omicidio orribile della ragazzina sbandata, e la vendetta atroce e ridicola del giovane balordo, siano il segnale che si è mosso l’Acheronte. Ricordi L’interpretazione dei sogni di Freud, che hai comprato insieme a “la Repubblica” tanti anni fa? Ricordi l’exergo? “Si flectere nequeo Superos / Acheronta movebo”. Se non riesco a piegare gli Dei celesti, muoverò l’Acheronte: che è il fiume infernale. Questi due orribili fatti di sangue, caro lettore, temo proprio siano due schizzi dell’acqua d’Acheronte, che hanno bagnato la piccola città italiana di Macerata. Che Dio, il Dio “che vuole misericordia e non sacrifici” ci aiuti tutti, anche se non ce lo meritiamo.
Roberto Buffagni - [Fonte]
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[1] https://www.laleggepertutti.it/122839_porto-darmi-tipologie-previste-e-requisiti
[2] http://www.repubblica.it/cronaca/2018/02/05/news/macerata_11_i_migranti_presi_di_mira_da_traini-188082521/
[3] https://www.amazon.it/dahomey-schiavi-Analisi-uneconomia-arcaica/dp/8806593919
[4] L’episodio chiave che marca la differenza tra le religioni abramitiche e le altre è il sacrificio di Isacco. Dio ingiunge ad Abramo di sacrificare l’unico figlio Isacco. Abramo è sconvolto dal dolore, ma nient’affatto sconvolto dalla richiesta in sé e per sé: non trova insensato che il suo Dio gli chieda un sacrificio umano, perché per lui e per tutti i suoi contemporanei è scontato e normale che agli Dei si debbano sacrifici: e il sacrificio più pregiato è, naturalmente, il sacrificio umano. Tra i sacrifici umani, il più elevato è il sacrificio del figlio primogenito, il possesso più prezioso del sacrificante. Ma quando Abramo è sul punto di affondare il coltello nella vittima sacrificale, l’Angelo di Dio gli ferma la mano e gli dice: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio» (Gen. 22,13). Ricordo di passaggio l’opera di René Girard, recentemente scomparso, tutta incentrata intorno al tema del sacrificio umano e del suo disvelamento nel cristianesimo.
[5] V. J. Omosade Awolalu, Yoruba Sacrificial Practice, “Journal of Religion in Africa” Vol. 5, Fasc. 2 (1973), pp. 81-93 http://www.jstor.org/stable/1594756
[6] Karin Barber, How man makes God in West Africa: Yoruba attitudes towards the Orisa, International African Institute 1981 https://www.cambridge.org/core/journals/africa/article/how-man-makes-god-in-west-africa-yoruba-attitudes-towards-the-orisa/AB2C604A49D9A4D1712082F22E2C52BA
[7] V. Yoruba Sacrificial Practice, cit.
[8] Patrick Egdobor Igbinova, Ritual Murders in Nigeria, 1 april 1988, in “Internation Journal of Offender Therapy and Comparative Criminology” http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/0306624X8803200105
[9] Qui un’intelligente recensione di: Wole Soyinka, The Bacchae of Euripides: A Communion Rite https://www.jstor.org/stable/41153657
[10] Jenkeri Zakari Okwori, A dramatized society: representing rituals of human sacrifice as efficacious action in Nigerian home-video movies, in “Journal of African Cultural Studies” Volume 16, 2003 – Issue 1 http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/1369681032000169230
[11] Charles Baudelaire, “Au lecteur”, in Les fleurs du mal, 1861. Qui testo originale e traduzione italiana con una analisi ben scritta. Invito a leggere o rileggere perché molto a proposito: http://charlesbaudelaireifioridelmale.blogspot.it/2011/04/au-lecteur-al-lettore-poesiaprologo.html
[12] Eccone uno, che fa bene al cuore più straziato, e lo placa: https://youtu.be/Z5WUO7hsgCA
[13] Purg. 22, 67-69

39 commenti:

Che orrore! ha detto...

Da una parte si toglie l'unico Sacrificio che salva, abolendo la Messa cattolica, così dall'altra si da spazio ai nuovi sacrifici tribali, sacrifici umani, di cui noi siamo avezzi, visto che tolleriamo da tanti anni l'aborto. Fa rabbrividire come sia passato in second ordine l'orribile delitto di quella povera ragazza, per parlare solo di fascisti e leghisti come fossero loro il male e non questa società libertina, che ammette sempre più spudoratamente il sacrificio umano (aborto, eutanasia, omicidi perpetuati dai migranti, sempre scusati)e lo schiavismo. Ma veramente Mussolini era peggio di questi? Non credo!

Magno di Borbone ha detto...

Sta suonando l'ora X?
Chi non è con Cristo è contro.

Sia lodato Gesù Cristo

Anonimo ha detto...

Le agenzie (anti)educative di diffusione dell’ethos infantilistico fanno credere che il successo si ottenga “senza fatica” e “senza sacrificio, rinunce e disciplina”. Alimentano “il mito giovanilistico della spensieratezza e della irresponsabilità perenne”. Impongono “la privatizzazione dei valori” – come si sono privatizzati gli enti di servizio pubblico, istituzioni volte agli interessi collettivi per una nazione che si propone di durare oltre la generazione attuale. Nelle vite personali degli “sprovveduti”, si è instaurato l’atteggiamento per cui “il bene privato prevale sul ben pubblico, l’istantaneo prevale sul duraturo, la gratificazione immediata sulla differita, il gioco sul lavoro”.
Questa è – spero si capisca – una compiuta ed efficace pedagogia per la ”formazione” di tossicodipendenti da discoteca e frequentatori di prostitute e prostituti della tratta, generazioni di infinite Pamele. So già, per esperienza, come reagiscono le Pamele quando si cerca di trattenerle, prima , dal cadere nella fossa della dipendenza – o del “grande amore” del momento: “Nessuno mi deve dire come vivere la mia vita. Io la vivo come voglio”. Non si rende conto che vive come vuole il sistema, desiderando ciò che il sistema gli fa desiderare; che le sue voglie “la agiscono” invece che essere lei a gestirle, priva ormai della tenuta e fortezza che non ha mai imparato ad esercitare – perché “resistere alle tentazioni” è stato tanto schernito e deriso da essere ridicolo solo proporlo, allo stesso modo che “evitare le cattive compagnie” . E ormai la Chiesa cattolica offre una “religione low cost” che asseconda, invece di contrastare, questa deriva mortale. Facendosene complice. (M. Blondet)

Anonimo ha detto...

Dopo il prete che ci dice che la Cina è la realizzazione della dottrina sociale della Chiesa, ecco il politicante che ci dice:
" In Puglia non abbiamo cattiva memoria del Califfato". (Michele Emiliano).
Non passa giorno...
E poi... io sarei quello esagerato...
Non passa giorno che non ne dicono una. Sapete perché?
Perché sanno che nessuno fa nulla. E che la goccia scava la pietra nella dabbenaggine passiva del popolo bue.
Quelli di sinistra sono già pronti a sostenere che l'islam è meglio del cristianesimo (alla faccia della democrazia, della tolleranza, del progresso, ecc.); i cattolatri già pronti ad esaltare la Cina (come Lutero, del resto...).
Loro lo sanno... Ecco perché lo fanno. (Massimo Viglione)

Anonimo ha detto...

"Non vuole uomini nella sua stanza di ospedale, musulmana fa trasferire una paziente accudita dal figlio
"Ci ha detto che lei (di nazionalità albanese di religione musulmana) non poteva rimanere di notte in camera con un uomo". "
http://www.huffingtonpost.it/2018/02/07/non-vuole-uomini-nella-sua-stanza-di-ospedale-musulmana-fa-trasferire-una-paziente-accudita-dal-figlio_a_23355131/

Il problema non è solo lei e la presenza sempre più consistente di mussulmani sul nostro territorio, ma anche chi soddisfa le sue pretese a scapito degli altri utenti e delle nostre abitudini e leggi.

Anonimo ha detto...

L’irresponsabilità delle classi dirigenti, o almeno colte e civili, verso i concittadini, verso – osiamo dirlo – la patria, è un sintomo terminale. Pubblici ufficiali, docenti e magistrati non si sentono più responsabili dei loro atti. L’esibizione di lascivia non sembra loro una cosa indecente di cui trattenersi. Il sopruso e la schiavizzazione verso persone loro affidate, una cosetta da nulla. E questi comportamenti diventano sempre più frequenti. E’ lo sbocco dello sradicamento completo dal cristianesimo dalla società italiana, certo. Ma peggio: è la sostituzione del Dio cristiano con una “nuova religione”. L’individualismo è diventato oggi un “dogma”, è diventato “la nuova religione”. Coniugato col mercantilismo consumista che riduce l’individuo a compratore desiderante, ne ha svalorizzato ai suoi occhi, schernito e infine smantellato i comportamenti che per secoli hanno retto ogni società ordinata ed ogni pedagogia educativa: l’educazione all’auto-controllo, a ritardare la gratificazione, alla sobrietà e razionalità. In una parola, alla responsabilità non verso “il prossimo” cristianamente inteso (che non basta e non serve, se assolve), ma verso la propria comunità nazionale e culturale di cui ci si senta tenuti a migliorare. (M.Blondet)

Anonimo ha detto...

Articolo sublime ed eccelso. Ha colto il punto di fondo di tutta la questione. Complimenti.

Anonimo ha detto...

OSPEDALE DI PARMA : SIGNORA DI 89 ANNI CACCIATA DALLA STANZA D'OSPEDALE PERCHE' C'E' UNA MUSSULMANA!
Donna mussulmana vieta di fatto la visita di un uomo alla madre di 89 anni. Mi pare di trasalire! Oggi i quotidiani locali e nazionali riportano la notizia che all’ospedale maggiore di Parma una anziana signora di 89 anni è stata trasferita dalla sua camera perché una mussulmana vicina di letto non desiderava vedere il figlio MASCHIO in visita alla madre. Questa è follia pura ma folli sono i responsabili del presidio ospedaliero che hanno acconsentito a quella assurda pretesa! Leggere poi come tentano di giustificare la loro decisione fa accapponare la pelle! E poi i compagni della sinistra dicono che siamo in uno stato laico e si piegano ai dettami dell’Islam, vergognandosi eventualmente delle nostre radici cristiane! Veramente noi italiani rischiamo di diventare minoranza in casa nostra e perseguitati! Questo è l’esempio di come la sinistra vuole gestire l’integrazione mussulmana, cedendo sempre ai precetti irragionevoli dell’Islam che si rivela sempre più esterno ed estraneo se non ostile ai nostri valori. E poi saremmo noi i razzisti!

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cacciata-stanza-dospedale-perch-c-musulmana-1491659.html

Anonimo ha detto...


Avant Vatican II, l'Église enseignait, fondée sur les paroles de Jésus-Christ, qu'elle était la seule vraie religion puisque fondée par Dieu lui-même, Dieu qui est Trinité, et que les autres (religions) étaient fausses, puisqu'elles ignorent la Trinité ou même la nient comme font le judaïsme et le mahométisme, et qu'elles avaient donc, logiquement, pour père le diable.

À Vatican II, l'Église, perdant le nord, ou la boussole, comme on voudra, s'est mise à affirmer le contraire, et que, désormais, toutes les religions sont bonnes, qu'elles sont toutes des instruments de salut, et que le temps est venu, pour elles, de s'embrasser les unes les autres puisqu'elles ont toutes pour père Dieu lui-même (qui n'est plus Trinité, par conséquent). Ce fut le merveilleux message, parfaitement maçonnique, proclamé par "Nostra aetate", qui préfigurait l'avènement d'une nouvelle Pentecôte pour l'humanité toute entière.

Depuis, grâce aux mirobolants enseignements de Paul VI, de Jean-Paul Ier, de Jean-Paul II, de Benoît XVI et de l'actuel père François — tous sanctifiés ou sur le point de l'être —, nous expérimentons tous, dans les faits et, pour certains, dans leur chair, la "vérité", la "bonté" et la "beauté" de ce nouveau message.

N'en doutons pas — du reste, comment oserions-nous en douter ? —, l'œcuménisme généralisé nous conduit à toute vapeur vers des lendemains qui vont chanter de plus en plus…

Anonimo ha detto...

Gia' siamo minoranza !

Anonimo ha detto...

Nessuno ha mai sostenuto che l'Italia senza immigrati sarebbe un paradiso terrestre. Anzi, in alcune zone deteniamo purtroppo il record europeo di criminalità organizzata. Ma proprio per questo, senza selezionare gli ingressi l'Italia rischia di diventare un inferno. Quando, solo stringendo un po' le viti senza razzismi ma con buon senso, potremo starcene, più o meno tranquillamente, nel limbo. Luogo in cui si sconta solo il peccato originale, non quello sopraggiunto.
(Alessandro Sallusti)

lorenz ha detto...

Impressionante la lucidità e la ferma chiarezza di questo articolo. Sembra meditato da tempo, quando invece pur proprio risponde delle vicende che incalzano.

Anonimo ha detto...

@ anonimo 19:10 : plus que parfait, mon ami ! Aussi moi, je pense que "Nostra Aetate" soit un diktat massonique dissimulé, qui a conduit l'Eglise Catholique à l'éresie et à l'apostasie.
Par conséquence, a papes suivant Pio XII ne sont pas catholiques, mai seulement des chefs politique, catto-comuniste, protstantes, écumeniste suicides et massonique. ça va sens dire. Merci beacoup, mon ami

Anonimo ha detto...


"Senza selezionare gli ingressi l'Italia rischia di diventare un inferno"

Il problema non è "selezionare gli ingressi", cosa praticamente impossibile. Il problema è bloccarli del tutto. Cosa impossibile senza l'uso della forza, al punto in cui siamo. Senza l'uso di una flotta che cacci le navette delle ONG dal Mediterraneo, di forze armate NATO che facciano una spedizione in Libia, vi distruggano tutti i "barconi" presenti (vuoti), eliminino le bande di trafficanti, costringano i c.d. "migranti" a prendere la via del ritorno, tutti; e poi ritornino queste forze armate in Europa, dopo aver ripulito la Libia e sistematovi un governo amico. Utopia, certo, allo stato; ma l'unico modo di risolvere razionalmente il problema sarebbe questo. Un intervento sul tipo di quello russo in Siria.

La giustificazione dell'accoglienza agli illegali un tempo era solo "umanitaria". Poi si è giunti alla teoria delle "risorse". Poiché siamo afflitti dalla denatalità, occorre reintegrare la popolazione importando sottoproletariato africano, arabo, indiano etc.
Ma perché uomini e donne, non vogliono fare più figli? Solo per colpa della abnorme struttura economica che ci soffoca, quella del "mercato globale"? No, evidentemente. La denatalità è cominciata molto prima, con il divorzio, l'aborto pagato dallo Stato, gli anticoncezionali, il femminismo, la Rivoluzione Sessuale in tutti i suoi infami aspetti.
Bisogna pertanto costringere le donne a voler ritornare a generare nel matrimonio, visto che la maggioranza di loro non lo vuole più fare (ginecocrazia). Lo Stato deve fare la sua parte, per quanto può. Quale Stato? Quello che potrebbe uscir fuori se il Centrodestra vincesse con il dovuto margine le prossime elezioni. E che dovrebbe fare? Per prima cosa: abolire il libero aborto, sopprimerlo e basta e dichiarare illegali tutti gli anticoncezionali. Questa dovrebbe essere la prima, la più urgente legge.
Per respingere l'invasione bisogna sconfiggere la denatalità; per cominciare a promuovere quest'ultima bisogna cominciare con l'abolire il diritto ad abortire e ad usare gli anticoncezionali.
Z.

Felice ha detto...

Forza Italia che promuove l'abolizione della legge 194/78? Pura illusione!

Anonimo ha detto...

"C'e' bisogno.."
https://www.maurizioblondet.it/veri-extra-comunitari-nostri-figli/

Anonimo ha detto...


Quelques informations intéressantes, tirées de Wikipedia, pour nous aider à mieux comprendre la tragédie que nous vivons. Et mieux identifier ses principaux responsables. L'un d'eux est, indubitablement, l'"irlandais" Peter Sutherland, récemment décédé.

Wikipedia en anglais :
Peter Denis Sutherland (25 April 1946 – 7 January 2018) was an Irish businessman, barrister and politician who served as UN Special Representative for International Migration from 2006 to 2017, Chairman of Goldman Sachs from 1995 to 2015, Director-General of the World Trade Organization from 1993 to 1995, European Commissioner for Competition from 1985 to 1989 and Attorney General of Ireland from 1981 to 1982 and 1982 to 1994.

Sutherland was the United Nations Special Representative of the Secretary-General for International Migration until March 2017. Appointed in January 2006, he was responsible for the creation of the Global Forum on Migration and Development (GFMD). He served as President of the International Catholic Migration Commission, as well as member of the Migration Advisory Board of the International Organisation for Migration.

Wikipedia en italien :
Il padre di Sutherland era un assicuratore, la madre era ebrea (par conséquent, pour les juifs, Sutherland était juif, la "judéité" se transmettant par la mère).
Dal 2015 è presidente della Commissione cattolica internazionale per le migrazioni (ICMC). Nommé par Bergoglio.
Era membro della massoneria.

Wikipedia en anglais :

Views on immigration

Sutherland strongly advocated liberal immigration policies and unrestricted immigration into the European Union. Sutherland gave his opinion to the UK’s House of Lords Home Affairs Committee on 21 June 2012 as being (a) that "at the most basic level individuals should have freedom of choice" about working and studying in other countries and that EU states should stop targeting "highly skilled" migrants (and, conversely, placing restrictions on low-skilled migrants). Sutherland also argues (b) that migration is a "crucial dynamic for economic growth" and that this is the case "however difficult it may be to explain this to the citizens of those states". Sutherland’s stated opinions on policy were (a) that "it was fundamentally important for states to cooperate on migration policy rather than developing their own policies in isolation as 'no state is or can be an island'"[44] (b) that multiculturalism is both inevitable and desirable: “It’s impossible to consider that the degree of homogeneity which is implied by the other argument can survive because states have to become more open states, in terms of the people who inhabit them” and also (c) that “the European Union, in my view, should be doing its best to undermine” any “sense of our homogeneity and difference from others”.

Sutherland is also quoted as arguing that opposition to greater globalisation is "morally indefensible".

Quel palmarès ! Et quels beaux résultats !

Anonimo ha detto...


Bien entendu, le maçon judéo-Irlandais Peter Sutherland n’était pas le seul responsable de l’invasion que nous subissons actuellement. Il y en a beaucoup d’autres, placés, comme lui, à des postes stratégiques leur permettant de mettre en œuvre la politique du lobby international bien connu.

De moins en moins de gens ignorent que l'invasion de l’Europe est largement organisée par certains secteurs, entre autres, du « Deep State » américain, qui y voient un moyen « providentiel » de submerger le Vieux Continent, d’achever de dissoudre l'identité des nations qui le composent et de rendre celles-ci impuissantes à jamais, en tant qu’États indépendants. Autant de gagné pour l’Empire !

Sait-on qu'il existe à Genève une agence intergouvernementale, l’International Organization for Migration (IOM), en grande partie financée par les Américains, dont une des principales missions est, précisément, d’accélérer la migration des populations africaines en direction de l'Europe ?

Le directeur général de cette organisation s'appelle William Lacy Swing. Il a 83 ans, c'est un diplomate chevronné, qui connaît parfaitement l’Afrique où il a occupé de nombreux postes d'ambassadeur.

Officiellement, l’organisation qu’il dirige depuis 2008 a pour mission de veiller à ce que les millions de « migrants » qui envahissent l’Europe soient bien accueillis. Il dispose pour cela d’une armée de 8000 fonctionnaires (excusez du peu !) qui organisent, contrôlent et facilitent sur place le travail des « exportateurs » et des « importateurs ».

W. L. Swing travaille tellement bien et ses patrons sont tellement contents de lui, que, malgré son âge avancé, il a été reconduit pour cinq ans, en 2013, à la tête de ladite IOM.

C’est un interlocuteur privilégié de Mme Federica Mogherini, pseudo-ministre des affaires étrangères de l’UE.

Le 7 janvier 2015, reprenant les termes d’une interview qu’il venait de donner à CNN, il déclarait sur Facebook : « Migration is inevitable, necessary and desirable, so let’s change the narrative ». Or c’est notamment pour que cette migration « inévitable, nécessaire et désirable » s'accélère, aux frontières de l’Europe, au Proche Orient et dans toute l’Afrique — et qu’avec elle s’accélère aussi le remplacement de nos populations —, que les USA ont décidé, comme on sait, de détruire, avec leurs alliés de l’OTAN, quatre pays arabes dont les dirigeants ne leur étaient pas assez soumis : Irak, Tunisie, Lybie et Syrie.

La destruction de la Lybie était particulièrement importante et urgente, ce pays constituant, de par sa proximité avec l’Italie, le lieu de passage obligé vers l'Europe des masses en provenance de l'Afrique sub-saharienne.

Quand on sait, d’autre part, que certains secteurs de l’anglo-sionisme considèrent d’un très bon œil l’islamisation de l’Europe (elle doit permettre, selon eux, d’accélérer la disparition du christianisme tant détesté), on comprend l’intérêt que représente, pour eux, l’activité de M. William L. Swing à la tête de IOM.

https://en.wikipedia.org/wiki/William_L._Swing

Anonimo ha detto...


Da dove risulta che Peter Sutherland era ebreo per parte di madre?

Andando a controllare su Wikipedia in italiano risulta che la fonte è un articolo di Blondet. Nelle versioni in inglese sulla personalità di Sutherland la cosa non risulta.
E come si chiamava questa signora? Certo, è possibile che uno abbia un padre cattolico e una madre ebrea. Bisognerebbe però essere precisi, in questo caso, dato che l'attribuzione di ebraicità è data a titolo di demerito, a quanto sembra.
Peter Denis Sutherland era un dublinese che aveva studiato in una nota scuola cattolica di Dublino. Era cattolico, sembra praticante, sposato a una signora spagnola. Avevano tre figli.
Apparteneva a quel progressismo cattolico irlandese, figlio del Vaticano II, particolarmente impegnato (con le migliori intenzioni si capisce) a costruire un mondo "globalizzato" e una società multiculturale. Un tipico prodotto della dissoluzione del cattolicesimo irlandese.
Z.

irina ha detto...

Ipotesi, alcune tessere da accostare!?

1) http://italiaeilmondo.com/2018/02/07/intorno-ai-fatti-di-macerata_-non-ce-piu-religionedipende-di-roberto-buffagni/

2)https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5570132738557818436&postID=2509303619086766301&bpli=1
lorenz ha detto...
Impressionante la lucidità e la ferma chiarezza di questo articolo. Sembra meditato da tempo, quando invece pur proprio risponde delle vicende che incalzano.

3)http://sauraplesio.blogspot.it/
04 FEBRUARY 2018 Macerata, di chi è la colpa?
Sul traffico d'organi, i giornaloni perbene hanno scelto di calare la cortina del silenzio. Il livello d'omertà è tale, che è uno scandalo solo farne cenno. E Maroni nel 2009 (allora ministro dell'Interno) quando parlò del nostro paese come crocevia di questi repellenti traffici, ne sa qualcosa. Come ben conosce le polemiche velenose che lo raggiunsero. Ma questo nigeriano non può aver fatto questo scempio di cadavere tutto da solo.

Anonimo ha detto...

"Ma questo nigeriano non può aver fatto questo scempio di cadavere tutto da solo."

Infatti tutti parlano dei complici ma non risultano arrestati, tranne uno, mentre si accingeva ad andare in Svizzera...

Anonimo ha detto...

Vi siete chiesti perché, il ministro Orlando va a Macerata a far visita ai 5 feriti, MA NON VA DALLA MAMMA DELLA RAGAZZA fatta a pezzi?
"Caro" Orlando, anzitutto la Patria non è una "cifra", ma un ideale di civiltà e di valori. Non c'è niente di cifrato, come in matematica, ma invece vuol dire collaborare tutti insieme a fare più bello e vivibile questo Paese per chi ci vive e sente importanti le buone conquiste che avevano fatto nei secoli gli abitanti di questa penisola nel campo dell'organizzazione civile, nella Scienza e nelle Arti. Poi, Lei è andato a dare la Sua solidarietà a sei persone entrate illegalmente nel nostro Paese, delle quali, a quanto sembra, uno solo ha avuto il diritto di asilo o protezione, un altro era in attesa di risposta e gli altri quattro, quasi tutti già dimessi, probabilmente sono del tutto irregolari. E non ha voluto che comparisse il Suo colloquio con il GIP che si occupa del nigeriano che ha fatto a pezzi un'italiana.

Anonimo ha detto...

Su "La Verità" da qualche giorno vengono pubblicati articoli che parlano degli strani bilanci di "onlus" maceratine dell'accoglienza e delle loro strane vicinanze con PD ed altri esponenti della sinistra.

mic ha detto...

parlano degli strani bilanci di "onlus" maceratine dell'accoglienza e delle loro strane vicinanze con PD ed altri esponenti della sinistra.

Una vergogna dell'Italia, ma più che altro della sinistra...

Anonimo ha detto...

Innocent Oseghale, la "risorsa" che ha fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro in quello che sembra essere un vero e proprio rito tribale "juju" (checché ne dica la trasmissione di Formigli, Piazzapulita, che ieri ci ha citato e contestato), era ospite spesato e mantenuto dall'Italia al Gus di Macerata, il Gruppo di Umana Solidarietà di tal Paolo Bernabucci. Il finto profugo, dato che non scappava da alcuna guerra, era stato inserito dal Gus nel sistema di protezione per richiedenti asilo; non ne aveva le caratteristiche e difatti gli erano stati negati prima lo status di rifugiato, poi il permesso di soggiorno.
Visto che era stato beccato a spacciare, ci si sarebbe aspettato che venisse rimpatriato. Macché. Era a piede libero. Pronto a cercar la droga per Pamela. Nel frattempo, il suo mantenimento al Gus era costato al contribuente italiano oltre 50mila euro. Indubbiamente, una gran risorsa. A parte ciò, il quotidiano La Verità ha voluto saperne di più sul Gus. Ed è andato a fare i conti in tasca alla Cooperativa dell'accoglienza, che vanta un fatturato stimato per il 2017 di 32 milioni di euro, destinato a salire quest'anno a quota 44 milioni. Grazie a nuove iniezioni di fondi pubblici (prende finanziamenti da Comune, Provincia e Prefettura) per l'arrivo di altri 880 immigrati: "470 dei quali nei Comuni del terremoto, dove ancora ci sono 5mila italiani che dormono nelle roulette, mentre i migranti andranno in albergo, e 410 a Macerata città", scrive il giornale. [...]

http://www.ilpopulista.it/news/9-Febbraio-2018/23244/44-milioni-di-euro-ecco-quanto-frutta-l-accoglienza-all-onlus-di-macerata.html

Alberto ha detto...

La sagra della barbarie sinistrorsa.
Macerata blindata per corteo antifascista, diecimila partecipanti, cori choc sulle foibe: "Ma che belle son le foibe da Trieste in giù".
Se questi sono gli antifascisti, anche chi non amava il fascismo c'è il rischio che lo rivaluti...

http://www.iltempo.it/cronache/2018/02/10/news/al-corteo-antifascista-di-macerata-cori-choc-sulle-foibe-1049802/

Anonimo ha detto...

Esempio di gente che non capisce un... una BANDA di feroci assassini uccide una bambina e la fa a pezzi -alcuni non si sa se mangiati o... venduti...- e LORO pensano al fascismo che non c'e'! E' un orrore! E' un'italia surreale che fa veramente venire i brividi!

Anonimo ha detto...

Omicidio, vilipendio, occultamento di cadavere e concorso in spaccio di stupefacenti. Sono le accuse formali per i tre cittadini nigeriani indagati per la morte dei Pamela Mastropietro, la 18enne romana i cui resti sono stati trovati in due trolley a Macerata. Il primo è Innocent Oseghale, già arrestato, per cui il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo escludendo l’omicidio, gli altri due sono l’uomo fermato ieri a Milano dai carabinieri, Awelima Lucky, 27 anni, Desmond Lucky, il pusher che risultava già indagato. Durante gli interrogatori, che si sono svolti ieri fino a tarda notte, “sono state espletate ulteriori indagini di natura tecnica e testimoniale” in base alle quali, gli inquirenti hanno ritenuto che ci fossero “gravi indizi di reità a carico dei due indagati” e anche “concreto pericolo di fuga. Si rimane tuttora – si legge ancora nella nota – in attesa dell’esito degli accertamenti medico-legali, scientifici e tecnici” del Ris dei carabinieri e dei consulenti. Per questi ultimi due la procura di Macerata invierà al gip la richiesta di convalida. E probabilmente il magistrato potrà valutare la posizione di Oseghale anche alla luce dei risultati della seconda autopsia sul corpo della vittima.
A mettere gli inquirenti sulle tracce del terzo uomo sono stati proprio i risultati del nuovo esame da parte dei medici legali. La prima autopsia non aveva aiutato gli inquirenti a capire come era morta la ragazzina che fuggiva da una casa di recupero. Una delle ipotesi è che fosse stata stroncata da una overdose, ma ora gli inquirenti che sia stata uccisa. Da quell’esame è emerso soprattutto che sarebbe stato impossibile che a sezionare il corpo fosse stata una sola persona. I carabinieri hanno interrogato altre persone per capirne gli spostamenti di alcuni personaggi e la posizione nelle ore in cui Pamela è morta o è stata uccisa e verificarne così l’alibi. Il procuratore Giovanni Giorgio ritiene che l’indagine sia “chiusa”.
L’inchiesta ha avuto un’accelerazione improvvisa ieri. I nuovi sospettati sono ancora sotto interrogatorio tutta la notte. L’autopsia bis, eseguita ieri da un pool di medici legali dell’Università di Macerata, non ha chiarito le cause del decesso ma ha riscontrato varie lesioni sul corpo (alla testa e all’altezza del fegato): sono state inferte prima o dopo la morte? Saranno decisivi altri esami di laboratorio oltre a quelli tossicologici. L’accertamento ha però evidenziato un sezionamento quasi “scientifico” del cadavere: sarebbero servite molte ore per farlo, oltre alla mano di persone esperte.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/10/pamela-mastropietro-tre-nigeriani-fermati-procuratore-indagine-ora-e-chiusa/4150994/

irina ha detto...

"... L’accertamento ha però evidenziato un sezionamento quasi “scientifico” del cadavere: sarebbero servite molte ore per farlo, oltre alla mano di persone esperte."

Questo dettaglio quasi scientifico lo lasciano volar via col vento? Insieme alle mani esperte?

Anonimo ha detto...

Dopo la manifestazione, il vescovo: «E ora?» di Nazareno vescovo

http://www.emmetv.it/2018/02/10/dopo-la-manifestazione-il-vescovo-e-ora/

irina ha detto...

"... Il procuratore Giovanni Giorgio ritiene che l’indagine sia “chiusa”..."

Socchiusa poiché:' Si rimane tuttora – si legge ancora nella nota – in attesa dell’esito degli accertamenti medico-legali, scientifici e tecnici” del Ris dei carabinieri e dei consulenti...' e...dell'identità delle persone con mani scientificamente esperte.

Piero Mainardi su Fb ha detto...

Che cosa produce l'antifascismo "militante" e attuale: Luca Traini

Luca Traini non cresce in una famiglia fascista: semplicemente cresce senza famiglia. Il padre abbandona la madre, la madre abbandona lui. Lui vive con la nonna. Deve avere problemi ... viene seguito da uno psicologo che lo definisce "Borderline" ... e ti credo ... che cosa c'è di normale nella sua esistenza?
Ha 28 anni vive praticamente da solo e senza prospettive. Cerca probabilmente qualche risposta e un senso superiore nella politica: frequenta ambienti, respira certe atmosfere ma non è organico a nessuno. Attorno a se sente declamare il migliore dei mondi possibili, la democrazia, la lotta all'ingiustizia, al razzismo, al fascismo dai cantori della democrazia però nessuno che si accorga di lui mentre tutte le altre minoranze o devianze hanno una attenzione particolare da parte della società.
Bene, deve aver ragionato il Traini, se voi siete il bene, io scelgo il male, anzi scelgo quello che voi affermate essere il male per eccellenza, il Fascismo o il Nazismo stesso. Adesso potete assimilarmi al male, certamente, ma adesso sapete che esisto, sapete che ho le palle per vendicare un' italiana trucidata della cui morte voi paladini del Bene siete moralmente corresponsabili.
Luca Traini non è il parto dell'ideologia fascista ma il parto di una società ipocrita e sfatta e ed è, vi potrà sembrare un paradosso ma è così, il frutto perfetto della truffa dell'ideologia e della retorica dell'antifascismo a 73 anni dalla fine del Regime. Perché l'Antifascismo è una ideologia di odio che ha necessità a tenere in piedi ed evocare un fantasma inesistente di cui, sempre paradossalmente, proprio gli antifascisti sognano la rinascita per giustificare l'utilità della propria esistenza.

Pamela uccisa dal branco ha detto...

Svolta nelle indagini. Primo, pare ormai accertato che la povera Pamela sia stata finita a coltellate. Quindi l'overdose c'è stata ma la morte è stata quasi certamente provocata dai colpi inferti alla giovane dai maiali assassini nigeriani. Secondo, sono stati fermati altri due spacciatori nigeriani. Uno stava per lasciare l'Italia con la moglie, pare ignara di tutto. Vergognoso il comportamento della comunità nigeriana di Macerata, che ha coperto gli assassini in ogni modo. Ah, dimenticavo: gli assassini sono sbarcati in Sicilia e sono fra i richiedenti asilo in favore dei quali Favino ha sfrantumato i coglioni a milioni d'italiani, ieri sera.

Souad Sbai ha detto...

DONNE CHE AVETE MANIFESTATO IERI: VERGOGNATEVI! NON UNA PAROLA PER PAMELA

Pamela continua a morire ogni giorno. Nelle manifestazioni in cui donne sfilano contro un immaginario ritorno del fascismo, ma in cui nessuno spende una parola per lei e per l'orrenda fine a cui l'hanno condannata i suoi aguzzini. DONNE CHE ERAVATE IN PIAZZA IERI: VERGOGNATEVI! Solo perché chi l'ha uccisa e ne ha smembrato il corpo è immigrato allora la sua morte e il suo strazio sono senza significato. Magari accettato perché questi signori non si possono attaccare. Uno schifo mai visto, che va denunciato senza pietà. DONNE CHE MANIFESTANO CONTRO LE DONNE, CONTRO UNA RAGAZZA DI 18 ANNI MASSACRATA. Siete il male delle donne, siete la loro condanna a vita.

Anonimo ha detto...

Andando un po' più in profondità su quel che è accaduto in questi giorni a Macerata ma anche a Milano possiamo notare che la questione immigrazione, per quanto gravissima, è solo un epifenomeno della gravissima crisi che sta avvolgendo la società italiana. Certamente la lotta all'immigrazione può essere considerata un punto di aggregazione da cui partire per ristabilire almeno un minimo di comunione nazionale, ma ovviamente non basta.
I tre protagonisti della cronaca di questi giorni Pamela, Luca Traini e Jessica hanno molto in comune: sono tutti figli di situazioni familiari allo sbando con conseguenti vite allo sbando. Situazioni familiari sfasciate che non sono eccezioni, anzi ...
Oltre agli immigrati (sui quali non occorre spendere nessun altra parola, almeno tra noi), tra i protagonisti, troviamo un generoso accompagnatore 45nne che ha offerto a Pamela un passaggio e 50 euro pur di approfittare del corpo di una diciottenne e un tramviere sposato trentanovenne, maniaco e sfatto dalla pornografia.
Ora se la lotta all'immigrazione clandestina e ideologicamente organizzata, si accompagnasse anche al no allo sfascio familiare (che passa almeno culturalmente, prima ancora che giuridicamente, dalla riaffermazione dell'indissolubilità del matrimonio uomo-donna, dalla centralità non retorica del mondo familiare, dalla critica al libertinismo
sociale) e alla lotta non solo contro la pornografia ma anche alla erotizzazione e volgarizzazione della società delle immagini e del linguaggio allora potrebbe valere la pena impegnarsi in una lotta senza quartiere nella quale toccare un punto significhi toccare anche tutti gli altri.
Ma così non è. Impegnarsi in una operazione che neghi le cosiddette "conquiste civili" degli ultimi cinquant'anni, post Sessantotto, quelle che hanno visto primattori i Radicali ma ai cui risultati si sono FELICEMENTE e COMODAMENTE piegati tutti, destre incluse, non solo non porta voti ma è scomodo nei confronti di se stessi. Per cui meglio rimanere all'epifenomeno ma ricordiamoci: gli immigrati non sono la morte della nostra civiltà, sono solo i becchini. La nostra civiltà l'abbiamo suicidata noi, da soli grazie al nostro superfluo e a una cultura che giunta allo zenith non ha più saputo svilupparsi per ripiegare su se stessa in una sorta di autodemolizione.
(Piero Mainardi)

Anonimo ha detto...

A Piacenza carabiniere pestato selvaggiamente dagli antifascisti, ma nessuno parla di "cultura dell'odio" e "pericolo rosso"

Anonimo ha detto...

Spettabile redazione di Chiesa e post -concilio

Ho letto ieri l'articolo sui fatti inquietanti di Macerata. La prima cosa che mi è venuta in mente, è proprio la città di Macerata. Città amata dal suo sovrano Pio IX che la definiva rosa senza spine, per non averle dato dispiaceri nel corso della rivoluzione risorgimentale, rivoluzione avente testa e cuore in Europa. (Francia e Inghilterra).

Oggi siamo arrivati a questo. Ma non credo sia un caso. Certamente l'immigrazione selvaggia è un problema, ma a monte a mio avviso, a partire dal risorgimento, c'è la questione irrisolta di élites, illegittime che operano volutamente il male. E infatti l'Italia da questa rivoluzione e' stata trascinata in tragedie via via più grandi: Unità d'Italia, emigrazione, brigantaggio o guerra civile, prima guerra mondiale, fascismo, seconda guerra mondiale. Massoneria nelle stanze del potere. Vuoto spirituale colmato anche con l'ideologia comunista in tante regioni.

Potremmo aggiungere la situazione di oggi con la mattanza di milioni di feti, norme al di là della legge naturale, l'imbarbarimento generale della gente, nonostante la scuola pubblica giunga ormai sino ai 16 anni. Televisioni private e pubbliche votate ad una leggerezza voluta.

Mi fermo. Cosa ci si può aspettare? Nulla, è un lungo percorso di discesa. Al fondo non siamo arrivati. Quello che mi preme dirvi e' che l'immigrazione problematica che viviamo, non è la causa, ma è uno degli effetti di un'Italia che ha perso nella sua dirigenza politica e civile il contatto con la sua storia religiosa e non solo. Con la sua identità.

Nessun sovrano dell'Italia pre-risorgimentale avrebbe avuto il coraggio di caricare sui suoi popoli i fardelli pesanti, sopra indicati, che altri hanno con leggerezza fatto. Francesco II diceva: io me ne vado ma a voi Napoletani non rimarranno neppure gli occhi per piangere.....

Si parla di patria. Giusto ma quale? Sono lombardo da generazioni. La Lombardia esporta i suoi manufatti ancora oggi specialmente nell'area dell'europa centro settentrionale e orientale. Questi sono i nostri veri legami. Credete che possa io come tanti altri perdere tempo con un concetto di patria fondato su odio e sangue sparso per motivi ideologici?

Leggo sempre gli articoli circa la crisi interna della Chiesa. La vicenda dei Frati dell'Immacolata è esemplare. A 16 anni, oggi ne ho 48, leggevo Una Vox, Rimanevo scioccato dalla violenza che tanti sacerdoti subivano per la loro fedeltà. Il tema è complesso, tuttavia è anche chiaro. Chi sceglierà di rimanere in una comunione formale con la Chiesa conciliare, altro non si deve aspettare.

Personalmente ho ammirato Mons. Lefebvre, ho sostenuto economicamente le sue opere sino a quando la Fraternità ha avuto una posizione chiara e non accordista. Ora continuo con le comunità dette della resistenza.

Non ho tempo da perdere, e non confido in prelati che avanzano qualche esile dubbio qua e là. Che un giorno dicono la messa antica ed un altro quella nuova.

Il vostro sito è interessante, ma conferma una regola. L'impossibilità di salvare la Tradizione all'interno del perimetro dell'ufficialità. La rivoluzione nella Chiesa ufficiale è inarrestabile. Francesco è discutibile, ma marcia nella stessa direzione dei sui predecessori, semplicemente più prudenti e lenti.

Stessa direzione comunque. Cordiali saluti. Un lettore di Como

Anonimo ha detto...

https://infodifesa.it/10-carabinieri-costretti-scappare-contro-400-schifosi-delinquenti-limmagine-della-fine-di-uno-stato-indegno/

Anonimo ha detto...

Una struttura ben organizzata e radicata, secondo il generale Antonio Basilicata, capo reparto preventivo della Direzione investigativa antimafia (Dia). Basilicata guida anche la Divisione analisi, dove si studiano le strutture criminali e mafiose straniere.
Generale, si sta parlando molto di mafia nigeriana. Come si sta muovendo nelle nostre città? 
«Il fenomeno è noto da anni. C'è addirittura una sentenza della Cassazione del 2007 che ha riconosciuto a queste organizzazioni criminali il 416 Bis. Stessa sentenza è stata emessa nei tribunali di Torino, Brescia, Milano. Poi ci sono i casi come Castel Volturno, dove nel 2008 si sono messe in seria relazione due sodalizi criminali e sono morti sei nigeriani. Questo perché si muovono come affiliati alla mafia, a volte in alcune città del sud stringono anche accordi con i clan, con le cosche, in altre agiscono in modo autonomo, facendo leva solo sui legami con i connazionali. La differenza rispetto alla mafia italiana è che i nigeriani esaltano la componente mistico-religiosa».
«Significa che usano forme di violenza legate ai loro riti, in una sorta di vincolo associativo che resta saldo tra le famiglie di origine e quelle delle persone che gestiscono qui in Italia. Un esempio sono le prostitute nigeriane: per ottenere la loro obbedienza vengono ricattate anche con argomentazioni di tipo mistico. Ad ogni modo, per chiarezza va detto, fanno tutto tra di loro».
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13310256/pamela-mastropietro-macerata-generale-dia-antonio-basilicata-mafia-nigeriana-black-axe-come-colpisce-ammazza.html