sabato 10 febbraio 2018

Lo scandalo del silenzio di tutti, media cattolici compresi, intorno al processo per diffamazione contro Danilo Quinto

Riprendiamo da Stilum Curiae.

Nei prossimi giorni, intorno al 22 febbraio, se le informazioni che abbiamo sono giuste, un collega pubblicista, Danilo Quinto, verrà giudicato in tribunale con l’accusa di diffamazione. Danilo Quinto è stato nel Partito Radicale dal 1986, ne è stato il tesoriere, lavorando fianco a fianco con Marco Pannella. Poi ha avuto il torto enorme di incontrare una donna, di farsene convertire al cattolicesimo, e di sposarla.
Ha raccontato la sua storia in un libro, “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, per i tipi di Fede e Cultura. In questo libro, secondo quanto racconta in un suo articolo Gianluca Venanzi su “L’Intraprendente”  “che il gruppo dirigente radicale di cui aveva fatto parte era «acefalo», e che un membro di quel gruppo dirigente veniva definito «servo sciocco». Entrambe le espressioni erano peraltro scritte in corsivo, quasi a indicare la loro valenza metaforica. Ma ciò che più colpisce è che non si tratta certo di insulti ingiuriosi, al più di pareri che attengono la libertà di opinione del singolo e non possono essere sottoposti a censura né tanto meno a condanna”.

Ed è questo, oltre all’interesse umano per un percorso così tormentato e complesso, e sicuramente, visti i prezzi materiali che Quinto subisce, profondo e sincero, che dovrebbe destare l’interesse del pubblico, e soprattutto di chi fa informazione. Nel 2018 in Italia è possibile dover subire un processo per aver scritto frasi del genere, e forse anche essere condannati, quando ogni giorno sui giornali, sui social e in televisione siamo testimoni di accuse a attacchi di ben altra gravità? Purtroppo temiamo di essere buoni profeti se diciamo che i mass media mainstream, quelli che si stracciano le vesti su ogni ombra di –ismo possibile, specialmente se di realtà assai flebile, non se ne occuperanno; e certamente non in maniera critica, dal momento che la controparte è l’area Radicale, che come sappiamo ha permeato giornali, classe politica e ha allungato le sue propaggini anche sotto il Cupolone. Così come tacerà certamente – speriamo di sbagliarci – l’Ordine dei Giornalisti, che ben dovrebbe riconoscere in accuse del genere un serio attentato alla libertà di espressione e opinione.

Speriamo – e anche qui siamo purtroppo sicuri di sbagliarci – che i cattolici non tacciano. Perché è vero che Danilo Quinto è un uomo scomodo, pieno di spigoli, e che non risparmia le sue critiche alla Chiesa attuale, e anche al Pontefice; tanto che l’agenzia di stampa dei vescovi, quelli a cui affidiamo il nostro 8 per mille ha troncato la sua collaborazione, di cui aveva bisogno per vivere, a causa delle sue posizioni e dei suoi giudizi. L’usuale misericordia della Chiesa dei nostri giorni, e di quella italiana in particolare. D’altronde in una Chiesa in cui il Pontefice considera una “grande italiana” la maggiore abortista del Paese, e un alto prelato elogia altamente lo spirito di Marco Pannella, per non parlare della contiguità del vertice CEI con il partito al governo, è chiaro che Danilo Quinto, così integrale, sì sì –no no, così poco dialogante, crea imbarazzo. Però la sua testimonianza è importante e sincera e va difesa. Perché, torniamo a ripeterlo, è in gioco la libertà di espressione e di opinione.

Per sapere qualche cosa di più su questo personaggio, e le sue vicende, vi consigliamo di leggere qui. Le coordinate bancarie aggiornate sono le seguenti:
Lidia Tamburrino - Unicredit - IBAN IT 69 M 02008 67171 000401223296
- Bic/swift UNCRITM1NR3 - Causale: donazione

5 commenti:

irina ha detto...

Testimonianza Jim Caviezel- Servono guerrieri come S.Paolo

https://www.youtube.com/watch?v=VogCu3J9x58

Anonimo ha detto...


Se c'è un'istituzione che andrebbe abolita, questa è l'Ordine dei Giornalisti.
Fu istituito dal Fascismo e aveva un senso nel regime di controllo e censura
della stampa inaugurato da quel Governo.
Ma la Democrazia, che garantisce nella Costituzine la libertà di espressione, non avrebbe
dovuto abolirlo, quell'Ordine? Quasi i giornalisti fossero da considerarsi come i medici, gli avvocati etc.
L'Ordine è stato mantenuto ed usato come strumento di potere da parte dei soliti noti.
Giornalista è chi scrive su giornali e riviste, sia iscritto o no ad un "Ordine dei giornalisti" o "pubblicisti" che dir si voglia.
Z.

Anonimo ha detto...

Sapete.che per accedervi basta la.terza media?

viandante ha detto...

Tutta la mia solidarietà a Danilo Quinto e che il Signore lo assista in questa sua battaglia.

In genere gli ordini hanno lo scopo di difendere gli interessi di determinate categorie. È necessario ricordare che per interessi si intende anzitutto quelli finanziari e di parte con poco o nessun riguardo per l'etica e per l'interesse comune?

Marisa ha detto...

Mi associo alla solidarietà!