domenica 9 maggio 2021

Lilla, spaventoso incendio in una chiesa. Chi attacca i luoghi della cristianità in Francia?

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Un incendio è scoppiato ieri sera [3 maggio], attorno alle 20, nella chiesa cattolica di Saint-Pierre-Saint-Paul nel centro di Lilla, in Francia.

Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco ma i danni sono purtroppo rilevanti, in particolare al tetto della struttura religiosa. “Non ci sono rischi di crollo”, segnalano i pompieri. Il prefetto di Hauts-de-France ha parlato di una “possibile origine accidentale”, rilevando che l’incendio “è partito dalla sacrestia, che era chiusa” ed “è adiacente al contatore elettrico” della chiesa. Restano però diversi dubbi al riguardo, in attesa dell’apertura di un’apposita inchiesta giudiziaria.

Costruita in mattoni rossi in stile neoromanico, la chiesa di Saint-Pierre-Saint-Paul risale al XIX secolo. Recentemente però è “stata completamente ristrutturata, i lavori sono stati completati lo scorso luglio“, fa notare il sindaco di Lilla, Martine Aubry. Lavori che includevano “un aggiornamento agli standard elettrici“, spiega l’arcivescovo Laurent Ulrich, specificando che la sacrestia era “ben chiusa” dal tardo pomeriggio.

Francia, il mistero delle chiese bruciate

Fin qui la cronaca, che non spiega tutto. Perché in Francia in meno di tre anni sono state colpite da incendi più di 20 chiese. Di questi, come appurato dalle inchieste effettuate dalla magistrato, sono stati 15 quelli di origine dolosa. Dunque nella gran parte dei casi qualcuno ha appiccato il fuoco, ovvero ha volontariamente cercato di mandare in fumo edifici religiosi cattolici. E sì, tutti ricorderanno la drammatica distruzione della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, ma altri mirabili esempi dell’architettura religiosa francese hanno subito danni incalcolabili. Ne citiamo tre a titolo esemplificativo: la cattedrale di Nantes, la chiesa Santa Brigida a Plappeville e la chiesa di San Giacomo a Grenoble. Lo scorso anno un rapporto stilato dall’Osservatorio del Patrimonio Religioso (Opr) transalpino, evidenziava i principali danni causati a queste strutture.

È quindi inevitabile chiedersi: chi e perché attacca i luoghi della cristianità in Francia? Un’inchiesta del Sun ha rivelato che soltanto nel 2018 in Francia vennero vandalizzati 59 cimiteri e 875 chiese. Proprio il 2018 è stato forse l’anno più terrificante, con il ministero dell’Interno transalpino che recensì 1.063 “fatti anticristiani”: una media di 3 al giorno. Di questi il 98% contro beni materiali, tra chiese vandalizzate, danni a croci ed edicole votive, nonché cimiteri profanati. In pochissimi casi però sono stati trovati i responsabili. Soprattutto per quanto riguarda le chiese bruciate permane il mistero: chi e perché prova a distruggerle? (Eugenio Palazzini - Fonte)

12 commenti:

Anonimo ha detto...


Vanno una dopo l'altra a fuoco le chiese profanate dalla pseudocattolica Messa
del Novus Ordo -
È iniziato un Sabba infernale, che demolisce anche i nostri
simboli più cari,
Dio lo permette, ci guarda in silenzio,
Sempre più irato nei nostri confronti

Anonimo ha detto...

https://www.totalitarismo.blog/dialogo-tra-ecclesia-e-sinagoga-malediciamo-il-cristianesimo-tre-volte-al-giorno/

Anonimo ha detto...


La distruzione delle chiese e il vandalismo contro statue e luoghi di culto,
cosa ci ricorda?

Ci ricorda la feroce persecuzione anticattolica scatenatasi in Spagna, con la Repubblica, parte essenziale dell'anarchia sanguinaria instaurata dalle Sinistre, soprattutto anarchiche, contro la quale fu inevitabile la rivolta militare del luglio del 1936, per ristabilire un vivere civile.
Alle devastazioni e agli incendi, seguirono le uccisioni, i massacri. Ancora non ci siamo, qui in Europa, ma l'atmosfera che sta montando è quella.
Ancora esiste, credo, il giornale La Vanguardia, a Barcellona la rossa. Nel 1936 ne La Vanguardia di allora, anarchici, comunisti e socialisti, si vantavano di aver distrutto la religione cattolica chiesa per chiesa, altare per altare, convento per convento (6832 furono alla fine i religiosi di ambo i sessi trucidati dai Rossi, spesso nel modo più barbaro). Il famoso leader anarchico Andrés Nin, poi assassinato dai comunisti, proprio su La Vanguardia, il 6 agosto 1936 scriveva: "La classe operaia ha risolto il problema della Chiesa semplicemente non lasciandone in piedi neppure una." In un comizio dell'8 agosto successivo ribadiva il concetto: "Il problema della Chiesa ...noi lo abbiamo risolto completamente, andando alla radice; abbiamo soppresso i sacerdoti, le chiese e il culto." IL 20 luglio 1936, tre giorni dopo lo alzamiento dei generali nazionali, Radio Barcellona (la città era in mano alla Sinistra) enunciava questo programma come soluzione finale della questione religiosa: "È necessario distruggere la Chiesa e tutto ciò che ha un rapporto cone essa. Che importa che le chiese siano monumenti dell'arte? Il buon miliziano non si fermerà di fronte ad esse." (V. Mattioli, Massoneria e comunismo contro la Chiesa in Spagna, 1931-1939, Effedieffe, Milano, 2000, pp. 116-1117; 119-120.)
Nella persecuzione attuale le componenti si ispirano ad un'ideologia di sinistra integrata dall'odio anticristiano di femministe e mondo lgtb, di estremisti mussulmani.
H.

Anonimo ha detto...

Quelli che fanno paura sono i musulmani,non solo gli estremisti ma tutti i musulmani ,gli altri contano ben poco.Anche la sinistra ,ormai passati i tempi che comandava nelle piazze ,ora si affida ai centri sociali per boicottare le manifestazioni degli avversari.E' un periodo brutto in tutti i sensi ,sembra la tregua prima della tempesta.Negli ultimi decenni hanno talmente pompato lo spauracchio del razzismo che ogni delinquente straniero,giunto in Italia clandestinamente,alla richiesta di esibire il biglietto sui mezzi pubblici o al sequestro di droga destinata allo spaccio si sente vittima del razzismo degli italiani.

Anonimo ha detto...

In fondo il termine "Europa" è una formula sintetica per descrivere il ritardo con cui il continente risolse il problema delle guerre religiose. Spagna (dove fino alla prima metà del '900 si parlava di "Europa" più o meno come in Inghilterra: un oltre) e Inghilterra (e poi gli USA) seguirono percorsi autonomi che ne segnarono l'identità. Oggi l'Unione Europea si prefigge il completamento dell'opera iniziata: l'eliminazione della religione e della libertà. L'esordio di Zapatero in Spagna è stato il primo movimento, e forse proprio in Spagna si gioca la partita più importante, anche se tutto ciò che vi accade viene gabellato per un "normale processo democratico" e di modernizzazione.
(Andrea Sandri)

Anonimo ha detto...

Ho due amici francesi, più uno che divenuto tale "via Legione Straniera": uno di loro mi ha detto già dopo Notre Dame di cercare persone che di solito tengono un asciugamano in testa.
Non ci ho messo più di un quarto d'ora per accettare che intendesse... quelli... ehm.

E sorvolo sui particolari tecnici che mi aveva spiegato.

Anonimo ha detto...

Poi dicono che il problema è l'islamofobia...

Anonimo ha detto...

“Vi siete arresi agli islamisti senza reagire e la Francia rischia la guerra civile”. Dopo i generali, 2000 militari scrivono al governo. Terzo appello dai ranghi dell'esercito firmato da 110.000 cittadini in pochi giorni. Il paese è sul bordo del precipizio. “Sapete benissimo quello che sta succedendo. Agite o ci sarà un crollo..."

Anonimo ha detto...

Si arriva a questi punti solo guidati dal vecchio delirio di onnipotenza.

Anonimo ha detto...

Ancora tintinnio di sciabole in Francia.
Gli autori della lettera del 9 maggio condividono in toto il contenuto dell’epistola del 21 aprile, scrivendo anch’essi del concreto rischio di una guerra civile; i numeri relativi a demografia, narco-banditismo, radicalizzazione e quartieri sottomessi al volere di jihadisti e crimine organizzato, giustificano ampiamente i timori e l’irrequietezza delle forze armate. Non è che la situazione italiana sia molto diversa, ad essere diversi sono i nostri militari: da noi vanno coi blindati a chiudere le pasticcerie.

Anonimo ha detto...


Gli appelli dei militari in Francia.

Negli USA da decenni in certe città (come New York e Los Angeles) la polizia e i cittadini per bene non possono entrare in certi quartieri, in prevalenza neri, dominati dal narco-banditismo et similia.

Il governo in Francia dovrebbe intervenire per ristabilire l'ordine. Il che significherebbe, a voler far sul serio, combattimenti cruenti contro le bande, affidati in prevalenza a reparti scelti dell'esercito, i quali non avrebbero troppi problemi a sterminarle. Ma figuriamoci se un governo come l'attuale è capace di un'iniziativa del genere. Ma a livello più profondo, per combattere il calo demografico bisognerebbe da un lato modificare il sistema produttivo, l'economia, almeno in parte, dall'altro battere in breccia il femminismo, con tutte le sue nefaste conseguenze, una delle cause principali dell'attuale crollo demografico. Ma le idee sbagliate della maggioranza odierna delle donne, non le cambi certo a colpi di (ipotetici) decreti legge.
La legge, ossia l'intervento dell'esecutivo, aiuterebbe tuttavia, se cominciasse a demolire il "contorno": separazione tra maschi e femmine nelle scuole; eliminazione di tutti i siti pornografici; estirpazione dello spaccio di droga; proibizione alle donne di fare certe attività (il militare, sport di squadra, etc, il campo è vasto).

Il caso di Madrid ha detto...

Si potrebbero proporre tante altre considerazioni sui risultati delle elezioni della Comunità di Madrid. Una considerazione conclusiva però non possiamo tacerla: il voto di Madrid è anche un messaggio indiretto a quella parte di gerarchia della Chiesa spagnola (in genere nominata da papa Francesco) che dell’inciucio fa il suo catechismo. Il voto di Madrid è stato di una chiarezza cristallina: due Spagne – due visioni molto diverse tra loro – si sono confrontate con vigore. Una ha vinto, l’altra ha perso. Della terza Spagna, inciuciante, invece si sono perse le tracce: non pervenuta. Che si sia asserragliata in qualche Curia?