Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 14 febbraio 2018

Oggi inizia il tempo di Quaresima: una palestra per l'anima e per il corpo

«Il cristiano anche negli altri tempi dell’anno deve essere fervoroso nelle preghiere, nei digiuni e nelle elemosine. Tuttavia questo tempo solenne deve stimolare anche coloro che negli altri giorni sono pigri in queste cose. Ma anche quelli che negli altri giorni sono solleciti nel fare queste opere buone, ora le debbono compiere con più fervore. La vita che trascorriamo in questo mondo è il tempo della nostra umiltà ed è simboleggiata da questi giorni nei quali il Cristo Signore, il quale ha sofferto morendo per noi una volta per sempre, sembra che ritorni ogni anno a soffrire. Infatti ciò che è stato fatto una sola volta per sempre, perché la nostra vita si rinnovasse, lo si celebra tutti gli anni per richiamarlo alla memoria. Se pertanto dobbiamo essere umili di cuore con tutta la forza di una pietà assolutamente verace per tutto il tempo di questo nostro pellegrinaggio, durante il quale viviamo in mezzo a tentazioni: quanto più dobbiamo esserlo in questi giorni nei quali non solo, vivendo, stiamo trascorrendo questo tempo della nostra umiltà, ma lo simboleggiamo anche con un’apposita celebrazione? L’umiltà di Cristo ci ha insegnato ad essere umili: nella morte infatti si sottomise ai peccatori; la glorificazione di Cristo glorifica anche noi: con la risurrezione infatti ha preceduto i suoi fedeli. Se noi siamo morti con lui ‒ dice l’Apostolo ‒ vivremo pure con lui; se perseveriamo, regneremo anche insieme con lui (2 Tim. 2, 11. 12)» (Sant’Agostino, Sermoni, 206, 1).

Dalla Liturgia del mercoledì delle Ceneri

Resurrection - il sequel di Passion di Mel Gibson - un'opinione dai Fratelli Maggiori

Nostra traduzione di un articolo di S. Feder apparso sul mensile ebraico americano The Forward.

Mel Gibson sta facendo Passion 2. Ecco perché dovreste preoccuparvi.

Era stato un fenomeno culturale che aveva rastrellato 600 milioni di dollari nei cinema ed è tuttora il film con restrizioni [ndt: in USA vietato ai minori di 17 anni se non accompagnati] che ha più incassato in tutti i tempi. Anni dopo la gente ancora si chiede quanto sia stato antisemitico Passion. Mel Gibson, la star che ha guidato il film alla sua sanguinolenta e sadomasochistica conclusione, è noto per aver rifiutato di assumere qualsiasi consulente ebreo per supervisionare il film. Gli ebrei di Passion assaporano la loro crudeltà, scalciando Gesù quando è a terra, mentre i romani nel film vengono mostrati avere occasionalmente compassione verso Gesù. C'era stata preoccupazione su come ciò avrebbe influito sulle relazioni interreligiose, costernazione sul fatto che il film perpetuava l'idea antisemita che gli ebrei hanno ucciso Gesù, e un'intera pagina sul sito della Anti-Defamation League di domande e risposte sul caso.

martedì 13 febbraio 2018

Cattolici di Hong Kong ai vescovi del mondo: Fermate il possibile accordo fra Cina e Santa Sede. E l'esemplare parresìa del Cardinale Zen

1. «Un errore deplorevole e irreversibile»: un gruppo di personalità cattoliche di Hong Kong così definisce il possibile accordo tra Cina e Santa Sede sulla nomina dei vescovi, che alcuni media danno come «imminente». E indirizza ai vescovi di tutto mondo una lettera aperta perché chiedano alla Santa Sede di fermare l’accordo reimpostandolo con precise garanzie.
2. Di seguito la risposta del Card. Zen all’intervista del Card. Parolin a La Stampa riassumibile in poche parole: Non sono ancora riuscito a capire per che cosa dialogano con la Cina. Notevole per la riaffermazione della vera unità, del vero dialogo e sostanzialmente della verità che appartiene all'autentica Cattolicità. Richiamo l'attenzione sulle frasi in corsivo (che sono nel testo originale) ognuna delle quali ma anche messe insieme, rispecchiano la situazione della Chiesa non solo in Cina. Scioccante, tuttavia, il riferimento all'opzione del possibile "ritiro a vita monastica"...
I precedenti, nel blog, nell'ordine dal più recente: quiqui - qui - qui - qui - qui.

Cattolici di Hong Kong ai vescovi del mondo: Fermate il possibile accordo fra Cina e Santa Sede
Accademici, avvocati, attivisti per i diritti umani chiedono che la Santa Sede esiga più garanzie di libertà nelle nomine dei vescovi e per la libertà religiosa nel Paese. Scetticismo verso la Cina di Xi Jinping. “Affrettarsi per un risultato immediato, facendo un passo falso, può portare a un fallimento totale”.

L'opinione dei cattolici americani su Bergoglio. Accenno al Convegno del 7 aprile

Riprendiamo di seguito un'intervista importante al vaticanista Edward Pentin perché conferma quanto serpeggia anche nel cattolicesimo statunitense e accenna al Convegno di Roma del 7 aprile [qui - qui]

Edward Pentin è il corrispondente da Roma del National Catholic Register. Un quotidiano che genericamente viene definito “liberal” e che, in ogni caso, rappresenta una voce importante del cattolicesimo americano. In questa intervista esclusiva, Pentin analizza, dal suo punto di vista e da quello degli americani, il rapporto tra i cattolici statunitensi e Papa Bergoglio. 

Il suo giornale è stato particolarmente attento sul “caso Barros”. Come ritiene sia stata la “gestione” di questa vicenda?
Caotico. Il problema è l’incoerenza del Papa nel trattare i casi di abuso: da un lato si è mostrato impegnato a implementare nuove strutture per combattere il crimine, ma dall’altro ha favorito amici o amici di amici – cardinali, vescovi e sacerdoti – che hanno coperto in funzione di abusi o commesso abusi stessi. Il caso del vescovo Barros è solo un altro esempio di una tendenza provata”.

Domenica 25 febbraio, ore 19. Ardente preghiera, nell'imminenza del voto, perché l'Italia non cada di nuovo nelle mani dei nemici della Chiesa.

Segnaliamo questa bella iniziativa indetta dai 'nostri' fedeli di S. Simon Piccolo a Venezia, una "campagna elettorale di preghiera" perché il Signore ci dia la grazia di avere un prossimo governo che non promuova le ideologie anticristiane, ma viceversa difenda la famiglia e i valori non negoziabili. Non vuol essere un'opera di sostegno a nessun partito politico nello specifico, ma vuole essere un'ardente supplica a Nostro Signore Domineiddio perché l'Italia non cada di nuovo nelle mani dei nemici della Chiesa. Ciascuno partecipi come può a questa campagna, tenendo conto che:
  1. Nostro Signore ha detto 'picchiate e vi sarà aperto, chiedete e vi sarà dato'.
  2. Lo scopo è chiedere un governo migliore fra tutti quelli possibili, non un governo specifico, ma uno che (nella peggiore delle ipotesi) non sia anticristiano, o (nella migliore) difenda i valori fondamentali.
  3. Con grande fede nell'onnipotenza della Provvidenza divina.
  4. Scopo di tale campagna è anche la conversione dei politici peccatori e persecutori della Chiesa.
A coronamento, proponiamo a tutti i cristiani italiani di buona volontà di unirsi al S. Rosario indetto dai fedeli veneziani, uniti in quest'ardente supplica alla Santissima Trinità, un Rosario recitato in diretta o se preferite in simultanea domenica 25 febbraio alle ore 19.00. Il nostro caro Padre Joseph, qualche minuto prima, impartirà su di noi una breve ma particolare e Paterna Benedizione. Ad majorem Dei gloriam!

Mentre vi rimando a questo link per il Comunicato dei fedeli si San Simeon piccolo, pubblico di seguito la Preghiera che, insieme al Santo Rosario, innalzeremo al Cielo in unione di mente cuore e spirito.

lunedì 12 febbraio 2018

“Soffrire nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa”

Una preziosa esortazione che non esclude, ma precede, il nostro impegno nel denunciare gli errori, riaffermare le verità di fede calpestate o oltrepassate, proporre testi formativi e di approfondimento. Anche il nostro è un soffrire e offrire, oltre alle sofferenze personali, anche i talenti. C'è, poi, una sofferenza silenziosa che non è nominalismo ma è una chiamata ancor più forte...

 “Come facciamo a sanare queste piaghe? A far crescere la Chiesa? C’è un solo sistema: cura la tua santificazione, fai in modo di far parte di quelle membra risplendenti di luce, che ricreano quel Capo e gli ridanno tantissima gloria. Fai in modo che Gesù, guardando te, possa essere un minimo consolato e al tempo stesso, per quelle membra che stanno rovinate, riparato. E poi soffrendo con Gesù lo preghi per queste membra. L’atteggiamento della sofferenza silenziosa, orante e riparante, soffrire con la Chiesa considerando quelle sofferenze mie, cioè il fratello che pecca, che scandalizza, ancora di più se fosse un religioso o un membro dell’ordine sacerdotale, è una cosa che riguarda anche me, soffro con lui. Mi coinvolge e me ne faccio carico come Gesù che ha preso su di sé i peccati degli altri. Non mi tiro fuori. Certo che si soffre. Non è bello vedere queste cose, è un aspetto, una dimensione, non l’unica, della Santa Croce. Allora nella Chiesa si vive così se si vuole interpretare i sentimenti e il cuore del Fondatore e del suo Capo. Soffriamo e ci facciamo carico dei peccati degli altri. (don Leonardo Maria Pompei)

domenica 11 febbraio 2018

Sono passati 5 anni; ma siamo stati catapultati in un'altra era...

Un lettore ci segnala il testo che segue, che riprendo per commemorare l'evento che ricorre oggi, V anniversario della notizia dell'abdicazione di Benedetto XVI propedeutica al suo allontanamento dal Soglio [11 febbraio qui - 28 febbraio qui - qui - qui].
Il testo è toccante, ma restano le perplessità connesse col motivo dell'abdicazione, tutto incentrato sui limiti umani, come se nell'esercizio della sua alta funzione, d'istituzione divina, il Papa non fosse assistito dal Soprannaturale. Tra l'altro questo dato apre la porta a una serie di conseguenze che purtroppo si stanno già rivelando. Il vero e serio problema che si evidenzia è proprio il vulnus del primato petrino e della sua integrità, comunque messa in discussione proprio da una interpretazione progressista e 'moderna' dell'atto di rinuncia dalla potestà primaziale, che non è una qualunque funzione amministrativa... Il nocciolo della questione nasce dalla tesi, quanto meno ardita, del munus petrino 'dimidiato' per effetto della impropria e improvvida scissione del Ministero attivo da quello contemplativo esercitato nel 'recinto di Pietro' che così non è tanto un 'luogo' geografico quanto un luogo teologico dal quale Benedetto XVI continuerebbe ad esercitare il Ministero spirituale, mentre ha deposto la potestà di governo universale. Il tutto ha provocato una congerie di dubbi tuttora irrisolti e di riflessioni consultabili negli articoli pubblicati sul blog [indice qui], che mostrano in diretta il dipanarsi dell'inedita vicenda dei 'due Papi' con tutte le anomalie all'insegna dell'ambiguità nonché della carenza di motivazioni teologiche e canoniche in rapporto alla figura del 'papa emerito'. (M. G.)

Un legame misterioso tra Bernadette e Ratzinger

"Posso solo dire a riguardo che, nel lento scemare delle forze fisiche, interiormente sono in pellegrinaggio verso Casa". (citazione dalla Lettera a La Repubblica di cui all'immagine a lato)
Poco tempo e spazio per meditare queste brevi parole che hanno commosso tanti, scritte da colui che - misteriosamente - ha detto di sé stesso di essere 'l'ultimo papa del vecchio mondo' e, contestualmente, il 'primo del nuovo'. [relazione mons. Georg Ganswein qui ; nostre considerazioni qui - qui]

Cinque anni dopo la 'rinuncia' all'esercizio del Ministero di Pietro -altra sfumatura sottile e misteriosa- continuiamo a chiederci il senso profondo di quel passo dietro le quinte della storia, di quel appartarsi, pur rimanendo dentro il recinto vaticano... 

Un senso, mi pare, stia nella data scelta: l'11 febbraio, che evoca Lourdes e, sopratutto, la sua protagonista. Che evoca il dolore della malattia che martirizzò la veggente dei Pirenei, Bernadette. 

Il suo giorno, nel canone dei santi, è quel 16 aprile che ha visto i natali di Joseph Ratzinger: ed il filo rosso appare così evidente, chiaro.

Storia: 89 anni fa , 11 febbraio 1929, la ‘Conciliazione’ tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica

Oggi, 11 febbraio, pubblichiamo un breve testo di Paolo Pasqualucci, a ricordo della Conciliazione, nota anche come Patti Lateranensi, che dal 1929 sancisce i termini del mutuo riconoscimento tra Regno d'Italia e la Santa Sede e delle regolari relazioni bilaterali tuttora vigenti. Ci sembra doveroso, visto che non ne parla più nessuno.

Fino agli anni Settanta circa del secolo scorso l’11 febbraio era festa nazionale.  Oggi, l’evento non solo non si celebra ma sembra esser caduto del tutto in oblìo.  Si è trattato di un fatto storico assai importante per il nostro Paese e, indirettamente, anche per il resto della cattolicità.  Finiva la grave tensione, che durava dal 1870, tra la Chiesa e lo Stato unitario italiano, dopo che quest’ultimo aveva tolto con la forza alla Chiesa il potere temporale e, pur nel mantenimento della religione cattolica quale unica religione ufficiale dello Stato, aveva introdotto leggi eversive dei beni ecclesiastici e il matrimonio civile (fallì, invece, anche per l’opposizione del Re, il tentativo di introdurre il divorzio).  La Chiesa cessava di rivendicare la restituzione del dominio temporale di un tempo, mettendo una pietra sopra il passato e riconoscendo lo Stato italiano.

Un vescovo di Curia esalta la Cina e crea imbarazzo nella Chiesa - George Weigel

Nella nostra traduzione da National Review del 7 febbraio scorso, riprendiamo il giudizio duro e inequivocabile espresso dallo scrittore George Weigel, amico e biografo di Giovanni Paolo II sui recenti sviluppi dei rapporti Cina/Vaticano e della situazione dei cattolici cinesi. Giudizio che si aggiunge ai noti precedenti. Nell'ordine: qui - quiqui - qui - qui.

Malgrado l'attenzione dei media e l'interesse della blogosfera, il vescovo argentino Marcelo Sanchez Sorondo (75 anni), consulente di varie accademie pontificie, svolge un piccolo ruolo di punta nell'attuale dramma di un Vaticano che sia amici che critici considerano sempre più disfunzionale. Eppure, quando qualcuno con la sua relativa irrilevanza annuncia che "in questo momento, i cinesi sono coloro che meglio stanno attuando la dottrina sociale della Chiesa", la disfunzione acquista un forte rilievo e si impone una correzione del caso.

La dottrina sociale cattolica si basa su quattro principi fondamentali: 
  • la dignità inviolabile e il valore di ogni persona umana,
  • la responsabilità di tutti di esercitare i propri diritti in modi che contribuiscano al bene comune,
  • l'importanza del pluralismo sociale e della società civile (e quindi il rifiuto del totalitarismo), 
  • l'imperativo della solidarietà (la virtù dell'amicizia civica che tiene insieme le società libere). 
Questi principi hanno contribuito a plasmare la rivoluzione di coscienza che ha preceduto e reso possibile la rivoluzione politica del 1989 nell'Europa centrale e orientale. Questi principi erano in gioco anche nelle trasformazioni democratiche dell'America latina e dell'Asia orientale negli ultimi decenni del XX secolo. Questi principi rimangono oggi il nucleo della dottrina sociale della Chiesa.

sabato 10 febbraio 2018

Lo scandalo del silenzio di tutti, media cattolici compresi, intorno al processo per diffamazione contro Danilo Quinto

Riprendiamo da Stilum Curiae.

Nei prossimi giorni, intorno al 22 febbraio, se le informazioni che abbiamo sono giuste, un collega pubblicista, Danilo Quinto, verrà giudicato in tribunale con l’accusa di diffamazione. Danilo Quinto è stato nel Partito Radicale dal 1986, ne è stato il tesoriere, lavorando fianco a fianco con Marco Pannella. Poi ha avuto il torto enorme di incontrare una donna, di farsene convertire al cattolicesimo, e di sposarla.
Ha raccontato la sua storia in un libro, “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, per i tipi di Fede e Cultura. In questo libro, secondo quanto racconta in un suo articolo Gianluca Venanzi su “L’Intraprendente”  “che il gruppo dirigente radicale di cui aveva fatto parte era «acefalo», e che un membro di quel gruppo dirigente veniva definito «servo sciocco». Entrambe le espressioni erano peraltro scritte in corsivo, quasi a indicare la loro valenza metaforica. Ma ciò che più colpisce è che non si tratta certo di insulti ingiuriosi, al più di pareri che attengono la libertà di opinione del singolo e non possono essere sottoposti a censura né tanto meno a condanna”.