lunedì 13 ottobre 2014

Lettera aperta di un Vescovo cattolico

Dal Blog La fede dei nostri padri [qui]. Da non lasciar passare sotto silenzio. Il grassetto è mio; ma in realtà ogni parola avrebbe dovuto essere evidenziata, perché ha lo spessore della verità e della Fede che professiamo.

Quella che segue è una lettera di Mons. Livieres, il Vescovo di Ciudad d'Este (Paraguay) rimosso da Papa Francesco un paio di settimane fa, subito dopo l'arresto di un altro Vescovo accusato di pedofilia, al punto che su tutti i giornali le due cose sono state indebitamente associate, come facenti parte di una medesima azione di "pulizia" intrapresa dal Papa. In realtà le cose sono andate un po' diversamente da come pubblicizzato dalla stampa. [qui - qui - qui]
La lettera che segue è stata pubblicata da un sito spagnolo [qui] e poi ripresa da Corrispondenza romana. Noi offriamo una traduzione senza pretese (e con qualche probabile errore) per venire incontro a chi lo spagnolo non lo legge. Si tratta dell'ennesimo atto di grande chiarezza e coraggio di questo vero Pastore cattolico.
Nella Messa di apertura del Sinodo straordinario sulla famiglia, Papa Francesco ha chiamato i vescovi a collaborare con il piano di Dio e formare così un popolo santo. Offro queste riflessioni con il desiderio di servire il Papa nella migliore maniera che posso.
La Chiesa, fondata sulla roccia Di Pietro, si attende dal sinodo la promozione della famiglia cristiana. Tuttavia, quello che la Bibbia chiama "il mondo" ha delle aspettative molto chiare: i mass media ripetono ogni giorno perché la Chiesa "sia al passo coi tempi". Un eufemismo per esigere che benedica, e non condanni  le deviazioni morali ogni giorno più frequenti, tra le altre ragioni, anche a causa della promozione sistematica da parte della stampa e dell'industria dell'intrattenimento.
La Chiesa senza dubbio non fu stabilita per sanzionare quello che il mondo pretende, bensì per insegnarci quello che Dio desidera da noi e accompagnarci nel cammino della santità. Perché è nella volontà di Dio, il quale tutto conosce e non può ingannarsi né ingannarci, dove noi incontriamo la vera pace e felicità. Né la dottrina della Fede, né la pratica pastorale - conseguenza di questa dottrina - sono il risultato di un consenso di preti, fosse anche di cardinali o vescovi.
Già sin dai primi tempi del cristianesimo, gli apostoli e i loro successori subirono pressioni da parte di potenti élites religiose e politiche perché modificassero la verità e la missione evangelica che avevano ricevuto da Cristo. Però, invece di inchinarsi davanti ad altri dei, essi ci hanno lasciato una testimonianza di fedeltà incondizionata alla verità, spargendo il loro sangue. Perché "bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini". In questi giorni mi consola pensare all'esempio di Sant'Attanasio. Fu esiliato dalla sua diocesi non una, ma cinque volte, a causa delle macchinazioni dei suoi fratelli vescovi ariani, con i quali egli non era "in comunione", precisamente perché voleva promuovere "la fede cattolica e apostolica", come dice la Preghiera eucaristica I, o Canone Romano.
Benedire e accettare "quello che il mondo desidera" non è né misericordia, né amore pastorale. Piuttosto è pigrizia e comodità, perché vorrebbe dire rinunciare a evangelizzare ed educare. E sarebbe rispetto umano, perché ci importerebbe di più quel che si dice piuttosto che redarguire profeticamente in obbedienza a Dio. Già San Benedetto riassumeva, in un'altra epoca anch'essa segnata da molta confusione, il principio di vita eterna dell'obbedienza: "Io mi rivolgo personalmente a te, chiunque tu sia, che, avendo deciso di rinunciare alla volontà propria, impugni le fortissime e valorose armi dell’obbedienza…", "… in modo che tu possa tornare attraverso la solerzia dell’obbedienza a Colui dal quale ti sei allontanato per l’ignavia della disobbedienza" (Regola, Prologo).
Dentro la Chiesa, e ultimamente fino ad alcune delle sue più alte sfere, "soffiano venti nuovi" che non sono dello Spirito Santo. Lo stesso Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, tra gli altri, ha criticato l'utopica pretesa di fare mutamenti di fondo nella pratica pastorale senza con questo mutare la dottrina cattolica sopra la famiglia. Senza giudicare le loro intenzioni, che presumo essere le migliori, e con la tristezza di doverli chiamare per nome, giacché sono di pubblico dominio, il Cardinal Kasper e la rivista gesuitica "La Civiltà Cattolica" sono responsabili di promuovere attivamente questa confusione. Quello che prima era proibito come una grave disobbedienza contro la legge di Dio, ora potrebbe ricevere la benedizione nel nome della sua misericordia. Giustificano l'ingiustificabile per mezzo di sottili interpretazioni di testi e fatti storici. Ma coloro che realmente conoscono questa materia hanno ridotto in polvere questi sofismi. Non dimentichiamo quello che ci assicurò il Signore: "il cielo alla terra passeranno, ma le mie parole no non passeranno" (Mt 24, 35).
Approfittiamo dell'opportunità straordinaria che ci è offerta dal sinodo, per riaffermare in modo positivo quello che la Chiesa ha sempre e ovunque creduto sopra la famiglia e che ha messo in pratica nella sua disciplina. E, al medesimo tempo, questo esige da noi di difendere la verità dinanzi a quelli che stanno dividendo e confondendo il popolo di Dio. La situazione è gravissima ed io non sono il primo ad avvertire che disgraziatamente ci troviamo dinanzi il pericolo di un grande scisma. Esattamente ciò che il Signore e la sua Santissima Madre ci hanno predetto in apparizioni riconosciute e approvate dall'autorità della Chiesa.
Dinanzi a coloro i quali piace "disegnare" consensi e manipolare statistiche, come se il popolo di Dio stesse domandando quello che in realtà si vuole imporre con la forza di una autorità abusiva, ricordiamo che la Chiesa non vive né si definisce a partire dalle opinioni degli uomini e dal cambio dei tempi, bensì da ogni parola che esce dalla bocca di Dio. La storia di come si finì per imporre a tutto un popolo cattolico lo scisma della Chiesa d'Inghilterra, insieme con la testimonianza martiriale de san Giovanni Fisher e san Tommaso Moro, sono una lezione che oggi vale la pena approfondire.
Preghiamo per il Papa, per i cardinali e i vescovi, perché tutti siamo disposti anche a versare il sangue in difesa e per la promozione della famiglia contro le tempeste dell'inganno e all'idolatria della libertà sessuale dell'uomo dinanzi a Dio. No non lasciamoci ingannare né allontaniamoci dalla Fede e dalla pratica morale che Gesù Cristo ci insegnò. Sappiamo che il mondo odiò nostro Signore. Il servitore non può essere da più che il suo maestro. Il mondo ci perseguiterà, anche invocando falsamente il nome di Dio. E gli ecclesiastici che diranno quel che il mondo desidera saranno applauditi e amati, "perché sono dei loro", non di Dio.
Mons. Rogelio Livieres
Vescovo della Chiesa Cattolica

90 commenti:

Turiferario ha detto...

Già, il coro dei laudatori del sinodo è trionfalistico (vedi, fra gli altri, il priore di Bose ieri su La Stampa): la Chiesa si apre, la Chiesa capisce i tempi, e cose di questo tipo. Forse costoro con i loro paraocchi ideologici lo dicono in buona fede, ma la realtà è opposta: per la Chiesa questa sarebbe una resa e un fallimento senza appello, altroché trionfo. Come altrimenti si potrebbe definire una Chiesa che per decenni non riesce a trasmettere ai suoi figli il significato e il valore del matrimonio (e già questo è un grave fallimento, che nessuno sembra ammettere), e poi alla fine non sa far di meglio che accettare le tesi che ha sempre cercato di combattere? Sarebbe una Chiesa sconfitta, impotente, che accetta le cose come vengono. In questi giorni ci stanno bombardando con la storia della donna americana malata che ha deciso per il "suicidio assistito". La ritraggono come un'eroina positiva che ha fatto la scelta giusta. La Chiesa tace. Fra qualche anno forse faranno un sinodo per "aprire" anche al suicidio.

Anonimo ha detto...

Su 'La nuova bussola quotidiana' di stamane segnalo un articolo coraggioso e franco di Riccardo Cascioli sulla tematica della comunione ai divorziati risposati.

Cesare Baronio ha detto...

E' la prima voce coraggiosa che si leva tra le fila dei Vescovi, in modo chiaro ed inequivocabile.

Dico la prima voce perché altre, pur autorevoli, non hanno avuto sinora il coraggio di denunciare le deviazioni gravissime e il nome di chi le persegue, limitandosi o a ricordare solo la dottrina, o a confutare eventi singoli senza inquadrarli in un ben più ampio movimento.

Sentire un Presule che ricorda che bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, e che nomina Sant'Atanasio e i vescovi ariani, è un segnale di grande speranza. Se non altro egli ci mette dinanzi al vero problema dell'ora presente, senza edulcorazioni.

Preghiamo, cari fratelli, perché altri Pastori trovino il coraggio di far fronte comune contro la deriva imposta alla Chiesa di Cristo dai suoi nemici interni ed esterni. Verranno accusati falsamente (vedi emblematicamente il caso specifico), e con essi verremo emarginati anche noi; ma la persecuzione, laddove sopportata in spirito di riparazione e per la maggior gloria di Dio, sarà foriera di grazie e benedizioni, e certamente avrà il merito di mostrare sine glossa chi sta dalla parte di Cristo e chi dalla parte del mondo, chi milita per la causa della Verità e chi si è venduto al Demonio.

Coraggio, eccellentissimi Vescovi: ritrovate la fierezza di mostrarvi veri Pastori! Alzate la voce, ché il Signore vi guiderà e vi proteggerà. E vedrete raccogliersi intorno a voi il consenso di tante anime buone che altro da voi non desiderano se non che difendiate l'onore di Dio e la salvezza del Suo gregge.

viandante ha detto...

Articoli come questi fanno bene al morale.

Certo la situazione non cambia per le parole di un Vescovo ormai dimesso e certamente deboli perché nessuno si sogna di diffonderle con ampio risalto.
Eppure è un segno che forse sta cambiando l'atteggiamento anche in alcuni vescovi e cardinali.
Certo per un vescovo come questo ce ne sono cento che dicono il contrario o quasi.

Eppure per chi è ricettivo, anche una debole voce è importante per farci capire che la vera Chiesa, seppur offuscata e perseguita esiste ancora e non si arrende.

Comunque non illudiamoci, la battaglia è ancora lunga...

Anonimo ha detto...

Questo sì è un parlare da cristiano, bravo mons Rogelio, che Dio la benedica.
Ed anche in futuro non ci faccia mancare la sua saggezza!

RIC ha detto...

Com riferimento al Sinodo, importante analisi di Magiester e intervento di Ruini

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350894

Anonimo ha detto...

Commento di Ruini infarcito di conciliarismo.

RIC ha detto...

per anonimo: ormai per dire no all'accoppiata bergoglio-kasper ci si trincera dietro il conciliarismo. questi sono i tempi che viviamo...

Anonimo ha detto...

Intervista a John-Henry Westen, direttore del sito ‘LifeSiteNews’,
..– Amarezza, confusione, scoraggiamento tra quella maggioranza di cattolici praticanti nordamericani (minoranza tra i cattolici anagrafici) che si battono per vita e famiglia –
...
I miei lettori pensano che non pochi padri sinodali abbiano idee confuse su teologia e pastorale. Giustamente si chiedono: ma si può ammettere alla comunione chi si è sposato, ha divorziato e si è risposato? La risposta della maggioranza dei cattolici praticanti nordamericani è no, non si può.
...
C’è inquietudine tra quella parte di cattolici nordamericani che si battono per la vita e la famiglia?
Sì, molta. C’è smarrimento. C’è amarezza. C’è demotivazione. C’è allarme. Qualcuno è veramente disperato: Ma chi ce lo fa fare di difendere la famiglia come unione indissolubile di uomo e donna, aperta alla procreazione dei figli? Quando si legge e si sente il cardinale Kasper, si può pensare che egli si discosti inequivocabilmente dalla dottrina cattolica. Quando Kasper prospetta l’ammissione dei divorziati risposati alla comunione, parla contro le parole di Gesù nel Vangelo.
...
Nella prima settimana di Sinodo si sono levate voci forti e chiare anche in favore della coerenza con la dottrina cattolica vigente in materia in famiglia…

Possiamo ben dire: Deo gratias per il card. Burke, Deo gratias per l’arcivescovo nigeriano Kaigama, Deo gratias per il vescovo ghanese Osei-Bonsu, ...
D-Lei pensa che in ogni caso le voci citate siano minoritarie?
R-Difficile dirlo, ma è certo che si cerca di emarginare soprattutto il card. Burke, anche se gli si è dato l’incarico di presiedere uno dei circuli minores linguistici.

D-Le Sue previsioni per la seconda settimana di Sinodo?

R-Presumo di essere realista. La confusione è tale sotto il cielo sinodale che è difficile essere ottimisti. Non credo che si riesca quest’anno a parlare con una voce sola, forte e chiara, in modo che ciò possa essere di beneficio per i cattolici e per il mondo, senza tradire o indebolire la dottrina cattolica.

http://www.rossoporpora.org/rubriche/interviste-a-personalita/423-sinodo-parte-dei-cattolici-usa-in-grave-ansia.html

Anonimo ha detto...

quale sarebbe questa fantomatico mix chiamato

"verità di Dio e dell'uomo" ?
Gesù parla chiaro:
"Nessuno è buono, se non Dio soltanto!"

mic ha detto...

Leggo la conclusione di Ruini, che mi pare supponga - giustamente - di negare il matrimonio sacramentale a chi non abbia la fede e vi si accosti solo per convenienza. Ruini parte dal presupposto che in mancanza di fede il matrimonio (sacramentale) sarebbe nullo: supposizione di Ratzinger; il che forse già è dubbio, se è vero che il vincolo appartiene all'ordine naturale (anche se ormai sono in pochi a crederci e dunque a farlo valere. Ma almeno la Chiesa...):

"...È chiaro infatti che essi hanno, come ogni persona, diritto al matrimonio, che contrarrebbero in forma civile. La difficoltà maggiore non sta nel pericolo di compromettere il rapporto tra ordinamento canonico e ordinamento civile: la loro sinergia è già diventata infatti molto debole e problematica, per il progressivo allontanarsi del matrimonio civile da quelli che sono i requisiti essenziali dello stesso matrimonio naturale.

L’impegno dei cristiani e di quanti siano consapevoli dell’importanza umana e sociale della famiglia fondata sul matrimonio dovrebbe piuttosto essere rivolto ad aiutare gli uomini e le donne di oggi a riscoprire il significato di quei requisiti. Essi si fondano nell’ordine della creazione e proprio per questo valgono per ogni tempo e possono concretizzarsi in forme adatte ai tempi più diversi.

Vorrei terminare richiamando l’intenzione comune che anima coloro che stanno intervenendo nel dibattito sinodale: tenere insieme, nella pastorale della famiglia, la verità di Dio e dell’uomo con l’amore misericordioso di Dio per noi, che è il cuore del Vangelo."

Avuto riguardo a tutto il resto, penso che Romano Amerio lo definirebbe anfibologico e circiterista, anche se fa il tentativo di aggiustare il tiro rispetto a certe innovazioni conciliari...

bernardino ha detto...

Dalla lettera di S.Paolo ai
Galati - ammonizione -

Mi meraviglio che così in fretta da Colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. In realtà però non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi oppure un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema. ecc. ecc.

- Troppe volte la Chiesa Cattolica è dovuta ricorrere all'ammonizione di S.Paolo verso gli uomini e verso la Sua gerarchia che deviava dal Vangelo di Cristo;
Oggi è un'altro di quei giorni funesti.
Gridano già con troni trionfalistici e non tengono in alcun conto l'ammonizione di Paolo.
Se qualche voce coraggiosa si alza, viene subito messa a tacere.
A loro piace il mondo ed il potere, e non ammettono che qualcuno si opponga.

mic ha detto...

Il nuovo stile, che vogliono imporre attraverso il sinodo ed è l'emblema della chiesa del nostro tempo: non condannare ciò che è da condannare ma porre domande, così come non convertire ma camminare insieme...

mic ha detto...

L’impegno dei cristiani e di quanti siano consapevoli dell’importanza umana e sociale della famiglia fondata sul matrimonio dovrebbe piuttosto essere rivolto ad aiutare gli uomini e le donne di oggi a riscoprire il significato di quei requisiti.

Punto. Insegnare e formare sui requisiti ma soprattutto sui significati e le ricchezze profonde, che appartengono all'ordine matafisico, purtroppo estromesso. E' questo che deve "rientrare". E, poi, guidare e indicare cos'è vero buono e giusto. Offrire le grazie sacramentali per viverlo a chi lo accoglie. A chi non accoglie non smettere di annunciarlo. Non è facile in questa congerie. Ma purtroppo non siano chiamati a cercare ciò che è facile...

Anonimo ha detto...

«Se la Chiesa vuole cambiare atteggiamento nei confronti degli omosessuali, in realtà deve modificare il proprio atteggiamento nei confronti del sesso in generale. Come posso spiegarlo ai padri sinodali?». Così Geoffrey James Robinson, vescovo emerito della diocesi di Sydney, ha concluso il proprio intervento durante la conferenza teologica...
-----
Questo è giusto l'incipit dell'intervento del vescovo emerito. E' lecito pensare che il contenuto non va certo in direzione della dottrina tradizionale. Infatti ADISTA l'agenzia stampa dei cattolici progressisti lo intitola: LE DIVERSE STRADE DELL’UNICO AMORE.
LA PROPOSTA DEI CRISTIANI LGBT EUROPEI AL SINODO.

http://www.adistaonline.it/

mic ha detto...

Dal quadro generale, antropocentrico e non più teocentrico (la verità dell'uomo insieme a quella di Dio, sullo stesso piano e non derivante dalla Verità dell'uomo-Dio e ad essa subordinata), presente anche nelle acrobazie di Ruini, appare sempre più chiaro ed evidente che è il Concilio lo spartiacque che ha reso tutto non più come prima....

Hilarius Episcopus ha detto...

Peccato che Mons. Livieres sia stato già ufficialmente scaricato dall'Opus Dei...
http://www.lastampa.it/2014/10/11/esteri/vatican-insider/it/sinodo-opus-dei-prende-le-distanze-dal-vescovo-paraguayano-destituito-n7yRJfWHQHHkHgHFCYrccJ/pagina.html
...ma a mio avviso dimostra la malafede di tanti: infatti la lettera non è un attacco diretto al Papa.

Anonimo ha detto...

Ruini ha perfettamente ragione nel presuppore che in mancanza di fede il matrimonio sacramentale sarebbe nullo.
Chi non crede in Dio non può comprendere il perché dell’indissolubilità del matrimonio cattolico. E se non si comprende l’aspetto sacrale del matrimonio non c'è alcun motivo, una volta dissolta l’unione, per rinunciare a ricostruirsi una vita con un’altra persona.
Il vero problema, da sempre noto, è proprio questo: per evitare di far allontanare le persone si cerca in tutti i modi di accontentarle, anche quando sarebbe il caso di pronunciare un bel no netto.
Ma la Chiesa in coscienza può farlo? Può chiudere la porta in faccia a chi bussa?
Io non so rispondere e non vedo onestamente chi possa assumersi una simile responsabilità.
A proposito dell'ordine naturale. Andiamoci piano nel dire che il vincolo appartiene all'ordine naturale.
Come sappiamo e come hanno giustamente segnalato molti vescovi africani, asiatici e dell'Oceania ci sono regioni nelle quali è la poligamia a essere considerata «naturale», così com’è considerato «naturale» ripudiare una moglie che non sia in grado di dare figli o figli maschi. In Melanesia, ad esempio, la famiglia che noi consideriamo «tradizionale» è considerata un modello occidentale poco comprensibile, vista l'esistenza di società matriarcali nelle quali la responsabilità per l'educazione dei bambini è affidata agli zii materni più che al padre biologico.
Si scopre quindi che anche la legge “naturale” tanto naturale non è se deriva anch’essa dalla tradizione delle genti e dei luoghi. Simone

Anonimo ha detto...

Questo santo vescovo firma con: “ ... Vescovo della Chiesa Cattolica” –
Vescovo della Chiesa Cattolica – purtroppo – è un altro (!!!)

Anonimo ha detto...

Nuovo articolo di Tosatti.

SINODO. QUANTO E' LIBERO?
Ci sono segnali che fanno pensare a una soluzione "pilotata" a favore della linea Kasper.

http://www.lastampa.it/2014/10/13/blogs/san-pietro-e-dintorni/sinodo-quanto-libero-zdibS9pLuDOU7X9Kui4RWJ/pagina.html

Josh ha detto...

non nascondo che la citata Adista è per me eretica da praticamente sempre.

"CRISTIANI LGBT"...scusate ma è un assurdo già la formulazione del concetto.
Sappiamo che Gesù per la Sua Grazia chiama a sè persone di tutte i tipi, quindi anche "LGBT".

I quali, SE riconoscono davvero Gesù, come tutti gli altri che hanno creduto sono chiamati alla santificazione, al deporre le opere morte e a rinascere in una vita nuova.
Quindi non dovrebbero più fare "pratiche" LGBT, ed essere cristiani e basta.

Josh ha detto...

@Simone

"Il vero problema, da sempre noto, è proprio questo: per evitare di far allontanare le persone si cerca in tutti i modi di accontentarle, anche quando sarebbe il caso di pronunciare un bel no netto.
Ma la Chiesa in coscienza può farlo? Può chiudere la porta in faccia a chi bussa? "

per esempio la Chiesa negli ultimi decenni, in presenza di coppie che volevano sposarsi in Chiesa, e vedendo che per l'80% dei casi si trattava di coppie di NON CREDENTI di fatto, doveva avere gli attributi di negargli il sacro vincolo.
Non basta certo un corso prematrimoniale di 2-3 settimane basato sulle fumose dottrine postconciliari che benedicono l'uomo nelle proprie voglie, con scomparsa del sacro.

la chiesa non doveva chiudere le porte a chi bussa e non l'ha fatto, poi dipende cosa s'intende con questa espressione. La chiesa è in ascolto pure troppo: chi bussa è accolto quasi sempre (ormai, eccetto chi professa la sana dttrna), è ch edopo aver accolto il peccatore in chiesa lo si vuole CONFERMARE nel peccato invece che invitarlo a ravvedersi e santificarsi per esser salvato.

mic ha detto...

Magistrale articolo di Blondet. Parallelo inquietante. Di certo anch'esso in linea con il NWO.

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=308469&Itemid=145

Josh ha detto...

dal passaggio di Mic poco sopra....

"Dal quadro generale, antropocentrico e non più teocentrico (la verità dell'uomo insieme a quella di Dio, sullo stesso piano e non derivante dalla Verità dell'uomo-Dio e ad essa subordinata)...."

infatti fa specie che, nel neo-antropocentrismo postconciliare, non solo c'è l'inversione antropocentrismo al posto del teocentrismo, ma questo antropocentrismo è sviluppato in inimicizia con con l'azione teandrica di Gesù Cristo.

è l'uomo con
le sue 'voglie' al centro, e non hanno invece colto l'occasione di mettere al centro l'uomo-Dio per ampliare la comprensione di Gesù anche quando era in terra, come modello di comportamento per l'uomo. (unica chiave di lettura dell'uomo in ottica cristiana)

1 Epist. S. Giovanni 2,

"Da questo sappiamo d'averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. [4]Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; [5]ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui.

[6]Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato."

Invece di Cristo modello anche etico per l'uomo, ora c'è l'apertura all'uomo con i suoi desiderata (peraltro condannati plurimi da Scritture, Magistero -fino qualche tempo fa-, Tradizione)

Franco ha detto...

Mons. Livieres puo' parlare a voce alta perche' i ponti sono bruciati alle sue spalle. Ha perso il seggio episcopale, ma non credo che gli possano negare la pensione con cui sopravvivere fisicamente. Non so quanto i ponti glieli abbiano bruciati gli altri e quanto li abbia bruciati lui; fatto sta che ora non ha piu' problemi di rispetto umano e di crisi interiore, come credo sia ancora per il card. Caffarra, che da cattolico viscerale, strettissimo conterraneo di Guareschi, non puo' non sentirsi interiormente turbato e perfino sconvolto dall'idea di doversi schierare contro i "desiderata" del papa, quello a cui
un tempo si inneggiava con le parole: "Bianco padre, che da Roma / ci sei lume, duce e guida...". A suo tempo perfino don Primo Mazzolari, considerato "pacifista-aperturista a sinistra", in realta' ricco di mitezza evangelica, intitolo' un suo libretto "Anch'io voglio bene al papa" ( che era Pio XII ).

Credo che alla base del problema - gravissimo - in cui ci si sta dibattendo ci sia il numero un tempo inimmaginabile di rotture coniugali, dovute al cambiamento del costume, provocato anche e soprattutto dai mass media, liberi da qualsiasi freno di censura.

Jorge Mario Bergoglio da "pastore" deve aver toccato con mano questi disastri familiari e, come e' presumibile, vuole richiamare in chiesa le povere vittime; in quali termini giustificare la cosa, molto probabilmente non lo sa nemmeno lui, essendo poco ferrato in materia dottrinale ( chi fa apostolato fra le baracche non ha il tempo di studiare, attivita' peraltro connessa alle opere di misericordia spirituale ). Per cui ha demandatola cosa a Kasper con il suo comitato di Tedeschi, per i quali la sottigliezza teoretica e' una caratteristica nazionale.

Il problema piu' acuto e' quello del coniuge abbandonato innocente. Dirgli di rimanere solo e senza sfoghi libidinali, magari in eta' ancor giovanile, significa pretendere un eroismo da santi di stampo antico, accompagnato dall'appoggio morale dell'opinione comune e dall'aiuto concreto di un solido tessuto familiare e parrocchiale...ma qui il discorso si fa lungo e chiudo, almeno per il momento.

mic ha detto...

Questo santo vescovo firma con: “ ... Vescovo della Chiesa Cattolica” –
Vescovo della Chiesa Cattolica – purtroppo – è un altro (!!!)


Gli è stata tolta la "giurisdizione" di Ciudad del Este. Ma non la dignità vescovile.

Luís Luiz ha detto...

Non si può vincere una battaglia per la verità con menzogne. Dove si legge Kasper, leggasi Bergoglio.

viandante ha detto...

@ Simone

In mancanza di fede il matrimonio sacramentale sarebbe nullo. Chi non crede in Dio non può comprendere il perché dell’indissolubilità del matrimonio cattolico.

Parrebbe tutto così logico se non che questa nuova Chiesa permette la celebrazione di un matrimonio sacramentale anche tra un cattolico e ad esempio un ateo! Ovviamente il sacramento vale solo per la parte cattolica, ma è valido ed indissolubile.

Parlare di mancanza di fede per degli sposi che hanno comunque ricevuto il battesimo è pure una questione da prendere con le pinze, o meglio che i sacerdoti dovrebbero considerare meglio.

Ma si sa, che bisogno c'è di tutti questi sacramenti, i protestanti vivono e si sposano lo stesso...
E chiaramente tutto ciò ci aiuta ecumenicamente ad avvicinarci ai fratelli riformati.

Turiferario ha detto...

"ci sono regioni nelle quali è la poligamia a essere considerata «naturale», così com’è considerato «naturale» ripudiare una moglie che non sia in grado di dare figli o figli maschi".

Mah, se ragioniamo in questo modo ci sono anche regioni d'Italia dove è "naturale" essere mafiosi, ci sono ambienti dove è "naturale" prendere a coltellate qualcuno che non piace, e potremmo andare avanti all'infinito.

murmex ha detto...

Grazie mons Livieres , Burke , mic ,Baronio (di cui vedo con piacere il ritorno )e voi tutti cari amici sconosciuti , voci consolanti e sostegno in questi tempi terribili . Qualcosa di inaudito (anche se preparato dal nefasto concilio ) sta accadendo , fra i sorrisi ebeti dei più . Miserere Domine

Anonimo ha detto...

è stata tolta la "giurisdizione" di Ciudad del Este. Ma non la dignità vescovile.
cHE GLI RIMARRà anche nell'eternità.

Anonimo ha detto...

mic 9:56
"Il nuovo stile, che vogliono imporre attraverso il sinodo ed è l'emblema della chiesa del nostro tempo: non condannare ciò che è da condannare ma porre domande, così come non convertire ma camminare insieme..."

Da incorniciare.

Luís Luiz ha detto...

più chiaro ed evidente che è il Concilio lo spartiacque che ha reso tutto non più come prima....

Scusa mic, ma non ne sono convinto. Per me lo spartiacque è stato la colossale vittoria della rivoluzione (nel senso di Pio IX o di Donoso Cortés) in Europa; il Concilio è stato solo un tentativo di risposta cattolica alla nuova situazione dell'Occidente. Tentativo, oggi lo sapiamo bene, timido, inutile e pieno di ambiguità, che a causa di interpretazioni e applicazioni post conciliari criminali è diventato uno strumento della stessa rivoluzione.

Anonimo ha detto...

OT

la "relatio post disceptationem"

http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2014/10/13/0751/03037.html

Rafminimi ha detto...

Il matrimonio NATURALE è indissolubile di suo. Anche il matrimonio di due animisti davanti allo sciamano o agli anziani della tribù, o perfino tramite ratto.
Infatti, quando si convertono due non battezzati che erano già sposati tra loro, senza entrare nel merito di CHI e COME li ha sposati, la Chiesa non li ha MAI obbligati a ripetere le nozze. SE sono loro che esprimono tale desiderio, è a disposizione, ma sempre se è una scelta loro.

murmex ha detto...

Simone , lei non ha un concetto chiaro di legge naturale : essa è quella inscritta da Dio nel cuore umano , (di tutti gli uomini ) , e non ha niente a che fare con le depravazioni non certamente derivanti da Dio ma dalla ferita del peccato originale , per quanto , "tradizionali " possano essere . Si tratta di tradizioni umane , anche se ormai percepite come "naturali " , condannate dal Vangelo e da cui si richiede conversione

Anonimo ha detto...

Ma sbaglio o una volta tante donne venivano tradite, abbandonate, spesso con figli piccoli da crescere e che facevano, seguivano la libidine giovanile o abbassavano la testa e tiravano su i cocci di famiglie di fatto distrutte, perché nella società maschilista (ed anche oggi lo è) al maschio si perdona/va tutto, ebbene tutte sante? Anche una volta venivano considerata 'poverine'cornute e mazziate, quindi adesso non si può per il giudizio dell'opinione pubblica? Perché non vanno dalla DeFilippi a farsi aprire le lettere (a proposito tutte false e inventate per fare audience), ma vedete quante donne vengono uccise oggi,in tutti i modi,fisicamente e moralmente in nome della libertà di scelta? Cosa c'è da imparare di positivo dalle coppie gay fedeli, come cita oggi un report sul sinodo? Che razza di chiesa è mai questa? Toglietele i soldi,non dategliene più,neppure alle Caritas vere e proprie associazioni di corruttela e non date soldi alla falsa farsa della radio di medjugorije, vedrete che si svegliano, vorrei vedere la KKE senza kirchensstauer, sai che risveglio, altro che il vescovo blingbling.

Anonimo ha detto...

@Murmex.
Se legge bene ciò che ho scritto sono stati i vescovi africani, gli asiatici e quelli dell'Oceania a esprimere i loro dubbi sulla «legge naturale» in un intervento al Sinodo.
Ho tratto parte del mio intervento da quella relazione.
«Al Sinodo sulla famiglia più della metà dei vescovi proviene da paesi extraeuropei.
Più che con «la famiglia», è con le tante famiglie reali che il Sinodo dovrà fare i conti.
Ci sono regioni africane, dove esistono matrimoni combinati tra bambine di dieci anni e uomini di sessanta. Ci sono Paesi, come il Niger e il Ciad, dove oltre il 70 per cento delle donne che oggi hanno un'età compresa tra i 20 e i 24 anni, si sono sposate prima di averne compiuti 15.
E non è certo facile per la Chiesa parlare di «legge naturale» - come hanno segnalato vescovi africani, asiatici e dell'Oceania - in regioni nelle quali è la poligamia a essere considerata «naturale», così come è considerato «naturale» ripudiare una moglie che non sia in grado di dare figli o figli maschi. Mentre in Melanesia, ad esempio, la famiglia per noi «tradizionale» è considerata un modello occidentale poco comprensibile, vista l'esistenza di società matriarcali nelle quali la responsabilità per l'educazione dei bambini è affidata agli zii materni più che al padre biologico.
Tornando con lo sguardo in Occidente, non c'è soltanto un panorama profondamente mutato negli ultimi trent'anni, con la diminuzione dei matrimoni, la diffusione delle coppie di fatto, le legislazioni che riconoscono le unioni omosessuali. C'è anche l'incidenza di ritmi lavorativi intensissimi che comprendono le domeniche e rendono sempre più complicate le relazioni familiari, per non parlare dei problemi economici e della mancanza di politiche a sostegno delle famiglie.
Insomma, pensare che il Sinodo sia tutto incentrato sul confronto-scontro tra chi propone di aprire ai sacramenti ai divorziati risposati e chi invece ha preventivamente dichiarato che nessuna apertura è possibile, è riduttivo».
Come vede la realtà è molto più complessa e articolata di quanto si possa pensare. Ed è per questo che la Chiesa ha grosse difficoltà oggi nel farsi ascoltare. Simone

bernardino ha detto...

@anonimo 10,52 -

Giusto, Ruini ha perfettamente ragione che chi non ha fede, il matrimonio sacramentale è nullo.
Solo mi deve spiegare Ruini, (Kasper, Bergoglio e compagnucci)
per quale motivo poi chi non crede e non ha fede deve poter accedere alla comunione o confessione? questi non sono ugualmente Sacramenti di NSGC?
Perchè tanta lotta in questo senso?
Chi non crede, non crede, perciò o si converte al Cattolicesimo o è fuori dalla comunione dei Santi fuori dalla Chiesa Cattolica e non deve ricevere nessun Sacramento.
Dunque a cosa serve questo sinodo di Bergoglio? a farsi tanti amici tra le masse scristianizzate?
Dunque ha ragione qualche vescovo che dice, che prima di ogni altra cosa bisogna insegnare la vera Dottrina Cattolica, poi ci si può accostare ai sacramenti, bisogna evangelizzare ma non una nuova evangelizzazione.
I Sacramenti non sono un fatto estetico, farsi belli, fare belle cerimonie, se poi non si crede nella fede Cattolica. No! non dobbiamo sbattere la porta in faccia a nessuno, ma chi non ci crede, può sposarsi in abito bianco o di qualsiasi colore, con addobbi o senza in un qualsiasi municipio.
Caro Ruini, la rivoluzione conciliare vi ha devastato il cervello. Volete stare con il tempo attuale e col mondo, e chi ve lo proibisce? poi non parlate di una chiesa che non esiste, dite alla gente quale chiesa gli state prospettando, che non più la Chiesa Cattolica, perchè la gente crede ancora che siete la Chiesa Cattolica, e in questo modo la ingannate e soprattutto ingannate voi stessi.

Franco ha detto...

Non e' il caso di idealizzare troppo il passato: anche un tempo si creavano situazioni gravi o addirittura penose all'interno di famiglie apparentemente a posto. Basta pescare fra le novelle di Pirandello. Questo in larga misura anche per i "matrimoni di convenienza".

Pero' dobbiamo chiederci se lo sdoganamento sacramentale delle coppie di divorziati risposati non possa essere un potentissimo fattore di accelerazione, un "moltiplicatore" della disgregazione familiare e con essa
del tessuto di identita'-solidarieta' sociale anche in senso intergenerazionale. Un tempo la moglie abbandonata, pur soffrendo, era onorata e assistita dalla famiglia, mentre oggi la sua rinuncia a un nuovo legame verrebbe visto come uno spreco inutile della vita. Cosi' pure le coppie "irregolari" in quasi tutti gli ambienti erano criticate e ostracizzate, il che aveva un effetto di "retroazione" sull'educazione dei figli e anche sul "regime" del fidanzamento, basato su una rigorosa sorveglianza. In "Pane, amore e fantasia" ( 1953 ) il maresciallo Carotenuto - De Sica si accinge a dimettersi dai Carabinieri perche' l'Arma gli vieta di sposare una ragazza madre. A quei tempi, regnante Pio XII, si proponevano come esempi santa Maria Goretti e santa Rita da Cascia, sposa poco lieta di un marito molto rozzo, entrambe fattesi sante con il loro sacrificio.

In ogni caso mi sembra che il discorso si limiti troppo ai diritti dei singoli alla "felicita'" ( termine usato espressamente nella massonica Costituzione degli Stati Uniti ).
In realta' anche i regimi liberali hanno limitato questo diritto finche' hanno imposto il servizio militare obbligatorio: vale a dire l'obbligo di andare incontro alla morte o alla mutilazione per quell'entita' sovraindividuale che e' la Patria. Recentemente il politologo Ernesto Galli della Loggia ha richiamato l'attenzione proprio sul cambiamento di mentalita' per cui in Occidente il cittadino comune esclude la possibilita' di sacrificare la vita in guerra, il che rappresenterebbe un segno gravissimo di debolezza e di carenza identitaria.

Trovo di importanza cruciale la problematica sollevata da un anonimo sulla definizione e fondazione logica della famiglia tradizionale cristiana come "naturale".

Chiedo scusa per il mio presenzialismo, ma sto vivendo la situazione come un dramma che chiede risposte.

mic ha detto...

Casi di abbandono, anche da parte di donne (sia pure in minoranza) ci sono sempre stati. Oggi, peró, sono aumentati anche questi ultimi e la separazione. che poi sfocia in divorzio sembra diventata la regola. Il tessuto sociale (ed ecclesiale; c'è un legame metafisico) si va ulteriormene disgregando.
Bisogna ripartire dai principi insegnati e vissuti. Non sarà facile. Ma ho già detto che la Chiesa - e dunque anche noi - non siamo stati chiamati per le cose facili...

Anonimo ha detto...

Grazie a monsignor liveres, vero vescovo cattolico: se altri, oltre a lui e burke e pochi altri, si alzassero in piedi a ribadire la verità forse la strada per i novatores sarebbe più in salita
John

Anonimo ha detto...

Hilarius Episcopus ha detto...
Peccato che Mons. Livieres sia stato già ufficialmente scaricato dall'Opus Dei...

L'opus Dei mi delude molto, e penso che stia tradendo anche il mandato del fondatore.

Un cristiano deve fedeltà solo a Dio; al suo Vicario solo quando conferma i fratelli nella fede e ricorda loro l'insegnamento indiscutibile dato dal suo Signore perché solo questo è il mandato di Cristo a Pietro.

mic ha detto...

Rispondo a John,
Infatti, quel che manca oggi è la coralità delle voci che difendono la tradizione e, in essa, la vita e la giovinezza della Chiesa... Non la tradizione come ideologia o legame col passato sic et simpliciter; ma quella che del passato custodisce invera e trasmette i germi di eternità e la vita soprannaturale che solo Cristo Signore, presente fino alla fine dei tempi, può garantire a chi in Lui "rimane". E Giovanni ci ha insegnato che "rimanere" in Lui significa osservare i suoi comandamenti attraverso il connubio tra grazia e buona volonta nella Sua Chiesa... che deve tornare ad essere docente, reggente e santificatrice.

Anonimo ha detto...

La questione dei divorziati/risposati oggi sembra posta in un'ottica solo umana. Ma se il fine della Chiesa cattolica è la santificazione dei suoi membri, alle persone che permangono in situazioni difficili da vivere (e da giudicare) la Chiesa dovrebbe indicare la via della santità. Penso che questa sia la vera emergenza pastorale. N

mic ha detto...

Rispondo a Simone 12:54

Quella dell"inculturazione" del cristianesimo è una realtà ben nota, con la quale si sono misurati tutti i missionari nel corso dei secoli...

Del resto lo stesso Bergoglio lo ha detto ai vescovi del Ciad in visita ad limina.

"Da una parte, occorre tener conto e valorizzare ciò che è buono nelle vostre tradizioni culturali – poiché Cristo non è venuto ad annullare le culture, ma a portarle a compimento – mentre si deve chiaramente denunciare ciò che non è cristiano."

Ho già detto - ma lo ripeto perché è in tema - che è cosa buona e giusta quel che ha espresso, riguardo al principio dell'evangelizzazione tenendo conto della cultura del luogo, valorizzando ciò che è buono e denunciando ciò che non è cristiano.

Aggiungo, ma è certo scontato, che per valorizzare ciò che è buono occorre avere come riferimento la Rivelazione che ci è stata consegnata e custodita nel Depositum Fidei, ovviamente vissuta e non solo sbandierata.
E intendo quella oggettiva non quella che si evolve a seconda delle mode del tempo.
Mentre, per condannare ciò che non è cristiano occorre conoscere - e vivere - cos'è davvero cristiano.

Trovo, però, ingannevole l'affermazione poiché Cristo non è venuto ad annullare le culture, ma a portarle a compimento.

Perché Gesù non è venuto a portare a compimento le culture, ma la Legge inscritta nella Creazione e quella consegnata ad un popolo (etnico) ed ereditata da un altro popolo (teologale), in Cristo Signore, che ha portato a compimento anche la "storia della salvezza" che è la nostra storia e quella della Chiesa e del mondo che la accoglie e, attraverso essa, è redento e salvato...

Se perdiamo di vista questo, di cosa stiamo parlando?

mic ha detto...

Inserisco la citazione in un contesto più ampio del discorso ai vescovi del Ciad, condivisibilissimo. Se è questo che dirà al Sinodo, ben venga...:

"...Tuttavia - nota il Papa - è indubbio che l'impegno nelle opere sociali non si esaurisce nell'azione evangelizzatrice; sono indispensabili un approfondimento e una radicazione della fede nel cuore dei fedeli - da tradursi in un'autentica vita spirituale e sacramentale - per essere capaci di resistere alle prove, oggi numerose, e perché i comportamenti dei fedeli siano in armonia con le esigenze del Vangelo, al fine di progredire verso una vera santità. Ciò è specialmente vero in una paese dove molto forte è il peso di alcune tradizioni culturali, dove da tutte le parti sorgono proposte religiose più facili sul piano morale e dove comincia a farsi sentire la secolarizzazione".
"È necessario quindi che i fedeli ricevano una solida formazione dottrinale e spirituale. Il primo luogo di tale formazione è certamente la catechesi. Vi invito, in uno spirito missionario rinnovato, ad aggiornare i metodi della catechesi usati nelle vostre diocesi. Da una parte, occorre tener conto e valorizzare ciò che è buono nelle vostre tradizioni culturali - poiché Cristo non è venuto ad annullare le culture, ma a portarle a compimento - mentre si deve chiaramente denunciare ciò che non è cristiano. Nel contempo è indispensabile curare l'esattezza e l'integrità del contenuto dottrinale di questi percorsi".
Nel riferirsi alle famiglie che sono "la 'cellula vitale della società e della Chiesa, attualmente molto fragili", il Santo Padre afferma: "Nella famiglia, è importante valorizzare il ruolo e la dignità della donna, per rendere un'eloquente testimonianza al Vangelo. È necessario, quindi, che 'i comportamenti all'interno stesso della Chiesa siano un modello per l'insieme della società'."

Poi ribatte sul refrain del dialogo...

http://www.news.va/it/news/ai-vescovi-del-ciad-i-comportamenti-allinterno-ste

Anonimo ha detto...

http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2014/10/13/0751/03037.html


http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/sinodo-famiglia-36905/

Anonimo ha detto...

Per Simone: la légge di natura non è, come spesso si crede, quella su cui tutti o quasi son d'accordo: non c'è aberrazione morale che non trovi difensori, perché la ragione umana è, ahimè spessissimo, ottenebrata dalle passioni.

La légge di natura è quella che si fonda sulla natura umana, cioè sulla ragione: i suoi precetti son conosciuti da chi cerca la verità con pacatezza e onestamente, in buona fede, imponendo silenzio alle passioni e ai pregiudizi e esercitando uno sforzo sincero e umile dell'intelletto.

Senza escludere che anche chi è pienamente onesto possa sbagliare. In questo caso, e solo in questo caso, parleremo di buona fede, e d'errore e peccato (che tali restano, oggettivamente) non imputabili.

Il matrimonio, anche come istituto di diritto naturale (non solo come sacramento), è indissolubile.

Basta interrogare la natura umana per rendersi conto che l'amore, quello vero, è per sempre; e il matrimonio è per l'appunto quell'istituto giuridico che dà il carattere OGGETTIVO, quindi vincolante, obbligatorio, della fermezza e stabilità all'impegno di fedeltà d'un uomo e d'una donna.

La nostra mentalità soggettivista e individualista non sa capire, purtroppo, come una volontà privata di fedeltà di due persone non abbia ancóra il valore oggettivo che ha solo il contratto pubblicamente sottoscritto e giuridicamente vincolante: cioè il matrimonio.

Un matrimonio, anche civile, contratto con una riserva sull'indissolubilità: "Staremo insieme finché saremo d'accordo", non è, a rigore, nemmeno un matrimonio, perché l'essenza stessa del matrimonio sta nell'obbligarsi – pubblicamente, giuridicamente – a stare insieme per sempre.

Arrògi che il divorzio è, come dimostra a evidenza la storia antica e recente, causa potentissima di disgregazione della società, a tutti i livelli: morale, spirituale, eppoi anche culturale, politico, perfino economico. Per questo tutti i politici degni di questo nome, quelli cioè che, pur non essendo forse cattolici né cristiani, hanno avuto la preoccupazione dell'unità della società, hanno sempre combattuto il divorzio.

Quarant'anni fa, il papa e i vescovi italiani ricordarono con chiarezza queste che sono verità di ragione, prim'ancóra che rivelazione del Signore. Nonostante gli sforzi generosi del compianto Amintore Fanfani, purtroppo gl'italiani non capirono. E questi quarant'anni sono stati quelli che sono stati, per la nostra povera, infelice, adorata Italia.

Quarant'anni dopo, la Chiesa, a quanto sembra, non si preoccupa più d'operare perché il principio dell'indissolubilità sia riconosciuto negli ordinamenti degli stati, ma – è incredibile, ma è così – pensa, con sofismi ciarlataneschi, di benedire essa stessa il divorzio. Che cos'è successo?

Curiosamente, il portavoce della sala stampa vaticana è nipote del grande romanista Gabrio Lombardi, che guidò la battaglia del '74 (avevo dieci anni, allora). Chissà se non gli appare in sogno lo zio, qualche volta.

Maso

mic ha detto...

Se questo è l'approccio nuovo sottolineato da Vatican Insider:

Un'analisi della relazione dopo la discussione presentata oggi dal cardinale Erdő: innegabile l'attenzione dedicata alle famiglie in difficoltà e la volontà di cogliere gli elementi positivi anche nelle «forme imperfette» dei matrimoni civili e delle convivenze
......
Viene riportata la possibilità, in analogia con quanto il Concilio ha fatto con le altre confessioni cristiane e religioni, di riconoscere «elementi positivi» anche nelle «forme imperfette» quali sono considerate il matrimonio civile o le convivenze.

Certo anche questo "approccio" dovrà essere discusso nei "circuli minores". Ma questo è il Vaticano III, non è il Sinodo...

Annarè ha detto...

Si aprla di un grande scisma che forse arriva, ma c'è già da 50 anni tale scisma, forse finalmente oggi diverrà più esplicito, verrà allo scoperto, sarà un male o un bene? Almeno chi vuole rimanere cattolico, se non si è bevuto il cervello dopo decenni di follia, saprà dove stare. E' una pia speranza.

Anonimo ha detto...

Peccato che Mons. Livieres sia stato già ufficialmente scaricato dall'Opus Dei...

Quelle di Mons. Livieres sono sante parole. Ma parlare è facile. Bisogna poi vedere l'uomo come si è effettivamente comportato nel caso specifico che gli è costato la cattedra.

mic ha detto...

Almeno lui le belle parole le dice, a differenza di altri.
Su come si è comportato lo abbiamo ben visto e approfondito qui

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/09/ciudad-del-este-lettera-del-vescovo.html

e qui
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/09/immagini-eloquenti-i-peccati-del.html

Il vescovo Livieres, destituito d'autorità e non secondo il diritto, ricorda molto il caso dei Francescani dell'Immacolata. Anche in questo caso un tanto generico quanto incomprensibile "non sentire cum Ecclesia", che non si capisce con quale chiesa sia... C'è chi lo definisce peccato di "lesa religione", ovviamente da parte dei cinici esecutori...

bernardino ha detto...

Grazie Annaré per la tua precisazione delle 13,53;
Per il bene del Cattolico, è un bene che questo scisma strisciante da 50 anni venga finalmente allo scoperto.
Quando c'è una grave malattia, è bene conoscere tutto affinchè i medici possano trovare i rimedi per guarire, perchè se una malattia non si conosce alla perfezione, si muore e non si possono salvare eventuali altri malati.

Anonimo ha detto...

È sconcertante che il povero Riccardo Cascioli nella sua rubrica a Radio Maria faccia considerazioni su ciò che è accaduto a Genova ( tutta la mia solidarietà ) invece di riprendere il servizio di oggi sulla Bussola Quotidiana . Paura forse di troppa misericordia ? Liliana

mic ha detto...

Beh, se dobbiamo criticare tutto...
E' normale sia rimasto toccato da quanto accaduto nella notte a Genova, dovendo commentare il fatto del giorno.
Purtroppo anche qui sono anni che accadono alluvioni ed esondazioni. Molte delle cause sono note, ma non si corre ai ripari da parte di chi ne ha responsabilità...
Che il Signore aiuti noi tutti ad essere buoni cristiani e di conseguenza anche buoni cittadini.

bernardino ha detto...

da vaticano news - intopic.it
un'ora fà -
Sinodo famiglia Card. Erdò "garantire accoglienza omosessuali"
apertura gay - conviventi - matrimoni civili e divorziati/risposati.
dal sinodo dei vescovi arriva sulla famiglia un vero e proprio tsunami per la Chiesa Cattolica ecc. ecc.

viandante ha detto...

Anch'io ho già riflettuto sull'evenienza di uno scisma. Ma come immaginarselo? Non sono convinto che si tratterà di uno scisma con due parti che si dividono in modo evidente e formale.
I veri cattolici infatti non lasciano la Chiesa anche se è usurpata da altri e questi altri non vorranno certo separarsi dal loro prelibato bottino.
Io penso che lo scisma sarà piuttosto quello che già ora si osserva in molti ambiti in scala forse maggiore e cioè dei gruppi cattolici emarginati ma che sussisteranno all'interno della grande chiesa.

Comunque la situazione per un fedele che vorrà rimanere cattolico non è facile. Qui stiamo discutendo di famiglia, divorzio e accessibilità dei risposati all'Eucaristia, ma essendo il modernismo la sintesi di tutte le eresie, quanto vissuto ora si potrà ripetere per tanti altri temi: mariologia, cristologia, educazione, eucaristia, confessione, celibato e sacerdozio...
Come dire che anche tra coloro che adesso difendono l'indissolubilità del matrimonio, non sono pochi quelli che su altri aspetti non sono proprio allineati con la dottrina cattolica. Pensiamo solo a cosa scriveva l'attuale prefetto della dottrina Müller (ora annoverato tra i duri e puri)a proposito di Maria e della sua verginità...

mic ha detto...

Come dire che anche tra coloro che adesso difendono l'indissolubilità del matrimonio, non sono pochi quelli che su altri aspetti non sono proprio allineati con la dottrina cattolica. Pensiamo solo a cosa scriveva l'attuale prefetto della dottrina Müller (ora annoverato tra i duri e puri)a proposito di Maria e della sua verginità...

Infatti. E' l'"integrità" della fede che sembra si stia perdendo.

Anonimo ha detto...

Se passa la comunione ai divorziati la prossima sarà lo sdoganamento delle unioni gay
John

Anonimo ha detto...

Questo è parlar chiaro...
http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/10/first-synod-report-homosexual.html#more

humilitas

Anonimo ha detto...

Ho appena terminato di leggere - con grande sconforto - la RELATIO POST DISCEPTATIONEM del card. P. Erdo e sono rimasta amaramente colpita dalle parole conclusive: "...accoglienza umile e onesta della verità nella carità". Mi sembra il suggello di quello che, a partire dal CVII sta accadendo e che Romano Amerio ha lucidamente sintetizzato nell'espressione "la dislocazione della divina monotriade". Non più CARITAS IN VERITATE, bensì il suo rovesciamento: la tanto declamata MISERICORDIA, equivocamente intesa e sinonimo di 'buonismo', è ormai divenuta il valore primario, il nuovo idolo.

Anonimo ha detto...

Bello l'articolo di fondo del Cascioli nella "Nuova bussola quotidiana". Dice l'essenziale.

Non siamo rigoristi senza misericordia, che si considerano giusti e disprezzano gli altri, come il fariseo al tempio. Siamo peccatori, che sperano, pregano e lottano per esser liberati dal peccato. E dai nostri pastori ci aspettiamo un aiuto: l'aiuto, anzitutto, d'una parola di verità e di vita eterna. Le altre parole, quelle che dice il mondo, le abbiamo già sentite milioni di volte, le sentiamo anche risonare dentro di noi, appunto perché siamo peccatori: a che serve che ce le ripetiate anche voi? Se il sale perde sapore...

Maso

mic ha detto...

Rorate sulle parole di Erdő, nella "Relatio post disceptationem".
....
Il Tablet giustamente considera questo come la rivoluzione sconvolgente che è, e John Thavis lo chiama un "terremoto". Dovrebbe anche andare giù molto bene anche in Africa, dove la Chiesa cattolica sarà ora conosciuta come "la Chiesa Gay." p Dariuzs Oko aveva ragione: si tratta di un'eresia, la Homoheresia , un nuovo vangelo, promosso da chierici perversi stessi, e sta distruggendo la Chiesa dal di dentro così fortemente come la Chiesa è perseguitata dall'esterno.

mic ha detto...


http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2014/10/13/0751/03037.html

Anonimo ha detto...

Qui non è questione di voler usare un giudizio morale come SENTENZA ultima sui singoli casi di peccato, che non compete ai laici piuttosto che al clero, bensì tutti noi membra del Corpo Mistico dobbiamo -abbiamo diritto/dovere di - sapere e stabilire se il Catechismo di S. Pio X -cioè la Dottrina cattolica perenne e inalterabile risalente a Cristo Signore- è ancora valido o no, se sia tramontato e superato dalle nuuove prospettive multi-misericordiose e inclusive.

Esso parla molto chiaramente circa la natura e i componenti della Chiesa Cattolica, ad es.:

147. Dove si trovano i membri della Chiesa?
I membri della Chiesa si trovano parte in cielo, e formano la Chiesa trionfante; parte nel Purgatorio, e formano la Chiesa purgante; parte sulla terra e formano la Chiesa militante.

143. Che cosa c’insegna il nono articolo: la santa Chiesa cattolica, la Comunione dei santi?
Il nono articolo del Credo c’insegna che Gesù Cristo ha fondato sulla terra una società visibile che si chiama Chiesa cattolica e che tutte le persone che fanno parte di questa Chiesa sono in comunione tra loro.

159. Perché la vera Chiesa si dice Santa?
La vera Chiesa si dice Santa, perché santo è il suo capo invisibile, che è Gesù Cristo, santi sono molti suoi membri, santi sono la sua fede, la sua legge, i suoi sacramenti, e fuori di essa non vi è né vi può essere vera santità.


166. Per salvarsi basta l’essere comunque membro della Chiesa cattolica?
No, non basta per salvarsi l’essere comunque membro della Chiesa cattolica, ma bisogna esserne membro vivo.

167. Quali sono i membri vivi della Chiesa?
I membri vivi della Chiesa sono tutti e solamente i giusti, quelli cioè, che sono attualmente in grazia di Dio.
168. E quali ne sono i membri morti?
Membri morti della Chiesa sono i fedeli che trovansi in peccato mortale.
----------------
dunque coloro che vivono in stato di peccato mortale permanente sono OGGETTIVAMENTE fuori della Chiesa e a rischio di dannazione eterna.
Ricordare Gesù quando parla della Vite e dei tralci: coloro che non rimangono in lui (stato di peccato) sono tralci che vengono tagliati e si seccano, e vengono bruciati, come dice Lui stesso:
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Dunque i peccatori stabilmente conviventi more uxorio come possono essere membra vive della chiesa ? come possono far parte della Comunione dei SANTI? fino a S. Pio X si era certi di no, e oggi è possibile il contrario ?

Ma dopo il cv2 non dobbiamo più credere a queste verità di Fede ?

la Fede si sta perdendo appunto perchè si sono annacquati i dogmi e si vogliono rendere "più digeribili" per l'uomo moderno con tutte le sue voglie di trasgressione dei 10 comandamenti, e assecondando tutte le brame della sua concupiscenza (o "voglia di vivere la vita dei sensi" più che quella soprannaturale, senza limiti di sorta, pensando che Dio si debba adeguare alla mentalità moderna, che della santità non sa che farsene, in quanto non teme la dannazione eterna, compenso per i peccati mortali: il Paradiso è scontato per tutti, perchè (si pensa) Dio comprende e scusa tutte le debolezze umane e tutti i peccati, pure se uno non vuole fuggirli. Quindi il peccato in tutte le sue forme sarà sempre meno temuto o fuggito e più vissuto e scusato e "accolto" dalla neo-chiesa tutta amore senza rigore, a misura d'uomo, senza Timor di Dio)

bernardino ha detto...

Ho letto la "relatio post. disceptationem" del card. Erdò di oggi, - riflettere su tutta la parte III fa venire la pelle d'oca ""il confronto prospettive pastorali"" -

una Chiesa che si stà suicidando e che un domani non troppo lontano ammetterà il suicidio.

Rr ha detto...

Mic,
scusa, senza voler criticare il caso singolo, ma come si fa a sentirsi sposati avanti a Dio se non si e' sposati in chiesa, ma solo civilmente ? Un tempo si sposavano in Comune gli atei, i comunisti, quelli veri e coerentemente atei, i socialisti ed i massoni - perché anche loro coerentemente atei - e, dopo l' introduzione del divorzio- i divorziati. Gli altri, piu o meno credenti ( ma questo lo giudicava il Signore ed eventualmente lo valutava il sacerdote celebrante), tutti in chiesa.
Io mi sono sposata in chiesa perché ci credo, e non avrei accettato un matrimonio civile perché mi sarei sentita male, fuori posto, non a posto con la mia coscienza di credente. E a maggior ragione avrei rifiutato il marmonio civile, se avessi saputo che si rischia la scomunca. Perché bisogna aver paura di chiamare le cose con il proprio nome? Se uno crede in Dio ed e' cattolico, ha il timor di Dip, e non si spaventa davanti al termine scomunica, se gli si spiega perché. E si sposa in chiesa. Se uno non crede, non c'e' problema.
Mic, non capisco perché si vuole che il medico dica le cose come stanno, così il paziente può curarsi meglio,
ed organizzarsi la vita al riguardo, ed invece di fronte alla salute dell' anima, attenzione, non diciamo, non spaventiamo, non ammoniamo, non informiamo usando i termini giusti della dottrina ...Ma dai, se i fedeli fossero rimasti così traumatizzati nel corso dei secoli, da mo' che il Cattolicesimo sarebbe finito.
E a proposito del matrimonio sacramento: ricordiamoci che alla base dello scisma anglicano ci fu proprio un divorzio non dato. E secondo me , gratta gratta, anche al fondo del luteranesimo c' era un problema di risposarsi, sposarsi essendo preti, ecc.
Se il vero amore e' per sempre, se l' Amore di Dio per
l' uomo e' per sempre e quello dell' uomo per Dio dovrebbe essere per sempre, se la Chiesa e' la Sposa di Cristo per sempre, come diavolo si fa a parlare di tutto quello di cui stan parlando?
Bergoglio quand' era vescovo a Baires, ha visto, ha constatato...e che diamine ha fatto per ovviare a
questo? Ha adottato una pastorale che evangelizzasse i suoi concittadini più poveri ed ignoranti, INSEGNANDO loro la Parola di Cristo, o limitandosi a dare i sacramenti, come venivan veniva, dove " cojo cojo" per usare un' espressione romana volgare ?
E quali sono i risultati della sua pastorale cosi
misericordiosa ? Quanti matrimoni celebrati e durati ? Quanti figli nati, battezzati, comunicari, cresimati ? Quante vocazioni ?
Quando si terrorizzava la gente, a sentire alcuni, parlando di scomuniche, peccati mortali, privazioni, INferno di fiamme e fuoco, sacrifici, privazioni, espiazioni..., avevamo santi, preti, vescovi, papi, re che si ritiravano in convento o diventavano beati e santi, donne che diventavano dottori della Chiesa ( altro che Nobel !) , ed ora? pressoché il deserto. Ma ora non si spaventa più nessuno.
Io so, ora, non prima, di aver commesso un grave
peccato, e so che prima o poi dovro' avere il coraggio di confessarlo. Ma l'ho scoperto leggendo siti come il tuo, non perché un prete dall' altare abbia mai esplicitato la questione.
Se le cose non sono dette chiare, si,si, no, no, meglio una macina legata al collo,e via dicendo, come fa poi
uno a salvarsi ? Non e' una delle opere di misericordia spirituale ammonire colui che erra e pecca?
rr

angelo ha detto...

L'articolo 159 è assurdo

Amicus ha detto...

Dalla 'relatio' di oggi:

" 17. In considerazione del principio di gradualità del piano salvifico divino, ci si chiede quali possibilità siano date ai coniugi che vivono il fallimento del loro matrimonio, ovvero come sia possibile offrire loro l’aiuto di Cristo attraverso il ministero della Chiesa. A questo proposito, una significativa chiave ermeneutica proviene dall’insegnamento del Concilio Vaticano II, il quale, mentre afferma che «l’unica Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica», riconosce che anche «al di fuori del suo organismo si trovino parecchi elementi di santificazione e di verità, che, appartenendo propriamente per dono di Dio alla Chiesa di Cristo, spingono verso l’unità cattolica» (Lumen Gentium, 8)."

Vedete come l'opera di demolizione delle ultime vestigia della dottrina cattolica in campo morale e sacramentale sta avvenendo come conseguenza e logica estensione delle famigerate 'novità' del Vaticano II.

Socci farebbe bene a prenderne atto, e a correggere la sua visione entusiastica sui precedenti Papi 'conciliari', che invece sono tutti - da Giovanni XXIII a Benedetto XVI - la causa prima dell'attuale disastrosa situazione.

Vorrei vedere ora la faccia dei 'normalisti' di fronte a questa ammissione aperta e franca, seppur indiretta, sulle gravissime responsabilità del superconcilio.

mic ha detto...

Rosa,
infatti, mi sono resa conto di aver avuto una reazione umorale e ho cancellato quel che ho scritto.
Resta fermo il fatto che insieme all'insegnamento serio e sentito, c'è bisogno di serena fermezza, di nutrimento sacramentale autentico e non inquinato. E' l'unico modo per combattere sia il lassismo, che le mannaie che stroncano.

CARITAS IN VERITATE, certo, e non VERITAS (che poi ne è solo la scimmiottature) in CARITATE che, come detto sopra, diventa buonismo che sfalda e non costruisce nulla...

Amicus ha detto...

E la relatio prosegue ancor più chiaramente con la sua dichiarazione di perfetta continuità tra le novità ereticali vaticansecondesche e il 'tana liberi tutti' delle prospettive sinodali in campo morale-sacramentale:

" 20. Rendendosi dunque necessario un discernimento spirituale, riguardo alle convivenze e ai matrimoni civili e ai divorziati risposati, compete alla Chiesa di riconoscere quei semi del Verbo sparsi oltre i suoi confini visibili e sacramentali. Seguendo lo sguardo ampio di Cristo, la cui luce rischiara ogni uomo (cf. Gv 1,9; cf. Gaudium et Spes, 22), la Chiesa si volge con rispetto a coloro che partecipano alla sua vita in modo incompiuto e imperfetto, apprezzando più i valori positivi che custodiscono, anziché i limiti e le mancanze."

Che si vuole di più?
Se non si neutralizza quel nefasto concilio, al male non vi sarà più limite.

possibile che non lo capite? ha detto...

Lo scopo, fin troppo chiaro, è la trasformarmazione la Chiesa Cattolica in una replica (o forse in una parodia) della Comunione Anglicana. Con la Chiesa Alta (Burke, La FSPietro, forse Fellay, etc.) la Chiesa Larga (i kasper-bergogliani puri) e la Chiesa Bassa (carismatici, focolarini, Neocat. etc.).

Anonimo ha detto...

la caritas in veritate dubito che bergoglio l'abbia letta... e se l'avesse anche letta è come se non fosse mai stata scrita....
si chiama magistero perenne o sbaglio? e come si conciliano le aperture sinodali coi principi?
A me sembra solo un gran gioco ipocrita e mi dispiace (mi costa volendo bene alla chiesa) tanto doverlo dire...
Come è possibile che semplici imperfetti fedeli siano più retti di cardinali e prelati vari? di consacrati? Che gran caos..

Amicus ha detto...

Sempre dalla famigerata relatio:

" 47. (...) Per alcuni l’eventuale accesso ai sacramenti occorrerebbe fosse preceduto da un cammino penitenziale – sotto la responsabilità dal vescovo diocesano –, e con un impegno chiaro in favore dei figli. Si tratterebbe di una possibilità non generalizzata, frutto di un discernimento attuato caso per caso, secondo una legge di gradualità, che tenga presente la distinzione tra stato di peccato, stato di grazia e circostanze attenuanti."

Bellissimo. Così d'ora in poi un killer potrà fare la Comunione nell'ottica della legge di gradualità:
"Padre, oggi ho ucciso solo due persone invece di tre. Sa, veramente la tentazione è stata fortissima, una vera sofferenza penitenziale, ma alla fine l'ultima l'ho risparmiata.
Magari la faccio fuori domani, però intanto sono stato molto graduale, così Papa Francesco sarà contento. Mi dà la Comunione, vero?".

Latinista ha detto...

Ruini parte dal presupposto che in mancanza di fede il matrimonio (sacramentale) sarebbe nullo

Ruini ha perfettamente ragione nel presuppore che in mancanza di fede il matrimonio sacramentale sarebbe nullo.

Parrebbe tutto così logico se non che questa nuova Chiesa permette la celebrazione di un matrimonio sacramentale anche tra un cattolico e ad esempio un ateo! Ovviamente il sacramento vale solo per la parte cattolica, ma è valido ed indissolubile.

Ecco, appunto, ho davanti il rituale per il matrimonio nell'edizione tipica italiana della CEI di Ruini, con tanto di nota di promulgazione firmata da lui, che prevede un "Rito del Matrimonio tra una parte cattolica e una parte catecumena o non cristiana".
Fatemi capire: questo matrimonio è valido o è nullo? È sacramentale o no? Può essere valido e sacramentale solo per la parte cattolica e non per l'altra?

Cesare Baronio ha detto...

Viste le reazioni scandalizzate dei gruppi di fedeli (http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/10/pro-life-and-pro-family-group-synod.html#more) c'è da chiedersi se la setta conciliare non voglia spingere i veri cattolici alla rivolta.

Ovviamente, come avevamo scritto, il Sinodo manda avanti i suoi per chiedere 100, sapendo che otterrà solo 20. Ma anche quel 20, specialmente con l'appoggio della stampa, sarà di scandalo ad una moltitudine di anime, e causa immensa di peccato.

Ma ci pensano, questi sciagurati, alla collera di Dio?

Lo scisma è alle porte, ma c'è da temere che rimangano al potere gli eretici, come all'epoca degli ariani.

Amicus ha detto...

Il 13 ottobre 1962, anniversario dell'ultima Apparizione della Madonna a Fatima e del grande miracolo solare, iniziò la Rivoluzione del Vaticano II con la rivolta di Liénart e Frings.

Oggi, 13 ottobre 2014, la medesima Rivoluzione conciliare ha compiuto un altro decisivo balzo in avanti con la relatio bergogliana che sdogana di fatto adulterio, concubinato e omosessualità ed apre le porte alla profanazione della SS.ma Eucaristia, con un effetto domino dirompente.

Qualcuno ha ancora dei dubbi sulla natura della Terza parte del Segreto?

viandante ha detto...

@ Latinista

Parrebbe proprio di sì, limitatamente alla parte cattolica

murmex ha detto...

D'accordo , Simone , senz'altro ci sono queste incresciose situazioni in Africa , Melanesia , ecc. Del resto c'erano anche ai tempi di Gesù e della Chiesa nascente (per i romani una fanciulla era considerata in età da marito a 12 anni , e il matrimonio lo decideva il padre ).Con ciò , la Chiesa mai ha distorto la dottrina ricevuta dall'alto , mai si è considerata (come ora pare stia accadendo )sua padrona .E , con questo ,oltre al compito principale della santificazione delle anime , in via secondaria ha corretto le distorsioni provocate dal peccato originale e forgiato una nuova cultura . Questo ha sempre fatto , questo deve continuare a fare per essere se stessa , istituzione divino-umana ;di una chiesa falsa nessuno può farsene niente , in primis per la salvezza , e poi anche proprio per la felicità (per quella che è possibile )della vita terrena . I santi sono gli unici che hanno conosciuto la (vera )gioia anche quaggiù , in mezzo alle prove più terribili (altro che quella di non poter vivere una relazione intima... ) Mi convinco sempre più che questa misericordia decantata ha un duplice scopo (sena giudicare nei singoli quanto sia la colpevolezza e il suo grado ):1) l'ignavia 2)più grave :portare a termine il disegno satanico di affossamento dell'unica vera religione

Anonimo ha detto...

La pastorale sullo scambio di coppie e orgie varie non è stato trattato?

Che differenza c'è fra sta chiesa moderna e il mondo? Se si inginocchia al volere del mondo, che ci sta a fare?

Rr ha detto...

Per Latinista: cito un caso che conosco bene, trattandosi dell' avvocato, allora, di mio,padre. Eegli, socialista ateo, pur provenendo da una famiglia cattolica, lei cattolicissima. si sposarono nel 1956, PIo XII regnante, con rito in chiesa. Egli dovette GIURARE di rispettare la Fede della moglie e di far crescere i figli nella Fede e nella dottrina cattolica ( come avvenne). Dovette avere due testimoni di certa Fede ( una era mia prozia). Il matrimonio fu sempre ritenuto validissimo, e mai egli cerco' di scioglierlo, anche quando i rapporti tra i due s' erano raffreddati. Rimase
vedovo, e non si risposo'. Non si ha notizia di scappatelle extraconiugali ( la mia cittadina era allora abbastanza piccola, per non evitare i pettegolezzi).
Credo che anche dopo il CVII, il matrimonio rato e consumato pur tra un cattolico ed un non cattolico
( Tony Blair e la moglie, cattolica, per citare un caso
noto) e' ritenuto indissolubile PER ENTRAMBI I CONIUGI.
Se si comincia a dubitare della Fede degli sposi, si apre la porta ad una miriade di abusi. In passato i dubbi non c' erano, eppure non tutti, anche battezzati
e cresimati, conducevano una vita da specchiati
cattolici. E tuttavia si sposavano in chiesa senza obiezione da parte del sacerdote. Forse si credeva di più nell' effetto santificante della Grazia del Sacramento ? L' avvocato di cui sopra, che per essersi sposato in chiesa, rischio' di essere espulso dal Partito e quasi si gioco' la carriera politica, e' morto alcuni anni fa avendo ricevuto l' Estrema Unzione e, credo, la Comunione.
Rr
PS: MIc, puoi postare la relatio integralmente ? Io l' ho letta in parte su Rorate e spero in errori di traduzione. Ne ho anche sentita una parte al GR1 delle 13 , ed ho sperato in un' errata interpretazione giornalistica. Perche', se e' vero, ....

viandante ha detto...

Concordo con te Rosa, a parte una piccola osservazione: era sufficiente farlo promettere, cosa ha in più il giuramento per un ateo?

Alessandro Mirabelli ha detto...

Questa e' una grave crisi eucaristica, come rilevato tempo fa da mons. Schneider, ma anche una crisi di fede giunta a toccare il Papato. Non si crede più alla parola chiarissima di Cristo, non si ritiene più vincolante quanto Egli ha prescritto di fare oppure di non fare, tanti vescovi, troppi, sono diventati come il popolo mormorante contro Dio nel deserto del Sinai. Non lo ascoltano più. E dopo tanti e tanti anni di studi devo credere che siano intrinsecamente in mala fede. Devo credere che trascinano con le loro parole molti fedeli nell'inganno oggi e nella perdizione definitiva domani, al momento della morte. Non ho altre parole che definirli cattivi maestri, pessimi maestri. Se la Chiesa dovesse precipitare in una gravissima crisi, come quella post avignonese, ma oggi sarebbe ben più grave, sarebbe una crisi salutare perché si farebbe un po' di chiarezza e la Chiesa ne uscirebbe comunque rafforzata seppur nell'arco temporale di qualche decennio. E questa crisi quando scoppierà necessariamente farà emergere nuovi santi come lo furono S. Atanasio, S. Caterina da Siena e S. Carlo Borromeo.

Alessandro mirabelli ha detto...

Poiché pare che alcuni si stiano incamminando verso lo sdoganamento dell'adulterio, con tutti gli annessi e connessi, chiedo a Mic di far preparare, se possibile, da qualcuno che sia ferratissimo in teologia, un articolo ove si tratti della ipotesi del Papa eretico, argomento molto dibattuto dai giuscanonisti del XIX secolo. Ora parrebbe che ci siamo vicini nonostante siano passati più di cento anni.

Anonimo ha detto...

Forte sembra un po' la Bonino con le battaglie di civiltà
Terrificante:
http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/sinodo-famiglia-36916/
Müller sembra invece piuttosto battagliero già su una roba schieratissima come Vatican Insider, e spero a breve in dichiarazioni anche più chiare:
http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/sinodo-famiglia-36912/
Estrapolo in particolare questa affermazione di Müller:

"Non importa se alcuni non sono d'accordo con questa mia opinione - ha aggiunto Mueller -, io dico ciò che voglio ma soprattutto ciò che devo dire come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede."
Sulla «relatio» finale dei lavori del sinodo, Mueller ha commentato: «Penso che andrà direttamente al Papa ma io non faccio più parte della regia».

Quindi, adesso la regia è ufficialmente di Kasper?
E dobbiamo aspettarci una sollevazione dei vescovi cattolici?

humilitas


Alessandro Mirabelli ha detto...

Il dubbio e' il filo rosso che unisce Giovani XXIII a Bergoglio. Il primo dubito' fortemente che La Chiesa potesse reggere all'urto del comunismo e stranamente cerco di somministrare la medicina della misericordia anziché quella della severità (su questa strada lo segui il più politico Montini attraverso la cosiddetta enfaticamente Ost politik). Stranamente perché la Chiesa da sempre somministra la medicina della misericordia attraverso il sacramento della Vonfessione. Ora Bergoglio dubita che il Vangelo possa essere annunciato in tutta la sua bellezza e radicalita'. Dubita della capacità degli uomini di Chiesa, sacerdoti e vescovi, e fin qui ammettiamo che vada bene. Dove non solo non e' più bene ma addirittura è male e' il dubitare che il Vangelo non possa più convertire, dubitare che Cristo non possa più attrarre. Codesto dubbio e' deleterio perché finisce per ridurre Cristo solo ad un mito. Come la befana.

Anonimo ha detto...

Un cardinale africano si chiede (http://voiceofthefamily.info/wordpress/?p=329): "Se in Germania un divorziato risposato civilmente può ricever la comunione senza che ci s'aspetti che cambi vita, perché non potrebbe far lo stesso, in Africa, un uomo ch'è 'sposato' con due mogli?"

Il cardinal Napier ha ragione. Nel primo caso, osserva acutamente, si tratta d'una poligamia "successiva", nel secondo di poligamia "simultanea": una differenza accidentale, in fin de' conti.

Maso

Agostino ha detto...

Riguardo la validità del matrimonio (ricordo che gli sposi sono sia contraenti che ministri del sacramento): per chi riceve i sacramenti, eccetto per la penitenza, per la validità dei sacramenti non è richiesta nè la retta fede nè una disposizione morale perchè i sacramenti ricevono la virtù di produrre la grazia da Dio. Quanto detto però non è dogma ma è dottrina sostenuta comunemente dai teologi.
Per chi amministra i sacramenti non è necessaria la retta fede. Quest’ultima frase è verità infallibile per quanto riguardo il battesimo mentre per gli altri sacramenti è dottrina ritenuta dalla quasi totalità dei teologi come verità rivelata ma che la Chiesa non ha ancora definitivamente proclamata come tale.
Per la validità sacramentale del matrimonio è richiesto: a) che i due contraenti siano battezzati. b) che abbiano l'intenzione almeno virtuale, esempio: le parole pronunciate dagli sposi esprimono l'intenzione della Chiesa, e questa intenzione basta alla validità del sacramento se nulla in contrario viene esternamente manifestato. Chi pensa ad altro durante il rito, sebbene non abbia l'intenzione attuale, ha nondimeno l'intenzione virtuale, che basta alla validità del sacramento. c) che non ci siano impedimenti dirimenti (ad esempio parentela e affinità fino al quarto grado, affinità spirituale cioè padrino e madrina non possono sposare la persona tenuta a battesimo né i genitori di essa. d) che si osservi la forma prescritta dalla Chiesa.
Il matrimonio misto è sacramento perchè il coniuge battezzato ha la capacità di ricevere il sacramento mentre l'altro ha la capacità di amministrarlo. Questa affermazione però è solamente l’opinione teologica più diffusa non è verità rivelata.
Sul fatto se il matrimonio tra due persone non battezzate venga elevato a sacramento con un successivo battesimo invece c’è discussione.
Quello che ho scritto, a parte qualche aggiustamento per rendere più fluida la lettura, l’ho ricavato dai seguenti libri: compendio di teologia dogmatica di Ludovico Ott edizione 1956 (la FSSPX ne ha ristampata una nuova edizione), catechismo dell’Ab. Ambrogio Guillois edizione 1904, Summa Teologica di San Tommaso d’aquino scaricata da internet.

Latinista ha detto...

Grazie per le risposte, e in particolare ad Agostino.