giovedì 30 ottobre 2014

Causa della Notificazione Semeraro: 30 cresime amministrate da Mons. Alfonso De Gallareta a inizio Ottobre 2014.

Su Radio Vobiscum [qui] potete ascoltare l'Intervista, registrata poco fa, a don Pierpaolo Petrucci, superiore del Distretto italiano della  FSSPX - Confutazione della recente “Notificazione ai parroci” di Mons. Marcello Semeraro, vescovo della diocesi di Albano, contro i fedeli che ricevono i Sacramenti presso il Priorato di Albano Laziale.
Puntualizzazione importante: Non è un intervento del Papa, al contrario di quanto asserito da Orazio la Rocca su l’Espresso. È un comportamento in controtendenza con i recenti contatti con l'Ecclesia Dei e con le disposizioni precedenti.

Mons. Semeraro evoca il problema canonico: la foglia di fico per nascondere la perfetta ortodossia e inattaccabilità della FSSPX e le eresie postconciliari. Chiavistello che non vuol discutere la dottrina.
L'intervista è l'occasione per chiarire che la Fraternità di San Pio X non fa altro che manifestare pubblicamente in maniera tenace e ardente i fondamenti della fede. 

Se ci si chiede perché tante persone si rivolgono al priorato anziché alle strutture della diocesi, la risposta è perché si rendono conto della povertà del catechismo offerto e chiedono una formazione più solida, una dottrina più chiara un punto di riferimento sicuro in base al loro sensus fidei tuttora persistente.

31 commenti:

Anonimo ha detto...

Sostanzialmente poche novità rispetto al comunicato già diramato. Tranne la causa scatenante delle cresime...

Rr ha detto...

I 4 anni di catechismo di mia figlia son costati circa 100 euro. Quando ha iniziato (2006) erano circa 120 bambini, raccogliendosi tre parrocchie( i decanati voluti, credo, dal Tetta). Pero' per la Cresima erano un' ottantina. Calcolate l' introito per la Parrocchia. Probabilmente un50% non veniva usato per la catechesi, ma per altro.
Ora pensate cosa significhino 30 cresimandi in meno in una o due parrocchie, col rischio che l' anno prossimo siano60 e poi magari 90. Bye bye soldini, magari per organizzare Forum per i nostri cari homo.

A Propos, vista una recente foto del Semeraro?
Beh, dopo Marino Roma aspetta solo lui per confermersi " friendly" per tutti
Rr

mic ha detto...

Non sarà un atto del papa, ma è comunque una bordata di calibro pesante contro chi si sta spendendo generosamente per il Signore e per la salus animarum.

Arcangelo ha detto...

MIO figlio è stato uno dei cresimati del 5 ottobre.

Anonimo ha detto...

Rr,

Come mai una parocchia chiede soldi per insegnare il catechismo alla sua figlia!

Non ho sentito mai tale simonia in tutta la Chiesa universale!


Romano

Guidotorinese ha detto...

Premetto che non frequento Messe FSSPX se non occasionalmente.
Se non disegnassi come un cane, fare una vignetta con da una parte la chiesa FSSPX con molta gente dall'aria serena in via per raggiungerla: famiglie, giovani vestiti in modo moderno ma ordinato (nella galassia dellle Messe V.O. vedi anche buffi tipi alla Mariannini bonanima, con mantello e ghette) etc.; dall' alto lato una chiesa diocesana attorniata da quatto gatti tra cui anziani ex hippies con chitarra,ragazzini annoiati che cantano l' "alleluja delle lampadine" e un vescovo stizzito che brandendo il pastorale grida all'altro gruppo: "tanto io vi scomunico!"

edoardo malgarida ha detto...

@Rr

per curiosità , dove abita?

I Decanati sono roba molto vecchia... credo anni '70. Sono nato vicino a Milano nel 1976 e da quando ricordo qualcosa i decanati erano già presenti.
Per quanto riguarda il catechismo a pagamento, anche questa è roba vecchia di almeno 10 anni. Usano la scusa del "materiale didattico" e le spese di gestione dei locali. Che poi il catechismo sia fatto solo da vacui discorsi pseduo-sociologici è un altro discorso. E quasi mai fatto da sacerdoti ma quasi sempre da laici "impegnati". Di certo si impara poco o niente, anzi, il rischio è di disimparare quello che ha insegnato la famiglia.

Annarè ha detto...

Non credo che il Papa sia all'oscuro, solitamente non si muove foglia che Bergoglio non voglia.

Anonimo ha detto...

Mons Semeraro ha studiato a lungo la teologia scritta in ginocchio dal gran teologo Kasper. Leggendo quelle belle parole tutte piene di misericordia non ha dormito tutta la notte a al mattino ha scritto quel capolavoro di bontà. Pare l'omelia sul vangelo del buon pastore. E quello è bello.

il maccabeo ha detto...

Di nuovo c'é la lettura del decreto di erezione del Priorato FSSPX di Albano da parte di Mons. Macario,che non è un'invenzione della FSSPX, ma appunto un documento reale e oggi canonicamente importante.
Poi c'é l'invito a manifestare con coraggio la fede fatto ai cardinali e vescovi del sinodo contro le eresie kasperiane! Chissà che Müller, Caffarra, Burke e co. comincino a chiedersi quale sia LA CAUSA DI TANTO SFACELO e come si sia arrivati a sostenere pubblicamente in un sinodo l'abolizione del 6° comandamento e del matrimonio cristiano. Speriamo che un giorno anch'essi vedano come la causa stia nel "subsistit in", che è negazione definitiva dell'esclusività del Magistero cattolico come depositario della Rivelazione divina. Se la Chiesa non è più unica Mater et Magistra allora pure la morale cattolica diventa solo... un'opzione! Mentre, sempre secondo Kasper, l'Ecumenismo è un obbligo...e quindi pure il peccato!

Annarè ha detto...

In effetti peccare è obbligatorio se si vuole, secondo la revisione delle parole di S.Paolo da parte del vescovo di Roma, trovare Cristo. Non ha forse detto ultimamente che il creistiano ha una unica cosa di cui vantarsi il peccato, perchè li vi si trova Gesù con la sua misericordia. Pertanto i santi saranno tutti all'inferno, mentre coloro che perseverano nel peccato certamente si salvano. Il mondo sottosopra.

lister ha detto...

Per non accostare Muller a Caffarra o Burke:
http://fidesetforma.blogspot.it/2012/07/rome-est-dans-lapostasie.html

Da quelle parti "il più pulito c'ha la rogna"

su Radio Spada ha detto...

....
Non posso dire di conoscere con certezza le motivazioni che hanno portato a questa notificazione, ma volevo permettermi di fare un appello a Mons. Semeraro: non lasciamo la croce per servire l'uomo, che sia un superiore o il proprio ego; lasciamo i numeri e le furbate ai politici, ai lupi e a gli squali di Wall Street. Questi moniti così minacciosi a chi cerca il Signore, conditi di argomentazioni così fragili, sortiranno un effetto totalmente opposto al desiderata.

Voglio dirglielo, Monsignore, perché siamo nell’era di internet, in un’epoca in cui la gente è molto attenta a questi movimenti e nessuno può sfuggire, neanche nel Creato. Mi permetto perché questa è politica pura, non fede e non dottrina.

Da persona amante della verità, che prova nel suo piccolo a far funzionare questo sito e le sue edizioni, assieme ad amici tanto preparati quanto determinati, non posso esimermi dal commentare anche il fuorviante articolo uscito su L’Espresso.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/10/27/news/papa-francesco-vieta-di-dire-messa-ai-preti-lefebvriani-1.185655

Al sig. Orazio La Rocca, sedicente vaticanista, che confonde il Vescovo di Albano col "Vescovo di Roma" (sic), consiglio di cogliere l’attimo, esattamente come il suo più noto omonimo consigliava due millenni fa.
Colga l’attimo, cambi lavoro. Il Presidente

http://radiospada.org/2014/10/laffaire-semeraro-la-replica-della-fraternita-e-considerazioni/

lister ha detto...

Sempre @ maccabeo e quanti si aspettano chissacché da Muller

http://cathcon.blogspot.com.br/2012/07/new-head-of-cdf-on-record-four-sspx.html

ovvero "il lupo che si traveste da pecora"...

mic ha detto...

Lister quell'intervista è vecchia. Della questione abbiamo parlato e Muller è stato confutato anche qui

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/08/la-fsspx-non-si-trova-in-una-situazione.html

Di certo è noto che non ha mai amato la Tradizione e dunque ha avversato la FSSPX.
Il suo conservatorismo sulla morale gli fa onore, ma anche lui è conciliare doc

Quanto all'attuale rapporto con la FSSPX di certo qualcosa è cambiato. Non sappiamo fino a che punto e in che termini. E' tutto da vedere.

Anonimo ha detto...

Ma, se il Vescovo di Albano ha divulgato il suo scritto a cagione della cresima celebrata da Mons. De Gallareta, crede il Vescovo che lo Spirito Santo è diviso? cioè che i ragazzi non hanno ricevuto lo stesso Spirito che i ragazzi sotto lui ricevono?

Sembra che lo crede, altrimenti perché l'ha scritto?

Romano

Anonimo ha detto...

AUGURO DI TUTTO CUORE ALLA FRATERNITA' SAN PIO x DI PROSEGUIRE NELLA SUA AZIONE DI SANTIFICAZIONE DELLE ANIME.

Gli altri, in molti casi, si sono dimenticati di noi, trascurando completamente i Sacramenti.



mic ha detto...

se il Vescovo di Albano ha divulgato il suo scritto a cagione della cresima celebrata da Mons. De Gallareta,

Il motivo non è esplicitato, lo dice do Pierpaolo Petrucci nell'intervista.
Oltre alle cresime, ci sono 20 bambini ad Albano (40 ad Ariccia) iscritti al catechismo delle prime comunioni.
C'è questa tendenza delle famiglie a rivolgersi alla Fraternità.

Richiamo la vostra attenzione sul fatto che Avvenire oggi così scrive:

"... Del resto Semeraro si dice dispiaciuto per le «opzioni» riferite all’Iniziazione cristiana dei ragazzi che sono «in contrasto con gli orientamenti pastorali della Chiesa italiana e con le scelte conseguenti della diocesi di Albano, dove sono privilegiati percorsi formativi per la crescita e la maturazione della vita di fede»...."

Siamo in molti a conoscere che tipo di "inquinamento" e il tipo di "percorsi" hanno certi "orientamenti pastorali".

Su questo non aggiungo altro per mancanza di diretta conoscenza.
Ma, qualunque sia la causa dell'irrigidimento del vescovo (che parrebbe l'emorragia di fedeli che non sono clienti che vanno alla concorrenza, ma anime da salvare e formare alla fede), quel che conta sono i contenuti e non c'è alcun dubbio su quelli offerti dalla Fraternità, checché ne dicano i suoi detrattori...

Anonimo ha detto...

Auguro alla Fraternita`
di essere piu` presente al Sud,
dove c'e` tanta gente pronta a seguirli.

Anonimo ha detto...

Mmmh...non credo d aspettarmi molto da Müller, non credo, constato che per una volta difende una causa giusta, il matrimonio, e vorrei solo che fosse logico fino in fondo. Spero non SIA vietato pregare per la conversione d un cardinale. Per quanto mi riguarda ho imparato da mons. Lefebvre che devo pregare x il prossimo chiunque sia, anzi specialmente se ostico verso la tradizione. Io non conosco il futuro, a differenza d altri.
Il maccabeo

Alessandro Mirabelli ha detto...

il provvedimento di Semeraro si sintetizza in una sola parola: ripicca (oppure vendetta). Esso trasuda rabbia ed invidia per il successo pastorale (non trovo altre parole per il momento) della FSSPX

Josh ha detto...

al di là di un po' d'imprecisione:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/31/papa-francesco-lattacco-cardinale-burke-chiesa-nave-timone/1183352/

Michela F. ha detto...

Ma il matrimonio fatto presso la Fraternità ha anche valore legale? Perché se io faccio tutto il percorso dei sacramenti presso la fraternità e poi debbo sposarmi nella mia parrocchia hippie per essere riconosciuto legalmente che senso ha? E se il prete della chiesa hippie non mi sposasse finché non rifaccio tutti i sacramenti presso la sua chiesa perché non riconosce quelli della Fraternità sarebbe doppiamente triste!

lister ha detto...

Sì, sì, Mic, è roba vecchia ma era solo per tenere a mente il pensiero di base di Muller.
Uno che nega la verginità della Madonna e che insiste sullo scisma della FFSPX è da trattare con le molle ancorché si sia schierato con Burke negli ultimi avvenimenti vaticani.
Chiedo venia per non aver letto il tuo post del 27 agosto... :(

Rr ha detto...

Michela,
se non erro esiste il matrimonio " di coscienza": cioe' tu ti sposi in chiesa, ma chiedi che il matrimonio NON sia registrato civilmente. Poi , quando decidi, chiedi la trascrizione al Comune. Molti anni fa lo fece una giovane cugina di mia madre, perche' il fidanzato , essendo allora guardamarina, non poteva sposarsi prima di un tot, salvo lasciare la Marina. Dopo alcuni anni han presentato il certificato di matrimonio in Comune, ed il matrimonio e' stato registrato anche civilmente.
Secondo te, se fai la registrazione alcuni anni dopo, lo Stato ti chiede se il prete e' FSSPX o no ?
Rr
PS: la vicenda avvenne negli anni settanta, postCVII. Il sacerdote era il nostro parbroco di cui gia' vi ho parlato, gran lettore di Maritain.

Rr ha detto...

A chi chiede dove abito, e commenta sul diaconato ed il catechismo: io vivo a Mmilano da anni, zona Loreto-Piazza Argentina, ma dal 1983, e non so esattamente quando siano stati attivati i decanati, se sotto Colombo, Martini, Tettamanzi.
Le spese per il catechismo sono per il libro
( pochissimo usato) , le spese di luce, riscaldamento ecc.dei locali dell' Oratorio, ed altre spese, per es. per il ritiro pre Catechismo sul lago Maggiore. Le catechiste sono laiche. Quella di mia figlia era un' insegnante di scuole superiori, molto in gamba e preparata, laureata in Teologia a Roma( e' infatti una " Rromana de' MMilano"). L' insegnamento impartito era mediamente buono, ortodosso, anche perche' l' allora parroco era abbastanza" conservatore", ma anche il giovane prete responsabile dell' Oratorio era , come dire, ben orientato. Peccato, pero', come ho gia' scritto
in altra occasione, che per la Cresima scegliessero giovani diciottenni o poco piu' poco preparati per far capire l' importanza del Sacramento.
Credo che sarebbe meglio spostare la data della I Comunione verso gli 11-12 anni e la Cresima a 14-15. Oggi infatti i ragazzini sembrano piu' maturi di 30-50 anni fa, ma in realta' non lo sono. Ai tempi di S.Pio X a12 anni andavano, purtroppo, a lavorare, erano dei piccoli adulti. Oggi rimangono bamboccioni fino ai30 anni !
RR
PS: anch'io ebbi insegnanti di catechismo laiche, ma sotto la supervisione dell' allora parroco, Monsignore Cameriere del Papa, assolutamente pre CVII

Rr

Anonimo ha detto...

io sono una mamma che vive hai castelli romani,e sinceramente non mi sono mai potuta permettere nulla di più delle mie possibilità i miei figli li ho mandati in parrocchia per imparare il catechismo 2 anni per la comunione, altri 2anni, per la cresima non sapevano nulla dico proprio nulla ho visto un prete con la veste e chiesi informazioni avevo anche degli scrupoli ma in un baleno lui mi spiegò così bene che ora i miei figli stanno sempre li priorato giocano pregano studiano debbo dire che sto più tranquilla che mi sembra di essere anch'io tornata giovane quando la Chiesa era veramente seria

Felice ha detto...

Michela, visto che la Fraternità S. Pio X non è, a tutt'oggi, una struttura canonicamente eretta nella Chiesa cattolica, se ti sposi nella chiesa della Fraternità non potrai trascrivere il matrimonio in Comune. Così il tuo matrimonio non avrebbe valore legale, a norma del Concordato tra stato italiano e Chiesa Cattolica, firmato nel 1929 e modificato negli anni '80. Ma a te questo non interessa. Tu ti sposi regolarmente nella chiesa della Fraternità, e ti sposi in municipio lo stesso giorno, o qualche giorno prima o dopo, non importa, con una cerimonia civile (una semplice regolarizzazione) che da valore legale per lo stato italiano al tuo matrimonio. Il matrimonio cosiddetto "concordatario", in cui il rito religioso assume anche valore per lo stato italiano, è una facoltà, non è un obbligo per gli sposi.

Michela F. ha detto...

Grazie per aver dato risposta a un mio dubbio

Anonimo ha detto...

Immaginate!

A Morgon in Francia, dove ci sono i Cappuccini tradizionali, ci sono 6 fedeli che vanno alla messa in Francese in Parrocchia ! Tutti gli altri, una migliaia, dai Cappuccini.

Se il vescovo francese di Lione farebbe come quello di Albano, che rimanereste della gregge?

O, Vescovo di Albano, pensane anche tu!

Osservatore pellegrino

Rafminimi ha detto...

Già ho parlato del matrimonio.
Faccio presente che le note seguenti furono scritte prima del 2004. Temo, però, che oggi la situazione non sia molto diversa
Matrimonio in rito Tridentino
ovvero le sette fatiche del Cattolico Tradizionalista
di Raffaello Minimi
Ho letto di una ragazza che desidera sposarsi con il rito tridentino. Scrivo il presente non per scoraggiarla, infatti non è impossibile (io stesso ho avuto tale grazia), ma per evidenziare ai soliti del «tutto va bene» che non è semplice.
[..]Chi desidera che il suo matrimonio ricada sotto il concordato, cioè chi vuole la trascrizione civile con i relativi annessi e connessi, si trova costretto a doverlo far celebrare nella forma canonica. D'ordinario tale forma prevede che il matrimonio sia celebrato dal parroco della sposa o da un suo delegato. Per chi, invece, sceglie volontariamente o per forza di sposarsi al di fuori della forma canonica, il problema è relativo. Si tratta di separare le due cerimonie, seguendo la prassi di prima del concordato: sposarsi civilmente alle 10 del mattino e religiosamente a mezzogiorno.
Ed ecco alcuni episodi di nozze tradizionali, di cui sono a conoscenza:
1)[..]
2) Una coppia di amici ha parlato con il parroco. Prima il parroco ha accettato, poi ci ha ripensato. Alla fine i due sposi, "ob torto collo", hanno scelto il compromesso di sposarsi senza messa. Hanno fatto solo il rito dell'espressione del consenso, tra la perplessità dei rispettivi genitori, la soddisfazione degli invitati già presenti ed il disappunto di quelli che non erano ancora arrivati, fidando nel solito ritardo delle spose;
3) Altra coppia di amici: il parroco per poco non li consegna all'esorcista. Soluzione radicale: matrimonio civile e religioso separati;
4) Altra soluzione ancora più radicale: una coppia fissa temporaneamente la residenza in una parrocchia di rito orientale e si sposa con il rito bizantino (la buon'anima di padre Alessio Ulisse Floridi SJ, di matrimoni del genere ne celebrò tanti);
5) Situazione particolare. I protagonisti sono dei convertiti. Sono già sposati da anni solo civilmente. Desiderano sposarsi in un celebre santuario. Vanno a parlare con il rettore che chiede loro: – "POTETE GARANTIRE PER ISCRITTO CHE TUTTI I VOSTRI INVITATI SANNO IL LATINO?"
Che acutezza di domanda! Che furbizia di prete! A tanto non era arrivato neppure Don Abbondio. In conclusione li sposa un altro anziano sacerdote, a casa loro e in rito tridentino.