Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 9 febbraio 2026

Consacrazioni FSSPX. Mons. Strickland parla di “continuità apostolica”

Nella nostra traduzione da FSSPX.Actualités. Qui l'indice dei numerosi precedenti interventi di mons. Strickland.

Consacrazioni FSSPX. Anche Mons. Strickland
parla di “continuità apostolica”

ricordando che “la salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema della Chiesa”
6 Febbraio 2026

Il Vescovo Joseph Strickland, emerito di Tyler, ha analizzato la decisione del Superiore Generale della intenzione di procedere con nuove consacrazioni episcopali. Tra la difesa della Tradizione e il riconoscimento di uno “stato di necessità”, il vescovo offre una profonda riflessione sulla sopravvivenza della fede cattolica.

Il mondo cattolico tradizionalista è in subbuglio. Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, ha confermato ufficialmente che la Fraternità fondata dall’Arcivescovo Marcel Lefebvre avrebbe presto proceduto con la consacrazione di nuovi vescovi. È in questo contesto di tensione che il Vescovo Joseph Strickland ha pubblicato un articolo di opinione in cui analizza la legittimità di questo approccio alla luce dell’attuale crisi della Chiesa.

Mons. Strickland: una voce libera nella bufera
Ma chi è esattamente il vescovo Joseph Strickland? Nominato vescovo di Tyler, in Texas, da Benedetto XVI nel 2012, il prelato si è rapidamente affermato come una delle voci più conservatrici e mediatiche dell’episcopato americano. Fervente difensore del “deposito della fede” e critico abituale del pontificato di Papa Francesco, in particolare per quanto riguarda il Sinodo sulla sinodalità e le questioni morali, è diventato una figura di spicco per molti fedeli sconcertati.

Questa schiettezza ha portato alla sua brusca rimozione. Nel novembre 2023, a seguito di una visita apostolica, Papa Francesco lo ha ufficialmente sollevato dall’incarico pastorale. Sebbene il Vaticano non ne abbia specificato le ragioni precise, questa rimozione è ampiamente considerata una sanzione contro la sua pubblica opposizione alla linea ufficiale della Curia Romana.

Stato di necessità e continuità apostolica
Nella sua analisi della situazione all’interno della FSSPX, il vescovo Strickland non si limita a un commento giuridico. Colloca il dibattito sul terreno della “continuità apostolica”. A suo avviso, l’annuncio del Superiore Generale della FSSPX non dovrebbe essere interpretato come un atto di ribellione, ma come una risposta a uno stato di necessità spirituale.

Il vescovo Strickland ribadisce che la missione primaria della Chiesa è la trasmissione della fede integra. Tuttavia, il prelato ritiene che l’attuale gerarchia, con le sue ambiguità dottrinali, stia creando una frattura. Pertanto, ricorrere a consacrazioni senza l’autorizzazione romana non ha lo scopo di creare una Chiesa parallela, ma di garantire che il sacerdozio e i sacramenti tradizionali non si estinguano.

Sottolinea che “La Chiesa esiste per la salvezza delle anime”, suggerendo che quando la struttura amministrativa sembra fallire in questa missione, la preservazione della Tradizione diventa una priorità assoluta.

Una sottile critica alla Roma moderna
La posizione del vescovo Strickland è tanto più significativa se si considera che non è membro della FSSPX e permane, agli occhi di Roma, un vescovo “in piena comunione”. Sostenendo che la FSSPX agisca per preservare la “continuità” che Roma sembra trascurare, il vescovo emerito di Tyler sottolinea una profonda frattura ecclesiologica.

Per lui, la questione non è tanto se i nuovi vescovi saranno “legittimi” secondo il diritto canonico, quanto se saranno gli autentici custodi della verità cattolica. Invita quindi i fedeli a comprendere che il vero scisma, a suo avviso, risiede più nell’abbandono del dogma che in un’apparente irregolarità disciplinare.

In un panorama ecclesiale sempre più frammentato, la voce del vescovo Strickland risuona come un potente monito e un sostegno morale per coloro che considerano la Tradizione il baluardo definitivo contro la confusione moderna. - Fonte

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarebbe interessante leggere l'intero intervento di Mons. Strickland, non solo questo comunicato FSSPX. Dove si trova?

mic ha detto...

l'ho appena pubblicato da Pillars of faith

Anonimo ha detto...

J'approuve entièrement les propos de Mgr Strickland.

Pensiero di Peter Kwasniewski ha detto...

Ormai tutti coloro che sono interessati alla fede cattolica tradizionale hanno sentito che la Fraternità San Pio X ha annunciato che procederà alle consacrazioni episcopali il 1° luglio 2026, festa (del vecchio calendario) del Preziosissimo Sangue.

Si tratta ovviamente di una notizia di grande portata, ma non che qualcuno ne sia poi così sorpreso: si tratta di una notizia che si aspettava da tempo.

Ho pensieri contrastanti e non credo che ciò sia inappropriato, dati i tempi confusi in cui viviamo. Chiunque si aspetti che io condanni la FSSPX o la valorizzi incondizionatamente rimarrà deluso. Sono sempre stato moderatamente pro-FSSPX, la mia posizione è ben nota al riguardo; ma ho anche sempre affermato che ritengo oggettivamente migliore essere in piena comunione regolare con la gerarchia cattolica, motivo per cui ho sempre partecipato e parteciperei alla Messa presso un istituto dell'Ecclesia Dei, se potessi scegliere.

Vorrei semplicemente dire: è in gioco un grande bene, ma anche un grande male.

Il grande bene è la comunione piena e regolare con la gerarchia della Chiesa. Gli istituti Ecclesia Dei hanno scelto questo bene come principio fondamentale e, di conseguenza, spesso non si esprimono con altrettanta forza e chiarezza sulle questioni del giorno. Eppure, stanno palesemente compiendo l'opera del Signore; stanno restaurando silenziosamente e pazientemente la tradizione in tutto il mondo. Ne ho visto i frutti immensi. Stanno ricostruendo la Chiesa dalle fondamenta, un apostolato alla volta.

D'altra parte, il grande male è il modernismo che ha contagiato la Chiesa a ogni livello, a tal punto da essere ormai dato per scontato; è diventato come un gas nocivo pervasivo, invisibile e inodore. Contro questa tendenza, l'Arcivescovo Lefebvre ha preso una coraggiosa posizione a favore della fede cattolica tradizionale ( Tra Roma e ribellione di Yves Chiron è una lettura essenziale per chi desidera comprendere la profondità della crisi che ha affrontato, una crisi che ancora ci troviamo ad affrontare), e la sua Fraternità continua a tenere alta quella fiaccola luminosa. Li ammiro per la loro testimonianza, che hanno pagato a caro prezzo.

Alcuni obiettano al linguaggio di "comunione piena o parziale". Non mi fermo qui. Parlo dell'irregolarità istituzionale della Fraternità, che non è una mera sciocchezza. La FSSPX potrebbe anche fare la cosa giusta, ma loro stessi sarebbero i primi a confessare di non essere "la Chiesa" in senso stretto e che la gerarchia della Chiesa esiste ancora con Papa Leone a capo (per quanto piena di corruzione ed errori in questo momento). In altre parole, non sono sedevacantisti; e qui sta il dramma di questo momento. I sedevacantisti vivono in una terra immaginaria dove non hanno reali autorità terrene a cui rispondere; semplifica le cose, come solo la follia può fare.

Qualunque cosa possano dire alcuni entusiasti senza freni, i dirigenti della Società non sono trionfalisti nel compiere questo passo; lo fanno perché hanno la consapevolezza di ciò che deve accadere affinché possano continuare l'opera per cui credono di essere chiamati da Dio, e che non possono fare scendendo a compromessi su alcun principio.

Qual è l'essenza del loro caso?

Anonimo ha detto...

Mi trovo totalmente d'accordo con Mons. Strickland. Anzi noto nella sua riflessione una grande profondità di pensiero che potrebbe aiutare a comprendere bene il ruolo del Papa chiamato piuttosto ad avvallare le legittime e autentiche esigenze dei fedeli che si aspettano Vescovi secondo il cuore di Dio e non a decidere arbitrariamente nomine favorevoli all'agenda progressista, svincolate completamente da quella che è la Volontà di Dio che tutti siamo chiamati a ricercare e ad obbedire...

Anonimo ha detto...

Comunione piena o parziale è un concetto tipicamente modernista e conciliare. Tipico da ecclesia dei

Anonimo ha detto...

" Parlo ora della Fraternità Sacerdotale san Pio X.

Non chiedono novità.
Non chiedono potere.
Stanno chiedendo vescovi perché, senza vescovi, non ci sono preti e senza preti non ci sono Sacramenti e senza Sacramenti la Chiesa non può sopravvivere in maniera rilevante. Hanno atteso. Hanno domandato. Non hanno ricevuto una risposta che fosse realistica. E lo dico chiaramente: quando l'eresia è tollerata mentre la tradizione strangolata, qualcosa è andato terribilmente storto. Quando coloro che rompono con la dottrina sono accolti, e coloro che invece ci si aggrappano sono guardati con sospetto, l'autorità sta andando contro il suo stesso scopo. Questo non è parlare da ribelle, bensì fattuale. Alcuni diranno: Bisogna attendere. Alcuni diranno: Devi confidare. Alcuni diranno: devi essere paziente. La pazienza è una virtù. Ma pazienza non significa guardare il sacerdozio morire mentre i responsabili si rifiutano di agire. La fiducia è necessaria. Ma la fiducia non significa fingere che il silenzio sia saggezza quando non lo è. L'obbedienza è santa. Ma l'obbedienza non ha mai significato collaborare all'erosione della Fede. C'è un momento in cui continuare ad aspettare diventa una forma di resa. Quel momento è arrivato. E so che alcuni indietreggeranno sentendolo. Diranno che questo linguaggio è troppo forte. Diranno che turba le persone. Bene. Perché una Chiesa che non è mai turbata dalla verità è già addormentata. Nostro Signore turbava le persone costantemente. Rovesciò i tavoli. Dichiarò l'ipocrisia. Ammonì i pastori che pascevano se stessi invece del gregge. Non parlò con dolcezza a coloro che distorcevano la verità rivendicando autorità. E non mi interessa una pace che si acquista con il silenzio. Non mi interessa un'unità che richiede di mentire a noi stessi. Non mi interessa la stabilità che si ottiene a costo della resa. La linea è stata tracciata"

Mons. Joseph Strickland

Anonimo ha detto...

"CONSACRARE ILLEGALMENTE UN VESCOVO non è necessariamente un atto scismatico di diritto canonico. È stato dichiarato tale nel caso dell'arcivescovo Lefebvre perché gli era stato avvertito di non farlo, e lo ha fatto.

Abbiamo avuto consacrazioni illegali dei vescovi in Cecoslovacchia durante il periodo comunista, senza autorità romana. Non erano atti scismatici.

Abbiamo avuto la consacrazione dei vescovi in Cina senza il permesso della Santa Sede, che non hanno mai dichiarato atti scismatici e nemmeno dichiarato scomunica. Li hanno regolarizzati post facto.

Quindi canonicamente, è complicato.

Lo spirito del separatismo, però, è chiaro se si va avanti sfidando il diritto canonico e l'autorità della Santa Sede per fare qualcosa che non è previsto come autorizzato.

Abbiamo tempo da qui a luglio per i negoziati. Spero si possa fare un accordo, perché è una vergogna. Sono più di 600 i sacerdoti nella Società di San Pio X. Hanno molti seminaristi. Stanno portando molte persone ai Sacramenti e simili.

Vogliamo promuovere l'unità cattolica. E penso che si possa arrivare ad un accordo, ma deve avere un interesse attivo da entrambe le parti per individuare e poi chiarire questioni che restano irrisolte. "

- Don Gerald Murray, 07 febbraio 26

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Anonimo ha detto...

Se l'obbedienza a Roma è in conflitto con l'obbedienza a Dio, cosa deve fare un cattolico? L'arcivescovo Lefebvre ha avvertito che separare libertà e coscienza dalla legge di Dio avrebbe devastato la Chiesa.
Si è sbagliato o semplicemente in anticipo?
Robert Morrison approfondisce: https://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/8097-god-s-commandments-vs-rome-why-archbishop-lefebvre-still-matters-in-the-sspx-crisis