§ 1 — Cos'è
— Alludiamo alla Chiesa che presentiamo come società di uomini uniti tra loro non solo moralmente (= in virtù di un «fine» conosciuto e voluto da tutti); ma anche e principalmente per l'unica vita soprannaturale ad essi partecipata dal Cristo-Capo...
— Perciò, «Corpo» non semplicemente morale, come tutte le società umane; ma mistico, data la soprannaturalità del «fine» (= la beatitudine eterna) a cui tutti aspirano, e dei «mezzi» di cui tutti possono disporre per realizzarlo; «mezzi» comprendenti sia la grazia santificante che i sacramenti che la conferiscono...
— Società, dunque, non composta di semplici uomini-creature, ma di figli adottivi di Dio nel Cristo; membri non di un ente morale da essi costituito e che ciascuno dei medesimi precede e condiziona con la propria personalità e le sue energie...; «ente» perciò privo di singoli che lo compongono e senza i quali non sarebbe nulla...
Nei fedeli, invece, abbiamo gli elementi di una Super-Realtà che a ciascuno e a tutti: il CRISTO-CAPO che organizza il proprio «Corpo» creandone e articolandone le singole membra... È Lui infatti che forma il suo «gregge», genera i suoi «tralci», costruisce il suo «edificio», conquista il suo «Regno». È per Lui ed in Lui che i fedeli sono «nuove creature», ossia godono una vita e vantano una dignità per la quale sono «nuove creature», ossia godono una vita e vantano una dignità sono riconosciuti ed amati dal Padre come «figli», dominati e assimilati alla divina Personalità del Figlio (Cat., 789).
§ 2- Le «membra» di cui si compone
La Chiesa è un Corpo composto d'individui umani compaginati tra loro secondo una struttura analoga a quella di ogni organismo...
Essa implica una pluralità di soggetti e la loro distinzione in categorie, secondo una certa distribuzione di poteri e di funzioni, che rendono il Corpo Mistico il più eterogeneo d'ogni ente morale.
Quel che ora interessa sottolineare è che «i singoli fedeli» - per se stessi divisi, sparsi, contrapposti, nel Corpo diventano «parti» di un «tutto», integrandosi in virtù di una solidarietà che annulla le differenze di origine e di razza, colma ogni dislivello di condizione sociale, supera ogni conflitto d'interessi (Cat., 790).
Per questo:
- a) tra i fedeli non c'è più né Giudeo né Greco; né schiavo né libero; né uomo né donna, poiché avverte Paolo «voi tutti siete UNO in Cristo Gesù...» (Gal 3, 28).
- b) Ma la superiore unità delle membra fra loro non esclude le «differenze» relative alla varietà delle funzioni proprie in Lui - di un Corpo altamente organizzato. Perciò, «a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo...».
Infatti, è Lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero per edificare il Corpo di Cristo...» (Ef 4, 11ss. Cf. 1Cor 12, 28). - c) Alla varietà degli organi e delle funzioni risponde - nelle membra - quella parzialità e relatività per la quale ciascuno, nel Corpo, non essendo IL TUTTO, non basta a se stesso, ma ha bisogno dell'altro, deve riferirsi all'altro...
— Ed ecco quella mutua integrazione delle «parti» che condiziona l'equilibrio e l'efficienza dell'intero Corpo: «Dio ha composto il corpo conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo; ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi, se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con esso. Ora, voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte» (1Cor 12, 17-27).
§ 3 I limiti
Purtroppo, alla salda e profonda unità strutturale e dinamica del Cristo si oppone nei «singoli» l'instabilità della «creatura», che, abusando dell'arbitrio, può resistere alla Grazia, sottrarsi all'influsso vivificante del Capo, cessare di essere «membro-vivo», cioè parte-subordinata-al-Tutto. Si verifica allora il caso del tralcio arido, sterile, destinato ad essere reciso dalla Vite e gettato al fuoco.
— Molto più grave il caso dell'apostasia che anche visibilmente riduce il numero dei fedeli. Numero però che non potrà mai venir meno del tutto perché, nell'ipotesi, verrebbe meno anche il Corpo, quindi la stessa funzione del Cristo «come Capo» e, in ultima analisi, il Cristo Totale.
(p.Enrico Zoffoli, Cristianesimo, ed.Segno, 1993,
pp.614-616: "Struttura della Chiesa - art.2: il corpo")

12 commenti:
https://advaticanum.com/article/archbishop-of-vienna-i-would-certainly-wish-for-the-ordination-of-women/
Quando il sommo Pontefice, l’unico monarca spirituale esistente al mondo, vota alle elezioni americane di medio termine come un qualsiasi comune elettore, e per giunta lo fa sapere a tutti, la dignità altissima del suo ruolo è svilita e gettata nella polvere.
Ci voleva uno yankee sul soglio di Pietro per andare persino oltre, nel desacralizzare il suo ruolo, al Bergoglio ospite serale di Fabio Fazio.
Il capo di una gerarchia spirituale, colui che dovrebbe detenere l'Auctoritas, si sottomette al culto del numero e alla superstizione egualitaria e profana dell'1 vale 1.
Più in generale, da sessant’anni in qua la Chiesa ed il Papato si sono sottomesse ai vincitori di due guerre mondiali e infine della Guerra Fredda.
Ne hanno assunto lo spirito borghese, secolare, profano, individualista, materialista.
Il principio dell'individuo atomizzato sovrano e il principio democratico-quantitativo della massa e del numero sono tra i suoi nuovi dogmi.
Questa nuova “alleanza” con la democrazia liberale non deve però trarre in inganno.
Non si tratta di un’alleanza paragonabile a quella del passato tra il trono e l’altare. Quella era un’alleanza alla pari, in quanto la Chiesa riconosceva il potere politico e lo legittimava, perché esso a sua volta riconosceva la vera religione e si impegnava a difenderla.
La nuova alleanza tra la Chiesa conciliare e le demo-plutocrazie liberali è del tutto impari. In quanto nessuna di esse si impegna a promuovere la religione cattolica e tantomeno a riconoscerla come vera.
Ciò sarebbe contrario al principio sovversivo e rivoluzionario della neutralità liberale dello Stato, condannata da molti Pontefici ma poi legittimata dal 1965 dallo stesso Concilio Vaticano II.
Come dimostrano i concordati firmati da Montini e Wojtyla, quello italiano del 1984 compreso, la Chiesa ha fatto atto di sottomissione allo Stato laico non chiedendo in cambio alcun riconoscimento pubblico alla Verità, ma solo qualche vantaggio economico. Così fanno i subalterni.
Non è quindi un’alleanza, ma un atto di sottomissione. Alla democrazia liberale, all’umanitarismo astratto dei diritti dell’uomo, all’ ecumenismo paramassonico e, sotto sotto, anche al capitalismo.
Come dimostrano la decisione della Cei di epoca ratzingeriana di sostenere con convinzione il governo del banchiere Monti; e quella della Cei di epoca bergogliana di sostenere con altrettanta convinzione quello liberticida del banchiere Draghi.
La Chiesa conciliare bacia la pantofola anche alla finanza globale. Cioè a Mammona.
Ovviamente il papa yankee, buon cittadino democratico della cosmopolis egualitaria, non poteva che rappresentare il culmine assoluto di questo processo di desacralizzazione del Papato e di sottomissione modernista al regime e all’ideologia dominanti.
Lo hanno scelto per questo.
Martino Mora
Ma i due ultimi Pontefici sono stati e sono "teologi della liberazione" rappresentano cioè la variabile neo-marxista penetrata nella Gerarchia cattolica, soprattutto in America Latina. L'analisi di M. Mora coglie solo un aspetto.
L'appoggio indisciminato dell'attuale Gerarchia all'invasione indiscriminata dei c.d. migranti rientra nel disegno rivoluzionario di utilizzare le masse dei diseredeti per distruggere l'Occidente capitalista.
Con la Guerra Fredda c'era poco da scegliere. L'alternativa era la Russia di Stalin, rappresentata in Italia da un partito comunista molto forte che già aveva presentato il suo biglietto da visita rivoluzionario con i massacri di decine di migliaia di fascisti della RSI prigionieri di guerra, a guerra appena finita.
Il Papa non condannò esplicitamente la barbarie di Piazzale Loreto e dintorni, il messaggio omicida era però stato perfettamente recepito.
H.
E' del tutto evidente che Giovanni Paolo II nel 1984 non ha fatto bene la Consacrazione del Cuore Immacolato alla Russia che avrebbe portato un ritorno fervoroso alla fede fortissimo , questo non e' avvenuto ne' alla societa' ne' alla gerarchia ecclesiastica , il mondo di oggi lo dimostra con le guerre insensate e con l'alta gerarchia e i pastori che sono ambigui e non spronano alla fede ! C'e' da inviare la Gerarchia cattolica al tempo del papa Borgia !
Come sta MIc? Vediamo che da ieri non cura più il blog.
Questo dimostra che razza di cardinali formano il cosiddetto Sacro Collegio (?), che ormai di sacro non ha più niente, nemmeno una briciola, solo immagine, commedie e nulla più, recite a soggetto. Completa desacralizzazione, a completamento della Rivoluzione nella Chiesa, come titolava il suo libro don Andrea Mancinella, (oppure Golpe nella Chiesa, come è stata reintitolata la sua riedizione, a cura di Radio Spada). Hanno cestinato la Trascendenza, con l'immanenza, il sacro, col profano, il Cristocentrismo con l'antropocentrismo, il Dio che si fa uomo con l'uomo che vuol farsi Dio, in pieno allineamento al Non Serviam di Lucifero; com'è possibile oggi, mi chiedo, e vi chiedo, credere a loro, dar loro ancora fiducia? si può essere più accecati, papolatri, rane bollite di così? senza offesa per nessuno, ovviamente, solo per fare una triste, cruda constatazione. LJC
Sono ancora convalescente e non riesco a tenere i ritmi di sempre.
Ogni tanto faccio volentieri quel che riesco.
Ma c'è E.P. che egregiamente supplisce. Deo gratias!
Condivido ex toto core meo.
Zoffoli in libreria non si trova più....
Papa Prevost col suo voto strombazzato al popolo ha dato un assist alla vittoria dei dem, la peggiore sinistra di sempre, filoislam e marxista, abortista e woke. Nulla di tutto ciò è liberale e democratico.
Errata corrige:
ex toto corde meo
Dopo 14 anni, i vescovi tedeschi continuano a rifiutare le istruzioni di Benedetto XVI di usare la formula "per molti" nella Consecrazione e continuano a usare la formula "per tutti"
Preghiamo per l'unità della Chiesa
Fonte: Michael Haynes
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