Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 20 giugno 2019

Sinodo Amazzonia / Signori cardinali e vescovi, davvero volete questa Chiesa?

«Taceranno i vescovi, successori degli Apostoli, e i cardinali, consiglieri del Papa nel governo della Chiesa, di fronte a questo manifesto politico-religioso che stravolge la dottrina e la prassi del Corpo Mistico di Cristo?». Se lo chiede il professor Roberto de Mattei analizzando l'Instrumentum laboris (Sinodo Amazzonia. Instrumentum laboris: ascoltare con la Chiesa il grido di un popolo) pubblicato dal Vaticano in vista del sinodo dei vescovi sull’Amazzonia (Roma 6-27 ottobre).

Le prime reazioni di fronte dall’Instrumentum laboris per il Sinodo  sull’Amazzonia si sono concentrate sull’apertura ai sacerdoti sposati e all’inserimento delle donne nell’ordine sacramentale della Chiesa. Ma l’Instrumentum laboris è qualcosa di più: è un manifesto della ecoteologia della liberazione che propone una “cosmovisione” panteista ed ugualitaria inaccettabile per un cattolico. Le porte del Magistero, come ha ben sottolineato José Antonio Ureta, vengono spalancate «alla Teologia India e alla Ecoteologia, due derivati latinoamericani della Teologia della Liberazione, i cui corifei, dopo il crollo dell’URSS e il fallimento del “socialismo reale”, hanno attribuito ai popoli indigeni e alla natura il ruolo storico di forza rivoluzionaria, in chiave marxista».

Il papa amico dei nemici della Chiesa e nemico di chi la difende

L'immagine riguarda il passato
dimenticato da chi non dovrebbe...
Il 31 di maggio alla Mecca 139 rappresentanti dei Paesi musulmani sottoscrivono la Dichiarazione “No all’islamofobia”. [qui] Il documento è definito sotto la direzione del Mufti dell’Arabia Saudita a conclusione della XIV sessione ordinaria della Organizzazione della Cooperazione islamica. Nella dichiarazione si afferma la necessità di tutelare le differenze culturali e religiose per contrastare discorsi e comportamenti islamofobici. Nella Dichiarazione si sottolinea, tra l’altro, di «stare al fianco di quei musulmani che nei Paesi non islamici soffrono persecuzione, ingiustizia, coercizione e aggressioni» (…) «sostenerli e farsi carico della loro causa nei forum internazionali, per tutelare il loro pieno esercizio dei diritti politici (diritto di costituire partiti d’impronta islamica) e sociali nei loro Paesi, e sviluppare programmi e meccanismi che garantiscano la loro piena integrazione nelle loro società, lontano da ogni discriminazione.»

mercoledì 19 giugno 2019

Nuovo sito web dedicato a Fides Catholica

Ricevo da Padre Serafino Lanzetta una comunicazione che condivido con gioia. 
Domani, Solennità del Preziosissimo Corpo e Sangue del Signore, verrà lanciato un nuovo sito web dedicato alla Rivista di Apologetica Teologica “Fides Catholica”: https://www.fidescatholica.com 
La rivista nacque dietro ispirazione del P. Stefano Manelli, Fondatore dei Francescani dell’Immacolata. Padre Serafino l’ha diretta per molti anni fino allo sciagurato commissariamento, quando, per salvarla, ne è stata passata la direzione a Mons. Antonio Livi che vi ha lavorato alacremente fino a prima di ammalarsi. 
La rivista continua  le sue pubblicazioni semestrali e ora è in preparazione il primo numero del 2019. Dunque "Fides Catholica" scende in campo con un nuovo supporto e grafica digitali e noi saremo ben lieti di seguire e attingervi come molte volte in passato [Consultando il motore di ricerca interno potrete trovare numerosi testi interessanti di Padre Lanzetta e della rivista].

Martin Mosebach: il “flirt” di Papa Francesco con l’eresia potrebbe provocare uno “scisma”

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, intervista a Martin Mosebach, l'eminente scrittore tedesco che si è aggiunto ai firmatari della Lettera Aperta ai Vescovi [vedi indice articoli precedenti] e, in una intervista, fornisce le ragioni della sua firma e afferma che il “flirt” di Francesco con l’eresia potrebbe provocare uno “scisma”

Il 30 aprile 2019, 19 studiosi e prelati hanno pubblicato una Lettera aperta ai vescovi in cui accusano di eresia Papa Francesco ed esortano i vescovi di tutto il mondo a indagare in modo scrupoloso, per il bene della Chiesa, sulle accuse rivolte al pontefice. Nelle settimane successive altre persone – tra cui 20 sacerdoti e alcuni teologi e canonisti – hanno aggiunto le loro firme alla Lettera Aperta. I firmatari della Lettera Aperta sono ad oggi 92.
Il 13 maggio anche Martin Mosebach ha apposto la sua firma alla Lettera. Mosebach è uno scrittore di romanzi e saggista tedesco molto famoso, vincitore del Premio Georg Büchner, il più alto premio letterario della Germania, assegnato dall’Accademia di Lingua e Letteratura Tedesca. Nato nel 1951, Mosebach è anche autore del libro The Heresy of Formlessness: The Roman Liturgy and its Enemy, [L’eresia dell’informe. La liturgia romana e il suo nemico, pubblicato in italiano da Cantagalli - vedi ; e ancora sulla crisi della Liturgia qui - qui] , in cui presenta argomenti a favore della messa tradizionale in latino. Negli Stati Uniti, Mosebach è noto per i suoi saggi pubblicati su First Things.
Nella sua intervista a LifeSiteNews, Mosebach spiega perché ha firmato la Lettera Aperta ai Vescovi e afferma che la Chiesa si trova in una situazione “senza precedenti”, dato che mancano gli strumenti per affrontarla. Egli spera che si apra “un ampio dibattito sulla questione riguardante cosa è cattolico e cosa non lo è. Il risultato potrebbe essere drammatico – uno scisma – poiché la fazione progressista è molto forte, ma la piccola ala tradizionalista, se vuole rimanere fedele ai suoi principi, non può più fare alcuna concessione”.

martedì 18 giugno 2019

Smentita del Vaticano sulle voci di un presunto malore di Joseph Ratzinger già Benedetto XVI

Diverse fonti, hanno riportato, sia pure col beneficio d'inventario, la notizia che Benedetto XVI avrebbe avuto una leggera ischemia.

Ora risulta che il responsabile ad interim dell'Ufficio Stampa della Santa Sede ha smentito come false le voci circolanti. Lo pubblica stamane il Catholic Herald che gli ha rivolto la domanda.

Un insigne psicologo critica ferocemente il nuovo documento sul gender del Vaticano definendolo un compromesso col “neopaganesimo”

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews (14 giugno) una intervista al dr. Gerard J.M. van den Aardweg, “psicoterapeuta” specializzato nel trattamento delle “persone omosessuali” ampiamente noto a livello internazionale. Contundente, chiaro, efficace. Un'altra voce nel deserto... Questa volta si tratta del recente documento del Vaticano sull’ideologia del gender, che van den Aardweg denuncia affermando che esso “non contiene nemmeno una parola di sano avviso per i genitori che cercano di educare i loro figli alle virtù necessarie per una vita cristiana”.
Qui la presentazione del suo libro: «LA SCIENZA DICE NO L’inganno del “matrimonio” gay»,  Solfanelli 2016, pag. 168 Euro 12 - Qui la recensione di Piero Vassallo. Alcuni estratti dal libro [qui], che. a suo tempo, era stato fatto avere ai padri sinodali [qui]. Vedi anche qui.

Uno psicologo cattolico ha denunciato il recente documento del Vaticano sull’ideologia del gender affermando che esso “non contiene nemmeno una parola di sano avviso per i genitori che cercano di educare i loro figli alle virtù necessarie per una vita cristiana”.
Nella sua feroce critica, il Dr. Gerard J. M. van den Aarweg, psicologo e psicoanalista olandese specializzato nella cura di persone con tendenze omosessuali, ha espresso la sua condanna del documento summenzionato affermando: “L’aggressiva ideologia sessuale neopagana del mondo non contiene nessuna sapienza a cui si possa attingere. Il compito della Chiesa non è quello di dialogare, bensì quello di insegnare e correggere. Nel campo della sessualità, del matrimonio e della famiglia è in atto un’incessante guerra spirituale”.
Il documento (non magisteriale), intitolato “‘Maschio e femmina li creò’: Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione”, è stato pubblicato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica del Vaticano il 10 giugno.

lunedì 17 giugno 2019

Come le lobbies immigrazioniste difendono le rivendicazioni sempre più violente di gruppi di migranti

Valeurs Actuelles (traduzione nostra), pubblica in questi giorni un articolo del geopolitologo Alexandre del Valle, riportato di seguito, che espone con efficacia e dovizia di documentazione l'inquietante fenomeno  delle rivendicazioni sempre più violente di gruppi di migranti. Ritroviamo, dal versante francese, gli assurdi benefici e privilegi discriminanti, ma sfavore degli autoctoni (francesi in questo caso) e che purtroppo hanno preso piede a ruota libera anche in Italia e sarebbero ancor più ingravescenti se non ci fosse stato e non permanesse il freno di Salvini....

Gli immigrati e le lobby ONG pro-migranti considerano «discriminatoria» l'applicazione delle leggi sulla lotta all'immigrazione clandestina. Per il geopolitologo Alexandre del Valle, di fronte a un diritto considerato illegittimo, ciò porta a richieste sempre maggiori e intransigenti da parte dei migranti illegali e alla crescente violenza delle loro richieste.
La lotta delle ONG pro-migranti per depenalizzare progressivamente i flussi migratori clandestini e per chiedere l'abolizione di qualsiasi differenza di diritti e benefici tra migranti illegali, migranti regolari e cittadini nazionali diventa sempre più grave. Si tratta di un processo trasmesso, a valle, dalle ONG e dagli attivisti pro-migranti e, a monte, dalle Nazioni Unite e dalla Corte europea dei diritti umani. E i governi recalcitranti o resistenti alla doxa immigrazionista vengono messi all'indice e prontamente sanzionati dalle Nazioni Unite. Ed è così che l'11 settembre 2018, l'ONU ha condannato solennemente e moralmente lo Stato italiano per la sua ferma applicazione della legge in tema dei diritti dei migranti, finalizzata alla politica del Vicepresidente del Consiglio italiano e Ministro degli Interni, Matteo Salvini.

domenica 16 giugno 2019

«Gesù mi ha reso libero. Ora sono felice»

David Valls conduceva una vita piena di “lusso e ricchezza”, ma che lo ha portato a una crisi di valori. In un ritiro ha scoperto cosa Dio aveva in serbo per lui
I monaci benedettini di Montserrat non avevano nuove vocazioni da quattro anni e hanno provato grande gioia per l'ingresso nel monastero di David Valls, 57 anni, che si è lasciato alle spalle una vita come dirigente di due multinazionali, una delle quali nel settore petrolifero.
“Ora sono felice”
“Ero ricco e conducevo una vita di lusso, ma non ero felice”, ha spiegato Valls, che ha deciso di distaccarsi da tutta la sua fortuna per compiere un passo decisivo e ora vive pregando e abbracciando celibato, obbedienza e povertà secondo la regola di San Benedetto.
“Ora sono felice”, dichiara. “Il denaro e il potere mi lasciavano sempre più insoddisfatto finché non hanno provocato in me una crisi. Ma non era la crisi di mezza età. Era una crisi di valori”.
Nel momento più critico, “una persona che mi voleva bene mi ha detto che forse era il momento di fermarmi, e ho deciso di andare a Montserrat e fare un ritiro”. Lì Dio gli ha fatto vedere il suo cammino: “Non è stata una questione dal giorno alla notte, ma un processo”.
“Ero un dirigente aggressivo”
David Valls Gonzálvez è nato in una famiglia cattolica nel quartiere di Sants-La Bordeta, a Barcellona, e ha ricevuto una formazione nella fede, ma a poco a poco se ne è allontanato.
“Ho avuto varie partner, e con una di loro sono stato sposato civilmente per cinque anni, ma non ho mai voluto avere figli. Ero un egoista, anche se mi ingannavo dicendo che in quel modo ero sincero con loro. Ero un dirigente aggressivo e mi piaceva il denaro. Conducevo una vita di lusso”.
Oggi non si sente orgoglioso della sua vita passata: “Quando vedi che le persone che ti circondano non sono felici e che magari hai provocato loro un danno, non c’è alternativa al fermarsi”, afferma.
Il processo di conversione e vocazione religiosa ha fatto sì che Valls rinunciasse al suo lavoro a Madrid e si trasferisse nel monastero di Montserrat per essere prima postulante e poi novizio. Sono stati 10 anni di purificazione, preghiera e conferma della sua decisione.
Questa domenica, solennità di Pentecoste, ha preso i voti nella Messa conventuale, e da questo momento si chiamerà Pau (Paolo). Il suo impegno è quello di vivere come monaco fino alla morte, e “questo mi basta e mi rende molto felice”. [Fonte]

sabato 15 giugno 2019

Una visuale da prendere in considerazione ma da approfondire

Interessante la comunicazione di Sara Fumagalli che ha la sua logica. Ma, a ben riflettere, mi chiedo perché in tutti questi anni (e soprattutto ora che Salvini è al governo) non si siano promosse e non si promuovano alternative per una informazione corretta. Invece di mantenere chi in realtà fa campagne per l'eutanasia et alia assolutamente non condivisibili... Caso tipico di un pluralismo garantito che diventa mefitico, avuto riguardo al prezzo in termini spirituali ed etici dovuto al rovescio della medaglia evidentemente sottovalutato. E allora la miopia forse non è in chi esprime contrarietà. Quel che sempre stona è la non ragionevolezza che diventa arroganza e offesa comunque sterile e dannosa.

Ho letto commenti davvero arroganti e offensivi di alcuni cattolici sulla questione di Radio Radicale, su cui mi sono già espressa (1). Vedo un'enorme miopia.
Certamente bisogna smettere di finanziare Radio Radicale, ma solo dopo che si sarà garantita la sopravvivenza, attraverso il servizio pubblico di Stato, del prezioso archivio di registrazioni di Radio Radicale [Il finanziamento riguarda la digitalizzazione proprio di questo archivio -ndr] e dell'attuale servizio di registrazione di tutti gli eventi e i convegni importanti, trasversalmente.
Grazie a Dio, a Cristo-Verità, nei monasteri benedettini medievali non c'era gente che cerca di fare anche del Cattolicesimo un'ideologia politica, ma cattolici veri, al servizio della Verità e del Logos, che usavano del prezioso tempo e delle povere risorse dei monasteri per trascrivere e tramandarci, non soltanto la santa Parola di Dio e dei Padri della Chiesa, ma anche le opere dei pagani e dei nemici della Cristianità.
Prima di offendere e dare patenti di cattolicesimo, riflettete su questo e fatevi un esame di coscienza sui vostri giudizi temerari.... (Sara Fumagalli)
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1. In merito alla polemica su Radio Radicale.
Non è affatto un mistero che la Lega abbia sempre difeso il pluralismo dell'informazione.  Per molti anni dei comizi e degli eventi della Lega, anche molto grandi, non vi è stata alcuna traccia mediatica a copertura nazionale, se non attraverso Radio Radicale, così come per eventi tipo il recente Congresso di Verona sulla Famiglia.
Dove potete ascoltare o persino vedere integralmente, anche a distanza di anni, le manifestazioni del Family Day o i raduni di Pontida o altri eventi politicamente scorretti (compresi i miei interventi e manifestazioni sui Cristiani perseguitati) o persino interventi storici di Joseph Ratzinger, se non su Radio Radicale? I Radicali sono sempre stati nostri oppositori e sempre lo saranno e noi la pensiamo all'opposto loro su tutto, tranne che sul principio liberale di garantire il diritto di parola a tutti. Per questo siamo contro i Radicali, ma difendiamo Radio Radicale.
Il giorno che la Rai farà - e veramente - un servizio analogo, allora si potrà sopprimere serenamente Radio Radicale.
Mi spiace se i miei fratelli e sorelle cattolici sbraitano, ma Lega ha dei principi morali e non ideologici irrinunciabili che la rendono diversa.
Siamo conservatori e difensori di una società opposta a quella voluta dai Radicali, ma siamo anche dei sostenitori indefessi della libertà di espressione di tutti e non solo di chi è d'accordo con noi.
Il leghista Roberto Castelli da Ministro della Giustizia ha negato l'autorizzazione a procedere per reati d'OPINIONE, anche contro Casarini che ci odia. Il grillino Bonafede, da bravo giacobino illiberale, l'ha autorizzata anche contro il suo collega Matteo Salvini.
Noi siamo orgogliosamente diversi. Crediamo nella libertà e se questo ci fa perdere dei voti, pazienza. Bossi diceva: "Non siamo né di destra, né di sinistra: siamo sopra." Vale anche oggi.

Sofismi gesuiti in Romania e con i Nunzi apostolici...

Riprendo da La Civiltà Cattolica uno stralcio della conversazione intrattenuta da Bergoglio con i gesuiti che lo attendevano in Nunziatura in occasione del viaggio in Romania (31 maggio-2 giugno), nella quale risponde ad alcune domande in un clima familiare e disteso. Non faccio commenti se non che nelle pieghe delle sue risposte, a prescindere dai sofismi e dalle banalizzazioni, si riconosce quanto abbia delle cose una visuale autocentrata...
Aggiungo, di seguito, il passaggio del discorso ai Nunzi apostolici del 13 giugno scorso in cui fa riferimento anche ai blog... Parla di critiche alle spalle, ma scambia per critiche malevole anche quelle rispettose costruttive e non anonime nonché ricche di motivazioni, che ignora sistematicamente, oltre a disprezzarle in discorsi indiretti che, come tali, sono sempre malsani.

Ha preso la parola p. Marius Talos, che ha chiesto: «Oltre a ricevere  apprezzamenti, noi gesuiti a volte siamo oggetto di critiche. Come dobbiamo comportarci in tempi difficili? Come restare al servizio di tutti in momenti di turbolenza?».
Che cosa fare? Ci vuole pazienza, ci vuole hypomonē, cioè il farsi carico degli avvenimenti e delle circostanze della vita. Occorre portare sulle proprie spalle il peso della vita e delle sue tensioni. Lo sappiamo che occorre procedere con parresia e coraggio. Sono importanti. Tuttavia ci sono tempi nei quali non si può andare troppo avanti, e allora bisogna avere pazienza e dolcezza. (…) Io penso la Chiesa come ospedale da campo. La Chiesa è tanto ferita, e oggi è pure tanto ferita da tensioni al suo interno. Mitezza, ci vuole mitezza! E ci vuole davvero coraggio per essere miti! Ma bisogna andare avanti con la mitezza. Questo non è il momento di convincere, di fare discussioni. Se uno ha un dubbio sincero, sì, si può dialogare, chiarire. Ma non rispondere agli attacchi. (…) Che cosa ha fatto Gesù nel momento della tribolazione e dell’accanimento? Non si metteva a litigare con i farisei e i sadducei, come aveva fatto prima quando loro tentavano di tendere tranelli. Gesù è rimasto in silenzio. Nel momento di accanimento non si può parlare. Quando è in atto la persecuzione, restano da vivere la testimonianza e la vicinanza amante nella preghiera, nella carità e nella bontà. Si abbraccia la croce.