Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 17 dicembre 2022

Desideratus cunctis gentibus. L’Incarnazione del Verbo di Dio inaugura la Signoria di Cristo sulla Chiesa e sulle Nazioni.

Ci aiuta a prepararci alla novena del Santo Natale la seguente meditazione dell'arcivescovo C.M.Viganò. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Desideratus cunctis gentibus
L’Incarnazione del Verbo di Dio
inaugura la Signoria di Cristo sulla Chiesa e sulle Nazioni.

Discite justitiam moniti, et non temnere divos.
Venditit hic auro patriam, dominumque potentem
imposuit, fixit leges pretio atque refixit;
hic thalamum invasit natæ vetitosque hymenæos;
ausi omnes immane nefas ausoque potiti.
Æn., VI, 620-624
I. Premessa
LA DOTTRINA DELLA REGALITÀ DI CRISTO costituisce un discrimen tra la Chiesa Cattolica e la “chiesa conciliare”, anzi esso è il punto di separazione tra ortodossia cattolica e eterodossia neomodernista, perché i seguaci del laicismo e del secolarismo liberale non possono accettare che la Signoria di Nostro Signore si estenda alla sfera civile sottraendola all’arbitrio dei potenti o alla volontà della massa manipolabile. Eppure, l’idea stessa che l’autorità abbia il proprio fondamento in un principio trascendente non è nata con il Cristianesimo, ma fa parte della nostra eredità greco-romana. La stessa parola greca ἱεραρχία indica la «amministrazione delle cose sacre» da un lato, ma anche il «sacro potere» dell’autorità, dove gli impegni connessi ad essa costituiscono significativamente una λειτουργία, un ufficio pubblico di cui si fa carico lo Stato.

Similmente, la negazione di questo principio è appannaggio del pensiero ereticale e dell’ideologia massonica. La laicità dello Stato costituisce la principale rivendicazione della Rivoluzione Francese a cui il Protestantesimo ha fornito le basi teologiche, mutatesi poi in errore filosofico con il liberalismo e con il materialismo ateo.

Novena di Natale - II giorno : O Sapiéntia!

Oggi è il secondo giorno della Novena di Natale [vedi]. Anche quest'anno, in una temperie oscura ma piena di grazie, oltre che col testo base di cui al link, la percorreremo ogni giorno con una delle Antifone "O" nella meditazione di dom Guéranger. La meditazione della prima Antifona è preceduta da un'ampia preziosa introduzione, che appartiene alla riscoperta dei nostri tesori nel cuore della Chiesa.

17 Dicembre - Inizio delle grandi Antifone

La Chiesa apre oggi la serie settenaria dei giorni che precedono la Vigilia di Natale, e che sono celebrati nella Liturgia con il nome di Ferie maggiori. L'Ufficio ordinario dell'Avvento assume maggiore solennità; le Antifone dei Salmi, alle Laudi e alle Ore del giorno, sono proprie del tempo e hanno un rapporto diretto con la grande Venuta. Tutti i giorni, ai Vespri, si canta una grande Antifona che è un grido verso il Messia e nella quale gli si dà ogni giorno qualcuno dei titoli che gli sono attribuiti nella Scrittura.

Il numero di queste Antifone, che sono dette volgarmente antifone O dell'Avvento, perché cominciano tutte con questa esclamazione è di sette nella Chiesa romana, una per ciascuna delle sette Ferie maggiori, e si rivolgono tutte a Gesù Cristo. Altre Chiese, nel medioevo, ne aggiunsero ancora due: una alla Santissima Vergine, O Virgo Virginum! e una all'Angelo Gabriele, O Gabriel! Oppure a san Tommaso, la cui festa cade nel corso delle Ferie maggiori. Quest'ultima comincia così: O Thomas Didime! [1]. Vi furono anche delle Chiese che portarono fino a dodici il numero delle grandi Antifone, aggiungendone alle nove di cui abbiamo parlato altre tre, e cioè: una a Cristo, O Rex pacifice! una seconda alla Santissima Vergine, O mundi Domina! e infine un'ultima a mo' d'apostrofe a Gerusalemme, O Hierusalem!
Il momento scelto per far ascoltare questo sublime appello alla carità del Figlio di Dio è l'ora dei Vespri, perché è alla sera del mondo, vergente mundi vespere, che è venuto il Messia. Si cantano al Magnificat, per denotare che il Salvatore che aspettiamo ci verrà da Maria. Si cantano due volte, prima e dopo il Cantico, come nelle feste Doppie, in segno della maggiore solennità; ed era anche antica usanza di parecchie Chiese cantarle tre volte, cioè prima del Cantico stesso, prima del Gloria Patri e dopo il Sicut erat. Infine, queste meravigliose Antifone che contengono tutto il midollo della Liturgia dell'Avvento, sono adorne d'un canto armonioso e pieno di gravità, e le diverse Chiese hanno conservato l'usanza di accompagnarle con una pompa tutta speciale, le cui manifestazioni sempre espressive variano secondo i luoghi. Entriamo nello Spirito della Chiesa e riceviamole per unirci, con tutta l'effusione del nostro cuore, alla stessa santa Chiesa, allorché fa sentire al suo Sposo questi ultimi e teneri inviti ai quali egli infine si arrende.
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[1] Quest'antifona è più moderna; ma a partire dal XIII secolo sostituì quasi universalmente quella: O Gabriel!
(da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 308-309)

* * *
«Chi dice “O…” sta contemplando con il cuore colmo di stupore. Questi testi esprimono lo stupore commosso della Chiesa nella sua secolare, instancabile contemplazione del Mistero. Attraverso le classiche immagini della Bibbia essi enumerano una serie di titoli del Verbo incarnato. Ognuno di essi è una finestra aperta sul mondo» (Mariano Magrassi).
Assai sorprendente poi è l’acrostico che si ottiene quando le prime lettere (dopo la «O») delle sette antifone vengono lette in ordine inverso, dal basso verso l’alto:
Emmanuel
Rex
Oriens
 
  Clavis
Radix
Adonai
Sapientia
le iniziali delle parole producono la frase latina «ERO CRAS» (trad. «Sarò lì domani»), espressione assai appropriata per i giorni che precedono il Natale. Questa disposizione dei testi è da alcuni attribuita ad una precisa operazione liturgica dei monaci benedettini dell’abbazia di Fleury, nella quale l’uso di queste antifone ebbe grande importanza. Tuttavia, non vi sono prove certe che ciò sia frutto di una intenzionale scelta compositivo-liturgica e non piuttosto una fortunata coincidenza, ben colta dalla sensibilità medioevale molto attenta ad acronimi, giochi di parole e simbolismi numerici.
L’invocazione contiene già l’esaudimento della preghiera; la nostalgia dei beni perduti diviene gioia del possesso; il desiderio di incontrare il Dio salvatore si fa contemplazione della sua vicinanza: il “vieni” che dopo la contemplazione introduce l’invocazione porta su di sé tutto il peso della speranza cristiana.

I Antifona
O Sapiéntia, quæ ex ore Altíssimi prodiísti, attíngens a fine usque ad finem, fórtiter suavitérque dispónens ómnia: veni ad docéndum nos viam prudéntiæ O Sapienza, che sei uscita dalla bocca dell’Altissimo, che attingi l’uno e l’altro estremo, e disponi di tutte le cose con forza e dolcezza: vieni ad insegnarci le vie della prudenza.

O Sapienza increata che presto ti renderai visibile al mondo, come si vede bene in questo momento che tu disponi tutte le cose! Ecco che, con il tuo divino permesso, è stato emanato un editto dell'imperatore Augusto per fare il censimento dell'universo. Ognuno dei cittadini dell'Impero deve farsi registrare nella sua città d'origine. Il principe crede nel suo orgoglio di aver mosso a suo vantaggio tutto il genere umano. Gli uomini si agitano a milioni sul globo, e attraversano in ogni senso l'immenso mondo romano; pensano di obbedire a un uomo, e obbediscono invece a Dio. Tutto quel grande movimento non ha che uno scopo: di condurre cioè a Betlemme un uomo e una donna che hanno la loro umile dimora in Nazareth di Galilea, perché quella donna sconosciuta dagli uomini e amata dal cielo, giunta al termine del nono mese dalla concezione del suo figliuolo, dia alla luce a Betlemme il figlio di cui il Profeta ha detto: "La sua origine è fin dai giorni dell'eternità; o Betlemme, tu non sei affatto la più piccola fra le mille città di Giuda, poiché da te appunto egli uscirà". O sapienza divina, quanto sei forte, per giungere così ai tuoi fini in un modo insuperabile per quanto nascosto agli uomini! Quanto sei dolce, per non fare tuttavia alcuna violenza alla loro libertà! Ma quanto sei anche paterna nella tua premura per i nostri bisogni! Tu scegli Betlemme per nascervi, perché Betlemme significa la Casa del Pane. Ci mostri con ciò che tu vuoi essere il nostro Pane, il nostro nutrimento, il nostro alimento di vita. Nutriti d'un Dio, d'ora in poi non morremo più. O Sapienza del Padre, Pane vivo disceso dal cielo vieni presto in noi, affinché ci accostiamo a te, e siamo illuminati dal tuo splendore; e dacci quella prudenza che conduce alla salvezza.
(da: P. Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, Edizioni Paoline, 1959, p. 309.)

venerdì 16 dicembre 2022

Regem venturum Dominum. Oggi inizia la Novena di Natale

Oggi,16 dicembre, inizia la Novena di Natale per preparare il cuore alla venuta di Gesù, tempo per fermarsi ad adorare il Signore che è il nostro Tutto. È Re onnipotente che si fa umile e s’incarna in un Bambino. Tutte le Parrocchie la celebrano comunitariamente. Chi non può farlo, può unirsi spiritualmente aiutato dai testi che seguono.

Parti da dirsi ogni giorno

+ Deus, in adiutòrium meum intende. Domine, ad adiuvandum me festina.
Dio, volgiti in mio aiuto. Signore, affrettati a soccorrermi. (Salmo 69,2)
In nomine Patris +, et Filii +, et Spiritus Sancti +. Amen.


Canto delle «Profezie»

Regem venturum Dominum, venite adoremus
Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Iucundare filia Sion, et exulta satis filia Ierusalem, ecce Dominus veniet,
et erit in die illa lux magna et stillabunt montes dulcedine et colles fluent lac et mel, quia veniet Propheta magnus et Ipse renovabit Ierusalem.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Ecce veniet Deus, et Homo de domo David sedere in throno; et videbitis et gaudebit cor vestrum.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Ecce veniet Dominus protector noster,
Sanctus Israël, coronam Regni habens in capite suo et dominabitur a mari usque ad mare et a flumine usque ad terminos orbis terrarum.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.

Ecce apparebit Dominus, et non mentietur: 
si moram fecerit, expecta eum quia veniet et non tardabit.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Descendet Dominus sicut pluvia in vellus, orietur in diebus eius iustitia et abundantia pacis et adorabunt eum omnes reges terrae, omnes gentes servient ei.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Nascetur nobis parvulus et vocabitur Deus fortis; ipse sedebit super thronum David patris sui et imperabit; cuius potestas super humerum eius.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Betlehem civitas Dei summi, ex te exiet
dominator Israel, et egressus eius
sicut a principio dierum aeternitatis, et magnificabitur in medio universae terrae, 
et pax erit in terra nostra dum venerit

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.

Alla vigilia di Natale si aggiunge

Crastina die delebitur iniquitas terrae, et regnabit super nos Salvator mundi.

Regem venturum Dominum,
venite, adoremus.
Prope est iam Dominus:
venite, adorémus.
Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Godi figlia di Sion, esulta figlia di Gerusalemme, ecco il Signore verrà ed in quel giorno vi sarà gran luce; i monti stilleranno dolcezza e dai colli scorreranno latte e miele, perché verrà un gran profeta ed Egli rinnoverà Gerusalemme.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Ecco, dalla casa di Davide verrà il Dio-Uomo
a sedersi sul trono; vedrete e godrà il vostro cuore.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Ecco, verrà il Signore, il nostro Protettore, il Santo d'Israele, portando sul capo la corona regale e dominerà da un mare all'altro e dal fiume ai confini estremi della terra.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Ecco, apparirà il Signore e non mancherà di parola; se indugerà attendilo, perché verrà e non potrà tardare.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Il Signore discenderà come pioggia sul vello, in quei giorni spunterò la giustizia e l'abbondanza della pace; tutti i re della terra lo adoreranno e i popoli lo serviranno.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Nascerà per noi un bimbo e sarà chiamato Dio forte; egli siederà sul trono di Davide suo padre e sarà un dominatore e avrà sulle spalle la potestà regale.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Betlemme, città del sommo Dio, da te nascerà il dominatore d'Israele; la sua nascita risale al principio dei giorni dell'eternità e sarà glorificato in mezzo a tutta la terra; e, quando Egli sarà venuto, vi sarà pace sulla nostra terra.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire

Alla vigilia di Natale si aggiunge

Domani sarà sconfitto il male della terra e regnerà su noi il Salvatore del mondo.

Ecco il Signore viene,
venite adoriamo.
Il Signore è vicino,
venite adoriamo.

 (Nota: Tutte le strofe dal n.1 al n.7 devono essere recitate o cantate ogni giorno dal 16 fino al 23 dicembre; la Vigilia di Natale, il 24 dicembre, si aggiunge la strofa n. 8)

* * *
Cantico della Beata Vergine (Magnificat) Lc 1, 46-55
Magníficat * ánima mea Dóminum, et exsultávit spíritus meus * in Deo salutári meo;
quia respéxit humilitátem ancíllæ suæ, * ecce enim ex hoc beátam me dicent omnes generatiónes.
Quia fecit mihi magna, qui potens est, * et sanctum nomen eius,
et misericórdia eius a progénie in progénies * timéntibus eum.
Fecit poténtiam in brácchio suo, * dispérsit supérbos mente cordis sui
depósuit poténtes de sede, * et exaltávit húmiles,
esuriéntes implévit bonis, * et dívites dimísit inánes.
Suscépit Israel, púerum suum, * recordátus misericórdiæ suæ
sicut locútus est ad patres nostros, * Abraham et sémini eius in sæcula.
L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Kazakistan, Bahrain: viaggi sempre meno apostolici

Del viaggio in Bahrain si era già parlato qui. Vedi indici degli articoli precedenti in tema qui - qui.
Nel Vatican Monday del 19 ottobre 2022, il vaticanista Andrea Gagliarducci fa notare un fatto passato inosservato alla stampa mainstream: durante l'Angelus domenicale del 2 ottobre, il Papa ha deciso di sopprimere, per la seconda volta nel suo pontificato, il commento spirituale del Vangelo, che è "segno che, per il Papa, [l'esposizione del] la situazione concreta viene prima della predicazione, quando le cose si fanno urgenti".
Si domanda se il pontificato di Francesco non sia prima di tutto un pontificato politico. Il 2 ottobre, infatti, Francesco ha preferito parlare della situazione in Ucraina piuttosto che commentare il Vangelo, come aveva fatto nel 2013 per la Siria. Tuttavia, "il Papa ha sempre chiesto una Chiesa in uscita, missionaria e non autoreferenziale".
"Ha ripetutamente sottolineato l'importanza di partire dal Vangelo, distribuendo anche piccoli libri contenenti i quattro Vangeli alla fine dell'Angelus, e chiedendo a tutti di leggerne ogni giorno un brano."
Tuttavia, nota il giornalista italiano, "per Francesco a volte l'aspetto politico sembra venire prima dell'aspetto religioso. In generale, le decisioni politiche sono presentate da lui partendo da fatti spirituali. Ma, in nome di una certa realtà [o attualità], papa Francesco propone il fatto concreto, fedele al principio secondo cui «le realtà sono più importanti delle idee», già sottolineato nella Evangelii gaudium [2013]".

giovedì 15 dicembre 2022

Ex professore ebreo di Harvard si converte al cattolicesimo grazie alla Santa Vergine

Ci sono parallelismi con la conversione del Rabbino capo di Roma, Israel Zoller (Eugenio Zolli) e con quella dell'ebreo Alfonso Ratisbonne (vedi qui - qui).

Ex professore ebreo di Harvard si converte
al cattolicesimo grazie alla Santa Vergine 
Premessa:
« ...Mi avevano condotto in una sala in cui mi fu accordata un’udienza con la più bella giovane donna che potessi immaginare. Senza che nessuno me lo dicesse, sapevo che si trattava della Vergine Maria. Era pronta a rispondere a tutte le domande che le avessi posto; mi rivedo ancora nitidamente in piedi, considerando tra me e me una quantità di domande possibili, e glie ne rivolsi quattro o cinque. Ella rispose, poi mi parlò per diversi minuti, poi l’udienza ebbe fine. La mia esperienza e il mio ricordo mi farebbero collocare l’esperienza in pieno stato di veglia. Mi ricordo tutti i dettagli, compresi – naturalmente – le domande e le risposte; ma tutto questo impallidisce davanti all’estasi di essere semplicemente stato alla presenza della Vergine, nella purità e nell’intensità del suo amore... »
Americano, universitario (laureato in Economia e Marketing), di origine ebraica, Roy Schoeman ha conosciuto una conversione in due tappe. La cosa che colpisce è che in tale conversione il ruolo della Santa Vergine è stato insolitamente determinante.

Brighton ai docenti e agli studenti è vietato dire “Buon Natale”, è troppo cristiano-centrico

Sono anni che l'andazzo è questo. Ora il nuovo corso tende a diffondersi con troppo poche resistenze.
All’Università di Brighton, città dell’Inghilterra, è vietato dire “Natale”. Meglio chiamarlo “periodo di chiusura invernale”.
Secondo quanto segnala Dagospia, la parola “Natale” è troppo “cristiana-centrica”, secondo un documento di nove pagine per “l’orientamento linguistico inclusivo” inviato ai docenti dell’università.
Il personale dovrebbe essere “autorizzato” a usare “un linguaggio inclusivo con sicurezza ed efficacia, al fine di garantire che sia gli studenti che il personale si sentano al sicuro, apprezzati e rispettati”. Nel documento si legge anche: “Il linguaggio e il significato sono fortemente condizionati dalle norme dominanti della cultura. Anche le generalizzazioni su un gruppo di persone in base alla loro età, come dire “fiocchi di neve millenari” o “gli anziani non possono usare la tecnologia”, dovrebbero essere evitate, secondo la guida. - Fonte

mercoledì 14 dicembre 2022

“La preghiera per ostacolare il nuovo totalitarismo”

Indice degli articoli sulla realtà distopica. Gli antefatti che ci permettono di individuare le cause della crisi sono noti; ma la conclusione è ineccepibile. 

“La preghiera per ostacolare il nuovo totalitarismo” 

Due pontefici, con intuizione e monito profetici, hanno denunciato il progressivo inquinamento satanico della Chiesa e della società occidentale. Qualche tempo dopo la conclusione del Concilio Vaticano II, il 29 giugno 1972, Paolo VI scrisse: «Nella Chiesa è entrato il fumo di Satana». Il 24 febbraio 2005 San Karol Wojtyla, nel suo ultimo libro “Memoria e identità” ha denunciato il “Nuovo totalitarismo”, definito come “La moderna peste dell’Occidente, totalitarismo subdolo, ammantato da democrazia, che consuma impunito le sue stragi”. 

Perché il Nuovo Ordine Mondiale, esattamente come denunciato da Karol Wojtyla, è una dittatura globale degenerata e degenerante, corrotta e corruttrice, caratterizzata dalla totale assenza di contenuti etici, valori morali, spirituali, rispetto umano, dalla diabolica capacità di falsificare, pervertire, uccidere impunemente, ricattare, ingannare, creare una diffusa omertà, una vastissima rete di plagiati, irretiti, inebetiti, complici e collusi. Per il grado, l’estensione, il livello di potere, questo “Nuovo totalitarismo” ormai non può essere eradicato dalle sole forze umane.

Disordini e scontri a Bruxelles dopo la vittoria del Marocco sul Belgio ai Mondiali di calcio: un simbolo del fallimento della politica migratoria

Indice degli articoli sull'immigrazionismo.
Violenti scontri si sono registrati in Belgio, subito dopo la fine della partita Belgio-Marocco dei Mondiali di calcio, in Qatar.

I disordini sono scoppiati a Bruxelles, ad Anversa e Liegi, dove una stazione di polizia è stata presa d'assalto da circa 50 "giovani", e anche in diverse città dei Paesi Bassi. Al di là di questi episodi, il giubilo popolare nei quartieri di Bruxelles abitati prevalentemente da marocchini, soprattutto a Molenbeek, ha evidenziato che in queste zone l'identità marocchina è molto più forte di quella belga, anche se la maggior parte degli abitanti ha la doppia nazionalità.

martedì 13 dicembre 2022

Ma non si può fare nulla per mutare Rotta Continua? - Marcello Veneziani

Indice articoli sulla realtà distopica.
In Rai va in onda la celebrazione di Lotta Continua, a Cremona va in scena l’ennesimo Giuseppe Verdi in versione trans e arcobaleno, in tutta Italia, in ogni festival e in ogni kermesse sfilano film, canzoni, opere impostati sul solito triplice canone: lgbtq+, migranti e bella ciao. Non c’è scampo. Potrei farvi un elenco puntuale di questo permanente calendario globale, motivare il radicale dissenso ed esercitare fervente indignazione. Sono cose già dette e scritte e vanamente denunciate.

L’unica novità è che questo ora avviene con un governo di destra, sotto “dittatura neofascista”, secondo gli allucinati profeti del Male, le Murgia, i Montanari, i Saviano, gli Scurati. E’ la prova ulteriore che un regime non esiste, nessuna libertà è in pericolo. Cose già dette e ridette ai tempi della “tirannia liberista” di Berlusconi. Però, per una volta, proviamo ad andare oltre il sacrosanto e prevedibile sdegno. E chiediamoci: ma come mai non c’è quasi nulla di alternativo a questo carnevale permanente del conformismo trasgressivo? Perché non nascono, non si producono, non si vedono programmi, film, spettacoli, concerti, format alternativi? Le attenuanti, generiche e specifiche, ci sono tutte.

lunedì 12 dicembre 2022

Una bomba pronta ad esplodere - don Elia

L’ira di Dio si manifesta dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia di quegli uomini che tengono prigioniera la verità di Dio nell’ingiustizia. […] Per questo Dio li ha consegnati alle concupiscenze dei loro cuori per l’impurità, perché disonorino i propri corpi fra di loro. Essi hanno trasformato la verità di Dio in menzogna e reso culto e servizio alla creatura piuttosto che al Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. Perciò Dio li ha consegnati a passioni ignominiose: infatti le loro donne hanno mutato il rapporto naturale in quel rapporto che è contro natura. Similmente però anche i maschi, abbandonato il rapporto naturale con la donna, hanno reciprocamente divampato nelle loro concupiscenze, operando turpitudini maschi fra maschi e ricevendo in sé stessi la ricompensa che occorreva del loro inganno; e come non hanno riconosciuto di possedere Dio nella conoscenza, Dio li ha consegnati a una mente insensata perché facciano ciò che non conviene.
[…] Pur avendo conosciuto la giustizia di Dio, non han compreso che quanti compiono tali cose son degni di morte: non solo quelli che le fanno, ma anche quelli che concordano con coloro che le fanno (Rm 1, 18.24-28.32).

La Provvidenza può a volte disporre che uno, nel corso della stessa giornata, mediti su un certo passo della Scrittura e riceva una notizia sconvolgente connessa proprio a quell’argomento, sul quale egli preferirebbe mille volte non dover tornare, ma che gli si impone per la gravità dell’accaduto. Non si tratta infatti di eventi isolati, ma di crimini perpetrati per decenni ai danni di numerose vittime – se non altro, secondo natura – da un religioso che passa per un grande artista, nonché per teologo e maestro di spirito. In verità non siamo mai stati ferventi ammiratori della sua presunta valentia di mosaicista, benché sia talmente di moda che le sue opere hanno riempito le chiese di mezzo mondo, compresi santuari di altissima frequentazione: le sue figure tutte uguali, con volti inespressivi dai grandi occhi sgranati e impersonali, hanno un che di inquietante e sono lontanissime dai modelli dell’iconografia orientale, di cui sembrano piuttosto una profanazione. Tuttavia non avremmo mai immaginato che si trattasse di un predatore sessuale che ha subìto un processo ecclesiastico dal quale è uscito assolto per prescrizione, anziché per l’insussistenza dei fatti; le misure cautelari prese dal suo superiore generale inducono anzi a pensare che la condotta illecita non sia cessata e che l’intenso ministero di confessore, direttore spirituale e predicatore di ritiri sia sfruttato per adescare e plagiare le prede.