martedì 14 aprile 2020

«La CEI esiga dal governo il libero accesso alle chiese»

Ringrazio il lettore che ci invia la segnalazione ripresa di seguito. Ho trovato il testo integrale della Lettera alla CEI del presidente dell’associazione “Avvocatura in missione” che ho reso disponibile qui. Precedenti sul tema qui - qui - quiqui.
Chi non sa cosa è la Santa Messa e ciò che rappresenta per un cristiano non può comprendere la sofferenza di quella parte di cuore che si vede privato di un tesoro così grande [qui - qui]. Il cristiano ha bisogno di pregare in Chiesa, perché è lì che è Presente il Signore Gesù vivo e vero, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. E ha bisogno di nutrirsi del cibo dell'anima che è l'Eucaristia. Ma oltre a rivendicare la libertà di accesso ai luoghi di culto e ai sacramenti, occorre insistere con forza nel rivendicare soprattutto - ovviamente rispettando tutte le cautele del caso analogamente a quanto avviene nei supermercati e altrove - quella della celebrazione del culto che è il culto pubblico, ius divinum prima che di ogni credente, funzione essenziale de La Catholica (Ecclesia = comunità, assemblea, adunata). E dunque la fede non è un fatto privato e non può essere relegata alla sfera privata. Lo esige la concretezza dell'Incarnazione. Ed è questa la privazione maggiore che rappresenta anche uno scandalo senza precedenti, oltre che la violazione di un diritto fondamentale. (M.G.)

«La CEI esiga dal governo il libero accesso alle chiese»

«Lo Stato dimentica il diritto fondamentale costituzionalmente garantito della libertà di culto e non contempla, fra i motivi di necessità che legittimano il movimento, quello di esercizio della propria religione». È quanto scrive il presidente dell’associazione “Avvocatura in missione”, Anna Egidia Catenaro, in una lettera al presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), cardinale Gualtiero Bassetti, in cui si chiede di intervenire con forza presso il governo italiano affinché la libertà religiosa e di culto venga rispettata. Il riferimento è al decreto legge 19 del 25 marzo scorso e alla Nota del ministero dell’Interno del successivo 27 marzo.
Secondo “Avvocatura in missione”, il decreto legge 19 viola gli articoli 7 e 8 della Costituzione. Il primo sancisce che “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi”; e il secondo che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge“. Sebbene anche i parlamentari siano stati sollecitati, «è pur vero – dice la lettera - che qui la parte lesa, che deve far sentire la sua voce, è la Chiesa in persona dei suoi rappresentanti».
«Siamo in piena violazione della libertà religiosa laddove non si contempla la possibilità di accedere presso le chiese o per fare visita al sacramento o per ricevere il sacramento della confessione o della Eucarestia. Nessuno vuole violare la regola del divieto di assembramento per evitare il contagio ma ammettere come necessarie tante attività, escludendo quella religiosa come se il governo avesse il potere su essa, questo giuridicamente non è ammissibile e a livello spirituale noi cattolici non lo possiamo tollerare».
La Cei deve «far sentire al governo» che «la Chiesa deve poter continuare a svolgere la sua funzione di salus animarum, motivo per cui fu fondata da Cristo, e che la Chiesa stessa sarà ligia nel far rispettare le norme dello Stato che prevedono non assembramenti di persone e distanziamento fra esse».
Nella lettera al cardinale Bassetti si chiede anche che, pur in mancanza di messe con popolo, venga amministrata la comunione ai fedeli secondo quanto stabilito dall’articolo 918 del Codice di Diritto Canonico. «Le modalità – prosegue la lettera - sarà la Chiesa a stabilirle, e sicuramente si farà attenzione ad assicurare maggior protezione per i sacerdoti che saranno forniti di mascherine e/o anche di camici protettivi come i medici, e il sacramento dell’eucarestia o confessione potrebbe essere donato fuori della porta, sul sagrato, magari per chi può in ginocchio, così vi sarebbe maggiore distanza tra i visi delle persone».
Prima di questo però, nella lettera si spinge la Cei a chiedere con forza al governo «la modifica del modulo di autocertificazione dove si dovrà chiaramente scrivere che è consentito l’accesso ai luoghi di culto, al fine di evitare ulteriori abusi di potere a danno di sacerdoti che si son visti bloccare nelle loro cerimonie o fedeli impediti di accedere a luoghi di culto perché sprovvisti di modulo chiaro».

29 commenti:

Anonimo ha detto...

Un passetto è stato strappato. Rimane l'amarezza della chiesa che si prosterna sempre e vezzosamente compiacente al mondo. Questo è vero, reiterato tradimento del Signore Gesù Cristo. Questa è grande vergogna.

Unknown ha detto...

https://m.youtube.com/watch?v=6jFmKhGpupI&feature=share
Autocertificazione? No Grazie!!! Audio 

Anonimo ha detto...


Il motivo di fondo è che alla Gerarchia attuale, neomodernista e paganeggiante anche negli stili di vita, della celebrazione della S. Messa non frega assolutamente niente. Basta vedere a che cosa l'hanno ridotta, con il Novus Ordo e la creatività liturgica.


Anonimo ha detto...

La CEI? Ma è' diventatata da tempo l'ufficio affari religiosi del pd. Nessuno si illuda che la CEI abbia un rigurgito di virilità. La CEI e' una sorta di associazione patriottica.
Alessandro Mirabelli

Anonimo ha detto...

OT

https://www.francescoamodeo.it/lettera-a-conte-task-force-governativa-con-membri-di-organizzazioni-che-odiano-i-popoli/

12 Apr Lettera a Conte: task force governativa con membri di organizzazioni che odiano i popoli
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Gentile Presidente del Consiglio,

Le scrivo il giorno di Pasqua, perché una giornata di pace e di amore mi obbliga ad abbassare i toni e a rivolgermi a lei in maniera pacata.

In questi giorni il suo governo ha annunciato la nascita di una Task force governativa. Un comitato di esperti guidato da Vittorio Colao, che avrà il compito di accompagnare l’Italia verso la cosiddetta fase 2 dell’emergenza pandemia. Di concerto con il comitato tecnico-scientifico, la task force dovrà elaborare le misure necessarie per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali, come ha rimarcato lei stesso.

La parola “misure necessarie” fa suonare in me un campanello dall’allarme. Approfittando dello stato di necessità, spesso si costringono i popoli ad accettare misure che vanno contro i loro interessi ma che in situazioni ordinarie non avrebbero accettato mai. E’ la strategia della shock economy preconizzata dai padri fondatori di quel pensiero neoliberista, che oggi sta infettando l’Unione Europea, creando più danni di qualsiasi pandemia. La teoria a cui si riferiva sicuramente Monti quando dichiarò “abbiamo bisogno di crisi e di gravi crisi per fare passi avanti. Perché i passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni delle parti sovranità nazionali “......

Valeria Fusetti ha detto...

Apprezzo profondamente l' iniziativa di Avvocatura in missione ma, purtroppo, sono convinta che la gerarchia che, in questo momento storico, sembra avere la gestione del potere nella Chiesa farà esattamente il contrario di quanto la benemerita Associazione chiede. Mi sembra che questa prova che il diavolo ha escogitato, ed il Signore permette per misericordia, abbia messo in evidenza che la chiusura delle Chiese sia stata favorita dalla CEI, prima ancora che chiesta dal Governo. Una buona scusa per allontanare ulteriormente i fedeli dai sacramenti e dalla fede, che deve diventare sempre meno autenticamente cattolica. Come d' altra parte è usata la pandemia anche in senso " teologico", con le dichiarazioni di Bergoglio sulla " natura che si vendica", o il "rimettere al suo posto" la Santa Madre di Dio. Cosa indispensabile, più che per compiacere protestanti ed evangelici, quanto per minare i dogmi che riguardano Gesù Cristo, dalla nascita divina alla Resurrezione, dall' Ascesa in Cielo alla Sua presenza attuale alla destra del Padre.Al Suo ritorno per giudicare i vivi ed i morti ... Procedimento che prosegue con implacabile volontà, come è dimostrato anche nella compilazione dell' Annuario Pontificio 2020 ! Ma che si voglia o no Dio giudica, e quando sarà necessario, questo mondo che è creazione e non divinità, uscirà dalla storia per essere trasformato per entrare nell' eternità, poiché la Redenzione sarà completata. È Dio che decide. È Dio che porta a compimento, solo lui. Cerchiamo con tutte le nostre forze, materiali e spirituali, di rimanere raccolti sotto il Mantello della Santa Vergine: Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix... Così la Chiesa di Cristo Re prega da almeno 1700 e più anni, e non si è mai sentito che la Santa Vergine non abbia soccorso chi si è rivolto a lei.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=2m79D6-IcuI

IL SINDACO CHE CONIA BANCONOTE PER AIUTARE I CITTADINI - Giovanni Fortunato #Byoblu24

Joseph house ha detto...

Per gli amici italiani: giovedì prossimo, 16 aprile, alle 17:00 (in Italia), P. Serafino farà una diretta Youtube con una catechesi seguita dalle risposte alla vostre domande (inviate durante la diretta nella live chat). Il titolo dell'incontro sarà: "Il cristiano dinanzi alla presente pandemia".
Il canale Youtube a cui connettersi è il seguente: www.youtube.com/c/pSerafinoMLanzetta.

Vi aspettiamo, iniziate a prepare le vostre domande...

Anonimo ha detto...

Il pranzo sociale con assembramenti senza mascherine alla comunità s Egidio vanno bene. La messa o almeno la ricezione dei sacramenti no. E tanti, anche conservatori e tradizionalisti tra i preti, comodamente barricati in casa al sicuro...e nessuno alza la voce, anzi, chiamano i fedeli "capricciosi"! Una chiesa così lontana, anche in campo tradizionalista, non la avrei mai immaginata!

Anonimo ha detto...

Basta messe in streaming e conferenze...non sappiamo che farcene! State in chiesa a pregare e a confessare, almeno quello!

Anonimo ha detto...

Qualcuno sa se nel biennio 1918/20 durante l'epidermia c.d. Spagnola le chiese rimasero aperte? A quel tempo non c'era Concordato, la questione romana era aperta, le relazioni diplomatiche tra Vaticano e Italia non esistevano, e sopratutto per fortuna di chi visse in quel tempo non c'era la CEI.
Alessandro Mirabelli

Anonimo ha detto...

"Qualcuno sa se nel biennio 1918/20 durante l'epidermia c.d. Spagnola le chiese rimasero aperte?"

Le cito questo passaggio dall'articolo linkato in basso, anche se le posizioni che il suo autore esprime in altri passaggi non mi trovano d'accordo. Ma al suo quesito l'avv. Patruno risponde così:

"È vero che all’epoca (della spagnola) non vi erano ancora i Patti lateranensi – che furono stipulati un decennio dopo – però in Italia, all’epoca, vigeva tra lo Stato e la Chiesa un periodo di distensione, dopo la burrascosa annessione di Roma ed il sorgere della questione romana (che trovò la sua definitiva composizione con i Patti): vigeva il c.d. Patto Gentiloni del 1913. Tornando a quel che stavo dicendo, all’epoca della spagnola, tra il 1918 ed il 1920, alcuni prefetti italiani imposero la celebrazione di messe piane, vietando le messe solenni e cantate; imposero la durata di queste in quindici-venti minuti; spostarono alcune festività liturgiche – sempre con l’intento di evitare assembramenti (ad es., la festa di Ognissanti del 1918 fu spostata in dicembre e così nel 1919); limitarono l’uso delle campane solo ai funerali. Disposizioni queste che entravano direttamente nel campo liturgico-canonico, visto che dettavano alla Chiesa come celebrare, quando celebrare, ecc. Eppure, i vescovi italiani del tempo – che certamente, per caratura e personalità, non erano per nulla equiparabili a quelli attuali – non obiettarono nulla così come non obiettò nulla il papa Benedetto XV, che non lamentò alcun’ingerenza dello Stato negli affari interni della Chiesa.

Sempre all’epoca della spagnola, in Spagna, le chiese furono chiuse, letteralmente “lucchettate” dalle autorità sanitarie. Non c’era un regime ostile alla Chiesa come quello che si ebbe quasi un decennio dopo. All’epoca era re il cattolicissimo Alfonso XIII e tra Spagna e Santa Sede vi era il concordato del 1851 (accordo che decadde solo con la II Repubblica negli anni ’30 del ‘900 quando il re fu esiliato). Nonostante ciò, le chiese furono chiuse. Alcuni vescovi – ho notizia solo di un paio – intesero sfidare le autorità sanitarie. Il vescovo di Zamora, mons. Antonio Álvaro Ballano, minacciò persino di scomunica le autorità sanitarie; impose ai suoi sacerdoti di (ri)aprire le chiese, rimuovendo i lucchetti, indisse una novena in onore di S. Rocco (il patrono contro le pestilenze) ed una serie di celebrazioni eucaristiche per implorare da Dio la fine del morbo «debido a nuestros pecados e ingratitud, por lo que el brazo vengador de la justicia eterna ha caído sobre nosotros». Risultato? La spagnola non cessò ed anzi proprio a Zamora aumentarono le vittime. Sorte simile toccò a Valladolid. Ah dimenticavo un dettaglio non da poco: le autorità sanitarie spagnole chiusero le chiese, ma non i teatri!"

https://www.marcotosatti.com/2020/03/13/coronavirus-lavv-patruno-esorbitante-chiudere-le-chiese/

Viator ha detto...

"Non è una scappatoia per aggirare la legge: celebrare la Messa in questo tempo è un atto di obbedienza piena. Si tratterebbe di un caso di epicheia, virtù citata a sproposito per permettere la comunione ai divorziati risposati, ma che invece si adatta perfettamente al caso delle Messe proibite per coronavirus".

Luisella Scrosati
https://www.lanuovabq.it/it/celebrare-messa-sarebbe-obbedienza-piena

Viator ha detto...

La virtù dell’epicheia ci mette in guardia da due derive piuttosto comuni, entrambe legate ad una concezione legalistica della norma: da una parte la ricerca delle scappatoie, delle eccezioni, delle dispense, per scaricarci dalla fatica che l’obbedienza alla legge comporta; dall’altra un’obbedienza legalistica, che si accontenta di rispettare la norma, ma perde di vista la virtù di giustizia ed il bene comune. Tant’è vero che Tommaso non pensa all’epicheia come ad una specie di benevolenza o di approssimazione; al contrario essa è definita «come una regola superiore degli atti umani» (II-II, q. 120, a. 2): superiore non alla giustizia, ma a quella giustizia legale «che si limita a osservare letteralmente la legge» (Ibi, ad 2).
...

Mons. Athanasius Schneider è uno dei pochi vescovi che ha alzato la voce per scuotere i sacerdoti dalla paura e dalla falsa coscienza di un’obbedienza formale: «I sacerdoti devono ricordare che sono prima di tutto e soprattutto pastori di anime immortali. Devono imitare Cristo, che ha detto: “Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge” [...] Se un sacerdote osserva in modo ragionevole tutte le precauzioni sanitarie necessarie e usa discrezione, non deve obbedire alle direttive del suo vescovo o del governo di sospendere la Messa per i fedeli. Tali direttive sono una pura legge umana; tuttavia, la legge suprema nella Chiesa è la salvezza delle anime. I sacerdoti in una tale situazione devono essere estremamente creativi per provvedere ai fedeli, anche per un piccolo gruppo, alla celebrazione della Santa Messa e alla ricezione dei sacramenti. Questo era il comportamento pastorale di tutti i sacerdoti confessori e martiri al tempo delle persecuzioni». Un bene più alto, una legge superiore: a questo mira l’epicheia.

Coraggio, sacerdoti! E coraggio anche ai fedeli. Dobbiamo scuoterci. C’è una parte del mondo laico che si è accorto della deriva totalitaria che questa situazione emergenziale sta prendendo; e noi cattolici, cosa facciamo? Noi che sappiamo che la Messa è più necessaria all’umanità di quanto lo sia il Sole; noi che sappiamo per fede che l’Eucaristia ci è più necessaria del pane; noi che abbiamo promesso di mettere sempre Dio al primo posto, prima della nostra stessa vita; noi, accetteremo, per una malintesa obbedienza e prudenza, che il dono totale di Sé che Cristo ha fatto nell’Eucaristia, rimanga chiuso nei tabernacoli?

Postilla: tutti quei vescovi e teologi che invocavano l’epicheia ai tempi di Amoris Laetitia, non pare siano così zelanti in questa situazione. Dai frutti, riconoscete l’albero.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=N8Mh1eZsHOI

#lockdown #Meluzzi #clandestini
MELUZZI ► "FOLLIA! INSEGUONO CON ELICOTTERI CHI ESCE... E NON LO FANNO PER CRIMINALI O CLANDESTINI"

mic ha detto...

https://www.vanthuanobservatory.org/ita/sospensione-delle-messe-e-chiusura-delle-chiese-perche-il-decreto-8-marzo-e-illegittimo-avv-c-gobbi/

Ireneo ha detto...

L'ho già scritto, l'art. 19 della Costituzione, andatevelo a leggere, per intero prevede il diritto all'esercizio pubblico e privato del culto, e non fissa neppure possibili limitazioni di legge. Solo per le le religioni contrarie al buon costume questo diritto non vale. E' quindi un diritto incomprimibile. La legge addirittura dice "tutti", quindi non solo i cittadini.
Quindi qui è la CEI che decide di non esercitare il culto, perchè se lo esercitasse qualsiasi contestazione da parte della pubblica autorità sarebbe lesione contra legem di diritto fondamentale.
Basterebbe una nota della Segreteria di Stato al Governo Italiano.
Poi la CEI dovrebbe provvedere a regolare l'accesso in modo da non pregiudicare la sicurezza pubblica........................... ed a questo dovrebbe servire questa Entità, a dire, "ok, in Italia, assicuriamo l'esercizio del culto con queste cautele nell'interesse di tutti", invece no, si scambiano 2 telefonatine compiacenti con qualche Autorità e si piegano. Non so se abbiano perduto la fede, sicuramente sono di una modestia intellettuale veramente abissale.

mic ha detto...

Incredibile, quanto sconcertante, affermazione di un vescovo tedesco nel pieno dell'emergenza legata al Coronavirus.

Monsignor Heiner Wilmer, vescovo di Hildesheimer (Bassa Sassonia, Germania), ha criticato la reazione dei fedeli cattolici che si lamentano di non poter ricevere la Comunione a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di coronavirus, sostenendo che "l'Eucaristia è sopravvalutata. Come se non ci fosse nient'altro!".

Secondo Wilmer "la gente finge che tutto stia andando a rotoli, ma questa è un'interpretazione esagerata". Il vescovo ritiene, inoltre, che non sia necessario che ciascun sacerdote trasmetta le proprie messe online, poiché "le trasmissioni fatte dai canali diocesani sono sufficienti".

"Non si può essere ossessionati solo dall'Eucaristia!", ha dichiarato Wilmer. "Certamente è importante, ma il Concilio Vaticano II afferma che il Signore è presente non solo nell'Eucaristia ma anche nelle Scritture, leggendo la Bibbia, e dobbiamo prendere sul serio la parola di Gesù 'dove due o tre nel mio nome sono riuniti, io sono tra loro'. Possiamo anche incontrarci via Internet per fare questo".

Il vescovo Wilmer, inutile sottolinearlo, è uno dei vescovi tedeschi più favorevoli alla rivoluzione femminista nella Chiesa (ha apertamente sostenuto il movimento femminista "Maria 2.0") ed ha dichiarato che è tempo di riforme nella Chiesa cattolica, in senso iper-progressista naturalmente, come per esempio l'eliminazione del celibato, perché, secondo lui, "non fare le riforme sarebbe un tradimento del Vangelo".

https://informazionecattolica.blogspot.com/2020/04/leucaristia-e-sopravvalutata-cosi-un.html

mic ha detto...

il Concilio Vaticano II afferma che il Signore è presente non solo nell'Eucaristia ma anche nelle Scritture, leggendo la Bibbia, e dobbiamo prendere sul serio la parola di Gesù 'dove due o tre nel mio nome sono riuniti, io sono tra loro'. Possiamo anche incontrarci via Internet per fare questo".

E' nient'altro che protestante ritenere equivalente la presenza 'mediata' dal testo e altro alla "Presenza reale" del Signore sacramentato... E' evidente che non ci credono più!

Catholicus ha detto...

Accorato appello di Claudio Gazoli al papa, ai cardinali, vescovi, gerarchia cattolica tutta:
“Se vi rimane ancora un barlume di coscienza, per il bene dell’umanità intera, ANDATEVENE, dal massimo grado ai cardinali, anzi i cardinaloni, a cominciare da quelli più “grassi”, e poi i vescovi ciclisti, assolutori dei pervertiti non pentiti, propugnatori della "teologia sodomitica", insofferenti del Sacro. Liberate la Chiesa dai “miasmi dell’inferno”, fondatevi una vostra chiesa “protestante”, ritiratevi in qualche monastero o, semplicemente, ritornate allo stato laicale, dove potete trovare accoglienza nelle migliaia di organizzazioni neomarxiste, commercianti di uomini per lucro, che stanno attuando il programma della distruzione dell’occidente e della “fratellanza universale”.
Solo allora sarà possibile la RICONSACRAZIONE DEI LUOGHI SACRI, IL PROPOSITO DI NON CADERE PIÙ NEL PECCATO, DI NON OFFENDERE PIÙ LO SPIRITO SANTO, DI NON CONTINUARE AD INGIURIARE LA SOMMA REGINA, LA RICHIESTA DI PERDONO, LA SUPPLICA AFFINCHÉ DIO CI LIBERI DA QUESTO FLAGELLO.”
https://blogclaudiogazzoli.blogspot.com/2020/04/perdono-senza-pentimento.html

Anonimo ha detto...

Mi sono fatto l'idea che questa percezione di gabbia immateriale nella quale siamo finiti sia stata deliberatamente pianificata nei minimi dettagli ed accortamente alimentata dai media ufficiali, come pure dalla Rete, verificato che abbondano i video di episodi di uso sproporzionato della forza a fronte di presunte infrazioni ai decreti governativi. Mi ha molto sfavorevolmente impressionato vedere la polizia in tenuta antisommossa intervenire per reprimere l'illegale grigliata organizzata da alcune famiglie su un terrazzo condominiale in un quartiere popolare di Palermo:

https://www.facebook.com/stadionews/videos/267152144286765/

I casi di uso eclatante e sproporzionato di uomini e mezzi delle forze dell'ordine non si contano più, e la fine del blocco è ancora lontana, con tutto quello che ciò comporterà, anche nelle settimane e nei mesi successivi, a livello di equilibrio psicofisico delle persone. C'è perciò da chiedersi chi abbia diramato questi ordini; quali prefetti, quali alti ufficiali dell'Arma e quali responsabili di Dicasteri. Non è un mistero, per fatti pregressi ben noti, che si sia verificato che uomini collusi con organizzazioni massoniche abbiano pesantemente condizionato la vita democratica del Paese. La strategia in atto credo faccia parte di un disegno di destabilizzazione più ampio, che ha per obiettivo non ultimo quello di sradicare il sentimento cattolico del popolo italiano. Mancano finora, chissà perché, testimonianze video di soprusi ai danni di fedeli impediti ad accedere ai luoghi di culto. Vedremo in futuro.

Però: si impedisce al runner isolato di fare la sua corsetta, anche in un luogo isolato, mentre ai Carabinieri della Folgore è tranquillamente concesso di correre in gruppo per le strade di Livorno. Una plateale, e credo anche pericolosa, disobbedienza dell'autorità stessa; come a dire: noi liberi, voi d'ora in poi prigionieri:

https://www.facebook.com/alessandro.biagini.7/videos/1597003343783355/

Anonimo ha detto...



La Messa riformata in base ai suggerimenti del Concilio o Messa del Novus Ordo, la Messa pseudo-cattolica di papa Montini, ha svuotato le chiese.

Ora l'emergenza pandemica universale ha fatto chiudere le chiese in tutto il mondo, sospendere liturgia e Sacramenti.

Next?

Anonimo ha detto...

Le chiese non servono più, basta una piazza...
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/coronavirus-sette-confessioni-religiose-pregano-insieme-sulla-piazza-di-carpi

Anonimo ha detto...

""Non si può essere ossessionati solo dall'Eucaristia!", ha dichiarato Wilmer. "Certamente è importante, ma il Concilio Vaticano II afferma che il Signore è presente non solo nell'Eucaristia ma anche nelle Scritture, leggendo la Bibbia..."

I discepoli di EMMAUS non riconoscono Gesù quando Lui spiega le Scritture, ma quando spezza il pane... allo stesso modo del Sacrificio Eucaristico

Anonimo ha detto...

Trovo veramente meschino mettersi a fare propaganda pro Bibbia quando si è incalzati da dietro dalla politica.

Anonimo ha detto...

Il Vescovo di Las Cruces, New Mexico, ha revocato il divieto diocesano di celebrare la Messa in pubblico, ha emanato le linee guida per la distribuzione della Santa Comunione e ha detto ai sacerdoti che possono riprendere il ministero sacramentale se seguono le precauzioni sanitarie ordinate dallo Stato. Ne parla Ed Condon su Catholic News Agency (CNA).

https://www.catholicnewsagency.com/news/las-cruces-bishop-first-in-us-to-resume-public-masses-amid-pandemic-54349

Anonimo ha detto...

Buone notizie ;
Il segretario della CEI poco fa ..18.50 del 16 aprile 2020 ..a TV 2000 ha informato che, come si è condiviso il lockdown della quarantena COVID19, dopo il 4 maggio, anche le S.Messe, con le giuste precauzioni e organizzazione, potranno ripartire con il concorso del popolo !!..
Sosteniamolo. Con petizioni! m.l.

Campanaro ha detto...

Alla fine a Pasqua in 17 ci siamo trovati nell'orario di messa all'interno della chiesa parrocchiale ben distanziati per pregare. Dopo 1 ora, uscendo abbiamo beccato il prete che ci ha detto: "finalmente avete finito. Ora chiudo la chiesa che a breve la perpetua butta la pasta". Di giustizia avrei dovuto reagire alla Don Camillo ma era Pasqua e quindi ho risposto abbracciando il Don con la scusa degli auguri. In questo periodo dove si ascoltano più i virologi del buon Dio avrà mangiato la pasta fredda a forza di lavarsi dato che poi mi hanno seguito in molti nel mio gesto.

Anonimo ha detto...

È proprio nella partecipazione al culto pubblico della Chiesa, manifestazione esterna della fede, che è la forza dei cristiani.
Il culto è pubblico anche se a celebrarlo è il solo sacerdote, la messa ha sempre lo stesso valore anche se il sacerdote la celebra da solo.
Ma non è indifferente che il popolo non sia presente al culto: la celebrazione è necessaria ai fedeli stessi ma sopratutto quando il fedele professa pubblicamente la fede nel culto ufficiale della Chiesa, in quel momento, oppone una barriera alle forze del Male.

(Don Mauro Tranquillo, FSSPX)