Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 18 ottobre 2023

Sull’errore della “salvezza per tutti”.

Nella nostra traduzione da ‘Le Sel de la Terre’ — che ci darà lo spunto per ulteriori approfondimenti — lo scritto che segue spiega bene una parte di cosa ha trovato il teologo tedesco Johannes Dörmann su Giovanni Paolo II. Le OMISSIONI appunto. Dio è solo misericordia, ha già salvato tutti e siamo arrivati alla misericordia bergogliana che condona apertamente il peccato. Precedente qui. Ci sovviene anche Gaudium et spes, 22 qui. (i semi delle variazioni sono tutti nei documenti del Vaticano II). Ricordo anche la questione del 'pro multis'1 [vedi anche qui].

Sull’errore della “salvezza per tutti”.
(Dall’introduzione della Redazione ad un paragrafo
dello studio del teologo tedesco Johannes Dörmann
).

“Commentando il capitolo II [dell’Enciclica ‘Dives in misericordia’ di Giovanni Paolo II] il professor Dörmann ne ha sottolineato le stranissime omissioni. Giovanni Paolo II trova modo di descrivere e definire la missione del Messia senza menzionare esplicitamente il peccato, né il bisogno assoluto della redenzione dell’umanità peccatrice.
Inoltre, l’enciclica, nelle “dichiarazioni messianiche” di Gesù, non nomina che la rivelazione della misericordia del Padre, senza una parola della sua volontà di esser riconosciuto come Messia. Le stesse sue azioni sono presentate fuori da questa esigenza di fede. (Nel Vangelo, è ben chiaro che Nostro Signore, operando i miracoli, vuol suscitare e rafforzare la fede. Ora l’enciclica non ne fa alcuna menzione, e neppure della necessità di questa fede e del battesimo per la salvezza).

Ventesima domenica di Pentecoste: una sobria ebbrezza

Nella nostra traduzione da OnePeterFive una meditazione, tratta dalla Domenica appena trascorsa da noi ricordata qui, che ci aiuta a vivere e offrire la nostra vita e la nostra storia in ogni momento, figli nel Figlio ben incarnati nelle nostre situazioni, per ricevere la grazia di redimere questi tempi malvagi in cui siamo stati chiamati a vivere. Molti i pertinenti riferimenti alla cattività babilonese di chi ama la Tradizione e il Rito dei secoli.

Ventesima domenica di Pentecoste: 
una sobria ebbrezza
di Padre John Zuhlsdorf

Il contesto è sempre importante. Innanzitutto, a che punto dell’anno liturgico siamo in questa ventesima domenica dopo la Pentecoste? Storicamente, questa è la quinta domenica dopo la festa di San Cipriano. Ovviamente mi riferisco a un conteggio delle domeniche che era in vigore prima che esse fossero numerate a partire dalla Pentecoste. Il grande liturgista, Beato Ildefonso Schuster, ci informa che
Il computo del numero delle settimane tra Pentecoste e Avvento non è sempre stato lo stesso, poiché a Roma si calcolavano le domeniche più vicine alle feste degli apostoli e di San Lorenzo; seguivano poi quelle successive a San Cipriano e infine, in alcune versioni, una serie conclusiva di domeniche successive alla dedicazione di San Michele, post Sanctum Angelum. Ciò spiega perché, come abbiamo già osservato, gli Introiti di queste ultime domeniche formano come un gruppo a sé stante, non essendo tratti dai Salmi, come era regola generale, ma dai libri profetici.
La nostra lettura dell’Epistola è tratta dalla Lettera di San Paolo agli Efesini 5, 15-21, un capitolo che alcuni membri del Sinodo sulla sinodalità che fanno sempre molto rumore (“Camminare insieme verso la camminare insiemezza”) non amano leggere, a causa della sua condanna della “sporcizia” (aischrotēs), ossia dei rapporti omosessuali.

martedì 17 ottobre 2023

Preghiera alla Madonna Regina della Palestina

Preghiera composta da Mons. Luigi Barlassina, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, in occasione della consacrazione della diocesi gerosolimitana alla Santa Vergine avvenuta il 15 luglio 1920. Nel 1933 il titolo di Maria Regina della Palestina è stato approvato dalla Sacra Congregazione dei Riti.

Preghiera alla Madonna Regina della Palestina

O Maria Immacolata, graziosa Regina del Cielo e della terra, eccoci prostrati al Tuo eccelso trono, pieni di fiducia nella Tua bontà e nella Tua sconfinata potenza.
Noi Ii supplichiamo di rivolgere uno sguardo pietoso sulla Palestina, che più di ogni altra regione Ti appartiene, poiché tu l’hai aggraziata con la Tua nascita, con le Tue virtù, con i Tuoi dolori, e da essa hai dato al mondo il Redentore.
Ricorda che qui appunto Tu fosti costituita tenera Madre nostra e dispensatrice delle grazie;
veglia dunque con speciale protezione sulla Tua Patria terrena,
dissipa da essa le tenebre dell’errore poiché ivi risplendette il Sole dell’eterna Giustizia, e 
fa’ che presto si compia la promessa uscita dal labbro del Tuo divino Figlio, di formare un solo ovile sotto un solo Pastore.
Ottieni inoltre a tutti noi di servire il Signore nella santità e nella giustizia tutti i giorni della vita nostra, affinché per i meriti di Gesù e con il Tuo materno aiuto, possiamo alfine passare da questa Gerusalemme terrena agli splendori di quella celeste.
Così sia. - Fonte

'Kedoshìm' e 'mechilàh', Vendetta e Perdono parole grosse smerciate mentre Israele si accinge alla sua operazione sulla Striscia di Gaza.

Interessante, dal web. Riguarda la cronaca attuale; ma anche l'umano vivere a 360°. La guerra genera guerra, la violenza violenza, l’odio odio.

Kedoshìm mechilàh, Vendetta e Perdono

Kedoshìm 1 e mechilàh, Vendetta e Perdono parole grosse che vengono smerciate mentre Israele si accinge alla sua operazione di terra sulla Striscia di Gaza.
Chiediamo aiuto per sviscerare i seguenti concetti a un interprete autorevole dell'ebraismo, Rav (Rabbi) Ariel Di Porto:

"Non vendicarti e non conservare rancore verso i figli del tuo popolo, e desidera per il tuo prossimo quello che desideri per te; Io sono il Signore” (Waiqrà 19,18). In questo versetto troviamo tre comandamenti distinti, due negativi ed uno affermativo: i divieti di vendicarsi e serbare rancore, e la mitzwàh di amare il proprio prossimo come se stesso. In questo breve passaggio troviamo tre dei comandamenti più difficili da mettere in pratica. Come per qualsiasi altra mitzwàh della Toràh è indispensabile comprenderne i dettagli e individuarne l’ambito di applicazione. Ci concentreremo sulle prime due mitzwot, i divieti di vendicarsi e serbare rancore.

lunedì 16 ottobre 2023

Luca Signorelli, la parola biblica che si fa immagine

Ringrazio Massimo Scapin che segnala questo suo articolo che ricorda la morte, avvenuta il 16 ottobre 1523, di Luca Signorelli, autore di diversi dipinti che coniugano arte e fede e con una loro “musica”, dall’Adorazione dei pastori ai Beati in Paradiso. Quando le opere degli artisti erano ancora capaci di istruire i fedeli.

A 500 ANNI DALLA MORTE
Luca Signorelli, la parola biblica che si fa immagine
Massimo Scapin

Cinque secoli fa, il 16 ottobre 1523, moriva un «pittore eccellente», Luca Signorelli, che «fu nei suoi tempi tenuto in Italia tanto famoso e l’opere sue intanto pregio, quanto nessun’altro in qualsivoglia tempo sia stato già mai» (Giorgio Vasari, Le vite de’ piu eccellenti pittori, scultori, e architettori).

Nato verso il 1450 a Cortona, in Toscana, e ivi formatosi, intorno al 1470 si trasferisce ad Arezzo, dove è allievo di Piero della Francesca († 1492). Va spesso a Firenze e frequenta il Verrocchio, alla cui bottega si erano formati Leonardo († 1519), il Botticelli († 1510), il Ghirlandaio († 1494) e il Perugino († 1523). In Vaticano dipinge due affreschi del ciclo della Cappella Sistina: la Consegna delle Chiavi e il Testamento di Mosè (1481-1482). All’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore affresca il grandioso ciclo delle Storie di S. Benedetto (1497-98). La splendida decorazione della Cappella Nova o di San Brizio nel transetto destro del duomo di Santa Maria Assunta a Orvieto, eseguita dal 1499 al 1504, costituisce il capolavoro dell'artista cortonese. Signorelli porta a termine la decorazione della volta, iniziata nel 1447 dal Beato Angelico, ed esegue quella dell'intera cappella. Quanta musica nei suoi dipinti! Consideriamone otto.

Dichiarazione delle donne cattoliche sul “Sinodo sulla sinodalità”

Pubblico di seguito la Dichiarazione di Donne Cattoliche promossa dalla nota vaticanista Diane Montagna nel recente Catholic Identity Forum tenutosi negli Stati Uniti. Il documento si inserisce in quel fronte di resistenza che, sulla scia dei Dubia dei cardinali [qui], si va manifestando sempre più chiaramente contro l'eventualità di cambiamenti nella dottrina e nella disciplina della Chiesa che aprirebbero le porte allo scisma, se non proprio all'eresia. Qui l'indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità. 

Dichiarazione delle donne cattoliche
sul “Sinodo sulla sinodalità”

Nostro Signore Gesù Cristo ha istituito la Chiesa cattolica per essere la "luce del mondo", affinché attraverso i successori degli Apostoli potessimo sentire la Sua voce e tutte le nazioni fossero condotte alla salvezza eterna.

Tuttavia, negli ultimi tempi l'autorità morale della Chiesa cattolica sembra essere stata cooptata dallo spirito del mondo e la sua voce è stata messa a tacere su questioni che minacciano la vita e la salvezza eterna soprattutto dei giovani. Oggi, in alcune nazioni occidentali, bambini e adolescenti vengono mutilati fisicamente con interventi chirurgici di riassegnazione del sesso, farmaci che bloccano la pubertà e castrazione chimica, mentre la confusione viene seminata nelle loro menti e nei loro cuori dallo spirito dell'impurità e dalla cultura della morte. Eppure, molti di coloro a cui è affidata la custodia e la propagazione del deposito della fede sono più preoccupati di accettare in modo "non giudicante" quanti indulgono e promuovono queste pratiche piuttosto che di proteggere gli innocenti dai predatori che cercano di corrompere e distruggere.

domenica 15 ottobre 2023

Mons. Viganò / Omelia Nella Domenica XX dopo Pentecoste

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Omelia
Nella Domenica XX dopo Pentecoste

15 Ottobre 2023

Omnia quæ fecísti nobis, Dómine, in vero judício fecísti,
quia peccávimus tibi, et mandátis tuis non obedívimus:
sed da glóriam nómini tuo,
et fac nobíscum secúndum multitúdinem
misericórdiæ tuæ.
Dan 3, 31, 29 et 35
In tutto ciò che hai fatto, o Signore, hai agito con vera giustizia, perché noi peccammo contro di Te e non obbedimmo ai Tuoi comandamenti: ma Tu dà gloria al Tuo nome e agisci nei nostri riguardi secondo l’immensità della Tua misericordia. Le parole dello splendido Introito di questa santa Messa, nella Domenica vigesima dopo Pentecoste, sono tratte dal Profeta Daniele. Esse si riferiscono ad un fatto storico: quando cioè il re Nabucodonosor convocò satrapi, prefetti, governatori, consiglieri, tesorieri, giudici, questori e tutte le alte autorità delle province per annunciare la costruzione di una statua d’oro a Babilonia. Un banditore di Nabucodonosor annuncia: Popoli, nazioni e lingue, a voi è rivolto questo proclama: Quando voi udirete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpicordo, del salterio, della zampogna, e d’ogni specie di strumenti musicali, vi prostrerete e adorerete la statua d’oro, che il re Nabucodonosor ha fatto innalzare. Chiunque non si prostrerà alla statua, in quel medesimo istante sarà gettato in mezzo ad una fornace di fuoco ardente (Dan 3, 4-6).

Domenica XX dopo la Pentecoste ("Omnia quæ fecísti nobis")

Se qualcuno pecca contro il Signore, non obbedendo ai suoi comandamenti (Introito) e così muore alla grazia, deve disperare della sua salvezza eterna? No, faccia appello con fede all'infinita misericordia del Redentore, e la sua anima rivivrà (Vangelo). Ma, dopo il perdono, veda di non essere imprudente, sia per non ricadere nella colpa, sia per guadagnare il tempo perduto (Epistola). E poi si fortifichi contro le nuove tentazioni con la celeste medicina dei Sacramenti (Secreta), al fine di poter offrire al suo Dio un degno servizio nella tranquillità dello spirito (Orazione

Domenica XX dopo la Pentecoste
("Omnia quæ fecísti nobis")

Intróito
Dan. 3, 31, 29 et 35
- Omnia quæ fecísti nobis, Dómine, in vero iudício fecísti, quia peccávimus tibi, et mandátis tuis non obedívimus: sed da glóriam nómini tuo, et fac nobíscum secúndum multitúdinem misericórdiæ tuæ.
Ps. 118, 1 - Beáti immaculáti in via: qui ámbulant in lege Dómini. Glória Patri…
Dan. 3, 31, 29 et 35
- Omnia quæ fecístis nobis,…

Orátio
Largíre, quǽsumus, Dómine, fidélibus tuis indulgéntiam placátus et pacem: ut páriter ab ómnibus mundéntur offénsis, et secúra tibi mente desérviant. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. - Amen.
Introito
Dan. 3, 31, 29 e 35 - Tutto quello che hai fatto per noi, o Signore, lo hai fatto con vera giustizia, perché abbiamo peccato contro di Te e non abbiamo obbedito ai tuoi comandamenti: ma Tu dà gloria al tuo nome e trattaci secondo la grandezza della tua misericordia.
Sal. 118, 1 - Beati coloro che sono senza macchia: che camminano secondo la legge del Signore. Gloria al Padre…
Dan. 3, 31, 29 e 35 - In tutto quello che ci hai fatto,…

Colletta
Largisci placato, Te ne preghiamo, o Signore, il perdono e la pace ai tuoi fedeli: affinché siano mondati da ogni colpa e Ti servano con tranquilla coscienza. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. - Amen.

Giudei e Gentili.

Il Vangelo di otto giorni or sono annunciava le nozze del Figlio di Dio e della stirpe umana. Dio, nella creazione del mondo visibile, aveva per fine la realizzazione di tali nozze e tale fine persegue ancora nel governo della società. Nessuna meraviglia dunque che, rivelandoci su questo argomento il pensiero di Dio, la parabola abbia messo in luce il fatto importante della riparazione dei Giudei e della chiamata dei Gentili, che è ad un tempo il più importante nella storia del mondo e il più intimamente legato al compimento del mistero dell'unione divina.

sabato 14 ottobre 2023

L’esortazione “Laudate Deum”: è "Laudato si’" ma in peggio

Il commento della FSSPX sulla Laudate Deum. Precedenti qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sul clericalismo politicante di Bergoglio.

L’esortazione “Laudate Deum”: 
è "Laudato si’" ma in peggio

Annunciando la sua futura esortazione apostolica, pubblicata il 4 ottobre 2023, nella festa di San Francesco d'Assisi, Papa Francesco l'ha definita "una seconda parte della Laudato si’ per un aggiornamento sui problemi attuali". Per giudicare questo nuovo testo sull’ecologia dobbiamo ritornare alla Laudato si’ di cui è il seguito.

L’enciclica Laudato si’

La constatazione di un fallimento universale

Il testo rileva "fallimento dei Vertici mondiali": il Papa conclude che l'attuale sistema politico è obsoleto, a causa del predominio della dimensione economica su quella politica. Il Papa prende di mira l’avidità, la distorsione dell’economia, così come il consumismo.

Intervista al cardinale Burke a proposito del processo detto di «sinodalità», di Philippe Maxence

Su segnalazione di don Claude Barthe, che ringraziamo, riprendo da Rex Novae l’intervista rilasciata dal cardinale Burke a Philippe Maxence per L’Homme nouveau. Su questo stesso argomento, vedi anche l’intervento del cardinale in occasione del convegno dello scorso 3 ottobre, organizzato a Roma presso il teatro Ghione dalla rivista la Nuova Bussola Quotidiana di Riccardo Cascioli, sul tema «La Babele sinodale» [qui]. Qui l'indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità.

Intervista al cardinale Burke a proposito
del processo detto di «sinodalità»

di Philippe Maxence

Philippe Maxence
– In un’intervista rilasciata ad ACN lo scorso 10 agosto, Lei ha dichiarato che gran parte dell’attuale bufera è associata ad una retorica populista sulla Chiesa, ivi compresa la sua disciplina. Cosa intendeva dire?

Cardinale Burke – Purtroppo osserviamo come numerosi membri della Chiesa (a volte con responsabilità alquanto elevate nella gerarchia ecclesiastica ed a questo titolo garanti in modo particolare della conservazione e della diffusione del dogma della Fede) non proclamino più chiaramente la Fede, ma al contrario affermino in modo ambiguo ciò che una frangia della società e dei media vorrebbe sentirsi dire. È precisamente, questa, una forma di populismo, nel senso che l’obiettivo sta nel compiacere questa minoranza e non più nel proclamare la Fede – vale a dire il Credo, i Comandamenti, la disciplina della Chiesa costante fin dagli Apostoli, ecc. – e spiegarla.