Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 20 marzo 2026

La resa è iniziata

Stiamo arrivando ad un drammatico punto di non ritorno? Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.
La resa è iniziata

Vietato a scuola disegnare Gesù e suonare musica. Succede oggi in Inghilterra. E in Italia? A Treviso, alle scuole medie Felissent, due famiglie musulmane hanno ottenuto che i propri figli non studiassero Dante. La Divina Commedia offende l'Islam: nel ventottesimo canto dell'Inferno, Maometto è tra i seminatori di discordia.

Settecento anni di letteratura universale cancellati con una richiesta e un professore in ginocchio. Sempre nel trevigiano, a Susegana, i bambini di un asilo parrocchiale - intitolato a Santa Maria delle Vittorie - sono stati portati a pregare in ginocchio nella moschea locale, rivolti verso la Mecca, davanti a un imam. Le maestre si sono messe il velo. In un asilo cattolico.
Prima Gesù in Inghilterra, poi Dante e la Mecca in Italia. Domani chi? Michelangelo? Mozart?"

In Inghilterra non lo impone un imam con il mitra o la scimitarra. Lo impone - sotto forma di caldissimo consiglio - lo Stato, attraverso un documento distribuito dai consigli comunali laburisti alle scuole del nord: si chiama "Sharing the Journey", il viaggio condiviso. Quello verso la resa.
Il principio è semplice e rovescia secoli di civiltà giuridica occidentale: la libertà non finisce più dove inizia la libertà altrui. Finisce dove inizia la sensibilità altrui. E la sensibilità, a differenza della libertà, non ha confini, non ha codici e non ammette discussione. Basta offendersi per avere ragione.
Sulla carta è una raccomandazione. Nei fatti, nel clima del politicamente corretto elevato a religione di Stato, il consiglio è un ordine. Nessun preside rischierà la carriera per difendere il diritto di un bambino di disegnare Gesù. Nessun insegnante si esporrà dopo aver visto il collega di Batley vivere nascosto da cinque anni. Il meccanismo è perfetto: non serve la legge quando funziona la paura.
Dentro il documento c'è il Medioevo messo a norma. Le immagini di esseri umani sono idolatriche. La musica è lecita solo a voce e con percussioni non accordabili, come ai tempi del Profeta - settimo secolo. La danza è proibita perché maschi e femmine potrebbero toccarsi. Il teatro va censurato.

Gli insegnanti non devono far disegnare Gesù, Maometto o qualsiasi figura che l'Islam reclami come propria. Duemila anni di arte sacra cristiana - Giotto, Caravaggio, la Cappella Sistina - diventano materiale offensivo. In compenso, si raccomanda la calligrafia islamica. Michelangelo si rivolterà nella tomba. Ma con sensibilità. Ecco il punto che nessuno ha il coraggio di dire: una religione che non ha mai conosciuto Riforma, Illuminismo, separazione tra fede e Stato - una religione ferma al settimo secolo in vaste aree del mondo islamico - sta imponendo le proprie regole a civiltà che quei passaggi li hanno compiuti a prezzo di rivoluzioni e di sangue.

E ci riesce. Non con le armi, non con la teologia, ma con un'arma molto più efficace: la paura. Paura di essere chiamati razzisti. Paura di essere chiamati islamofobi. Paura di finire come l'insegnante di Batley. Quell'uomo - un professore della Batley Grammar School - vive nascosto da cinque anni nel suo Paese. La colpa: aver mostrato una vignetta di Maometto durante una lezione di studi religiosi. Minacciato di morte, abbandonato dalla scuola, dalla polizia, dal comune. Lo Stato non lo ha protetto. Ha protetto chi lo voleva morto. E poi ha scritto le linee guida per assicurarsi che nessun altro insegnante commetta lo stesso crimine: fare lezione. Questo è il prezzo della paura. Questa è la pedagogia del terrore che funziona senza bisogno di bombe.

Il nome del documento non è casuale. "Sharing the Journey". Nel 2017 Papa Francesco lanciò in Piazza San Pietro una campagna con lo stesso nome: "Share the Journey". Braccia aperte, cultura dell'incontro, accoglienza senza condizioni. Lo stesso Pontefice che ha definito il proselitismo "una solenne sciocchezza". Che ad Abu Dhabi ha firmato con il Grande Imam di Al-Azhar un documento in cui il pluralismo religioso è "voluto da Dio nella Sua sapienza" - svuotando in una riga duemila anni di missione evangelizzatrice [vedi].

Un Papa che ha spalancato le porte senza mai chiedere nulla in cambio. L'Islam ha preso nota e si è accomodato. Perché quando qualcuno si arrende, non serve nemmeno combattere. Dall'altra parte la reciprocità non esiste. La dawah - la chiamata alla conversione - è un obbligo. L'apostasia vale la morte in una dozzina di Paesi. In Arabia Saudita non si costruisce una chiesa. In Pakistan la bestemmia contro Maometto costa la vita. L'Occidente discute se un bambino possa disegnare Gesù.

Il mondo islamico non discute niente: impone. E chi dissente muore, fugge o tace. Francesco predica il dialogo. L'Islam incassa il monologo. Non per cattiveria: per dottrina. La sinistra intanto fa la cassiera. Perché il cuore della questione non è religioso: è politico.

La sinistra europea non crede in niente - non in Dio, non nella nazione, non nella tradizione - e quindi non ha niente da perdere nella resa. Ma ha voti da guadagnare. In Inghilterra il Labour ha messo Shabana Mahmood - musulmana devota di origine pakistana - al ministero dell'Interno. Controlla polizia, MI5, sicurezza nazionale. Ha giurato da Lord Chancellor sul Corano, ricevuto dalle mani del Re.
Oggi è candidata a succedere a Starmer. Primo premier musulmano del Regno Unito: non è fantapolitica, è il prossimo capitolo. Il governo ha varato la definizione di "ostilità anti-musulmana" e nominato uno "zar" per sorvegliarla. Le scuole controllano. I bambini non disegnano. Chi protesta è un islamofobo. Chi tace è un buon cittadino.

A New York il copione è lo stesso. Zohran Mamdani, primo sindaco musulmano della città, ha giurato su due Corani e celebrato il World Hijab Day dal municipio, esaltando il velo come simbolo di devozione.
Nella stessa città dove le donne hanno conquistato il diritto di vestirsi come vogliono in un secolo di battaglie. La giornalista iraniana Masih Alinejad - che rischia la vita per aver tolto il velo - gli ha scritto: mi sento torturata nella mia città. Silenzio.
In compenso, Mamdani ha ospitato a Gracie Mansion una cena islamica dove un attivista ha esibito il saluto del Tawhid. Lo stesso segno dei boia dell'ISIS. Nella città delle Torri Gemelle. Venticinque anni dopo.

Intanto a Roma si è costituito "MuRo27" - Musulmani per Roma 2027 - un gruppo che punta al Campidoglio con un programma fondato sui principi coranici. Il fondatore è Francesco Tieri, ingegnere convertito all'Islam, ex candidato alle primarie del centrosinistra.
Nel suo manifesto si citano i Fratelli Musulmani e si conta un bacino di oltre un milione di voti. A Monfalcone è già stata presentata la prima lista interamente islamica. Le moschee fanno da sezione di partito. La sinistra radicale fa da levatrice. E chi dovrebbe vigilare guarda altrove per paura di quella parola - islamofobia - che è diventata il bavaglio più efficace della storia moderna.

Chi si scandalizzerà per queste righe risponda a una domanda sola: in quale Paese islamico un partito cristiano potrebbe presentarsi alle elezioni, costruire chiese liberamente e chiedere che le scuole rispettino le sensibilità cristiane? In nessuno.

Il viaggio condiviso è finito. La Chiesa ha ceduto le chiavi, l'Islam ha preso il volante e la sinistra ha aperto il cancello. A Londra una musulmana controlla l'MI5. A New York un musulmano celebra il velo nella città delle Torri Gemelle. A Roma, qualcuno prepara le liste per il Campidoglio.
Non è integrazione. È sottomissione. E la parola non è scelta a caso: in arabo si dice Islam.
Roberto Riccardi

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Il tradimento della nostra fede e cultura si allarga sempre di più. È iniziato con il Vaticano II, che ha sostituito il dialogo alla conversione, alterando il senso stesso della missione della Chiesa. Vedi poi gli elogi tributati alle altre religioni, a cominciare dall'Islam. Al quale i Papi postconcilio hanno continuato a tributare l'omaggio di essere una vera religione rivelata (se la rivelazione propugnata da Maometto è vera allora è falsa la nostra). Adesso, abbiamo avuto la ciliegina sulla torta dell'esortazione di Papa Leone a non aver paura dell'Islam, a stabilire rapporti sempre più aperti con esso !! Allora, di cosa ci stupiamo? L'esortazione del Papa la stanno mettendo in prratica.
C ' è poi l'influenza più o meno sotterranea di una élite intellettuale trasversale convertita all'Islam o filomusulmana, soprattutto filosciita, affascinata dalle teorie (di origine gnostica) dell'imam nascosto e cose simili (il rapporto luce-materia, la salvezza da conseguirsi mediante dottrine esoteriche etc).
Bisognerebbe studiare seriamente l'ipotesi del "papa eretico". Scuotersi dal torpore intellettuale che affligge la Gerarchia, per usare un eufemismo. Tanto per poter cominciare a reagire.
T.

E.P. ha detto...

Intanto nelle conferenze episcopali si discetta sinodalmente sulla sinodalità sinodalizzante.

Anonimo ha detto...

Se mettendosi a "babbo morto" si pensa di essere politicamente corretti si sbaglia, perché "chi pecora si fa, il lupo se la magna". Non so quando e come l'italiano si sia "appecoronato" a prescindere. Qualsiasi animale, anche umano, capisce da lungi se l'altro è o non è. Quindi cerchiamo il nostro essere, perché il non essere ovviamente è calpestato dal primo che passa anche senza accorgersene.

Claudio Gazzoli ha detto...

Articolo pessimo, che riprende le solite amenità sul Medioevo per intendere il presente.
"una religione che non ha mai conosciuto Riforma, Illuminismo, separazione tra fede e Stato", appunto per questo, pur nella sua falsità, è rimasta una religione integra, efficiente al punto da farsi rispettare pure dove è in netta minoranza, visto che tutte, ma proprio tutte, le nostre sciagure vengono da lì.
Claudio Gazzoli

Anonimo ha detto...

Il problema vero e' che i cristiani non hanno gli anticorpi. Le ragazzine adolescenti islamiche devono studiare per 4 anni il corano, un pomeriggio alla settimana in moschea. A quell'eta' i nostri adolescenti hanno gia' ricevuto la Cresima e quindi sono liberi di allontanarsi dalle riunioni della parrocchia. Potremmo dire che la Bibbia e' un libro per loro sconosciuto. Si direbbe di essere ritornati ai tempi di Marcione che voleva togliere l'Antico Testamento dalla Bibbia.
Abbiamo poi gli emuli di Ario che non credeva alla divinita' di Cristo.
Anche la catena di librerie Feltrinelli non crede alla divinita' di Cristo. Non ci sono libri dedicati ai piçcoli in prossimita' del santo Natale. Si parla solo di Babbo Natale , delle renne e degli elfi.

Anonimo ha detto...

Non dobbiamo dimenticare che il vecchio comunismo si e' impegnato con tutta l'anima a demolire la tradizione cristiana del popolo italiano. Ha cercato di sostituire nuove feste alle feste cristiane. Prendiamo in considerazione l'8 marzo , festa della donna. Ne fu decisa l'istituzione dal partito comunista o meglio da Rita Montagnana che era la prima moglie di Togliatti. Fu lei , la moglie successivamente abbandonata che decise cĥe ad ogni donna dovesse essere donato un rametto di mimose.
E oggi non c'e' giorno che non ci sia una commemorazione laica.
E i santi ? Scomparsi. O meglio ridotti a fare i patroni delle fiere.
Fiera di sant'Agata , fiera di san Giuseppe,, fiera di santa Zita, fiera di san Pietro...