Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 17 marzo 2026

La deriva iper-sionista del secondo mandato di Trump

Donald Trump ha rimosso ufficialmente la coraggiosa cattolica Carrie Prejean Boller dalla Commissione per la Libertà Religiosa della Casa Bianca. Poche settimane fa Carrie era stata espulsa dalla Commissione dal presidente Dan Patrick (vice governatore del Texas) a causa delle sue critiche nei confronti della deriva ultra sionista del governo israeliano, sottolineando che tale ideologia é incompatibile con la sua fede cattolica. Che ne pensate anche del resto? Qui l'indice degli articoli sugli eventi nel quadrante mediorientale.

La deriva iper-sionista del secondo mandato di Trump
e la repressione del dissenso.


Nell'immagine: da sinistra a destra: Tucker Carlson, Candace Owens, Charlie Kirk e Carrie Prejean Boller.

Nel primo mandato presidenziale Donald Trump aveva già segnato una svolta importante nella politica estera americana verso Israele. Lo spostamento dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, il riconoscimento delle Alture del Golan come territorio israeliano e il sostegno agli Accordi di Abramo avevano rappresentato scelte forti, che avevano rotto con una certa prudenza diplomatica mantenuta per decenni dalle amministrazioni precedenti.

Tuttavia, nel corso del secondo mandato sta emergendo qualcosa di diverso e, per molti osservatori, di più radicale. Non si tratta più soltanto di un rapporto privilegiato con uno storico alleato strategico. Si sta delineando piuttosto una linea politica nella quale il sostegno a Israele appare sempre più come un principio ideologico non discutibile, una posizione dalla quale non è consentito deviare neppure marginalmente.

Il punto più controverso non riguarda soltanto la politica estera americana, ma il clima politico che si sta formando attorno ad essa. Negli Stati Uniti, dove la libertà di espressione è sempre stata considerata uno dei pilastri della democrazia, si sta diffondendo la percezione che criticare il governo israeliano, anche da posizioni conservatrici o religiose, stia diventando sempre più difficile e rischioso.

Il caso più emblematico di questa dinamica è quello di Caroline Michelle “Carrie” Prejean Boller. Per molti anni Prejean è stata una figura simbolica del conservatorismo cristiano americano. Divenne nota nel 2009 durante il concorso Miss USA, quando difese pubblicamente la concezione tradizionale del matrimonio, attirandosi l’ostilità di gran parte dei media progressisti ma diventando al tempo stesso un punto di riferimento per milioni di elettori conservatori.

Negli anni successivi ha sostenuto Donald Trump e si è collocata stabilmente nell’area culturale della destra americana. C’è però un elemento della sua vicenda che assume un significato particolare nel contesto attuale: Carrie Prejean è cattolica.

Negli Stati Uniti esiste una corrente molto influente di cristianesimo sionista, soprattutto di matrice evangelica, che sostiene Israele non soltanto per ragioni geopolitiche ma anche per convinzioni teologiche. All’interno di questo quadro, le posizioni di molti cattolici risultano spesso più sfumate e meno legate a questa visione religiosa della politica mediorientale.

Quando Prejean ha espresso dubbi morali sulle operazioni militari israeliane a Gaza, richiamando il principio cristiano della difesa degli innocenti e sostenendo che nessuna fede può giustificare l’uccisione di civili, la reazione è stata rapida. Nel giro di poco tempo è stata rimossa dalla Commissione per la Libertà Religiosa della Casa Bianca, alla quale era stata nominata proprio durante l’amministrazione Trump.

Il significato politico di questa vicenda è stato interpretato da molti come un segnale preciso: anche una figura proveniente dal mondo conservatore, anche una sostenitrice dell’attuale presidente e anche una cristiana impegnata può diventare improvvisamente scomoda se mette in discussione la linea di sostegno totale alle politiche del governo israeliano.

Il caso Prejean non è isolato. Negli ultimi mesi si è aperta una frattura sempre più evidente all’interno della stessa destra americana. Alcune delle voci mediatiche più influenti del conservatorismo hanno iniziato a esprimere dubbi sul rapporto tra Washington e Tel Aviv e sulle conseguenze della guerra in Medio Oriente.

Tucker Carlson, uno dei commentatori più seguiti del panorama politico statunitense, ha più volte criticato l’idea che gli Stati Uniti debbano sostenere automaticamente ogni scelta militare israeliana. Le sue dichiarazioni hanno provocato reazioni molto dure e accuse pesanti da parte di diversi ambienti politici e mediatici che sono arrivati a definirlo “antisemita”.

Anche Candace Owens, commentatrice politica e influencer con milioni di follower, ha denunciato apertamente la devastazione umanitaria provocata dalla guerra a Gaza e ha messo in discussione l’allineamento automatico della politica americana alle decisioni del governo israeliano e anche per lei è arrivata subito l’accusa infamante di antisemitismo.

Un caso altrettanto significativo è quello di Charlie Kirk, fondatore di Turning Point USA e per anni uno dei giovani leader più promettenti del movimento conservatore vicino a Trump. Negli ultimi tempi anche Kirk ha iniziato a esprimere posizioni più critiche sul rapporto tra Stati Uniti e Israele, sostenendo che la politica estera americana dovrebbe essere guidata prima di tutto dagli interessi nazionali americani e ‘casualmente’ è stato assassinato da un killer. Evidentemente a qualcuno facevano paura le sue idee.

Queste prese di posizione hanno provocato reazioni immediate e spesso molto aggressive. Ancora una volta si è riproposto lo stesso schema: chiunque metta in discussione l’allineamento totale con Israele viene rapidamente accusato, isolato o sottoposto a forti pressioni mediatiche o peggio, eliminato fisicamente.

Il problema che emerge da questa dinamica non riguarda soltanto la geopolitica mediorientale. Riguarda il funzionamento stesso del dibattito democratico negli Stati Uniti.

Quando in un sistema politico alcune posizioni diventano di fatto impronunciabili senza conseguenze professionali o istituzionali, la libertà di parola rischia di trasformarsi in un principio sempre più teorico. Il pluralismo del dibattito pubblico si restringe e il confronto politico tende a trasformarsi in conformismo ideologico.

La questione assume un carattere ancora più delicato quando entra in gioco la libertà religiosa. Molti cristiani, in particolare cattolici, non condividono la visione teologica del sionismo cristiano diffusa in alcuni ambienti evangelici americani. Essi ritengono che la fede cristiana imponga di difendere la vita umana e di denunciare la sofferenza dei civili innocenti, indipendentemente dai pretesti usati per giustificare la violenza e la guerra.

Quando anche questa posizione morale diventa oggetto di sospetto o di delegittimazione politica, il problema non riguarda più soltanto le scelte di politica estera. Diventa una questione di libertà di coscienza.

Il caso Prejean appare emblematico proprio per questo motivo. Una donna che ha costruito la propria identità pubblica sulla fede cattolica e sul conservatorismo politico si è trovata marginalizzata proprio per aver richiamato quei principi morali che per anni aveva difeso.

A questa dinamica si è aggiunto nelle ultime settimane un episodio che ha suscitato forte preoccupazione negli ambienti che si occupano di libertà di stampa negli Stati Uniti. Durante il conflitto con l’Iran, Donald Trump ha attaccato duramente diversi organi di informazione accusandoli di diffondere notizie false o distorte sulla guerra, minacciandoli di togliergli la licenza di trasmissione radiotelevisiva rilasciata dalla Federal Communications Commission (FCC).

Se questa tendenza dovesse consolidarsi, le conseguenze potrebbero essere molto più profonde di una semplice polemica politica. Quando una democrazia comincia a stabilire quali opinioni possono essere espresse e quali invece devono essere espulse dal dibattito pubblico, il problema non riguarda più soltanto una questione internazionale.
Riguarda la libertà stessa di pensare, parlare e agire secondo coscienza.
Luciano Tovaglieri
Segretario Nazionale di IGNIS Fuoco Italico (movimento sovranista antimassonico che intende riaffermare i valori religiosi ed etici tradizionali)

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Totalement compromis dans l'affaire Epstein, comme le prouvent les documents publiés par la justice américaine, Trump n'a plus d'autre choix que d'exécuter les ordres de Netanyahu qui le "tient" entièrement.

Anonimo ha detto...

l miliardario tecnologico Peter Thiel, 58 anni, terrà un ciclo di conferenze a porte chiuse a Palazzo Orsini Taverna, nel centro storico di Roma, sul tema dell'Anticristo (15-18 marzo).
Secondo LaStampa.it (16 marzo), Thiel ha detto: "Sono un cristiano, voglio preservare la libertà e temo l'Anticristo".
Thiel è cresciuto in una famiglia cristiana evangelica e ha affermato che la sua visione del mondo è plasmata dal "cristianesimo".
Plasmata dall'omosessualità
Già nel 2007, il blog della Silicon Valley Valleywag, gestito dalla società di media Gawker Media, ha pubblicato un articolo in cui si affermava che Thiel "è totalmente gay". In seguito, Thiel ha finanziato segretamente la causa di Hulk Hogan contro Gawker per un video hard trapelato. Il caso ha portato a un verdetto di 140 milioni di dollari e ha costretto Gawker Media alla bancarotta.
https://gloria.tv/post/QMYM2MANXSCB1EJvdtERrAkrP
Mordi e fuggi da parte mia per chiedere : " Ma vi pare normale che tutti questi figuri
gravitino sull'Italia e specialmente su Roma? Cosa e' venuto veramente a fare a predicare a porte chiuse a soggetti paganti mille euro cadauno, su cosa esattamente Dio solo lo sa. Ma e' normale che costui abbia pagato la campagna elettorale di Vance ( che si professa cattolico ,o cristiano tout court, non ricordo) e al contempo si riporti che Vance sia molto amico di Leone XIV e che non manchi di fargli visita ogni tre per due? Definirsi cattolico equivale ad esserlo?!

Anonimo ha detto...

Le supposte compromissioni di Trump con L'Affare Epstein sono al momento solo insinuazioni e calunnie.
Le uniche accuse sono quelle di una donna, che sembra essere una mitomane, già fatte nel 2019, prima della campagna elettorale del 2020. Costei fu ascoltata due volte dallo FBI per poi scomparire dalla scena. Ma le sue dichiarazioni, come risultano per riassunto dal file di Epstein sono apparse alquanto scombinate. Disse ad un suo amico di esser stata violentata minorenne da un certo Jeff. Quando le fu mostrata la foto di Epstein, disse che era lui il colpevole. Fece seguire racconti confusi di partecipazione (coatta) ad orgine varie. Poi disse che per difendersi da Trump aveva dovuto morderlo.
Si tratta di spazzatura della peggior specie. Se è vero che Trump ha abusato di questa e di quella, le vittime dovrebbero venire allo scoperto o no? Naturalmente, con prove convincenti.

Anonimo ha detto...

Devo dire che ho letto con interesse l'articolo e, alla fine, mi son chiesto: parla degli Stati Uniti o dell'Unione Europea?

Anonimo ha detto...

SARÒ FRANCO | Il Punt🔴 di Vista di Franco FRACASSI
Becciolini Network
https://www.youtube.com/watch?v=507ZkTLtpp4&t=5690s
Qui ci sono varie risposte nonche' la novita' (che io non sapevo)per cui il
pregiatissimo Sindaco di Roma fa circolare una macchina
dotata di intelligenza artificiale denominata Cerbero* ad uso
sparamulte. Converra' che si inceppi perche' se continua così tra
un po' licenzieranno pure la Municipale.
*Cerbero è un sistema avanzato di intelligenza artificiale, in uso a Roma da fine 2024, montato sulle volanti della Polizia Locale per rilevare automaticamente infrazioni come sosta in doppia fila, divieto di sosta e irregolarità amministrative (revisione/assicurazione). Il dispositivo genera oltre 100.000 multe al mese, con un picco di oltre 1 milione di verbali nel primo anno, operando principalmente nel centro storico e aree densamente trafficate.

Anonimo ha detto...

Frattanto uno dei piu' autorevoli (cosi' dicon lor che sanno) organismi di controllo dello stato di salute delle democrazie nel mondo, si tratta di un organismo svedese, sostiene che gli Stati Uniti si stanno dirigendo verso una forma di autocrazia come mai visto sinora. E cita anche Ungheria, Slovacchia e altri stati tra le autocrazie emergenti, ma guarda guarda che casualita'.
Tutto questo allarme e alzata di toni da quando l'ordine mondiale non risulta piu' in salute, da quando Lorsignori sembrano aver perso potere, da quando il Sovranismo (e lo scrivo volutamente con la maiuscola) sta riemergendo. E vivaddio! Sovranismo che vorrei vedere anche in Italia come in Ungheria. Sovranismo, certo, senza paura.

Anonimo ha detto...

C'è sempre un problema nel disprezzare qualcuno o qualcosa: il problema è che si perde un pezzo dell'intero. Eppure in quel frammento c'è abbastanza per intendere -se lo si contempla con il cuore libero e puro- che esso non è nel vuoto, ma si collega con tanti altri apparenti frammenti, coinvolgendo così tante realtà che c'entriamo pure noi.

Il cieco disprezzo verso qualcuno è uno dei mali che Cristo-Verità ha smascherato, non risolvendolo in un nuovo disprezzo verso chi disprezza, ma caricato sulla sua croce.

Nel disprezzo non c'è compassione e Gesù mostra che invece Dio non la pensa così.
Il peccatore è tale e non compie la volontà di Dio, ma la gioia sta nella conversione.
La compassione per il peccatore è un'offerta di luce perchè il contrito si converta.
Non avviene sempre in un lampo e abbonda di ombre e chiaroscuri. Che cosa può fare il giusto mentre l'ingiusto non lo è? Non lo deve disprezzare, pena il non esserlo più lui.

La contemplazione vede il negativo e vede il nemico: lo sa negativo e lo sa nemico, ma non lo disprezza, vedendo anche in quel frammento dell'intero lo stesso disegno che riguarda lui, già raggiunto dalla grazia. Per questo il pubblicano che si batteva il petto tornò a casa giustificato (fatto giusto: cristificato), mentre non così andò per il fariseo che si vantava "di non essere come quello lì".

La grazia della luce che illumina nella contemplazione sa sfondare le tenebre del peccato e della miseria che vede, illuminandola di una luce che ci trascende. Gesù è la verità, la luce, la via... e non disprezza nessuno. Attende la sua conversione.

Il problema è per chi dice di vederci e disprezza. Ciecamente.

Anonimo ha detto...

Resta da vedere se è vero o no

Anonimo ha detto...

Ah, il problema è il sionismo, non gli Epstein files, non i soldi fatti dalla sua famiglia da quando è presidente, non l’ICE che spara ai civili per strada e ammanetta i bambini.
Beh, l’importante è avere le priorità al posto giusto.

Anonimo ha detto...

Beh se non ci fosse niente di compromettende lo avrebbero già pubblicato integralmente invece ora al Congresdo si sono accorti che dal rapporto dato sono state tolte centinaia di pagine e se fossero pagine che riguardavano i democratici le avrebbero tenute, no ? Mauro

Anonimo ha detto...

TRUMP, ECCO A COSA SERVIVA -
ALESSANDRO LEONARDI
https://www.youtube.com/watch?v=i_K3ctBPKsM

Anonimo ha detto...

C’è un filo rosso inferno che collega:
- la presunta messa nera nella Cappella Paolina in Vaticano del 29 giugno 1963;
- il Novus Ordo Missae del 30 novembre 1969;
- i fatti inumani dell’isola degli orrori;
- l’introduzione del culto della pachamama in Vaticano il 6 ottobre 2019;
- Fiducia Supplicans;
- La guerra all’Iran.
C. Gazzoli

Anonimo ha detto...

Le pagine mancanti dagli Epstein files non è detto che riguardino Trump. Possono contenere dettagli scabrosi che danneggerebbero terze persone, provocando anche azioni legali contro il ministero della giustizia.
"L 'ice che spara ai civili per strada e ammanetta i bambini..". Questa è solo retorica, propaganda di basso conio. La storia del bambino ammanettato è stata gonfiata dai media. Avevano bloccato il padre per strada e l'avevano portato all'ufficio di polizia, il bambino non potevano lasciarlo solo per strada. Inoltre, l'arresto nel sistema anglosassone non sono le manette. Corrisponde al nostro fermo di polizia e non può durare più di due giorni, quano si tratta di controlli, posti di blocco etc.
Piuttosto renderei nota la notizia che la calunniata ICE ha individuato migliaia di bambini e minorenni soli entrati illegalmente negli USA grazie al lassismo di Biden e dei catto-woke che odiano Trump, ed ora completamente allo sbando. Chissà quanti altri ce ne sono che sono finiti in cattive mani.
La polizia americana è a volte brutale, anche perché ha a che fare con una delinquenza efferata, ma non diciamo che "spara ai civili per strada", come se facesse il tiro al bersaglio. Questa è faziosità.